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Ultimo aggiornamento 12 Dicembre, 2018, 22:04:29 di Maurizio Barra

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AGGIORNAMENTO DELLE 22:04

DI MERCOLEDì 12 DICEMBRE 2018

SOMMARIO

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Xylella: Puglia, 144 nuovi ulivi infetti
Di cui nove monumentali. 85 in provincia di Brindisi

Rogo,inquinanti alti no danno ambientaleOltre limiti diossine, Ipa,Pcb ma meglio che in incendio Pomezia – Discoteca, 17enne rimesso in libertà
Non ci sono presupposti per custodia cautelare per droga

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BARI

– Da fine settembre ad oggi sono stati individuati in Puglia 144 nuovi ulivi infetti dal batterio della Xylella fastidiosa. Di queste 144 piante, 100 rientrano nell’area della Piana monumentale degli ulivi, ma al momento gli ulivi monumentali infetti risultano solo nove. Le 144 nuove piante infette si trovano: 41 nella cosiddetta zona di contenimento, e 103 nella zona di ex contenimento (85 piante a Carovigno, 11 a San Vito dei Normanni, 5 a Ostuni e 2 a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi). Non sono stati trovati ulivi infetti nella zona cuscinetto. Nella zona di ex contenimento non vige più l’obbligo di monitoraggio, secondo una decisione dell’Ue, ma la Regione Puglia ha ritenuto comunque utile proseguire. Queste nuove 144 piante infette rilevate nell’ambito del monitoraggio 2018-2019, si aggiungono alle 3.800 individuate nel 2017-2018 (3.100 abbattute), alle 1.900 individuate nel monitoraggio 2016-2017, e alle migliaia trovate infette tra il 2013 e il 2015.
Sono alti ma “compatibili con la vicinanza di un incendio” i dati sui microinquinanti nocivi per la salute diffusi nell’aria dal rogo dell’impianto Tmb di via Salaria a Roma, come diossine, Ipa e Pcb. Lo afferma

il direttore generale dell’Arpa Lazio Marco Lupo: “Non parlerei di danno ambientale, ora gli effetti sulla salute li dovranno stabilire gli enti competenti” dice spiegando come le risultanze delle prime analisi siano nella maggior parte dei casi, molto inferiori a quanto rilevato mesi fa nelle stesse condizioni alla Eco X di Pomezia. I Pcb, cioè sostanze derivate dalla combustione degli oli, “sono 1019 picogrammi per metro cubo – riporta – Non esiste un valore normativo di riferimento, ma a Pomezia i primi giorni erano circa 390. Andranno monitorati”.
Passando alle diossine “il valore rilevato è di 0,7 picogrammi/m3. In questi casi si fa riferimento al limite dello 0,1 fissato dall’Oms per le aree urbane. E’ un valore sette volte superiore, ma è normale che lo sia a pochi metri dall’incendio”.-

ANCONA

– E’ stato rimesso in libertà il 17enne sospettato di avere usato lo spray urticante che avrebbe provocato il fuggi fuggi e poi la calca all’uscita della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in cui sono morte sei persone. Il ragazzo, fermato per una vicenda di droga, è comparso oggi davanti al gip del Tribunale minorile di Ancona che ha convalidato l’arresto, ma ha rimesso in libertà l’adolescente perché non c’erano i presupposti per la custodia cautelare. Il ragazzo è indagato a piede libero per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e lesioni colpose per i fatti della discoteca avvenuti nella notte tra il 7 e l’8 dicembre: tre ragazzi che si trovavano nel locale lo hanno riconosciuto (anche se in maniera piuttosto generica) come autore degli spruzzi di spray al peperoncino. Il giorno dopo era stato trovato in un appartamento in un residence di Senigallia con due adulti e oltre 200 grammi di droga ed era stato arrestato.

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