Ultimo aggiornamento 8 Febbraio, 2019, 09:28:22 di Maurizio Barra
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Ali e il ricordo di un grande amore
Un romantico e psicologico bel romanzo turco anni ’40
07 febbraio 2019 09:24
– SABAHATTIN ALI, ”MADONNA COL CAPPOTTO DI PELLICCIA” (FAZI, pp. 210 – 16,00 euro – Traduzione di Barbara La Rosa Salim) – Un personaggio di quelli che si ricordano, quelli che ci regala la bella letteratura e sentiamo umanamente vicini anche se le nostre esperienze sono assolutamente diverse, questo Raif Effendi, misero impiegato addetto alla traduzione di documenti e corrispondenza in una azienda turca di import-export dove legge romanzi nelle pause dal lavoro e appare più anziano di quel che è, ha i baffi biondi e lo sguardo come assente, ”noioso e insignificante, inerte sino a far dubitare fosse vivo”, stando alla descrizione del suo giovane compagno di stanza. E’ lui che ce lo introduce, che ci racconta come vive in una casa con la moglie ”già vecchia, grassa e deforme” che cucina e cerca di badare ai figli in una casa caotica in cui convivono con vari altri famigliari, tutti più o meno dipendenti dal povero stipendio di Raif Effendi, che tutto sopporta con passiva rassegnazione, dandocene un ritratto e implicitamente un giudizio umanamente piuttosto negativo. Questo finché gli consegna un taccuino nero e tutto prende un’altro ritmo e conquista con la rivelazione narrata in prima persona di una passata gioventù vitale e di amore travolgente di Raif Effendi a 25 anni nella Berlino della repubblica di Weimar.E’ un diario (che comincia a pagina 57) fitto e scritto a mano in cui sentiamo l’eco della voce del protagonista, e seguiamo sino alla sua nuova vita, sposata un’altra donna a Ankara e alle parole finali: ”devo nascondere ogni cosa, ogni cosa e, soprattutto, la mia anima, in un luogo dove nessuno potrà trovarla”. Si tratta di ricordi che riempiono una vita, che la accendono interiormente, grazie a quei pochi mesi vissuti anni e anni prima, ma che lo fanno sentire ormai come ”sepolto in un corpo estraneo”. Un romanzo d’amore quindi del primo Novecento, molto romantico, dalla scrittura nitida e lineare, delicatamente poetico e attento ai nodi psicologici, ambientato però in una città che vive anni di grande vivacità e modernità intellettuale e politica, di cui Maria Puder, artista di assoluta indipendenza, pittrice che la sera canta al cabaret Atlantik, e da cui è conquistato prima da un suo autoritratto con cappotto di pelliccia, immagine che lo affascina magnetica, esposta in una mostra di artisti nuovi, poi da lei di persona quando riesce a trovarla e questa lo avvicina sfacciata e con modi diretti quasi maschili. E’ lei – scriverà poi – che gli ha insegnato che ha un’anima”, a lui pronto a scappare davanti a una donna per il terrore che potesse capire i suoi sentimenti segreti e lo giudicasse un miserabile. Un romanzo sul mistero che l’altro, un qualsiasi altro essere umano, porta in sé e contro la presunzione di giudicare gli altri senza voler tener conto che ”il più semplice, il più sfortunato e, addirittura, il più sciocco degli uomini possiede un universo interiore meraviglioso e complesso al punto da destar stupore”. Un romanzo sulla passione, ma anche sulla scoperta che tra due persone anche molto intime ci si può conoscere solo fino a un certo punto, sul fatto che amare è difficile perché allentare le difese fa paura. Un romanzo su momenti di esaltazione e altri di disperazione, sulla dedizione che vince e scioglie ogni resistenza, ogni solitudine, ma anche cechoviano nel destino e le coincidenze che finiscono per allontanare dolorosamente e disilludere due vite che finalmente si erano trovate.
Il libro, scritto nel 1940-41 e ripubblicato di recente, è diventato velocemente un best seller tra i giovani contestatori nella Turchia di Erdogan e poi in molti paesi, facendo riscoprire Sabahattin Ali, attivista comunista, narratore, poeta, giornalista e insegnante turco di origini bulgare, ucciso a 41 anni nel 1948 mentre cercava di fuggire dal suo paese in Europa, da un sicario del governo di Atatürk che, per la sua militanza politica, lo aveva già incarcerato diverse volte.
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Sanremo, 9,1 mln e 47.3% per 2/a serata
Ascolti in linea con l’edizione 2018
SANREMO07 febbraio 201910:19
– Sono stati 9 milioni 144 mila, pari al 47.3%, i telespettatori che hanno seguito il 6 febbraio su Rai1 la seconda serata del Festival di Sanremo di Claudio Baglioni. Gli ascolti sono sostanzialmente in linea con quelli di un anno fa, quando la seconda serata del festival ottenne una media di 9 milioni 687 mila spettatori pari al 47.7% di share.
