Ultimo aggiornamento 4 Febbraio, 2019, 12:55:24 di Maurizio Barra
ECONOMIA
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DI LUNEDì 04 FEBBRAIO 2019
ECONOMIA
Petrolio: in rialzo a 55,36 dollari
Brent a 62,88 dollari
04 febbraio 201908:20
– In avvio di settimana Le quotazioni del petrolio si mantengono sui livelli vicini al massimo da due mesi spinte dalle sanzioni Usa al Venezuela e dalle misure Opec.
I contratti sul greggio Wti con scadenza a marzo che guadagnano 12 centesimi a 55,38 dollari al barile. Sale anche il Brent di 13 centesimi a 62,88 dollari.
Oro: in calo a 1.312 dollari l’onciaCede lo 0,4%
04 febbraio 201908:22
– Quotazioni dell’oro in calo sui mercati asiatici con il lingotto con consegna immediata che cede lo 0,4% a 1.312 dollari l’oncia
Cambi:euro in calo sul dollaro a 1,1442Su Yen recupera a 125,59
04 febbraio 201908:32
– Quotazioni dell’euro in calo sul dollaro in avvio di settimana con la moneta unica europea che cede a 1,1442 dollari contro il livello di 1,1461 venerdì sera dopo la chiusura di Wall street. Cede però anche lo yen con la moneta unica europea che passa di mano a 125,59.
Spread Btp Bund in rialzo a 259 puntiRendimento al 2,75%
04 febbraio 201908:35
– Avvio di settimana ancora in lieve rialzo per lo spread Btp Bund dopo l’incremento di venerdì. Il differenziale tra titolo italiano e tedesco segna 259 punti (258 venerdì in chiusura di giornata) con un rendimento che sale al 2,75%
Borsa: Asia piatta con Capodanno cineseChiusi i principali listini,a Tokyo yen debole favorisce export
04 febbraio 201908:41
– Borse di Asia e Pacifico a scarto ridotto con molte Piazze chiuse per il capodanno lunare. I listini cinesi resteranno chiusi tutta la settimana, Seul riapre giovedì mentre Hong Kong che guadagna un marginale 0,21%, resta aperta mezza giornata. Tokyo archivia la prima seduta della settimana in rialzo (Nikkei +0,46%), con i dati sopra le attese dal mercato del lavoro negli Stati Uniti e l’ indebolimento dello yen che favorisce l’export. Lo sguardo della settimana è rivolto alle trimestrali e alle trattative Usa-Cina sul commercio. L’Europa è attesa debole mentre sul fronte macro il dato dell’inflazione in Italia e i prezzi alla produzione nell’eurozona segnano l’agenda della mattinata. Nel primo pomeriggio poi, dagli Stati Uniti gli ordini del settore manifatturiero e dei beni durevoli.
Borsa: Milano apre a -0,06%Ftse Mib a 19.564 punti
MILANO04 febbraio 201909:07
– Piazza Affari apre debole. Il Ftse Mib segna in avvio un -0,06% a 19.564 punti.
Borsa: Europa apre poco mossaLondra +0,16%, Parigi -0,1% e Francoforte invariata
04 febbraio 201909:10
– Avvio di settimana poco mosso per le Borse europee. Francoforte apre invariata con il Dax a 11.180 punti. Parigi segna invece un -0,1% con il Cac 40 a 5.014 punti e Londra registra un +0,16% con il Ftse 100 a 7.031 punti.
Borsa: Milano -0,02%, buon passo TimAcquisti anche Fineco, Saipem, Recordati, calo per Fca
04 febbraio 201909:50
– Piazza Affari si conferma poco mossa con il Ftse Mib che nei primi scambi segna un marginale -0,02% a 19.567 punti con il mercato in attesa dei dati sull’inflazione italiana. Buon passo per Tim (+1,6%) con l’a.d di Cdp, Fabrizio Palermo che all’Assiom Forex ha sottolineato la posizione favorevole della Cassa (azionista di Open Fiber e di Tim) sul progetto della rete unica per la banda ultralarga. Tra gli altri titoli in evidenza Recordati (+1,98%) e Saipem (+1,32%).
Acquisti poi, tra i bancari, sui Fineco (+1,35%). Debole Bper (-0,67%) mentre potrebbe essere la settimana per la stretta sull’acquisizione di Unipol banca. In luce anche Poste (+1,39%). Vendite invece su Fca (-1,47%) dopo i dati sulle immatricolazioni e il calo di gennaio. Lo spread è stabile a 259 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,76%.
