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David Diop, i miei ‘Fratelli d’anima’
Parla il vincitore del Premio Strega Europeo
22 maggio 2019 01:41
– DAVID DIOP, FRATELLI D’ANIMA (NERI POZZA, PP 128, EURO 16,00) L’idea di scrivere ‘Fratelli d’anima’ (Neri Pozza) è venuta a David Diop, vincitore del Premio Strega Europeo 2019, leggendo le lettere scritte dai francesi al fronte durante la prima guerra mondiale. “Lettere molto emozionanti, che mi hanno colpito: spesso, quando le famiglie le ricevevano, loro erano già morti. Erano stati troppo tempo nella terra di nessuno. Mi sono chiesto allora se ci fossero delle lettere dei fucilatori senegalesi che esprimevano altrettanta intimità con la guerra. Ne ho trovate, ma sono lettere impersonali, amministrative , contabili. E così ho immaginato di scrivere io una lettera fittizia scegliendo come personaggio un contadino che non parlava francese. Ho scelto di essere il primo traduttore dei suoi pensieri” racconta David Diop, che è nato a Parigi, è cresciuto in Senegal e vive a Pau, vicino a Bordeaux e con questo libro ha già vinto il ‘Prix Goncourt des Lyceens 2018′.”Sono molto felice di vincere il Premio Strega Europeo perché il primo editore con cui ho firmato la pubblicazione all’estero e’ Neri Pozza e sono tradotto in 12 lingue. E per me è importante perché posso far vedere che la storia d’Europa e dell’Africa sono legate le une alle altre da tanto tempo. I premi letterari in generale permettono a un romanzo, anche se tratta in maniera fittizia un lembo della storia, di far entrare molti lettori europei in momenti della storia che non conoscono. Una delle virtù della letteratura è quella di emozionare il lettore. Le cose a cui si fa riferimento possono essere approfondite in maniera oggettiva dopo” dice Diop.Fratelli d’anima è dunque “il primo racconto dei pensieri intimi del protagonista che a poco a poco perde la ragione. Ho restituito le emozioni che ho provato” spiega Diop che racconta come sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi ci fossero pure i fucilieri senegalesi.”La prima guerra mondiale è stato il primo momento in cui tanti migranti sono stati chiamati dall’Europa a combattere, almeno 300 mila combattenti venivano dal’Africa. E’ stata la prima grande ondata di migranti africani venuti in Europa, dall’Africa del Nord e da quella sub sahariana. Poi, nel ’70-73 quando l’Europa ha avuto bisogno di operai, ha di nuovo chiamato l’Africa. La situazione attuale è molto triste. Ho sentito dire a un giornalista che il Mediterraneo è un cimitero marino, ma in un cimitero ci sono le tombe e ci si può raccogliere intorno mentre nel mare sono tutti anonimi. Dare un nome a un morto in questo caso non è più possibile. Durante la prima guerra mondiale c’è stato un numero incalcolabile di soldati africani, europei, tedeschi, francesi, italiani che sono morti senza sepoltura. Sono i dispersi, divorati dalla terra così come questi migranti sono divorati dal mare. I migranti di oggi sono morti per una guerra che non ha nome” dice lo scrittore.Diop ha cercato in Fratelli d’Italia di restituire l’emozione che ha provato leggendo “queste lettere che sono vere, lettere di poilus, come venivano chiamati i soldati francesi nella prima guerra mondiale ,che non potevano sbarbarsi. Ho fatto delle ricerche storiche sui tiratori e ho letto tutti i testi senza prendere appunti, perché venisse alla luce in un secondo tempo quello che mi aveva emozionato. C’e’ una sorta di trasversalità dell’emozione che ho cercato di mantenere nel mio scritto”. E da qui ha voluto inventare un personaggio con una certa individualità e sensibilità particolare. Sono voluto andare oltre i pregiudizi e le apparenze per lasciar trasparire una personalità”. La difficoltà è proprio questa: “Nella storia dell’impero coloniale francese, ma forse vale anche per altri Paesi europei, si è voluta classificare l’etnia africana senza interessarsi alla sensibilità dell’individuo e a quella che era la loro civiltà e il loro apporto specifico”.
Aladdin tra un genio hip hop e una principessa forteVersione live action con Smith tra divertimento e temi attuali
22 maggio 201910:21
Un genio spassoso, ironico (i toni ricordano spesso il suo ‘Principe’ di Bel Air), con un tocco ‘hip hop’: è l’impronta che ha dato Will Smith allo spirito magico blu di Aladdin, nella nuova versione live action diretta da Guy Ritchie, con Mena Massoud, Naomi Scott, Marwan Kenzari e Navid Negahban in sala dal 22 maggio con Disney in 800 copie. La prova di Smith era una delle incognite più forti vista la performance vulcanica data al personaggio da Robin Williams, nel cartone animato del 1992, doppiata in maniera straordinaria in italiano da Gigi Proietti, che qui torna come voce del sultano (Negahban).Ritchie trova una chiave per confrontarsi con il cartoon, spingendo l’acceleratore sui colori e sull’action e arricchendo, a tratti, il mondo favolistico, con i ritmi di Bollywood. Il film guarda anche alla realtà, grazie a una riscrittura del personaggio di Jasmine, che da principessa ribelle, è diventata una giovane donna forte che aspira a diventare guida del suo popolo nonostante le leggi lo vietino. Un’immagine moderna e particolarmente d’impatto, essendo una principessa mediorientale (per quanto la storia originale, ‘Aladino e la lampada meravigliosa’, tratta da Le Mille e una notte, sia ambientata in Cina). Una crescita rispecchiata anche da una delle due nuove canzoni scritte da Alan Menken (già coautore dei brani del cartoon, tra i quali ‘Il mondo è mio’ premiata con l’Oscar e ‘Un amico come me’ che tornano in questa versione) con Benj Pasek e Justin Paul per il film, l’intensa ‘Speechless’. Nella versione italiana ha come potente interprete la finalista a X factor 2018 Naomi Rivieccio, voce per il nostro Paese dei brani cantati da Jasmine. “Vedo Jasmine come una persona forte e indipendente – ha spiegato Naomi Scott -. È una leader che vuole sentirsi legata alla gente del suo regno e comportarsi bene nei loro confronti. Non combatte solamente per le proprie decisioni, ma anche per migliorare la vita del prossimo”. L’elemento favolistico della storia resta appieno (non manca l’intraprendente tappeto magico), seguendo le avventure del giovane ladro Aladdin (interpretato dall’egiziano cresciuto in Canada Massoud), che compie i suoi furti ad Agrabah insieme all’amica scimmietta Abu. Nel tentativo di conquistare Jasmine, figlia del sultano, il ragazzo si fa convincere dall’ambizioso Gran Visir Jafar (l’olandese di origini tunisine Kenzari, che rende il ruolo meno fumettistico e più inquieto) ad andare a recuperare all’interno di una caverna stregata una lampada magica, ‘abitata’ dal genio che cambierà ad Aladdin (e non solo) la vita con i suoi tre desideri.Ritchie nella composizione del cast è stato attento al rispetto della diversità etnica e culturale dei personaggi, ma non sono mancate un po’ di polemiche per la scelta nel ruolo di Jasmine della britannica Naomi Scott, nonostante l’attrice, talento emergente, abbia una mamma ugandese di origini indiane. Ritchie ha utilizzato anche molti consulenti per rendere in modo efficace le ambientazioni: “Fin da subito abbiamo preso la decisione di immergere questo mondo in una sorta di espressione della cultura mediorientale, che allo stesso tempo possedesse alcuni elementi dell’universo multiculturale contemporaneo”, ha spiegato. “Le sfide che il singolo individuo deve affrontare sono le stesse per ogni etnia e cultura – ha aggiunto il regista con Entertainment Weekly – La domanda dovrebbe essere quanto siamo sensibili verso gli altri esseri umani?”.
