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Il cd compie 40 anni, formato in disuso
Lancio l’8 marzo del 1979, ultima fabbrica ha chiuso nel 2018 03 Marzo 2019 10:09

Il Cd ha quarant’anni, ma non se li porta molto bene. L’8 marzo del 1979 la Philips presentava il primo compact disc, destinato a rivoluzionare l’ascolto e anche la memorizzazione digitale delle informazioni. Ma il supporto è ormai in declino per l’arrivo dei nuovi formati ‘immateriali’ come lo streaming e anche per la spinta dei predecessori, vinili e cassette, che paradossalmente sono tornati in auge.Un declino sancito in Italia dall’uscita del Cd dal paniere Istat, che annovera i beni e i servizi più acquistati. E negli Usa dalla chiusura nel 2018 dell’ultima fabbrica che li produceva. Di fatto la progettazione del Cd nella sua configurazione definitiva risale al 1979 e si deve ad una joint venture della Philips con l’azienda giapponese Sony, che già dal 1975 stava sperimentando in modo indipendente la tecnologia per un disco ottico digitale.Un accordo tra la casa giapponese e quella olandese portò alla definizione dello standard per il compact disc, che prevedeva dischi di 12 centimetri e una risoluzione di 16 bit, e al lancio definitivo. A sancire il ‘matrimonio’ fu il direttore d’orchestra Herbert Von Karajan che con i Berliner Philharmoniker è protagonista del primo disco registrato con il nuovo formato, mentre il primo album pop pubblicato su questo supporto è 52nd Street di Billy Joel. Nel 1990 l’intero settore dei Cd supera i 33 giri.Nel 2007, quando già l’mp3 è una realtà da diversi anni, si contano 200 miliardi di compact disc venduti nel mondo. E proprio l’mp3 e piattaforme come Napster e successivamente lo streaming di Spotify determineranno il declino del Compact disc, mai amato davvero dagli appassionati di musica per la qualità del suono, con il 2015 che verrà ricordato come l’anno in cui i formati ‘immateriali’ hanno superato quelli fisici.E pure l’uso in informatica del Cd crolla per il sopravvento delle chiavette usb, capienti e meno ingombranti, o di sistemi come wetransfer che permettono il trasferimento online di dati, video e foto in maniera veloce. In Italia, un segno dei tempi, poche settimane fa il Cd e i dvd vergini sono usciti dal paniere Istat perché “i valori di spesa si sono così ridotti da renderlo non più rappresentativo dei consumi degli Italiani”. Mentre un anno fa ha chiuso negli Stati Uniti l’ultima fabbrica di Compact disc audio, lo storico impianto Sony di Terre Haute nell’Indiana che in tutta la sua produzione ha stampato più di 11 miliardi di compact disc. E il rivenditore americano Best Buy ha smesso di vendere Cd musicali.I dischi in vinile e le musicassette si sono presi invece la loro rivincita e sono ancora vivi e vegeti. Anzi nel 2018 hanno fatto registrare aumenti delle vendite a due cifre, come riporta l’indagine della società specializzata BuzzAngle. Ha certificato un declino inarrestabile per i Cd e che i tre quarti degli incassi delle aziende discografiche che provengono ormai solo dallo streaming.”I Cd – spiegano gli esperti – sono nella sfortunata posizione di avere tutti i difetti di un formato fisico senza nessun appeal retrò, tanto che molti distributori stanno rifiutando di stoccarli. Nonostante siano ancora la musica non digitale più venduta con oltre 60 milioni di pezzi, il calo nel 2018 è del 18,5%”.

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Aci, stop a truffe del contachilometri con fascicolo digitale
Su smartphone anche i tagliandi con tecnologia ‘blockchain’

04 marzo 201913:03

L’Automobil Club Italia lancia il “fascicolo digitale” del veicolo, una soluzione che permette di porre un freno alle truffe sui contachilometri, certificando la reale percorrenza delle auto e attestando gli interventi di manutenzione effettuati. Realizzata in collaborazione con EY, questo prodotto si basa sulla tecnologia ‘blockchain’ che, tramite la crittografia e la concatenazione dei dati, “consente di certificare il ciclo di vita del veicolo – spiegano dall’Aci – attraverso la loro ‘notarizzazione’ virtuale, all’interno di un’infrastruttura distribuita che consentirà di creare un ecosistema di interoperabilità.In Italia il mercato dei ricambi falsi negli ultimi anni ha fatto segnare un trend in crescita di circa il 10% e, secondo alcune stime, lo scorso anno il contachilometri è stato manomesso su 2,5 milioni di i veicoli usati, con un danno economico che gli esperti dell’Automobil Club valutano tra i 5,6 miliardi e i 9,6 miliardi di euro. Il fascicolo digitale, consultabile innanzitutto dal proprietario del veicolo tramite il proprio smartphone e visionabile su sua autorizzazione da terzi, mette al riparo i possibili acquirenti del suo veicolo da raggiri su percorrenze e sostituzione dei pezzi di ricambio. “Si tratta della prima applicazione smartphone al mondo – sottolineano dall’Aci – che consente all’automobilista di disporre di dati certificati del proprio veicolo indipendentemente dal tipo di marca e modello. L’app permette di interconnettere l’intero ecosistema automotive, offrendo ai singoli operatori la possibilità di scambiarsi informazioni in un ambiente trust”.
Fondo nazionale innovazione, 1 mld investimenti in tre anniDi Maio, tema strategico per il futuro dell’Italia

04 marzo 201913:04

Ammonta ad un miliardo, in tre anni, il Fondo nazionale innovazione. Risorse che il governo intende utilizzare per sostenere investimenti in start up e innovazione.

Lo ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio, intervenendo alle Ogr di Torino di fronte a operatori dell’innovazione, investitori, esperti e istituzioni. In sala anche la sindaca, Chiara Appendino, che ha aperto i lavori con un saluto. Presente anche Davide Casaleggio, presidente e fondatore dell’associazione Rousseau. “Lanciamo un progetto strategico per i prossimi 15-20 anni almeno. Sono sicuro ci saranno tutte le condizioni per farlo partire entro maggio – annuncia Di Maio -.

Questo fondo è strategico per il futuro dell’Italia e per aiutare i giovani a restare da noi. Bisogna tenere qui i giovani che abbiamo formato, bisogna che tutto il sistema lavori insieme per far lavorare i venture capital italiani e attrarre quelli stranieri. Il tema è fare squadra, con grandi sgravi fiscali, per trasformare il primo miliardo in due miliardi”.
Arriva chat a pagamento, 1 penny a letteraL’idea di un imprenditore, ‘è un esperimento sociale’

04 marzo 201914:05

Sul web arriva una chat pubblica che si differenzia dalle altre per un aspetto non secondario: è a pagamento. Si chiama Expensive Chat (“chat costosa” in inglese), e per inviare messaggi fa pagare un penny per ogni carattere digitato sulla tastiera (scrivere “ciao”, ad esempio, costa 4 centesimi di dollaro, che salgono a 5 se si aggiunge un punto esclamativo o una emoji). A lanciare la piattaforma è l’imprenditore Marc Koehlbrugge, che ha definito il prodotto come un “esperimento sociale”.La chat room pubblica ha un’interfaccia piuttosto spartana, e si presenta con la frase: “Spendi soldi per parlare con sconosciuti che spendono soldi per parlare con sconosciuti”. In un post su Twitter, Koehlbrugge ha spiegato che si tratta di “un esperimento sociale per vedere cosa succede in una chat room quando non è gratis, ma ogni messaggio costa denaro”.Parlando con il sito Motherboard, Koehlbrugge ha dichiarato: “Ad essere onesti, la ragione per cui ho iniziato è che pensavo sarebbe stato un modo divertente per guadagnare qualche soldo in più”. E il ricavato, infatti, va direttamente nel conto corrente dell’imprenditore, che tuttavia per il futuro pensa di creare “un prodotto più serio, in cui le celebrità e i professionisti possano ospitare chat a pagamento e il ricavato è devoluto in beneficenza”.Al momento i messaggi presenti sulla chat sono prevalentemente pubblicitari; il contatore degli incassi ha superato i 300 dollari.
Facebook studia una sua criptovalutaServirà ad abilitare pagamenti via WhatsApp