La prima parte della seconda serata (dalle 21.26 alle 23.50) ha avuto 10 milioni 959 mila spettatori con il 46.4%; la seconda (dalle 23.55 all’1.04) 5 milioni 260 mila con il 52%.
Nel 2018 la prima parte della seconda serata aveva raccolto 11 milioni 458 mila spettatori con il 46.6%, la seconda 5 milioni 867 mila con il 52.8%.
La seconda serata del Baglioni bis ha scontato il tradizionale calo di ascolti rispetto al debutto (seguito da 10 milioni 86 mila telespettatori con il 49.5%). Nel 2018 la seconda serata fece segnare un calo più netto (dal 52.1% al 47.7%).
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La frontiera amara tra pellerossa e bianchi
Dopo Torino arriva in sala ‘Land’ di Jalali
07 febbraio 201912:33
In ‘Land’, scritto e diretto dal regista iraniano Babak Jalali, ci troviamo in una delle tante frontiere senza giustizia che dividono ricchezza e povertà: la riserva indiana di Prairie Wolf. Qui vive la famiglia dei Denetclaw, protagonista della storia. Da una parte una cultura, quella dei nativi americani, relegata ai margini e, dall’altra, quella di chi ha vinto ed, esattamente in mezzo, un chiosco-bar dove gli indiani attingono a quell’alcol che li stordisce e che non possono portare dentro la riserva (è proibito). Questo, in estrema sintesi ‘Land’, già passato a Festa Mobile al Torino Film Festival – una co-produzione Italia (Asmara Films e Rai Cinema), Francia, Olanda e Messico – e ora in sala dal 21 febbraio con Asmara Films.
Quando nella riserva la famiglia dei Denetclaw riceve la notizia della morte di Floyd, il figlio minore, in combattimento in Afghanistan, parte la lunga attesa del corpo del ragazzo che deve essere riportato a casa per la sepoltura. Wesley (James Coleman) il più giovane dei figli ancora in vita è un alcolista da tempo e passa le sue giornate a procurarsi birra nel negozio di liquori di Sally (Florence Klein) appena fuori della riserva. Quando la già difficile relazione tra le due comunità i nativi e i bianchi si esaspera sarà proprio un Wesley ubriaco come sempre ad esserne vittima. Toccherà all’introverso Raymond (Rod Rondeaux), fratello maggiore ed ex alcolista con tanto di moglie e due figli, a ritrovare l’orgoglio della sua razza ormai seppellito da troppo tempo.
“Mi hanno sempre affascinato le comunità perdute e le terre da tempo dimenticate – ha spiegato il regista -. Con ‘Land’ ho voluto raccontare una di queste comunità, una tribù di nativi americani che abita in una delle riserve indiane degli Stati Uniti. L’aspetto che più mi interessava della vita contemporanea nelle riserve è come questa sia influenzata dal rapporto tra la comunità indiana e quella dei bianchi sia a livello locale che nazionale comunque – spiega ancora il regista di questa coproduzione in cui manca l’America – non abbiamo trovato disponibilità da parte dei produttori degli State forse è una storia che non vogliono ricordare”.
Ci tiene poi a dire Babak Jalali, classe 1978, regista/sceneggiatore/produttore nato in Iran e cresciuto a Londra: “Questo comunque non è un film documentario. Ovviamente la sceneggiatura è stata scritta dopo ricerche e conversazioni con le persone che vivono in quei luoghi, volevo soprattutto raccontare quelli che si barcamenano in una vita apparentemente senza speranza. Il caso di Raymond che vive una vita di quieta disperazione e che osserva tutto intorno ciò che accade alla sua famiglia sentendosi incapace di fare alcunché, mentre tutto va in rovina. Ma cosa succede – conclude il regista – a un uomo che viene spogliato della sua dignità e di conseguenza della sua vita?”.
Baglioni, terzo Festival? ‘Voglia c’è’De Santis, prematuro parlarne ma nessuna esclusione
SANREMO07 febbraio 201913:42
– Un Baglioni ter? Nonostante il clima non esattamente rilassato all’Ariston, il direttore artistico non esclude la possibilità di tornare anche l’anno prossimo ad occuparsi del festival di Sanremo. “Potrei diventare ‘aggressore artistico’, mi farebbe piacere – ammette l’artista in conferenza stampa -. E’ un impegno grande e bisogna sempre dimostrare di fare di più e diversamente. Forse, per una missione verso la parte musicale, un po’ di voglia ci potrebbe essere. D’altro canto vorrei potermi dedicare anche alle mie cose e farmi un po’ meno nemici… Potrei venire da ospite se mi ospitano”.
