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Ultimo aggiornamento 19 Febbraio, 2019, 22:25:08 di Maurizio Barra

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DALLE 12:59 ALLE 22:24 DI MARTEDì 19 FEBBRAIO 2019

POLITICA

Salvini con berritta, “che spettacolo”
Il regalo di una artigiana ad Alghero

ALGHERO19 febbraio 2019 12:59

– “Che spettacolo!”. Matteo Salvini entusiasta per la berritta sarda ricevuta in dono, e subito indossata, da una artigiana. Il copricapo confezionato in stoffa di orbace o semplice panno di colore nero, parte integrante dell’abito tradizionale maschile tipico della Sardegna, è stato regalato al leader della Lega all’ingresso della caserma dei vigili del fuoco di Alghero, che poi ha visitato.
Salvini a processo per vilipendioNel 2016 definì la magistratura una ‘schifezza’

TORINO19 febbraio 201915:36

– La procura di Torino ha chiesto e ottenuto dal tribunale l’individuazione di una data per celebrare l’eventuale processo a Matteo Salvini per il reato di vilipendio all’ordine giudiziario. Lo si è appreso negli ambienti del Palazzo di giustizia. L’iniziativa dei pm è solitamente il preludio di una citazione diretta a giudizio (per questo reato non è prevista la celebrazione dell’udienza preliminare). La causa, se approderà in tribunale, comincerà prima dell’estate.
Salvini è indagato per le frasi pronunciate in un discorso a Collegno il 14 febbraio 2016. Riferendosi agli sviluppi di un’inchiesta della procura di Genova sulla Rimborsopoli dei consiglieri regionali liguri, aveva detto “difenderò qualunque leghista venga indagato da quella schifezza che è la magistratura”.
Diciotti, protesta senatori Pd a GiuntaCartelli come ‘Decide Casaleggio’ e ‘La chiamavano onestà’

19 febbraio 201915:52

– Una folta delegazione di senatori del Pd ha protestato dentro il cortile di Sant’Ivo alla Sapienza, davanti all’aula della Giunta per le Immunità del Senato, chiamata a votare sul caso Diciotti e l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. ‘Armati’ di cartelli con le scritte “#Vergogna”, “#decideCasaleggio” “#Lachiamavanoonestà i parlamentari stanno sfilando nel cortile davanti ai giornalisti.
“Siamo molto preoccupati – dichiara la senatrice Simona Malpezzi – perché siamo di fronte a una democrazia di un blog che sconfigge la democrazia parlamentare”.
Diciotti: Giunta, no processo a SalviniA favore 6 senatori, in 16 dicono no al processo. Gasparri vota

febbraio 201916:28

– La Giunta per le Immunità del Senato dice no alla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di processare il ministro dell’Interno Matteo Salvini per “sequestro di persona aggravato” per non aver fatto sbarcare per 5 giorni 177 migranti dalla nave Diciotti. I voti a favore della proposta del presidente della Giunta Maurizio Gasparri di dire “no” alla richiesta dei magistrati sono stati 16 e 6 i contrari.
I favorevoli sono stati i 4 senatori di FI: Gasparri, Malan, Modena e Paroli; i 4 della Lega: Pillon, Tesei, Pellegrini, Augussori; Meinhard Durnwalder del gruppo Autonomie; Balboni di FdI; i 6 esponenti del M5S: Giarrusso, Crucioli, Evangelista, Gallicchio, Riccardi, Urraro. La senatrice D’Angelo (M5S) ha appena partorito e non si è presentata in Giunta. Per un totale di 16 voti. Hanno votato invece a favore dell’autorizzazione a procedere e quindi contro la proposta di Gasparri i 4 senatori del Pd: Cucca, Rossomando, Ginetti e Bonifazi; Grasso di LeU e De Falco (ex M5S) ora al gruppo Misto.
Diciotti,senatori Pd attaccano GiarrussoDem urlano”vergogna”,lui fa gesto manette “miei genitori liberi”

