Ultimo aggiornamento 16 Febbraio, 2019, 05:41:21 di Maurizio Barra
CRONACA
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CRONACA
Morto Ossicini,con ‘morbo k’ salvò ebrei
Ricoverati in ospedale,scamparono rastrellamento 16 ottobre ’43
15 febbraio 2019 15:26
– E’ morto Adriano Ossicini, già parlamentare della Sinistra Indipendente e vice Presidente del Senato. Nato a Roma il 20 giugno 1920 è stato uno psichiatra e politico italiano, ex-partigiano. Fu ministro per la Famiglia e la Solidarietà Sociale nel Governo Dini. Ossicini è deceduto nel reparto Ortopedia del Fatebenefratelli, dove era ricoverato per le conseguenze di una caduta. L’ospedale, in cui Ossicini entrò da giovane come volontario, lo ricorda per aver protetto decine di ebrei che erano ricoverati durante il periodo nazista. La figura di Ossicini – allievo del professor Giovanni Borromeo, che il 16 ottobre 1943 nascose decine di ebrei, scampati alla retata nazista, in un reparto dell’ospedale – è associata all’ invenzione di una malattia per salvare decine di ebrei romani dalle persecuzioni nazifasciste e dai campi di sterminio. Si chiamava “Morbo di K” (K come gli ufficiali nazisti Kesselring e Kappler). Grazie a questa falsa diagnosi le Ss, leggendola, si allontanavano.
Mondo scuola si mobilita, no autonomiaTutte le maggiori sigle,”Fermiamo disegno politico disgregatore”
15 febbraio 201916:09
– Le maggiori sigle sindacali del mondo della scuola, Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda Unams, SNALS Confsal, Cobas, Unicobas Scuola e alcune associazioni di docenti e studentesche, esprimono il “più netto dissenso riguardo alla richiesta di ulteriori forme di autonomia in materia di istruzione avanzata dalle Regioni Veneto, Emilia e Lombardia”. “Si tratta di un’ipotesi – scrivono in un appello – che pregiudica la tenuta unitaria del sistema nazionale”. Si chiede la mobilitazione “per fermare un disegno politico disgregatore dell’unità e della coesione sociale”.
Manuel: pistola era stata rubataE’ quanto emerge da accertamenti disposti da Procura di Roma
15 febbraio 201916:28
– L’arma che ha ferito gravemente Manuel Bortuzzo, la notte tra sabato 2 e domenica 3 febbraio a Roma, era stata rubata diversi anni fa. E’ quanto emerge dai risultati degli accertamenti disposti dalla Procura nell’ambito dell’indagine che vede Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano accusati di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. La pistola, gettata dai due aggressori in un campo poco lontano dalla zona della sparatoria, nel quartiere Axa, non ha la matricola abrasa e quindi gli inquirenti sono riusciti a risalire alla denuncia di furto avvenuto fuori Roma. Nel corso dell’interrogatorio svolto in Questura dopo il fermo, Marinelli ha affermato di avere trovato l’arma sotto terra, in un campo, circa due mesi fa.
Topi in scuola Calabria, protesta mammeChiesta derattizzazione, sarà effettuata lunedì
CASTROVILLARI (COSENZA)15 febbraio 201917:07
– Le mamme di un gruppo di alunni della scuola “Santissimi medici” di Castrovillari hanno inscenato stamattina una protesta per denunciare la presenza di topi nell’istituto. Tra gli alunni, negli ultimi giorni, sono stati registrati alcuni casi di dermatite atopica.
La dirigente dell’istituto ha segnalato il problema all”Amministrazione comunale che, appena ricevuta la comunicazione, ha contattato l’Azienda sanitaria provinciale, che ha programmato per lunedì la derattizzazione.
I genitori non hanno accolto la proposta della dirigente di effettuare la derattizzazione senza disporre la sospensione delle attività scolastiche considerato che, a suo dire, le nuove tecniche d’intervento lo consentono.
La decisione presa dai genitori, dunque, é di non mandare i figli a scuola domani e nella giornata di lunedì. In ogni caso i genitori faranno disertare ai figli le lezioni fino a quando non avranno assicurazione che la presenza dei topi nella scuola é stata totalmente eliminata.
CRONACA
No Tav,dopo stop opera vogliamo amnistia
Il 23 marzo manifestazione a Roma
TORINO15 febbraio 201917:15
– “L’analisi costi-benefici certifica che la Torino-Lione è inutile e costosa, come diciamo da sempre; se come speriamo l’opera non si farà, crediamo si debba valutare una amnistia per tutti i reati che ci sono stati contestati in questi anni, dal momento che ci siamo adoperati per evitare un danno al Paese”. Così Lele Rizzo, trai leader del Movimento No Tav, in occasione della presentazione della manifestazione del 23 marzo, a Roma, contro tutte le grandi opere inutili.
