Ultimo aggiornamento 11 Maggio, 2019, 10:14:06 di Maurizio Barra
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Europee: Zingaretti, oltre 20% la sfida
“Io molto ottimista,nessuno avrebbe messo 1 euro su code gazebo”
NAPOLI10 maggio 2019 19:58
– “Alle Europee l’obiettivo è andare oltre il 20%. E’ una bella sfida”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel corso di una conversazione pubblica con Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera, al quartiere Sanità a Napoli. L’incontro si è tenuto a pochi metri dalla piazza dove nel 2014 il Pd chiuse la campagna elettorale a Napoli per le europee, quelle del record 40%. “Non è passato tanto tempo – ha detto Zingaretti ricordando quel successo del Pd – ma sono accadute tante cose. Ma oggi sono molto ottimista, dopo il 4 marzo abbiamo svolto un congresso molto partecipato.
Nessuno ci avrebbe messo un euro sul milione e 600 mila votanti e le file ai gazebo e sulle forza di riuscire a realizzare una lista unitaria del Pd come argine unico ai populisti”.
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Mafia e ostacoli legali contro la libertà di stampa
‘Ossigeno’, cronisti minacciati da querele e rischio carcere
10 maggio 201923:23
Non solo la mafia, ma anche una rete di ostacoli e sbarramenti legali rappresentano una minaccia per la libertà di stampa e per i giornalisti impegnati su tematiche delicate o controverse. È uno degli aspetti di uno stato di fatto sul quale l’osservatorio “Ossigeno per l’informazione” ha chiamato a riflettere in un convegno a Montecitorio, in occasione della pubblicazione del rapporto “Molta mafia, poche notizie” sulle difficoltà del sistema dei media.Le intimidazioni più pesanti passano attraverso le “querele temerarie”, il più delle volte infondate ma utilizzate come arma per far desistere i giornalisti. Lo ha messo in rilievo l’avvocato penalista Andrea di Pietro, consulente di Ossigeno, riferendosi anche al “progressivo dileguarsi degli editori” e alla compressione dei diritti sindacali e contributivi. “La minaccia peggiore è stata introdotta proprio dal legislatore con il rischio carcere per i giornalisti” ha osservato, precisando che la norma è ora alla Corte Costituzionale per iniziativa di un giudice del tribunale di Salerno.Per Lazzaro Pappagallo, segretario di Stampa Romana, “lo Stato deve occuparsi di editoria senza farne decidere al mercato cosa va pubblicato o no”. Il punto vero, secondo il direttore generale della Fieg Fabrizio Carotti, è il “bilanciamento tra il diritto ad una informazione di qualità e ad essere correttamente informati” tenendo presente la necessità di un intervento pubblico “perché il mercato non garantisce il pluralismo”. L’ex presidente del Senato Pietro Grasso ha criticato l’insensibilità della politica: “Dire che non bisogna parlare di mafia ha fatto passare l’idea che non interessi”. Nel ricordare i 3721 casi di intimidazioni a giornalisti e che “la democrazia ha bisogno di penne libere”, Grasso ha definito le querele temerarie “non meno pericolose delle minacce di morte”.Di intimidazioni reali subite hanno parlato due giornaliste. L’inviata del Tg1 Maria Grazia Mazzola ha ricordato quando lo scorso febbraio una boss a Bari l’ha colpita con un pugno e minacciata pesantemente. Per le sue inchieste in Slovacchia e a Malta dove sono stati uccisi i colleghi Jan Kuciak e Anne Daphne Vella, ha ricevuto “brutte minacce ma vi garantisco: non mi fermerò”. Marilù Mastrogiovanni ha detto che “le mafie italiane si sono trasferite all’estero e comunicano tra loro”, ma a preoccupare è che “non si percepisce più la differenza tra la mafia e lo Stato. Ai clan ci si rivolge per trovare lavoro o risolvere problemi”.Anche lei è stata bersaglio di pressioni e minacce sotto varie forme, dagli interrogatori alle inserzioni pubblicitarie istituzionali revocate per suoi articoli sulla criminalità in Puglia. “Noi – ha ribadito con orgoglio – vogliamo difendere i fatti”.
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Migranti: Salvini,avverserò chi rimpiange porti aperti
Nel 2019 meno sbarchi, meno reati commessi e meno morti in mare
11 maggio 201909:52
“Nel 2019 meno sbarchi, meno reati commessi, meno morti in mare. Se qualcuno rimpiange i porti aperti che portavano in Italia più clandestini e facevano morire in mare più persone, sappia che avrà nel sottoscritto un avversario irriducibile”. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini, sottolineando che dal primo gennaio 2019 a oggi sono sbarcate 1.009 persone contro le quasi 9.959 dello stesso periodo di un anno fa.
I rimpatri nel 2019, indica il Viminale, sono 2.301 (più del doppio degli arrivi), di cui 2.179 forzati (dato aggiornato al 5 maggio) e 122 volontari assistiti (dato aggiornato al 7 aprile). Nel 2019 c’è stato inoltre “un cadavere recuperato e 402 dispersi (stima Unhcr) contro i 23 morti accertati del 2018, anno in cui la stima dei deceduti e dispersi toccò quota 2.277. Nel 2016 (governo di centrosinistra) ci furono 390 morti accertati e 5.096 dispersi”. [print-me title=”STAMPA”]