Lascia aperta la porta anche la direttrice di Rai1 Teresa De Santis: “l’organizzazione corale cui faccio sempre riferimento, non esclude automaticamente che sia Claudio a occuparsi di questa coralità. E’ un lavoro che dovrebbe essere fatto sul progetto importante che è il 70/o del festival. Ritengo, sia prematuro parlarne. Ma non escludo che possa essere un progetto di Claudio. Dateci tempo per sederci e riflettere”
Ligabue ospite della serata dei duettiIl 7 si parte con Mahmood, chiudono D’Angelo e Livio Cori
SANREMO07 febbraio 201913:43
– Luciano Ligabue sarà l’unico ospite musicale di venerdì 8 febbraio, serata dei duetti, al festival di Sanremo. Lo ha confermato il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo in conferenza stampa.
Per giovedì 7 questo è l’ordine di uscita dei 12 artisti in gara stasera al Festival di Sanremo: Mahmood, Enrico Nigiotti, Anna Tatangelo, Ultimo, Francesco Renga, Irama, Patty Pravo con Briga, Simone Cristicchi, Boomdabash, Motta, The Zen Circus, Nino D’Angelo e Livio Cori.SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Massive Attack a Milano festa trip-hop
Radici e commento sul presente in show per 21 anni ‘Mezzanine’
MILANO07 febbraio 201914:01
– Un’ora e quaranta minuti di immagini sparse, bassi plumbei e voci eteree per celebrare i vent’anni più uno di un caposaldo del trip-hop: questo propongono i Massive Attack, che al Forum di Assago hanno fatto cantare migliaia di persone nella prima di tre tappe italiane del loro ‘Mezzanine XX1 Tour’.
Le leggende del Bristol Sound hanno proposto per intero la tracklist di ‘Mezzanine’, album del 1998 nel quale alle influenze dub e hip-hop tipiche della loro musica si aggiunsero elementi rock e new wave. E il concerto vuole mettere in chiaro proprio le radici di quel disco, quelle che 21 anni fa venivano tradotte in sample e citazioni: al Forum, invece, con una band di sei elementi, Robert Del Naja e Gran Marshall hanno esposto chiaramente quei legami, eseguendo a loro modo alcune di quelle canzoni.
E mentre tensioni sociali e psicologiche si succedono sugli schermi, la musica ha trovato momenti di astrazione celestiale grazie anche alla partecipazione di Elizabeth Fraser, la voce dei Cocteau Twins.
Sicilian style arriva la “cannolo bag”A Castellamare del golfo un laboratorio tra merletti e ‘coffe’
CASTELLAMARE DEL GOLFO (TRAPAN07 febbraio 201914:08
– Arte da indossare per parlare di tradizione siciliana con creazioni originali, assolutamente inusuali, certamente uniche. La “cannolo bag” è accattivante nel nome e nel colpo d’occhio, come la “tamburo bag” che riporta a carretti ed opera dei pupi o la ormai più nota “coffa”, di derivazione contadina. Giusy Di Benedetto la stilista che ha inventato questa nuova moda, si è ritagliata uno spazio nel cuore del centro storico di Castellammare, un laboratorio artigianale che sta riscuotendo grande consenso e spesso buone commesse non solo in Italia ma anche all’estero: Germania e Francia, perfino Stati Uniti e Russia. In quell’angolo quasi nascosto di via Marconi, in un tripudio di merletti e nastrini che parlano siciliano, a 50 anni Giusy Di Benedetto dal nulla si è creata una nuova attività con in mano idee e fantasia. Presa una “coffa” ha cominciato a ricamarci su. Non ha mai fatto la sarta, racconta, ma nella sua seconda giovinezza la creatività è diventata abilità artigianale.
Ponte Calatrava, pietra invece del vetroTroppo fragili e pericolosi, lavori costeranno 40 mila euro
VENEZIA07 febbraio 201914:26
– Via i lastroni di vetro, troppo fragili per sostenere il passaggio continuo dei turisti e insicuri nelle giornate di pioggia o neve, per far posto alla più tradizionale trachite. Il ponte della Costituzione di Venezia, progettato dall’archistar Santiago Calatrava, sta per cambiare volto. Il Comune ha avviato la sostituzione di alcune parti in vetro del manufatto. Per ora, conferma l’assessore Francesca Zaccariotto, si procederà al cambio dei soli pianerottoli in vetro. Un lavoro, gestito da Insula, che durerà 30 giorni per un importo complessivo di 40 mila euro.
Calzature: 9,6 mld, record di exportMa calano produzione, numero di aziende e occupati
07 febbraio 201916:01
– Le calzature Made in Italy registrano nell’anno appena trascorso il record assoluto per il valore dell’export che è salito a 9,6 miliardi di euro. Rallenta per contro la produzione Made in Italy (-2,6%, quasi 5 milioni in meno a confronto con il 2017), e anche i quantitativi dell’export (-2,3%). L’ andamento divergente tra quantità e valori, se da un lato conferma l’eccellenza riconosciuta dai buyer esteri alla produzione italiana nell’alto di gamma, dall’altro ribadisce il ruolo ormai determinante svolto dai grandi brand internazionali del lusso. Questi i dati principali del settore secondo le elaborazioni condotte dal Centro Studi di Confindustria Moda e diffusi oggi da Assocalzaturifici alla vigilia della 87/a edizione di Micam, la rassegna internazionale delle calzature in programma da domenica 10 al 12 febbraio alla Fiera di Milano.