“Oggi ci prendiamo il merito di una battaglia che portiamo avanti da 30 anni – aggiunge – ma vogliamo qualcosa di più.
Bisogna iniziare a ragionare seriamente su azioni concrete, a cominciare dalla smilitarizzazione della Val Susa e del cantiere che è destinato a chiudere”.
Infine una stoccata all’Osservatorio e al Commissario di Governo Paolo Foietta che, dice Rizzo, “è arrivato all’ultimo giorno di lavoro ed è la prima volta che non ci dispiace che una persona resti senza lavoro. Ora ci aspettiamo la stessa cosa per i vertici Telt”.
CRONACA
Vanno a rubare, figlia 6 anni li aspetta
Sorpresi di notte mentre asportavano registratore cassa
VERONA15 febbraio 201917:26
– Sono andati a rubare lasciando nell’auto la figlia di 6 anni, ma sono stati scoperti dai carabinieri e arrestati. Si tratta di una coppia veronese, lui 29enne, lei 33 anni, fermata in flagranza di reato dai Carabinieri di Bardolino (Verona). Sono accusati di tentato furto aggravato in concorso. I militari dell’Arma avevano già avviato indagini su una una serie di furti commessi all’interno di un ristorante della zona. La coppia è stata ripresa nelle immagini del sistema di videosorveglianza privato del locale, così i gli investigatori hanno organizzato un servizio di appostamento notturno: i due giovani sono stati fermati mentre stavano per portare via il registratore di cassa del ristorante, dopo avere forzato l’ingresso. Quando i militari si sono spostati per perquisire l’auto della coppia hanno scoperto che a bordo c’era una bambina di 6 anni, figlia del 29enne, che attendeva i genitori per tornare a casa.
Ustionata dall’ex, donna miglioraRicoverata al Cto di Torino dal 4 febbraio, è stata estubata
TORINO15 febbraio 201917:38
– Migliorano le condizioni della donna data alle fiamme nella sua auto, lo scorso 4 febbraio a Vercelli, da un uomo con cui aveva avuto una breve relazione.
Ricoverata al Cto di Torino, sta uscendo dal trattamento intensivo. Estubata, ha iniziato a respirare in modo autonomo – si apprende da fonti sanitarie – e anche gli interventi chirurgici al volto e alle mani hanno sortito buon esito.
La paziente “viene mantenuta tranquilla, anche per la grande necessità di farmaci che le assicurino analgesia nella lunga fase della guarigione di ferite”. Per questo motivo, la presenza dei parenti più stretti è l’unica ad essere consentita. Altri interventi saranno ancora necessari per le ustioni del dorso e della parte posteriore delle gambe.
Il percorso di cura è ancora lungo. Se la stabilità di respiro e di circolo restano confermate, a giorno è previsto il trasferimento nell’area sub-intensiva del Centro Grandi Ustionati, diretto dal dottor Maurizio Stella.
Cade per marciapiede rotto,perde causaCittadina aveva fatto ricorso in Cassazione, Comune vince causa
15 febbraio 201917:57
– La zona era illuminata e la cittadina, caduta per un avvallamento su un marciapiede nella centralissima Piazza Venezia a Roma, doveva fare più attenzione.
Per questo la Cassazione ha respinto il ricorso della donna costretta anche a pagare all’incirca 10mila euro di spese legali al Comune, alla società assicuratrice e a quella cui era affidata la manutenzione della zona.
La cittadina non è riuscita a far valere le sue ragioni contro il Comune di Roma. La lite infinita con l’amministrazione risale a 17 anni fa. Nel febbraio 2002 la donna stava camminando sul marciapiede a Piazza Venezia e, in prossimità dell’incrocio con via del Plebiscito, è caduta – come sostiene lei – a causa del “dislivello creatosi tra due lastre della pavimentazione del marciapiede”.
Omicidio indiano: autopsia,60 coltellateArrestato connazionale, inutile tentativo di difesa
PADOVA15 febbraio 201918:08
– Sono 60 le coltellate che Sanjay Budhwar, indiano di 36 anni accusato di omicidio, ha inferto al rivale Hoshiar Singh, connazionale di 45 anni, ucciso domenica scorsa. La vittima è deceduta a causa di uno shock emorragico secondo l’autopsia che il dottor Antonello Cirnelli ha fatto sul corpo della vittima. Singh si sarebbe difeso, sulle braccia ci sono infatti segni evidenti di un tentativo di allontanare da sé la furia omicida del coinquilino che ha agito con un coltello da cucina, che poi lo ha colpito alla gola da parte a parte più volte. Singh quindi non è morto subito, ma ha avuto il tempo di capire quello che gli stava accadendo. Budhwar si trova ora in carcere, mercoledì scorso il gip Margherita Brunello ha convalidato il fermo richiesto dal pm Andrea Girlando. Budhwar ha confessato di aver ucciso il connazionale che viveva con lui da dieci giorni, ma ricorda di avergli dato solo qualche coltellata.
