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Ultimo aggiornamento 7 Giugno, 2019, 16:12:06 di Maurizio Barra

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DALLE 08:43 ALLE 16:12 DI VENERDì 07 GIUGNO 2019

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Tregua Salvini-Di Maio, lunedì vedranno Conte. In agenda commissario Ue,rimpasto e tasse
“Il governo deve andare avanti”, scrivono in una nota congiunta

07 giugno 2019 08:43

“Il governo deve andare avanti”. Lo scrivono in una nota congiunta, quasi fosse un imperativo categorico. Matteo Salvini e Luigi Di Maio si vedono. Il primo faccia a faccia di cui si abbia notizia da due mesi. Un’ora di colloquio per dirsi che l’esecutivo può e deve andare avanti. Se davvero accadrà, ancora non v’è certezza.Tra le fila di M5s e Lega si usano espressioni come “tregua armata” e “navigazione a vista”. Sarà il premier Giuseppe Conte, in un vertice a tre che potrebbe tenersi lunedì, a dire se i suoi vice lo convincono. Dal Quirinale si registrano le parole dei due vicepremier che danno il senso di un passo in avanti. Sullo sfondo resta la grande preoccupazione per la prossima legge di bilancio. E’ quello l’orizzonte che catalizza le attenzioni anche nel governo perché da lì, come avverte Moody’s, passa non solo la procedura d’infrazione Ue ma anche la credibilità dell’Italia agli occhi dei mercati.Salvini in mattinata ne parla con i responsabili economici della Lega, in una lunga riunione al Viminale: è Conte ad avere il mandato a trattare in Europa per scongiurare la manovra bis ma il ministro dell’Interno vuole esser della partita. Dalle scelte economiche dipendono le scelte politiche e la vita stessa del governo. E le visioni collidono: Conte vuol rispettare le regole, Salvini spinge per sforare. Il leader leghista e Di Maio ne parlano nel colloquio, negato fino all’ultimo, che hanno nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi. E’ il leader M5s a premere per vedersi subito. Vuole chiedere al leghista, guardandolo dritto in faccia, se si va avanti seriamente o no. Qualche sottosegretario pentastellato, con buona dose di realismo, osserva che è una domanda sospesa perché il rischio del voto sarà superato solo a luglio, quando si chiuderà la finestra per andare alle urne a settembre. IERI L’INCONTRO DEL DISGELO TRA DI MAIO E SALVINIMa a Di Maio il capo della Lega risponde di sì: andiamo avanti. Il dialogo è “positivo, cordiale, utile”, dice la nota congiunta che sigla la ritrovata sintonia personale. I vicepremier proclamano di volere un “dialogo costruttivo in Europa nell’interesse degli italiani”. A Bruxelles andranno a trattare “i politici, non i tecnici”, sottolinea Di Maio. Con Salvini aggiunge che i dati economici sono migliori di quanto stimato. “La strada è giusta” e in cima alle “priorità” c’è l’abbassamento delle tasse con “misure straordinarie”, dicono. Salvini incassa di poter iscrivere al primo punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri il decreto sicurezza bis, su cui resterebbero perplessità tra i suoi alleati.La riunione slitta a martedì pomeriggio, su richiesta del premier. La scelta è prima indicare la road map politica nel vertice a tre, che si potrebbe tenere lunedì sera, dopo i ballottaggi e dopo che in mattinata Salvini avrà riunito in via Bellerio lo stato maggiore della Lega. Tra i leghisti è fortissima la pressione per rompere e andare all’incasso. Ma Salvini non vuol assumersi la responsabilità di far saltare il governo senza un serio casus belli. E qui si torna al tema della flat tax. Ma sui conti pubblici lo scenario è tanto fosco che tornano a rincorrersi suggestioni di governi tecnici per firmare la manovra (è impraticabile, dicono nelle sedi istituzionali). Quanto al dossier nomine, Di Maio ribadisce a Salvini che spetterà a lui indicare il nome del futuro commissario europeo: va bene Giancarlo Giorgetti o chi la Lega indicherà. Nel governo la scelta del nuovo ministro per gli Affari Ue, sempre di area leghista, potrebbe poi aprire la strada a un “riequilibrio” che vedrebbe in pole position per la sostituzione Giulia Grillo e Danilo Toninelli (sarebbe invece blindata Elisabetta Trenta). Potrebbe anche aprirsi un balletto di sottosegretari, ma non è tema di oggi. In casa leghista notano però con piacere che nessun M5s abbia attaccato Massimo Garavaglia, dopo l’indagine aperta a suo carico dalla Corte dei Conti.

