Ultimo aggiornamento 23 Maggio, 2019, 11:11:05 di Maurizio Barra
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#SMMdayIT: ‘Social sempre più oscuri, algoritmi in cambiamento’ –
22 Maggio 2019 00:40
“Gli algoritmi che governano i social network sono sempre più oscuri – dice Andrea Albanese, organizzatore di #SMMdayIT, il Digital Communication Strategy + Social Marketing Days Italia, nel suo intervento di apertura dell’evento che durerà dino al 24 maggio – e l’appiccichevolezza, ovvero quanto tempo si passa sui social, è diventata una sorta di unità di misura. Le persone si stanno allontanando dai social – sottolinea – a causa di eventi come Cambridge analitica, o perché i contenuti sono violenti e poco sicuri. E la politica si intrufola ovunque. Gli utenti, ormai, preferiscono micro community: parlano a pochi amici anziche d una piazza aperta. Oltretutto non capiscono perché se scrivono un messaggio pubblico, non tutti gli amici lo vedono”.
“Se il mondo avesse due internet? Sul web – spiega Albanese – si sono formati due blocchi che vedono gli Usa contro la Cina.
E in Italia come va? L’87 dei nostri connazionali è analfabeta funzionale. Le persone non vogliono più cercare, vogliono il lilnk preciso al prodotto da acquistare e garanzie da altri che lo hanno sperimentato. Pagine Facebook e contenuti, ormai, sono mediamente noiose e inutili. Immagini e testo, ormai è noto, attirano e fanno fare clic, mentre i video attirano e annullano in un continuo loop passivo.
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L’uomo passa da strumento attivo a strumento passivo. La libertà, l’eguaglianza su web sono un miraggio: senza il denaro da investire nell’advertising, non si va da nessuna parte.
E i social? Facebook è sempre più vecchio: gli under 25 anni non lo usano, per gli under 15 c’è Tik Tok.
La galassia dei social di Zuckerberg – Facebook, Instagram, WhatsApp vanno integrandosi sempre più e puntano all’ecommerce, Instagram, per esempio, sta sperimentando in USA il checkout per gli acquisti. Anche Whatsapp è pronto per i pagamenti diretti, e si appresta a diventare un competitor di wechat. Ma non basta: i social di Palo Alto si scambieranno reciprocamente i messaggi.
Linkedin si sta dimostrando una miniera d’oro per il B2B e per alcuni B2C. Twitter è ormai l’unico social indipendente, ma non sembra avere un piano di sviluppo e rischia di implodere.
“Un tempo – fa notare Sergio De Luca (Direttore della Comunicazione e immagine Confcommercio Imprese per l’Italia) – per parlare alla politica era sufficiente trovare la persona giusta, apparire sui giornali. Un deputato o un senatore, di qualsiasi partito, leggeva quotidianamente il Corriere della Sera. Oggi, ad esempio, solo 11% dei deputati di M5S lo fa. Come faccio per parlare con loro? Devo scrivere sui social’.
Tutti siamo social e digital, ma pochi hanno successo perchè comunicare è difficile. Sulla scorta di questa affermazione, Albanese parla di alcuni casi negtivi di comunicazione social.’INPS per la famiglia’: il social media manager risponde a un utente che non è capace di richiedere il pin di… chiederlo, se non è ‘troppo impegnato a farsi i selfie con le orecchie da coniglio’. E’ un modo ovviamente sbagliato di rapportarsi col pubblico da parte di una istituzione, che non sa nulla della storia di quella persona che sta cheidendo aiuto.
L’altro caso è quello della Polizia di Stato, che replica a un post di Saviano: ‘Chi sbaglia paga, che pena leggere commenti ingenerosi’. A prescindere da quel che lo scrittore ha postato, non è una rusposta accettabile.
Un caso ancora, quello di Unicredit che ha deciso di chiudere il proprio account Facebook: perché non riescono ad avere una strategia che funziona? All’estero via social si possono addirittura aprire conti, ci sono operazioni strabilianti.