Osanna direttore del Parco di Pompei, Quilici dell’Appia AnticaLe decisioni del Mibac, per il primo si tratta di una conferma
22 maggio 201913:13
Chiuse le selezioni e ultimati i colloqui, il Mibac ha sciolto le riserve sulle nomine dei direttori del parco archeologico di Pompei e di quello dell’Appia Antica. Per il sito di Pompei, la scelta del ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli è ricaduta sull’archeologo Massimo Osanna. Per il parco archeologico dell’Appia Antica il Direttore generale Musei Antonio Lampis ha indicato l’architetto Simone Quilici.Per Osanna si tratta di una conferma dato che era alla guida del Parco Archeologico di Pompei dal 4 gennaio 2016. Dal 2014 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Soprintendente Speciale delle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Stabia. Dal 2015 è professore ordinario di Archeologia classica all’Università Federico II di Napoli. Autore di numerosissime pubblicazioni, Osanna aveva cominciato la carriera nella sua Basilicata, dove aveva, tra le altre cose, ricoperto l’incarico di direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli studi della Basilicata.L’architetto romano Simone Quilici, 49 anni, è dal 2013 dirigente della Regione Lazio all’Area Valorizzazione del Patrimonio Culturale della Direzione Cultura e Politiche Giovanili. Ha approfondito le problematiche del Parco dell’Appia Antica sin dai suoi studi con una tesi di laurea e un successivo Dottorato di Ricerca sull’argomento. Ha fatto parte, nel 2017, del gruppo di lavoro inter-istituzionale Mibac-Regioni per la candidatura Unesco della Via Francigena.
Il Bejart Ballet al Comunale di ModenaIn scena con ‘Syncope’ di Roman e ‘Brel et Barbara’ di Béjart
MODENA22 maggio 201911:42
– Ultimo appuntamento, il 23 maggio alle 20.30, per la rassegna ModenaDanza del Teatro Comunale Luciano Pavarotti, con il Bejart Ballet di Losanna impegnato con due diverse coreografie: ‘Syncope’ di Gil Roman e ‘Brel et Barbara’ di Maurice Béjart.
La prima è una creazione del 2010, una riflessione fisica e metafisica su un termine dal duplice significato: quello musicale, di ritmo fuori tempo, e quello medico, dove indica l’arresto o il rallentamento delle pulsazioni cardiache. Cinque, dieci secondi di perdita di coscienza nei quali il cervello può solo immaginare, inventare o rivivere, senza limiti.
‘Brel et Barbara’ è una coreografia che Béjart dedicò, nel 2001, a due mostri sacri della canzone francese. Una riflessione sui suoi autori e poeti ma anche un omaggio all’incontro di due personaggi ai quali il coreografo fu vicino personalmente.
Barbara in particolare era stata per Béjart una sorella, l’amica di una vita.
Dall’anno della sua fondazione nel 1987 il Béjart Ballet Lausanne è un punto di riferimento nel mondo della danza.
Designato da Maurice Béjart come suo successore, Gil Roman dirige la compagnia dal 2007, anno della scomparsa del suo fondatore.
Washington di scena a Umbria jazz ’19A Perugia il 19 luglio con nuovo album Heaven and Earth
PERUGIA22 maggio 201911:43
– Kamasi Washington sarà tra i protagonisti di Umbria jazz 2019 con il suo nuovo album Heaven and Earth. Si esibirà all’Arena Santa Giuliana il 19 luglio.
Per Kamasi Washington, ricorda il festival perugino, si sono spesi “richiami a suggestioni non comuni”, evocando John Coltrane per descrivere il suo approccio spirituale alla musica afroamericana, e Wynton Marsalis per l’impatto che il suo arrivo ha avuto sul microcosmo del jazz. Californiano, 38 anni figlio di un insegnante di musica, ha esordito con il disco The Epic, pubblicato nel 2015. Epico non tanto perché triplo (172 minuti) ma perché frutto di una complessità rara. Vi trovano sintesi – grazie ad un organico che prevede oltre ad una ricca (10 elementi) formazione strumentale anche un coro di 20 cantanti ed un complesso d’archi di 32 musicisti – molteplici influenze, dai generi più stradaioli del momento a precisi richiami ad un certo jazz radicale anni 70, dal gospel ai classici del soul e perfino alla tradizione accademica occidentale.
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A teatro, Servillo, Balasso, Cirilli
Melchionna firma Spoglia-Toy. Purgatorio a Montanari-Martinelli
22 maggio 201911:58
– Toni Servillo e l'”Elvira” da Jouvet, Luciano Melchionna con il nuovo “Spoglia-Toy” sul mondo del calcio e Gabriele Cirilli con le risate di “Mi piace”, tutti a Roma. E poi la “Festa di famiglia” da Pirandello a Camilleri per Mitipretese a Milano e il “Purgatorio” dantesco per Ermanna Montanari e Marco Martinelli nella chiamata pubblica da 500 persone a Matera 2019; fino a “La bancarotta” di Goldoni secondo Vitaliano Trevisan, con Natalino Balasso a Bolzano: sono alcuni degli appuntamenti teatrali in scena nel prossimo week end.
Arriva in radio ‘Errore di sistema’Esce secondo singolo della band ‘Perché mamma ha paura dei topi’
22 maggio 201912:13
– Un inno contro i pregiudizi che possono portare a sentirsi sbagliati, un grido con parole decise cantate verso una società impegnata a giudicare solo per quello che gli occhi vedono o vogliono vedere. C’è tutto questo in ‘Errore di sistema’, il nuovo singolo della rock-band siciliana ‘Perché mamma ha paura dei topi’ estratto dall’album d’esordio ‘Tutto qui’, in radio in questi giorni. Il video del brano è stato girato a Torino, prodotto da RKH Studio e descrive il viaggio intimo di una ragazza (la giovanissima attrice Deborah Riose) che si lascia andare allo sbando per esplorare le sue emozioni girando per le strade della città da sola senza una meta, ballando mentre tutto scorre tra un caos di pensieri e pose sensuali, davanti una telecamera per sentirsi libera. I ‘Perché Mamma ha Paura dei Topi’ nascono nel 2014 dall’incontro tra Emiliano Balbo (voce) e Roberto Di Fede (chitarra), per lavorare su brani inediti. La band è formata da cinque giovani ispirati dalla tradizione del rock anni ’80-’90.
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Cartoon digital, fucina idee per futuro
A Cagliari master europeo con esperti di animazione
CAGLIARI22 maggio 201912:47
– Tanti giovani, molti professionisti, disegnatori, sceneggiatori, designer pronti a confrontarsi con gli esperti del settore, le case di produzione e i responsabili delle maggiori reti televisive nazionali e internazionali per progettare il futuro dell’animazione digitale. Una fucina di idee, un momento di crescita e di confronto che guarda al domani, così può essere definito il Cartoon Digital, il master europeo sull’animazione digitale che per la prima volta si svolge a Cagliari, preceduto dagli Italian Days, due giornate rivolte ai nuovi talenti e ai produttori italiani del settore. È bastato varcare il cancello della Manifattura Tabacchi per capire che quelli definiti da molti ‘cartoni per ragazzi’, sono tutt’altro che ‘roba da bambini’ ma una realtà in forte espansione e su cui puntano praticamente tutte le più grandi aziende mondiali. Lo confermano gli ospiti della manifestazione, dal direttore di Rai Ragazzi, Luca Milano, a Anne-Sophie Vanhollebeke per Cartoon Italia, al presidente dell’associazione italiana film di animazione Marino Guarnieri, senza dimenticare chi ha voluto fortemente la manifestazione a Cagliari, Nevina Satta, direttrice generale della Fondazione Sardegna Film Commission o gli esponenti delle televisioni europee e i nomi di spicco dell’animazione internazionale come Sandro Cleuzo, fresco vincitore di un Annie Awards per ‘Il ritorno di Mary Poppins’ della Disney.
“Crediamo che quello dell’animazione digitale sia un mondo ricco di possibilità che consente di costruire professionalità molto richieste dal mercato internazionale – ha evidenziato Nevina Satta – un mondo che permetterà ai nostri giovani di partire e ritornare in Italia e in Sardegna perché il lavoro li chiamerà in giro per il mondo”.
Prada entra nella famiglia ‘fur-free’Miuccia, nuovi materiali sono anche nuova frontiera creatività
22 maggio 201915:02
– Prada entra nella famiglia ‘fur-free’. Dalle collezioni donna della primavera/estate 2020 il gruppo italiano del lusso quotato ad Hong Kong non userà più pellicce animali per realizzare nuovi prodotti. La decisione è stata annunciata con la Fur Free Alliance (Ffa, che riunisce oltre 50 organizzazioni in più di 40 paesi) ed è frutto di un dialogo positivo tra il Gruppo, Ffa, Lav e The Humane Society of the United States.
Per Miuccia Prada si tratta di un traguardo importante per un gruppo che ha in innovazione e responsabilità sociale i suoi valori fondanti. “La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi – ha spiegato – consentirà all’azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili”.
