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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 21 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Giugno, 2019, 12:45:08 di Maurizio Barra

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VI ANTICIPO CHE PURTROPPO CAMILLERI è GRAVE IN OSPEDALE

AGGIORNAMENTO DALLE 12:09 DI DOMENICA 16 GIUGNO 2019

ALLE 12:45 DI LUNEDì 17 GIUGNO 2019

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Miss Mondo Italia 2019 abita a Pompei
Eletta a Gallipoli, rappresenterà il Bel Paese a Miss World

GALLIPOLI (LECCE)16 giugno 2019 12:09

Miss Mondo Italia 2019 è Adele Sammartino, psicologa di 23 anni residente a Pompei, nata a Castellamare di Stabia (Napoli). E’ stata eletta il 15 giugno tra 50 concorrenti a Gallipoli, che ospita il concorso da dodici anni. Seconda Katia Riparelli (Veneto), terza Lorenza Di Cesare (Lazio).Adele rappresenterà il Bel Paese alla finale di Miss World, il 7 dicembre in Thailandia, tentando di conquistare una corona mai indossata da una miss italiana. Alta 1.75, occhi castani chiari, capelli lunghi castani, scuri, da pochi mesi è laureata in scienze e tecniche psicologiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le specializzazioni, pensa che potrebbe frequentare criminologia o psicologia clinica. Parla inglese, ascolta Ligabue e le piace tutta la musica leggera italiana; pratica fitness. Prima di tre figli, sarà presto zia.E’ fidanzata con Giovanni. Ha dedicato la vittoria “a mamma e papà” che l’hanno spinta ad affrontare la gara “con spensieratezza e il giusto piglio di donna”. La serata di Miss Mondo Italia, condotta da Giorgia Palmas, sarà trasmessa il 18 giugno alle 21 dall’emittente nazionale Donna TV (canale 62 digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000. Allo show hanno partecipato anche il nuotatore pluricampione Filippo Magnini, attuale compagno della Palmas, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei, il cabarettista Pino Campagna.
Martha Graham Dance Company a RavennaCinque coreografie in programma il 17 giugno al PalaDeAndré

RAVENNA16 giugno 201912:56

– Aprire finestre sul futuro senza tradire l’eredità di un nome blasonato come quello di Martha Graham è stato l’impegno di Janet Eilber, responsabile della compagnia da quando la signora della Modern Dance è scomparsa nel 1991. Il programma con il quale la compagnia americana torna a Ravenna Festival lunedì 17 giugno (PalaDeAndré ore 21) ne è un esempio, capace di ricomporre un ritratto vivo e rigeneratore del repertorio di Graham, particolarmente interessante per chi ha assistito all’ultima apparizione su queste scene nel 2005 e ricco di stimoli per i più giovani che non hanno avuto questo privilegio.
Seguendo il filo rosso di questa edizione del Festival – e del tributo al mondo greco – fin nel labirinto del Minotauro, con il (rivisto) ‘Errand into the Maze’, il programma include anche ‘Ekstasis’ ricostruita da Virginie Mécène, il nuovissimo ‘Deo’ di Maxine Doyle e Bobbi Jene Smith, le declinazioni su tema di ‘Lamentation Variations’ e ‘Diversion of Angels’, a completare il quintetto di coreografie.
Diaco, con Io e te racconto le emozioniDal brano di Vasco, nuovo spazio estivo di Rai1 con Milo e Graci

17 giugno 201909:46

– ‘Io e te’. Come recita la canzone di Vasco Rossi. Ma anche come un incontro a due, in cui ci si racconta l’intimità, delicata, dei sentimenti. È il nuovo spazio del pomeriggio di Rai1, che vede la prima volta Pierluigi Diaco padrone di casa assoluto di un programma della rete ammiraglia, dal 17 giugno, dal lunedì al venerdì alle 14.”Per me è un grande onore – dice lui, classe 1977 – La prima volta che ho messo piede in Rai avevo 18-19 anni, a via Asiago, per un programma radiofonico che si chiamava Punto d’incontro. Ricordo che in studio c’erano ancora i tecnici con i camici bianchi. Ero un ragazzino molto presuntuoso e piuttosto arrogante, forse perché cercavo il mio papà che è morto quando avevo cinque anni. La ricerca di una figura maschile che potesse proteggermi mi accompagnava e mi accompagna tuttora. Ma oggi – riflette – torno con una nuova consapevolezza, una maturità e gioia interiore che in passato non avevo”. Il nuovo programma, racconta, “è nato da un sabato pomeriggio trascorso insieme al direttore di Rai1 Teresa De Santis e dal nostro comune amore per la musica e la radio”. Non a caso l’idea del titolo arriva da una canzone, ‘Come nelle favole’ di Vasco Rossi, che è anche un po’ l’umore di questo spazio pensato all’insegna della complicità tra il narratore-investigatore delle emozioni Diaco e il pubblico. Più la cifra femminile di due compagne di viaggio come “la regina della tv” Sandra Milo e la “regina dei sorrisi” Valeria Graci.”Per predisposizione culturale – sorride Diaco – sono sempre molto divertito dai settimanali italiani. Leggo di tutto, da Mani di fata a Intimità o le guide tv: sento che in me abita una signora”. Ogni pomeriggio si parte dunque con una prima parte, Ad armi pari: un pacato confronto sugli argomenti di costume e società di cui tutti parlano sotto l’ombrellone o in città nella calda estate italiana. In studio, due squadre di opinion leader e quattro opinionisti portavoce difendono le ragioni dell’uno e dell’altro schieramento, con una finestra sempre aperta sui luoghi più divertenti o vissuti della stagione, dai centri benessere alle piscine pubbliche, i condomini, i centri anziani o i parchi. Il secondo spazio, Come nelle favole, si sofferma invece sui sentimenti, con Diaco a tu per tu con una coppia e la loro storia di vita a settant’anni, narrata attraverso la canzone del cuore, l’album delle nozze, le foto dei nipotini, gli oggetti della loro casa. A Sandra Milo e Valeria Graci, la Posta del cuore cui Sandra risponde in diretta, con la spontaneità che la contraddistingue. Infine, la terza parte è dedicata a un’intervista ‘emotiva’, intima e confidenziale, a personaggi noti e amati dal pubblico, come Bruno Vespa, Lino Banfi, Francesco Giorgino, Paola Perego, Antonio Razzi, Albano, Iva Zanicchi.”Il mio stile? Vado a braccio – conclude Diaco – Non ho mai amato gobbi, né la televisione scritta. Gianni Boncompagni mi diceva sempre: ‘Pigi, la tv deve essere jazz, deve suonare come una jam session in cui ognuno mette il suo in diretta’. Questa è l’occasione giusta per omaggiare i suoi tanti consigli. Soprattutto, vorrei cogliere il momento per fare una televisione garbata, gentile, elegante, dolce, anche nel vocabolario. E mi auguro che il mio papà da lassù mi protegga”.

