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Ultimo aggiornamento 6 Marzo, 2019, 09:47:31 di Maurizio Barra

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Il cd compie 40 anni, formato in disuso
Lancio l’8 marzo del 1979, ultima fabbrica ha chiuso nel 2018 03 Marzo 2019 10:09

Il Cd ha quarant’anni, ma non se li porta molto bene. L’8 marzo del 1979 la Philips presentava il primo compact disc, destinato a rivoluzionare l’ascolto e anche la memorizzazione digitale delle informazioni. Ma il supporto è ormai in declino per l’arrivo dei nuovi formati ‘immateriali’ come lo streaming e anche per la spinta dei predecessori, vinili e cassette, che paradossalmente sono tornati in auge.Un declino sancito in Italia dall’uscita del Cd dal paniere Istat, che annovera i beni e i servizi più acquistati. E negli Usa dalla chiusura nel 2018 dell’ultima fabbrica che li produceva. Di fatto la progettazione del Cd nella sua configurazione definitiva risale al 1979 e si deve ad una joint venture della Philips con l’azienda giapponese Sony, che già dal 1975 stava sperimentando in modo indipendente la tecnologia per un disco ottico digitale.Un accordo tra la casa giapponese e quella olandese portò alla definizione dello standard per il compact disc, che prevedeva dischi di 12 centimetri e una risoluzione di 16 bit, e al lancio definitivo. A sancire il ‘matrimonio’ fu il direttore d’orchestra Herbert Von Karajan che con i Berliner Philharmoniker è protagonista del primo disco registrato con il nuovo formato, mentre il primo album pop pubblicato su questo supporto è 52nd Street di Billy Joel. Nel 1990 l’intero settore dei Cd supera i 33 giri.Nel 2007, quando già l’mp3 è una realtà da diversi anni, si contano 200 miliardi di compact disc venduti nel mondo. E proprio l’mp3 e piattaforme come Napster e successivamente lo streaming di Spotify determineranno il declino del Compact disc, mai amato davvero dagli appassionati di musica per la qualità del suono, con il 2015 che verrà ricordato come l’anno in cui i formati ‘immateriali’ hanno superato quelli fisici.E pure l’uso in informatica del Cd crolla per il sopravvento delle chiavette usb, capienti e meno ingombranti, o di sistemi come wetransfer che permettono il trasferimento online di dati, video e foto in maniera veloce. In Italia, un segno dei tempi, poche settimane fa il Cd e i dvd vergini sono usciti dal paniere Istat perché “i valori di spesa si sono così ridotti da renderlo non più rappresentativo dei consumi degli Italiani”. Mentre un anno fa ha chiuso negli Stati Uniti l’ultima fabbrica di Compact disc audio, lo storico impianto Sony di Terre Haute nell’Indiana che in tutta la sua produzione ha stampato più di 11 miliardi di compact disc. E il rivenditore americano Best Buy ha smesso di vendere Cd musicali.I dischi in vinile e le musicassette si sono presi invece la loro rivincita e sono ancora vivi e vegeti. Anzi nel 2018 hanno fatto registrare aumenti delle vendite a due cifre, come riporta l’indagine della società specializzata BuzzAngle. Ha certificato un declino inarrestabile per i Cd e che i tre quarti degli incassi delle aziende discografiche che provengono ormai solo dallo streaming.”I Cd – spiegano gli esperti – sono nella sfortunata posizione di avere tutti i difetti di un formato fisico senza nessun appeal retrò, tanto che molti distributori stanno rifiutando di stoccarli. Nonostante siano ancora la musica non digitale più venduta con oltre 60 milioni di pezzi, il calo nel 2018 è del 18,5%”.

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Aci, stop a truffe del contachilometri con fascicolo digitale
Su smartphone anche i tagliandi con tecnologia ‘blockchain’