Dolce & Gabbana, altro caso negativo del made in Italy sui social: ricorderete lo spot nel quale vengono presi in giro i cinesi che mangiano con le bacchette. Poi furono costretti a scusarsi, dicendo che non avevano capito la portata del messaggio. Loro sono ambasciatori dell’Italia nel mondo, e hanno bruciato non si sa quanti milioni di euro.
Ancora: il caso di Intesa San Paolo, con il video ‘io ci sto’ girato dalla direttrice della filiale di Castiglione delle Stiviere. Quel giorno, non so se per questo motivo, il titolo è caduto del 15%. Esempi positivi, invece, Taffo – il cui messaggio è passato, piaccia o no – oppure Samsung che lancia il nuovo Galaxy grazie a una foto scattata durante la notte degli Oscar. Cosa muove tutto? La generazione delle notifiche, che portano curiosità. La gente non fa più ricerche su Google, vuole le notifiche. La sfida digitale è prevalere con la propria notifica su quelle degli altri. L’engagement, però, è diverso dal fatturato. La popolarità e basta diventa vanità. Warren Buffet sostiene che ‘L’investimento è razionale: se non lo conosci, non farlo’. Quindi: assieme alla visibilità, bisogna garantire il flusso economico. Una strategia di marketing sui social richiede l’utilizzo di tutti gli strumenti social a disposizione, lasciando spazio ai cambiamenti in corsa.
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La competizione internazionale digitale ha spostato il terreno di confronto in un mondo dominato dalla tecnologia e dalle tecniche di comunicazione e marketing digitale. Facebook, Instagram, Whatsapp, Messenger, Twitter, Linkedin sono solo alcuni degli strumenti Social che si possono utilizzare per avere accesso a quasi 4 miliardi di persone. Tutte raggiungibili da qualsiasi Stato, da qualsiasi azienda che sia in grado di ideare e costruire una strategia di Comunicazione Digitale e di Social Marketing. Tra i 40 relatori di rilievo nazionale che interverranno,
Sergio De Luca (Direttore della Comunicazione e immagine Confcommercio Imprese per l’Italia), Paola Pernigotti (direttrice della Comunicazione Globale e Marketing di Alcatel-Lucent Enterprise), Alberto Lupini (Direttore di Italia a Tavola), Filippo Poletti (Coordinatore della Comunicazione digitale di Fiera Milano Media), Emilio Bianchi (Direttore Generale di Senaf).
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Gli assistenti vocali rafforzano gli stereotipi di genere
Studio, voci femminili restituiscono immagine di donna sottomessa
22 maggio 201914:47
Le voci femminili preimpostate per gli assistenti vocali – Siri di Apple, Alexa di Amazon e Cortana di Microsoft, ma anche Google Assistente nella versione originale in lingua inglese – rafforzano gli stereotipi di genere. A dirlo è una ricerca dell’Unesco, secondo cui le risposte spesso sottomesse o civettuole che vengono date dagli assistenti vocali anche a domande inopportune, volgari o allusive restituiscono l’immagine di una donna servile e remissiva.
Lo studio si intitola “I’d blush if I could”, “Arrossirei se solo potessi”, che è la risposta fornita fino a qualche tempo fa da Siri a chi la insultava dandole della poco di buono. Attualmente, invece, l’assistente replica: “Non so proprio cosa rispondere”.
A sviluppare questi sistemi di intelligenza artificiale sono team composti prevalentemente da uomini (tra i ricercatori in AI, le donne sono solo il 12%), si osserva nell’indagine. I ricercatori evidenziano le potenziali implicazioni negative a lungo termine soprattutto nei bambini, che cresceranno interfacciandosi con gli assistenti vocali.
“Macchine obbedienti e cortesi che fingono di essere donne stanno entrando nelle nostre case, auto e uffici”, ha osservato Saniye Gulser Corat, direttrice per l’Uguaglianza di genere all’Unesco. “La sottomissione che è inculcata in loro influenza il modo in cui le persone parlano alle voci femminili, e modella il modo in cui le rispondono alle richieste e si esprimono”.