La saga di Etro dai deserti a Star WarsKean, un omaggio al pianeta su cui camminiamo ogni giorno

16 giugno 201914:00

– Il Millennium Falcon è atterrato in un garage milanese per la sfilata di Etro, che dedica la sua nuova collezione uomo a un viaggio che parte dalle galassie di Star Wars per arrivare ai deserti della terra, dipinta al centro della passerella sotto forma di mandala, che viene poi dissolto alla fine dello show “in un omaggio – spiega Kean Etro – al pianeta su cui camminiamo ogni giorno”. Una ‘desert saga’ fatta di nomadismo e riferimenti a mondi lontani, compresi i pianeti dei primi due film del ciclo di George Lucas. Le immagini di Yoda e Luke Skywalker e le locandine dei film ‘L’impero colpisce ancora’ e ‘Guerre stellari’, si stampano su T-shirt, felpe e camicie della capsule nata dalla collaborazione con Lucas Film, di cui 12 pezzi saranno in vendita già dal primo luglio.
Gran finale sulle note dei Pink Floyd con tutti i modelli in camicia e short che camminano sul mandala, dissolvendolo tra gli applausi.
Esce ‘Le amiche di Jane’ sulle eroine del compromesso

16 giugno 201914:20

– Sono “eroine del compromesso, non della ribellione le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ed è questo a renderle moderne”. A mostrarci quanto ancora oggi ci si possa rispecchiare nelle storie raccontate dall’autrice di ‘Orgoglio e pregiudizio’ è Annalisa De Simone nel libro ‘Le amiche di Jane’ che esce in questi giorni nella serie PassaParola di Marsilio, dedicata a brevi memoir di autori italiani che si confrontano con un libro speciale.
“E’ stata una prova di scrittura interessante e un’occasione per capire di più me stessa. Ho usato una prima persona che corrispondeva a me, senza schermarmi dietro a un personaggio” dice la De Simone, 36 anni, scrittrice, attrice e coreografa, che ha esordito nella narrativa nel 2013 con ‘Solo andata’ (Baldini&Castoldi) e con Marsilio ha pubblicato ‘Non adesso, per favore’ e ‘Le mie ragioni te le ho dette’.
“I romanzi della Austen sono tutti una variazione sullo stesso tema: ‘Cosa significa crescere?’ e questa è una parabola universale. Anch’io mi sono fatta le domande che si fa Elizabeth-Lizzy Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’: dove voglio andare? e chi voglio essere?. Però mi sono rispecchiata anche in Austen, scrittrice che ha vissuto una vita piena di desiderio.
Ha descritto tanto dell’amore, ma non ha conosciuto la vita di coppia, è morta vergine a 42 anni ma non sposarsi per lei è stata una dimensione di libertà” spiega la De Simone che partendo dalla sua passione per la Austen ci fa riscoprire la madre del romanzo inglese dell’Ottocento e costruisce un percorso di educazione sentimentale.
Come si sopravvive agli incontri d’amore e alle separazioni? Come si consolano le amiche innamorate di uomini sposati o, se non sposati, bugiardi? Come si fa a essere una donna libera? E quanto conta ancora oggi il matrimonio? Fate quello, sembra dirci la De Simone, che farebbero le eroine di Jane Austen, da Elizabeth Bennet a Fanny Price, a Emma e Wickham, per non parlare di Darcy.
“L’orgoglio negli scritti della Austen oscilla sempre tra virtù e vizio, può essere anche amor proprio. Rileggendola mi sono resa conto che le emozioni che racconta sono profondamente moderne, perché l’intelligenza che chiede alle sue eroine ventenni è pratica. Elizabeth non è molto bella né colta, ma nella sua parabola di crescita non si mette mai in testa di fare una rivoluzione sociale, vive i limiti della sua condizione storica cercando di trovare un suo posto. Tutte le eroine della Austen subiscono una forte umiliazione e attraverso questo diventano più capaci di leggere il mondo per come è. Dai sogni infantili al compromesso con la realtà, è un po’ quello che crescendo accade a tutti, uomini e donne” dice la scrittrice.
Inoltre la Austen, che secondo la De Simone “è più ribelle delle sue eroine”, non stravolge “il canone del lieto fine, ma porta a guardare l’ambiguità della vita interiore. Le protagoniste sono figure positive, ma capaci di sentimenti biechi. Questo rende tutto più incerto e inaffidabile ed è un altro elemento moderno”. L’equivoco che invece ancora oggi rimane è di considerare l’autrice di ‘Ragione e sentimento’ ed ‘Emma’ adatta a una platea femminile. “Questo mi stupisce, perché i suoi romanzi parlano di noi in modo così profondo da diventare universali” sottolinea la scrittrice, che dal 2017 è presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo e nel libro ci regala anche divertenti aneddoti.