Borsa: Europa in calo con materie primeSopra la parità Londra e Milano, spread a 258 punti
04 febbraio 201910:36
– Borse europee in negativo in avvio di settimana con le materie prime in calo mentre avanzano energia e tlc. L’indice d’area Stoxx 600 cede un quarto di punto. Tra i singoli listini Parigi perde lo 0,44%, Francoforte lo 0,33%. Leggermente positive Londra (+0,11%) e Milano (Ftse Mib +0,06% a 19.595 punti). Con l’Asia poco mossa e con volumi ridotti per effetto del capodanno cinese, il mercato guarda agli Stati Uniti con le trimestrali e ai colloqui in corso tra Usa e Cina sul commercio mentre il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,144 sul biglietto verde. Lo spread tra btp e bund è a 258 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,74%. A Piazza Affari si conferma il buon passo di Tim (+1,92%) con il ceo di Cdp Fabrizio Palermo favorevole al progetto della rete unica per la banda ultralarga.
E ben comprate restano Recordati (+2%) dopo la chiusura dell’Opa, Fineco (+2,4%) e Poste (+1,7%). Sempre sotto vendita Fca (-1,3%).
Inflazione gennaio frena ancora, a 0,9%Rallenta anche il carrello della spesa (0,5%)
04 febbraio 201911:43
L’inflazione rallenta ancora: a gennaio l’indice si ferma allo 0,9%, dall’1,1% di dicembre. Lo rileva l’Istat diffondendo le stime preliminari. Il tasso risulta così in rallentamento per il secondo mese consecutivo, portandosi sotto la soglia dell’1%. E’ il valore più basso dall’aprile del 2018, ovvero da dieci mesi. Su base mensile si registra invece un aumento dello 0,1%. “Il 2019 si apre con un’inflazione in calo, accentuando i segnali di debolezza che avevano caratterizzato l’ultima parte del 2018”. Sempre a gennaio rallenta anche la crescita dei prezzi per il cosiddetto carrello della spesa (in cui rientrano i beni alimentari, per la cura della casa e della persona). L’indice, infatti, si attesta allo 0,5%, dallo 0,7% di dicembre. Si tratta del livello più basso da marzo 2018.
Borsa: Milano +0,3%, corre FinecoBuon passo anche Tim,Recordati,Poste, spread cala a 254 punti
04 febbraio 201911:43
– Piazza Affari si conferma in lieve rialzo nonostante i dati sull’inflazione certifichino l’accentuarsi dei segnali di debolezza del Paese. Il Ftse Mib sale dello 0,36% a 19.647 punti. Allunga il passo Fineco che guadagna il 3,85% in attesa dei conti domani. Sale poi Tim (+2,89%) on l’a.d di Cdp, Fabrizio Palermo che all’Assiom Forex ha sottolineato la posizione favorevole della Cassa (azionista di Open Fiber e di Tim) sul progetto della rete unica per la banda ultralarga. T Tra i migliori anche Recordati (+2,1%) dopo la chiusura dell’Opa e Poste (+2,15%) che oggi ha dato il via al buy back sulle azioni. Positivi poi Saipem (+1,445), Buzzi (+1,39%) e Banco Bpm (+1,6%). Vendite su il titolo Juventus (-1,72%) e su Fca (-1,35%) dopo il calo delle immatricolazioni a gennaio. Lo spread tra btp e bund è in flessione a 254 punti con il rendimento del decennale italiano al 2,7%.
Assiom Forex: Mocio nuovo presidenteEletto a conclusione congresso di Roma
04 febbraio 201912:01
– Massimo Mocio (direttore generale di Banca Imi) è il nuovo presidente di Assiom Forex, l’associazione italiana degli operatori dei mercati finanziari. Il nuovo consiglio dell’Associazione, eletto a Roma a conclusione dei lavori del XXV Congresso, ha nominato il comitato di Presidenza che comprende, oltre a Massimo Mocio, Roberto Pezzoliquale vicepresidente vicario, Roberto Ferrari(vicepresidente), Marco Bertotti(segretario generale), Luciano Turba(tesoriere) e Marco Malavasi (presidente collegio revisori). Mario Erba, Alberto Basadonna, Andrea Torri e Claudia Segre sono i nuovi membri del Comitato di Presidenza.
“L’associazione – spiega il neo presidente – auspica di fornire un contributo importante per diffondere in Italia la cultura finanziaria, per incidere in modo positivo sulla trasparenza dei mercati finanziari, per promuovere la formazione e la crescita professionale dei colleghi in modo da contribuire a porre sempre più la finanza al servizio dell’economia reale”.
Moda: Capasa, atteso rallentamento a +1%Presidente Camera della Moda, nel 2018 fatturato era stato +2,8%
04 febbraio 201912:13
– Rallenta la corsa del fatturato del sistema della Moda italiano: nel primo semestre dell’anno è attesa una crescita massima dell’1%, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso l’aumento era stato del +2,8%. A spiegarlo è stato Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della Moda, a Milano per la presentazione della Fashion week (dal 19 al 25 febbraio).
