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Ultimo aggiornamento 26 Febbraio, 2019, 20:28:21 di Maurizio Barra

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DALLE 13:05 ALLE 20:28 DI MARTEDì 26 FEBBRAIO 2019

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Ministro Trenta in visita in Niger
Ministro della Difesa incontrerà anche presidente Repubblica

26 febbraio 2019 13:05

– E’ atterrato a Niamey, in Niger, il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che incontrerà il suo omologo Kalla Moutari ed il presidente della Repubblica Mahamodou Issoufou. Poi farà visita alla missione italiana Misin, composta al momento da 106 militari.
Il ministro Trenta prenderà parte anche alla consegna di attrezzature mediche e sanitarie da parte del Coi (Comando operativo interforze) alle autorità locali. Donazione che ammonta complessivamente a 167mila euro e che si aggiunge agli otto voli umanitari (da aprile 2018 a gennaio 2019, per un totale di 65 tonnellate di aiuti) partiti dall’Italia.

M5s, Di Maio: ‘Il ruolo del capo politico si ridiscute tra 4 anni’Conferenza stampa alla Camera dopo le regionali. Attacco a Tria sulla Tav: ‘Si fa ciò che dice il contratto’. ‘Via tetto due mandati ai consiglieri comunali’

26 febbraio 201917:18

Nessuna conseguenza interna a M5s o nel governo del voto sardo e un altolà sulla Tav. Luigi Di Maio rompe il silenzio dopo il voto sardo in una conferenza stampa a Montecitorio. E sulla propria leadership puntualizza: ‘Il ruolo del capo politico si ridiscute tra 4 anni’. “Quelle due persone su 330 che hanno parlato contro di me non hanno il problema di essere rieletti in Parlamento”, ha detto in un altro passaggio il leader M5s. “Sono concentrato – ha puntualizzato – per creare i presupposti perché l’Italia possa crescere in tutti i settori nei prossimi 4 anni. Non sto pensando al mio terzo mandato”.”Le elezioni amministrative – puntualizza subito – non avranno alcun impatto sul governo e sulla vita interna del Movimento”. “Non mi arrendo – ha detto ancora – all’idea che si paragoni il risultato delle politiche con quello delle amministrative, non ci arrenderemo mai come movimento su questo”. “Il centrosinistra – ha puntualizzato – dal 2013 si illude di poter rubare voti al M5S alle amministrative come al mercato delle vacche. Ma i voti sono dei cittadini”.”Il ministro Tria – attacca Di Maio – vanno bene le opinioni personali, ma il faro è il contratto e si fa quello che c’è scritto. Le elezioni ci saranno nel 2023″. LA CONFERENZAVia il tetto dei due mandati per i consiglieri comunali – “Fare il consigliere comunale non si può pensare sia un privilegio, lo dico in generale non solo per M5s. Oggi un nostro eletto in un comune è presidio di legalità e lotta contro i privilegi e contro la gestione disinvolta dei comuni. Dobbiamo discutere nuove regole: ad esempio affinché il secondo mandato non valga come tale in modo che possano pensare di candidarsi al Parlamento e al consiglio regionale”.
Falso voglia rimandare legittima difesa – “Tutto il cronoprogramma delle leggi non cambia. E’ una fake news che avrei chiesto di rimandare la legittima difesa”.
Di Maio: ruolo capo politico si ridiscute tra 4 anni (peraltro aggiunge).Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte presiederà nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi un vertice di governo con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Lo confermano fonti di governo, secondo le quali la riunione servirà a fare il punto sui diversi dossier sul tavolo del governo.

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Di Maio, ruolo capo? Si vede tra 4 anni
Lo ha detto il vicepremier in una conferenza stampa alla Camera

26 febbraio 201913:46

– “Il ruolo del capo politico si ridiscute tra 4 anni”. Lo ha detto il capo politico del M5S Luigi Di Maio in una conferenza stampa alla Camera.