Papa,paura origina schiavitù e dittatureMigranti, non basta un condottiero a rassicurarci. Serve fiducia
15 febbraio 201918:18
– “La paura è l’origine della schiavitù e anche l’origine di ogni dittatura: sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori”. Lo ha detto il papa nell’omelia alla messa per il meeting delle realtà di accoglienza “Liberi dalla paura”, che organizzato dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas e dal Centro Astalli, riunisce fino al 15 febbraio famiglie, parrocchie, le associazioni, realtà diverse che hanno scelto di ospitare e integrare i migranti. “Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita. E non bastano le parole umane di un condottiero o di un profeta a rassicurarci”, ha detto papa Francesco, che ha invitato a “non ripiegarsi su sé stessi, segno di sconfitta”, e ad aprirsi agli altri.
Clochard aggredito, nessuno intervieneColpito calcio e buttato a terra a Carrara. Sindaco, indignato
CARRARA (MASSA CARRARA)15 febbraio 201919:04
– Un clochard è stato aggredito da un uomo che lo ha colpito alle spalle con un calcio, facendolo cadere a terra. Il fatto è accaduto ieri pomeriggio Carrara nella centralissima via Roma, strada pedonale, sotto gli occhi di passanti e clienti di bar e negozi.
Nessuno è intervenuto. La scena è stata ripresa con un telefonino e il video postato sui social, secondo quanto riferito oggi dalla Nazione che ha pubblicato la notizia dell’aggressione. Secondo quanto poi emerso, ad aggredire il clochard, che da tempo staziona nell’area perdonale chiedendo l’elemosina, sarebbe stato un residente infastidito dalla presenza sotto casa dell’uomo che tra l’altro presenta una importante disabilità. Il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale si è detto indignato per l’aggressione, un “atto vile”, e ha espresso “sconforto” perchè “nessuno tra i cittadini presenti è intervenuto per aiutare la vittima né per chiamare le forze dell’ordine”.
Capi scout, non umano gente in mareGruppo di Jesi, orgogliosi di valori accoglienza e tolleranza
JESI (ANCONA)15 febbraio 201919:27
– “Come comunità capi e come persone siamo colpiti da quanto sta accadendo nella nostra società, nei nostri mari e in generale nel mondo”. Inizia così la lettera che i capi scout hanno indirizzato ai genitori delle ragazze e dei ragazzi del gruppo “Jesi 1” dell’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani). “Come educatori ci sentiamo in dovere di fare qualcosa, con gli strumenti che abbiamo a disposizione” spiegano sulla pagina Fb della parrocchia di San Giovanni Battista. “Camminare con lo zaino, imparare a fare nodi, a montare una tenda, a guidare una squadriglia, sono strumenti per educare durante il percorso scout a diventare protagonisti del proprio mondo. Ci sentiamo orgogliosi nel proporre ai giovani che frequentano la nostra Associazione i valori dell’accoglienza, della tolleranza, dell’incontro e del confronto con chi è diverso da noi. Ci spaventa l’arroganza di chi lascia uomini, donne e bambini disperati in balia delle onde. Non troviamo nulla di umano e di cristiano in questo”.
E’ polemica su stato pila 8 del MorandiDivergenze tra i periti della procura e quelli di Aspi
GENOVA15 febbraio 201920:16
– E’ polemica tra i periti per lo stato della pila 8 del ponte Morandi. Quelli della procura hanno trovato calcestruzzo deteriorato, lesioni sulle travi tampone, sui cassoni e sui sostegni. Anche le selle Gerber, dove si appoggiano le travi dei tamponi “appaiono fortemente degradate”, con pezzi di calcestruzzo distaccati e ferri corrosi.
“Contrariamente a quanto emerge i riscontri effettuati durante i sopralluoghi tecnici di questi giorni non evidenziano alcuna evoluzione anomala delle condizioni del viadotto e nessun segno di degrado tale da influenzare la tenuta statica della struttura, incluse le selle Gerber” afferma invece in una nota Aspi. Le ispezioni, a cui stanno prendendo parte anche gli uomini della polizia scientifica, proseguiranno su altre parti della struttura e le travi su cui sono stati fatti interventi e valutarne lo stato di conservazione. Per Aspi “anche i calcestruzzi mostrano uno stato di carbonatazione che non può essere ritenuto in alcun modo allarmante”.