Sotto18 racconta l’amore per i selfieCompie 20 anni e indaga il mondo dell’autorappresentazione
RINO07 febbraio 201916:13
– Per i suoi 20 anni, Sotto18 Film Festival & Campus, rassegna di cinema per i più giovani, diretto da Stefano Della Casa, entra a testa bassa nel mondo dei giovani, nell’amore per i selfie e per l’autorappresentazione.
Come racconta il titolo ‘Me, myself(ie) and I’.
La rassegna, al Cinema Massimo dal 15-22 marzo, verrà presentata a giorni, ma oggi all’Aiace, che lo organizza insieme alla Città di Torino, sono state fatte anticipazioni. Come la retrospettiva sull’autorappresentazione insita nel cinema, si pensi a certi film di Agens Varda, Jean-Luc Godard, Jafar Panahi, l’omaggio a due personaggi dei cartoon che compiono 90 anni, Braccio di Ferro e Tintin, un ricordo del regista morto la settimana scorsa Beppe ‘Pe’ Calopresti, l’anteprima del film ‘Diamantino’, reduce dal grande successo all’ultimo festival di Cannes. Da segnalare il record di film prodotti dalle scuole inviati al concorso, 300 tra i quali ne sono stati selezionati 177 e la collaborazione con l’Università e il mondo cultura cittadino.
Al Duse di Bologna una Carmen danzataIl 13 febbraio, musiche Bizet affiancate da flamenco popolare
BOLOGNA07 febbraio 201918:04
– Il Teatro Duse di Bologna ospiterà il 13 febbraio alle 21 un allestimento della ‘Carmen’ che alle musiche di Georges Bizet affianca la musica popolare flamenca.
‘Carmen’ è presentata dalla Compagnia Ballet Flamenco Espanol, con coreografie di Tito Osuna.
Nell’atmosfera di una Spagna antica e affascinante, lo spettacolo mette in scena tutta la sensualità, l’eleganza e forza del flamenco, traendo spunto sia dai quattro quadri che compongono l’opera sia dalla novella di Mérimée, da cui nasce il soggetto di ‘Carmen’. In esso si intrecciano diversi stili di danza facendo rivivere il potente carattere dei toreri e la passionalità gitana. Un allestimento che reinterpreta e rende in scena tutta l’audace sensualità del capolavoro di Bizet. Ad accompagnare i ballerini e solisti del Ballet Flamenco Espanol le musiche eseguite dal vivo da un ensemble composto dalle chitarre di Antonio Sanchez e Paco Soto, dal flauto di Pedro Esparza e dai cantaoras Paz de Manuel e Desire Paredes
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Woody Allen fa causa ad Amazon Studio
Wsj, regista vuole 68 mln dollari danni per violazione contratto
NEW YORK07 febbraio 201918:28
Woody Allen fa causa agli Amazon Studios, accusandoli di aver violato il contratto rifiutandosi di distribuire il suo film ‘A Rainy Day in New York’. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Allen nella sua azione legale punta a ottenere 68 milioni di dollari in danni. Nella documentazione Allen afferma che Amazon si e’ tirata indietro dall’accordo lo scorso giugno dopo il riemergere dell’accusa che il regista-attore ha molestato la sua figlia adottiva, Dylan Farrow.
Ozzy Osbourne in ospedale per influenzaPadrino Heavy Metal aveva già cancellato alcune tappe tour 2018
NEW YORK07 febbraio 201919:22
– Ozzy Osbourne è stato ricoverato in ospedale per complicazioni da influenza. Lo ha rivelato la stessa moglie Sharon in un tweet. “Come alcuni di voi hanno sentito – si legge – Ozzy è stato ricoverato a causa di alcune complicazioni da influenza. I suoi medici ritengono che questa sia la via migliore per un recupero rapido. Grazie a tutti per l’affetto e la preoccupazione”. Osbourne, 70 anni, considerato il padrino dell’heavy metal, aveva già cancellato l’anno scorso alcune tappe del suo tour americano a causa di un’infezione alla mano, mentre la scorsa settimana è stato annunciato le tappe nel Regno Unito ed Europa del suo ‘No More Tours II’ sono state posticipate per ordine dei medici.