04 marzo 201913:03

L’Automobil Club Italia lancia il “fascicolo digitale” del veicolo, una soluzione che permette di porre un freno alle truffe sui contachilometri, certificando la reale percorrenza delle auto e attestando gli interventi di manutenzione effettuati. Realizzata in collaborazione con EY, questo prodotto si basa sulla tecnologia ‘blockchain’ che, tramite la crittografia e la concatenazione dei dati, “consente di certificare il ciclo di vita del veicolo – spiegano dall’Aci – attraverso la loro ‘notarizzazione’ virtuale, all’interno di un’infrastruttura distribuita che consentirà di creare un ecosistema di interoperabilità.In Italia il mercato dei ricambi falsi negli ultimi anni ha fatto segnare un trend in crescita di circa il 10% e, secondo alcune stime, lo scorso anno il contachilometri è stato manomesso su 2,5 milioni di i veicoli usati, con un danno economico che gli esperti dell’Automobil Club valutano tra i 5,6 miliardi e i 9,6 miliardi di euro. Il fascicolo digitale, consultabile innanzitutto dal proprietario del veicolo tramite il proprio smartphone e visionabile su sua autorizzazione da terzi, mette al riparo i possibili acquirenti del suo veicolo da raggiri su percorrenze e sostituzione dei pezzi di ricambio. “Si tratta della prima applicazione smartphone al mondo – sottolineano dall’Aci – che consente all’automobilista di disporre di dati certificati del proprio veicolo indipendentemente dal tipo di marca e modello. L’app permette di interconnettere l’intero ecosistema automotive, offrendo ai singoli operatori la possibilità di scambiarsi informazioni in un ambiente trust”.
Fondo nazionale innovazione, 1 mld investimenti in tre anniDi Maio, tema strategico per il futuro dell’Italia

04 marzo 201913:04

Ammonta ad un miliardo, in tre anni, il Fondo nazionale innovazione. Risorse che il governo intende utilizzare per sostenere investimenti in start up e innovazione.

Lo ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio, intervenendo alle Ogr di Torino di fronte a operatori dell’innovazione, investitori, esperti e istituzioni. In sala anche la sindaca, Chiara Appendino, che ha aperto i lavori con un saluto. Presente anche Davide Casaleggio, presidente e fondatore dell’associazione Rousseau. “Lanciamo un progetto strategico per i prossimi 15-20 anni almeno. Sono sicuro ci saranno tutte le condizioni per farlo partire entro maggio – annuncia Di Maio -.

Questo fondo è strategico per il futuro dell’Italia e per aiutare i giovani a restare da noi. Bisogna tenere qui i giovani che abbiamo formato, bisogna che tutto il sistema lavori insieme per far lavorare i venture capital italiani e attrarre quelli stranieri. Il tema è fare squadra, con grandi sgravi fiscali, per trasformare il primo miliardo in due miliardi”.
Arriva chat a pagamento, 1 penny a letteraL’idea di un imprenditore, ‘è un esperimento sociale’

04 marzo 201914:05

Sul web arriva una chat pubblica che si differenzia dalle altre per un aspetto non secondario: è a pagamento. Si chiama Expensive Chat (“chat costosa” in inglese), e per inviare messaggi fa pagare un penny per ogni carattere digitato sulla tastiera (scrivere “ciao”, ad esempio, costa 4 centesimi di dollaro, che salgono a 5 se si aggiunge un punto esclamativo o una emoji). A lanciare la piattaforma è l’imprenditore Marc Koehlbrugge, che ha definito il prodotto come un “esperimento sociale”.La chat room pubblica ha un’interfaccia piuttosto spartana, e si presenta con la frase: “Spendi soldi per parlare con sconosciuti che spendono soldi per parlare con sconosciuti”. In un post su Twitter, Koehlbrugge ha spiegato che si tratta di “un esperimento sociale per vedere cosa succede in una chat room quando non è gratis, ma ogni messaggio costa denaro”.Parlando con il sito Motherboard, Koehlbrugge ha dichiarato: “Ad essere onesti, la ragione per cui ho iniziato è che pensavo sarebbe stato un modo divertente per guadagnare qualche soldo in più”. E il ricavato, infatti, va direttamente nel conto corrente dell’imprenditore, che tuttavia per il futuro pensa di creare “un prodotto più serio, in cui le celebrità e i professionisti possano ospitare chat a pagamento e il ricavato è devoluto in beneficenza”.Al momento i messaggi presenti sulla chat sono prevalentemente pubblicitari; il contatore degli incassi ha superato i 300 dollari.
Facebook studia una sua criptovalutaServirà ad abilitare pagamenti via WhatsApp