“E’ dovuto alla congiuntura internazionale, con la Brexit e la guerra dei dazi. Elementi che, per un sistema che esporta molto, possono incidere negativamente”. Ma, ha voluto ricordare Capasa, siamo sempre “un sistema che vale il 12% del valore aggiunto nazionale e con 700mila addetti. Solo le imprese milanesi della Moda fatturano 28 miliardi all’anno. Il Governo “ha messo sul tavolo fondi pari a quelli messi per le passate edizioni. Mi pare proprio ci sia la volontà di accompagnare il settore”.
No fattura elettronica a revisioni autoConsorzio Poste Motori non rilascia ricevuta, è inaccettabile
VENEZIA04 febbraio 201912:29
– Il Consorzio Poste Motori – formato da Poste Italiane, Postel, Kpmg Advisory e Sei Plus – non rilascia la fattura elettronica mettendo in difficoltà le autofficine autorizzate dal Ministero dei Trasporti che fanno le revisioni delle auto. Così,rileva la Cgia, dal 2 gennaio gli autoriparatori non possono più scaricarsi i costi del bollettino postale. “Se teniamo conto che in Italia si fanno quasi 14 mln di revisioni all’anno – segnala Paolo Zabeo della Cgia – si stima che la mancata detrazione dei costi del bollettino postale potrebbe ammontare a 19 mln. Un costo che gli 8.500 centri di revisione italiani non possono sostenere. E’ inaccettabile che ci siano delle aziende che a distanza di oltre un mese dall’entrata in vigore della norma non siano ancora in grado di emettere la fattura elettronica, mentre tutti gli altri sono stati costretti a farlo a partire dal 2 gennaio”.
L’inflazione frena a gennaio, ai minimi da aprile. Cambia il paniere dei prezziSecondo l’Istat ‘si accentuano i segnali di debolezza’. Cambia il paniere dei prezzi entrano bici elettrica, zenzero e web tv. Via il cd vergine
04 febbraio 201912:02
L’inflazione rallenta ancora: a gennaio l’indice si ferma allo 0,9%, dall’1,1% di dicembre. Lo rileva l’Istat diffondendo le stime preliminari. Il tasso risulta così in rallentamento per il secondo mese consecutivo, portandosi sotto la soglia dell’1,0%. E’ il valore più basso dall’aprile del 2018, ovvero da dieci mesi. Su base mensile si registra invece un aumento dello 0,1%. “Il 2019 si apre con un’inflazione in calo, accentuando i segnali di debolezza che avevano caratterizzato l’ultima parte del 2018”. Il rallentamento dell’inflazione a gennaio è imputabile “prevalentemente alla decelerazione dei prezzi dei beni energetici” sia nella componente regolamentata, rappresentata dalle tariffe (da +10,7% di dicembre a +6,9%), sia in quella non regolamentata, che comprende i carburanti (da +2,6% a +0,3%). Una dinamica “in parte mitigata – si sottolinea – dall’accelerazione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, che passano da +0,6% a +2,3%, e in misura minore dei beni alimentari non lavorati (da +1,3% a +1,8%)”. Nel dettaglio, su base annua i prezzi dell’energia elettrica del mercato tutelato passano da +8,6% a +5,2% e quelli del gas di città e del gas naturale da +12,6% a +8,5%. Inoltre rallentano “in modo marcato” il gasolio per mezzi di trasporto (da +5,2% a +0,7% in termini tendenziali) e la benzina (da +0,2% a -3,9%). Ecco che l”inflazione di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta dallo 0,6% registrato nel mese precedente allo 0,5%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile allo 0,6%. L’inflazione acquisita per il 2019 è così pari ad appena lo 0,1%. Anche l’indice armonizzato a livello Ue (l’Ipca) a gennaio mostra un rallentamento (allo 0,9% dall’1,2% del mese precedente) mentre diminuisce dell’1,7% su base mensile, per effetto dei saldi invernali, di cui l’indice Nic non tiene conto.A gennaio rallenta la crescita dei prezzi per il cosiddetto carrello della spesa (in cui rientrano i beni alimentari, per la cura della casa e della persona). L’indice, infatti, si attesta allo 0,5%, dallo 0,7% di dicembre. E’ quanto stima l’Istat, in base a dati tendenziali, spiegando che si tratta del livello più basso da marzo 2018.Cambia, inoltre, il paniere Istat per l’inflazione. A rappresentare le nuove abitudini di consumo delle famiglie nel 2019 entrano: frutti di bosco e zenzero tra i beni alimentari; bicicletta elettrica e scooter sharing nell’ambito dei trasporti; la cuffia con microfono nel settore tecnologico; l’hoverboard (la tavola elettrica munita di ruote) come articolo sportivo; e la web tv all’interno degli abbonamenti alla pay tv. Escono invece il supporto digitale da registrare (come cd e dvd vergini) e la lampadina a risparmio energetico. Gli ingressi