Patroni Griffi, toghe attente a frequentazioni Il richiamo del presidente del Consiglio di Stato. ‘L’autogoverno non sia corporativo’

07 giugno 201910:51

“Un giudice all’altezza dei tempi deve saper accettare, proprio in ossequio a un’etica pubblica collegata alla funzione, alcune limitazioni anche alla propria sfera di libertà”. È il richiamo del presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, che aprendo il primo Congresso Nazionale della Giustizia Amministrativa Italiana, chiede ai magistrati di evitare esternazioni che possano far dubitare della propria terzietà e “frequentazioni” che possono ripercuotersi negativamente sull’attività giudiziaria.Il giudice “non può avere un proprio pensiero che non sia in linea con i valori fondamentali posti alla base della Costituzione su cui ha giurato”, ha elencato il presidente del Consiglio di Stato, “non può liberamente manifestare il proprio pensiero, se questo pensiero sia riferibile alla propria attività giudiziaria o se possa essere letto, o anche strumentalizzato, in modo che ne risulti appannata la sua terzietà”; “non può frequentare abitualmente chiunque, tutte le volte in cui queste frequentazioni possano ripercuotersi negativamente sulla sua attività giudiziaria o possano dare oggettivamente la sensazione che un appannamento della terzietà possa verificarsi”.”Occorre, in altri termini – aggiunge – resistere alla tentazione di fare delle uscite pubbliche istituzionali dei magistrati l’occasione per esprimere visioni del mondo, opinabili soggettive e di carattere politico, che trasmodino dall’analisi puntuale dei problemi dell’organizzazione giudiziaria e del processo” o “che si discostino dai valori giuridici positivi di riferimento propri doverosamente di ciascun giudice”.”Il governo autonomo della magistratura è un ‘privilegio’ – dice ancora – di noi magistrati che deve assicurare il fine istituzionale per cui la Costituzione lo contempla: garantire l’indipendenza interna ed esterna, della magistratura nel suo complesso e del singolo magistrato. Guai a servirsene per finalità meramente sindacali sganciate da ogni logica istituzionale”: ci sarebbe il pericolo “di un governo ‘corporativo'” della magistratura, “che è esattamente il contrario di ciò che indusse il Costituente prima, e il legislatore poi, a istituire la funzione di autogoverno, aperta alla partecipazione di estranei alla magistratura”.
Buffagni, scongiurato voto anticipatoNon dobbiamo lasciare paese devastato ai nostri figli

07 giugno 201911:45

– “Visto che le elezioni anticipate le abbiamo scongiurate, abbiamo bisogno di lavorare uniti”. Lo ha sottolineato il sottosegretario agli Affari regionali ed esponente del Movimento 5 stelle, Stefano Buffagni, intervistato dall’editorialista del Corriere della Sera, Dario Di Vico, nel corso della seconda giornata di lavori di Futuro Direzione Nord che si tiene a Milano. “Dobbiamo lavorare uniti perché, con il rallentamento dell’economia globale, abbiamo un problema in Italia e non è quello del governo gialloverde – ha concluso -. Non dobbiamo lasciare un Paese devastato ai nostri figli”.
Pd, con governo condoni per 32 mldDi Maio coraggioso a parlare di taglio delle tasse

07 giugno 201912:05

– “Ci vuole del gran coraggio a parlare di taglio delle tasse per la crescita e di lotta all’evasione fiscale, come fa il vicepremier Di Maio, se solamente quest’anno, grazie ai condoni fiscali del Governo Lega-M5S, lo Stato ha rinunciato a ben 32 miliardi di euro di introiti. Una bella faccia tosta”. Lo afferma il senatore Pd Antonio Misiani, capogruppo in commissione Bilancio al Senato.
2 giugno: Buffagni, Fico ha sbagliato2 giugno è festa degli italiani e delle forze armate