Spezia,nuova biblioteca dedicata PetaccoProgetto della Fondazione Carispezia in ex area critica
LA SPEZIA22 maggio 201915:38
– Sarà dedicata al giornalista e scrittore spezzino Arrigo Petacco, la nuova biblioteca che la Fondazione Carispezia realizzerà a La Spezia in un’ex sala biliardi. La biblioteca si chiamerà Spazio Accademia prevede 50 postazioni per studio e lettura, in un ambiente moderno dove potranno coesistere più attività, con un intervento che permetterà il recupero di un immobile in pieno centro divenuto simbolo di degrado e luogo di spaccio. La Fondazione ha deliberato l’acquisizione e la ristrutturazione dei locali: “Da locale in passato non privo di criticità, anche dal punto di vista dell’ordine pubblico e sociale, consentirà di creare un nuovo polo all’interno del quartiere in grado di rispondere alle esigenze di aggregazione e di socializzazione aperta ai cittadini” ha detto Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia.
Ricci, collezione PE 2020 Reggia CasertaNel primo trimestre 2019 crescita fatturato +5%
FIRENZE22 maggio 201915:44
– Il nuovo capitolo del viaggio di Stefano Ricci si svolge alla Reggia di Caserta, dove è stata presentata la collezione maschile per la primavera-estate 2020.
Quello di Ricci è un percorso alla ricerca della bellezza: prima Matera, poi l’isola di Montecristo, ora la famosa Reggia protagonista nel nuovo catalogo, con viali alberati, lo scorrere lento dell’acqua nel bagno di Venere, l’atmosfera sospesa del Teatro di corte. E’ un viaggio che la griffe definisce ‘un giorno da re’, pensando alla regalità dello stile maschile in ogni capo, per esprimere quell’eleganza contemporanea che spazia dai gessati esclusivi alla maglieria fresca e colorata, dai capi più giovani in seta tecnica ultra-leggera agli abiti da gran sera con tessuti preziosi. “Dopo aver chiuso l’esercizio 2018 a quota 150 milioni, il primo trimestre 2019 ha registrato una crescita nel fatturato del 5% in linea con le previsioni”, dichiara il Ceo Niccolò Ricci.
Al Galli di Rimini 15mila spettatoriIl 3 agosto al via la Sagra Malatestiana con direzione di Muti
RIMINI22 maggio 201916:34
– Numeri molto positivi per il Teatro Galli di Rimini, che nei primi sette mesi di attività ha registrato 15mila spettatori oltre a 10mila visitatori. Il comunale è stato riaperto al pubblico il 28 ottobre, 75 anni dopo il bombardamento che lo distrusse. Tanti i sold out registrati sia per le proposte del cartellone di prosa, che ha segnato una crescita di biglietti e di abbonamenti, sia per i concerti della Sagra Malatestiana. Tutto esaurito a partire dai tre eventi inaugurali dalla ‘Cenerentola’ di Rossini con Cecilia Bartoli, alla performance di Roberto Bolle e Valery Gergiev. Il cartellone del secondo anno promette di mantenere le aspettative e anticipazioni saranno fornite sabato 1 giugno in occasione della presentazione al pubblico della 70/a edizione della Sagra Musicale Malatestiana, che si aprirà il 3 agosto con il concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti. Definito “sorprendente” dagli organizzatori poi il numero delle persone che in questi mesi hanno partecipato alle tante visite guidate organizzate per approfondire la storia del Teatro e conoscere i dettagli della sua ricostruzione. Da dicembre a metà maggio sono stati circa 9.300, tra gruppi e scolaresche.
Quasi tremila persone la notte di Capodanno si sono messe in fila davanti alle porte del Galli per la prevista visita gratuita. L’attenzione e la voglia di conoscere il Teatro sono però rimaste costanti anche settimane dopo l’inaugurazione: il picco è stato registrato a marzo, con 990 presenze registrate a cui si aggiungono i 261 studenti.
Torna il Festival Villa SolomeiDal 28 al 30 giugno a Solomeo. Ute Lemper tra i protagonisti
PERUGIA22 maggio 201916:41
– Torna nel borgo umbro di Solomeo il Festival Villa Solomei, che per questa sua 21/a edizione si tinge di bianco e di azzurro. Questi, infatti, i colori dell’Argentina, che quest’anno sarà il Paese ospite nella prima giornata del festival, venerdì 28 giugno. Terra di mille passioni che contaminerà con le sue melodie e gli imperdibili tangueros le varie location del borgo.
A presentare le novità di quest’anno il direttore artistico Fabio Ciofini e la presidentessa del Coro Canticum Novum Federica Cucinelli, sempre più soddisfatti del successo crescente che di anno in anno raccoglie il Festival.
La star di sabato 29 giugno sarà invece Ute Lemper con il suo Rendezvous with Marlene (e con Vana Gierig-pianoforte, Cyril Garac-violino, Romain Lecuyer-contrabbasso, Matthias Daneck-batteria).
Spettacolo basato su una telefonata di tre ore tra Marlene e Ute nel 1988 a Parigi, 30 anni fa.
Nuove date per Atlantico Tour di MengoniDal 6 novembre riparte da Perugia, tappe in Italia e in Europa
22 maggio 201916:58
– Torna in autunno nei palazzetti di tutta Italia e in Europa l’Atlantico Tour di Marco Mengoni che sta riscuotendo grandi successi. L’annuncio dei nuovi appuntamenti è arrivato ieri sera direttamente dal pubblico del Mandela Forum di Firenze, che ha svelato assieme al cantautore data per data il nuovo calendario, durante uno degli innumerevoli sold out del tour che ha già venduto oltre 200 mila biglietti. Dopo il successo delle 5 anteprime europee, le date nei palazzetti ancora in corso e i cinque speciali appuntamenti estivi Fuori Atlantico Tour alla scoperta della bellezza, lo show tornerà in autunno con nuove date in tutta Italia e in Europa, dove Marco potrà riabbracciare il suo pubblico e toccare anche alcune delle città che non ha ancora raggiunto. Lo show sarà anche stasera 22 maggio a Firenze, il 24, 25 e 26 maggio all’Arena di Verona (tre sold out consecutivi) e terminerà con Rimini sold out (29 maggio) e Bologna (30 maggio). Data di partenza della tournee autunnale il 6 novembre da Perugia.
Downton Abbey da tv al cinema il 24/10La famiglia Crawley riunita sul grande schermo
22 maggio 201917:00
– Downton Abbey ritorna, al cinema, per la gioia dei tanti fan della serie tv ambientata nell’Inghilterra del secolo scorso, e prevede il rientro di tutti i personaggi più importanti del numeroso cast, Michelle Dockery, Maggie Smith e Hugh Bonneville fra gli altri. Il trailer ci riporta nella dimora mentre fervono i preparativi per l’arrivo del re e della regina d’Inghilterra. Gli eventi si svolgeranno qualche anno dopo la fine della serie tv, nel 1927.
La visita dei reali è del tutto inaspettata: “Che Dio ci aiuti” esclama Lady Violet. Il 24 ottobre nel nostro Paese arriverà in sala il film scritto dal creatore della serie, Julian Fellowes e diretto da Michael Engler, già regista di qualche episodio. Sul grande schermo ritroveremo molte star dello show, da Michelle Dockery che interpreta Lady Mary a Maggie Smith nel ruolo di Lady Violet, al capofamiglia Hugh Bonneville. Pure Matthew Goode. A loro si aggiungeranno nuovi nomi.
Ernia, tour estivo al via l’1 giugnoSi parte da Marina di Modica (Rg). Ultima tappa a Catania 31/8
22 maggio 201917:01
– Dopo l’uscita di “68” e dopo il successo della riedizione “68 (Till the end)” contenente 7 brani inediti uscita lo scorso aprile, il rapper Ernia è pronto a salire on stage con il suo “68 Till The end summer tour”.
Il giovane talento hip hop si prepara ad affrontare una lunga dimensione live di concerti che a partire dall’1 giugno lo vedranno protagonista per tutta l’estate tra prestigiosi club, festival e arene. Tra le prime date confermate il tour inizierà l’1 giugno a Marina di Modica (Rg) per proseguire l’8 Giugno a Garlasco (Pv), il 9 giugno a Barzio (Lc), il 29 giugno a Calafuria (Li), il 3 luglio a Bologna, il 21 luglio a Genova, il 26 luglio a Venaus (To), il 27 luglio a Reggio Calabria, il 30 Luglio a Padova, il 12 Agosto a Follonica (Gr), il 23 agosto a Quartu Sant’Elena (Ca), il 25 Agosto a Fabrica di Roma (Vt), il 26 agosto a Montignoso (Ms); il 31 agosto a Catania.