Tav: Di Maio, Tria? Si segue ContrattoBene opinioni personali ma si fa quanto scritto. Voto nel 2023

26 febbraio 201913:46

– “Il ministro Tria: vanno bene le opinioni personali, ma il faro è il contratto e si fa quello che c’è scritto. Le elezioni ci saranno nel 2023”. Lo ha detto il capo politico del M5S Luigi Di Maio in una conferenza stampa alla Camera riferendosi alle posizioni sulla Tav espresse dal titolare dell’Economia Giovanni Tria.
Di Maio,no tetto 2 mandati a consiglieriLeader M5S, dobbiamo ridiscutere nuove regole

26 febbraio 201914:15

– “Fare il consigliere comunale non si può pensare sia un privilegio, lo dico in generale non solo per M5s. Oggi un nostro eletto in un comune è presidio di legalità e lotta contro i privilegi e contro la gestione disinvolta dei comuni. Dobbiamo discutere nuove regole: ad esempio affinché il secondo mandato non valga come tale in modo che possano pensare di candidarsi al Parlamento e al consiglio regionale”. Lo ha detto il capo politico del M5S Luigi Di Maio in una conferenza stampa alla Camera.
Solinas, Regione con la schiena drittaNeo governatore sardo, ricostruire senso di comunità

CAGLIARI26 febbraio 201915:43

– Il neo presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, è già al lavoro. Oggi ha sentito il governatore uscente Francesco Pigliaru (“perché vorrei fare un passaggio di consegne ben fatto, con un approfondimento dei principali dossier aperti”, ha detto) e parlato delle priorità da affrontare: “Uno dei grandi temi è ricostruire un senso di comunità che metta assieme coste, zone interne, periferie e i centri urbani. Una comunità in crescita di cui tutti i sardi devono ugualmente sentirsi parte. Questa è un’isola di 24mila chilometri quadrati che merita un modello estensivo che consenta a ciascuno di fare al meglio quello che sa”.
La Sardegna che Solinas ha in mente “è una Regione con la schiena dritta in grado di rivendicare, a Roma e Bruxelles, i diritti che già esistono all’interno dello Statuto e quelli che ancora devono essere conquistati, senza avere il cappello in mano”.
Sardegna: Istituto Cattaneo, solo 1 su 4 ha confermato voto M5s Perdita impressionante, segnala momento difficoltà politica

BOLOGNA26 febbraio 201916:01

“Disillusi”, che hanno scelto l’astensione e “traghettati”, che sono passati al centrodestra. E’ tra questi due fronti che si è divisa la maggioranza – oltre il 50% – degli elettori sardi ex M5s alle ultime elezioni Regionali, dove il Movimento è andato incontro a un calo evidente rispetto alle politiche di un anno fa. A dimostrarlo è un’analisi dei flussi elettorali compiuta su Sassari e Cagliari dall’Istituto Cattaneo per il quale “la perdita di voti rispetto all’exploit del 4 marzo appare impressionante” e riduce il M5s “a un partito di rango secondario” e “segnalerebbe anche un momento di difficoltà politica”.Secondo il Cattaneo, infatti, i ‘fedeli’ che hanno confermato il proprio voti ai ‘grillini’ sono stati il 25% a Sassari e solo il 19% a Cagliari. Molti meno dei ‘disillusi’, ovvero coloro che hanno scelto l’astensione: 33% a Cagliari e 27% a Sassari, il gruppo più consistente. Chi è passato al centrodestra, invece, “conquistato probabilmente dal dinamismo di Matteo Salvini”, sono stati il 18% a Cagliari e il 33% a Sassari, mentre i ‘pentiti’, che sono tornati a sinistra, sono stati il 26% a Cagliari e il 15% a Sassari. Le cause, secondo il Cattaneo, risiedono “nella risaputa debolezza locale del M5S, che soffre di una classe politica per molti versi priva delle capacità e delle risorse politiche per conquistare consensi sul territorio”. Inoltre, questo stop, che finisce per premiare forze concorrenti, “sembra però implicare che dietro a esso vi sia un giudizio sulla performance governativa del partito”.

Decretone: ok dell’Aula a stretta su furbetti divorzio e stranieri per reddito – LE MISUREArriva più privacy: lo Stato non vedrà le singole spese

