Ultimo aggiornamento 22 Marzo, 2019, 11:21:08 di Maurizio Barra
ECONOMIA
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ECONOMIA
Borsa: Asia conclude settimana piatta
Incerti i futures su avvio dell’Europa, Londra vista più debole
22 marzo 2019 06:41
– Ultima giornata di settimana senza una direzione precisa per i mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico: dopo le indicazioni della Federal reserve, diverse valute della zona si sono apprezzate, con l’effetto di qualche incertezza per le esportazioni.
Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,09%, Hong Kong e le Borse cinesi si stanno avviando alla conclusione della loro seduta oscillando attorno alla parità. In aumento di un decimo di punto anche Seul, mentre ha fatto meglio Sidney, dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l’avvio dei loro settori in Europa, che segna una crescita finale dello 0,46%.
Poco mossi i futures sull’avvio dei listini europei, con Londra vista un po’ più debole delle altre Borse sulle incertezze della Brexit.
Petrolio: poco mosso, sfiora 60 dollariBrent scende a 67,87 dollari
22 marzo 201908:30
– Quotazioni del greggio Wti poco mosse dopo la crescita di ieri con i contratti sul greggio Wti che restano vicino ai 60 dollari a 59,95 dollari al barile come ieri sera a New York. In calo il Brent che torna sotto i 68 dollari a 67,86 dollari al barile.
Oro:sale a 1.312 dollari l’onciaMetallo in rialzo dello 0,2% sui mercati asiatici
22 marzo 201908:32
– Quotazioni dell’oro di nuovo in aumento sui mercati asiatici con il lingotto con consegna immediata che passa di mano a 1.312 dollari l’oncia con un aumento dello 0,2%.
ECONOMIA
Cambi:euro in rialzo a 1,1384 dollari
Yen si rafforza a 126,06
22 marzo 201908:37
– Euro in rialzo all’avvio del mercato a 1,1384 dollari contro la quotazione di 1,1364 di ieri sera a New York. Nei confronti dello yen la moneta unica passa di mano a 126,06
Spread Btp Bund apre poco mosso a 240Rendimento del decennale al 2,45%
22 marzo 201908:39
– Apertura poco mossa per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 240 punti vicino ai 241 punti della chiusura di ieri sera. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,45%.
Borsa: Milano apre in rialzo, +0,4%In aumento anche l’indice Ftse All share, +0,3%
MILANO22 marzo 201909:05
– Avvio positivo per Piazza Affari: il primo indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,42%, l’Ftse It All-Share un aumento dello 0,34%.
La nuova Via della Seta, cosa è e a chi conviene la maxi-rete Asia-EuropaCoinvolge 65 Paesi e punta anche all’Africa e al Pacifico
22 marzo 201909:38
Si chiama ‘One Belt, One Road’, abbreviato nell’acronimo ‘Obor’ o ‘Bri’ il progetto cinese di una Via della Seta in chiave contemporanea destinata a collegare l’Asia all’Europa e all’Africa, ma soprattutto a mettere la Cina moderna al centro dei traffici e a ridisegnare di conseguenza gli equilibri economici e geopolitici mondiali. E’ una rete di collegamenti infrastrutturali, marittimi e terrestri basata su due direttrici principali: una continentale, dalla parte occidentale della Cina all’Europa del Nord attraverso l’Asia Centrale e il Medio Oriente, ed un’altra marittima tra le coste del Dragone ed il Mediterraneo, passando anche per l’Oceano Indiano.
Il piano, annunciato nel 2013 dal presidente cinese Xi Jinping e spiegato dal primo ministro Li Keqiang nel corso di diversi viaggi in Europa e in Asia, punta a coinvolgere 65 Paesi che raccolgono circa il 65% della popolazione mondiale e il 40% del Pil. La sua realizzazione avrebbe un costo di almeno 900 miliardi di dollari, una cifra enorme che neanche il colosso cinese può gestire da solo. Nel 2014 Pechino ha lanciato il Silk Road Fund (China Investment Corporation-Export and Import Bank-China Development Bank), un fondo da 40 miliardi volto ad attrarre investimenti esteri.