19 febbraio 201916:36

– Appena il presidente della Giunta per le Immunità di Palazzo Madama Maurizio Gasparri e i commissari escono dall’Aula di Sant’Ivo alla Sapienza, dopo aver detto no all’autorizzazione a procedere per Matteo Salvini sul caso Diciotti, i senatori del Pd che protestavano nel cortile cominciano a gridare “Vergogna!”, “Onestà!” e “Giarrusso vergogna!” all’indirizzo del parlamentare pentastellato. “Mio padre e mia madre sono regolarmente a casa: altri sono ai domiciliari – ribatte il senatore M5S – e poi sono loro che parlano di onestà…”. Giarrusso fa quindi il gesto delle manette verso i senatori dem. “Sono loro che dovrebbero vergognarsi per quello che hanno fatto loro e i loro parenti per distruggere l’Italia”, aggiunge. In un clima accesissimo, mentre Giarrusso parla ai cronisti, i dem urlano “buffone!”, “Restituisci lo stipendio!”, “dimettiti”.
Europee, ipotesi stesso gruppo M5S-LegaAvanzata da leghista Borghi. Ribatte Battelli (M5s): ‘Le nostre campagne opposte’

febbraio 201917:49

“Ci potrebbero essere equilibri sorprendenti nel prossimo Parlamento europeo”, afferma il deputato leghista Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, secondo cui la Lega potrebbe essere il primo partito in assoluto. In questo caso, “sono convinto che tantissimi rappresentanti di altri Paesi che in questo momento sono” in gruppi differenti “potrebbero convergere. Mi piacerebbe anche che convergessero gli amici del M5s” e “si creerebbe un fortissimo gruppo eurocritico, chiamiamolo così – sostiene Borghi – che potrebbe davvero spostare gli equilibri in questo Parlamento”. “Parla a titolo personale e, sistematicamente, viene smentito – risponde il presidente M5S della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli -. Abbiamo sempre detto che M5S e Lega alle prossime Europee faranno campagne diametralmente opposte e non mi risulta che qualcuno abbia cambiato idea”.
Diciotti: la Giunta dice No al processo a Salvini. M5s, chi non è d’accordo lasciBagarre fuori dall’aula, dopo che la Giunta ha negato l’autorizzazione a procedere. Senatori Pd contro quelli M5s ma Giarrusso fa il segno delle manette al loro indirizzo