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Cd box set dei Toto dal 24 maggio
Contiene dieci brani, sette dei quali inediti
22 maggio 201917:20
– “All In” è il Cd box set dei Toto, in uscita venerdì 24 maggio per l’etichetta Legacy Recordings (divisione Catalogo di Sony Music). A fine del 2018, una versione in edizione limitata vinile/CD del box set è stata venduta direttamente ai fan ed esaurita in tempo record attraverso lo store della band. Tuttavia, a causa della grande richiesta, il cofanetto Cd sarà disponibile in tutto il mondo.
“All In” contiene i seguenti album: Toto, Hydra, Turn Back, IV, Isolation, Fahrenheit, The Seventh One, Kingdom Of Desire , Tambu, Mindfields e Toto XX. Il box set include anche un EP live mai pubblicato Live In Tokyo EP dal tour del 1980 oltre ad un disco intitolato Old Is New. Old Is New contiene 10 brani, sette dei quali inediti e version di Spanish Sea, Alone e Struck By Lighting pubblicati nel precedente best 40 Trips Around The Sun.
Tutti gli album presenti nel box sono stati rimasterizzati dai Toto con il supporto di Elliot Scheiner e vengono accompagnati da un booklet di 24 pagine con foto inedite.
Bighe e tabernae,Circo Maximo ExperienceRealtà virtuale e aumentata per nuovo progetto, primo al mondo
22 maggio 201917:37
– Tra la polvere e le urla delle tribune, corrono le bighe in pista. Il tifo è forsennato. E l’imperatore attento. Ma basta spostarsi un poco ed ecco le antiche tabernae, dove ammirare tessuti preziosi per gli abiti delle matrone, comprare carni, fornirsi dal cambio valute per qualche scommessa o cercare dolce compagnia in un lupanare. Il Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità, si mostra come mai prima con Circo Maximo Experience, progetto all’avanguardia di tecnologia interattiva, tra realtà virtuale e aumentata, primo al mondo in un’area all’aperto di così ampie dimensioni. Promosso da Roma Capitale, organizzato da Zetema Progetto Cultura e realizzato da GS NET Italia e Inglobe Technologies, in 8 tappe, grazie a visori di ultima generazione, il percorso svela le origini del monumento, con i primi insediamenti della Valle Murcia, fino alla modernità, passando per i fasti dei giochi e l’imponente Arco di Tito alto 20 metri. Voci narranti, Claudio Santamaria e Iaia Forte.
Duomo Siena, scoperto frammento affrescoRiconducibile a periodo tardo Medioevo a Paolo di Giovanni Fei
FIRENZE22 maggio 201917:50
– Alcuni interventi di manutenzione all’interno della Cattedrale di Siena, hanno portato alla scoperta di un affresco sul fondale della cappella tardo medievale riconducibile a Paolo di Giovanni Fei, artista nato nel 1345 e morto nel 1411. In questi giorni, spiega una nota, sono state smontate da due altari marmorei della navata destra le pale d’altare con l”Estasi di San Francesco di Sales’, dipinta dal senese Raffaello Vanni, e con lo ‘Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena’, dovuta al fiorentino Pietro Dandini. L’operazione consentirà di restaurare le monumentali strutture architettoniche. Proprio rimuovendo la pala d’altare di Dandini è riaffiorato un grande frammento di un antico affresco che mostra i busti di sante, tutte provviste di aureola dorata e tempestata di decori a stampo. Quanto resta delle loro facce, si legge ancora nella nota, permette ancora di riconoscere la maniera di Paolo di Giovanni Fei, uno dei maggiori pittori del tempo.
Chastain, rabbia femminile per X-MenIn sala dal 6 giugno ‘Dark Phoenix’ con Turner, McAvoy, Lawrence
22 maggio 201920:53
Arriva il gran finale della saga degli X-Men nella versione realizzata dalla 20th Century Fox (con l’acquisizione della società da parte della Disney, i diritti sono tornati alla Marvel, che sta già pensando al reboot). L’ultimo capitolo, di un viaggio, tra sequel e prequel, iniziato nel 2000, è X-Men: Dark Phoenix di Simon Kinberg, con Sophie Turner, James McAvoy, Jessica Chastain, Jennifer Lawrence e Michael Fassbender in uscita il 6 giugno. Una resa dei conti che vede in prima linea più che mai le donne, attraverso la parabola di Jean Grey (Turner), mutante che, dopo aver acquisito un nuovo immenso e incontrollabile potere, si trova contro quella che considera la sua famiglia e una nuova letale minaccia. Alla base c’è la saga sui fumetti della Fenice nera che aveva già ispirato X-Men – Conflitto finale (2006). “Mi piace che in Dark Phoenix si esplori la rabbia femminile, le donne non vengono mostrate come caramelline zuccherose. E’ un aspetto poco raccontato, ma senza buio non c’è la luce” spiega nella conferenza stampa, in streaming da Londra, Jessica Chastain che incarna una misteriosa e pericolosa aliena. Per l’attrice, da sempre mobilitata sui temi del #metoo, il maggiore spazio dato ultimamente da Hollywood in queste storie alle donne e alla diversità culturale, “non è merito degli studios, che avrebbero potuto cambiare le cose tanto tempo fa, ma del pubblico. Ha dimostrato, andando a vedere film come Wonder Woman, Black Panter, Captain Marvel di volere supereroi di ogni genere e etnia”. Sophie Turner (reduce anche dalla fine de Il trono di spade), ama essere in un film nel quale “sia la protagonista che l’antagonista (Chastain) sono donne. Jean Grey è un essere umano a tutto tondo, pieno di difetti, un’accurata rappresentazione di quello che è una donna. E’ fantastico avere questi due personaggi femminili che sembrano dare ognuna potere all’altra”. Un incontro/scontro che coinvolge, fra gli altri, anche il Dottor Xavier (McAvoy), Magneto (Fassbender), Mystica (Lawrence), Bestia (Nicholas Hoult), Ciclope (Tye Sheridan), Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee), Tempesta (Alexandra Shipp) e Quicksilver (Evan Peters). Per Fassbender, “ancora oggi se un uomo è di carattere lo considerano forte, se lo è una donna si pensa sia una piantagrane”. Bisognerebbe ricordare, spiega l’attore, “che gli X-Men sono stati scritti negli anni delle lotte del Movimento per i diritti civili ed è importante che in questa storia, fra tutti i mutanti, una donna sia la più potente”. I fumetti, come i film degli X-Men, “raccontano un nucleo di persone che si sentono fuori posto, spinti dagli altri ai margini della società. E con il passaggio dei secoli, continuiamo a tornare a questo tribalismo, soprattutto nei tempi difficili. Si dà la colpa dei problemi a qualcun altro, come le minoranze o i rifugiati. Si crea un senso di paura. Sorprende non avere imparato le lezioni del passato e sono preoccupato per ciò che succede oggi ma sono anche ottimista, credo che la giovane generazione sia una forza molto positiva”. Kinberg lavora sui film dei mutanti Marvel da 15 anni, avendone coprodotti e sceneggiati quattro prima di firmare anche la regia per Dark Phoenix: “La sensazione ormai è di lavorare con una famiglia. Questo film è più drammatico, realistico e duro. Mettendo i piedi per terra, abbiamo sfruttato i punti di forza del genere e di questi straordinari attori”. Pensa che la Marvel continuerà su questa linea narrativa per gli X-Men o ricomincerà daccapo? “Lavorando al film avevo proprio la sensazione che fosse il culmine della storia, il capitolo più iconico e complesso. Per la prima volta non ho pensato al capitolo successivo”.
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‘Matthias & Maxime’ legati da un bacio
In concorso a Cannes l’amicizia-amore di un ‘nuovo’ Xavier Dolan
CANNES22 maggio 201918:02
– Matthias & Maxime’ di e con Xavier Dolan, in concorso a Cannes, racconta il lento passaggio di un’amicizia maschile verso l’amore. Un bacio, dato per gioco dai due in occasione di film amatoriale girato da una loro amica, lascia in loro il segno di qualcosa che ancora non conoscono.
