Ultimo aggiornamento 25 Giugno, 2019, 11:04:06 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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ALLE 11:04 DI MARTEDì 25 GIUGNO 2019
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Renzo Piano alla ricerca di Atlantide
Scritto col figlio Carlo, riflessioni e curiosità su sue opere
GENOVA24 giugno 2019 06:48
RENZO E CARLO PIANO ‘ATLANTIDE’ (PP 295 FELTRINELLI EURO 19,00) “Nel libro emerge qualche rimorso sulle opere fatte, qualche leggero pentimento ma errori no, errori mai”. L’architetto Renzo Piano ha sorriso mentre raccontava che nelle pagine del libro scritto con il figlio Carlo, ‘Atlantide, viaggio alla ricerca della bellezza’, ci sono tante riflessioni, storie e curiosità sulle opere realizzate in giro per il mondo nella lunga carriera. Gli è venuto da sorridere all’archistar parlando di possibili errori e ha aggiunto: “Ho fatto tante cose ma quella giusta non l’ho fatta ancora”. Da qui la necessità di scrivere il libro a quattro mani con il figlio giornalista dopo un viaggio di due anni sui luoghi dei suo lavori.
“Questo libro è una vendetta, l’ho estorto a mio padre.
Perchè lui per anni quando ero bambino ci ha sempre ‘deportato’ in barca, tutte le estati, senza toccare terra – ha detto Carlo -. Per noi che volevamo giocare e guardare le serie in tv di Furia era bello ma anche difficile. Per cui questa volta l’ho tenuto io segregato per mesi. Il libro è nato in mezzo agli oceani dove lui non poteva scappare”.
Una scusa, le traversate insieme in nave di Atlantico e Pacifico, per riflettere, mettere a punto nuove idee.
L’architetto spiega: “E’ stata un modo per cercare di conoscermi più a fondo, riflettere sul lavoro fatto e, soprattutto guardarmi allo specchio, attraverso mio figlio”. “L’obiettivo era trovare quello che non è riuscito a fare – ha detto Carlo -.
Atlantide è la città perfetta che un architetto ha sempre cercato di fare. Lui ha cercato di farla anche in mezzo al Pacifico, in Giappone”.
“Atlantide, come Itaca, è una scusa per partire. Tutti abbiamo una Atlantide da scoprire”, dice il senatore. “Il mare è lentezza – spiega – invoglia alla riflessione. Siamo stati molto tempo insieme con Carlo. Lui è stato in grado di rovistare nei segreti più segreti ed è anche testimone oculare. Mi ha spinto alla confessione. A capire che la cosa giusta non l’ho ancora fatta, la cerco ancora”.
Nel cuore ha tutte le opere progettate e realizzate, ma il Beaubourg, fatto con Rogers, gli diede la notorietà: “Il Beaubourg non lo posso dimenticare – spiega con un altro sorriso – lo vedo tutti i giorni quando esco dall’ufficio. Ci vado a pranzo come fosse un’osteria. Ancora oggi mi stupisco che ce lo abbiano fatto fare. Eravamo dei ragazzacci. Credo sia l’unica traccia del maggio ’68 rimasta”. Nel libro scrive: “Mi sono sempre chiesto cosa pensasse mio padre del Beaubourg e di cosa combinavo. Quello con lui era un rapporto in cui non si faceva un gran parlare…Cercavo di sapere attraverso la mediazione di mia madre che idea ne avesse. Per lei il mio era stato un colpo di genio, ma lui non fu mai esplicito, in fondo credo che non gli dispiacesse…a me piace pensare che silenziosamente ne fosse fiero”.