19 febbraio 201918:52

La Giunta per le Immunità del Senato dice no alla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di poter processare il ministro dell’Interno Matteo Salvini con l’accusa di “sequestro di persona aggravato” per non aver fatto sbarcare per 5 giorni 177 migranti dalla nave Diciotti. I voti a favore della proposta del presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, di dire no all’autorizzazione sono stati 16, 6 i contrari.Non appena il presidente della Giunta e i commissari sono usciti dall’Aula di Sant’Ivo alla Sapienza, i senatori del Pd che protestavano nel cortile hanno cominciato a gridare “Vergogna e onestà. Giarrusso vergogna” all’indirizzo del parlamentare pentastellato. “Mio padre e mia madre sono regolarmente a casa: altri sono ai domiciliari. E poi sono loro che parlano di onestà”, ha replicato Mario Michele Giarrusso. “Sono loro che dovrebbero vergognarsi per quello che hanno fatto loro e i loro parenti per distruggere l’Italia”replica Giarrusso ai cronisti. E mentre continuano le proteste il senatore M5s fa il gesto delle manette. Dei sette senatori M5s componenti della Giunta, sono stati sei i presenti alla seduta chiamata a decidere sul caso Diciotti. Ma l’unica assente è assolutamente giustificata: si tratta di Grazia D’Angelo, vicepresidente della Giunta stessa, che alle 3 della scorsa notte ha partorito.”Per me prima viene la difesa dei confini e la sicurezza della mia gente quindi lavoravo tranquillo ieri e lavoro tranquillo oggi – ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini -. I senatori hanno fatto e faranno le loro scelte. Avrei accettato qualunque risposta, consapevole del fatto che quello che sto e stiamo facendo lo facciamo per il bene del nostro Paese. Quindi ero e sono pronto a qualsiasi tipo di giudizio”. “Siamo una squadra. Al governo c’è una squadra, non ci sono dei singoli, quindi ringrazio per la fiducia alla squadra”, ha detto ancora Salvini. LE POLEMICHE DOPO IL VOTO ON LINE SUL CASO DICIOTTI”La democrazia diretta è sempre stato un principio fondante del MoVimento 5 Stelle – spiega in una nota Francesco Silvestri, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei deputati sulle polemiche all’interno dei pentastellati sul voto sul caso Diciotti -. Anche sul caso Diciotti abbiamo fatto decidere i nostri iscritti, che è esattamente quello che non hanno mai fatto le altre forze politiche. Per questo ci stupiscono le parole di alcuni parlamentari che si lamentano per questa decisione. Ricordo, ad esempio, alla senatrice Fattori e a quanti cercano giornalmente visibilità sui giornali, che è proprio grazie a Rousseau che sono potuti entrare in Parlamento, ben conoscendo le regole che hanno sottoscritto. Il dialogo all’interno del MoVimento è sempre aperto, ma se Fattori e gli altri non condividono più questo modus operandi, potrebbero semplicemente restituire quanto dovuto e dimettersi”.Critica la senatrice pentastellata Paola Nugnes: “La rete aveva già votato su questo punto quando abbiamo votato il programma. È una contraddizione forte, perché questa votazione è fuori regolamento – ha detto a ‘Circo Massimo’ -. Nell’articolo 4 dello Statuto, che è quello che regola le votazioni, quelle di questo tipo non sono previste”. “Con questo voto il M5S ha perso una parte della sua natura, dal punto di vista elettorale dovrebbe costare caro. Nella mia bolla di percezione il dissenso è ampissimo”, aggiunge. “Per me bisogna cercare un altro mezzo per trovare le convergenze e non cedere passo passo a ricatti. Condivido l’idea di voler andare avanti per portare avanti il programma, ma questo cedere può essere deleterio per il M5S e per il Paese. Si sta disegnando un’idea di società respingente, che fa leva sui più deboli. Siamo in recessione etica e morale, si sta dando adito a una visione di chiusura e di respingimento che non appartiene al vero Movimento”.”La #piattaformaRousseau decide che i senatori grillini devono impedire ai giudici di procedere – scrive su Twitter l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni -. Milioni di elettori M5s si chiedono dove sia andato a finire il loro voto. Tutti gli italiani resteranno col dubbio che Salvini chiudendo i porti abbia abusato del proprio potere”.

POLITICA

Parla il 15enne che ha ‘beffato’ Salvini
Il suo racconto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1

CAGLIARI19 febbraio 201919:40

– Valerio Obino, il 15enne sardo che ha Ozieri (Sassari) ‘beffato’ Matteo Salvini con la scusa di un selfie, a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha raccontato com’è nata l’idea che lo ha reso famoso sui social. “Siamo usciti un’ora prima da scuola e siamo andati al comizio di Salvini, che stava finendo di parlare. Quando ha dato il via al momento dei selfie, insieme a due miei compagni, ci siamo messi in fila e abbiamo atteso il nostro turno”.
Quando è arrivato il tuo momento, cosa hai fatto? “Quando ero con Salvini per prima cosa ho attivato la modalità video-selfie sul cellulare”. E cosa gli hai detto? “Più accoglienza e più 49 milioni. Avevo deciso di dirgli queste cose, mi ero ripromesso che gli avrei dato il mio parere, il mio pensiero”. Lo hai voluto provocare? “No, l’ho detto per stimolarlo ad un confronto e per capire la sua possibile risposta”. Come ti ha risposto il Ministro degli Interni? “Sembrava che non avesse realizzato bene cosa stesse succedendo e cosa gli avevo appena detto”.
Sardegna impugna finanziaria GovernoRivendicati i 285 mln di accantonamenti dopo sentenza Consulta