Sicilia in mostra tra parole e immaginiGuttuso, Marchesi e diari dall’Archivio Santo Stefano a Taobuk

16 giugno 201914:36

– Un doppio viaggio, pittorico e narrativo, per raccontare la Sicilia tra ‘800 e ‘900. Ce lo fa compiere ‘Questa è la certezza del cuore. La Sicilia nello sguardo degli artisti e dei suoi figli’, la grande mostra della nona edizione di Taobuk, il festival internazionale del libro di Taormina ideato e diretto da Antonella Ferrara al via il 21 giugno. Il paesaggio siciliano e la vita delle persone vengono raccontati attraverso i diari dell’Archivio di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, e attraverso i dipinti di artisti che fanno parte delle collezioni della Fondazione Sicilia. Ci sono la natura e gli esseri umani, i paesaggi di Antonino Leto, le sagrestie di Salvatore Marchesi, le visioni di Renato Guttuso, gli scorci agresti di Francesco Lojacono, le vedute di Francesco Zerilli e i cortei in nero di Pippo Rizzo.
Donne curve sui campi e preti nascosti nel confessionale, strade impolverate e fontane barocche. La mostra si inaugura a Palazzo Ciampoli il 22 giugno e resterà aperta fino al 15 luglio.
‘La colpa è sempre di un altro’, il monologo agrodolce di Valerio Mastandrea fa il giro del webIl testo scritto da Mattia Torre e recitato a ‘Propaganda Live’ fa sorridere e riflettere

SA16 giugno 201922:53

In Italia “è sempre colpa di un altro, di quello che è venuto prima…”, è una “piccola magia tutta italiana” quella di “milioni di cittadini, nessuno con una responsabilità”. E uno dei pessaggi del divertente e amaro monologo scritto da Mattia Torre e letto da Valerio Mastrandrea a ‘Propaganda Live’ di Diego Bianchi e che sta facendo il giro del web, impazzando sui social. Dal dentista, al meccanico, all’idraulico, al governo di turno, il refrain è sempre quello: ‘La colpa è di quelli di prima…”.

Big Little Lies 2, arriva Meryl StreepSi aggiunge a Kidman, Witherspoon, Dern. Su Sky Atlantic dal 18