04 marzo 201916:39

Facebook lavora ad un progetto di criptovaluta per abilitare i pagamenti via WhatsApp. L’ipotesi – riportata dal New York Times e da Bloomberg – riguarderebbe una stablecoin, cioè una valuta legata non ai mercati digitali ma ancorata ad altre risorse fisiche, come l’oro o il dollaro Usa.La piattaforma ha sempre mostrato interesse per il mondo delle criptovalute: ha affidato a David Marcus, ex presidente di PayPal assunto nel 2014 per gestire Messenger, la guida della divisione che si occupa dei progetti su blockchain che al momento annovera una cinquantina di persone.”Come tante altre società, Facebook sta valutando opzioni per sfruttare le potenzialità della tecnologia di blockchain. Questo nuovo piccolo team sta valutando diverse applicazioni. Al momento non abbiamo nulla di più da condividere”, ha spiegato la società a Bloomberg. Il sistema potrebbe essere disponibile entro il prossimo anno, in modo da non restare indietro alla concorrenza di Telegram e Signal, altre app di messaggistica che stanno lavorando a soluzioni analoghe basate su una loro criptovaluta.
Apple pensa a telefono pieghevole, chiede campioni a SamsungSocietà coreana già fornisce maggior parte dei pannelli Oled

04 marzo 201915:44

Apple sta valutando la possibilità di gettarsi nell’agone dei telefoni pieghevoli e per farlo potrebbe rivolgersi al suo principale avversario: Samsung. È quanto si apprende da una indiscrezione dal sito coreano ETNews.In base alle informazioni, la società di Cupertino avrebbe richiesto la consegna di una serie di campioni di display da 7,2 pollici, praticamente gli stessi usati da Samsung per il Galaxy Fold appena lanciato che ha un display da 7,3 pollici. L’azienda coreana è leader nel campo degli schermi Oled, componente indispensabile per un display pieghevole, ed è stato proprio grazie a Samsung che Cupertino ha lanciato il primo smartphone Oled, iPhone X.Un altro colosso coreano, Lg, fornisce i pannelli con questa tecnologia a Apple ma solo dallo scorso anno. Secondo il sito coreano anche Google e la cinese Oppo sono andati a bussare a Samsung per avere campioni di display pieghevoli.Nei giorni scorsi, in una intervista a Bloomberg, il co-fondatore di Apple, Steve Wozniak, sodale di Steve Jobs, ha condiviso alcune riflessioni sulla nuova tendenza pieghevole del mercato dei dispositivi mobili ed ha espresso la sua preoccupazione sul fatto che Apple e l’iPhone possano rimanere indietro.
Il dark mode arriva sulla chat MessengerPer attivarlo basta inviare l’emoji della luna a un amico

04 marzo 201915:24

Il “dark mode”, la modalità con sfondo nero che consente di risparmiare la batteria e affaticare di meno gli occhi, arriva anche su Messenger. La chat di Facebook ha introdotto la novità, che può essere attivata ma solo con un trucco: da iPhone o smartphone Android occorre inviare l’emoji della luna a un amico qualsiasi. Una volta fatto, sullo schermo prende vita un’animazione con diverse lune che scendono a pioggia, e compare un messaggio che comunica la disponibilità del dark mode. A quel punto, per utilizzarlo, basta andare sulle impostazioni.Lo sfondo nero allunga la vita del telefono tra una ricarica e l’altra, soprattutto se il dispositivo ha uno schermo Oled, e ha un impatto minore sugli occhi. La modalità è presente sui computer Windows e Mac, sul sistema operativo di iPhone (iOS), sugli smartphone Android e su una serie di app, da Twitter a YouTube. Il dark mode è atteso a breve anche su WhatsApp.

Huawei si prepara a fare causa al governo Usa Per il divieto alle agenzie federali di usare suoi prodotti

04 marzo 201916:38

Huawei si prepara a fare causa al governo americano per aver vietato alle agenzie federali di usare i suoi prodotti. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali l’azione legale dovrebbe essere depositata in Texas, nel distretto orientale, dove Huawei ha la sua sede. L’annuncio ufficiale della causa dovrebbe arrivare entro la settimana.Intanto, la direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, ha fatto causa al Canada in relazione al suo arresto all’aeroporto di Vancouver l’anno scorso su richiesta degli Stati Uniti. La manager e figlia del fondatore del gruppo era stata arrestata a dicembre con l’accusa di avere eluso le sanzioni americane contro l’Iran. Lo riporta la Bbc online. Le autorità americane hanno chiesto l’estradizione di Meng, che è una cittadina cinese, ma la Cina si “oppone con forza” a questa misura e sabato ha presentato una protesta formale al Canada definendo la vicenda “un grave incidente politico”. Da parte sua, Meng ha citato in giudizio il governo canadese, l’agenzia di frontiera e la polizia per “gravi violazioni” dei suoi diritti civili.Gli Usa usano un doppio standard rivendicando che la legge cinese richiede a Huawei di violare la sicurezza di altri Paesi per recuperare informazioni, quando si tratta d’interferenza in attività economiche con mezzi politici. E’ il giudizio di Zhang Yesui, ex ambasciatore a Washington e attuale portavoce del Congresso nazionale del popolo (parlamento cinese), secondo cui gli Usa prendono in considerazione la legge sulla sicurezza nazionale cinese fuori dal contesto evidenziando “i cosiddetti rischi per la sicurezza” legati ad aziende cinesi.

Un fumetto per informare sui pericoli webA Bologna mostra nata da un’iniziativa di Cnr e Registro.it

BOLOGNA05 marzo 201917:38

Una storia a fumetti per far comprendere pericoli del web come i virus che infettano i pc trasformandoli in ‘zombie’, in grado di sferrare attacchi informatici all’insaputa degli utenti. È lo scopo della serie ‘Nabbo e Linda a Internetopoli – Fumetti e illustrazioni di Gabriele Peddes per la cittadinanza digitale’ allestita in una mostra che sarà inaugurata domani alla Salaborsa di Bologna e che sarà aperta fino al 17 marzo.Realizzata in collaborazione con l’Istituto del Cnr di informatica e telematica di Pisa, Cnr Edizioni, Comics&Science e Symmaceo Communications, la mostra ospita i disegni e i bozzetti originali disegnati dal fumettista Gabriele Peddes, su sceneggiatura di Giovanni Eccher, e nasce da un’iniziativa di Registro.it, l’anagrafe nazionale dei nomi a dominio ‘.it’.L’esposizione sarà l’occasione per lanciare l’ultimo fumetto della serie di Internetopoli dal titolo “Nabbovaldo contro i pc zombi!”. Il racconto è ambientato nella simbolica “città della Rete”, dove temibili malware minacciano i protagonisti a causa di un mancato aggiornamento di un antivirus e di uno streaming illegale di un film che scatenano il caos nella tranquilla cittadina.All’inaugurazione, tra gli altri, interverranno Roberto Natalini, direttore dell’Istituto per le applicazioni del calcolo del Cnr e direttore editoriale di ‘Comics & science’; Domenico Laforenza, direttore dell’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa, gli autori Giovanni Eccher e Gabriele Peddes.
Filtro per nascondere tweet indesideratiOra possibile solo bloccando chi condivide messaggi indesiderati

05 marzo 201913:42

Twitter testa un filtro per nascondere i tweet indesiderati. Riguarderebbe i cinguettii che vengono pubblicati in risposta ad una conversazione, in modo da offrire uno strumento agli utenti per moderare i messaggi condivisi sulla timeline. Al momento è possibile utilizzare questa modalità solo bloccando chi condivide messaggi indesiderati. Il nuovo sistema, invece, permetterebbe di scegliere quali cinguettii nascondere, in modo che non vengano visualizzati da tutti coloro che la leggono. La novità è stata illustrata da Michelle Yasmeen Haq, Senior Product Manager della piattaforma.

