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Ultimo aggiornamento 1 Maggio, 2019, 13:38:57 di Maurizio Barra

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DALLE 09:02 ALLE 13:39 DI MERCOLEDì 01 MAGGIO 2019

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Onu, saliti a 42.600 sfollati a Tripoli
Ancora bambini tra le vittime degli scontri

TUNISI01 maggio 2019 09:02

E’ salito a 42.600 il numero degli sfollati dall’inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni.
Lo riporta l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un aggiornamento sulla situazione. L’Ocha sottolinea che un bambino è rimasto ucciso e altri tre feriti in attacchi aerei negli ultimi quattro giorni, secondo fonti mediche. Anche un operatore sanitario, da rapporti confermati, è stato ucciso in attacchi aerei nella notte tra il 29 e il 30 aprile scorso, scrive l’Ocha. Oltre 3.300 rifugiati e migranti restano intrappolati in centri di detenzione situati in aree colpite dai combattimenti o in aree a rischio di conflitto armato.
A fondatrice MeToo e a giornalista Premio Pace Sydney 2019

SYDNEY01 maggio 201909:40

Sono la fondatrice del movimento MeToo Tarana Burke e la giornalista australiana Tracey Spicer, che ha investigato sulle molestie alle donne nei media australiani, a ricevere del Sydney Peace Prize 2019. Il premio sarà presentato nel Municipio di Sydney il 14 novembre, quando le due destinatarie presenteranno l’annuale Sydney Peace Lecture.
Nella motivazione, la giuria dà riconoscimento al movimento MeToo per “aver dato potere alle sopravvissute di molestie e di violenze sessuali, ed aver sollevato le loro voci; per aver propugnato la verità e la giustizia; per aver messo in luce la diffusione e l’impatto della violenza sessuale nel mondo; e per aver dato forza a una domanda di cambiamento che si sta presto diffondendo nel mondo”. MeToo è stata scelta fra più di 200 nomine comunitarie perché “ha cambiato fondamentalmente la maniera in cui la società comprende e discute le molestie e la violenza sessuali”, aggiunge.
L’altra destinataria del premio, Tracey Spicer, ha collaborato con il Sydney Morning Herald e con l’emittente nazionale Abc in una serie di investigazioni sulle molestie alle donne nei media australiani. Ha inoltre fondato ‘NOW Australia’ nel 2018, in sostegno delle vittime di molestie sessuali sul posto di lavoro e per promuovere posti di lavoro sicuri.
Fra i passati destinatari del premio, talvolta controverso, il movimento per i diritti umani Black Lives Matter, l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, il linguista e filosofo statunitense Noam Chomski, l’attivista e scrittrice Naomi Klein, la ex presidente irlandese Mary Robinson e la ministra per la riconciliazione dello Zimbambwe Sekai Holland.
Il movimento MeToo ha raggiunto evidenza globale quando il nome ha cominciato ad essere usato come hashtag di social media da note attrici in sostegno delle donne che si erano fatte avanti per accusare di molestie e di aggressioni sessuali il magnate di Hollywood Harvey Weinstein. Simili accuse sono seguite contro una schiera di potenti personaggi dei media e dello spettacolo.

Virgin Australia rinvia consegna 737 MaxLa decisione legata agli ultimi incidenti

01 maggio 201909:53

– La seconda aerolinea australiana dopo la Qantas, Virgin Australia, ha rinviato al 2025 la consegna di Boeing 737 MAX 8 già in ordinazione, in seguito alla morte di 346 persone in due incidenti di aerei quasi nuovi di quel modello, in marzo in Etiopia e lo scorso ottobre in Indonesia.
Il nuovo Ceo della compagnia, Paul Scurrah, ha annunciato che l’ordine con la Boeing è stato ristrutturato, per ragioni finanziarie oltre che di sicurezza.
Con la consegna dei primi 737 MAX 8 inizialmente concordata per novembre, la Virgin ha dovuto agire rapidamente per cambiare l’ordine e Scurrah si è detto soddisfatto dell’esito di un mese di negoziati con la Boeing. Oltre a rinviare la consegna dei Max 8, Virgin convertirà 15 degli ordini al modello Max 10, il primo dei quali dovrebbe essere consegnato in luglio 2021. I Max 10 quindi supereranno in numero i Max 8 nella flotta Virgin, con 25 Max 10 in ordinazione contro 23 Max 8.
Ong, almeno 119 gli arrestiTra i fermi anche 11 adolescenti