nel ‘bilanciere’ Istat indicano come gli italiani siano sempre più orientati a una mobilità sostenibile (bici elettrica e scooter sharing) e sempre più tecnologici, come suggeriscono gli acquisti di cuffie dotate di microfono, utilizzate sia per la comunicazione via web che per i videogiochi. L’Istat certifica poi il successo dell’internet tv e dell’hoverboard, lo skateboard elettrico desiderato da bambini e non solo. La lampadina a risparmio energetico è stata invece sostituita nelle decisioni di acquisto dalla “più moderna lampadina a Led, già presente nel paniere dei prezzi al consumo”, spiega lo stesso Istituto di statistica. Oltre agli ingressi ‘ex novo’, l’Istat ha anche apportato degli aggiustamenti: ad arricchire la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati, entrano così ‘Tavolo, Sedia e Mobile da esterno’ (tra i mobili da giardino), ‘Pannoloni e Traversa salvaletto’ (tra i prodotti medicali) e i prezzi dell’Energia elettrica del mercato libero, che affiancano quelli del regime di maggior tutela (anche se la completa liberalizzazione è slittata al prossimo anno). Riassumendo, nel paniere del 2019 utilizzato per il calcolo degli indici Nic (per l’intera collettività nazionale) e Foi (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1.507 prodotti elementari (1.489 nel 2018), raggruppati in 922 prodotti, a loro volta raccolti in 407 aggregati; mentre per l’elaborazione dell’indice Ipca (quello armonizzato a livello europeo) si adotta un paniere di 1.524 prodotti elementari (in lieve ampliamento rispetto ai 1.506 nel 2018), raggruppati in 914 prodotti e 411 aggregati.-
‘La A22 è pubblica da 60 anni non è una mangiatoia’
Così il presidente Olivieri risponde al ministro Toninelli. ‘Accantonati 700 mln in fondo ferrovie’
VENEZIA04 febbraio 201912:44
Dopo il caos neve e i disagi sulla A22 che ha fatto dichiarare al ministro dei trasporti Danilo Toninelli ‘La gestione tutta allo Stato’, oggi il presidente della A22 Luigi Olivieri risponde al ministro. “Dal 1997 ad oggi la società Autostrada del Brennero ha accantonato più di 700 milioni di euro nel fondo ferrovia, tutti utili che non sono stati distribuiti come dividendi ai soci”: così Luigi Olivieri, presidente di Autostrada del Brennero, in un’intervista a Radio 24 che dopo i disagi sulla A22 ha parlato di “grande mangiatoia delle autostrade” e della necessità di “una gestione totalmente pubblica e più conveniente”. “Quando si parla di mangiatoia – sottolinea Olivieri – si dovrebbe sapere che questa è una società pubblica, gestita dal pubblico, controllata dal pubblico e che il pubblico intende possibilmente continuare nella gestione, perché vuole avere una voce in capitolo per quanto riguarda il transito sui propri territori e non essere un mero osservatore di quello che avviene su un corridoio autostradale”.Autostrada del Brennero, che il 20 febbraio festeggerà i 60 anni, “è nata per merito assoluto degli enti locali – ricorda – i quali hanno voluto realizzare un’autostrada che in quel momento non si pensava di realizzare”. Olivieri precisa che il gruppo ha chiuso il 2017 con un utile di 80 milioni di euro: 30 milioni sono stati accantonati e altri 30 milioni (il 40%) sono stati distribuiti agli azionisti. Il capitale è in mano per l’84% a soci pubblici (tra cui la Regione Trentino Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano), il resto a privati.”Un giornale che dice al sottoscritto che ha commesso una gaffe quando ha dichiarato, con un grande lavoro che sto facendo con il mio staff, che farò diventare totalmente pubblica la A22 dovrebbe chiudere i battenti e ovviamente chiedere scusa”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli a ‘Coffee break’ su La7. “E’ vero – ha proseguito – che la partecipazione principale della concessionaria è pubblica, ma è una società di diritto privato che ha uno scopo chiarissimo, fare utili e staccare dividendi, non quello dell’interesse pubblico che avrebbe e che avrà la mia nuova concessione che abbiamo sbloccato in Europa in cui lo Stato dà direttamente a una associazione di enti locali la gestione. Quindi l’obiettivo non sarà più l’interesse privato come adesso, ma quello pubblico che significa pedaggi meno cari e utili molto più bassi reinvestiti sul territorio. Chi dice che è una gaffe si deve vergognare, ma sono felice perché è l’ennesima conferma che sto rimettendo a posto le cose in un sistema che è equiparabile a un grande comitato d’affari”.
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