Ultimo aggiornamento 19 Dicembre, 2018, 19:28:51 di Maurizio Barra
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DALLE 16:55 ALLE 19:28
DI MERCOLEDì 19 DICEMBRE 2018
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Uccise figli in carcere:capace intendere
“assumeva volontariamente droga”. Scaraventò bimbi da scale
19 dicembre 201816:55
– E’ da “considerarsi” capace di intendere e di volere al momento del fatto Alice Sebesta, la detenuta che il 18 settembre scorso ha scaraventato i due figli, uccidendoli, nel reparto nido del carcere di Rebibbia a Roma. E’ la conclusione a cui è giunto il perito nominato dal tribunale di Roma nell’ambito dell’incidente probatorio. Sul punto il consulente dalla Procura si è espresso per la totale incapacità al momento del fatto. Nelle conclusioni il perito scrive che la donna, finita in carcere per reati di droga, “è da considerarsi capace di intendere e di volere al momento del fatto” in considerazione della “deliberata assunzione di sostanza stupefacente in dose massiva per un mese prima del fatto reato”.
La perizia verrà discussa dalle parti nell’udienza fissata davanti al gip il 9 gennaio prossimo.
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Borsellino: Fava,da strage a depistaggioPresidente Antimafia Sicilia, non mafiosi coadiuvarono boss
PALERMO19 dicembre 201817:12
– “La stessa mano, non mafiosa, che accompagnò Cosa nostra nell’organizzazione della strage di via D’Amelio potrebbe essersi mossa, subito dopo, per determinare il depistaggio”. L’ha detto Claudio Fava, presidente della Commissione regionale antimafia, nella conferenza stampa seguita ai lavori d’indagine sui depistaggi di via d’Amelio, dove il 19 luglio 1992 persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta.
“L’indagine sul depistaggio di via D’Amelio è iniziata con Fiammetta Borsellino – ha detto Fava – portarla avanti è stato il modo migliore per rendere omaggio alla memoria del magistrato ucciso. Per troppo tempo, troppe domande sono rimaste senza destinatari: in alcuni casi abbiamo avuto risposte, in altri casi c’è stata poca memoria”. Fava ha ricordato di non aver indagato sulle responsabilità penali: “Non è nostro compito – ha detto – abbiamo indagato su responsabilità politiche e istituzionali che possono avere, a tutti i livelli, ‘protetto’ questo depistaggio”.
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Strage treni: a processo i 18 imputatiSono dirigenti e dipendenti Ferrotranviaria e società
TRANI19 dicembre 201817:25
– Il gup del Tribunale di Trani Angela Schiralli ha rinviato a giudizio tutti i 18 imputati, 17 persone fisiche e la società Ferrotranviaria, accusati della strage ferroviaria che il 12 luglio 2016 causò tra Andria e Corato la morte di 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri. Il processo inizierà dinanzi al Tribunale di Trani il 28 marzo 2019. La decisione è stata presa dopo circa due ore di camera di consiglio al termine dell’udienza preliminare.
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Parto in ambulanza nel ReggianoNascita durante viaggio da Toano verso l’ospedale di Sassuolo
REGGIO EMILIA19 dicembre 201817:35
– Una donna ha partorito in ambulanza stamattina a Castellarano, nel Reggiano. La mamma, residente in Appennino a Toano, è appartenente al distretto sanitario di Castelnovo Monti dove l’anno scorso è stato chiuso tra numerose polemiche il punto nascite dell’ospedale Sant’Anna, l’unico presidio sanitario della montagna. La donna era alla 39esima settimana di gestazione.
Secondo l’Ausl la gravidanza a rischio era nota al consultorio di Castelnovo Monti e all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dove avrebbe dovuto partorire. Alle 3 invece, sono arrivate le contrazioni e dopo aver cercato invano di mettersi in contatto col marito che era al lavoro, a travaglio già avanzato, ha dato l’allarme al 112 intorno alle 6.
Così i sanitari si sono precipitati a casa della donna per poi partire verso l’ospedale di Sassuolo: durante il viaggio, alle 7.15 circa, il bambino non ne ha voluto più sapere di restare nella pancia e il parto è così avvenuto in ambulanza all’altezza di Castellarano.