17 giugno 201909:44

Sullo sfondo ancora Monterey, la tranquilla cittadina sul mare della California centrale, e poi intrighi e gialli. Dopo anni di vizi privati e pubbliche virtù, per le protagoniste la facciata immacolata che ne copre le ferite sta per sgretolarsi. L’attesa è quasi finita: è in arrivo la seconda stagione della serie Big Little Lies, in onda su Sky Atlantic dal 18 giugno alle 21.15. Tratto dal romanzo omonimo di Liane Moriarty, lo show ha dalla sua anche un cast di volti arcinoti di Hollywood: Reese Witherspoon (Madeline Martha Mackenzie), Nicole Kidman (Celeste Wright), entrambe anche coproduttrici, Laura Dern (Renata Klein), Shailene Woodley (Jane Chapman), Zoe Kravitz (Bonnie Carlson).Ma non è tutto: new entry è una vera e propria leggenda vivente, la plurivincitrice di Oscar Meryl Streep nei panni della suocera della Kidman che che arriva pronta a tutto pur di far luce sulla morte del figlio Perry. Dunque guai in arrivo. Nella nuova stagione, le cinque amiche dovranno affrontare le conseguenze di quella “grande piccola bugia” con cui si è chiusa la prima serie e saranno chiamate a fare appello a tutta la forza interiore di cui sono dotate per superare i traumi che hanno segnato le rispettive esistenze. Le nuove storie riprenderanno dal finale dell’ultimo sconvolgente episodio e continueranno a raccontare i segreti, i misteri e i sentimenti delle cinque protagoniste.I primi sette episodi hanno ottenuto il consenso sia del pubblico sia della critica facendo incetta di premi agli Emmy e ai Golden Globe del 2017, ottenendo rispettivamente cinque e quattro riconoscimenti, tra i quali il Golden Globe come Miglior miniserie, Miglior attrice in una serie per Nicole Kidman e Miglior attore non protagonista in una serie per Alexander Skarsgrd (Perry). Ancora una volta al centro dello show sarà una storia tutta al femminile, questa volta anche nello sguardo di chi la dirige: la seconda stagione di Big Little Lies segnerà infatti il debutto dietro la macchina da presa di Andrea Arnold, chiamata a raccogliere il testimone di Jean Marc Vellée. Una scelta interessante, che va ad impreziosire la sceneggiatura firmata da Liane Moriarty, autrice del bestseller da cui è nata la prima stagione, Piccole grandi bugie (edito in Italia da Mondadori), e che per questa seconda ha scritto un soggetto ad hoc.Ecco i fatti salienti della prima stagione. Celeste Wright (Kidman) vive a Monterey in un quartiere residenziale di ricchi. Ha due figli gemelli avuti dal marito, Perry Wright. Benché l’uomo incarni il modello di marito e padre che in superficie sembrerebbe perfetto, in realtà se ne scopre presto la vera anima: Perry è un violento psicopatico che vessa da sempre sua moglie con violenze psicologiche e fisiche. Celeste è costretta a nascondere sotto fondotinta e maniche lunghe lividi e ferite, per non scalfire quella superficie perfetta che la sua vita sembra avere. Lo fa per amore dei figli. Quando Celeste scoprirà che il bambino violento della scuola che picchia le sue compagne non è il nuovo arrivato, il figlio della ragazza madre Jane, ma uno dei suoi due gemelli, tutto cambierà per lei. Deciderà di fare il grande passo, quello contrario al fatidico sì: il fatidico no. Lascerà Perry e porterà via i bambini con sé. Alla festa di beneficenza organizzata dalla scuola, però, Perry tenterà di avvicinarla e di farle del male. Ma la solidarietà delle donne della comunità farà da scudo e proteggerà Celeste: Bonnie alla fine spingerà Perry giù da una scalinata, uccidendolo. E le cinque amiche che si ritroveranno in commissariato a dover rispondere alle domande della polizia.Big Little Lies racconta soprattutto di donne – donne in fuga da un passato difficile, madri imperfette, mogli coraggiose, professioniste infaticabili – e di sorellanza: imprevista, difficile, a volte forzata, ma mai come in questa storia centrale e preziosa.

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In Israele torna magia melodie andaluse
La musica al servizio della fratellanza

S. GIOVANNI D’ACRI (AKKO)16 giugno 201916:50

– La magia delle melodie andaluse è tornata a diffondersi fra le mura di San Giovanni d’Acri (Akko), una città che per secoli ha rappresentato un importante crocevia di culture mediterranee e che in questi giorni ha ospitato la seconda edizione del festival internazionale ‘Arabesque’. Vi hanno preso parte artisti e orchestre ritenuti in prima linea nelle esecuzioni di musica classica araba e di quella andalusa: ebrei ed arabi, israeliani e palestinesi. Salutando il pubblico stipato in un cortile a cielo aperto fra le Sale dei Cavalieri Crociati, a pochi passi dalla maestosa moschea al-Jazzar, il sindaco Shimon Lankri ha ribadito che l’obiettivo di manifestazioni come quella “è di rafforzare la solidarietà fra le persone e fra le diverse religioni”.
Il festival, spiega il direttore artistico Tom Cohen, punta a far comprendere che, al di là del conflitto politico, una parte significativa di Israele condivide col mondo arabo “la stessa cultura, lo stesso cibo, la stessa musica”.
Philipp Plein a tutto rock con i KissLogo della band ricamato su abiti e t-shirt

16 giugno 201917:38

– Mega show dedicato ai Monsters of Rock per Philipp Plein che, per il suo ritorno a Milano, ha chiamato la band The Entire Universe a esibirsi su un truck customizzato in stile Mad Max. In passerella, inno al rock ‘n roll, con una collaborazione con i Kiss, il cui logo ufficiale appare ricamato e applicato su abiti, toppe e t-shirt.
Gli uomini indossano giacche da motociclista in pitone borchiato, felpe con cappuccio, jeans con patch colorati e scarpe da ginnastica alte. I capi sartoriali sono luccicanti, con motivi metallici e stampe multicolor, con dettagli come borchie e catene d’argento.
Le donne sono fasciate in abiti metallizzati con spalle oversize e portano giacche da moto, t-shirt rock e tailleur a minigonna. Come accessori, corsetti borchiati, multi-strati di bigiotteria pesante, stivali con la fibbia alla coscia e mesh in maglia metallico.
Il viaggiatore di Tod’sDal mondo biker a quello della vela, ‘sfida è innovare’