Addio a Rosamunde Pilcher, la signora dei romanzi rosaAveva 94 anni, ha venduto milioni di libri
LONDRA07 febbraio 201920:48
-Snobbata da una parte della critica, amata dal pubblico dei lettori e soprattutto delle lettrici di mezzo mondo: è morta a 94 anni in Scozia, sua terra d’adozione, Rosamunde Pilcher, scrittrice di racconti ‘rosa’ e romanzi sentimentali di fama mondiale fra cui il bestseller ‘The Shell Seekers’ (I Cercatori di Conchiglie). Elegante, sorridente e appartata, Pilcher – nata Rosamunde Scott in Cornovaglia, nel sud-ovest dell’Inghilterra, da un comandante di Marina, Charles Scott, e da sua moglie Helene – si è spenta dopo una breve malattia, come ha reso noto il suo agente citato dai media britannici. Autrice di novelle brevi e di 28 romanzi pubblicati fra il 1949 e il 2000, quando decise di ritirarsi, iniziò a scrivere con lo pseudonimo Jane Foster, per poi firmare col proprio nome a partire dal 1955. In totale i suoi libri hanno venduto circa 60 milioni di copie: accolti sempre con perplessità e talora con aperta sufficienza dai recensori accademici e nondimeno dalla benevolenza di un vasto pubblico che ne ha fatto una regina nel suo genere letterario. Un pubblico dalla lacrima facile, come lei stessa riconosceva, mantenendo un profilo di modestia sul proprio valore narrativo. Ma comunque una garanzia di popolarità e seguito internazionale, mai venuto meno e consolidato anche grazie a numerosi adattamenti cinematografici e televisivi. ‘I Cercatori di Conchiglie’ vendette da solo svariati milioni di copie, restò 49 settimane in testa alla classifica del New York Times dei bestseller Usa, per essere poi trasposto in una prima miniserie tv con protagonista Angela Lansbury nel 1989, quindi in una piece teatrale nel 2005, e ancora, nel 2006, in una seconda miniserie interpretata da Vanessa Redgrave. Scelta come Big Read del 2003 dalla Bbc su indicazione del pubblico del Regno Unito, divenuta un’icona della pop cultura anche in Germania per le sue descrizioni romantiche della costa della Cornovaglia, fu infine decorata decorata con l’Ordine dell’Impero britannico e con il titolo di ‘dame’ da Elisabetta II. Indicata nella metà degli anni ’90 come una delle donne con i più ricchi guadagni personali della Gran Bretagna, dame Rosamunde si vide assegnare nel 2002 pure il British Tourism Award per la sua promozione – per via letteraria – dell’isola. Sposata dal 1946 con Graham Hope Pilcher, eroe di guerra e poi imprenditore, ebbe un matrimonio durato 63 anni, fino alla morte di lui nel 2009, avvenuta a Dundee, dove la coppia si era stabilita e aveva messo su famiglia. Lascia due figli – fra cui lo scrittore Robin Pilcher – due figlie e 14 anni nipoti. Oltre all’affetto e al rimpianto di una schiera planetaria di lettrici e lettori
Vasco ha 67 anni, grazie per l’affetto!Due video su Fb per festeggiare la ricorrenza e per Sanremo
BOLOGNA07 febbraio 201919:30
– Oltre cinquantamila ‘Mi piace’ in 12 ore, 32mila condivisioni e più di diecimila commenti per il video che Vasco Rossi ha pubblicato su Facebook in occasione del suo compleanno. “A 67 anni suonati… Voglio condividere con voi questo straordinario regalo. Grazie a tutti per l’affetto!”, scrive il Blasco sul social, mentre nel video di un minuto, sulle note live di ‘Anima fragile’, scorrono immagini della sua vita: da quand’era bambino, con i genitori, agli studi di Punto Radio, dai primi concerti ai trionfi, assieme a don Ciotti o con il produttore Guido Elmi, scomparso a fine luglio 2017, un mese dopo lo storico ‘Modena Park’.
Appena poche ore prima Vasco aveva postato un altro video, di 15 secondi, nella ricorrenza del festival di Sanremo, con la scritta “In bocca al lupo… a tutti!”. Un veloce passaggio di immagini da Sanremo 1983, quando si classificò al penultimo posto con ‘Vita spericolata’, allo stesso brano riproposto due anni fa al concerto modenese da ‘record mondiale’.
NY al via con Ralph Lauren ew Tom FordGrande assente Calvin Klein dopo divorzio Raf Simons
NEW YORK07 febbraio 201919:37
– Grande assente Calvin Klein dopo il divorzio in dicembre dal belga Raf Simons, le sfilate di New York hanno preso il via con Ralph Lauren e Tom Ford. Giocando d’anticipo sul suo solito slot a fine settimana della moda, Ralph ha presentato la sua collezione “see now-buy now” per la primavera 2019 in un pop up store allestito nel suo negozio su Madison Avenue. Il nuovo Ralph Cafe’ ha fatto da sfondo a una linea di pezzi iconici tutti realizzati in Italia in perfetto stile Lauren: giacche militari da marina o da ussaro indossate su pantaloni palazzo molto fluidi, abiti di pelle da cocktail, seta, lame’, paillettes. C’è anche la nuova borsa modello RL 50.