04 marzo 201916:39

Facebook lavora ad un progetto di criptovaluta per abilitare i pagamenti via WhatsApp. L’ipotesi – riportata dal New York Times e da Bloomberg – riguarderebbe una stablecoin, cioè una valuta legata non ai mercati digitali ma ancorata ad altre risorse fisiche, come l’oro o il dollaro Usa.La piattaforma ha sempre mostrato interesse per il mondo delle criptovalute: ha affidato a David Marcus, ex presidente di PayPal assunto nel 2014 per gestire Messenger, la guida della divisione che si occupa dei progetti su blockchain che al momento annovera una cinquantina di persone.”Come tante altre società, Facebook sta valutando opzioni per sfruttare le potenzialità della tecnologia di blockchain. Questo nuovo piccolo team sta valutando diverse applicazioni. Al momento non abbiamo nulla di più da condividere”, ha spiegato la società a Bloomberg. Il sistema potrebbe essere disponibile entro il prossimo anno, in modo da non restare indietro alla concorrenza di Telegram e Signal, altre app di messaggistica che stanno lavorando a soluzioni analoghe basate su una loro criptovaluta.
Apple pensa a telefono pieghevole, chiede campioni a SamsungSocietà coreana già fornisce maggior parte dei pannelli Oled

04 marzo 201915:44

Apple sta valutando la possibilità di gettarsi nell’agone dei telefoni pieghevoli e per farlo potrebbe rivolgersi al suo principale avversario: Samsung. È quanto si apprende da una indiscrezione dal sito coreano ETNews.In base alle informazioni, la società di Cupertino avrebbe richiesto la consegna di una serie di campioni di display da 7,2 pollici, praticamente gli stessi usati da Samsung per il Galaxy Fold appena lanciato che ha un display da 7,3 pollici. L’azienda coreana è leader nel campo degli schermi Oled, componente indispensabile per un display pieghevole, ed è stato proprio grazie a Samsung che Cupertino ha lanciato il primo smartphone Oled, iPhone X.Un altro colosso coreano, Lg, fornisce i pannelli con questa tecnologia a Apple ma solo dallo scorso anno. Secondo il sito coreano anche Google e la cinese Oppo sono andati a bussare a Samsung per avere campioni di display pieghevoli.Nei giorni scorsi, in una intervista a Bloomberg, il co-fondatore di Apple, Steve Wozniak, sodale di Steve Jobs, ha condiviso alcune riflessioni sulla nuova tendenza pieghevole del mercato dei dispositivi mobili ed ha espresso la sua preoccupazione sul fatto che Apple e l’iPhone possano rimanere indietro.
Il dark mode arriva sulla chat MessengerPer attivarlo basta inviare l’emoji della luna a un amico

04 marzo 201915:24

Il “dark mode”, la modalità con sfondo nero che consente di risparmiare la batteria e affaticare di meno gli occhi, arriva anche su Messenger. La chat di Facebook ha introdotto la novità, che può essere attivata ma solo con un trucco: da iPhone o smartphone Android occorre inviare l’emoji della luna a un amico qualsiasi. Una volta fatto, sullo schermo prende vita un’animazione con diverse lune che scendono a pioggia, e compare un messaggio che comunica la disponibilità del dark mode. A quel punto, per utilizzarlo, basta andare sulle impostazioni.Lo sfondo nero allunga la vita del telefono tra una ricarica e l’altra, soprattutto se il dispositivo ha uno schermo Oled, e ha un impatto minore sugli occhi. La modalità è presente sui computer Windows e Mac, sul sistema operativo di iPhone (iOS), sugli smartphone Android e su una serie di app, da Twitter a YouTube. Il dark mode è atteso a breve anche su WhatsApp.

Huawei si prepara a fare causa al governo Usa Per il divieto alle agenzie federali di usare suoi prodotti

04 marzo 201916:38

Huawei si prepara a fare causa al governo americano per aver vietato alle agenzie federali di usare i suoi prodotti. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali l’azione legale dovrebbe essere depositata in Texas, nel distretto orientale, dove Huawei ha la sua sede. L’annuncio ufficiale della causa dovrebbe arrivare entro la settimana.Intanto, la direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, ha fatto causa al Canada in relazione al suo arresto all’aeroporto di Vancouver l’anno scorso su richiesta degli Stati Uniti. La manager e figlia del fondatore del gruppo era stata arrestata a dicembre con l’accusa di avere eluso le sanzioni americane contro l’Iran. Lo riporta la Bbc online. Le autorità americane hanno chiesto l’estradizione di Meng, che è una cittadina cinese, ma la Cina si “oppone con forza” a questa misura e sabato ha presentato una protesta formale al Canada definendo la vicenda “un grave incidente politico”. Da parte sua, Meng ha citato in giudizio il governo canadese, l’agenzia di frontiera e la polizia per “gravi violazioni” dei suoi diritti civili.Gli Usa usano un doppio standard rivendicando che la legge cinese richiede a Huawei di violare la sicurezza di altri Paesi per recuperare informazioni, quando si tratta d’interferenza in attività economiche con mezzi politici. E’ il giudizio di Zhang Yesui, ex ambasciatore a Washington e attuale portavoce del Congresso nazionale del popolo (parlamento cinese), secondo cui gli Usa prendono in considerazione la legge sulla sicurezza nazionale cinese fuori dal contesto evidenziando “i cosiddetti rischi per la sicurezza” legati ad aziende cinesi.