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Voto scambio: De Raho, difficoltà norma”Complessa l’interpretazione e restringimento area punibilità”
ROMA19 dicembre 201817:52
– Il nuovo disegno di legge sul voto di scambio politico mafioso contiene una serie di elementi di “difficile interpretazione” che “determineranno difficoltà applicative”: lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho oggi in audizione in commissione Giustizia alla Camera. “Nella nuova proposta si ritiene di difficile interpretazione il fatto che l’appartenenza all’associazione a delinquere di tipo mafioso debba essere l’elemento che connota la figura di colui che promette: questo elemento sicuramente determinerà difficoltà applicative”. Inoltre “sostanzialmente rispetto alla passata formulazione ci sarebbe, con la nuova proposta, un restringimento dell’area di punibilità”, ha affermato De Raho.
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Scritte alla Normale, ‘Barone dimettiti”Hackerati’ monitor della mensa con la stessa frase
PISA19 dicembre 201817:59
– Striscioni sono stati esposti stamani alla Normale di Pisa con la scritta ‘Barone dimettiti’ da alcuni convitti del prestigioso istituto superiore universitario. La stessa scritta, riferia al rettore Barone, è comparsa all’ora di pranzo sui maxi schermi della mensa dopo che qualcuno ha hackerato il sistema interno che proietta il menu giornaliero.
Nei giorni scorsi gli allievi avevano presentato una mozione di sfiducia che sarà discussa e votata nelle prossime sedute del Senato accademico il 9 gennaio. Ma il clima nella Scuola anticipa la conferenza di ateneo fissata domani e durante cui il direttore Vincenzo Barone potrebbe rassegnare le dimissioni dopo le polemiche esplose per il progetto di uno ‘sdoppiamento’ della Normale con l’apertura di una sede a Napoli. Iniziativa da lui stesso caldeggiata e poi stoppata dal governo che ha istituito una nuova scuola superiore universitaria al Sud, presso la Federico II, rinunciando però ad affiliarla alla Normale.
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Viaggi con carte clonate, tre indagatiCagliari, Polizia postale arresta mago delle truffe online
CAGLIARI19 dicembre 201818:17
– Ha rubato le credenziali, i codici delle carte di credito di ignari cittadini e ha effettuato acquisti online, pagandosi anche vacanze di lusso per lui e i suoi complici. Un “genio” delle truffe telematiche è stato scoperto dagli agenti del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari che oggi lo hanno arrestato. In carcere con l’accusa di frode informatica, uso di documenti di identità contraffatti e sostituzione di persona, è finito Gregorio Gervasi, 26 anni di Cagliari. Indagati anche due 29enni e un 25enne che avrebbero partecipato alle frodi telematiche.
Si tratta di una delle prime ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse per reati di questo genere. Gli agenti coordinati dal dirigente Francesco Greco e dall’ispettore superiore Roberto Manca sono riusciti a ricostruire almeno un centinaio di frodi informatiche che vedono come protagonista e capo della gang il 26enne.
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Rogo pisano:fermato,io non c’entro nullaInterrogato dagli investigatori ha negato tutte le accuse
PISA19 dicembre 201818:23
– “Io con l’incendio del Monte Serra non c’entro. Quella sera ero là per controllare che tutto fosse a posto dopo la diramazione dell’allerta meteo per il vento forte”. E’ questa in estrema sintesi la difesa di Giacomo Franceschi, il presunto piromane del Monte Serra, riferita dal suo difensore, l’avvocato Sandro Orrù. Il presunto piromane è in stato di fermo nel carcere di Pisa dopo esser stato interrogato ieri tre ore dal pm Flavia Alemi. Le accuse sono di incendio boschivo e disastro ambientale. “Il mio assistito – ha spiegato l’avvocato Sandro Orrù – ha risposto a tutte le domande del pubblico ministero, con estrema calma e fornendo tutte le spiegazioni necessarie”. Per il legale i carabinieri sarebbero risaliti a lui “al culmine di un’indagine fondata per lo più su sommarie informazioni raccolte tra i volontari dell’Antincendio, comprese quelle del mio assistito, e tra residenti. Franceschi ha sempre ribadito agli investigatori di non avere alcuna responsabilità per l’incendio”.