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Ecco Doggo, il cane robot fai-da-te e low cost
Realizzato dagli studenti, ha un software libero
22 maggio 201912:51
(Prime passeggiate con salti acrobatici per Stanford Doggo, il cane robot fai-da-te realizzato negli Stati Uniti dagli studenti della Stanford University: costruito assemblando componenti a basso costo facili da reperire, è dotato di un software liberamente accessibile a tutti che può essere modificato in modo da istruirlo a eseguire i compiti più disparati.Presentato in Canada in occasione della Conferenza internazionale di robotica e automazione di Montreal, potrà diventare il primo di una serie di robot quadrupedi low-cost progettati per operazioni di salvataggio o per trasporto di carichi e oggetti. Grande quanto un beagle, Stanford Doggo può camminare, trotterellare, danzare, saltare e fare capriole all’indietro. Con le sue quattro zampe può mantenere l’andatura e la traiettoria desiderate anche quando il terreno cambia di consistenza. Ci riesce pur essendo privo di molle, grazie a motori che calcolano 8.000 volte al secondo le forze esterne che agiscono sul robot per determinare la forza da applicare in risposta.Nei test di laboratorio ha dimostrato di essere perfino più agile rispetto a molti dei robot quadrupedi usati nei laboratori, tanto da riuscire a spiccare salti di quasi un metro.
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La cinese ByteDance sfiderà Spotify e Apple Music
Bloomberg, l’azienda della app TikTok punta ai mercati emergenti
22 maggio 201912:52
Nel mercato della musica in streaming potrebbe affacciarsi un altro concorrente: la cinese ByteDance, la società che possiede la popolare app TikTok (chiamata Douyin in Cina), un social che consente agli utenti di caricare brevi video con musica o effetti sonori. Secondo Bloomberg, l’azienda vorrebbe lanciare un servizio di musica in abbonamento per sfidare Spotify e Apple Music nei mercati emergenti, dove questo tipo di servizi è ancora poco diffuso.Il servizio di ByteDance dovrebbe debuttare nell’autunno prossimo. La società avrebbe già fissato accordi con due delle principali case discografiche indiane, T-Series e Times Music.Sempre in base alle fonti, la novità non si chiamerà TikTok, ma ByteDance, e punta a convertire alcuni utenti della app in abbonati al servizio di musica in streaming. TikTok e Douyin sono state scaricate oltre 500 milioni di volte nel mondo, e i video che diventano virali sulla piattaforma riescono a influenzare il mercato musicale.
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Tornano i Google Glass, nuova versione per aziendeCostano 999 dollari, migliore videocamera e ricarica più veloce
22 maggio 201914:54
I Google Glass, uno dei principali fallimenti della casa californiana, che ha deciso di abbandonare il progetto degli occhiali ‘smart’ per tutti nel 2015, tornano in una versione dedicata ai professionisti.La nuova versione chiamata Glass Enterprise Edition 2, spiega un post sul blog, costa 999 dollari, ed è già a disposizione delle aziende interessate. “I lavoratori possono usare i Glass per accedere a checklist, vedere istruzioni, inviare foto o video di un’ispezione – spiega il post – e i nostri partner hanno riscontrato tempi di produzione più veloci, migliore qualità e costi diminuiti dopo aver adottato i Glass”.La nuova versione degli occhiali, che migliora quella sviluppata specificatamente per le aziende di cui non è stata interrotta la produzione, è equipaggiata con Android, ha una videocamera migliore, si ricarica più velocemente e ha una batteria che dura più a lungo, oltre ad altri miglioramenti tecnici. Il prezzo di lancio è comunque inferiore a quello che avevano i Glass destinati al pubblico che era di 1500 dollari.