Girato in Québec, dove il regista, trent’anni appena compiuti, è cresciuto, racconta, con modi e ritmi nuovi e più colorati, una lunga reunion di un gruppo di amici di Montréal che si rivedono dopo tanti anni. Ma al centro di un film molto dialogato, pieno di scherzi, liti e rifugi tra questi amici in preda a una rinnovata goliardia, c’è il rapporto che lega profondamente Matthias (Gabriel D’Almeida Freitas) e Maxime (lo stesso regista che recita con un’enorme voglia rossa sul lato sinistro del volto). “Ho provato nuove tavolozze di colori, un nuovo stile e ritmo, un nuovo modo di scrivere. Questo film è in realtà – dice Dolan – un nuovo inizio, molto diverso da Mommy o È solo la fine del mondo”.
Stadio, ritorno live e discograficoTre nuovi appuntamenti per la band di Gaetano Curreri
22 maggio 201918:25
– Gli Stadio tornano a distanza di due anni dalla loro vittoria al Festival di Sanremo con “Un giorno mi dirai”, annunciando tre nuovi appuntamenti discografici e live: un nuovo tour “Stadio Mobile Live 4.0”, la ripubblicazione in doppio vinile per Universal Music del loro album più venduto “Stadio Mobile Live” e un brano inedito “Tu sei l’amore di cui hai bisogno”. Un ritorno che guiderà la band verso la celebrazione del loro 40esimo anniversario nel 2020 e segnato anche da una ricerca verso sonorità nuove, soul e rhythm and blues, contaminazioni entrate nelle venature della band grazie anche alle collaborazioni di questi anni con artisti come Paolo Fresu. Dal 31 maggio sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali, il nuovo singolo Tu sei l’amore di cui hai bisogno, il brano arrangiato da Celso Valli e prodotto insieme al gruppo.
Georgia May Jagger per Miu Miu CeremonyLa figlia di Mick Jagger e Jerry Hall negli scatti di Emma Craft
22 maggio 201918:27
– Miu Miu lancia una linea di abbigliamento dedicata alla cerimonia. Incarnando lo spirito irriverente del marchio giovane di Miuccia Prada, Georgia May Jagger, terza figlia di Mick Jagger e Jerry Hall, fluttua tra innocenza e seduzione in una nuova serie scattata da Emma Craft.
Ambientata sullo sfondo di un paesaggio rurale, la duplice natura della ragazza Miu Miu si esprime in immagini senza tempo che svelano la collezione Ceremony: una capsule che celebra una femminilità sofisticata, ma con un tocco ironico. Seta e pizzi, nastri e fiocchi, paillettes e cristalli impreziosiscono pezzi eleganti pensati per una giovane donna sofisticata: corti mini abiti, piccoli pull con ampi colli in cotone, camicie in organza con ruches e plastrom tipici degli abiti da uomo, gonne svasate e pantaloni a sigaretta, top in raso e abiti da sera con inserti in paillettes. Focus su dettagli e accessori, bottoni, piccole tasche, tracolle in catena, occhiali da sole dalle forme allungate, mary jane indossate con calze al ginocchio.
Wertmuller, io e il legame con Giannini90 anni, al festival per restauro Pasqualino Settebellezze
CANNES22 maggio 201918:54
– E’ stata la prima donna in concorso a Cannes, era Mimì metallurgico 1972 e la prima donna candidata all’Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze nel 1977. Oggi Lina Wertmuller ha 90 anni, è a Cannes con la figlia Maria e l’amico Valerio Ruiz che qualche anno fa le dedicò un affettuoso documentario, Dietro gli occhiali bianchi, per partecipare alla presentazione del restauro proprio di ‘Pasqualino’, un film di culto realizzato dalla regista e ora a Cannes Classics alla presenza sua e di Giancarlo Giannini. Il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale hanno curato, grazie all’impegno economico di Genoma Films, il restauro del film.
Con Giannini “il sodalizio di una vita, nove film insieme”, dice la regista. L’opera di restauro di Pasqualino settebellezze “è seria e meritoria”. Il film ottenne una candidatura ai Golden Globe e quattro all’Oscar (tra cui quella come miglior regista, prima volta in assoluto nella storia dell’Academy per una donna).
Bulli Zoo, show studenti contro bullismoMusical allievi Visconti all’Olimpico per giornata “Bulli Stop”
ROMA22 maggio 201922:32
Il 25 maggio, in occasione della “Quinta Giornata Nazionale Giovani Uniti Contro il Bullismo”, presentata da Enrico Papi, ambasciatore di Bulli Stop, al Teatro Olimpico di Roma, i ragazzi del Centro Nazionale contro il Bullismo – Bulli Stop, con gli studenti dell’Istituto Visconti di Roma, portano in scena il Musical “Bulli zoo”, originale rappresentazione teatrale dedicata alle vittime del bullismo.
Uno spettacolo dove questa piaga sociale che si nutre dell’incapacità di comunicare, è superata con il Teatro d’AnimAzione Pedagogico, teoria della docente Universitaria di Roma Tre Giovanna Pini. Lo spettacolo è dedicato ogni anno alle vittime di bullismo. In sala saranno presenti i genitori ai quali, bullismo e cyber-bullismo hanno ucciso i propri figli. La presentazione della serata, è affidata all’ambasciatore di Bulli Stop Enrico Papi che con la sua vivacità, introduce il pubblico in sala alla Quinta Giornata Nazionale Giovani Uniti Contro Il Bullismo. In scena, anche i giovani talenti della musica e della tv, amici di Bulli Stop, Alessandro e Leo Gassmann, Bianca Gazzè, Matteo Costanzo, Matteo Valentini e Leonardo Della Bianca, che con le loro performance avviano la serata, seguiti dalla Fanfara dei Carabinieri con l’inno nazionale.
Utilizzando il linguaggio comune, con le esperienze e la fantasia dei ragazzi, nasce il Musical “Bulli Zoo”, destinato a bambini, adolescenti e adulti. La finalità dello spettacolo favorisce la conoscenza e la presa di coscienza di quanto il bullismo sia dannoso sotto ogni aspetto, sia psichico sia fisico. Protagonisti assoluti 280 studenti divisi in laboratori. L’intera produzione, la stesura del testo regia, organizzazione teatrale, ufficio stampa è stata realizzata dagli studenti.