07 giugno 201912:12

– Il sottosegretario Stefano Buffagni (M5S), non ha condiviso le parole del presidente della Camera Roberto Fico sul 2 giugno. Il suo intervento “scritto sulla carta era inattaccabile ma la comunicazione è fatta di titoli e quindi non ho condiviso quella scelta per nulla. – ha detto nel corso della due giorni di Futuro Direzione Nord – Non l’avrei detto perché oltre a fare un favore suicida all’alleato credo che poi il 2 giugno sia la festa degli italiani e non solo delle forze armate. Vorrei vedere ovunque il tricolore che sventola il prossimo anno”.
Ue: Giacomoni, Italia sprofondaPer ridurre il debito servirebbe un governo credibile

07 giugno 201912:22

– “Per ridurre il debito in modo credibile, come sostiene Draghi, occorre un governo credibile ed il governo verde e giallo è tutto meno che credibile. Fino a ieri hanno litigato su tutto e oggi, improvvisamente, si trovano d’accordo sulle poltrone dando alla Lega il Commissario europeo, un ministero e qualche sottosegretario in più. Al di là delle poltrone il problema è che il debito resta, la crescita è pari a zero, e fare una manovra economica che possa far ripartire la crescita e far scendere il debito non sarà affatto facile. La Lega può dunque far festa per qualche posto di governo in più, il problema è con questa maggioranza mentre la Lega trionfa, l’Italia sprofonda”. Lo afferma Sestino Giacomoni, vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera.

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Renzi, Conte peggio di Di Maio e Salvini
Premier deve essere un leader non un aspirante gentleman

07 giugno 201912:54

– “Il teatrino tra Salvini e Di Maio continua, sulla pelle degli italiani, mentre le previsioni economiche peggiorano. In molti mi chiedono: Matteo, ma secondo te cosa è più dannoso? La stagnazione economica di Di Maio o la regressione culturale di Salvini? Bella domanda. Se dovessi dare una risposta secca direi, paradossalmente, che peggio di Salvini e Di Maio c’è solo Conte”. Lo scrive Matteo Renzi nella e-news agli iscritti del Pd.
“Il Premier deve essere un leader – aggiunge Renzi – non un aspirante gentleman incapace di dirigere uno dei Paesi del G7: mai visto un capo eterodiretto dai suoi vice”.
Ecco cosa prevede il codice rosso approvato dalla CameraStretta su violenza e stalking. C’è norma su revenge porn

07 giugno 201915:03

Come succede nei pronto soccorso per indicare le emergenze piu’ gravi, anche la violenza sulle donne avra’ ora una “corsia preferenziale” per combatterla, con indagini piu’ veloci. Scatteranno, inoltre, pene piu’ pesanti in casi di violenza sessuale e stalking e vengono introdotti i reati di revenge porn e sfregi al viso oltre allo stop ai matrimoni forzati. Sono le principali novita’ previste dal disegno di legge che modifica il codice di procedura penale sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere varato dalla Camera con 380 si’ e 92 astenuti. Chiamato per sintesi ‘Codice rosso’, il provvedimento e’ stato proposto dal governo.DENUNCE E INDAGINI – La polizia giudiziaria dovra’ comunicare al magistrato le notizie di reato di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate avvenute in famiglia o tra conviventi. E la vittima dovra’ essere sentita dal pm entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato.VIOLENZA SESSUALE – Le pene salgono a 6-12 anni rispetto a oggi, quando la reclusione minima e’ di 5 anni e quella massima di 10. La violenza diventa aggravata in caso di atti sessuali con minori di 14 anni a cui e’ stato promesso o dato denaro o qualsiasi altra cosa utile.STALKING – La reclusione passa dai 6 mesi-5 anni com’e’ oggi, al range del minimo di un anno al massimo di 6 anni e sei mesi.BOTTE IN FAMIGLIA – Per maltrattamenti contro familiari o conviventi, la reclusione passa dagli attuali 2-6 anni a 3-7 anni; la pena e’ aumentata fino alla meta’ se il fatto avviene in presenza o ai danni di un minore, di una donna in gravidanza, di un disabile oppure se l’aggressione e’ armata.SFREGI – Il codice penale si arricchisce di un articolo sui casi di aggressione a una persona, con lesioni permanenti al viso fino a deformarne l’aspetto. Il responsabile e’ punito con la reclusione da otto a quattordici anni. Se lo sfregio provoca la morte della vittima, scatta l’ergastolo. E per i condannati sara’ piu’ difficile ottenere benefici come il lavoro fuori dal carcere, i permessi premio e le misure alternative.STOP ALLE NOZZE FORZATE – Introdotto grazie a un emendamento di Mara Carfagna, punisce chi induce un altro a sposarsi (anche con unione civile) usando violenza, minacce o approfittando di un’inferiorita’ psico-fisica o per precetti religiosi. La pena va da uno a cinque anni, sale a 2-6 anni se coinvolge un minorenne ed e’ aggravata della meta’ se danneggia chi non ha compiuto 14 anni al momento del fatto.STOP AL REVENGE PORN – Chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda foto o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso, rischia da uno a sei anni di carcere e una multa da 5000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o acquisito le immagini, le invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso dell’interessato per danneggiarlo. La pena viene aumentata se l’autore della vendetta e’ il coniuge (anche separato o divorziato), un ex o se i fatti sono avvenuti con strumenti informatici.