Ed è la conferma di alcune scoperte recenti fatte nel codice del microblog che hanno fatto scoprire l’arrivo della funzione nascondi/mostra Tweet tra gli strumenti di moderazione.
Sicurezza

Huawei apre un centro cybersecurity a BruxellesPresidente Hu, “è nostra priorità, vogliamo fare di più”

BRUXELLES05 marzo 201912:38

“La cyber sicurezza è la nostra priorità”, ma in “futuro vogliamo fare di più” e il centro aperto oggi a Bruxelles “è un’importante pietra miliare in questo impegno”: così il presidente di turno di Huawei, Ken Hu, parlando a Bruxelles in occasione della cerimonia di apertura del Centro di trasparenza di Huawei per la cyber sicurezza.”Ci impegniamo anche a lavorare più a stretto contatto con tutte le parti interessate in Europa”, ha aggiunto Hu. “La fiducia – ha sottolineato – deve essere basata sui fatti, che devono essere verificabili, e la verifica deve essere basata su standard comuni. Noi crediamo che questo sia un modello efficace di come costruire la fiducia nell’era digitale”. Hu ha elogiato il lavoro dell’Ue per la definizione di “standard unificati”. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr), che ormai è divenuto “uno standard aureo” nella protezione della privacy nel mondo, “è un esempio di ciò”.

Debutta il mini-ghepardo, il più agile dei robotCostruito al Mit, salta e corre su ogni terreno più veloce dell’uomo

05 marzo 201913:28

Molleggiato sulle sue quattro zampe, spicca salti con l’agilità di un ginnasta e riesce a spostarsi in tutte le direzioni, anche sui terreni difficili, con una velocità doppia rispetto a quella di un essere umano: è quanto sa fare il robot ghepardo costruito nel Massachusetts Institute of Technology (Mit).I ricercatori, diretti da Sangbae Kim, lo hanno chiamato semplicemente mini-ghepardo (non mini-scimmia, come scritto erroneamente in precedenza), per distinguerlo dal grande Cheetah 3 realizzato nel 2018 e diventato celebre come il robot quadrupede capace di salire su una gradinata. Presto i ricercatori del dipartimento di Ingegneria meccanica del Mit, che hanno costruito entrambi i robot, contano di presentare il mini-ghepardo nella Conferenza internazionale sulla Robotica e l’automazione in programma in Canada, A Montreal, dal 20 al 24 maggio.Pesante poco più di nove chilogrammi, riesce a voltarsi rapidamente con una torsione del busto e, a detta dei ricercatori, è “virtualmente indistruttibile”. Ha infatti una struttura modulare nella quale ogni componente può essere facilmente sostituito, osserva uno dei suoi progettisti, Benjamin Katz.
“Abbiamo costruito questo robot perché è facile sperimentarlo e metterlo alla prova in imprese ‘pazze'”, ha aggiunto Katz spiegando che il robot-ghepardo “è facile e poco costoso da riparare”. Anche grazie a queste caratteristiche il robot può essere dato in prestito senza problemi ad altri gruppi di ricerca, in modo da ampliare il raggio dei possibili test e raccogliere quanti più dati possibile.

TECNOLOGIA

Facebook denuncia 4 aziende cinesi per vendita account falsi
Si fingevano partner del social, coinvolti anche Google e Amazon

05 marzo 201913:31

Facebook ha fatto causa a quattro compagnie cinesi accusandole di aver venduto account falsi, follower e “mi piace” che erano usati per campagne di disinformazione e altre attività non consentite. Lo ha reso noto il social network, che ha depositato le carte presso il tribunale federale di san Francisco venerdì scorso. La causa coinvolge account fasulli sia di Facebook che di Instagram.La società chiede un’ingiunzione e un risarcimento danni di 100mila dollari. Dal 2017 le compagnie avrebbero pubblicizzato e venduto pacchetti di account fasulli attraverso sei siti web con nomi di dominio simili a Facebook, tipo myfacebook.cc. Le aziende, collegate tra loro, proponevano l’offerta di servizi per “aumentare like, commenti, amici”, e si presentavano come “Partner strategico cinese di Facebook”. Per loro l’accusa è di violazione del marchio, dei termini di servizio e reati collegati. Ad essere coinvolti – ha spiegato Facebook – sono anche altre piattaforme come Amazon, Apple, Google, LinkedIn e Twitter.
Auto senza pilota, un attacco hacker paralizzerebbe una città Simulato a New York. Esperto: I rischi futuri sono ancora ignoti

05 marzo 201913:28

Un attacco hacker alle auto senza pilota del futuro, connesse a Internet, paralizzerebbe un’intera città. Una simulazione fatta per la città di New York dimostra come, anche un’offensiva su piccola scala che coinvolgesse appena il 10% dei veicoli, manderebbe il traffico in tilt. Lo studio, guidato dall’Istituto di Tecnologia della Georgia, sarà presentato questa settimana al Convegno della Società Americana di Fisica, a Boston.”I rischi futuri delle auto a guida autonoma sono, ad oggi, in larga parte ancora sconosciuti”, commenta

Andrea Bertolini, ricercatore ed esperto in diritto della robotica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “Le tecnologie – prosegue – non vanno idealizzate, non risolvono tutti i problemi. Ogni nuova tecnologia elimina delle vulnerabilità, che in questo caso è l’elemento umano, ma ne introduce inevitabilmente di nuove, anche perché non sappiamo dove ci porteranno i progressi tecnologici. Basti pensare al possibile rischio di attentati con veicoli senza pilota”.
Da sinistra: senza attacchi hacker le reti stradali sono connesse; strade bloccate nel caso di un attacco hacker al 10% dei veicoli autonomi; strade bloccate con il 20% delle auto sotto attacco (fonte: Skanda Vivek/ Georgia Tech)I ricercatori guidati da Skanda Vivek hanno usato un approccio matematico basato su analisi statistiche per valutare i possibili scenari in una grande metropoli come New York, ma sono anche andati oltre: la ricerca ha permesso di sviluppare una strategia di contenimento dei rischi. “Se le auto connesse ad una stessa rete fossero non più del 5%, la possibilità di effetti pesanti sul traffico sarebbe molto più bassa”, dice Vivek.”Un hacker con cattive intenzioni dovrebbe effettuare più attacchi simultanei – aggiunge – cosa che è meno probabile”. “I veicoli autonomi connessi sono il futuro”, afferma Vivek. “Hanno un incredibile potenziale che avrebbe un impatto positivo sull’economia, sull’ambiente e anche sul benessere psicologico di chi affronta tutti i giorni il traffico congestionato. Il nostro lavoro non vuole opporsi al futuro delle auto senza pilota – continua il ricercatore – quanto piuttosto identificare e quantificare i rischi che esse portano e aiutare a trovare soluzioni prima della loro diffusione”.”Purtroppo la regolazione, soprattutto nel campo delle auto autonome, non è una battaglia ma una guerra”, spiega ancora Andrea Bertolini. “Le soluzioni proposte oggi potrebbero essere adeguate, ma gli sviluppi futuri potrebbero renderle obsolete. Si tratta quindi di soluzioni non definitive – conclude – che vanno ripensate man mano che la tecnologia va avanti”.