Stage trucco in ospedale, no a FerragniInfluencer era attesa domani reparto oncoematologia pediatrica
PADOVA15 febbraio 201921:30
– Niente stage di trucco con Chiara Ferragni per le giovani pazienti del reparto di oncoematologia pediatrica di Padova. L’accordo con l’influencer, e moglie del cantante Fedez, era già stato raggiunto. La regina dei social avrebbe dovuto presentarsi domani, sabato, per insegnare ai giovani malati oncologici come usare rossetti, fard e mascara, per essere più glamour e bucare il video, anche se solo di uno smartphone. Ma quando tutto era pronto – riferisce ‘Il Mattino di Padova’ – è arrivato il divieto della direzione dell’azienda ospedaliera, per la quale l’evento era “inopportuno”. E pare che nel reparto pediatrico la delusione sia stata forte.
L’invito alla star dei social era stato fatto da una caposala, e aveva passato il vaglio della direttrice dell’oncoematologia pediatrica. Ma è arrivato il ‘no’ della direzione ospedaliera, non per il buon fine dell’iniziativa, ma per l’eccesso di attenzione mediatica che il nome di Ferragni avrebbe determinato con il suo arrivo in un reparto ospedaliero.
Foibe: assessore Fvg, pretendiamo scusesi inginocchino come Brandt davanti al ghetto di Varsavia
TRIESTE15 febbraio 201916:16
– “Chi deve chiedere scusa sono i governi dell’ex Jugoslavia, all’Italia, agli esuli e agli infoibati. Vorremo che i presidenti di Slovenia e Croazia imitassero il grande gesto di Willy Brandt a Varsavia, quando il cancelliere tedesco si inginocchiò davanti al memoriale del ghetto di Varsavia”. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente Fvg ed esponente di Fratelli d’Italia, Fabio Scoccimarro, intervenendo a una trasmissione televisiva dell’emittente locale Telequattro, rinfocolando le polemiche scatenate dalle dichiarazioni politiche in occasione del Giorno del Ricordo a Basovizza.
Tornando sulle parole del presidente del Parlamento europeo di domenica scorsa, Antonio Tajani, Scoccimarro ha sottolineato che “Tajani va interpretato, perché come diceva Almirante ‘non vogliamo schierare i carri armati sul confine, ma nulla vieta di considerare Istria, Fiume e Dalmazia terre di cultura italiana'”, criticando quei politici “ignoranti o in mala fede” per i quali “Foibe ed esodo non furono una pulizia etnica”.
Guerra sporca contro bimbi, 10 mila morti e feriti nel 2017Rapporto Save the Children, 420 milioni vivono nelle zone di conflitto
15 febbraio 2019 15:45
Oltre 10 mila bambini sono rimasti uccisi o mutilati nel 2017 dai bombardamenti nelle aree di guerra e 100mila neonati muoiono ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione. Sono solo alcuni dei dati presentati da Save the Children nel suo nuovo rapporto ‘Stop alla guerra sui bambini’ che denuncia, tra l’altro, l’utilizzo da parte della Coalizione a guida saudita in Yemen per colpire obiettivi civili di bombe prodotte anche in Italia. Sono 420 milioni – uno su cinque nel mondo – i bambini che vivono in zone di conflitto, oltre 30 milioni in più del 2016 e il doppio dalla fine della Guerra Fredda, e 4,5 milioni hanno rischiato di morire per fame nei dieci Paesi coinvolti nelle guerre più sanguinose: Afghanistan, Yemen, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica democratica del Congo, Siria, Iraq, Mali, Nigeria e Somalia.
In termini assoluti l’Asia è il luogo dove vivono più bambini in aree di conflitto, circa 195 milioni. In percentuale, invece, il primato spetta al Medio Oriente con il 40 per cento dei bambini che vivono in zone di guerra, pari a 35 milioni. Solo in Yemen, 85mila bambini sotto i cinque anni sono morti per fame o per malattie gravi dall’inizio del conflitto, tre anni fa.
“E’ sconvolgente – ha spiegato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children – che nel XXI secolo arretriamo su principi e standard morali così semplici: proteggere i bambini e i civili dovrebbe essere un imperativo, eppure ogni giorno i bambini vengono attaccati, perché i gruppi armati e le forze militari violano le leggi e i trattati internazionali. Sono innumerevoli le violazioni dei diritti dei piccoli che hanno avuto la sfortuna di nascere in zone di guerra e il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha identificato sei gravissime categorie che vanno dall’uccisione e mutilazioni al reclutamento dei bambini soldato soprattutto in Paesi come la Repubblica Centrafricana alla Repubblica democratica del Congo, dalla violenza sessuale ai rapimenti, agli attacchi a scuole e ospedali fino alla negazione dell’accesso agli aiuti umanitari.
Secondo l’analisi di Save the Children sulla base dei report delle Nazioni Unite, il numero di violazioni dei diritti dei minori nel 2017 è stato di 25mila, il numero più alto mai registrato prima. [print-me title=”STAMPA”]