Altri 100 miliardi di dollari verrebbero dalla Banca Asiatica d’investimento per le infrastrutture (Aiib), una banca di sviluppo alla quale partecipano vari Paesi europei. Una rete che potrebbe ora facilmente allargarsi e rendere possibile uno dei più grandi investimenti infrastrutturali di sempre. Nel dettaglio, i collegamenti terrestri e ferroviari viaggerebbero su tre principali direttrici: la prima va dalla all’Europa attraversando Kazakhstan, Russia e Polonia verso il Mar Baltico. La seconda segue sostanzialmente la linea della Transiberiana, mentre l’ultima, più a sud, passerebbe per il Golfo Persico, toccando Islamabad, Teheran e Istanbul. Due, invece, le rotte marittime: la prima partirebbe dal porto cinese di Fuzhou e attraverso l’Oceano Indiano e il mar Rosso toccherebbe l’Africa e giungerebbe in Europa, coinvolgendo in Italia i porti di nordest; la seconda, sempre da Fuzhou punterebbe verso le isole del Pacifico. Il tutto aprirebbe poi la strada a gasdotti e oleodotti. L’intera mappa dei flussi economici mondiali potrebbe uscirne ridisegnata, seppure nell’arco di decenni.
Borsa Europa parte incerta, Londra -0,2%Leggermente positive Parigi e Francoforte
22 marzo 201909:19
– Mercati azionari del Vecchio continente senza una direzione precisa in avvio di seduta: Londra cede lo 0,21%, mentre Parigi sale dello 0,29% e Francoforte dello 0,25%.
Borsa Milano sale piano con Stm e UnipolPositive anche Enel e Fca, limata Amplifon
22 marzo 201909:19
– Partenza in cauto rialzo per Piazza Affari, in linea con le principali Borse europee e Londra più cauta: l’indice Ftse Mib sale con i primi scambi dello 0,3% e nel paniere principale i titoli migliori sono Unipol e Stm, che crescono dell’1,8%.
Bene anche Moncler e Diasorin in aumento di circa un punto percentuale, con Enel e Fca che salgono dello 0,7%. In aumento di mezzo punto Tim, marginali vendite su Amplifon (-0,5%) e Intesa SanPaolo, limata dello 0,3%.
Via della Seta, con Cina 30 accordi. Da Cdp Panda Bond pro-italiane A sostegno delle aziende tricolori per lo sbarco nel Dragone
22 marzo 201909:29
Il momento clou è fissato per sabato a villa Madama quando, davanti al presidente cinese Xi Jinping e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, saranno firmati gli accordi tra imprese e istituti di Cina e Italia. Sono in programma oltre 30 accordi e le aziende saranno rappresentate dagli amministratori e dai presidenti. Il protocollo prevede che gli accordi di maggior rilievo vengano firmati alla presenza delle due autorità, mentre quelli di minore spessore verranno sanciti nelle retrovie. La lista è strettamente riservata ma filtrano, per intese grandi e piccole, i nomi di importanti imprese italiane, da Ansaldo a Snam. Tutti e due i giorni della visita della delegazione cinese saranno comunque accompagnati da incontri finalizzati a potenziare gli interessi economici tra i due Paesi. Con un ruolo strategico che sarà giocato da Cdp, su un duplice fronte.