Mattarella: salvare vite è un prestigio per l’ItaliaCapo stato incontra la Marina, vostra azione fondamentale
07 giugno 201915:43

“L’azione della Marina è fondamentale: è l’azione che garantisce la sicurezza del nostro Paese, dei suoi mari e delle sue coste sotto ogni profilo: la sicurezza in generale, il mantenimento della pace, la sicurezza della libertà di navigazione e dei commerci, la sicurezza delle infrastrutture, il salvataggio di vite umane – in questi anni con molta intensità – che ha reso prestigio al nostro Paese”. Così il Presidente della Repubblica, in un messaggio, incontrando una rappresentanza della Marina Militare.
Salvini,Conte nomini sostituto di SavonaAvere quel ruolo scoperto non mi sembra utile ora

07 giugno 201915:36

– ROMANO DI LOMBARDIA (BERGAMO)

– Un ministro per le politiche Ue “sarebbe importante: non mi interessa di che colore, ma mentre sta nascendo la nuova Europa, la nuova Commissione, il nuovo Parlamento e la nuova Bce, avere scoperto il ministro delle Politiche comunitarie, perché il professor Savona è andato alla Consob, non mi sembra utile”. Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. “Quindi – ha aggiunto – chiederò al presidente del Consiglio che venga nominato il prima possibile”.

Scuola: verso conclusione delle lezioniOltre 500mila i candidati all’Esame di Stato

07 giugno 201914:54

– Termineranno tra oggi e domani, nella gran parte delle regioni italiane, le lezioni dell’anno scolastico 2018-2019: l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive è tra oggi e domani nel Lazio, Abruzzo, in Emilia Romagna, in Calabria, Campania, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento. Il 12 giugno sarà la volta degli alunni delle Regioni Basilicata Friuli Venezia Giulia, Puglia, Valle d’Aosta. Gli ultimi, il 14 giugno, a lasciare le aule, saranno gli studenti della Provincia autonoma di Bolzano. Ed è fissata per mercoledì 19 giugno, a partire dalle ore 08.30, la prima prova dell’Esame di Maturità. La seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi, si terrà, invece, giovedì 20 giugno. Quest’anno saranno 13.161 le commissioni d’Esame per 26.188 classi coinvolte. Sono circa 520 mila i candidati iscritti alla Maturità.
Mondello, colpita come simbolo politicoEx sindaco Sanguineti, non mi sento colpevole di niente

SAGENOVA07 giugno 201913:

– “Me lo aspettavo perché ero il simbolo politico di questo processo. Ma sono completamente innocente come emergerà in appello”. Lo ha detto Gabriella Mondello in aula subito dopo la condanna a un anno e sei mesi nell’ambito del processo sulle infiltrazioni mafiose nel comune di Lavagna.
“Non mi sento colpevole di niente – ha detto l’ex sindaco Giuseppe Sanguineti, condannato a due anni -. Se avessi qualcosa da rimproverarmi lo farei. Ma io non ho fatto nulla”. Prima di diventare sindaco di Lavagna nel 1980, incarico mantenuto per 24 anni, e proseguire la carriera politica come parlamentare in Forza Italia, nel Pdl e nell’Udc, Gabriella Mondello, 75 anni, divenne nota al grande pubblico nel 1973 come campionessa di Rischiatutto. Nella trasmissione di Mike Bongiorno rimase a lungo imbattuta come esperta di Giovanni Verga. Parlamentare per tre legislature fu componente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici e della Commissione per la semplificazione della legislazione.
Mattarella riceve Jhumpa Lahiri al QuirinaleLa scrittrice ha consegnato al Presidente della Repubblica ilvolume ‘Racconti italiani’

07 giugno 201913:49

– Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto il 6 giugno al Quirinale la scrittrice Jhumpa Lahiri, docente di Creative Writing alla Princeton University, che gli ha consegnato il volume “Racconti italiani”, un’antologia personale di autori italiani del Novecento scelti e introdotti dalla scrittrice, edito da Guanda.  Erano presenti Luigi Brioschi, presidente di Guanda e Stefano Mauri, presidente del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol.