Un fumetto per informare sui pericoli webA Bologna mostra nata da un’iniziativa di Cnr e Registro.it

BOLOGNA05 marzo 201917:38

Una storia a fumetti per far comprendere pericoli del web come i virus che infettano i pc trasformandoli in ‘zombie’, in grado di sferrare attacchi informatici all’insaputa degli utenti. È lo scopo della serie ‘Nabbo e Linda a Internetopoli – Fumetti e illustrazioni di Gabriele Peddes per la cittadinanza digitale’ allestita in una mostra che sarà inaugurata domani alla Salaborsa di Bologna e che sarà aperta fino al 17 marzo.Realizzata in collaborazione con l’Istituto del Cnr di informatica e telematica di Pisa, Cnr Edizioni, Comics&Science e Symmaceo Communications, la mostra ospita i disegni e i bozzetti originali disegnati dal fumettista Gabriele Peddes, su sceneggiatura di Giovanni Eccher, e nasce da un’iniziativa di Registro.it, l’anagrafe nazionale dei nomi a dominio ‘.it’.L’esposizione sarà l’occasione per lanciare l’ultimo fumetto della serie di Internetopoli dal titolo “Nabbovaldo contro i pc zombi!”. Il racconto è ambientato nella simbolica “città della Rete”, dove temibili malware minacciano i protagonisti a causa di un mancato aggiornamento di un antivirus e di uno streaming illegale di un film che scatenano il caos nella tranquilla cittadina.All’inaugurazione, tra gli altri, interverranno Roberto Natalini, direttore dell’Istituto per le applicazioni del calcolo del Cnr e direttore editoriale di ‘Comics & science’; Domenico Laforenza, direttore dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, gli autori Giovanni Eccher e Gabriele Peddes.
Filtro per nascondere tweet indesideratiOra possibile solo bloccando chi condivide messaggi indesiderati

05 marzo 201913:42

Twitter testa un filtro per nascondere i tweet indesiderati. Riguarderebbe i cinguettii che vengono pubblicati in risposta ad una conversazione, in modo da offrire uno strumento agli utenti per moderare i messaggi condivisi sulla timeline. Al momento è possibile utilizzare questa modalità solo bloccando chi condivide messaggi indesiderati. Il nuovo sistema, invece, permetterebbe di scegliere quali cinguettii nascondere, in modo che non vengano visualizzati da tutti coloro che la leggono. La novità è stata illustrata da Michelle Yasmeen Haq, Senior Product Manager della piattaforma.

Ed è la conferma di alcune scoperte recenti fatte nel codice del microblog che hanno fatto scoprire l’arrivo della funzione nascondi/mostra Tweet tra gli strumenti di moderazione.
Sicurezza

Huawei apre un centro cybersecurity a BruxellesPresidente Hu, “è nostra priorità, vogliamo fare di più”

BRUXELLES05 marzo 201912:38

“La cyber sicurezza è la nostra priorità”, ma in “futuro vogliamo fare di più” e il centro aperto oggi a Bruxelles “è un’importante pietra miliare in questo impegno”: così il presidente di turno di Huawei, Ken Hu, parlando a Bruxelles in occasione della cerimonia di apertura del Centro di trasparenza di Huawei per la cyber sicurezza.”Ci impegniamo anche a lavorare più a stretto contatto con tutte le parti interessate in Europa”, ha aggiunto Hu. “La fiducia – ha sottolineato – deve essere basata sui fatti, che devono essere verificabili, e la verifica deve essere basata su standard comuni. Noi crediamo che questo sia un modello efficace di come costruire la fiducia nell’era digitale”. Hu ha elogiato il lavoro dell’Ue per la definizione di “standard unificati”. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr), che ormai è divenuto “uno standard aureo” nella protezione della privacy nel mondo, “è un esempio di ciò”.

