Ultimo aggiornamento 31 Dicembre, 2018, 12:34:03 di Maurizio Barra
CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
DALLE 10:33 ALLE 12:34
DI LUNEDì 31 DICEMBRE 2018
CRONACA TUTTE LE NOTIZIE
Sequestrati 70mila botti a Torino
Nascosti in toilette e magazzini senza misure di sicurezza
TORINO31 dicembre 201810:33
– Erano accatastati in maniera approssimativa, occultati nel retro dei locali o, addirittura, nascosti all’interno delle toilette, circa 70 mila artifici pirotecnici sequestrati dalla guardia di finanza di Torino.
Precarie erano anche le misure antincendio: i dispositivi di spegnimento non erano prontamente disponibili. Due gli imprenditori denunciati, che ora rischiano fino a un anno di carcere.
L’operazione è il seguito del maxisequestro effettuato nei giorni scorsi dalle fiamme gialle in alcuni depositi clandestini. Il nuovo sequestro è avvenuto in due store gestiti da imprenditori di origine cinese situati a Torino, nei pressi di via Livorno, nel quartiere Borgo Vittoria e in un emporio ubicato all’interno di un noto centro commerciale di Beinasco, comune della cintura torinese. Diverse le tonnellate di fuochi pirotecnici rinvenuti, che nei prossimi giorni verranno fatti brillare dagli artificieri. Sono ora in corso gli accertamenti in merito alla provenienza degli artifici pirotecnici.
Via tumore da cuore senza aprire toraceIntervento a Padova, è il primo del genere al mondo
PADOVA31 dicembre 201811:42
– A Padova una task-force di specialisti – cardiochirurghi, urologi, chirurgi epatobiliari – hanno rimosso un tumore renale esteso al cuore aspirandolo senza aprire il torace con una nuova tecnica. E’ la prima volta al mondo che viene effettuato un’intervento del genere – come rileva l’Azienda ospedaliera – con il paziente in recupero che tornerà presto alla sua vita normale. Al paziente, affetto da numerose patologie e già sottoposto ad intervento di triplice by-pass aorto-coronarico, è stata scoperta durante una visita di controllo una patologia renale che richiedeva l’asportazione del rene, un tumore che si era esteso fino al cuore. La neoplasia è stata rimossa senza aprire il torace, per aspirazione; novità assoluta in campo medico. Mentre il rene è stato asportato con metodo tradizionale. L’intervento è durato 12 ore.
Morto il figlio del boss GiulianoEra in coma dall’incidente avvenuto a metà novembre a Torino
TORINO31 dicembre 201811:45
– Nunzio Giuliano, figlio di Guglielmo, boss pentito della Camorra, è morto ieri mattina all’ospedale Cto di Torino. Era ricoverato in Rianimazione dallo scorso 16 novembre quando, inseguito dalle forze dell’ordine, si era schiantato contro un’auto nella centrale via Madama Cristiana. Per gli inquirenti, faceva parte della ‘banda dei rolex’, un gruppo di scippatori in trasferta che aggrediva i passanti per impadronirsi dei loro orologi.
Giuliano, 36enne rampollo del clan napoletano, non si era fermato all’alt della polizia. Il presunto complice di Giuliano, che era a bordo di un altro scooter, non è mai stato rintracciato.
Esplode bomba carta, paura a NapoliNella notte, danni allo stabile ma agibilità è ok
NAPOLI31 dicembre 201811:47
– Paura nella notte per l’esplosione di una bomba carta davanti ad uno stabile di corso Protopisani, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, a Napoli. I residenti hanno udito un’auto che si allontanava a forte velocità e successivamente il boato provocato dall’esplosione. Sul posto anche il 118, ma per fortuna non ci sono persone coinvolte. I vigili del fuoco hanno avviato le verifiche, dando il via libera all’agibilità dello stabile. L’esplosione ha comunque divelto il portone in ferro, fatto saltare in aria l’intonaco dalle mura e spaccato il marmo del pavimento. La Polizia sta indagando su quanto accaduto e sta verificando se nello stabile di quattro piani vi fossero eventuali obiettivi degli autori del raid.
Tenta di violentare una ragazza a RiminiSi scaglia contro i carabinieri che lo fermano con lo spray
BOLOGNA31 dicembre 201811:50
– Un uomo di 35 anni è stato arrestato a Rimini dopo aver picchiato e tentato di violentare una ragazza in mezzo alla strada. A bloccarlo, ieri notte, come riportano i media locali, sono stati i carabinieri che lo hanno fermato con l’accusa di violenza sessuale, lesioni, danneggiamento e resistenza.
La giovane vittima, che stava tornando a casa da lavoro in macchina, si è trovato l’uomo, residente a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) seminudo, come se stesse chiedendo aiuto. Lei si è fermata e lui l’ha strattonata fuori dalla macchina. Le urla della ragazza hanno allarmato i passanti che hanno chiamato i carabinieri. Quando sono arrivati, l’uomo si è scagliato anche contro di loro, finché i militari non lo hanno neutralizzato con lo spray al peperoncino.