Domenica sfide centrodestra-centrosinistra nei ballottaggi dei capoluoghiM5s corre soltanto a Campobasso. 3,6 milioni tornano alle urne

07 giugno 201913:53

Sono 136 i comuni interessati ai ballottaggi di domenica 9 giugno, per le elezioni amministrative che si sono svolte il 26 maggio scorso.Di questi, sono 124 i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, dei quali 15 capoluogo, e 12 quelli con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti.Due i capoluogo di Regione al ballottaggio: Potenza e Campobasso; 13 quelli di provincia al ballottaggio: Avellino, Ferrara, Forlì, Reggio nell’Emilia, Cremona, Ascoli Piceno, Biella, Verbania, Vercelli, Foggia, Livorno, Prato, Rovigo. Gli elettori interessati dai ballottaggi, nei 136 comuni al voto, sono 3.648.485, su una popolazione di 4.406.443, per un totale di 4.431 sezioni elettorali.Sono 9 i comuni che vanno al voto per motivi diversi dalla scadenza naturale. Nei capoluoghi, i Cinque Stelle si ritrovano al ballottaggio solo a Campobasso ma sono in più realtà l’ago della bilancia che determinerà la vittoria di uno o dell’altro candidato negli altri 14 ballottaggi principali di domenica prossima anche se indicazioni ufficiali di voto non ce ne sono.Le sfide, vedranno contrapposti, per la stragrande maggioranza dei casi, candidati del centrosinistra o del centrodestra. Al primo turno delle comunali che si sono svolte quindici giorni fa, nell’election day insieme alle Europee e alle Regionali in Piemonte, il centrosinistra ha confermato la guida di Firenze e Bari tra i capoluoghi di Regione, Bergamo, Modena, Pesaro e Lecce tra quelli di Provincia; il centrodestra ha confermato invece Perugia e Vibo Valentia ed è riuscito a strappare al centrosinistra la guida di Pescara e Pavia.Nella tornata di domenica prossima le sfide più significative appaiono quella di LIVORNO, dove il centrosinistra, con il giornalista Luca Salvetti, che al primo turno ha preso il 34,2% dei consensi, tenta di riprendere la guida della città che cinque anni fa gli fu scippata, dopo quasi 70 anni ininterrotti di potere, dai pantastellati, con Filippo Nogarin che non si è ricandidato alla guida della città e ha corso per le Europee ma non è stato eletto. Salvetti dovrà vedersela con Andrea Romiti, ispettore di polizia che al primo turno si è fermato al 26,6%.Altra corsa interessante è quella che attende la “rossa” FERRARA dove la sinistra, con Aldo Modonesi, assessore della giunta uscente, è costretta ad inseguire il leghista Alan Fabbri, che al primo turno, con il 48,4% dei consensi, ha sfiorato la vittoria.Ad ASCOLI PICENO, guidata per 10 anni dal sindaco uscente Guido Castelli (centrodestra), la sfida rimane tutta interna al centrodestra con Marco Fioravanti, candidato da Fdi, Lega e da otto liste Civiche di centrodestra e Piero Celani (Fi e da altre sei liste civiche di area centrodestra).A CAMPOBASSO, la gara è tra Maria Domenica D’Alessandro (Lega) che ha sfiorato il 40% al primo turno e il candidato M5S Roberto Garavina, che la distanzia notevolmente. Importante sarà capire come voterà qui l’elettorato di centrosinistra.Il 9 giugno il centrosinistra, infine, si riprenderà AVELLINO dove la sfida è tutta interna a questo schieramento e dove due settimane fa sono andati al ballottaggio due suoi esponenti: Luca Cipriano candidato dal Pd che si è fermato al 32,5% e Gianluca Festa (28,6) espressione di alcune liste civiche di centrosinistra. Ad Avellino, guidata prima di quest’ultima tornata elettorale dal sindaco M5S Vincenzo Ciampi, la giunta è caduta nel novembre 2018, dopo appena cinque mesi dall’insediamento.          [print-me title=”STAMPA”]

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