Cresce blockchain, spesa globale a 2,9 mld dlr nel 2019Analisti, traina il settore finanziario, segue manifatturiero

05 marzo 201914:37

La spesa globale in soluzioni blockchain – la tecnologia diventata nota nell’ambito delle criptovalute come il bitcoin ma che può essere applicata a qualsiasi filiera – raggiungerà quest’anno i 2,9 miliardi di dollari, con un incremento dell’89% rispetto agli 1,5 miliardi del 2018. Lo prevedono gli analisti di Idc, secondo cui nel 2022 si arriverà a 12,4 miliardi.La blockchain è una sorta di database distribuito, con un meccanismo di validazione ugualmente distribuito, in cui i dati cifrati non sono su un solo computer, ma su una rete di terminali che fungono da nodi di un’unica catena. Stando agli analisti, la spesa in soluzioni blockchain sarà trainata dal settore finanziario (servizi bancari, di sicurezza e investimenti), con 1,1 miliardi di dollari nel 2019. Seguono il settore manifatturiero e risorse (653 milioni) e il settore distribuzione e servizi (642 milioni).Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dall’osservatorio sulla blockchain della School of Management del Politecnico di Milano, sono 579 i progetti e gli annunci sull’utilizzo della blockchain nel mondo di aziende e governi nel triennio 2016-2018, 328 nel solo 2018. Le aziende più attive sono attori finanziari (48%), pubbliche amministrazioni (10%) e operatori logistici (8%).L’Italia è il terzo paese europeo per numero di progetti (19 hanno avuto visibilità mediatica, ma guardando anche alla formazione e alla consulenza superano i 150 totali), però il mercato – rilevano gli analisti – è ancora agli albori.

Un utente europeo su 4 non ha smartphoneRapporto Statista-Gsma Alliance, 1 su 5 in Nord America

05 marzo 201915:41

Un utente europeo su quattro (72%) non ha uno smartphone. Uno su cinque in Nord America (80%), il mercato con la maggior penetrazione in assoluto. Lo dicono i dati di Statista, basati sull’indagine della GSM Alliance, l’associazione che raggruppa tutti gli operatori di telecomunicazioni che organizza il Mobile World Congress di Barcellona, la più grande fiera mondiale della telefonia. I dati arrivano in un momento in cui indicatori e gli analisti parlano di un mercato saturo e con contrazione delle vendite.Secondo il rapporto, quasi tutto il resto del mondo – America Latina, Asia, est Europa, Medio Oriente e Nord Africa – si attesta intorno al 40-50% mentre è molto indietro l’Africa sub-sahariana, in cui solo il 36% della popolazione possiede uno smartphone. L’analisi prevede che entro il 2025 quasi tutti i mercati saranno sopra o molto vicini al 75% di penetrazione, mentre l’Africa rimarrà ancora indietro al 66% (ma quasi il doppio rispetto a oggi).Il mercato mondiale degli smartphone ha di recente registrato la prima flessione annuale da quando è nato, una decina d’anni, fa su impulso dell’iPhone. Secondo le stime di Strategy Analytics, il 2018 si è chiuso con consegne in flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Ma il settore sconta cinque trimestri consecutivi in calo, con l’ultimo – il periodo da ottobre a dicembre – in diminuzione del 6%. Per rilanciare le vendite, nelle ultime settimane i più grandi produttori di smartphone hanno presentato i loro primi cellulari con schermi pieghevoli, tecnologia sulla quale sembrano puntare, insieme al 5G, per dare nuova linfa al settore.
Sfida a 450 studenti, senza cellulare per 3 giorniNel Modenese, ad adesione volontaria. Alcuni genitori dicono no

MODENA05 marzo 201916:49

Sono 450 gli studenti delle scuole superiori di Vignola e Pavullo, insieme a quelli delle medie di Castelnuovo, in provincia di Modena, che hanno aderito all’iniziativa ‘Challege4me’, lanciata dal Lions Club di Vignola: su adesione volontaria, da questa mattina e per tre giorni non potranno utilizzare i loro cellulari, che sono stati per questo inseriti in appositi sacchetti di carta la cui eventuale apertura, con rottura del sigillo, decreta la ‘sconfitta’.Prima della sfida i giovani hanno risposto a un questionario sulle motivazioni che li hanno portati a partecipare, poi un secondo test sarà affrontato su come stanno vivendo l’esperienza e infine un terzo, per capire come sia andata. I dati raccolti saranno poi trattati dagli esperti e il 29 marzo al teatro Fabbri di Vignola saranno illustrate le conclusioni dell’esperimento. Ad aderire sono stati in numero maggiore studenti maschi, mentre alcuni genitori non hanno acconsentito perché non avrebbero potuto contattare i figli.

Cibo: nasce FooxEat, aggregatore appE’ attualmente presente a Milano con oltre 3mila ristoranti

MILANO06 marzo 201909:22

– E’ italiana la prima app in Europa che aggrega i principali food delivery operativi sul territorio – JustEat, Glovo e Deliveroo – mettendo a confronto per l’utente prezzi, eventuali promozioni e tempi di consegna. Si chiama FooxEat, disponibile su app Android e Ios o sul sito fooxeat.com, ed è attualmente presente su Milano con oltre 3.000 ristoranti. Entro la fine del mese – si legge in una nota – intende estendersi a Torino, Roma e Bologna, poi a Napoli e Firenze, per arrivare entro il 2020 a Londra.
“L’app nasce per migliorare l’esperienza d’acquisto dell’utente che usa il food delivery – spiega Giuseppe Bianchimani, fodatore di Fooxeat insieme a Pierluigi Abenante – consentendogli di non scaricare una moltitudine di app o aprire diversi siti web per confrontare le promozioni attive perché queste, su Fooxeat, sono aggiornate in tempo reale. In sostanza, da una sola app è possibile risparmiare fino al 50% sull’ordine.
Abbiamo scelto di partire con Milano perché da sola rappresenta più del 60% del mercato del food delivery in Italia”.
Google Assistant potrebbe essere robotSocietà registra brevetto negli Usa

06 marzo 201909:25

– L’assistente vocale di Google? Un giorno potrebbe diventare un robot domestico. La società di Mountain View ha infatti registrato un brevetto negli Stati Uniti, come riporta il sito Patently Mobile. Stando alle immagini contenute nel documento, quello che oggi è solo una voce potrebbe, in futuro, diventare un vero e proprio assistente-robot in grado di muoversi autonomamente e assolvere a diversi compiti, come spostare un oggetto, e dotato sensori visivi e sonori volti per orientarsi e identificare gli oggetti circostanti. Google Assistant è un assistente virtuale sviluppato da Google e annunciato nel 2016. Ha debuttato come una funzione dell’app di messaggistica Allo e in Google Home, un altoparlante che si attiva con la voce, cuore della casa ‘smart’. Prima disponibile solo in paesi di lingua inglese, il supporto è stato via via ampliato, con l’aggiunta dell’italiano dal novembre 2017.

Mercato smartwatch, traina Apple WatchStrategy Analytics, +56% nelle spedizioni globali

05 marzo 201913:30

– Il mercato degli smartwatch è in forte crescita, a trainare è l’Apple Watch. Lo attestano i dati di Strategy Analytics riferiti al quarto trimestre 2018. Gli analisti evidenziano un balzo del 56% nelle spedizioni globali – pari a 18,2 milioni di unità – metà delle quali sono appunto del dispositivo dell’azienda di Cupertino, il 18% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo i dati, però, il market share dell’azienda californiana è calato di 16 punti percentuali rispetto al 2017 (dal 67 al 51%) e a trarne beneficio è stata soprattutto Samsung, che scalza Fitbit dalla seconda posizione. La società coreana ha segnato 2,4 milioni di smartwatch spediti e il 13,2% di market share (+5%). Segue Fitbit con il 12,7% di market share, tre volte superiore quello dell’ultimo trimestre 2017.

