Ultimo aggiornamento 6 Dicembre, 2018, 20:02:19 di Maurizio Barra
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DALLE 14:45 ALLE 20:02
DI GIOVEDì 06 DICEMBRE 2018
SOMMARIO
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Iran: Zarif, terroristi pagati da estero
In attacco nel sudest uccisi due agenti, 42 persone ferite
Ecuador, Assange dovrebbe consegnarsiCon Londra ‘siamo alla ricerca di una soluzione’
Osce: Klimkin, Russia rilasci marinaiMinistro Esteri, ‘sono prigionieri di guerra, siano rimpatriati’
Migranti: Oim, boom arrivi in YemenRotta migratoria verso Paesi del Golfo più frequentata al mondo
Nuova nave lanciamissili russa in CrimeaDispone di razzi Kalibr, artiglieria moderna e difesa anti-aerea
Gilet gialli: scontri a MarsigliaStudenti in scipero bruciano auto e cassonetti
Scontri studenti-polizia in FranciaA Marsiglia e Nizza. Fermate 33 persone, 2 feriti
Ecuador, Assange può lasciare ambasciataIl presidente: ‘Ha sufficienti garanzie da parte Gb per farlo’
Brexit: Barnier, è l’accordo migliore’Nei negoziati mai spirito di rivincita o di aggressività’
Brexit: sindaco di Londra teme ‘no deal’Khan sollecita May a prorogare iter in caso bocciatura accordo
Amal Clooney attacca TrumpE ricorda il caso Khashoggi: ‘Brutalmente torturato e ucciso’ – Gilet gialli, sabato Tour Eiffel chiusa
Sbarrati anche sette musei per motivi di ordine pubblico – Gilet gialli, fonte Eliseo:tentato golpe
A Le Figaro. 007 in allerta dopo appelli a uccidere parlamentari
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TEHERAN
– L’attacco contro una stazione di polizia a Chabahar, nel sud-est dell’Iran, è stato perpetrato da “terroristi sostenuti all’estero”: lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif. Il bilancio dell’attacco, rivendicato da Ansar al Forqan, un gruppo separatista della regione del Baluchistan, è di due angenti uccisi e 42 persone ferite.
– Il presidente ecuadoriano Lenin Moreno ha dichiarato in un’intervista alla Cnn che in merito alla situazione del fondatore di Wikileaks Julian Assange, rifugiato presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, “siamo alla ricerca di una soluzione concordata con il governo britannico”, e che “se offrono garanzie per la sua vita, dovrebbe consegnarsi alla giustizia” del Regno Unito. “Noi proteggiamo i diritti del signor Assange”, ha sottolineato Moreno nell’intervista, riportata dal quotidiano ecuadoriano El Comercio. Il presidente ecuadoriano ritiene che Assange debba consegnarsi alla giustizia britannica “in primo luogo perché rappresenta una spesa enorme per l’Ecuador”. In secondo luogo, perché “vivere più di cinque anni come rifugiato non è auspicabile per un essere umano”. Infine perché, il governo britannico “non deciderebbe mai per l’estradizione di una persona verso un paese in cui rischia la vita”.
– “Ventiquattro marinai ucraini sono stati catturati e sono prigionieri di guerra. Chiediamo alla Russia l’immediato rilascio e il rimpatrio in Ucraina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin nel suo intervento al Consiglio ministeriale dell’Osce, a cui partecipa anche il suo omologo russo, Serghei Lavrov.
– Sono oltre 150 mila i migranti africani entrati nello Yemen nel 2018, con un aumento del 50% rispetto all’anno precedente.
Un fenomeno straordinariamente allarmante, secondo l’Oim, tenuto conto che tante persone cercano di raggiungere una ”pericolosa zona di guerra” com’è lo Yemen.
Inoltre, aggiunge l’Oim, sono gravi e mortali i rischi che questi migranti corrono attraversando le rotte migratorie del Corno d’Africa e il mar Rosso. Nonostante ciò lo Yemen resta una tappa importante per i migranti che vogliono raggiungere i ricchi Stati del Golfo. Secondo l’agenzia Onu, infatti, la rotta migratoria marittima verso lo Yemen è la più frequentata al mondo. Basti pensare che, secondo le stime dell’Oim sono stati, di contro, 107 mila i migranti che quest’anno, hanno raggiunto l’Europa attraverso il Mediterraneo.
Il rapporto stima che il 92% di coloro che sono entrati quest’anno nello Yemen sono etiopi mentre il resto è costituito da somali.
– MOSCA
– La Russia ha inviato in Crimea una nuova nave lanciamissili della classe Buyan-M: la Orekhovo-Zuyevo, oggi in viaggio da Novorossiysk a Sebastopoli.
Lo fa sapere il portavoce della flotta russa sul Mar Nero, Alexiei Rulev, citato dall’agenzia Interfax, sullo sfondo delle tensioni tra Mosca e Kiev dopo il sequestro di tre navi ucraine e l’arresto dei loro equipaggi nello stretto di Kerch, che collega il Mar Nero al mare di Azov.
Si tratta della settima corvetta russa della classe Buyan-M, la seconda di questo tipo realizzata per la flotta russa sul Mar Nero. La nave dispone di missili a lungo raggio Kalibr, artiglieria moderna, sistemi di difesa antiaerea e antisabotaggio.