Da Tom Ford i pantaloni di satin a vita alta, con pence e risvolti alle caviglie sono protagonisti in toni polverosi di azzurro, verde, rosa, viola. Gli iconici smoking dell’era Gucci sono in velluto scarlatto. Preziosi i cappotti in pelliccia color asfalto e glicine. Sempre in pelliccia i cappelli a tesa.
Restaurata ‘La vecchia’ di GiorgioneEsposta all’Accademia partirà presto per un tour negli Usa
ZIA07 febbraio 201920:01
– E’ stato presentato, oggi, in anteprima alle Gallerie dell’Accademia di Venezia il restauro de ‘La Vecchia’ di Giorgione. L’opera va in visione al pubblico prima della sua partenza per gli Stati Uniti, dove sarà protagonista di due importanti appuntamenti espositivi presso il Cincinnati Art Museum, Ohio (15 febbraio – 5 maggio) e il Wadsworth Atheneum di Hartford, Connecticut (15 maggio – 4 agosto). “In seguito al trattamento conservativo durato sette mesi torna visibile al pubblico nelle sue migliori condizioni di lettura estetica, una delle opere più enigmatiche del Cinquecento” dicono i curatori del restauro. Un soggetto, quello de ‘La Vecchia’, difficilmente classificabile: rappresentazione realistica della senescenza e allegoria del tempo che scorre, cui rimanda la scritta del cartiglio. Un capolavoro che trova la sua ispirazione nella ritrattistica di Leonardo, così come in Albrecht Dürer e nella pittura nordica.
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Berlino: apre danese Scherfig
“The Kindness of Strangers”, quel sentimento oggi così “urgente”
BERLINO07 febbraio 201920:42
Il tocco delicato di una donna, che crede “non solo nella speranza ma nella comunità”, ha aperto oggi la Berlinale del 2019. E la favola metropolitana, scritta e diretta dalla danese Lone Scherfig, che porta al festival la lotta per la sopravvivenza di una madre con due figli, in una New York sognata e ostile, ha subito creato una chiara assonanza con lo slogan dell’ultimo festival di Dieter Kosslick, “il privato è politico”. Il titolo è un manifesto “The Kindness of Strangers”. E la “morale”, semplice, certamente buonista ma sentita, viene fuori con evidenza: la miseria vince sulla solitudine. Ma la spinta solidale di ciascuno può intercettare chi è destinato a perdersi, nel freddo e di fronte alla fame, fra le strade affrontate a mani nude di una grande città, creando una rete che lo salva.Un elogio esplicito della compassione, sentimento che nella società di “oggi è urgente”, secondo la parola scelta dalla regista (la stessa di “An education”) in conferenza stampa, subito dopo la prima proiezione. Chi vuol cogliere un riferimento ai profughi e all’ostilità crescente nell’occidente che si barrica in casa, fomentato dalle paure alimentate dalle destre, non sbaglia. “Gruppi sono chiamati a prendere posizioni gli uni contro gli altri. Le persone invece si mettono insieme, quando non vengono manipolate. E questo film ne è un meraviglioso esempio”, ha detto Bill Nighy (la rockstar di “Love Actually”), che stavolta interpreta il ruolo del proprietario, distinto e decaduto, di un vecchio ristorante russo, nel quale trova lavoro il giovane Marc, il francese Tahar Rahim, e dove va qualche volta a cena Alice, Andrea Riseborough, angelo e collante della vicenda, i cui protagonisti si aggregano fra un gruppo di ascolto e un ospedale, dove lei svolge la sua missione.Eroina della storia è Clara, Zoe Cazan, in fuga dal marito – poliziotto e padre violento – con i suoi due bambini. Senza soldi, e a bordo di un’auto, che le viene presto sequestrata, la sua sorte sembra segnata. Ma a salvarla è la compassione di perfetti sconosciuti, capaci di rischiare in proprio per fornirle la sponda indispensabile a riemergere dall’incubo di una vita da homeless. Il film ha diviso la critica: si è notata una certa freddezza in sala come in conferenza stampa, dove alcuni applausi, ad attori tutti bravi, sono apparsi di maniera. Ma molti hanno ammesso di essere rimasti commossi da un film in grado di toccare chi a cinema si lascia ancora raccontare una storia. L’avvio della Berlinale ha già segnato questo festival come quello delle donne. Ben sette dei 17 film in concorso sono opera di registe – ma nei prossimi 10 giorni se ne proietteranno circa 400 nelle sale di Berlino – e la giuria è guidata come noto da Juliette Binoche. “Il futuro del film è femminile” si è letto sulla T-shirt indossata dalla giurata Rajendra Roy. E per la Binoche la forte presenza delle donne “è un buon segno, e un passo avanti”.