Casalinga lavoro pericoloso, 600 mila incidentiAnmil, incidenti per l’8,2% degli oltre 7 milioni di donne

05 marzo 201914:52

Le casalinghe in Italia sono oltre 7 milioni e svolgono il mestiere “più pericoloso del mondo”. L’8,2% è coinvolto in incidenti domestici, circa 600 mila persone secondo lo studio “Faccende pericolose” dell’Anmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro). Il lavoro svolto da una casalinga è in media di 49 ore a settimana, sette ore al giorno compresi festivi e ferie e, se retribuito, varrebbe 3.045 euro al mese. La cucina è l’ambiente più a rischio (63% degli incidenti) Seguono camera da letto (10%), soggiorno (9%), scale e bagno (8%).

“Quello che a molti potrebbe sembrare in apparenza un non lavoro, rappresenta il mestiere più difficile è anche più pericoloso del mondo”, afferma il presidente dell’Anmil, Franco Bettoni. Le lesioni più comuni tra le casalinghe sono le fratture (36% del totale), le ustioni (18,5%) e le ferite da taglio (15%). Bettoni sottolinea che l’ultima legge di Bilancio “ha rivisto in meglio la normativa del 1999 che ha istituito l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico”.La manovra ha innalzato il limite di età da 65 a 67 anni e abbassato la soglia di invalidità per ottenere la rendita vitalizia dal 27% al 16% oltre a introdurre un indennizzo una tantum per gli infortuni tra il 6% e il 15% (a fronte di un aumento dell’importo da 12,91 euro a 24 euro l’anno).L’Anmil chiede ora di “estendere la tutela assicurativa per il lavoro domestico anche alle donne” e agli uomini occupati fuori casa per gli infortuni legati alla gestione della casa e della famiglia.

Ingegneri a scuola di etica per tecnologie a misura d’uomoPartito il primo corso in Italia, al Politecnico di Milano

04 marzo 201918:47

Fotocamere che si bloccano davanti ai volti asiatici perché programmate a riconoscere quelli caucasici. Algoritmi per il servizio taxi che in caso di emergenza aumentano le tariffe in risposta alla crescita della domanda. Tecniche di previsione delle malattie che aprono a discriminazioni sul posto di lavoro. Sono sempre più numerose le questioni etiche che ci vengono poste quotidianamente dall’uso delle nuove tecnologie. Per affrontarle in maniera consapevole, al Politecnico di Milano è partito il primo corso in Italia di etica delle tecnologie, rivolto agli studenti di ingegneria.

“Ritengo che sia un dovere per un’università tecnica, tra le prime in Europa, affrontare il cambiamento introdotto dalle nuove tecnologie partendo dall’etica, da un punto di osservazione privilegiato che integra gli aspetti ingegneristici e progettuali con il pensiero filosofico e l’analisi sociologica”, commenta il rettore, Ferruccio Resta.

“Il corso sarà tenuto da un filosofo e cercherà di far emergere negli studenti un atteggiamento critico che permetta di riconoscere potenzialità e rischi delle tecnologie d’avanguardia sviluppate anche qui al Politecnico”, aggiunge Paolo Volonté, docente di sociologia e coordinatore di ‘Meta’, il tavolo di lavoro interdisciplinare in cui docenti e ricercatori di tutti i dipartimenti dell’ateneo lavorano per promuovere la nuova attenzione alle implicazioni etiche e sociali della tecnologia.

“Nel corso ‘Ethics for Technology’, cominciato questa settimana con una sessantina di studenti, non pretendiamo di insegnare le risposte, ma di aiutare gli studenti a porsi le domande”, continua Volonté. “Le tecnologie, sempre più pervasive, non sono meri strumenti neutrali: possono condizionare la nostra vita, anche in maniera discutibile.

La necessità di una maggiore attenzione agli aspetti etici sta emergendo gradualmente nell’opinione pubblica e ora anche i tecnologi iniziano a rendersene conto. Bisogna intervenire oggi sulla loro formazione perché pongano attenzione ai temi etici fin dalla progettazione delle tecnologie di domani”.         [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 07:31 ALLE 14:04 DI MERCOLEDì 27 FEBBRAIO 2019

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Garante privacy,Rousseau può avere bachi
Pro e contro da valutare per progressi democrazia elettronica

BRUXELLES 27 FEBBRAIO 2019 07:31

– “I pro e i contro” della piattaforma Rousseau “devono servire per fare un passo in avanti in chiave di democrazia elettronica” ma, al momento, è “un sistema online che può avere bachi e peraltro maneggia poche migliaia di persone”. Lo dice il Garante Ue per la privacy Giovanni Buttarelli a proposito del sistema per le votazioni online e le attività politiche del M5S.

Via dalla tasca,lo smartphone è al polsoCinese Nubia lancia dispositivo a metà strada con smartwatch

BARCELLONA27 febbraio 201909:15

– Lo smartphone abbandona tasche e borsette per farsi indossabile: al polso, grazie a uno schermo flessibile. A crearlo è l’azienda cinese Nubia, che al Mobile World Congress di Barcellona porta un dispositivo che vuole mettere insieme le caratteristiche migliori dello smartphone e dello smartwatch.
Il “wearable” si chiama Nubia Alpha ed è presentato come “il primo telefono indossabile con schermo flessibile disponibile in commercio” (nei negozi europei arriverà tra la primavera e l’estate). Ha uno schermo Oled da 4 pollici ed è disponibile in due versioni: una con connettività Bluetooth e Wi-Fi, e una anche con eSim, cioè con scheda telefonica virtuale, che consente al bracciale di rimpiazzare lo smartphone.
Dall’aspetto tutt’altro che minimale – è piuttosto ingombrante ed evidente, soprattutto nella versione placcata in oro a 18 carati -, consente di mandare messaggi, telefonare, scattare foto e navigare in rete anche senza toccare lo schermo, perché riconosce i gesti e i comandi vocali. Dallo smartwatch, invece, il prodotto prende in prestito il rilevatore dell’attività fisica e il monitoraggio di battito cardiaco, esercizio e qualità del sonno.

Google Assistant anche sui telefoni a basso costoBig G lavora a funzioni per sistema operativo Kaios

27 febbraio 201912:48

L’assistente di Google potrebbe arrivare anche sui telefoni non smart, i cosiddetti ‘feature phone’. Secondo il sito The Verge, Big G starebbe sviluppando una versione del suo assistente virtuale anche per Kaios, il sistema operativo che gira sui telefoni a basso costo.L’Assistente di Google, infatti, verrà aggiornato nei prossimi mesi con una funzione che consentirà agli utenti Kaios di dettare messaggi di testo, effettuare ricerche web con la voce e fare qualsiasi altra cosa che utilizza una casella di testo. Kaios e l’Assistente potranno anche leggere in lingue diverse, menu, icone e impostazioni del telefono.Lo scorso anno Google ha lanciato una versione del suo Assistant sul Nokia 8110 4G e ora sta cercando di offrire l’Assistente in sette nuove lingue indiane: Marathi, Bengali, Tamil, Telugu, gujarati, kannada, malayalam e urdu.
Reti 5G in Ue costeranno 500 mld, operatori chiedono sostegno Gsma lancia manifesto in vista Europee, servono regole sicurezza

