Ultimo aggiornamento 19 Marzo, 2019, 23:52:01 di Maurizio Barra
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Bologna ricorda Marco Biagi,17 anni dopo
Deposta una corona di fiori nella piazzetta dove lo uccisero
BOLOGNA19 marzo 2019 13:03
– A 17 anni dall’omicidio di Marco Biagi, il giuslavorista bolognese ucciso la sera del 19 marzo 2002 dalle nuove Brigate rosse sotto casa sua nel centro di Bologna, la città gli ha tributato un ricordo, che arriva dopo quello avvenuto ieri a Modena, nell’Università dove insegnava, e a cui ha partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Marco Biagi stava rientrando in bici dalla stazione, quando è stato affrontato dai brigatisti. Da un po’ di tempo gli era stata tolta la scorta.
Nella piazzetta intitolata al suo nome, a pochi passi da dove avvenne l’omicidio, il Comune di Bologna, insieme ai sindacati, il prefetto, il questore e le altre autorità cittadine, ha deposto una corona di fiori, alla presenza dei familiari di Biagi, la moglie Marina e il figlio Lorenzo.
“Bologna non lo dimenticherà mai”, ha detto Marilena Pillati, vicesindaco che ha partecipato alla cerimonia in rappresentanza del Comune.
Famiglia: Parolin, congresso di Verona? ‘D’accordo sulla sostanza”Cattolici sfigati? Parole che noi non usiamo’
19 marzo 201915:38
“Siamo d’accordo sulla sostanza”. Lo ha detto il segretario di Stato Vaticano il cardinale Pietro Parolin interpellato a proposito del prossimo congresso mondiale delle Famiglie a Verona. “Cattolici sfigati? Sono parole che noi non usiamo”, ha aggiunto.Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, afferma di “aver accettato ben volentieri” l’invito al Family Day. E’ una rottura definitiva con il M5s e con Di Maio in particolare? Gli è stato chiesto. “No assolutamente, è un’occasione per discutere di alcuni temi e lo faremo con grande serenità e tranquillità”, ha risposto. Bussetti ha spiegato di andare al Family Day “perché sono stato invitato e partecipo volentieri su un tema che per me è molto caro”. Bussetti ne ha parlato margine di un incontro a Genova per presentare il tour itinerante sulla scuola digitale organizzato dal ministero, ‘Futura’.”Noi come i neri ai tempi della segregazione. Non solo non si doveva organizzare un Congresso sulle Famiglie ma i papà, le mamme e i bambini non devono avere ospitalità negli alberghi di Verona secondo la dittatura del pensiero unico, ragion per cui è iniziato il boicottaggio dei partner dell’iniziativa. Siamo arrivati alla denuncia alle autorità degli albergatori di Verona di telefonate e mail di minaccia e intimidazione”. Lo affermano, in una nota, Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, in risposta a quello che considerano il “clima di odio innescato dalle polemiche”.”Ci dovremo sedere sui posti infondo negli autobus – proseguono gli organizzatori – o dovremo girare con segni di riconoscimento? La responsabilità di questo gioco al massacro è della politica, del M5s e del Pd che hanno deciso non solo di non partecipare ma di innescare questa moderna caccia alle streghe pro-family, avvelenando il clima e alimentando un odio folle. L’ultima novità è che 130 tra professori e ricercatori dell’Università di Verona hanno firmato contro il Congresso Mondiale delle Famiglie in nome del pluralismo, sì ma quale? La libertà di opinione ed espressione in Italia è gravemente sotto attacco”.”Come al tempo delle dittature – concludono – oggi chi ci vuole impedire di parlare vorrebbe che non avessimo alcun diritto. Subiamo una nuova ghettizzazione e i media ci bullizzano ridicolizzando i nostri temi. Siamo stati inondati di menzogne, fake news anche istituzionali, ma noi andiamo avanti per il bene delle famiglie”.