16 giugno 201917:49

– Il mondo dei biker ispira la collezione Tod’s per la prossima estate, pensata per un viaggiatore di oggi. Icona della proposta la Ride Jacket, il classico biker da motociclista, che diventa una seconda pelle, in nappa ultraleggera, con tasche diagonali e righe tono su tono o in colori accesi.
Completano la proposta di abbigliamento capi in suede e cotone drill, giacche a vento con grandi tasche, field jacket con bordo in pelle, borse e zaini morbidissimi. Tra le calzature, il modello di punta di stagione è la competition, ispirata al mondo della nautica, mentre l’iconico gommino ha bordature a contrasto e il mocassino diventa morbido come una pantofola, avvolto dalla suola in gomma. “Abbiamo rivoltato le nostre aziende come un calzino – dice Diego Della Valle alla presentazione a Villa Necchi – la sfida di oggi è innovare mantenendo vivo il nostro heritage”.
Maxi concerto The Cure chiude Firenze RocksIn 40mila alla quarta serata del festival alla Visarno arena

ciFIRENZE17 giugno 201909:

Chiusura in grande stile per la terza edizione del Firenze Rocks: a salire sul palco della Visarno Arena per l’ultima serata del festival sono i The Cure, nell’unica data italiana del loro tour 2019. Dopo tre giorni di musica con le performance di Tool, Ed Sheeran ed Eddie Vedder, alle 21 in punto Robert Smith ha acceso i 40mila dell’ippodromo intonando Shake dog shake, brano tratto da The Top del 1984, il quinto album in studio della band inglese. Il gruppo è la formazione che forse più di ogni altra ha influenzato una generazione di musicisti scrivendo la storia del rock gotico e alternativo. Dopo la prima esibizione nel 1978, i The Cure in oltre 40 anni di carriera – festeggiati lo scorso anno con un mega concerto ad Hyde Park – hanno tenuto oltre 1.500 show in tutto il mondo e pubblicato 13 album. La tappa fiorentina del 16 giugno è speciale per almeno due motivi: rientra nel tour che celebra i 30 anni dell’iconico album Disintegration e anticipa l’uscita del prossimo lavoro, annunciato per il 2019 dopo ben undici anni di attesa. Il pubblico della Visarno Arena è quello delle grandi occasioni che inizia a pogare già nel primo pomeriggio grazie ad un menu composto dal miglior post-rock contemporaneo. A salire per primi sul palco sono i Siberia, gruppo underground nato a Livorno nel 2010, e i Balthazar formazione indi-pop-rock proveniente dal Belgio. Seguono gli attesissimi Editors, a Firenze per svelare il nuovo singolo ‘Frankenstein’ e i Sum 41 con le loro sonorità punk rock. Poi cala il silenzio in attesa della voce timida, nevrotica, e passionale di Robert Smith che propone subito successi come Burn, A night like this, Just one kiss e Just like heaven.Da primo profeta del rock triste, il cantautore 60enne si presenta sul palco con abiti scuri, trucco nero intorno agli occhi, rossetto rosso e soliti capelli spettinati.Sul palcoscenico nessun allestimento, soltanto l’ingombrante presenza scenica della band composta oltre che Smith, da Simon Gallup al basso, Jason Cooper alla batteria, Roger O’Donnell alle tastiere e Reeves Gabrels alle chitarre. Grande protagonista come da copione è l’album Disintegration che fa scatenare il pubblico con i brani che più degli altri strizzano l’occhio al mondo pop: Pictures of you, Lovesong e Lullaby. Tra i momenti ‘indelebili’ l’iniezione di energia arrivata con Friday i’m in love, forse l’hit più conosciuta del gruppo. In due ore e mezzo di concerto (il più lungo del festival) con una scaletta di 29 brani, Smith e la sua band raccontano 40 anni di carriera, mettendo al loro posto tutti i tasselli che li hanno resi uno dei gruppi più iconici. Per farlo si affidano a brani come From the edge of the deep green sea e High, tratti da Wish, Primary, The caterpillar, Close to me e Boys don’t cry con cui i The Cure chiudono un concerto granitico, cantato e suonato tutto d’un fiato.

Musica, Chiara Muti interpreta ‘Medea’Melologo tedesco Banda nel Chiostro della Biblioteca Classense

SARAVENNA17 giugno 201909:53

– L’incontro tra musica e parola risale per alcuni alle origini del linguaggio stesso e una forma di canto potrebbe essere stata il primo atto sonoro comunicativo. Nella storia della musica, e dell’arte, l’intreccio tra le due dimensioni è da sempre al centro di ricerche e sperimentazioni, come quella che negli anni Settanta del Settecento esce dal laboratorio di Jiri Antonín Benda, il compositore tedesco “inventore” del primo melologo.
Proprio uno dei suoi melologhi, ‘Medea’, apprezzato anche da Mozart, è in scena per Ravenna Festival martedì 18 giugno nel Chiostro della Biblioteca Classense, affidato alla voce recitante di Chiara Muti, che ne cura anche l’elaborazione drammaturgica e la regia ‘accompagnata’ dal Trio Hager: Marco Mandolini violino, Elke Hager violoncello, Enrico Pompili pianoforte.
Il melologo presentato in forma di concerto consente di apprezzare fino in fondo le qualità compositive di un autore perlopiù sconosciuto al grande pubblico e talvolta anche ai musicofili più attenti.
A Piazza Vittorio Mozart è popEsplosione di musica e danza, Flauto Magico multietnico in sala

