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Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2019, 22:23:29 di Maurizio Barra

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DI VENERDì 25 GENNAIO 2019

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Battisti, è caccia a rete protezione
In relazione Digos spunti investigativi su suoi fiancheggiatori

25 gennaio 201920:11

– Entra nel vivo l’inchiesta della Procura di Milano e della Digos sulla rete dei fiancheggiatori che avrebbe protetto la fuga di Cesare Battisti, il terrorista dei Pac condannato per quattro omicidi, catturato in Bolivia il 12 gennaio e ora in carcere a Oristano. Gli investigatori, infatti, hanno trasmesso agli inquirenti una relazione riepilogativa, con una serie di spunti investigativi sulle indagini condotte a partire dallo scorso ottobre, e che hanno messo fine alla sua latitanza durata quasi 40 anni. In particolare, tutti i dettagli dell’indagine ‘tecnica’ che ha consentito di individuare le utenze con cui il terrorista è stato in contatto negli ultimi due mesi (una quindicina inizialmente tra cellulari, tablet e pc, poi ridotti a non più di tre) sono stati al momento trasmessi alla Procura generale, che ha coordinato le indagini che hanno portato all’arresto.
Tifoso ucciso: la figlia, sei mio eroeStriscione amici, ‘Dede ciao, nostro Capitano per sempre’

MORAZZONE (VARESE)25 gennaio 201920:18

– Lacrime, nessun coro e tanti appassionati di calcio ai funerali di Daniele Belardinelli, il tifoso di 39 anni rimasto ucciso durante gli scontri prima della partita Inter-Napoli, il 26 dicembre scorso, fuori da San Siro a Milano, celebrati oggi pomeriggio nella chiesa di Sant’Ambrogio a Morazzone (Varese).
La stampa, per volere dei familiari della vittima, non ha potuto accedere alla funzione ma dall’esterno la voce della figlia è arrivata forte: “Sarai sempre il mio eroe, mi mancherai”. Finita la funzione, i partecipanti hanno seguito il corteo funebre diretto al cimitero, a una manciata di metri di distanza dall’alto campanile della chiesa, dove è stato steso un grande striscione con la scritta “Dede, ciao, nostro Capitano per sempre”.
Le stesse parole, intonate in coro, le hanno pronunciate nel cimitero di Morazzone (Varese) i suoi amici della curva del Varese calcio.
Comitati vittime stragi a RomaDa Molise a Toscana, manifestazione davanti Palazzo Giustizia

S.GIULIANO DI PUGLIA (CAMPOBAS25 gennaio 201920:23

– Certezza della pena, blocco della prescrizione, fondo istituzionale per risarcire le famiglie delle vittime. Sono le richieste ribadite a Roma, nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, dal Coordinamento nazionale “Noi non dimentichiamo”, familiari di vittime di disastri. Dapprima i manifestanti, una cinquantina, sono stati fatti allontanare dalle forze dell’ordine, poi sono riusciti a incontrare il ministro della Giustizia Bonafede al quale a ottobre consegnarono un documento. “E’ andata abbastanza bene – ha detto Antonio Morelli che rappresenta le famiglie dei 27 bimbi morti nel crollo della scuola ‘Jovine’ il 31 ottobre 2002 – Bonafede si è avvicinato a fine cerimonia e gli abbiamo ribadito quanto detto a S.Giuliano di Puglia. A primavera ci sarà un altro incontro”. L’aquilano Vincenzo Vittorini, parte civile nel processo bis alla Commissione Grandi Rischi, ha chiesto a Bonafede di interfacciarsi con gli altri ministri su temi del documento tra cui la prevenzione.
Familiari Cucchi, ancora depistaggiCc in aula, imputato mi disse ‘ci vogliono tirare dentro’

MA25 gennaio 201920:

– Per la famiglia di Stefano Cucchi i “depistaggi” intorno alla nuova indagine sui falsi che chiama in causa la catena di comando dei carabinieri “si stanno protraendo nel tempo e continuano”. Un atto d’accusa ribadito dal legale Fabio Anselmo nell’udienza del processo bis che vede imputati quattro rappresentanti dell’Arma.
Il riferimento è quanto emerso dalle nuove carte depositate in settimana dalla Procura e in particolare le presunte pressioni nei confronti di testimoni chiamati dal pm a raccontare cosa avvenne nell’ottobre del 2009. Un carabiniere in aula dice: “imputato mi disse ‘ci vogliono tirare dentro'”.
Regeni: in centinaia a fiaccolata PadovaCirca 300 persone in Piazza Erbe sotto striscione Municipio

PADOVA25 gennaio 201920:46

– Anche Padova ha ricordato questa sera Giulio Regeni, con un sit in di circa 300 persone svoltosi in Piazza delle Erbe, a tre anni dalla scomparsa del giovane studente friulano, barbaramente ucciso in Egitto.
L’appuntamento era sotto lo striscione che chiede verità e giustizia per Giulio, affisso in Municipio, su una delle pareti che affaccia su Piazza delle Erbe.
“E’ un fatto che ha violato tutti noi – ha detto il vicesindaco Arturo Lorenzoni – e non si può stare in silenzio.
Alla famiglia va tutta la vicinanza della nostra amministrazione”. Presente anche l’assessora Francesca Benciolini e i rappresentanti degli studenti e delle associazioni che hanno aderito all’iniziativa.
È stata poi letta la lettera che i genitori di Giulio hanno mandato a tutte le piazze italiane. Alle 19 e 41 c’è stata l’accensione delle fiaccole e un minuto di silenzio, nel momento in cui Regeni è stato visto vivo per l’ultima volta.         [print-me title=”STAMPA”]

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