Basilicata, Di Maio: ‘Salvini qui non è il cambiamento”Qui in Basilicata – ha detto il vicepremier – la sfida è del Movimento contro tutti: noi da un lato e tutti gli altri dall’altro’
19 marzo 201913:25
“Se la Lega s’è presa gli uomini di Pittella, come possiamo considerarla il cambiamento?”. Il leader M5s Luigi Di Maio, a Potenza per la campagna elettorale in vista delle Regionali di domenica va all’attacco dell’alleato di maggioranza.”Al governo – ha detto Di Maio – abbiamo un contratto di governo, ma a livello locale tra noi e loro ci sono distanze abbissali. Il cambiamento non possono essere loro”.”Qui in Basilicata la sfida è del Movimento contro tutti: noi da un lato e tutti gli altri dall’altro”, ha aggiunto.
Papa non accetta dimissione BarbarinMa lui si ritira. Diocesi affidata al vicario del cardinale
19 marzo 201915:12
– “Posso confermare che il Santo Padre non ha accettato le dimissioni presentate dal cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione. Cosciente tuttavia delle difficoltà che vive in questo momento l’Arcidiocesi, il Santo Padre ha lasciato il cardinale Barbarin libero di prendere la decisione migliore per la Diocesi e il cardinale Barbarin ha deciso di ritirarsi per un periodo di tempo e di chiedere al padre Yves Baumgarten, Vicario Generale, di assumere la guida della Diocesi”. Lo afferma in una dichiarazione il direttore ad interim della Santa Sede, Alessandro Gisotti.
“La Santa Sede tiene a ribadire la sua vicinanza alle vittime di abusi, ai fedeli dell’Arcidiocesi di Lione e di tutta la Chiesa di Francia che vivono un momento particolarmente doloroso”, ha aggiunto il portavoce.
Conte: domani sblocca-cantieri in CdmSecondo il premier “é tutto confermato”, come previsto
19 marzo 201915:33
– Lo sblocca-cantieri approderà come previsto domani in consiglio dei ministri. Lo conferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lasciando l’Aula di Montecitorio: “E’ tutto confermato” ha detto.
Parolin, Verona? D’accordo su sostanzaAlbergatori Congresso, ricevute minacce ma respinte
19 marzo 201916:08
– “Siamo d’accordo sulla sostanza”. Lo ha detto il segretario di Stato Vaticano il cardinale Pietro Parolin interpellato a proposito del prossimo congresso mondiale delle Famiglie a Verona. “Cattolici sfigati? Sono parole che noi non usiamo”, ha aggiunto. Intanto Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie hanno denunciato: “Noi come i neri ai tempi della segregazione. Non solo non si doveva organizzare un Congresso sulle Famiglie ma i papà, le mamme e i bambini non devono avere ospitalità negli alberghi di Verona, ragion per cui è iniziato il boicottaggio dei partner dell’iniziativa. Siamo arrivati alla denuncia alle autorità degli albergatori di telefonate e mail di minaccia e intimidazione”. “Confermo che a qualche albergatore – ha spiegato il presidente dell’Associazione Albergatori di Confcommercio Verona Giulio Cavara – sono arrivate minacce, anche telefoniche, riguardo all’ospitalità dei relatori del Congresso. Minacce respinte al mittente”.
Massa, via vicesindaco e assessoreEntrambi erano Lega, nuovo numero due è segretario provinciale
MASSA (MASSA CARRARA)19 marzo 201917:08
– Terremoto politico al Comune di Massa (Massa Carrara). Stamani il sindaco Francesco Persiani, che guida la coalizione di centrodestra, ha ‘licenziato’, ritirando loro le deleghe con effetto immediato, il vicesindaco Guido Mottini (che si occupava di turismo e polizia municipale) e l’assessore alla cultura Eleonora Lama.
Entrambi erano in quota Lega. La delega di vicesindaco è stata affidata ad Andrea Cella, attuale segretario provinciale della Lega.
Ammiraglio: “Direttiva Salvini illegittima. E’ abuso”Ex portavoce Guardia Costiera, viola anche convenzione Unclos
19 marzo 201918:58
La direttiva di Salvini per fermare le Ong è un “provvedimento anomalo, chiaramente illegittimo e viziato di abuso di potere”. Ne è convinto Vittorio Alessandro, controammiraglio della Guardia Costiera in pensione, secondo il quale il provvedimento del Viminale viola anche una delle Convenzioni internazionali in tema di salvataggi in mare, quella dell’Onu sui diritti del Mare (Unclos) approvata a Montego Bay nel 1982 e ratificata dall’Italia nel 1994.