17 giugno 201909:58

– E’ diventata maggiorenne quest’anno l’Orchestra di Piazza Vittorio, l’incredibile mix multietnico di suoni e culture da tutto il mondo che nel 2002 con la guida visionaria dell’ex Avion Travel Mario Tronco e il finanziamento dei cittadini del quartiere di Roma fu un primo esempio di ensemble fieramente libera, aperta e poliglotta. Oggi “l’Italia ha il record di orchestre multietniche di strada e di quartiere e forse abbiamo seminato bene”, dice Tronco osservando che “con onore e al tempo stesso tristezza” oggi l’Orchestra di Piazza Vittorio, un centinaio di musicisti e ancora 15-20 gli stessi dell’inizio, è nomade, internazionale e lavora soprattutto in Francia, da Lione”.
Ma in quel giardino umbertino, cuore della Roma asiatica, araba e latino americana, babele di odori (anche quelli fetidi del degrado), profumi di spezie, voci di bambini con tratti somatici diversi, misteriosa dai tempi della Porta Magica, l’Orchestra di Mario Tronco torna ancora. E’ ambientato lì il film Il Flauto Magico di Piazza Vittorio, di Tronco e Gianfranco Cabiddu, un piccolo gioiello in otto lingue che mescola arte, musica, danza e cinema sulle note dell’opera di Mozart che qui diventa pop.
Già a teatro l’Orchestra di Piazza Vittorio nel 2008 aveva portato il Flauto Magico e tanti anni ci sono voluti per trasformarlo in film senza perdere libertà assoluta di suoni e suggestioni, “grazie ai due produttori eroici Arturo Paglia e Isabella Cocuzza” della Paco cinematografica che ha prodotto il film con i francesi e Rai Cinema. Arriva in sala dal 20 giugno, dopo il passaggio nell’ottobre scorso alla Festa di Roma, e potrebbe trovare nuove opportunità all’apertura scolastica di settembre perché il film avvicina a Mozart in un modo immediato e naturale.
Partecipa alla sceneggiatura ed è anche l’unico attore professionista Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Sarastro, da sempre vicino all’Orchestra. Lo spunto – racconta Tronco – “venne nel 2008 da Daniele Abbado che ci chiese un Flauto magico per le strade di Reggio Emilia, un’impresa che mi sembrò pazza visto che i nostri musicisti non leggono la musica ma lavorando su arie, fischiando le melodie e facendo errori ce la facemmo.
Da lì l’idea di un film in cui i musicisti sono anche i personaggi dell’opera riletti alla nostra maniera con Petra Magoni una Regina della Notte quasi punk, Pamina Violetta Zironi tutt’altro che succube, Tamino Ernesto Lopez Maturell principe in tempesta ormonale.
“L’uscita in sala è orgoglio e gioia”, dice Bentivoglio.
Tronco parla di “rapporto sentimentale con il luogo al centro del film, che vive di una bellezza diurna e un’angoscia notturna, un giardino che sembra avere un’anima umana, una piazza romantica e tragica al tempo stesso, che mi stordisce”, spiega il musicista napoletano “folgorato alla musica – racconta – dopo aver visto al San Ferdinando a Napoli la Gatta Cenerentola di Roberto De Simone”. Nel film, che vive – spiega Cabiddu – “di una libertà assoluta di azione, una improvvisazione che spazia dal classico al folk, cavalcando ogni genere, senza essere schiavo di nessuno”, ci si lascia trasportare dalle suggestioni visive oltre che sonore.

De Simone, la modernità della mia AustenEsce ‘Le amiche di Jane’ sulle eroine del compromesso

17 giugno 201910:01

– ANNALISA DE SIMONE, LE AMICHE DI JANE (MARSILIO, PP 137, EURO 12,00). Sono “eroine del compromesso, non della ribellione le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ed è questo a renderle moderne”. A mostrarci quanto ancora oggi ci si possa rispecchiare nelle storie raccontate dall’autrice di ‘Orgoglio e pregiudizio’ è Annalisa De Simone nel libro ‘Le amiche di Jane’ che esce in questi giorni nella serie PassaParola di Marsilio dedicata a brevi memoir di autori italiani che si confrontano con un libro speciale. “E’ stata una prova di scrittura interessante e un’occasione per capire di più me stessa. Ho usato una prima persona che corrispondeva a me, senza schermarmi dietro a un personaggio” dice la De Simone, 36 anni, scrittrice, attrice e coreografa, che ha esordito nella narrativa nel 2013 con ‘Solo andata’ (Baldini&Castoldi) e con Marsilio ha pubblicato ‘Non adesso, per favore’ e ‘Le mie ragioni te le ho dette’. “I romanzi della Austen sono tutti una variazione sullo stesso tema: ‘Cosa significa crescere?’ e questa è una parabola universale. Anch’io mi sono fatta le domande che si fa Elizabeth-Lizzy Bennet in ‘Orgoglio e pregiudizio’: dove voglio andare? e chi voglio essere?. Però mi sono rispecchiata anche in Austen scrittrice che ha vissuto una vita piena di desiderio. Ha descritto tanto dell’amore ma non ha conosciuto la vita di coppia, è morta vergine a 42 anni ma non sposarsi per lei è stata una dimensione di libertà” spiega la De Simone che partendo dalla sua passione per la Austen ci fa riscoprire la madre del romanzo inglese dell’Ottocento e costruisce un percorso di educazione sentimentale.Come si sopravvive agli incontri d’amore e alle separazioni? Come si consolano le amiche innamorate di uomini sposati o, se non sposati, bugiardi? Come si fa a essere una donna libera? E quanto conta ancora oggi il matrimonio? Fate quello, sembra dirci la De Simone, che farebbero le eroine di Jane Austen, da Elizabeth Bennet a Fanny Price, a Emma e Wickham, per non parlare di Darcy.”L’orgoglio negli scritti della Austen oscilla sempre tra virtù e vizio, può essere anche amor proprio. Rileggendola mi sono resa conto che le emozioni che racconta sono profondamente moderne perchè l’intelligenza che chiede alle sue eroine ventenni è pratica. Elizabeth non è molto bella ne colta ma nella sua parabola di crescita non si mette mai in testa di fare una rivoluzione sociale, vive i limiti della sua condizione storica cercando di trovare un suo posto. Tutte le eroine della Austen subiscono una forte umiliazione e attraverso questo diventano più capaci di leggere il mondo per come è. Dai sogni infantili al compromesso con la realtà, è un po’ quello che crescendo accade a tutti, uomini e donne” dice la scrittrice.Inoltre la Austen, che secondo la De Simone “è più ribelle delle sue eroine”, non stravolge “il canone del lieto fine, ma porta a guardare l’ambiguità della vita interiore. Le protagoniste sono figure positive, ma capaci di sentimenti biechi. Questo rende tutto più incerto e inaffidabile ed è un altro elemento moderno”. L’equivoco che invece ancora oggi rimanere è di considerare l’autrice di ‘Ragione e sentimento’ ed ‘Emma’, adatta a una platea femminile. “Questo mi stupisce perchè i suoi romanzi parlando di noi in modo così profondo da diventare universali” sottolinea la scrittrice che dal 2017 è presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, e nel libro ci regala anche divertenti aneddoti.