Tencent, guerra commerciale non diventi tecnologicaFondatore colosso internet Pony Ma sollecita sviluppo ricerca
22 maggio 201915:25
I casi di ZTE e Huawei “si sono inaspriti: stiamo costantemente monitorando se la guerra commerciale si possa trasformare in una guerra tecnologica”. Sono i timori di Pony Ma, fondatore del colosso cinese Tencent, ripresi dalla rivista Caixin, insieme alle sollecitazioni ad adottare le misure necessarie.”Se non continuiamo a lavorare sodo sulla ricerca di base e sulle tecnologie chiave, la nostra economia digitale sarà soltanto un edificio alto costruito sulla sabbia, difficile da mantenere, per non menzionare poi il passaggio alle nuove linee di crescita dalle vecchie o la promozione dello sviluppo di alta qualità”, ha osservato l’uomo più ricco della Cina, secondo la calssifica di Forbes di marzo.Ma, al Global Digital Ecosystem Summit di Kunming, ha sottolineato che, dato che la Cina ha raggiunto la prima linea dello sviluppo, “c’è sempre meno spazio già solo per raccogliere le idee”. Tencent possiede la app di messaggistica WeChat, il relativo servizio di pagamenti e una a piattaforma di videogame.
Huawei: media, stop a forniture anche da britannica ArmBbc, i prodotti dell’azienda contengono tecnologia Usa
22 maggio 201915:29
Non solo le americane Qualcomm e Intel: la guerra degli Usa a Huawei potrebbe far perdere al colosso cinese anche i chip della britannica Arm. Lo si legge sul sito della BBCche cita un documento interno di Arm in cui si comunica ai dipendenti di interrompere “tutti i contratti attivi, i diritti di supporto e gli eventuali impegni in sospeso” con Huawei e le sue sussidiarie, per conformarsi alle nuove disposizioni del governo Usa. La scelta, si spiega nel documento, è motivata dal fatto che i prodotti Arm contengono tecnologia di origine statunitense.
Lo stop di Arm rappresenterebbe un problema per Huawei, perché l’architettura Arm è alla base dei processori Kirin, sviluppati da Huawei e montati sugli smartphone di fascia alta (come i telefoni Mate 20 e P30 che integrano il Kirin 980). Sugli smartphone più economici, attualmente l’azienda usa processori prodotti da Qualcomm.
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Jeff Bezos, affascinato da sviluppi industria auto
Patron Amazon si riferisce a “uber-izzazione dell’elettrico”
NEW YORK22 maggio 201915:31
Jeff Bezos è affascinato dai recenti sviluppi nell’industria automobilistica. In un incontro con i dipendenti lo scorso marzo, il patron di Amazon ha spiegato come “l’Uber-izzazione, l’elettrico” rendono “l’industria affascinante. E’ qualcosa di molto interessante da guardare ma di cui anche da essere parte”.Secondo quanto riportato da Cnbc, le parole di Bezos sono un assaggio del suo interesse nel settore delle quattro ruote, in cui Amazon è entrata in febbraio con il suo investimento in Rivian.
Huawei twitta sul sistema operativo, poi elimina il postMistero sui tempi di lancio, in rete notizie contrastanti
22 maggio 201915:32
Il sistema operativo (OS) “fatto in casa” da Huawei arriverà nei prossimi mesi. O forse no. In rete circolano notizie contrastanti in merito ai tempi di lancio dell’OS che potrebbe essere installato sugli smartphone dell’azienda cinese al posto di Android di Google, qualora l’amministrazione Trump non facesse un definitivo passo indietro sui divieti commerciali imposti al colosso asiatico. Stamani Huawei, in un post su Twitter dell’account Huawei Facts, ha annunciato l’arrivo dell’OS entro l’anno e la compatibilità con le app Android. Il post è stato però eliminato a stretto giro, senza spiegazioni né nuove comunicazioni.Huawei presumibilmente rilanciava un post sul social network cinese Weibo, in cui la rivista locale Caijing cita Richard Yu, presidente della divisione consumer di Huawei, attribuendo al manager dichiarazioni precise: un OS di Huawei sarà disponibile entro l’autunno prossimo o al massimo in primavera.Di senso opposto è quanto scrive il sito The Information, che riferisce di un’intervista in esclusiva con Yu e sostiene che l’OS sia “lontano dall’esser pronto”.Le notizie sono contrastanti anche riguardo alla compatibilità o meno dell’OS con le app Android. Secondo Caijing, l’OS sarà compatibile con tutte le applicazioni Android e le applicazioni web, e funzionerà su telefoni, tablet, computer, tv, auto e dispositivi indossabili. The Information mette invece in dubbio la compatibilità, dato che l’OS avrebbe bisogno di app sviluppate ad hoc.