26 febbraio 201916:40

Via libera dell’Aula del Senato alla stretta contro i ‘furbetti del divorzio’ e per l’accesso al reddito di cittadinanza degli stranieri extracomunitari. L’assemblea ha confermato il voto agli emendamenti all’articolo 2 del decretone già espresso dalla commissione Lavoro. Le modifiche prevedono da un lato un “apposito verbale della polizia municipale” che certifichi le separazioni o i divorzi avvenuti dopo il primo settembre 2018 e dall’altro che chi proviene da Paesi extra Ue faccia certificare dal Paese di origine la situazione patrimoniale e reddituale e la composizione del nucleo familiare, certificato che va tradotto in italiano e validato dal consolato italiano. Esentati i rifugiati politici e chi proviene da Paesi dai quali non è possibile ottenere la certificazione. Il ministero del Lavoro avrà però tre mesi per stilare la lista di questi Paesi. Confermata anche l’esclusione per 12 mesi dal reddito del solo soggetto che si dimette volontariamente, anziché di tutta la famiglia. LA DIRETTA DALL’AULA:Lo Stato non vedrà le singole spese effettuate grazie al reddito di cittadinanza. L’Aula del Senato ha approvato un emendamento del governo al decretone che recepisce le obiezioni del Garante che dovrà essere sentito dal ministero per la scrittura del decreto che disciplinerà il monitoraggio. La modifica prevede quindi che lo Stato possa monitorare “i soli importi complessivamente spesi e prelevati” dalla Carta Rdc.
L’obbligo di accettare una offerta di lavoro scatterà solo se il salario sarà di almeno 858 euro al mese. L’Aula del Senato ha confermato l’ok già arrivato dalla commissione Lavoro. Approvata dall’assemblea anche la modifica che prevede che i familiari di persone disabili siano tenuti ad accettare un’offerta di lavoro solo se entro i 100 chilometri dalla loro residenza. Per i genitori di figli minorenni, anche se separati, l’offerta di lavoro va accettata solo se entro i 250 chilometri dalla residenza, anche alla terza offerta. L’esonero in questo caso vale massimo per due anni di percezione del beneficio.
Le ore di servizi socialmente utili nei Comuni cui saranno obbligati i percettori del reddito di cittadinanza potranno arrivare a massimo 16 complessive settimanali, con l’accordo delle parti. Lo prevede un emendamento al decretone approvato dall’Aula del Senato. Confermata anche la proposta, già approvata in commissione Lavoro, di porre a carico del Fondo per il reddito e non dei Comuni l’assicurazione contro gli infortuni per queste attività.
I dati personali dei beneficiari del reddito di cittadinanza inseriti nelle piattaforme informatiche saranno maggiormente tutelati sul fronte della privacy. E’ quanto stabilisce un emendamento del governo al decretone approvato in Aula al Senato. Al posto di Siulp e Siuss, il Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro per il coordinamento dei centri per l’impiego in capo all’Anpal e il Sistema informativo unitario dei servizi sociali in capo al Ministero del lavoro, viene istituito un unico Sistema informativo per il reddito di cittadinanza, nel cui ambito operano due piattaforme. Le due piattaforme, si legge, “rappresentano strumenti per rendere disponibili le informazioni alle amministrazioni centrali e ai servizi territoriali coinvolti, nel rispetto dei principi di minimizzazione, integrità e riservatezza dei dati personali”. A tal fine, con decreto del Ministero del lavoro, sentito l’Anpal e il Garante per la privacy, da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, “è predisposto un piano tecnico di attivazione e interoperabilità delle piattaforme e sono individuate misure appropriate e specifiche a tutela degli interessati, nonché modalità di accesso selettivo alle informazioni necessarie per il perseguimento di specifiche finalità e adeguati tempi di conservazioni dei dati”.

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Sardegna: si dimette sindaco Sassari
Sanna era candidato col Pd, lascia anche un assessore

SASSARI26 febbraio 201917:30

– Terremoto post elettorale al Comune di Sassari. Dopo i risultati delle regionali si sono dimessi il sindaco Nicola Sanna, che era candidato con il Pd e l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna, in lizza con Partito dei Sardi, entrambi ‘bocciati’ dagli elettori. “Le elezioni di domenica – commenta il sindaco – rappresentano una svolta storica per il popolo sardo. Le politiche nazionaliste e più reazionarie promosse dalla Lega Nord hanno trovato proseliti presso un quarto degli elettori sardi e un’altra metà circa non è più interessata alla partecipazione politica e democratica”.
Anche per l’assessore Sanna un addio dettato dalla delusione per l’esito del voto: era candidato nella circoscrizione di Sassari con il PdS che non ha superato lo sbarramento del 5% e quindi non ha ottenuto nessun seggio nel Consiglio regionale.
”Ringrazio chi mi ha votato credendo in me e nella mia proposta. Evidentemente il lavoro fatto in questi anni non è servito ad avere il giusto riconoscimento”, ha commentato.
M5s: legale Sarti, attendiamo con fiducia decisione del Gip’Amareggia tesi indagato fosse collaboratore anziché compagno’