Il Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop ha l’intento di aggregare gli adolescenti per informarli di quanto il bullismo debba essere prevenuto e sconfitto. Ha finalità in ambito nazionale ed estero nella promozione e nella diffusione della cultura del rispetto, della legalità e dell’integrazione tra i ragazzi.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Cannes al festival una Cina mai vista
Arrivano film su gang e malavita, il Paese da certezza a dubbio
CANNES22 maggio 201920:42
Se un grande festival è anche un osservatorio su ciò che cambia nel mondo a livello di tendenze artistiche ma anche di flussi economici e modi di vita, nonché un’anteprima di ciò che potrà accadere, allora non c’è dubbio che con 5 film nelle varie sezioni, la Cina è un paese sotto la lente d’ingrandimento. Si sa infatti che il cinema anticipa le tendenze e quasi inconsciamente ne capta i fermenti segreti ed è indubitabile che la Cina di oggi (anzi, le diverse Cine che anche qui ostentano le proprie differenze) registra una trasformazione profonda. Primo sintomo: il giallo, il crimine, la faccia nascosta dell’equilibro del paese emerge con sempre maggiore frequenza e ben due titoli della selezione, attingono al genere. Si tratta di un capovolgimento epocale, appena intuito qualche anno fa alla Berlinale (quando vinse nel 2014 “Fuochi d’artificio in pieno giorno”) ma che ora sta diventando un autentico fenomeno. Nel “Lago delle oche selvatiche” di Diao Yinan (concorso) il protagonista è addirittura un capo gang in cerca di redenzione mentre la donna del suo cuore è una prostituta. Per la censura cinese (che ha dato il via libera al film) si tratta di superare due tabù in una volta sola: riconoscere l’esistenza della malavita e dichiarare che la prostituzione è soggetta a ferree leggi che controllano la libertà delle donne. In “L’estate di Changsha” (Un certain regard) l’esordiente Zu Feng segue invece il poliziotto Bin che, nel corso di un’inchiesta, si imbatte in una misteriosa dottoressa il cui passato rischia di sconvolgergli la vita. Ovviamente entrambi i racconti hanno un passo diverso dal poliziesco tipico dell’Occidente e in qualche misura appaiono pretesti per narrare storie d’amore con un punto di vista diverso e meno rassicurante. Ma è proprio questo slittamento di prospettiva a mostrare il cambiamento in atto: da un modello di società perfettamente regolato, si passa al territorio dell’incertezza e del dubbio. E quando il dubbio comincia a lavorare la psiche delle persone, nulla sarà come prima anche nella loro vita quotidiana. Il secondo elemento degno di nota sta nel sottile lavoro di promozione della Cina e della sua cultura che il cinema riesce a garantire. Oggi si riassume nel dialogo/confessione della star Zhang Ziyi (“La tigre e il dragone”) chiamata nel ristretto club delle “lezioni di cinema”. Da noi è certo meno popolare di personaggi come Nicolas Winding Refn o Alain Delon che l’hanno preceduta ma arriva con quell’aura da divina (nonostante la piccola statura e i gesti misurati) che si percepisce da vicino e che sfolgora sullo schermo. Nel ripercorrere la carriera, cominciata giovanissima dopo la dura scuola di danza a cui avrebbe voluto donarsi anima e corpo, l’attrice che rivaleggia con Gong Li quanto a contratti internazionali e che oggi è di casa sia a Hollywood che a Pechino, ha molta cura di mettere in primo piano il modo di vita cinese, la forza delle tradizioni, i valori morali con cui si cresce. Passa poi ad anticipare i suoi nuovi lavori che per due volte la vedranno rivaleggiare con “Godzilla” di Michael Dougherty (che ha diretto il primo e scritto il secondo) e poi con una super produzione cinese girata sull’Everest, “The Climbers” di Daniel Lee in cui fa coppia con il divo asiatico per eccellenza, l’ormai veterano Jackie Chan. Intorno a questi elementi di novità, le altre produzioni sono in una linea più tradizionale e mettono in scena la Cina agricola (nel caso di “la casa nelle montagne di Fuchun” della Semaine de la Critique) o il teatro tradizionale nel bellissimo “To live To Sing” di Johnny Ma (Quinzaine des Réalisateurs) che contiene una sottile critica sociale al disperdersi delle radici e della tradizione, ma si esalta soprattutto nella rappresentazione di una compagnia d’artisti che ha perso la sua casa, il teatro in cui da sempre si perpetua un modello d’opera cantata. C’è infine l’altra Cina del taiwanese Mizi Z che con “Nina Wu” (Un certain Regard) spezza una lancia a favore della donna in clima da #Metoo ma contiene la sua metafora tutta dentro il mondo del cinema (Nina è un’attrice sfruttata e una donna non considerata) e quindi resta in qualche modo prigioniero del suo esercizio di stile. Manca all’appello – e anche questo è un segnale della normalizzazione in atto in Cina, ma anche dei fermenti sotterranei che stanno sotto la superficie – il cinema fiammeggiante di Hong Kong. Sarà per un’altra volta?
Orange Is the New Black ultima stagionequesta estate rivoluzionaria serie giunge a termine
22 maggio 201919:43
– Quest’estate la rivoluzionaria serie Orange Is the New Black giungerà al termine. Netflix rilascia il video di annuncio e le prime immagini della settima e ultima stagione, disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da venerdì 26 luglio.
Per sei stagioni indimenticabili Orange Is The New Black ha affrontato senza timore alcune delle tematiche umane più rilevanti e difficili del nostro tempo. Nella stagione finale, le detenute di Litchfield dovranno scendere a patti con una difficile verità: la prigione le ha cambiate per sempre. Piper affronta a fatica la vita all’esterno della prigione, mentre nel carcere di massima sicurezza la quotidianità va avanti senza di lei, ingiusta e corrotta come sempre. L’amicizia tra Taystee e Cindy è ancora appesa ad un filo, Gloria e lo staff della sua cucina devono affrontare il nuovo regime di Polycon, la condanna all’ergastolo di Taystee incombe e le altre detenute inseguono la droga o i propri sogni, cimentandosi con la realtà del loro posto nel mondo.
Bansky ‘espone’ a S.Marco, allontanatoNon aveva l’autorizzazione ma non è stato multato
VENEZIA22 maggio 201920:16
-Bansky espone, com’è nel suo stile, un’ opera a S.Marco a Venezia, e i vigili lo allontanano perchè non ha l’autorizzazione. E’ accaduto il 9 maggio a 2 giorni dall’ apertura della Biennale d’Arte,appuntamento del quale lo street artist annota su Instagram: “per qualche motivo non sono mai stato invitato”.Così, in un video, ha registrato la perfomance dell’esposizione e dell’allontanamento in sincronia temporale con l’immagine,sullo sfondo,di una nave da crociera in bacino S.
Marco.Ed è una nave dipinta in un quadro ‘scomposto’ il soggetto di ‘Venice in oil’ esposto da un tizio che mai si vede in faccia pur con la telecamera puntata all’arrivo dei vigili “chiamati dai Guardians -dice Marco Agostini,comandante dei vigili lagunari -.Hanno chiesto in inglese alla persona se aveva l’ autorizzazione, invitandola ad allontanarsi”.Agostini rileva che né gli agenti hanno chiesto l’identità,né la persona ha detto chi era.Pensa che era tutto studiato:”tutto è avvenuto quando sullo sfondo c’era una nave da crociera”.
Premio letteratura Ue, vince DozziniCon il volume ‘E Baboucar guidava la fila’
BRUXELLES22 maggio 201921:05
– E’ Giovanni Dozzini, autore del volume ‘E Baboucar guidava la fila’ il vincitore per l’Italia della decima edizione del Premio Ue per la letteratura. Lo hanno annunciato il commissario europeo Tibor Navracsics e il ministro della Cultura Rumeno Valer-Daniel Breaz in rappresentanza della presidenza di turno dell’Unione. Lo ha reso noto la casa editrice Hoepli.
Il romanzo, edito da Minimum Fax, affronta il tema della migrazione raccontando la storia di quattro richiedenti asilo arrivati in Italia dopo aver attraversato l’Africa e il Mediterraneo, sospesi tra la speranza che la loro richiesta venga accolta e l’ansia di essere respinti. “Come autore di ‘E Baboucar guidava la fila’ sono orgoglioso e felice. Come cittadino italiano e europeo, invece, sono confortato. Mi pare significativo – ha detto Dozzini – che il premio per la letteratura dell’Unione Europea vada a un romanzo come il mio”. “Ho raccontato – ha sottolineato Dozzini – la storia di Baboucar e degli altri sperando di proporre un punto di vista inedito su una realtà complessa – quella dei migranti che ai giorni nostri si ritrovano a trascorrere una parte della loro esistenza nel nostro Paese. Il mio romanzo non vuole fornire risposte, ma porre interrogativi. Come secondo me dovrebbe ambire a fare sempre la buona letteratura. Dedico questo premio a tutte le ONG impegnate nel duro e fondamentale lavoro di soccorso e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo.
A loro dovremmo essere tutti infinitamente grati”.
Barbara Hoepli, presidente della giura italiana, ha espresso soddisfazione per il contributo del Premio “alla circolazione delle idee attraverso i confini nazionali e di promuovere la traduzione degli autori italiani all’estero”.
Il concorso “European Prize for Literature” è finanziato dal Programma Europa Creativa (2014-2020) dell’Unione Europea, che ha stanziato 1,46 miliardi di euro con l’obiettivo di promuovere la mobilità oltre i confini per coloro che operano nel settore culturale, incoraggiare la circolazione internazionale di opere artistiche, favorire la traduzione di 4.500 opere letterarie.
Addio a Binyavanga Wainaina, fece outingScrittore kenyota aveva 48 anni, grande attivista del mondo gay
22 maggio 201921:09
– E’ morto ieri a Nairobi a soli 48 anni, al termine di una lunga malattia, Binyavanga Wainaina, come ha annunciato il suo amico, Tom Maliti, presidente del Kwani Trust fondato dallo stesso Wainaina, che pubblicava l’omonima rivista ‘Kwani’. Era nato in Kenya a Nakuru il 18 gennaio 1971. E’ autore d’importanti articoli critici sui luoghi comuni che caratterizzano lo sguardo sul continente africano (”How to write about Africa, How not to write about Africa”) e di un fortunato memoir intitolato, nell’edizione italiana edita da 66thand2nd nel 2013, ”Un giorno scriverò di questo posto”.