01 maggio 201909:54

L’ong venezuelana per i diritti umani Foro Penal ha riferito che 119 persone, di cui 11 adolescenti, sono state arrestate durante le manifestazioni di protesta che sono state realizzate ieri in differenti stati del Venezuela.
Lo stato che ha registrato il maggior numero di arresti è quello di Zulia, con 68 persone. Seguono gli stati di Carabobo (10 arresti), Aragua (9 arresti) e Merida (8 arresti). Foro Penal riporta inoltre arresti negli stati di Lara, Monagas e Tachira (5 persone per ogni stato), nell’area di Caracas (4 persone), nello stato di Bolivar (3 persone) e in quelli di Miranda e Trujillo (un arresto per ogni stato).
Madrid, Lopez in nostra ambasciataCon la moglie e la figlia nella residenza della sede diplomatica

CARACAS01 maggio 201910:32

– Il governo spagnolo ha confermato che Leopoldo Lopez, l’oppositore liberato ieri dagli arresti domiciliari, si trova nella residenza dell’ambasciata spagnola a Caracas con la moglie e la figlia.
Brasile, emergenza dengue a Minas GeraisAlmeno 166 mila i casi, ventuno i decessi già accertati

01 maggio 201910:40

– Lo stato di Minas Gerais, in Brasile, ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria, dopo che sul territorio statale sono stati registrati 165.853 casi probabili di febbre dengue tra gennaio e aprile 2019, con un incremento del 921,4% rispetto allo stesso periodo del 2018. Sono stati confermati ventuno decessi dal virus, e sono in fase di analisi 66 casi.
Secondo quanto riferito dal portale del quotidiano Folha de Sao Paulo, la malattia ha cicli stagionali, e ogni tre o quattro anni uno dei tipi di virus predomina. Nell’epidemia del 2016, la maggior parte dei casi registrati erano di tipo 1. Quest’anno, sono di tipo 2, che potrebbe portare a conseguenze più gravi.
“Dato che il 2019 presenta somiglianze, in relazione al numero dei casi segnalati, con anni in cui ci sono state epidemie, lo stato è in allerta e sta prendendo tutte le misure necessarie per controllare la dengue”, ha spiegato la coordinatrice statale del programma per il controllo della malattia, Marcia Ooteman.

Assange condannato, violazione cauzioneA quasi un anno. Da domani partita vera su estradizione Usa

LONDRA01 maggio 201913:06

– 50 settimane di reclusione: è la sentenza emessa oggi da un giudice britannico del tribunale londinese di Southwark contro Julian Assange, per una violazione dei termini della libertà provvisoria risalente al 2012, l’anno in cui il fondatore di Wikileaks si rifugiò nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra dove è stato arrestato il mese scorso.
Domani è attesa invece la prima udienza nel tribunale di Westminster sulla questione che conta davvero: la richiesta di estradizione degli Usa per presunta ‘pirateria informatica’.La procedura sull’estradizione potrebbe trascinarsi per molti mesi fra sentenze di vario grado, ricorsi e parere finale del governo britannico. Assange è inseguito da anni da Washington come una sorta di ‘nemico numero uno’ a causa della diffusione da parte di Wikileaks fin dal 2010 d’imbarazzanti documenti riservati carpiti in particolare al Pentagono dall’ex militare Chelsea Manning e contenenti fra l’altro prove di crimini di guerra commessi dalle forze americane in Iraq o in Afghanistan. L’attivista australiano è stato peraltro ricercato in passato anche dalla magistratura svedese per un controverso caso di presunti abusi sessuali denunciato da due sue conoscenti: caso nel frattempo chiuso dalla procura di Stoccolma e che resta per ora archiviato malgrado le voci di una ipotetica riapertura seguite all’arresto dello stesso Assange dopo la revoca dell’asilo deciso dall’attuale presidente dell’Ecuador. Nell’udienza di oggi, conclusasi con una condanna considerata scontata alla vigilia, uno degli avvocati del fondatore di Wikileaks, Mark Summers, ha cercato di giustificare il suo cliente dall’accusa britannica (vecchia di 7 anni) di violazione dei termini della cauzione sottolineandone il timore ragionevole di essere estradato negli Usa e di non essere destinato a ricevere oltre Oceano alcun processo equo. Ha inoltre reso nota una lettera inviata alla Corte nella quale Assange si scusa ora “senza riserve” con la Corte per non essersi presentato all’interrogatorio del 2012, seppur trovandosi a “fronteggiare circostanze terrificanti”, e se ne dichiara “pentito”. Scuse che gli sono valse comunque solo una modesta riduzione di poche settimane rispetto al massimo di pena previsto nel Regno Unito (12 mesi) per questo tipo di violazioni procedurali.