BOLOGNA26 febbraio 201919:24

“La circostanza che lascia più amarezza personale in capo alla mia assistita consiste nella tesi, convalidata o comunque non smentita dal pm, che l’indagato fosse un collaboratore della Sarti, anziché il suo fidanzato convivente”. Lo sottolinea l’avvocato della deputata M5s Giulia Sarti, Fabio Repici, commentando la notizia della richiesta di archiviazione della Procura di Rimini per l’ex fidanzato della parlamentare, Andrea Tibusche Bogdan, accusato di appropriazione indebita. “Questi, come è stato accertato, gestiva in piena autonomia il conto bancario della deputata e decise da sé di non inviare alcuni bonifici al fondo per il microcredito. La Procura ha ritenuto che non fossero condotte per le quali esercitare l’azione penale. Attendiamo con serenità e fiducia le determinazioni del Gip”, scrive il legale. “Il pm – aggiunge – ha ritenuto di accontentarsi delle giustificazioni abborracciate dalla persona sottoposta a indagini, concludendo che non c’è prova della colpevolezza dell’indagato, così anticipando alle indagini una valutazione che il codice di procedura penale riserva al dibattimento – perché la denunciante, se avesse voluto, avrebbe potuto controllare le operazioni sul suo conto corrente sicuramente fatte, anche secondo il pm, dall’indagato. Sarà dunque il Gip a valutare se questa prospettazione possa essere condivisibile. Di certo, risulta pure dagli accertamenti espletati dalla Procura che ciascuna delle affermazioni fatte da Giulia Sarti corrisponde al vero, mentre le giustificazioni dell’indagato, anche in relazione a ulteriori ammanchi di denaro, scoperti dalla mia assistita solo in esito alle indagini, sono state fondate sulle sue sole parole”. La mancata opposizione alla richiesta di archiviazione, “su mio consiglio, trova spiegazione nella volontà di rimettersi alle valutazioni che farà il giudice su tutte le prove documentali che abbiamo consegnato all’autorità giudiziaria, evitando al contempo di mostrare animosità nei confronti di una persona alla quale Giulia Sarti è stata legata sentimentalmente per anni”.

Miceli: dopo Sarti, Casalino e Loquenzi chiariscano ai pm”Dicano se hanno fatto pressioni su parlamentare per dire falso”

26 febbraio 201919:25

“Dopo le dimissioni e le dichiarazioni della presidente della commissione Giustizia, Giulia Sarti, il portavoce di palazzo Chigi Rocco Casalino e la responsabile comunicazione del Movimento 5 stelle Ilaria Loquenzi devono chiarire ai magistrati se hanno fatto pressioni su una deputata della Repubblica per dichiarare il falso. E’ inevitabile che Casalino e Loquenzi vengano interrogati al più presto. Anzi, farebbero bene a presentarsi spontaneamente di fronte ai pm di Rimini, in ossequio alla trasparenza”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico Carmelo Miceli, componente della commissione Giustizia della Camera.”Secondo le chat depositate agli atti – prosegue Miceli – dall’ex fidanzato della deputata Sarti, sarebbero stati proprio i due capi della comunicazione M5s ad imporre alla deputata di mettere in piedi la sceneggiata del finto furto da parte dell’ex fidanzato, per giustificare il taroccamento dei rimborsi parlamentari. Con l’annuncio di quella denuncia contro l’ex fidanzato della Sarti, il Movimento 5 stelle ha potuto screditare l’inchiesta delle Iene e raggirare gli elettori in campagna elettorale. Se la ricostruzione che emerge in queste ore dalle indagini di Rimini fosse confermata, saremmo di fronte ad una corposa lista di reati”, conclude Miceli.

Giulia Sarti si dimette da presidenza della Commissione GiustiziaDopo l’archiviazione della querela da lei sporta contro l’ex fidanzato. La deputata si autosospende dal M5s