Alessandro ha guidato tra l’altro il reparto ambientale marino della Guardia Costiera e per 3 anni ha diretto l’ufficio relazioni esterne del comando generale: dal 2010 al 2013, gli anni delle primavere arabe e delle migliaia di sbarchi a Lampedusa. L’articolo 83 del codice della Navigazione, ricorda, prevede che sia il ministero delle Infrastrutture l’unico soggetto titolato ad interdire la navigazione nelle acque territoriali. E che il Viminale agisce “di concerto” con il Mit solo in presenza di un pericolo per la sicurezza pubblica. Con la direttiva, invece, “il Viminale si interpone fra il vertice istituzionale dell’organizzazione marittima e del soccorso e la competenza operativa delle Capitanerie di Porto”. Ma “non lo fa con una missiva al ministro, come sarebbe proprio in caso di supposto pericolo per la sicurezza dello Stato, non basato su ipotesi ma su cose, ma lo fa con un proprio provvedimento, come negli Stati autoritari”. Non solo. La “zoppicante circolare”, sostiene ancora Alessandro, contrasta con l’articolo 17 dell’Unclos. “Le navi di tutti gli Stati, costieri o privi di litorale, godono del diritto di passaggio inoffensivo attraverso il mare territoriale” dice l’articolo, ma nella direttiva è scritto invece che “nel mare territoriale non si applica il principio della libertàdi navigazione di cui agli articoli 58(2) e 87 della Unclos, per cui le navi straniere non godono del diritto di navigare nel mare territoriale di uno Stato costiero, né di accedervi senza il consenso di questo”. E gli effetti “laceranti” della direttiva, è la constatazione del contrammiraglio, si sono già visti la notte scorsa con l’indicazione della Gdf alla Mare Ionio di spegnere i motori.
“Un ordine inaudito sotto il profilo nautico: una nave usa i motori non solo per navigare ma anche per difendersi dal moto ondoso, per mantenersi in assetto. L’intimazione di andare alla deriva su un mare agitato con onde alte tre metri è il frutto dell’accecamento prodotto dalla misura di polizia di chiudere il mare territoriale alle navi che hanno persone soccorse a bordo”.
Una misura che però rischia di ritorcersi proprio contro chi l’ha voluta. “Il ministro Salvini è stato mal consigliato – conclude Alessandro – Nella maggior parte dei casi di navi trattenute fuori dal porto, fin qui le esclamazioni su twitter si erano arenate di fronte alla disperazione delle persone a bordo. E fin qui il ministro aveva potuto sperare che ogni vicenda si chiudesse con un intervento esterno: dell’Europa, del Papa, del Presidente della Repubblica. La direttiva è ora, invece, un muro invalicabile. E chi costruisce muri, prima o poi, ci si ritrova chiuso dentro”.
Erika Stefani, muore papà del ministro in un rally in AlgeriaAveva 72 anni, il suo ‘quad’ si è ribaltato
VENEZIA19 marzo 201919:45
Il papà del ministro Erika Stefani è morto durante un rally in Algeria. Giovanni Stefani, 72 anni, era un grande appassionato di motori, in particolare dei raid motociclistici, cui aveva preso parte in molti paesi del mondo. Partito per l’Algeria a metà della scorsa settimana, Stefani era scattato domenica mattina con gli altri equipaggi dalla città di Taghit per il “Tuareg Rally 2019”. Guidava un “quad”, una moto a quattro ruote che, secondo la prima ricostruzione fornita da uno degli organizzatori, si è ribaltato durante un salto fra le dune, ricadendo addosso a Stefani. Un compagno di squadra arrivato qualche minuto dopo ha provato a rianimarlo per 15-20 minuti. “Poi – ha detto la stessa fonte – è arrivato un dottore e anch’egli ha provato a rianimarlo ma non ha potuto che constatarne la morte”.Quella per le moto era una passione che aveva trasmesso anche alla figlia Erika. Nella sua carriera sportiva Stefani aveva partecipato a due edizioni della Parigi-Dakar, la prima storica edizione della Transorientale, due Rally dei Faraoni, quattro del Marocco e due della Tunisia. A Trissino gestiva una macelleria, nel centro del paese.