BARCELLONA27 febbraio 201912:52

Sviluppare le reti di telecomunicazione 5G in Unione europea costerà “significativamente di più” rispetto alle reti 4G che usiamo ora, “tra i 300 e i 500 miliardi di euro”. Lo evidenzia l’associazione globale degli operatori mobili (Gsma), che organizza il Mobile World Congress in corso a Barcellona. In vista delle elezioni Europee, la Gsma pubblica un manifesto in cui chiede alle istituzioni del Vecchio continente un impegno sia sugli investimenti, sia sulle regole per la sicurezza delle reti.Il contributo annuale dell’industria mobile al Pil dell’Ue crescerà dai 550 miliardi di euro attuali a 720 miliardi nel 2022. Con il giusto supporto normativo – evidenzia ancora la Gsma – l’adozione del 5G può raggiungere il 30% delle connessioni complessive entro il 2025.L’associazione chiede minori costi e tasse per lo spettro delle frequenze e un riesame delle imposte specifiche sul settore delle telecomunicazioni.Sul fronte normativo, gli operatori mobili europei chiedono l’applicazione delle stesse regole e degli stessi principi a tutti gli attori dell’economia digitale, in modo da garantire una concorrenza leale, e un nuovo riferimento europeo sulla sicurezza delle reti, costruito sulla base dei migliori standard nazionali e internazionali.
Tra realtà virtuale e robot porta-pasti, l’Expo di Dubai in 5GA Barcellona Accenture mostra futuro, da auto autonome a make-up

BARCELLONA27 febbraio 201913:29

Ci saranno automobili senza pilota e robot su ruote che consegnano a domicilio i pasti, indicazioni stradali in realtà aumentata e visori per la realtà mista con cui interagire negli ambienti virtuali: l’Expo 2020 di Dubai fornirà il primo esempio di come saranno le smart city del futuro, iperconnesse grazie alle nuove reti 5G. A mostrarlo è la multinazionale Accenture, che al Mobile World Congress in corso a Barcellona presenta una serie di progetti futuristici, dalla stazione intelligente per il trucco alla coltivazione di piante nello spazio.L’Expo di Dubai sarà grande quattro volte quello di Milano, si estenderà su una superficie di 4 km per 1,4 km e dovrà ospitare una media di 2-300mila persone al giorno, con 25 milioni di visitatori attesi nei sei mesi dell’esposizione, spiegano gli esperti di Accenture. L’area è stata costruita come una smart city e sfrutta tutte le possibilità del 5G. Dalle indicazioni stradali che compaiono in tempo reale sullo spazio circostante ripreso dalla fotocamera dello smartphone, ai visori con cui costruire e arredare un padiglione dell’Expo, trasformandosi in architetti virtuali.A Dubai si vedranno circolare le auto autonome, un settore in cui Accenture, insieme ad Amazon Web Services, ha sviluppato Molex, una piattaforma che è alla base delle auto connesse e che vedrà la prima adozione nei robotaxi.Allo stand è in mostra anche la postazione intelligente per il make-up, pensata per profumerie e grandi magazzini: consiglia prodotti e abbinamenti in base all’incarnato, offre informazioni su ciprie o rossetti, con relativi prezzi, e consente di pagare appoggiando lo smartphone sul tavolo.Un’area è infine dedicata allo spazio: Accenture supporta il progetto Astroplants dell’Agenzia spaziale europea, che raccoglie dati e idee sull’agricoltura extraterrestre.

Usa bloccò accesso hacker russi in elezioni MidtermWP, operazione contro la ‘fabbrica dei troll’ del Cremlino

27 febbraio 201913:30

Durante le elezioni di Midterm dello scorso novembre, gli Usa hanno bloccato l’accesso alla rete alla Internet Research Agency (Ira), la ‘fabbrica di troll’ accusata di aver interferito nella campagna presidenziale Usa per conto del Cremlino.Lo scrive il Washington Post, sottolineando che l’operazione faceva parte della prima offensiva cibernetica contro la Russia, dopo che il presidente Donald Trump ha concesso al cyber comando Usa nuovi poteri per rafforzare le capacita’ di attacco americane.         [print-me title=”STAMPA”]

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CRIPTOVALUTE: AUMENTANO USO E FURTI

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CRIPTOVALUTE: AUMENTANO USO E FURTI

AGGIORNAMENTO DELLE 15:46

DI DOMENICA 16 DICEMBRE 2018

CRIPTOVALUTE: AUMENTANO USO E FURTI

Nonostante il crollo dell’80% del valore dei Bitcoin il 2018 è stato l’anno delle criptovalute.
Quanto meno per numero di utilizzatori. Secondo uno studio del Cambridge Centre for Alternative Finance il numero di quelli verificati è quasi raddoppiato nei primi nove mesi dell’anno, per arrivare a 35 milioni dai 18 del 2017, mentre gli account totali registrati dai provider sono 135 milioni.
Secondo i dati raccolti dagli esperti, nei paesi sviluppati tra il 2% e il 9% della popolazione possiede qualche forma di criptovaluta. “I nostri dati indicano che la maggioranza degli utilizzatori, sia abituali che nuovi, sono individui – scrivono gli autori – e non investitori professionisti”. Per quanto riguarda il tipo di valuta scambiata, il rapporto registra una crescita delle alternative ai bitcoin, con ormai l’84% dei provider che supporta più di un tipo di moneta. Il documento ha esaminato anche due aspetti spesso criticati delle criptovalute, il dispendio energetico e la sicurezza. Sul consumo di energia la stima per il 2018 è tra 52 e 111 Terawattora per anno. “La media di questa stima, 82 Terawattora, è equivalente all’energia totale consumata dall’intero Belgio – scrivono gli autori – ma è anche meno dello 0.01% dell’energia prodotta nel mondo in un anno”. Dati molto negativi sono riportati invece sulla sicurezza, con ben 854 milioni di dollari persi per falle nelle transazioni sfruttate da malintenzionati oltre metà del totale rubato dal 2011 che è di 1,4 miliardi.      [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 14:04 ALLE 19:36

DI MERCOLEDì 21 NOVEMBRE 2018

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Quanto tempo si passa sui social? Facebook attiva il timer
Rivela quanti minuti si passano sulla piattaforma ogni giorno

Apple vuol portare su iPhone le cartelle cliniche dei veteraniContatti con il Dipartimento americano per gli ex combattenti

Black Friday, 10 consigli per acquisti in sicurezzaEsperto, attacchi hacker fanno sempre leva su fattore umano

Primo forum Associazione Intelligenza Artificiale in ItaliaSi terrà a Milano l’11 aprile 2019

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Facebook ha introdotto un contatore del tempo trascorso sulla sua piattaforma, che rivela agli utenti quanti minuti al giorno passano a commentare post, leggere articoli e guardare video sul social network. La novità, preannunciata ad agosto e in via di distribuzione dalla settimana scorsa anche su Instagram, è ora a disposizione degli utenti, che possono impostare un limite d’uso per contrastare la dipendenza da social.
Per scoprire quanto tempo si spende su Facebook, sulla app per iPhone o dispositivi Android, occorre cliccare sulla voce ‘Impostazioni e privacy’, quindi selezionare ‘Tempo trascorso su Facebook’. Si aprirà una schermata che mostra i minuti complessivi passati sulla app negli ultimi sette giorni e la media settimanale.
Per autoregolarsi, è possibile selezionare l’opzione “Imposta un promemoria giornaliero”, in cui stabilire il tempo massimo da dedicare a Facebook. Quando lo si supera, si riceve una notifica, ma si può continuare a usare la app.
Con il contatore Facebook si inserisce in un trend che vede già in campo Apple e Google. Entrambe le compagnie hanno introdotto – rispettivamente su iPhone e smartphone Android – un contatore che misura il tempo trascorso sullo smartphone e sulle singole app.

