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Ultimo aggiornamento 21 Giugno, 2019, 02:14:06 di Maurizio Barra

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Soro, con moneta big web Stati-padroni
‘Chiusura del cerchio, evitare nascita monarchie digitali’ 19 Giugno 2019 19:35

Per il Garante della Privacy, Antonello Soro, “con la moneta i big del web diventano Stati-padroni. E’ la chiusura del cerchio nelle nostre vite. Bisogna evitare la nascita delle monarchie digitali”. E così, intervistato dal ‘Mattino’, parla di “emergenza democratica” in riferimento al rischio legato alla moneta alternativa di Facebook.Per Soro, “queste monarchie digitali potranno decidere in maniera privatistica e stupisce il silenzio di governo ed istituzioni”. In questo momento “i governi appaiono al momento o impotenti o inconsapevoli davanti a questo processo di trasformazione che accresce il potere delle grandi oligarchie fondate sul possesso dei dati personali. Più che cedere alla disperazione o al luddismo, occorre pensare tuttavia a come costruire forme di regolazione della società digitale”. La realtà è di una “sfida lanciata da Facebook con la valuta alternativa, ennesimo segnale di una vera emergenza democratica legata alla società digitale.I colossi del web hanno oggi volumi di transazioni paragonabili a quelli di molti Stati, trattano alla pari con i governi, fanno con loro accordi non solo commerciali, e adesso battono anche moneta. Quote immense di potere stanno via via passando di mano dagli Stati a soggetti privati”, sottolinea ancora Soro. E quindi, “se il settore non sarà vincolato in fretta a principi di governance democratica, rischiamo di consegnare un’ampia fetta dei nostri diritti ad un pugno di monarchie digitali, fondate sul potere dei dati”.

Accordo YouTube-Universal, vecchi video in HDNe saranno rimasterizzati un migliaio, dai Kiss a Lady Gaga

20 giugno 201913:41

YouTube rimasterizzerà i videoclip musicali più famosi del passato per portarli in alta definizione, togliendo loro la patina di “vecchio”. Il lavoro è frutto della partnership con l’etichetta Universal Music Group, e riguarderà inizialmente un centinaio di video, dai Kiss a Lady Gaga, da Lionel Richie a Gwen Stefani e Janet Jackson.Oggetto del restauro saranno “alcuni dei video musicali più iconici di tutti i tempi”, spiega YouTube in una nota. L’obiettivo è “garantire che le generazioni attuali e future possano godere di questi classici senza tempo come mai prima d’ora”. Tra gli altri artisti coinvolti ci sono Billy Idol, Beastie Boys, Boyz II Men, George Strait, Lady Antebellum, Maroon 5, Meat Loaf, Smokey Robinson, The Killers e Tom Petty.In seguito il progetto sarà esteso a un numero maggiore di video, raggiungendo un migliaio di clip, che saranno rilasciati a poco a poco, con cadenza settimanale, fino alla fine del 2020.
Google con Renault-Nissan per guida autonoma fuori UsaIntesa esplorativa di Waymo per servizi in Francia e Giappone

20 giugno 201914:36

Renault e Nissan hanno siglato un accordo con Waymo – l’azienda di Google che si occupa di guida autonoma – volto a esplorare i servizi di mobilità senza conducente, per il trasporto di passeggeri e la consegna di merci, in Francia e Giappone. L’intesa, annunciata in un nota congiunta, prevede di valutare le opportunità di mercato e di collaborare sugli aspetti commerciali, legali e normativi relativi ai servizi basati su guida autonoma nei due Paesi in esame.L’accordo con la Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance, che porta Waymo fuori dalle strade americane, “segna il primo passo per sviluppare attività profittevoli e di lungo termine nei servizi di mobilità autonoma”, si legge nella nota, in cui si spiega che le operazioni potrebbero in futuro espandersi ad altri mercati, “esclusa la Cina”.Per il Ceo di Waymo, John Krafcik, si tratta di “un’opportunità ideale per portare la nostra tecnologia autonoma sulla scena internazionale”.”La storia della mobilità di domani – ha aggiunto il Ceo di Renault, Thierry Bolloré – sarà scritta in modo congiunto, grazie alla collaborazione dell’Alleanza con Waymo, aprendo nuove prospettive per i servizi di mobilità senza conducente”.Il presidente e Ceo di Nissan, Hiroto Saikawa, ha evidenziato l’obiettivo della compagnia nipponica per essere tra i primi fornitori di servizi basati sulla guida autonoma”.
Apple chiede a Trump di non procedere con nuovi dazi a CinaCupertino, danneggiano nostra competitività e contributo economia

NEW YORK20 giugno 201918:11

Apple chiede all’amministrazione Trump di non procedere con i nuovi dazi alla Cina. Ulteriori tariffe ridurranno la “nostra competitività” a livello globale e il “nostro contributo” all’economia americana.Secondo  il Wall Street Journal, Cupertino sta chiedendo ai suoi fornitori di studiare la possibilità di trasferire parte della produzione di alcuni dei suoi prodotti fuori dalla Cina. La richiesta si inserisce nell’escalation delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina.Anche se gli spostamenti sarebbero difficili e richiederebbero tempo, Apple sta valutando la fattibilità di spostare fino a un terzo della produzione di alcuni dei suoi dispositivi in altri paesi del sud est asiatico.