Apple in campo per progetti di alfabetizzazione mediaticaTra organizzazioni coinvolte anche Osservatorio Giovani-Editori
19 marzo 201920:15
C’è anche l’Osservatorio Giovani-Editori tra i soggetti coinvolti nella nuova iniziativa di Apple a sostegno delle organizzazioni non profit negli Stati Uniti e in Europa che offrono programmi di alfabetizzazione mediatica indipendenti. L’annuncio è arrivato oggi dall’azienda di Cupertino, che darà il proprio supporto anche ai progetti News Literacy Project (NLP) e Common Sense negli Stati Uniti.
L’intento – si legge in una nota – è promuovere lo sforzo di potenziare nei giovani le capacità di pensiero critico necessarie nell’era digitale di oggi. “L’alfabetizzazione all’uso delle notizie è vitale per sostenere una stampa libera e una democrazia prospera, e siamo orgogliosi di collaborare con organizzazioni in prima linea in questo sforzo – ha affermato Tim Cook, CEO di Apple -. Siamo rimasti colpiti dall’importante lavoro svolto da News Literacy Project, Common Sense e Osservatorio, che consentono ai giovani di essere cittadini attivi e impegnati”.
“La nostra missione è aiutare i giovani a sviluppare capacità di pensiero critico confrontando diverse fonti di informazione di qualità – ha affermato Andrea Ceccherini, fondatore e CEO di Osservatorio Permanente Giovani-Editori -. In un momento in cui le notizie false si stanno diffondendo, non possiamo cedere all’idea che i servizi di fact-checking di terze parti siano l’unico modo per valutare l’affidabilità delle fonti. Possiamo esercitare le nostre menti ed essere padroni del nostro destino”.
L’Espresso: Zingaretti indagato per finanziamento illecito’Fiducia nella giustizia, M5S non mi fa paura’
19 marzo 201921:33
Nicola Zingaretti sarebbe indagato dalle procure di Roma e Messina per finanziamento illecito, come riporta il settimanale L’espresso on line. E’ quanto risulta dalle dichiarazioni fatte dagli avvocati siciliani Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari e che un mese fa hanno patteggiato 3 e 2,9 anni a testa. L’Espresso ha letto gli interrogatori inediti dei due legali in cui descrivono ai pm il loro modus operandi, facendo nomi e circostanze di altri big della magistratura e della politica. Sott’inchiesta ci sarebbe anche Silvio Berlusconi, per corruzione in atti giudiziari su una sentenza dei giudici del Consiglio di Stato che, secondo l’accusa, gli consentì di non cedere parte del pacchetto azionario di Mediolanum, come aveva invece stabilito la Banca d’Italia.
Per quanto riguarda Zingaretti l’inchiesta è portata avanti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Fava e prende spunto dalle dichiarazioni di Calafiore. Il governatore è stato citato dal socio di Amara in un interrogatorio dello scorso luglio, su alcune domande dei pm su Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone che, diventato imprenditore, era in affari con lo Amara e in buoni rapporti con Zingaretti. Inoltre, era sicuro di non essere arrestato grazie a erogazioni fatte per favorire l’attività politica di Zingaretti. Come risulta dai verbali, i pm chiedono a Calafiore se si tratti di erogazioni lecite e l’avvocato risponde: Assolutamente no, per quanto egli mi diceva. Non so con chi trattava tali erogazioni. Lui mi parlava solo di erogazioni verso Zingaretti. Mi disse che non aveva problemi sulla Regione Lazio perché Zingaretti era a sua disposizione. Me lo ha detto più volte, prima della perquisizione. Finora prove di presunte erogazioni non sono state trovate.
“In merito all’articolo dell’Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi ‘de relato’ e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale”, afferma Nicola Zingaretti, che esprime fiducia nella giustizia e non si farà “intimidire dalle bassezze del M5S”. [print-me title=”STAMPA”]