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Apple prosegue il suo cammino nel settore sanitario. La compagnia sarebbe in contatto con il Dipartimento statunitense degli Affari dei veterani per fornire, agli ex combattenti, una cartella clinica elettronica e portatile, conservata sull’iPhone. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui la mossa da un lato semplificherebbe le visite ospedaliere dei pazienti, e dall’altro porterebbe a Apple, come clienti, i nove milioni di veterani americani.
Stando ai piani in discussione già dal 2017, riferisce il quotidiano citando fonti anonime e alcune email, Apple creerebbe dei software specifici per trasferire le cartelle mediche dei veterani sull’iPhone, e offrirebbe supporto informatico al Dipartimento.
La compagnia di Cupertino dal gennaio scorso dà a tutti gli utenti la possibilità di registrare i dati sanitari e risultati degli esami di laboratorio sull’applicazione “Salute”. La società ha inoltre accordi con diversi ospedali, e ha orientato verso il settore medico anche l’Apple Watch, ora in grado di fare un elettrocardiogramma.

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Fare acquisti online solo da siti web sicuri e conosciuti. Non utilizzare password semplici e uguali per ogni servizio. Se l’offerta arriva via posta elettronica, non cliccare su link in email sospette. Sono solo alcuni consigli degli esperti del Politecnico di Milano per evitare di cadere in trappole online o vittima di hacker, in vista del Black Friday, l’annuale shopping con super-sconti che quest’anno cade venerdì 23 novembre.
“I grandi eventi come il Black Friday offrono un’opportunità importante per avvicinare i consumatori di ogni tipo a modalità di selezione del prodotto nuove, che trovano nel digitale il punto di incontro fondamentale, per la scelta e, spesso, per la finalizzazione dell’acquisto – dice

Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Information Security & Privacy del Politecnico di Milano – occorre però ricordare alcune buone pratiche comportamentali, che permettono di fronteggiare potenziali minacce alla sicurezza dovute a sistemi di attacco sempre più sofisticati, ma che in definitiva fanno sempre leva sul fattore umano. Bastano poche semplici accortezze per fare acquisti sicuri su internet”.Ecco i 10 consigli degli esperti del Politecnico di Milano:1. Fare acquisti online solo da siti web sicuri e conosciuti. Verificare che siano indicati chiaramente i dati del venditore, con identità e indirizzo.
2. Controllare che il sito riporti chiaramente le condizioni di vendita, comprensive di indicazioni dettagliate riguardo alle modalità e ai tempi di consegna dei prodotti, ai termini per il recesso, alla garanzia legale;
3. Non fornire mai le proprie credenziali di accesso (es. password o PIN) o altre informazioni di carattere finanziario quali i dettagli della carta di credito via email o per telefono;
4. Non utilizzare password semplici e uguali per ogni servizio;
5. Mantenere i propri dispositivi personali (pc, smartphone) costantemente aggiornati e dotati di specifiche soluzioni di sicurezza come gli antivirus;
6. Se l’offerta arriva via posta elettronica, non cliccare su link in email “sospette” in cui non è possibile individuare il mittente per non incorrere in truffe volte a carpire alla vittima informazioni riservate (phishing) o per non infettare il dispositivo con malware;
7. Scaricare applicazioni per gli acquisti online solo da Store ufficiali (e mantenerle sempre aggiornate);
8. Durante gli acquisti online non utilizzare una rete wi-fi aperta ma reti protette;
9. Soprattutto in caso di molteplici acquisti, verificare di frequente i movimenti del proprio conto corrente;
10. Per contenere eventuali danni, utilizzare preferibilmente carte prepagate in cui caricare i soldi necessari per l’acquisto.

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Si terrà l’11 aprile 2019 a Milano il primo forum dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale che festeggia i suoi primi 30 anni. L’evento accademico sarà dedicato alle imprese.
Fondata nel 1988 per promuovere la ricerca e la diffusione dell’intelligenza artificiale (AI), l’Associazione conta 1.000 membri tra ricercatori, professori universitari e società. La sua mission consiste “nel creare in Italia un tessuto connettivo capace di trasferire la ricerca di base e applicativa nell’ambito dell’AI alle imprese”, spiega l’associazione.
“I nostri ricercatori sono terzi al mondo per articoli pubblicati e l’altissimo numero di citazioni ne esalta la rilevanza – sottolinea il presidente Piero Poccianti – Dobbiamo solo appropriarci di questa responsabilità e potenzialità anche in Italia e l’organizzazione dell’AI Forum sarà l’occasione per coinvolgere Istituzioni e imprese in questa rinascita”.   [print-me title=”STAMPA”]

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DI LUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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Tumori biostampati in 3D per fare ricerca
Esperta, ora potremo sperimentare migliaia di farmaci

Falla sicurezza Instagram, esposte password utentiSocietà, già risolta e interessa un numero ristretto di persone

YouTube come la tv, film con interruzioni pubblicitàDa Rocky a Terminator, sezione ad hoc ma non c’è in Italia

Zuckerberg disse ai manager ‘siamo in guerra’ Più aggressivo dopo Cambridge Analytica, ha causato dimissioni

Ex capo sicurezza Fb, su troll russi anche politica ha fallito Alex Stamos, unire le forze contro la disinformazione

Tim Cook, inevitabile regolamentare industria tech”Libero mercato non tutela privacy, la politica interverrà”

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Un’innovazione australiana nella stampa tridimensionale offre nuovi strumenti nella lotta contro il cancro. La start-up Inventia ha creato una biostampante 3D che può produrre cellule umane a ritmo rapido, permettendo di coltivare rapidamente tumori realistici per testare farmaci anticancro. Chiamata Rastrum, la stampante emula la tecnologia a gettito d’inchiostro per produrre cellule e può allo stesso tempo condurre una serie di esperimenti. “Uno dei commenti che abbiamo avuto da un ricercatore è che ha potuto produrre più modelli di cellule con Rastrum in poche settimane, di quanti ne aveva prodotti in precedenza in un’intera tesi Ph.D”, ha detto alla radio nazionale Abc il funzionario operativo capo della Inventia, Cameron Ferris. “Noi speriamo che questo darà forte impulso alla ricerca sul cancro”, ha aggiunto.
La piccola e giovane Inventia ha potuto realizzare l’innovazione grazie al sostegno finanziario ricevuto dal colosso australiano del software Atlassian, il cui cofondatore Scott Farquhar ha detto di aver investito nel progetto perché molti laboratori di ricerca sui farmaci hanno bisogno di nuova tecnologia. “E’ la prossima grande frontiera, se guardiamo alle molte industrie che hanno già digitalizzato, mentre la ricerca medica è una delle aree meno avanzate in questo. Una volta che i problemi sono convertiti in problemi di software, le cose progrediscono molto più rapidamente, ma la ricerca medica per qualche ragione è rimasta indietro in questo”, ha detto. Rastrum “avrà un profondo impatto sugli studi del Centro per la Genomica Funzionale di Melbourne – ha detto la direttrice Kaylene Simpson -. E’ una svolta per noi che operiamo nella scienza basata sulle scoperte, ora potremo sperimentare migliaia di farmaci”.
Una falla di sicurezza su Instagram ha esposto le password di alcuni utenti. A comunicarlo è la stessa azienda di proprietà di Facebook al sito The Information che ha riportato la notizia. La falla è collegata, ironia della sorte, alla funzione che consente agli utenti di scaricare tutti i loro dati. E’ stata introdotta in ottemperanza al Gdpr, cioè le nuove norme europee sulla privacy in vigore da fine maggio scorso. Secondo quando riferito da Instagram, la falla avrebbe causato l’inclusione della password di un profilo all’interno dell’indirizzo web (Url) usato per scaricare i dati personali.Questo link avrebbe quindi esposto la password ad altri utenti in grado di accedere allo stesso computer. Il problema, spiega la società, è già stato risolto e ha interessato “un numero ristretto di persone”. Instagram ha già notificato la falla agli utenti interessati e chiesto per precauzione di cambiare la password. Instagram ha raggiunto quota 1 miliardo di utenti e, secondo stime di Bloomberg pubblicate a giugno, entro cinque anni raggiungerà i due miliardi. Fu comprata da Facebook nel 2012 a 1 miliardo di dollari, ora vale 100 volte di più. Secondo dati di eMarketer, Instagram potrebbe rappresentare circa il 16% delle entrate di Facebook nel prossimo anno, rispetto al 10,6% dell’anno scorso.
YouTube si avvicina sempre di più alla tv generalista: arrivano i film gratis ma con le interruzioni pubblicitarie. Al momento sono a disposizione un centinaio di titoli, da Rocky a Terminator, in una nuova sezione gratuita della pagina film di YouTube, quella dove la piattaforma offre già film a pagamento. In Italia la sezione gratuita non c’è ancora.YouTube consente già di acquistare o noleggiare e poi guardare in streaming diversi film recenti e anche quelli considerati classici da un catalogo in espansione. All’inizio di ottobre, e in sordina, la piattaforma ha lanciato anche una nuova sezione: ospita film più vecchi o meno popolari ma permette di vederli gratuitamente, a patto di di guardare anche un po’ di pubblicità.”Abbiamo colto questa opportunità basandoci sulle richieste degli utenti e l’abbiamo aggiunta all’offerta di film a pagamento. È anche una bella occasione per gli inserzionisti”, ha spiegato Rohit Dhawan, dirigente di YouTube, in un’intervista ad AdAge. La sezione, infatti, potrebbe rappresentare un’oasi più sicura per gli inserzionisti sempre più scottati dalla pubblicazione dei loro annunci nei video caricati dagli utenti, che molte volte sono finiti sotto i riflettori per i tanti casi di incitamento all’odio e linguaggio violento.