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La bambola assassina è un bimbo robot
Male e società schiava tecnologia nel reboot dell’horror cult

20 giugno 201909:29

Sull’onda della curiosità ma anche della nascita dell’hashtag #notmychucky, da parte di chi rifiuta il reboot ancora prima di vederlo, ha debuttato il 19 giugno con Midnight Factory (Koch Media) nelle sale italiane (negli Usa arriva il 21), La bambola assassina, nuova versione, diretta da Lars Klevberg (Polaroid), dell’horror cult realizzato nel 1988 da Tom Holland. Protagonisti del reboot sono Aubrey Plaza, Gabriel Bateman e per la voce originale del terrificante giocattolo, Mark Hamill.
Il film di oltre 30 anni fa era diventato un inaspettato successo al botteghino che ha dato il via, con i produttori originali, non coinvolti nel reboot, a una serie di sequel e presto, pare, anche a una serie Tv. Un filone dal quale si stacca nettamente il film di Klevberg (vietato ai minori di 14 anni), che mette da parte il voodoo all’origine della trasformazione malefica del primo Chucky (nome del bambolotto).
Qui si vira su un mix, molto di moda, di slasher horror e satira sociale nel quale il nuovo Chucky (resta la divisa classica, di maglioncino pluricolorato e salopette jeans) è una bambola ipertecnologica più simile a un robot, pronto a ‘imparare’ come un bambino, figlio di una società 2.0 ancora profondamente ingiusta e alienante. Come evoca il titolo originale, ‘Child’s play’, rimasto invariato nel reboot (realizzato dai produttori del nuovo It), rimane centrale il legame tra il bambolotto e il bambino al quale viene regalato, Andy (Bateman), qui un quasi adolescente solitario e sensibile che fatica ad aprirsi. Sua madre Karen (Plaza), single che lavora come commessa in un grande magazzino, non sospetta che quel Chucky ‘difettoso’ e senza freni che ha regalato al figlio, diventerà sempre più geloso dell’affetto di Andy e non si farà scrupolo di eliminare nei modi più cruenti chi pensa ostacoli il loro legame. Klevberg si diverte a mescolare gli assassinii con la presa in giro di una realtà di case sempre più domotiche nella quale dominano device per ogni classe e età, che ci rendono sempre più spiati e controllabili.
Il regista, disseminando la storia anche di citazioni cinefile, dai classici dell’horror a E.T e i Goonies, rallenta nella prima parte il ritmo, preferendo comprimere nella seconda parte il bagno di sangue e la resa dei conti.
“Penso che un grande film horror si connetta in qualche modo alla propria generazione – spiega Klevberg a Cbr -. Lo squalo parla dell’essere spaventati da qualcosa che non si conosce ed è lo stesso con Alien. Allo stesso modo, nel film parlo di tecnologia e di come si passi su tutto un altro livello quando si cerca di farla assomigliare all’umano. Un elemento che trovo interessante e che sarà sempre più presente con i robot”.

Orologi e auricolari trainano mercato hi-tech da indossareIdc, vendite globali a 223 mln unità nel 2019 e 302 mln nel 2023

20 giugno 201913:37

Cresce il mercato della tecnologia da indossare, trainato dagli smartwatch e dagli auricolari, mentre i bracciali per l’attività fisica iniziano a perdere appeal. A delineare il quadro sono gli analisti di Idc, secondo cui i dispositivi indossabili faranno registrare consegne globali per 222,9 milioni di unità, cifra che salirà fino a 302,3 milioni nel 2023 con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 7,9%.L’oggetto del desiderio sono gli smartwatch, di cui saranno messi in commercio 91,8 milioni di unità quest’anno e 131,6 milioni di pezzi nel 2023. Di questi, uno su quattro sarà un Apple Watch, mentre circa la metà consentirà di collegarsi alle reti cellulari senza dover passare dallo smartphone.L’indipendenza dal telefono è solo uno dei trend, rilevano gli analisti, secondo cui nei prossimi anni gli orologi saranno integrati nell’ecosistema della casa ‘intelligente’ e serviranno sempre di più per monitorare le condizioni di salute, ma anche ai genitori per controllare i bambini.Auricolari e cuffie smart faranno registrare consegne per 72 milioni di unità quest’anno e per 105,3 milioni nel 2023. Il primo utilizzo è il classico ascolto di musica o podcast, ma questi dispositivi saranno utili anche per accedere agli assistenti virtuali, avere traduzioni simultanee e aiutare chi ha problemi di udito.Meno movimentato è il mercato dei bracciali per il fitness, di cui si attendono 54,2 milioni di consegne nel 2019 e 55 milioni nel 2023. Oltre la metà di questi dispositivi sarà consegnata in Cina, mentre in mercati maturi come Nord America ed Europa Occidentale i volumi caleranno, perché i consumatori si orienteranno sempre più spesso verso gli smartwatch.

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