26 febbraio 201919:25

“A seguito delle notizie riportate sulla stampa in merito alla richiesta di archiviazione per la querela da me sporta nei confronti di Andrea Tibusche Bogdan, annuncio le mie dimissioni da presidente della Commissione giustizia della Camera e, a tutela del M5S, mi autosospendo”. Così, in una nota, Giulia Sarti, portavoce 5S e presidente della Commissione Giustizia. “Preciso che né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata”.Per la Procura di Rimini la deputata M5s Giulia Sarti non fu ‘derubata’ dall’ex fidanzato Andrea Tibusche Bogdan, 32enne consulente informatico di origini romene. Come riporta la stampa locale è stata infatti depositata la richiesta di archiviazione del fascicolo, per appropriazione indebita, nato dalle denuncia della presidente della commissione Giustizia della Camera alla squadra mobile di Rimini, con una particolareggiata querela in cui si ipotizzava la responsabilità di Bogdan su mancati bonifici al fondo per il micro credito. La vicenda era emersa dopo che il nome di Sarti era spuntato nell’elenco delle ‘Iene’ di deputati M5s che da eletti non avevano restituito gli stipendi al fondo. Sette i bonifici partiti dal conto della Sarti, destinati a quello del Mef, che però risultavano annullati. Quando fu interrogato dal pm Davide Ercolani, un anno fa, Bogdan spiegò che se aveva agito, sul conto corrente online della deputata, lo aveva fatto con la consapevolezza di lei e avendone le password. Inoltre consegnò alla Procura una chat in cui Sarti gli annunciava la querela per togliersi dall’imbarazzo delle restituzioni ‘fantasma’. Per il procuratore capo, Elisabetta Melotti e il pm Ercolani, che hanno firmato la richiesta di archiviazione, dunque non vi furono reati. Ora sarà il Gip a decidere e al momento non ci sono opposizioni alla richiesta.

D’Incà strappa dossier contro autonomiaDeputato bellunese,’cazzate scritte da qualcuno per darci colpe’

VENEZIA26 febbraio 201919:28

– Ha strappato in diretta tv il dossier contro l’autonomia che creerebbe “cittadini di serie A e di serie B”, attribuito al Movimento 5 Stelle, il deputato bellunese Federico d’Incà. Ospite di una trasmissione dell’emittente ‘Rete Veneta’, D’Incà, da sempre favorevole al percorso avviato dal Veneto, si è fatto consegnare dal conduttore il plico, negando che sia un documento di fonte parlamentare pentastellata, e davanti alle telecamere ne ha fatto carta straccia. “Ecco come si fa – ha detto il deputato, strappando i fogli – perchè sono cazzate scritte da qualcuno per poterci dare delle colpe”. “Qualcuno del Sud – ha aggiunto – ha preparato e fatto girare questo foglietto. Io con loro ho discusso, e comunque nell’accordo per il nostro Governo c’è scritto che l’autonomia si fa, e si farà”.

Renzi, da Pd nessun accordo con M5sEx premier, non ci sarà questa ipotesi

26 febbraio 201919:45

– “Secondo me non c’è questa ipotesi, lo dico con affetto verso Giachetti, Martina e Zingaretti, tutti e tre l’hanno smentita. Mi dichiaro soddisfatto e faccio gli auguri al nuovo segretario”. Così Matteo Renzi, ospote di Porta a Porta ha risposto alla domanda su cosa farebbe se il futuro segretario del Pd facesse un accordo con M5s.
“Io sarò leale al nuovo segretario, gli faccio un grande in bocca al lupo e un abbraccio”, ha aggiunto.

Ponte: assunzioni -22,5% fino a dicembreL’analisi dei Consulenti del lavoro: picco del 42,6% ad agosto

GENOVA26 febbraio 201918:43

– Il crollo di ponte Morandi ha provocato anche il crollo delle assunzioni da parte delle aziende che hanno sede operativa nel Comune di Genova, che da agosto a dicembre dell’anno scorso sono scese di 10.066 unità, il 22,5% rispetto allo stesso periodo del 2017, con una punta di -42,6% ad agosto. Sono i dati che emergono dal rapporto dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro presentato a Palazzo Ducale. Il dato dell’occupazione è il più pesante accanto ai danni segnalati dalle imprese per 422 milioni. In provincia di Genova complessivamente il 2018 ha registrato 94.974 assunti: 1.902 in meno rispetto al 2017. Al forte aumento dei primi sei mesi dell’anno ha fatto da contrappeso il -42,6% di agosto, seguito dal -14,7% di settembre, -11,5% ottobre, -24,1% novembre e -27,6 a dicembre. Il crollo del ponte, insomma, ha pesato in modo consistente sul lavoro non solo a Genova, visto che il segno meno ha riguardato anche lavoratori assunti da altri comuni (-72,3% ad agosto su agosto 2017).         [print-me title=”STAMPA”]

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