Sulla scia dello scandalo Cambridge Analytica, che ha coinvolto 87 milioni di profili degli utenti, nel giugno scorso il ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha riunito una cinquantina di top manager spiegando loro che il social era “in guerra”, e che si sarebbe comportato di conseguenza.Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui quel cambio di impostazione ha causato le dimissioni di diversi dirigenti nel corso degli ultimi mesi. Sulla graticola per la mancata protezione dei dati, criticato da utenti, investitori e finito al centro dell’attenzione dei politici, Zuckerberg ha annunciato ai suoi che sarebbe diventato un manager più deciso e aggressivo per rispondere alla situazione. In tempi di pace, ha osservato, i manager possono muoversi in modo più lento per far sì che le decisioni chiave siano abbracciate da tutti. In guerra, però, occorre agire in modo rapido, e per questo i dirigenti avrebbero dovuto “fare progressi più velocemente”.Sempre secondo il Wsj, il nuovo corso ha causato un “tumulto senza precedenti” che ha portato alle dimissioni di diversi manager (tra cui i co-fondatori di Instagram, WhatsApp e Oculus), oltre a creare tensioni con il direttore operativo Sheryl Sandberg.

Facebook avrebbe dovuto “rispondere molto prima” alle interferenze russe nelle elezioni statunitensi di fine 2016, ma il social network non è l’unico da biasimare: anche la politica, l’intelligence e i media hanno fallito. E’ questa la visione di Alex Stamos, ex capo della sicurezza di Facebook, che in un intervento pubblicato nel weekend sul Washington Post ha parlato del problema della disinformazione e ha invitato a “unire le forze” per combatterlo.La questione è stata sollevata la settimana scorsa da un’inchiesta del New York Times che ha accusato i vertici della società – in primis Mark Zuckerberg – di aver ignorato i segnali d’allarme sulla “fabbrica” russa di troll attiva nell’orientare il voto americano a suon di post sul social. Facebook ha usato “una strategia comunicativa di minimizzazione” dei fatti mentre avrebbe dovuto essere “più trasparente”, ha scritto Stamos.Tuttavia “nessuno mi ha detto di non esaminare l’attività russa, né qualcuno ha tentato di mentire su quanto avevamo scoperto”, ha precisato. Gli errori, però, sono anche altrove: l’intelligence americana non ha messo in guardia sugli obiettivi e le capacità della guerra russa dell’informazione; il Congresso non ha regolamentato le pubblicità politiche; i media hanno “ricompensato” gli hacker russi pubblicando migliaia di notizie sul furto delle email ai vertici del partito democratico. “E’ tempo di unirci per proteggere la nostra società da operazioni informative future”, ha esortato Stamos, invitando il Congresso a varare una legge che vieti “inserzioni mirate a piccoli segmenti della popolazione” cui mostrare “notizie politiche divisive”, e a stabilire cosa è responsabilità del governo e cosa delle aziende hi-tech nella lotta alla disinformazione.

Una regolamentazione dell’industria tecnologica è “inevitabile”: il libero mercato “non sta funzionando” nel proteggere la privacy, e ad un certo punto la politica interverrà. Lo ha detto il Ceo di Apple Tim Cook in un’intervista all’americana HBO, che si inserisce nella polemica sulla riservatezza dei dati degli utenti, in cui è rimasta coinvolta Facebook con lo scandalo di Cambridge Analytica.”Parlando in generale, non sono un grande fan delle regolamentazioni. Sono un grande sostenitore del libero mercato, ma dobbiamo ammettere quando il mercato libero non funziona. E qui non ha funzionato”, ha dichiarato Cook nell’intervista, girata dal sito Axios prima dell’inchiesta del Nyt che, la settimana scorsa, ha accusato Facebook di aver ignorato i segnali d’allarme su Cambridge Analytica e sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali Usa. “Penso che sia inevitabile che ci sarà un certo livello di regolamentazione – ha detto Cook – penso che il Congresso e il governo a un certo punto interverranno”.   [print-me title=”STAMPA”]

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SMARTWATCH: SFIDA MARCHI STORICI AD APPLE

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SMARTWATCH: SFIDA MARCHI STORICI AD APPLE

AGGIORNAMENTO DELLE 11:48

DI LUNEDì 19 NOVEMBRE 2018

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Apple, sfida smartwatch da marchi storici
Wsj, da Tag Heuer a Swatch al lavoro con rivali Cupertino

SMARTWATCH: SFIDA MARCHI STORICI AD APPLE

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SMARTWATCH: SFIDA MARCHI STORICI AD APPLE

La sfida agli smartwatch di Apple arriverà dai marchi ‘classici’, che introdurranno servizi e applicazioni smart ai modelli tradizionali. Colossi storici come Tag Heuer, Swatch e Fossil, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, stanno lavorando con i concorrenti di Apple, fra cui Google e Intel, per sviluppare propri smartwatch o versioni ibride di orologi con funzioni più ‘moderne’.

Le vendite mondiali dei big svizzeri dell’orologeria sono costantemente scese dopo che Apple ha lanciato nel 2015 il suo primo Apple Watch, con un andamento che preoccupa non poco l’industria nel suo complesso. Le vendite di smartwatch hanno definitivamente superato quelle degli orologi meccanici nel 2016 e la forbice potrebbe ulteriormente allargarsi se le previsioni del mercato si dovessero avverare (gli analisti di Ubs stimano un +40% di vendite per gli orologi di Apple nel 2019).

Se molti produttori tradizionali hanno testato la strada degli smartwatch, spesso con scarso successo, altri si sono concentrati sugli ibridi, che non hanno touch-screen ma sono sincronizzati con gli smartphone attraverso un’apposita app e avvisano chi li indossa con vibrazioni o suonerie o messaggi luminosi.

Tag Heuer, ad esempio, si è mossa in questa direzione, lanciando il Connected Modular 41, sviluppato in collaborazione con Intel e Google, con programmi per il fitness, il Gps e i pagamenti contactless. La stessa tecnologia dello Swatch Bellamy 2, con la casa svizzera che promette di svilupparsi un suo Swatch Os entro la fine del prossimo anno.   [print-me title=”STAMPA”]