Traforo Monte Bianco, stop a tir Euro 3’Per limitare inquinamento’. Tariffe +2,73% per tutti i veicoli
AOSTA31 dicembre 201812:02
– Dal primo gennaio scatta al traforo del Monte Bianco il divieto di transito dei veicoli classificati Euro 3 adibiti al trasporto e di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate (messi in circolazione prima del primo ottobre 2006). Misura che si aggiunge a quella adottata nel 2012 nei confronti degli Euro 2 (prima del primo ottobre 2001). Decisioni che, fa sapere la prefettura dell’Alta Savoia (Francia), “mirano a limitare l’accesso al traforo del Monte Bianco ai veicoli meno performanti in materia di emissioni di inquinanti atmosferici. Permettono inoltre di contribuire all’insieme di azioni adottate a favore del miglioramento della qualità dell’aria nella valle de l’Arve”. Ai piedi del versante francese del massiccio del Monte Bianco, infatti, il livello di inquinamento ha già provocato negli anni scorsi proteste della popolazione e rigide misure di contenimento delle emissioni. Per tutti i veicoli scatta inoltre l’aumento delle tariffe del 2,73%.
Deputata iraniana in campo contro il fenomeno delle ‘spose bambine’Tayyebeh Siavoshi, ‘il problema è la povertà, aggravata dalle sanzioni Usa’
TEHERAN31 dicembre 201812:19
Oltre 370.000 ragazze tra i 10 e i 18 anni sposate, di cui diverse decine hanno solo 9 anni. L’impressionante numero delle ‘spose bambine’ in Iran è quasi un simbolo delle contraddizioni esistenti in un Paese dove la presenza di molte donne nelle attività professionali altamente qualificate contrasta con le norme ispirate alla legge islamica che ne limitano i diritti. Contro questa realtà si è scontrato anche il tentativo di Tayyebeh Siavoshi, deputata presidente della commissione per gli Affari femminili del Parlamento, di far approvare una legge che aumentasse l’età minima richiesta per il matrimonio.
“Sfortunatamente – dice la parlamentare in un’intervista – la commissione per gli Affari giudiziari ha respinto la richiesta di portare in aula la proposta, affermando che è contraria alla Sharia”.
La bocciatura è avvenuta nonostante fossero stati ben 150, su un totale di 290, i deputati che avevano manifestato sostegno per l’iniziativa. “Per questo – aggiunge Tayyebeh Siavoshi, appartenente allo schieramento riformista – non ci arrenderemo. Dopo il parere negativo abbiamo chiesto che la commissione per gli Affari giudiziari spieghi le ragioni della sua decisione all’ufficio di presidenza del Parlamento, e che il dibattito si svolga comunque”.
Attualmente il codice civile iraniano prevede che le ragazze si possano sposare a partire dai 13 anni e i ragazzi dai 15. Ma il matrimonio può avvenire anche prima – a partire appunto dai 9 anni per le bambine – quando vi sia il consenso del padre, o in sua assenza del nonno paterno, con il permesso di un giudice. Ma sono proprio i genitori afflitti da problemi economici che normalmente decidono di dare in sposa la figlia quando è ancora bambina in cambio del ‘mehrieh’, una somma di denaro che secondo la tradizione e la legge il marito deve pagare. E infatti il fenomeno è diffuso nelle regioni più povere e arretrate, in particolare nel Khorasan e nel Sistan-Baluchistan, nell’est e nel sud-est del Paese. Per questi motivi, sottolinea Tayyebeh Siavoshi, si può ritenere che anche le sanzioni reimposte recentemente dagli Usa che hanno aggravato la già difficile situazione economica dell’Iran renderanno ancor più difficile combattere il fenomeno.
Sulle bambine date in spose a soli nove anni non ci sono cifre precise aggiornate, ma secondo gli ultimi dati disponibili nel 2015 furono 176. “Quante siano con precisione – afferma la deputata riformista – non ha importanza. Quello che conta è che queste bambine perdono praticamente la loro vita, sono soggette a violenza, depressione, ai pericoli della gravidanza e, se il marito ottiene il divorzio da loro, si ritrovano senza alcun sostegno economico vista la povertà della famiglia di origine”. Secondo un censimento risalente a due anni fa, erano 7.000 le divorziate tra i 10 e i 18 anni e 942 le vedove.
Nemmeno una fatwa emessa a sostegno della nuova legge da un Grande Ayatollah, Nasser Makarem Shirazi, è finora bastata a far passare la riforma voluta da Tayyebeh Siavoshi. “Molta gente ci invia messaggi per manifestare opposizione alla nostra iniziativa ma molte ong sono con noi – sottolinea la deputata – e spero che potranno svolgere un ruolo efficace per cambiare le cose, con il sostegno dei deputati schierati dalla nostra parte”. [print-me title=”STAMPA”]