Da una parte il varo di Panda Bond che rappresenteranno un sostegno più che concreto alle imprese italiane che si avventurano sulla via della Seta per sbarcare in Cina. Dall’altra l’impegno di garante degli equilibri dei rapporti industriali e commerciali tra Italia e Cina, legati anche al fatto che il presidente della Cassa, Fabrizio Palermo, è anche co-presidente del Business Forum Italia-Cina, finalizzato a potenziare le relazioni d’affari tra i Paesi. I Panda Bond di Cdp raccontano la filosofia che guida l’approccio italiano agli accordi. Si tratta di un piano di emissione di obbligazioni in valuta locale, il renmimbi, che attende l’autorizzazione delle autorità cinesi e punta a raccogliere risorse dagli investitori istituzionali cinesi per poi sostenere lo sviluppo delle aziende italiane presenti in Cina, o che in Cina vogliono sbarcare. In uno slogan si potrebbe dire: attrarre capitali stranieri e contemporaneamente sostenere l’italianità nel mondo e in Cina. Gli appuntamenti del Business Forum, invece, sono previsti per venerdì: la mattina a Palazzo Barberini, dove sono attesi gli interventi del vicepremier, Luigi Di Maio, ma anche del presidente dell’Ici e vice-presidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione Licia Mattioli. Poi la riunione proseguirà a porte chiuse. Ci sarà quindi un incontro al Quirinale con Xi in mattinata e nel pomeriggio una riunione ristretta del Business Forum al quale parteciperanno i soli membri del board dell’associazione, tra cui il copresidente cinese, presidente della Bank of China, Chen Siqing.
EssilorLuxottica prova rimbalzo in BorsaIn avvio titolo sale di mezzo punto, ma resta sui minimi
22 marzo 201909:28
– Primi scambi in leggero rialzo per EssilorLuxottica in Borsa a Parigi dopo il tonfo di ieri, quando ha perso oltre il 6% sulle tensioni al vertice: il titolo del gigante delle montature e delle lenti per occhiali in avvio di seduta segna un aumento dello 0,5% a 98,6 euro.
EssilorLuxottica resta comunque ai minimi dalla fusione e sotto la quota psicologica dei 100 euro, in attesa che si trovi una soluzione allo scontro tra Leonardo Del Vecchio (che detiene il 31% dei diritti di voto) e i partner francesi.
Alibaba porta arance rosse in CinaPresto su piattaforme on line del gruppo
22 marzo 201909:56
– Alibaba, con il supporto del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e del Distretto agrumi di Sicilia, sarà la prima piattaforma globale a portare le arance rosse di Sicilia in Cina. Lo rende noto un comunicato.
In novembre in una missione in Cina del vicepremier Luigi Di Maio era stato ‘chiuso’ il dossier sull’export di agrumi, con arance e limoni che potranno essere trasportati in aereo nel gigante asiatico, mentre in dicembre era stato firmato a Milano il rinnovo del ‘memorandum of understanding’ tra ministero, Icqrf e Alibaba per promuovere le eccellenze agroalimentari di qualità certificata italiane su tutte le piattaforme del gruppo cinese. L’arancia rossa sarà presente in una fascia di mercato premium, di alta qualità e distribuite a partire dalle prossime settimane, inizialmente tramite Mr Fresh di Tmall, una dei ‘marketplaces’ on line del gruppo Alibaba che conta 637 milioni di consumatori cinesi attivi, e Freshippo, catena di supermercati ‘new retail’.-
Borsa: Europa giù con Pmi, Milano -0,8%
In Piazza Affari deboli banche, tengono Deutsche e Commerzbank
22 marzo 201910:17
– La diffusione degli indici Pmi della zona euro, in particolare di Francia e Germania, anche di molto inferiori alle stime degli analisti, hanno fatto virare al negativo la seduta dei mercati azionari del Vecchio continente, che erano partiti poco sopra la parità.
Parigi, Francoforte e Milano cedono lo 0,8%, con Londra in calo dello 0,7%, ma il mercato azionario inglese guarda di più alle incertezze della Brexit. In Piazza Affari vendite nel settore del credito, con Banco Bpm, Unicredit e Intesa che insieme a Saipem cedono oltre due punti percentuali. Tengono Stm (+0,4%) e Poste (+0,3%).
A Parigi è passata in lieve calo EssilorLuxottica, che cede lo 0,3%, mentre a Francoforte Deutsche bank e Commerzbank tentano di restare sopra la parità.
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