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Privacy: studio Ue, italiani tra meno consapevoli sul Gdpr
Peggio solo i francesi. Ma sale informazione su ruolo Autorità
BRUXELLES22 maggio 201918:08
L’Italia, con la Grecia e il Belgio, è tra i Paesi della Ue dove si registra minor consapevolezza sull’esistenza del Regolamento generale della protezione dei dati (Gdpr), peggio fa solo la Francia. Emerge da un Eurobarometro diffuso dalla Commissione europea, in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Regolamento generale della protezione dei dati (Gdpr).Secondo il rilevamento i Paesi dove i cittadini sono più informati sono Svezia (90%); Olanda (87%); Polonia (86%); Cechia (85%) e Slovacchia (83%). Nella parte finale della graduatoria si trovano invece: Grecia e Cipro (58% ciascuno); Belgio (53%); Italia (49%); e Francia (44%). Dallo studio emerge inoltre che il 57% degli europei è a conoscenza che nel proprio Paese c’è un’Autorità responsabile per la protezione i loro diritti sui dati personali: il 20% in più rispetto a febbraio 2015.Più consapevolezza tra i cittadini “è un segnale molto incoraggiante. Quasi sei persone su dieci sanno che esiste un’autorità per la protezione dei dati personali nel loro Paese.E’ un aumento significativo rispetto al 2015, quando erano quattro persone su dieci. Il Gdpr fornisce alle autorità gli strumenti per combattere le violazioni. In un anno, il neo-costituito comitato europeo per la protezione dei dati ha registrato oltre 400 casi transfrontalieri in Europa. E questo conferma il vantaggio supplementare offerto dal regolamento, poiché la protezione dei dati non si ferma ai confini nazionali”, hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta il vicepresidente della Commissione europea al Mercato unico digitale Andrus Ansip e la responsabile della Giustizia Vera Jourová.
Huawei, sistema operativo già in autunnoDopo stop Google su Android e stretta Usa su forniture hi-tech
PECHINO23 maggio 201906:03
– Il sistema operativo ‘made in Huawei’, dopo lo stop di Google su Android, sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020. E’ quanto ha detto Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni che circolano da ieri sui media cinesi.
La mossa, scrive il Global Times, “riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative” alle forniture di componenti hi-tech dopo l’ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa.
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Su Facebook arrivano anche Le Storie di Compleanno
Biglietti personalizzati, si può aggiungere la musica
23 maggio 201910:03
Le Storie sono una modalità di racconto sempre più usata, Facebook lancia una evoluzione di questa funzione dedicata ad un giorno speciale: Le Storie di Compleanno. Permettono di creare biglietti personalizzati diversi dal semplice messaggio.Per creare una Storia di compleanno basta toccare la notifica che suggerisce il compleanno di un amico, scattare o caricare una foto o registrare un breve video utilizzando uno dei biglietti di auguri digitali disponibili. Si può aggiungere anche una colonna sonora. Una volta pubblicata, la Storia sarà visibile per tutto il giorno nella sezione dedicata sul profilo di chi compie gli anni. Trascorso il giorno del compleanno sarà possibile recuperare le storie nell’archivio del proprio account, come nel caso delle Storie tradizionali. E’ inoltre possibile definire non solo chi tra gli amici può visualizzare le Storie di compleanno, ma anche chi può aggiungere contenuti.Le Storie di Facebook sono state introdotte circa due anni fa e sono utilizzate quotidianamente da più di 500 milioni di persone in tutto il mondo.