Al via manifestazioni a ParigiCapitale blindata per arrivo black bloc. Arrestati 3 stranieri

PARIGI01 maggio 201913:09

– Cominciano a sfilare in Francia i cortei per il 1 maggio, in un clima di alta tensione per la partecipazione annunciata dei gilet gialli alle manifestazioni e per l’arrivo nella capitale di gruppi nutriti di black bloc.
A Parigi, 35 persone sono state fermate ancora prima che la manifestazione – organizzata dai sindacati – prendesse il via da Montparnasse, in direzione di place d’Italie. In particolare, sono state arrestate 3 persone, una donna spagnola e due uomini tedeschi, sorpresi a manipolare una tanica di benzina. In macchina avevano un coltello, una fionda, due bombole di gas, altre due taniche di carburante, un bidone di acetone e due chili di zucchero, il tutto insieme ad una mappa con l’itinerario della manifestazione.
I gilet gialli, tramite le loro pagine Facebook, invocano un “1 maggio storico” al quinto mese di mobilitazione.
Atletica: Semenya perde appelloL’atleta sudafricana dovrà ridurre testosterone

01 maggio 201913:11

– Caster Semenya, la due volte campionessa olimpica degli 800 metri, ha perso l’appello davanti al Tas (il tribunale arbitrale sportivo) sul nuovo regolamento della Federazione internazionale d’atletica che prevede la riduzione dei livelli di testosterone per le donne che ne producono troppo (le cosiddette atlete ‘Dsd’ o iperandrogene), al fine di assicurare una competizione equa con le altre concorrenti. Lo riportano i media internazionali.
L’atleta 28enne sudafricana si era opposta a questo regolamento con l’appoggio della propria Federazione. In base alla decisione del Tas, resa nota oggi, la Semenya dovrà quindi sottoporsi ad una terapia ormonale per poter gareggiare.

Nigeria, liberati due dipendenti ShellErano stati sequestrati una settimana fa da uomini armati

01 maggio 201913:14

– Due dipendenti della Shell che erano stati rapiti sei giorni fa in Nigeria, sono stati liberati. Lo rendono noto i media locali in base alle informazioni della polizia. I due, le cui nazionalità non sono state rese note, erano stati rapiti nel corso di un attacco sferrato da uomini armati che hanno teso un’imboscata al convoglio su cui viaggiavano scortati, uccidendo due agenti della sicurezza.

Parigi, primi disordini a MontparnasseLancio oggetti contro polizia, risposta lacrimogeni

PARIGI01 maggio 201913:20

– Primi disordini a Montparnasse ancora prima della partenza ufficiale del corteo dei sindacati al quale si aggiungono centinaia di gilet gialli: nutrito lancio di sassi e oggetti verso la polizia da parte dei manifestanti, fra i quali fra 1.000 e 2.000 black bloc, risposta con uso di gas lacrimogeni.
La prefettura ha reso noto che i fermi sono finora stati 88 e 3.700 perquisizioni.

Spari campus North Carolina: killer è un 22enneBilancio feriti sale a quattro, due i morti

01 maggio 2019 13:30

– La polizia ha identificato ieri sera il sospetto sparatore dell’Università del North Carolina: è un ventiduenne di nome Trystan Andrew Terrell, posto sotto custodia.
Le autorità hanno spiegato che il giovane ha fatto fuoco con una pistola sugli studenti in un edificio scolastico della Unc Charlotte, uccidendone due e ferendone quattro. Ancora non è chiaro il movente.

India: 19 ragazzi si suicidano dopo i risultati degli esami

01 maggio 2019

09:37

– Diciannove ragazzi indiani si sono tolti la vita dopo i risultati dei loro esami scolastici finali, necessari per l’accesso all’università. Lo riporta la Cnn sottolineando che i suicidi, avvenuti dalla metà di aprile, hanno innescato una forte polemica con centinaia di genitori che hanno protestato contro le modalità degli esami.

Venezuela: Ong, almeno 119 gli arrestiTra i fermi anche 11 adolescenti

01 maggio 201909:51NE

– L’ong venezuelana per i diritti umani Foro Penal ha riferito che 119 persone, di cui 11 adolescenti, sono state arrestate durante le manifestazioni di protesta che sono state realizzate ieri in differenti stati del Venezuela.
Lo stato che ha registrato il maggior numero di arresti è quello di Zulia, con 68 persone. Seguono gli stati di Carabobo (10 arresti), Aragua (9 arresti) e Merida (8 arresti). Foro Penal riporta inoltre arresti negli stati di Lara, Monagas e Tachira (5 persone per ogni stato), nell’area di Caracas (4 persone), nello stato di Bolivar (3 persone) e in quelli di Miranda e Trujillo (un arresto per ogni stato).           [print-me title=”STAMPA”]

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