Debutta il mini-ghepardo, il più agile dei robotCostruito al Mit, salta e corre su ogni terreno più veloce dell’uomo

05 marzo 201913:28

Molleggiato sulle sue quattro zampe, spicca salti con l’agilità di un ginnasta e riesce a spostarsi in tutte le direzioni, anche sui terreni difficili, con una velocità doppia rispetto a quella di un essere umano: è quanto sa fare il robot ghepardo costruito nel Massachusetts Institute of Technology (Mit).I ricercatori, diretti da Sangbae Kim, lo hanno chiamato semplicemente mini-ghepardo (non mini-scimmia, come scritto erroneamente in precedenza), per distinguerlo dal grande Cheetah 3 realizzato nel 2018 e diventato celebre come il robot quadrupede capace di salire su una gradinata. Presto i ricercatori del dipartimento di Ingegneria meccanica del Mit, che hanno costruito entrambi i robot, contano di presentare il mini-ghepardo nella Conferenza internazionale sulla Robotica e l’automazione in programma in Canada, A Montreal, dal 20 al 24 maggio.Pesante poco più di nove chilogrammi, riesce a voltarsi rapidamente con una torsione del busto e, a detta dei ricercatori, è “virtualmente indistruttibile”. Ha infatti una struttura modulare nella quale ogni componente può essere facilmente sostituito, osserva uno dei suoi progettisti, Benjamin Katz.
“Abbiamo costruito questo robot perché è facile sperimentarlo e metterlo alla prova in imprese ‘pazze'”, ha aggiunto Katz spiegando che il robot-ghepardo “è facile e poco costoso da riparare”. Anche grazie a queste caratteristiche il robot può essere dato in prestito senza problemi ad altri gruppi di ricerca, in modo da ampliare il raggio dei possibili test e raccogliere quanti più dati possibile.

TECNOLOGIA

Facebook denuncia 4 aziende cinesi per vendita account falsi
Si fingevano partner del social, coinvolti anche Google e Amazon

05 marzo 201913:31

Facebook ha fatto causa a quattro compagnie cinesi accusandole di aver venduto account falsi, follower e “mi piace” che erano usati per campagne di disinformazione e altre attività non consentite. Lo ha reso noto il social network, che ha depositato le carte presso il tribunale federale di san Francisco venerdì scorso. La causa coinvolge account fasulli sia di Facebook che di Instagram.La società chiede un’ingiunzione e un risarcimento danni di 100mila dollari. Dal 2017 le compagnie avrebbero pubblicizzato e venduto pacchetti di account fasulli attraverso sei siti web con nomi di dominio simili a Facebook, tipo myfacebook.cc. Le aziende, collegate tra loro, proponevano l’offerta di servizi per “aumentare like, commenti, amici”, e si presentavano come “Partner strategico cinese di Facebook”. Per loro l’accusa è di violazione del marchio, dei termini di servizio e reati collegati. Ad essere coinvolti – ha spiegato Facebook – sono anche altre piattaforme come Amazon, Apple, Google, LinkedIn e Twitter.
Auto senza pilota, un attacco hacker paralizzerebbe una città Simulato a New York. Esperto: I rischi futuri sono ancora ignoti

05 marzo 201913:28

Un attacco hacker alle auto senza pilota del futuro, connesse a Internet, paralizzerebbe un’intera città. Una simulazione fatta per la città di New York dimostra come, anche un’offensiva su piccola scala che coinvolgesse appena il 10% dei veicoli, manderebbe il traffico in tilt. Lo studio, guidato dall’Istituto di Tecnologia della Georgia, sarà presentato questa settimana al Convegno della Società Americana di Fisica, a Boston.”I rischi futuri delle auto a guida autonoma sono, ad oggi, in larga parte ancora sconosciuti”, commenta