Lo scrittore fu incluso nel 2014 nella lista del ‘Time’ dei 100 uomini più influenti del pianeta, dopo che a seguito all’approvazione di leggi persecutorie sull’omosessualità in Uganda (paese natale di sua madre) e in Nigeria, aveva deciso di rendere nota la sua omosessualità. Lo fece in maniera indimenticabile e commovente: “I am homosexual, mum”, nuovo capitolo da aggiungere al suo libro autobiografico.
Cannes: il Tarantino n.9 vola, ma solo alla fineIn concorso C’era una volta Hollywood film più atteso
22 maggio 201910:09
CANNES – Venticinque anni dopo la Palma d’oro per ‘Pulp Fiction’ Quentin Tarantino torna alla Croisette con ‘C’era una volta Hollywood’, film in concorso in questa 72/ma edizione, ma non conquista più di tanto la sala strapiena di giornalisti della Debussy. Il film, proiettato in 35mm con Leonardo DiCaprio, Margot Robbie e Brad Pitt, diventa veramente tarantiniano e prende ritmo solo alla fine con abbondanza di ossa rotte e sangue.
C’era una volta Hollywood, dal 19 settembre in sala con la Warner, “una lettera d’amore per l’Hollywood della sua infanzia” (così lo ha definito più di una volta), racconta quel 1969 (il regista aveva allora sette anni) in cui tutto quel mondo cambiò.
Ecco quello che succede nel film (il numero 9. sui dieci che Tarantino ha promesso di fare), nei limiti dell’invito delle stesso regista di ‘Pulp fiction’ di non spoilerare più di tanto.
Tre i personaggi principali. Leonardo DiCaprio che incarna Rick Dalton, un attore di western televisivi di serie b pieno di fragilità, uno che ogni tanto piange e non ha alcuna stima di se stesso (“pieno di conflitti interiori e autocommiserazione per il fatto di non trovarsi in una posizione migliore”, così lo definisce Tarantino). Di tutt’altra pasta il suo stuntman e amico di lunga data, Cliff Booth (Pitt), che è come la parte mancante di Dalton: “eroe della seconda guerra mondiale nonché una delle persone più mortali del pianeta. Potrebbe ucciderti con un cucchiaio, un pezzo di carta on un biglietto da visita” sempre secondo quanto ha detto il regista. A completare il quadro la bellissima Margot Robbie nei panni di Sharon Tate (uccisa proprio nel 1969 dalla setta di Manson) che, guarda caso, è una vicina di villa di Rick Dalton. Una presenza costante, la sua, nel film come d’altronde la setta di Charles Manson (Damon Herriman) in cui si imbatte più volte Cliff Booth.
‘C’era una volta Hollywood’, alla prima impressione, risulta essere il film più intimo di Tarantino in quanto a introspezione umana, quello in cui si trovano meno i dialoghi demenziali sul nulla, ma vissuti con smodata passione. Restano invece le tante citazioni, struttura portante di tutto il suo cinema, ma purtroppo anche citazioni creative da lui stesso già utilizzate. Nel film anche un pezzo d’Italia. Il manager di Dalton, Marvin Schwarz (Al Pacino), per buttarlo a mare, decide di mandarlo in Italia a fare quegli ‘spaghetti western’ da lui odiati. Gli dice solo: “vai da Antonio Margheriti, Sergio Corbucci e lavora con loro”. E in Italia l’insicuro Dalton ci sta ben sei mesi, e anche con un certo successo. si sposa anche un italiana. Quando però torna a Hollywood, con tanto di sposa italiana e un bel gruzzoletto non è più quella di prima. Scena cult del film quelli che vede contrapposti un Bruce Lee (Mike Moh), molto trombone, e Brad Pitt. Il maestro di kung fu avvisa lo stunt-man che le sue mani sono ‘armi letali’, ma questo non spaventa certo Cliff Booth. Cast monstre tra cui: Dakota Fanning, Damian Lewis, Tim Roth, Kurt Russel e Micheal Madsen.
CinemAmbiente, omaggio onda verde GretaA Torino la 22/a edizione della kermesse, 140 i film
TORINO22 maggio 201914:31
– L’onda verde della ‘generazione Greta’ arriva al cinema. È dedicata alla Green Generation, quella dei giovani che in tutto il mondo si stanno mobilitando per il Pianeta, la 22/a edizione di CinemAmbiente in programma a Torino dal 31 maggio al 5 giugno.
Con 140 film in 4 sezioni di concorso, il festival è non solo una vetrina della filmografia green ma anche un osservatorio privilegiato sui temi d’attualità legati all’ambiente. Fra questi, il fenomeno dell’attivismo giovanile e l’Antropocene, la nuova era geologica segnata dall’impatto dell’uomo sulla Terra.
Ad aprire la kermesse l’anteprima nazionale di The Human Element, film di Matthew Testa dedicato al fotografo James Balog che riceve anche il premio alla carriera Movies Save the Planet.
Il fotografo, a cui è dedicata pure una mostra sulla cancellata del Museo del Cinema, partecipa alla serata inaugurale con Luca Mercalli, che farà il punto sullo stato del pianeta. Completano il cartellone le sezioni Ecotalk, Ecoeventi e CinemAmbiente Junior.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
A Cannes corto su preservazione acqua
Opera di Flatform, video-istallazione di Acqua Foundation
22 maggio 201914:52
– L’emergenza climatica sbarca al Festival di Cannes con il corto italiano ‘Quello che verrà è solo una promessa’, sulla Croisette il 23 maggio nella sezione Quinzaine des realisateurs, opera di Flatform, collettivo d’artista che ha sede fra Milano e Berlino. Le isole dell’arcipelago di Tuvalu, in Polinesia, sono teatro da qualche anno di un fenomeno unico: per effetto dell’innaturale surriscaldamento del mare l’acqua salata risale dal sottosuolo, sgorga attraverso le porosità dei terreni e li allaga mettendo a rischio il futuro della vita sull’atollo.
‘Quello che verrà è solo una promessa’ è un lungo piano sequenza attraverso l’isola, nel quale si avvicendano fluidamente lo stato di siccità e quello di allagamento e viceversa. In autunno l’associazione filantropica Acqua Foundation sarà partner per la videoinstallazione, dall’omonimo titolo, alla Screen City Biennial in Norvegia e poi in vari musei.
Parasite, la puzza dei poveri in CoreaIn concorso sulla Croisette il family-drama di Bong Joon-ho
CANNES22 maggio 201914:57
– Ancora una storia di ricchi contro poveri, ma in Corea, una lotta di classe ravvicinata in cui a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi coreani, o almeno, è quello che capita nel film ‘Parasite’, scritto e diretto dal talentuoso Bong Joon-ho e con uno dei protagonisti, Song Kang-ho, da Palma.
Come è stato per molti film in concorso a Cannes, ‘Parasite’ parte in commedia, ma poi atterra nel dramma, un family-drama con una forte valenza politica. Perché alla fine a giocarsi tutto in questo ‘Parasite’ sono due famiglie agli opposti, i poverissimi Ki-taek e i ricchissimi Park. I primi vivono in un sottoscala che spesso viene derattizzato (da qui forse l’odore), i secondi in una stupenda villa con giardino arredata con gusto e senza badare a spese. Tutto inizia in casa Ki-taek quando l’intera famiglia, padre, madre, figlio e figlia è nel panico più totale perché il wifi del vicino, a cui attingono tutti da sempre, ha cambiato password.
DiCaprio-Pitt, amici tra set e realtàParlano i protagonisti di ‘C’era una volta a Hollywood’
CANNES22 maggio 201915:08
– ‘C’era una volta a Hollywood’ “è una lettera d’amore al cinema, all’industria del cinema e a quegli attori di seconda fila del cinema e della tv dimenticati, ma che l’hanno fatta grande”, ha detto Leonardo DiCaprio, protagonista con Brad Pitt del film di Quentin Tarantino in concorso per la Palma d’oro al Festival di Cannes.
“Il mio personaggio, uno stuntman tuttofare e quello di Leonardo, un attore popolare per le serie tv, sono complementari e vivono nella storia di questo film una grande amicizia che abbiamo interpretato bene perché siamo amici anche nella vita”, aggiunge Brad Pitt nella conferenza stampa sold out al festival.