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Mohamed Chajar assolto da accusa stuproTaranto, caso fece scalpore. Lega disse, ‘bastardo irregolare’
TARANTO19 dicembre 201818:31
– Fu sottoposto a fermo con l’accusa di aver violentato una ragazza di 17 anni di origine colombiana sulla spiaggia Lido Paradiso di Castellaneta Marina (Taranto), ma per il tribunale ‘il fatto non sussiste’. E’ stato assolto con formula piena, dopo aver trascorso quasi quattro mesi in carcere, il 31enne marocchino Mohamed Chajar. Nel corso del processo sono emerse contraddizioni nelle dichiarazioni della 17enne e del suo fidanzato che ora rischiano a loro volta l’incriminazione rispettivamente per calunnia e falsa testimonianza. Si conclude così una vicenda che aveva avuto grande clamore dopo le polemiche sollevate dal deputato barese della Lega Rossano Sasso che definì lo straniero ‘bastardo irregolare sul nostro territorio’ e attuò un flash mob con alcuni militanti sulla spiaggia di Castellaneta. Su Twitter il ministro Salvini commentò la notizia del fermo del marocchino, aggiungendo che “nel Decreto sicurezza che ho in testa bestie come lui saranno prontamente rimandate al loro Paese”.
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Intimidazione a vicesindaco in CalabriaTesta di capretto in busta, anche per ex sindaco e un impiegato
LONGOBUCCO (COSENZA)19 dicembre 201818:38
– Tre buste con al’interno ognuna una testa mozzata di capretto sono state lasciate davanti alle abitazioni del vicesindaco di Longobucco, Giuseppe Davide Federico, dell’ex sindaco del comune del Cosentino, Luigi Stasi, e di un impiegato comunale, Pietro Caputo. I fatti risalgono alla notte tra il 17 e il 18 dicembre scorsi, ma la notizia è stata diffusa oggi.
Federico, Stasi e Caputo hanno denunciato gli episodi di intimidazione di cui sono stati vittime ai carabinieri.
Sull’accaduto hanno avviato indagini i militari di Longobucco, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari.
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Abusi su figlia e nipote, condannatoLe due bambine avevano 12 e 6 anni
BERGAMO19 dicembre 201818:40
– E’ stato condannato a 13 anni di reclusione un uomo finito a processo a Bergamo per aver abusato, tra il 2011 e il 2012, della figlia dodicenne e, poco più di un anno dopo, anche della nipotina di 6 anni. Il pm aveva chiesto una condanna a 16 anni. L’uomo ha 54 anni ed ha sempre respinto tutte le contestazioni, sostenendo di non aver mai fatto nulla di male alle due bambine, evidenziando che la denuncia nei suoi confronti era arrivata solo anni dopo i presunti fatti, nel 2016, e che in quel periodo con lui abitava anche il figlio (all’epoca quattordicenne) che avrebbe riferito di non aver mai notato nulla di anomalo in casa.
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Sasso contro agente Volanti a Reggio C.Poliziotto colpito mentre stava procedendo ad un arresto
REGGIO CALABRIA19 dicembre 201818:50
– Un agente delle Volanti della Questura di Reggio Calabria è stato colpito alla testa da un sasso mentre stava procedendo all’arresto di uomo di 70 anni ritenuto responsabile dell’incendio di un’autovettura.
Il fatto è accaduto nei giorni scorsi nel quartiere Arghillà e la pietra è stata scagliata da un palazzo. Il poliziotto colpito dal sasso ha riportato lesioni medicate con alcuni punti di sutura. Indagini sono in corso per individuare l’autore del gesto.
La Questura reggina ha annunciato tolleranza zero verso atti di violenza contro i rappresentanti dello Stato. “Sui servizi ad Arghillà – ha detto il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi – non arretreranno di un millimetro per restituire legalità e sicurezza in un’area che presenta profili di sensibilità. Aumenteremo i controlli e l’attività di prevenzione. Gli investigatori della Polizia di Stato continueranno ad indagare per individuare i responsabili del gesto”. [print-me title=”STAMPA”]