Andrea Bertolini, ricercatore ed esperto in diritto della robotica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “Le tecnologie – prosegue – non vanno idealizzate, non risolvono tutti i problemi. Ogni nuova tecnologia elimina delle vulnerabilità, che in questo caso è l’elemento umano, ma ne introduce inevitabilmente di nuove, anche perché non sappiamo dove ci porteranno i progressi tecnologici. Basti pensare al possibile rischio di attentati con veicoli senza pilota”.
Da sinistra: senza attacchi hacker le reti stradali sono connesse; strade bloccate nel caso di un attacco hacker al 10% dei veicoli autonomi; strade bloccate con il 20% delle auto sotto attacco (fonte: Skanda Vivek/ Georgia Tech)I ricercatori guidati da Skanda Vivek hanno usato un approccio matematico basato su analisi statistiche per valutare i possibili scenari in una grande metropoli come New York, ma sono anche andati oltre: la ricerca ha permesso di sviluppare una strategia di contenimento dei rischi. “Se le auto connesse ad una stessa rete fossero non più del 5%, la possibilità di effetti pesanti sul traffico sarebbe molto più bassa”, dice Vivek.”Un hacker con cattive intenzioni dovrebbe effettuare più attacchi simultanei – aggiunge – cosa che è meno probabile”. “I veicoli autonomi connessi sono il futuro”, afferma Vivek. “Hanno un incredibile potenziale che avrebbe un impatto positivo sull’economia, sull’ambiente e anche sul benessere psicologico di chi affronta tutti i giorni il traffico congestionato. Il nostro lavoro non vuole opporsi al futuro delle auto senza pilota – continua il ricercatore – quanto piuttosto identificare e quantificare i rischi che esse portano e aiutare a trovare soluzioni prima della loro diffusione”.”Purtroppo la regolazione, soprattutto nel campo delle auto autonome, non è una battaglia ma una guerra”, spiega ancora Andrea Bertolini. “Le soluzioni proposte oggi potrebbero essere adeguate, ma gli sviluppi futuri potrebbero renderle obsolete. Si tratta quindi di soluzioni non definitive – conclude – che vanno ripensate man mano che la tecnologia va avanti”.

Cresce blockchain, spesa globale a 2,9 mld dlr nel 2019Analisti, traina il settore finanziario, segue manifatturiero

05 marzo 201914:37

La spesa globale in soluzioni blockchain – la tecnologia diventata nota nell’ambito delle criptovalute come il bitcoin ma che può essere applicata a qualsiasi filiera – raggiungerà quest’anno i 2,9 miliardi di dollari, con un incremento dell’89% rispetto agli 1,5 miliardi del 2018. Lo prevedono gli analisti di Idc, secondo cui nel 2022 si arriverà a 12,4 miliardi.La blockchain è una sorta di database distribuito, con un meccanismo di validazione ugualmente distribuito, in cui i dati cifrati non sono su un solo computer, ma su una rete di terminali che fungono da nodi di un’unica catena. Stando agli analisti, la spesa in soluzioni blockchain sarà trainata dal settore finanziario (servizi bancari, di sicurezza e investimenti), con 1,1 miliardi di dollari nel 2019. Seguono il settore manifatturiero e risorse (653 milioni) e il settore distribuzione e servizi (642 milioni).Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dall’osservatorio sulla blockchain della School of Management del Politecnico di Milano, sono 579 i progetti e gli annunci sull’utilizzo della blockchain nel mondo di aziende e governi nel triennio 2016-2018, 328 nel solo 2018. Le aziende più attive sono attori finanziari (48%), pubbliche amministrazioni (10%) e operatori logistici (8%).L’Italia è il terzo paese europeo per numero di progetti (19 hanno avuto visibilità mediatica, ma guardando anche alla formazione e alla consulenza superano i 150 totali), però il mercato – rilevano gli analisti – è ancora agli albori.

Un utente europeo su 4 non ha smartphoneRapporto Statista-Gsma Alliance, 1 su 5 in Nord America

05 marzo 201915:41

Un utente europeo su quattro (72%) non ha uno smartphone. Uno su cinque in Nord America (80%), il mercato con la maggior penetrazione in assoluto. Lo dicono i dati di Statista, basati sull’indagine della GSM Alliance, l’associazione che raggruppa tutti gli operatori di telecomunicazioni che organizza il Mobile World Congress di Barcellona, la più grande fiera mondiale della telefonia. I dati arrivano in un momento in cui indicatori e gli analisti parlano di un mercato saturo e con contrazione delle vendite.Secondo il rapporto, quasi tutto il resto del mondo – America Latina, Asia, est Europa, Medio Oriente e Nord Africa – si attesta intorno al 40-50% mentre è molto indietro l’Africa sub-sahariana, in cui solo il 36% della popolazione possiede uno smartphone. L’analisi prevede che entro il 2025 quasi tutti i mercati saranno sopra o molto vicini al 75% di penetrazione, mentre l’Africa rimarrà ancora indietro al 66% (ma quasi il doppio rispetto a oggi).Il mercato mondiale degli smartphone ha di recente registrato la prima flessione annuale da quando è nato, una decina d’anni, fa su impulso dell’iPhone. Secondo le stime di Strategy Analytics, il 2018 si è chiuso con consegne in flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Ma il settore sconta cinque trimestri consecutivi in calo, con l’ultimo – il periodo da ottobre a dicembre – in diminuzione del 6%. Per rilanciare le vendite, nelle ultime settimane i più grandi produttori di smartphone hanno presentato i loro primi cellulari con schermi pieghevoli, tecnologia sulla quale sembrano puntare, insieme al 5G, per dare nuova linfa al settore.
Sfida a 450 studenti, senza cellulare per 3 giorniNel Modenese, ad adesione volontaria. Alcuni genitori dicono no