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Livia Massaccesi, “Che fatica le faccine dei big”
Visual designer che ha ideato ritratti,”Silvestri più difficile”
SANREMO07 febbraio 201920:43
– Il ritratto più semplice da realizzare è stato quello di Loredana Bertè, il più difficile quello di Daniele Silvestri. Livia Massaccesi è una giovane visual designer romana, autrice delle “faccine” che ritraggono i cantanti in gara al festival di Sanremo. Un ciuffo, un accenno di barba o labbra più o meno carnose le bastano per immortalare gli artisti in un’immagine iconica. “E’ un lavoro per sottrazione. Mi fermo quando non c’è più la riconoscibilità” racconta
la 34enne, che 4 anni fa ha aperto uno studio tutto suo di grafica editoriale e illustrazione. “Ho fatto uno studio sul tipo di comunicazione che rimandano i volti. I tratti che utilizzo sono le labbra, il profilo del viso, i capelli, barba e baffi nel caso in cui ci fossero”. Il lavoro per Sanremo è iniziato a ottobre, quando il regista del festival, Duccio Forzano, l’ha contattata. “Ma quello effettivo è iniziato verso fine novembre ed è entrato nel vivo a dicembre, quando sono stati annunciati i nomi – spiega lei, che arriva dal mondo della moda e del design -. In tutto ho realizzato 40 ritratti dei Big, band comprese, e 3 dei conduttori. Per ognuno serve qualche giorno. Il più difficile è stato quello di Daniele Silvestri, perché il suo tratto distintivo è il sorriso e gli occhi che sorridono anche. Togliendogli quelli, è stato complicato rendere l’idea del cantante”. Sui capelli blu di Loredana Bertè, invece, non c’è pericolo di confondersi. Le “faccine” sono un progetto iniziato già qualche tempo fa, con 20 artisti simbolo della musica da Lucio Dalla a Mina, da Ornella Vanoni a Franco Battiato, passando per Luigi Tenco. “Altri stanno lavorando nella direzione dell’illustrazione digitale, ma è il punto di vista che è diverso. Ognuno ha la sua cifra stilistica. Io, ad esempio, ritraggo solo il volto senza collo e rigorosamente frontale, quasi a farlo diventare un logo”.
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Via terza serata, è Viva l’Inghilterra
Il corpo di ballo in kilt
SANREMO07 febbraio 201921:29
– Il corpo di ballo in kilt, ombrello e bombetta nera, la Union Jack che illumina la parte centrale della platea: l’inizio della terza serata del Festival di Sanremo è con Claudio Baglioni che canta Viva l’Inghilterra.
Venditti scalda l’Aristona 19 anni di distanza dall’ultima esibizione
SANREMO07 febbraio 201922:03
– Antonello Venditti torna a Sanremo – dove non è mai stato in gara – a 19 anni di distanza dall’ultima esibizione e scalda l’Ariston festeggiando i 40 anni di Sotto il segno dei pesci. Toccante il duetto con Baglioni, entrambi al pianoforte, su Notte prima degli esami. Poi il cantautore romano regala il suo panama a una ragazza tra il pubblico.
Lacrime per Alessandra Amorosoinsieme a Claudio Baglioni Io che non vivo
SANREMO07 febbraio 201922:44
– Un pianto liberatorio conclude l’esibizione di Alessandra Amoroso, ospite al festival di Sanremo per festeggiare i suoi 10 anni di carriera. La cantante salentina ha prima intonato il suo ultimo singolo Dalla tua parte, e poi insieme a Claudio Baglioni ha reso omaggio alla celebre canzone di Pino Donaggio Io che non vivo.
Platea in piedi per Simone Cristicchiper Abbi cura di me
SANREMO07 febbraio 201923:24
– Alla fine dell’esibizione del brano Abbi cura di me, la platea si è alzata in piedi per tributare una standing ovation a Simone Cristiccchi, visibilmente emozionato. Ieri, tra i cantanti in gara al festival di Sanremo, lo stesso omaggio era stato tributato unicamente a Loredana Bertè.
L’Ariston si scatena con Raf e TozziPoi con Baglioni in Gente di mare
SASANREMO07 febbraio 201923:
– Tutto l’Ariston balla con Raf e Umberto Tozzi: Il battito animale, Tu, Ti pretendo, Gloria fanno scatenare tutto il pubblico, in prima fila anche Sandra Milo.
Nel 1987, proprio il 7 febbraio, Tozzi vinceva il festival con Morandi e Ruggeri con Si può dare di più, che la sala intona spontaneamente. Poi l’esibizione con Claudio Baglioni in Gente di mare.
Virginia-Vanoni, il duetto è esilarantecantano ‘La gente e me’ di Caetano Veloso
SANREMO08 febbraio 201900:08
– Esilarante duetto sul palco dell’Ariston tra Virginia Raffaele e Ornella Vanoni, una delle vittime preferite delle imitazioni dell’attrice.