Primo concerto Accademia Scala in ArabiaViaggio nel belcanto italiano davanti a tremila spettatori

17 giugno 201910:47

– La Scala di Milano è sbarcata in Arabia Saudita, o meglio l’Accademia. Dopo le polemiche per il possibile ingresso (poi saltato) dei sauditi nel cda del teatro e l’inizio di una collaborazione per corsi di musica e danza a Riyad, i solisti dell’accademia si sono esibiti venerdì scorso nella capitale saudita.
Al Centro Culturale King Fahad circa tremila spettatori hanno assistito a ‘An Italian Opera Journey’, viaggio nel belcanto attraverso otto arie famose eseguito dall’orchestra dell’Accademia diretta da Pietro Mianiti con il soprano Francesca Manzo e il tenore Riccardo Della Sciucca.
“L’evento – sottolinea una nota – è stato organizzato dal Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita e dalla Fondazione Accademia Teatro alla Scala nell’ambito della collaborazione culturale in corso tra Italia e Arabia Saudita.
Johnny Depp professore di ‘carpe diem’In sala dal 20 giugno il comedy-drama di Wayne Roberts

HNNY DEPP – RIPRODUZIONE RISERVATA+CLICCA PER INGRANDIREDi Francesco GalloCAGLIARI17 giugno 201909:49

Esattamente trentanni dopo ‘L’attimo fuggente’ con Robin Williams, arriva in sala con ‘Arrivederci professore’ ancora una volta un docente con la sola mission didattico-esistenziale di insegnare il ‘carpe diem’ ai suoi studenti. Questa volta però l’insegnante, Richard, ha la faccia di Johnny Depp e, cosa più importante, ha un’urgenza didattica singolare: ha scoperto di avere un cancro e soli sei mesi di vita. Così il comedy-drama di Wayne Roberts, in sala con Notorious Pictures dal 20 giugno, visto in anteprima alla seconda edizione del Filming Italy Sardegna Festival. Nel tempo accelerato in cui si ritrova a vivere necessariamente il professore di letteratura accadono davvero tante cose. Dopo aver scelto di non curarsi, Richard rompe lentamente molti degli schemi della sua vita ripetitiva e inizia, dopo un breve attimo di disperazione, a voler fare tutto ciò che non ha fatto prima. Intanto si libera degli studenti che sognano di studiare altro, che si accontentano di voti bassi e, infine, di quelli che non ha mai letto un libro per passione personale. Fatta questa selezione radicale in classe, cura poi con maniacale cinismo lezioni tutte nel segno della vita e del poco tempo che ci regala. Ma le sorprese per Richard arrivano anche dalla sua famiglia. Scopre così che la moglie (Rosemarie DeWitt), un’artista, è da tempo l’amante del suo odiato rettore e che la figlia poi ha scoperto di essere omosessuale. Dalla sua parte, alla fine, si ritrova solo un suo collega-amico (Danny Huston) che gli mostra autentica empatia. Il personaggio interpretato da Depp – che in questo film recita senza nessuna maschera o trucco e in un ruolo comunque perfetto per lui, amante com’è dei libri e da sempre ossessionato dalla morte (tra i suoi tatuaggi, un teschio con la scritta ‘la morte è certa’) – si apre così a tutte le esperienze possibili. Oltre alla droga, prova cosa sia l’omosessualità con un suo allievo e fa poi anche sesso occasionale in bagno con una cameriera mentre è in un locale con in suoi studenti per una birra. Nel futuro di Johnny Depp, il film Minamata di Andrew Levitas (che ha anche prodotto) in cui interpreta il famoso fotografo di guerra W. Eugene Smith, mentre nel 2021 lo rivedremo nel terzo capitolo di Animali fantastici sempre nel ruolo del mago Gellert Grindelwald.