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PARIGI
– Scontri violenti anche a Marsiglia fra studenti in sciopero e polizia. I giovani hanno dato alle fiamme dei cassonetti nella zona del Porto vecchio e della gare Saint-Charles.
Davanti al liceo Victor Hugo, vicino alla stazione ferroviaria, alcune auto sono state rovesciate e date alle fiamme.
– PARIGI
– Scontri fra studenti e polizia a Nizza, dove 33 persone sono state fermate dopo violenti scontri attorno ad uno dei licei più grandi della città, il Parc Imperial, con oltre 1.700 allievi. La protesta, con scontri e barricate, è dilagata anche a Montpellier e nei centri vicini, con saccheggi e danneggiamenti.
Due studenti sono rimasti leggermente feriti negli scontri a Beziers, dove due auto sono state rovesciate e bruciate, altre danneggiate. Otto persone sono state fermate.
Scontri violenti anche a Marsiglia fra studenti in sciopero e polizia. I giovani hanno dato alle fiamme dei cassonetti nella zona del Porto vecchio e della gare Saint-Charles. Davanti al liceo Victor Hugo, vicino alla stazione ferroviaria, alcune auto sono state rovesciate e date alle fiamme.
– QUITO
– Julian Assange “ha sufficienti garanzie” da parte del governo britannico “per poter lasciare l’ambasciata dell’Ecuador” a Londra. Lo ha detto il presidente del paese sudamericano Lenin Moreno. Il fondatore di Wikileaks è rifugiato dal 2012 nella sede diplomatica ecuadoriana. Il presidente ha inoltre dichiarato di aver avuto “rassicurazioni scritte” dal governo di Londra che Julian Assange non sarà estradato in “nessun paese in cui rischierebbe la pena di morte”.
– BRUXELLES
– I negoziati sulla Brexit sono stati condotti “senza spirito di rivincita o aggressività”. Lo ha affermato il capo negoziatore Ue sulla Brexit Michel Barnier al Comitato Ue delle Regioni (CdR) oggi a Bruxelles, ribadendo ancora una volta che l’accordo è “equilibrato” ed è “l’unico ed il migliore possibile”.
– LONDRA
– Lo spettro di “una devastante Brexit no deal” resta all’orizzonte, a dispetto della volontà dei più, e potrebbe materializzarsi per forza d’inerzia in caso di stallo: a lanciare l’allarme è il sindaco di Londra, Sadiq Khan, laburista e anti-brexiteer di spicco, sollecitando Theresa May a congelare l’iter di divorzio, ritirando la notifica dell’articolo 50 per il recesso dall’Ue entro il 20 marzo 2019, laddove martedì 11 dicembre i Comuni dovessero bocciare l’accordo raggiunto dalla premier Tory britannica con Bruxelles.
Khan, in visita oggi in Irlanda, ha invocato quanto meno un rinvio della procedura – cosa che la premier continua peraltro a escludere – per evitare che una scadenza così ravvicinata e stringente impedisca di fatto l’esame di opzioni alternative diverse dal no deal all’accordo May dopo l’eventuale mancata ratifica parlamentare.
– NEW YORK
– Amal Clooney “onora” il coraggioso lavoro dei giornalisti di tutto il mondo, che sono “sotto attacco”. L’avvocato per i diritti umani ha partecipato con il marito George Clooney e i suoceri Nick e Nina, al gala annuale dell’United Nations Correspondent Association (Unca) a New York, ed e’ stata premiata con il 2018 Unca Global Citizen of the Year Award. Amal, elegantissima in un abito blu e bianco di J. Mendel, ha parlato dei reporter imprigionati in Birmania (che lei rappresenta), attaccando regimi tra cui Corea del Nord, Turchia, Ungheria, Filippine e Brasile, dove i giornalisti sono “sotto attacco come mai prima d’ora”. Poi ha ricordato il caso di Jamal Khashoggi, “che e’ entrato in un consolato a Istanbul ed e’ stato brutalmente torturato e ucciso”. E ha criticato il presidente americano Donald Trump per la sua ostilità verso i media. “Ha dato a questi regimi il via libera e ha etichettato la stampa in questo paese come un nemico del popolo”, ha detto.-
PARIGI
– Chiude anche la Tour Eiffel sabato, per motivi di ordine pubblico, in concomitanza con la manifestazione dei gilet gialli. Lo ha annunciato la società di gestione.
“Le manifestazioni annunciate per sabato 8 dicembre – si legge in un comunicato della società – non consentono di accogliere i visitatori con le necessarie condizioni di sicurezza”. Una decina di musei e teatri parigini rimarranno chiusi sabato per motivi di sicurezza legati alla manifestazione dei gilet gialli.
Sette musei rimarranno sbarrati, fra i quali il Grand Palais e il Petit Palais, il museo d’arte moderna della Ville de Paris, il Musee de l’homme e il musee des Arts et Metiers.
–
PARIGI
– In una escalation di tensione che sta dilagando in Francia per la protesta dei gilet gialli, una fonte dell’Eliseo, citata da Le Figaro, ha parlato di “golpisti”: “siamo davanti a un tentativo di colpo di stato”, avrebbe detto la fonte citata.
Secondo il quotidiano, i servizi avrebbero allertato l’Eliseo su “appelli ad uccidere e usare armi da fuoco contro parlamentari, governo e forze dell’ordine”.
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