Spiritosa, sorprendente, la Vanoni si presenta in completo rosso fuoco e prova a cantare. “Non sei in gara anche quest’anno”, avverte la Raffaele. “2018, 2019, ma è tutto uguale non è cambiato niente, navighiamo a vista”, commenta la Vanoni, che poi prova a prendersi la rivincita su Virginia: “Mi hai rovinato la vita facendomi passare per una rimbambita, una rincoglionita, una maniaca sessuale… Recedi, stai zitta! Quando sei andata da Carlo Conti a fare la mia imitazione, ho passato un anno di inferno! Tutti i tassisti mi chiedevano se fossi stata a Sanremo, sono andata in crisi di identità”.
Poi insieme Virginia e Ornella cantano ‘La gente e me’ di Caetano Veloso: tra un’incertezza più o meno voluta e un buco di memoria, il numero è irresistibile.
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Rovazzi show, poi rende omaggio al papà
scatenata versione di ‘Faccio quello che voglio’
SANREMO08 febbraio 201900:47
– Si autodefinisce “distruttore artistico” del Festival, poi debutta all’Ariston come ospite con ‘Andiamo a comandare’: dopo aver condotto Sanremo Giovani insieme a Pippo Baudo, Fabio Rovazzi ‘profana’ il palco ed assiste alle dimissioni ironiche del direttore d’orchestra che dice di avere toccato il punto più basso della sua carriera.
“Troppo ignorante?”, si chiede poi prova a recitare il testo delle altre sue hit, da ‘Tutto molto interessante’ a ‘Volare’, facendone un mash-up, accompagnato da un violinista, prima di lanciarsi in una scatenata versione di ‘Faccio quello che voglio’ con la complicità vocale di Baglioni e l’incursione a sorpresa di Fausto Leali. Infine un momento commovente: un saluto al padre. “Caro Papà… – dice – Non so come contattarti ma Sanremo ha uno share così alto che molto probabilmente arriva fino a lassù. Beh volevo dirti che, in parte, tutto questo è anche colpa tua. E volevo salutarti, visto che l’ultima volta non ho fatto in tempo”, conclude.
Serena Rossi commuove, omaggio a Mimì’Era una grandissima artista, una grande donna’.
NREMO08 febbraio 201900:53
– Si preannunciava come uno dei momenti più intensi del festival è lo è stato: Almeno tu nell’universo, trent’anni dopo di nuovo sul palco dell’Ariston, nel commovente omaggio a Serena Rossi ha reso a Mia Martini. “Se pensavo a lei prima di conoscerla – ha detto l’attrice, che dà il volto all’artista nella fiction Io sono Mia, in onda il 12 febbraio su Rai1 – pensavo a un’ingiustizia, a una violenza, a una discriminazione. E invece era una grandissima artista, una grande donna. Stasera vorrei chiederle veramente scusa per tutto quello che le hanno fatto. Questo film è un atto d’amore per lei, per te Mimì!”.
Sanremo: classifica parziale 3/a serataSimone Cristicchi, Mahmood, Irama, Ultimo: zona blu
NREMO08 febbraio 201900:56
– Alla fine della terza serata, questa la classifica parziale sulla base del voto della sala stampa, che pesa per il 30%. Nella zona alta della classifica, quella blu, si sono piazzati: Simone Cristicchi, Mahmood, Irama, Ultimo; nella zona gialla, quella intermedia, Enrico Nigiotti, Motta, The Zen Circus, Francesco Renga; nella zona bassa, quella rossa, Anna Tatangelo, Nino D’Angelo e Livio Cori, Boomdabash, Patty Pravo con Briga.
A marzo torna La Gabbianella di d’AlòNel ’98 fu caso incassi, è il cartoon italiano più visto
07 febbraio 201916:48
– Ritorna sul grande schermo La gabbianella e il gatto di Enzo d’Alò, distribuito in sala da CG come evento speciale il 21, 22, 23, 24 Marzo. “La gabbianella e il gatto” nel Natale del 1998 tenne testa ai kolossal animati americani raggiungendo al Box Office la cifra record di oltre 20 Miliardi di Lire di incasso, diventando così il cartoon italiano più visto di sempre, amato in Italia e in tutto il mondo. La generazione di bambini che apprezzò il film quando uscì in Italia nel 1998, potrà rivederlo ed emozionarsi oggi come allora; mentre per i nuovi piccoli spettatori “La gabbianella e il gatto” sarà una sorpresa di cui innamorarsi per la prima volta. Ispirato al capolavoro best-seller di Luis Sepúlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (Guanda Editore) il film, diretto dal maestro Enzo d’Alò e sceneggiato insieme a Umberto Marino, segnò un passo importante per l’animazione italiana, con un budget mai visto prima e un’accoglienza di pubblico straordinaria. [print-me title=”STAMPA”]