Incassi Usa, al top Men in BlackSul podio Pets 2 e Aladdin. Gli zombie di Jarmusch al 12/o posto

16 giugno 201919:30

– Debutto in vetta al box office Usa per Men in Black International: lo spin off con cui riparte la serie, con la nuova coppia composta da Chris Hemsworth e Tessa Thompson, rastrella nel fine settimana 28,5 milioni di dollari.
Scivola al secondo posto Pets 2, con 23,8 milioni di dollari (oltre 92 milioni in totale) e chiude il podio, stabile in terza posizione, Aladdin, con 16,7 milioni di dollari (per un incasso complessivo di oltre 263 milioni).
Deludono, tutti sotto i 10 milioni, gli altri titoli, da Dark Phoenix a Rocketman a Godzilla. Gli zombie di Jim Jarmusch, con il suo I morti non muoiono (The Dead Don’t Die) che ha aperto il Festival di Cannes, devono accontentarsi del dodicesimo posto in classifica e di un magro bottino da 2,3 milioni di dollari.
‘Pets 2’ resta al vertice incassiTra nuovi ingressi gli zombie di Jarmusch e ‘Il grande salto’

17 giugno 201912:14

– E’ ancora saldo al primo posto il cartoon ‘Pets 2 – Vita da animali’ nella classifica Cinetel del week end. I simpatici cagnolini di Chris Renaud incassano in due settimane 2.118.949 di euro. Sale dal terzo al secondo posto X-Men: Dark Phoenix, con Jennifer Lawrence e Michael Fassbender che incassa in questo fine settimana 510.350 euro per un totale in due settimane di 1.802.635 euro e slitta al terzo posto ‘Aladdin’, il live-action della Disney che in quattro settimane ha ottenuto 13.955.520 euro. ‘Il Traditore’ di Marco Bellocchio, presentato a Cannes, mantiene la quarta posizione e con altri 248.202 euro porta a 3.976.133 l’incasso in quattro settimane. Debutto al quinto posto per ‘I morti non muoiono’, l’incursione nel pianeta horror tra gli zombie di Jim Jarmusch con Tom Waits e Tilda Swinton, che ha aperto l’ultimo festival di Cannes e incassa 230.338 euro. New entry al settimo posto per ‘Il grande salto’ di e con Giorgio Tirabassi e con Ricky Memphis, che incassa in quattro giorni 148.767 euro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Camilleri ricoverato a Roma, è grave
93 anni, portato in ospedale per arresto cardiaco

17 giugno 201911:49

– Lo scrittore Andrea Camilleri, 93 anni, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Santo Spirito di Roma. Camilleri è stato trasportato nel nosocomio romano per un arresto cardiaco ed è in gravi condizioni.
L’inventore del Commissario Montalbano, autore bestseller, 93 anni, si stava preparando per essere per la prima volta alle antiche Terme di Caracalla, il 15 luglio, con lo spettacolo che racconta la sua Autodifesa di Caino. “Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano” ha detto più volte Camilleri.
Propri in questi giorni l’uscita del suo ultimo libro ‘Il cuoco dell’Alcyon’, sempre con la casa editrice Sellerio

La Asl Roma 1 rilascerà un bollettino medico alle ore 17.00 sullo stato di salute dello scrittore. La Asl informa che lo scrittore è stato ricoverato questa mattina alle ore 9.15: “Arrivato in ambulanza in condizioni critiche per problemi cardiorespiratori. È stato assistito dall’équipe dell’emergenza al Pronto Soccorso Santo Spirito e trasferito presso il Centro di Rianimazione dell’ospedale”.

Zeffirelli, il feretro a Palazzo VecchioGià centinaia di persone in fila per rendere omaggio a regista

FIRENZE17 giugno 201912:16

– Il feretro di Franco Zeffirelli è arrivato a Palazzo Vecchio, dov’è stata allestita la camera ardente, accolto dal lungo applauso di una folla di qualche centinaio di persone, che si è radunata sull’Arengario, in piazza Signoria. La camera ardente, nel Salone dei Cinquecento, sarà aperta fino alle 23, e poi il 18 giugno, dalle 9.00 alle 10.30. I funerali in Duomo sono fissati per le 11.00 del 18. Da Roma il feretro di Zeffirelli è arrivato intorno alle 11.10, accolto dal sindaco Dario Nardella e dal prefetto Laura Lega, con i figli adottivi del regista, Luciano e Pippo: quest’ultimo ha posato sulla bara una sciarpa della Fiorentina.
Nel Salone il gonfalone, la giunta comunale e lo squillo delle chiarine: queste hanno poi lasciato il posto ad arie di Maria Callas, il sottofondo musicale scelto per la camera ardente. Su un grande schermo scorrono immagini di ritratti di Zeffirelli.
Fra i primi in fila, il soprintendente del Maggio Cristiano Chiarot, Ermanno Daelli, Toni Scervino e Francesco Ghirelli.

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