MODENA05 marzo 201916:49

Sono 450 gli studenti delle scuole superiori di Vignola e Pavullo, insieme a quelli delle medie di Castelnuovo, in provincia di Modena, che hanno aderito all’iniziativa ‘Challege4me’, lanciata dal Lions Club di Vignola: su adesione volontaria, da questa mattina e per tre giorni non potranno utilizzare i loro cellulari, che sono stati per questo inseriti in appositi sacchetti di carta la cui eventuale apertura, con rottura del sigillo, decreta la ‘sconfitta’.Prima della sfida i giovani hanno risposto a un questionario sulle motivazioni che li hanno portati a partecipare, poi un secondo test sarà affrontato su come stanno vivendo l’esperienza e infine un terzo, per capire come sia andata. I dati raccolti saranno poi trattati dagli esperti e il 29 marzo al teatro Fabbri di Vignola saranno illustrate le conclusioni dell’esperimento. Ad aderire sono stati in numero maggiore studenti maschi, mentre alcuni genitori non hanno acconsentito perché non avrebbero potuto contattare i figli.

Cibo: nasce FooxEat, aggregatore appE’ attualmente presente a Milano con oltre 3mila ristoranti

MILANO06 marzo 201909:22

– E’ italiana la prima app in Europa che aggrega i principali food delivery operativi sul territorio – JustEat, Glovo e Deliveroo – mettendo a confronto per l’utente prezzi, eventuali promozioni e tempi di consegna. Si chiama FooxEat, disponibile su app Android e Ios o sul sito fooxeat.com, ed è attualmente presente su Milano con oltre 3.000 ristoranti. Entro la fine del mese – si legge in una nota – intende estendersi a Torino, Roma e Bologna, poi a Napoli e Firenze, per arrivare entro il 2020 a Londra.
“L’app nasce per migliorare l’esperienza d’acquisto dell’utente che usa il food delivery – spiega Giuseppe Bianchimani, fodatore di Fooxeat insieme a Pierluigi Abenante – consentendogli di non scaricare una moltitudine di app o aprire diversi siti web per confrontare le promozioni attive perché queste, su Fooxeat, sono aggiornate in tempo reale. In sostanza, da una sola app è possibile risparmiare fino al 50% sull’ordine.
Abbiamo scelto di partire con Milano perché da sola rappresenta più del 60% del mercato del food delivery in Italia”.
Google Assistant potrebbe essere robotSocietà registra brevetto negli Usa

06 marzo 201909:25

– L’assistente vocale di Google? Un giorno potrebbe diventare un robot domestico. La società di Mountain View ha infatti registrato un brevetto negli Stati Uniti, come riporta il sito Patently Mobile. Stando alle immagini contenute nel documento, quello che oggi è solo una voce potrebbe, in futuro, diventare un vero e proprio assistente-robot in grado di muoversi autonomamente e assolvere a diversi compiti, come spostare un oggetto, e dotato sensori visivi e sonori volti per orientarsi e identificare gli oggetti circostanti. Google Assistant è un assistente virtuale sviluppato da Google e annunciato nel 2016. Ha debuttato come una funzione dell’app di messaggistica Allo e in Google Home, un altoparlante che si attiva con la voce, cuore della casa ‘smart’. Prima disponibile solo in paesi di lingua inglese, il supporto è stato via via ampliato, con l’aggiunta dell’italiano dal novembre 2017.

Mercato smartwatch, traina Apple WatchStrategy Analytics, +56% nelle spedizioni globali

05 marzo 201913:30

– Il mercato degli smartwatch è in forte crescita, a trainare è l’Apple Watch. Lo attestano i dati di Strategy Analytics riferiti al quarto trimestre 2018. Gli analisti evidenziano un balzo del 56% nelle spedizioni globali – pari a 18,2 milioni di unità – metà delle quali sono appunto del dispositivo dell’azienda di Cupertino, il 18% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo i dati, però, il market share dell’azienda californiana è calato di 16 punti percentuali rispetto al 2017 (dal 67 al 51%) e a trarne beneficio è stata soprattutto Samsung, che scalza Fitbit dalla seconda posizione. La società coreana ha segnato 2,4 milioni di smartwatch spediti e il 13,2% di market share (+5%). Segue Fitbit con il 12,7% di market share, tre volte superiore quello dell’ultimo trimestre 2017.