CAGLIARI19 febbraio 201920:08

– La Giunta regionale della Sardegna ha impugnato l’ultima legge di stabilità nazionale. Il motivo è sempre lo stesso: la finanziaria del Governo Conte fissa a carico della Regione la quota di 285 milioni di accantonamenti anche per il 2019, nonostante fin dal 2015 la Corte Costituzionale abbia più volte ribadito che, nel caso delle Regioni a statuto speciale, le quote devono essere stabilite sulla base di intese politiche Stato-Regione. Per lo stesso motivo la Giunta Pigliaru aveva impugnato anche le precedenti manovre nazionali del 2016, 2017 e 2018. Il nuovo ricorso è anche forte della sentenza dell’11 gennaio con cui la Consulta invita il Governo a trovare un accordo equo in termini di accantonamenti senza esercitare “principi tiranni” per la necessità di salvaguardare le casse nazionali.
Reddito, ok a controlli anti ‘furbetti’ del divorzio Approvato emendamento in commissione Lavoro al Senato

19 febbraio 201921:35

Arriva una stretta contro i ‘furbetti’ del divorzio: la commissione Lavoro del Senato ha approvato l’emendamento della Lega che prevede che qualora la separazione o il divorzio sia avvenuto dopo il primo settembre 2018, gli ex coniugi che facciano domanda di reddito di cittadinanza devono certificare di non risiedere più nella stessa casa con “apposito verbale della polizia municipale”.

M5S: gruppo contestatori, ‘Ci avete tradito, Grillo si dimetta da Garante’Protesta a Teatro Brancaccio. Compaiono anche attivisti filo-5S

19 febbraio 201922:11

“Ci avete tradito, Grillo si dimetta da Garante”. Con tanto di cartelli un gruppo di attivisti, che fanno riferimento all’associazione del M5S del 2009, attende Beppe Grillo al teatro Brancaccio, dove il Garante terrà il suo show Insomnia. A guidare la protesta Francesca Benevento, consigliera del Municipio XII di Roma. “Hanno tradito i nostri valori per le poltrone, sono diventati dei portavoce di Salvini”, spiega Benevento esponendo un cartello con un elenco di dossier dove, a suo parere, il M5S ha voltato faccia ai suoi elettori: dalla Tav al Tap, dalla libertà vaccinale al “no” all’immunità fino al “no” alla lottizzazione della Rai”. “No Casaleggio, No Di Maio dal M5S”, recita un cartello mentre un’altra attivista, su un foglio, esprime il proprio dissenso sul voto online sul caso Diciotti: “Rousseau-Trouffeau”. A pochi metri, davanti all’ingresso, due attivisti questa volta fedeli alla linea di Luigi Di Maio espongono la bandiera del M5S. “Abbiamo salvato il governo dal pericolo che in Italia torni Berlusconi”, spiegano.

“Noi ora siamo al potere, abbiamo una missione quasi impossibile, di far diventare leggermente intelligenti quelli della Lega, perché non è mica possibile coadiuvare i programmi così, perché vivono all’altro mondo”. Lo afferma Beppe Grillo in un passaggio del suo show in cui si sofferma su Matteo Salvini. “L’unica volta che andava in Europa l’ho incontrato io in aeroporto. Salvini mi ha passato sua madre, io ho detto signora perché non ha preso una pillola? Poi Salvini mi ha scritto una settimana fa con un tweet, l’ha capita una settimana fa….”.

“Macron è uno psicopatico, violentato da una quarantenne quando di anni ne aveva 15…qui sarebbe da Don Mazzi. E quando noi diciamo qualcosa loro dicono “les italiens…”.. ma “vaffanculon…”. Lo afferma Beppe Grillo nel suo show Insomnia facendo riferimento al recente scontro tra Italia e Francia.         [print-me title=”STAMPA”]

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