Cannes, da Desplechin un polar femminileOggi in concorso ‘Roubaix, une lumiere’
22 maggio 201921:10
– Non è certo la prima volta che Arnaud Desplechin porta sul grande schermo la sua città natale, Roubaix, violenta, povera e multirazziale. Dopo ‘Les fantomes d’Ismael’ e ‘3 Souvenirs de ma jeunesse’, per fare solo due titoli, la racconta in un polar al femminile dal titolo ‘Roubaix, une lumiere’ con Roschdy Zem, Lea Seydoux e Sara Forestier in concorso oggi al Festival di Cannes che si chiude sabato. Ispirato a un fatto vero, il film, dai forti tratti psicologici, racconta come in una notte di Natale, a Roubaix, il capo della polizia Daoud (Roschdy Zem) e l’agente di fresca nomina Louis (Antoine Reinartz) s’imbattono nell’omicidio di un’anziana signora ritrovata strangolata. Due giovani donne sbandate, vicine di casa della signora di 82 anni, vengono prima interrogate e poi incriminate del delitto.
Si tratta di Claude (Lea Seydoux) e Marie (Sara Forestier), due tossicomani, alcolizzate e amanti, due persone comunque sorprendenti in quanto a umanità.
DiCaprio sul red carpet per l’ambienteAttore produttore di Ice on fire, tra le proiezioni speciali
CANNES22 maggio 201921:13
– E’ tornato sul red carpet questa sera Leonardo DiCaprio, non come attore come ieri per il film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood ma come attivista ambientalista e produttore del documentario Iced on fire, tra le proiezioni speciali del festival oggi. Con lui la regista Leila Conners che ha detto “quando una personalita’ come Leonardo parla di certi temi, ne fa comunicazione mediatica arriva un grande aiuto. Il film pero’ vuole incoraggiare tutto il pubblico a darsi da fare personalmente per salvare l’ambiente senza demandare a persone celebri di farlo”.
Il tono del documentario e’ moderatamente ottimista. “Oggi abbiamo le soluzioni per aiutare il pianeta, per ridurre la nostra impronta ambientale con atteggiamenti e stili di vita”, ha detto la regista. Ice on Fire mostra cosa si sta facendo in questo senso: Nuovi carburanti più puliti, alghe rivoluzionarie, tecniche avanzate per espellere l’anidride carbonica dall’atmosfera.
Pompei cambia pagina, Osanna “Adesso il vero rilancio”Direttore confermato, manutenzione, ricerca e progetti per tutti
22 maggio 201921:52
– Prima di tutto la riorganizzazione dei ruoli e del personale “che andrà adeguato alle necessità di un parco archeologico”. Ma anche la creazione di una squadra fissa, e “più che raddoppiata” per badare alla manutenzione e l’investimento sulla ricerca, con gli scavi, i laboratori, le relazioni “con tutte le realtà internazioni più importanti”, il rapporto con il territorio.A poche ore dall’annuncio della sua riconferma alla guida di Pompei, il neo direttore Massimo Osanna, professore di archeologia classica in aspettativa all’Università di Napoli, sembra avere già molto chiare le sfide del suo secondo mandato: “Ora che il grande progetto è praticamente concluso si volta pagina e viene il bello – si accalora in un’intervista – Pompei deve entrare nella normalità mantenendosi all’altezza degli standard internazionali faticosamente raggiunti in questi anni”. Un assunto che tradotto significa, tanto per cominciare, “ridistribuire tutti gli incarichi, affidandoli magari a rotazione, per ripartire con sempre più energia e passione”, e la creazione di una squadra “di almeno 100 persone” per curare ogni giorno “con scrupolo” la manutenzione di strade, edifici, monumenti.Insomma una rivoluzione del personale e delle funzioni, ripensati per le esigenze di un parco d’archeologia visitato ogni anno da 3 milioni e mezzo di persone in cerca di storia e di emozioni, ma bisognoso anche di guida e di attenzione, servizi, sicurezza.Adesso che i restauri si possono quasi dire finiti (entro l’estate si chiudono gli ultimi cantieri,quelli che erano stati fermati dai ricorsi al Tar) e che praticamente tutte le domus sono aperte, il ritorno alla normalità, spiega l’archeologo, “significa per Pompei un investimento regolare sulla ricerca: continueremo a scavare, certo, ma in modo moderato, investiremo sullo studio di quello che è stato trovato e sulla diagnostica”. In questa linea, dice, “penso ad un rafforzamento dei laboratori per le ricerche applicate”. Ma anche al “potenziamento delle relazioni e delle convenzioni con tutti i più prestigiosi istituti scientifici”. Perché Pompei “deve continuare ad essere un modello internazionale”, ripete come un mantra l’archeologo. Senza dimenticare il suo pubblico, anzi, “lavorando per lui”, sottolinea. Il modello è quello di “un’archeologia pubblica”, “aperta a tutti, a cominciare dai disabili”.Un’archeologia “inclusiva”, che “coinvolga i ragazzi delle scuole e gli italiani, i cittadini locali ancora prima dei turisti stranieri, li porti a scoprire l’importanza della loro storia, li renda orgogliosi e partecipi”. Entusiasmo a parte, una strada certamente lunga e non facile: “Ne sono consapevole, ma anche convinto che questa sia la direzione da seguire”, risponde Osanna, che pensa a visite guidate “cucite su misura” per i più piccoli, conferenze nelle scuole, manifestazioni nei comuni. Oltre naturalmente alle mostre, i convegni, gli spettacoli del Teatro Grande (la stagione sta per ripartire), le strategie per contenere e diversificare i flussi di pubblico (la sperimentazione dei braccialetti per entrare e uscire dal sito ha funzionato).Tutte cose che ieri Osanna ha ripetuto – evidentemente convincendolo – anche al ministro Bonisoli che prima di decidere a chi affidare la guida del sito campano ha voluto riascoltare ancora una volta due dei tre candidati rimasti in lizza. “Sono convinto che un museo, in questo caso un parco archeologico debba essere per la comunità un polo per lo sviluppo, per ripensare le proprie radici, la cultura”. Tant’è, le cose da fare nei prossimi tre anni sono tante da mettere un po’ l’ansia.
Il rientro in servizio sarà a giorni, una data precisa ancora non c’è. Il professore non si scompone, né rinuncia all’entusiasmo: “Domani sono già lì”.
Da Almodovar a Parasite, è totopalma In corsa anche Loack, Malick, Ladj Ly, Diop, Bacarau e Diao Yinan
CANNES22 maggio 201920:40
CANNES – Almodovar su tutti con DOLORE Y GLORIA, sia perché è quello che ha messo d’accordo tutti (critici internazionali e francesi), non ha deluso le attese e sarebbe un suo riscatto (a Cannes non ha mai vinto nulla). E poi, in ordine sparso e restando ai soli maestri, potrebbero entrare nel palmares del Festival di Cannes l’unico vero ragazzo di questa edizione, ovvero Ken Loach con SORRY WE MISSED YOU (se non fosse già pluripremiato), e poi Terrence Malick con THE HIDDEN LIFE, che ha visto il suo ritorno al passato, alla storia.Ma quest’anno nel Totopalma le sorprese, vista la delusione dei maestri, potrebbero venire dagli outsider da PARASITE a LES MISERABLES, da ATLANTIQUES a BACARAU fino al cinese THE WILDE GOOSE LAKE. E questo con quattro film mancanti all’appello (tra cui IL TRADITORE di Marco Bellocchio che passa domani). Intanto PARASITE di Bong Joon-ho una storia di ricchi contro poveri in Corea, una lotta di classe ravvicinata dove a fare la differenza c’è anche l’olfatto. I poveri puzzano un po’ troppo per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale da Tarantino.LES MISERABLES di Ladj Ly, le bande delle banlieu parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, prostitute nigeriane, protettori, ladri e poliziotti. Nessun ricco all’appello in questa potente opera prima, solo gente che si arrangia, poveri, ‘ultimi’ che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato gran parte del romanzo di Victor Hugo.ATLANTIQUES di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta e questo attraverso una storia d’amore.BACARAU di Kleber Mendonca Filho e Juliano Dornelles, in corsa per il Brasile, è un film dalle molte anime: arcaica, ipermoderna, western, fantascientifica e surreale. Il tutto all’interno di una linea che divide metafisicamente il mondo ricco da quello povero. Tutto inizia nel villaggio di Bacurau, nel cuore del Sertao brasiliano.THE WILDE GOOSE LAKE di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda Blade Runner (piove sempre), e l’anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta. [print-me title=”STAMPA”]