Casalinga lavoro pericoloso, 600 mila incidentiAnmil, incidenti per l’8,2% degli oltre 7 milioni di donne

05 marzo 201914:52

Le casalinghe in Italia sono oltre 7 milioni e svolgono il mestiere “più pericoloso del mondo”. L’8,2% è coinvolto in incidenti domestici, circa 600 mila persone secondo lo studio “Faccende pericolose” dell’Anmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro). Il lavoro svolto da una casalinga è in media di 49 ore a settimana, sette ore al giorno compresi festivi e ferie e, se retribuito, varrebbe 3.045 euro al mese. La cucina è l’ambiente più a rischio (63% degli incidenti) Seguono camera da letto (10%), soggiorno (9%), scale e bagno (8%).

“Quello che a molti potrebbe sembrare in apparenza un non lavoro, rappresenta il mestiere più difficile è anche più pericoloso del mondo”, afferma il presidente dell’Anmil, Franco Bettoni. Le lesioni più comuni tra le casalinghe sono le fratture (36% del totale), le ustioni (18,5%) e le ferite da taglio (15%). Bettoni sottolinea che l’ultima legge di Bilancio “ha rivisto in meglio la normativa del 1999 che ha istituito l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico”.La manovra ha innalzato il limite di età da 65 a 67 anni e abbassato la soglia di invalidità per ottenere la rendita vitalizia dal 27% al 16% oltre a introdurre un indennizzo una tantum per gli infortuni tra il 6% e il 15% (a fronte di un aumento dell’importo da 12,91 euro a 24 euro l’anno).L’Anmil chiede ora di “estendere la tutela assicurativa per il lavoro domestico anche alle donne” e agli uomini occupati fuori casa per gli infortuni legati alla gestione della casa e della famiglia.

Ingegneri a scuola di etica per tecnologie a misura d’uomoPartito il primo corso in Italia, al Politecnico di Milano

04 marzo 201918:47

Fotocamere che si bloccano davanti ai volti asiatici perché programmate a riconoscere quelli caucasici. Algoritmi per il servizio taxi che in caso di emergenza aumentano le tariffe in risposta alla crescita della domanda. Tecniche di previsione delle malattie che aprono a discriminazioni sul posto di lavoro. Sono sempre più numerose le questioni etiche che ci vengono poste quotidianamente dall’uso delle nuove tecnologie. Per affrontarle in maniera consapevole, al Politecnico di Milano è partito il primo corso in Italia di etica delle tecnologie, rivolto agli studenti di ingegneria.

“Ritengo che sia un dovere per un’università tecnica, tra le prime in Europa, affrontare il cambiamento introdotto dalle nuove tecnologie partendo dall’etica, da un punto di osservazione privilegiato che integra gli aspetti ingegneristici e progettuali con il pensiero filosofico e l’analisi sociologica”, commenta il rettore, Ferruccio Resta.

“Il corso sarà tenuto da un filosofo e cercherà di far emergere negli studenti un atteggiamento critico che permetta di riconoscere potenzialità e rischi delle tecnologie d’avanguardia sviluppate anche qui al Politecnico”, aggiunge Paolo Volonté, docente di sociologia e coordinatore di ‘Meta’, il tavolo di lavoro interdisciplinare in cui docenti e ricercatori di tutti i dipartimenti dell’ateneo lavorano per promuovere la nuova attenzione alle implicazioni etiche e sociali della tecnologia.

“Nel corso ‘Ethics for Technology’, cominciato questa settimana con una sessantina di studenti, non pretendiamo di insegnare le risposte, ma di aiutare gli studenti a porsi le domande”, continua Volonté. “Le tecnologie, sempre più pervasive, non sono meri strumenti neutrali: possono condizionare la nostra vita, anche in maniera discutibile.

La necessità di una maggiore attenzione agli aspetti etici sta emergendo gradualmente nell’opinione pubblica e ora anche i tecnologi iniziano a rendersene conto. Bisogna intervenire oggi sulla loro formazione perché pongano attenzione ai temi etici fin dalla progettazione delle tecnologie di domani”.         [print-me title=”STAMPA”]

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