Ultimo aggiornamento 26 Aprile, 2019, 02:41:55 di Maurizio Barra
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25 aprile: dal Nord al Sud un’escalation di atti vandalici
Tra striscioni fascisti, corone incendiate e lapidi sfregiate
Un 25 aprile deturpato da incendi e scritte contro i simboli e i ricordi della Resistenza. Da Milano a Roma, fino a Marsala, sono diversi gli episodi vandalici di stampo fascista che hanno segnato il 75esimo anniversario della Liberazione. Tra gli episodi più gravi, l’incendio appiccato la notte del 25 aprile alla corona posta accanto alla lapide che a Milano ricorda il partigiano Carlo Ciocca. I danni sono stati limitati alla sola lapide che si trova nel popolare quartiere Stadera e ad appiccare il fuoco con un accendino sarebbe stata una persona vista allontanarsi in fretta.A Roma, invece, un incendio è divampato la scorsa notte alla ‘Pecora Elettrica’, caffetteria-libreria alla periferia della Capitale, uno storico luogo di ritrovo dichiaratamente antifascista. Dalle prime verifiche sembrerebbe che le fiamme siano divampate dall’esterno, dunque resta attendibile l’ipotesi che si tratti di un incendio doloso. E sul Grande raccordo anulare poche ore prima era comparso uno striscione dalla scritta “25 aprile: il nostro onore. La vostra eterna sconfitta. Noi non abbiamo tradito!”, affisso a una barriera anti-rumore con il simbolo di ‘Azione Frontale’. Sempre nella Capitale, durante le celebrazioni, si è svolto un sit-in dei movimenti di estrema destra con bandiere della ‘Repubblica Sociale’, croci celtiche e lo striscione dalla scritta ‘Mai più antifascismo’, in concomitanza con le varie celebrazioni della Liberazione nel resto della città.Svastiche e croci celtiche sono apparse invece sui muri del centro storico di Marsala. Alcune di queste sono comparse in via Andrea D’Anna, a circa 150 metri di distanza da largo San Girolamo, dove una lapide ricorda i partigiani marsalesi morti, in combattimento o fucilati, tra il 1943 e il ’45. Al palazzo comunale di Scarlino, nel Grossetano, è stata imbrattata con vernice spray la lapide in memoria del partigiano Flavio Agresti, medaglia d’oro al valor militare. Già alla vigilia della festa della Liberazione un episodio analogo si era verificato a Bologna, dove è stata danneggiata la lapide di piazza dell’Unità, che ricorda gli undici partigiani della Bolognina caduti in battaglia o fucilati dai nazifascisti nel 1944 e che negli anni è stata sfregiata più volte.
Era stata invece appena inaugurata, lo scorso 14 aprile, la statua data alle fiamme solo qualche giorno fa nel Milanese, a Vighignolo: rendeva omaggio a una staffetta partigiana, Giulia Lombardi, uccisa a 22 anni durante una rappresaglia fascista mentre stava andando a lavorare in una filanda.
Addio a Pina Cocci, strigliò i dirigenti del PD dopo le sconfitte del 2018 “Ciao Pina, ancora non ci credo. Ciao e grazie per la tua passione” ha twittato Zingaretti
È morta Pina Cocci, per i militanti del Pd, la signora Pina, storica iscritta Dem al circolo di Tor Bella Monaca a Roma, divenuta famosa per il suo intervento all’assemblea nazionale del Pd del 19 maggio 2018 in cui striglio i dirigenti del Pd incapaci di una decisione dopo le dimissioni di Matteo Renzi. A darne la notizia lo stesso Renzi su Facebook. “Pina – scrive Renzi – è stata una compagna di strada generosa, appassionata, intelligente. È sempre stata in prima fila alla Leopolda, alle riunioni dell’Assemblea Nazionale, persino in tribuna del Parlamento durante il mio discorso sulla fiducia nel febbraio 2014. La sua polemica costante era un modo per dirti che ci teneva. Che ti voleva bene. E anche io le volevo bene, tanto. Ci ha lasciato oggi, ci mancherà. Ciao Pina”.”Ciao Pina, ancora non ci credo. Ciao e grazie per la tua passione, il tuo coraggio e i tuoi rimbrotti. Per la tua immensa passione. Ciao e grazie #PinaCocci”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha commentato su twitter la scomparsa di Pina Cocci. Cordoglio espresso anche dal Pd nazionale: “Oggi, con la scomparsa di Pina Cocci, perdiamo una dirigente ed una militante fiera e appassionata, punto di riferimento dei democratici romani ed esempio per le giovani generazioni. La perdiamo nel giorno che forse più amava, il giorno della riconquista della Libertà, alla cui difesa Pina ha dedicato tutta la sua vita. Alla famiglia, al Pd Roma e alla comunità democratica del VI Municipio, va il nostro più forte abbraccio. Ciao Pina”. [print-me title=”STAMPA”]