Svolta verde LG, azzerare impronta CO2 entro il 2030Il piano prevede taglio emissioni e progetti di compensazione
23 maggio 201910:04
La coreana LG è pronta alla svolta “verde”. Il produttore di elettronica di consumo ha annunciato il programma “Zero Carbon 2030”, che la vede impegnata ad azzerare la propria impronta di carbonio entro il 2030. Il piano prevede di dimezzare le emissioni di CO2 e, al contempo, espandere i progetti di compensazione.LG ha reso noto che ridurrà le emissioni di carbonio in tutti i suoi siti di produzione globali, da quasi 2 milioni di tonnellate di CO2 registrate nel 2017 a 960mila tonnellate entro la fine del 2030.In aggiunta, l’azienda espanderà i progetti di Clean Development Mechanism, uno dei meccanismi flessibili previsti dal protocollo d Kyoto, che permette alle imprese dei Paesi industrializzati con vincoli di emissione di realizzare progetti che mirano alla riduzione delle emissioni di CO2 nei Paesi in via di sviluppo senza vincoli di emissione. Tali progetti servono a ottenere crediti per la Certified Emission Reduction, che sono emessi dalla Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici.
Huawei, anche Panasonic ferma forniture
L’azienda giapponese si adegua al bando Usa
23 maggio 201903:24
– La giapponese Panasonic ha annunciato oggi di aver sospeso le spedizioni di alcuni componenti alla Huawei, per rispettare le restrizioni statunitensi sull’azienda cinese. “Panasonic ha comunicato ai suoi dipendenti di interrompere le transazioni con Huawei e le sue 68 filiali coperte dal bando degli Stati Uniti”, spiega la società in una nota.
L’azienda con sede a Osaka non ha grandi siti di produzione di componenti negli Usa, ma ha affermato che il bando si applica alle merci che hanno almeno il 25% di tecnologie o materiali originati negli Stati Uniti. Panasonic, che produce un’ampia gamma di dispositivi per smartphone, automobili e apparecchiature per l’automazione industriale, ha rifiutato di commentare quali specifici componenti sono soggetti al divieto e dove vengono prodotti.
Il dipartimento del Commercio degli Usa ha bloccato Huawei dall’acquisto di merci statunitensi la scorsa settimana, dicendo che l’azienda era coinvolta in attività contrarie alla sicurezza nazionale.
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Huawei, possibile lancio sistema operativo in autunnoE Panasonic smentisce lo stop a forniture
23 maggio 201910:12
Il sistema operativo ‘made in Huawei’, dopo lo stop di Google su Android, sarà lanciato al più presto in autunno e non oltre la primavera del 2020. E’ quanto ha detto Richard Yu, capo della divisione consumer business del colosso di Shenzhen, a conferma delle indiscrezioni che circolano da ieri sui media cinesi.La mossa, scrive il Global Times, “riflette la strategia di Huawei di diventare indipendente e trovare soluzioni alternative” alle forniture di componenti hi-tech dopo l’ultima stretta alla vendita decisa dagli Usa.Nel frattempo l’azienda giapponese Panasonic smentisce le notizie circolate in queste ore in merito alla sospensione delle forniture alla cinese Huawei in seguito al bando Usa. In una nota pubblicata da Panasonic nella sua pagina sul social network cinese Weibo, l’azienda definisce “false” le notizie sullo stop alle forniture e assicura che continuerà a vendere beni e servizi a Huawei, definito “partner importante”.
Huawei: Wsj,altre cinesi rischiano bandoProposta legge che dà 700mln a telco per eliminare prodotti Cina
23 maggio 201910:44
– Dopo Huawei, gli Stati Uniti potrebbero inserire altre aziende cinesi nella “Entity list”, la lista nera del commercio. Lo scrive il Wall Street Journal, citando fonti secondo cui il Dipartimento del Commercio Usa starebbe valutando la questione. Tra le aziende al vaglio potrebbero esserci Hikvision e Dahua, due società cinesi che producono apparecchi di videosorveglianza e che sono state già segnalate da alcuni membri del Congresso. Nel frattempo, riferisce sempre il Wsj, a Washington una proposta di legge bipartisan prevede di stanziare fino a 700 milioni di dollari per aiutare le aziende di telecomunicazioni, soprattutto nelle aree rurali, a rimuovere dalle loro infrastrutture, e a rimpiazzare, le apparecchiature di Huawei, Zte e aziende affiliate. La legge prevede anche il divieto usare i prodotti e i servizi di Huawei e Zte nelle reti 5G sviluppate in Usa. [print-me title=”STAMPA”]