Nureyev, nascita di una leggendaFiennes racconta la vita del grande ballerino prima del successo
24 giugno 201909:51
gli anni ’40 del secolo scorso, nella gelida città sovietica di Ufa, di certo in pochi avranno scommesso sul futuro di quel ragazzino solitario nato su un treno in corsa e cresciuto in povertà, non immaginando neppure lontanamente che un giorno sarebbe diventato uno dei più grandi ballerini della storia della danza: è un ritratto appassionato ma anche un interessante affresco storico il film “Nureyev – The white crow”, terza prova alla regia di Ralph Fiennes, nelle sale a partire dal 27 giugno con Eagle Pictures. Il film, tratto dal libro “Nureyev. La vita” di Julie Kavanagh (in libreria lo stesso giorno con La nave di Teseo), offre al pubblico la possibilità di conoscere da vicino la figura del danzatore, interpretato da Oleg Ivenko, nel periodo iniziale della carriera, prima cioè che il ballerino diventasse una leggenda, quando il suo talento si stava ancora affermando. Scontroso, passionale, incline agli eccessi, egoista e spietato prima nei confronti di se stesso e poi degli altri, ma anche perfezionista fino all’ossessione e incredibilmente tenace: è questo il carattere di Nureyev che il film racconta, accanto alle radici della sua storia familiare e ai primi anni difficili della formazione, proprio per svelare ciò che ha reso il ballerino un “white crow”, un outsider destinato a diventare un mito. Ambientato principalmente tra San Pietroburgo e Parigi (luoghi centrali nella vita di Nureyev), il film punta molto sull’autenticità, anche grazie all’utilizzo di ballerini e attori russi, con l’unica eccezione di Adèle Exarchopoulos, che interpreta Clara Saint, amica del ballerino che con lui ebbe un rapporto di grande complicità, e dello stesso regista, nei panni del maestro di danza Alexander Pushkin. La storia inizia a Ufa, nella Russia degli anni ’40, dove Nureyev è un bambino povero, con poche prospettive; poi il racconto arriva agli anni da studente di danza nell’allora Leningrado, fino alla decisione di emigrare in Occidente nel 1961 e di disertare la patria pur di essere libero: proprio quest’ultima parte è il nucleo essenziale del film, con il racconto di quando a 22 anni, a Parigi con la Kirov Ballet Company, era continuamente sorvegliato dagli ufficiali del KGB per le sue amicizie occidentali e il suo anticonformismo. La struttura narrativa in tre tempi scelta dal regista appare funzionale e armoniosa, in un film che, seppure con qualche lentezza, non solo celebra l’artista ma racconta l’uomo, tentando di fotografarne il carattere e la sua evoluzione, senza dimenticare di allargare lo sguardo alla società dell’epoca. Molti i temi che il film affronta, sia sul piano del contesto storico (con il divario ideologico e le tensioni tra Est e Ovest) sia su quello relativo alla figura di Nureyev, dalla decisione di abbandonare il proprio Paese ai chiaroscuri della sua anima, con il contrasto tra la parte maschile e quella femminile.
Incassi, Johnny Depp è sul podioArrivederci Professore in testa in weekend estivo
24 giugno 201910:08
Arrivederci Professore, il film che ha riportato in sala la star Johnny Depp è in testa al box office italiano. Secondo i dati Cinetel, in un weekend di bassa affluenza con 2 milioni 871 mila euro totali (-8% sul fine settimana precedente, ma un +3,13% sull’analogo periodo 2018) Arriverderci Professore, la commedia di Wayne Roberts, ha incassato 515.484 mila euro in 4 giorni e ha la media per copie più alta. Perde il primato e scivola al secondo posto il film d’animazione Pets 2 – Vita da animali con 478.576 mila euro.
Stabile al terzo posto Aladdin con 370.377 mila euro. New entry e subito al quarto posto l’horror La Bambola assassina che ha incassato 302.746 mila euro.
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Festival Cori ebraici europei a Ferrara
Dal 27 al 30 giugno al Museo dell’Ebraismo e al teatro Comunale
FERRARA24 giugno 201911:09
– Ferrara ospita dal 27 al 30 giugno la settima edizione del Festival dei Cori Ebraici Europei, organizzato dal Coro Ha-Kol di Roma e dalla European Association of Jewish Choirs, su invito del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) e del Teatro Comunale ‘Claudio Abbado’. Il 27 e il 28 al Meis, il 30 al Comunale, 240 tra musicisti e coristi da cinque Paesi europei presentano musiche liturgiche e della vita quotidiana ebraica, canti delle tradizioni sefardita e askenazita, insieme ad arrangiamenti e a composizioni contemporanee. Oltre ai coristi di Ha-Kol, nel capoluogo estense si esibiranno il Wiener Judischer Chor, Les Polyphonies Hebraiques de Strasbourg, l’Ensemble Choral Copernic di Parigi, The Zemel Choir di Londra e la Shtrudl-Band di Leopoli, mentre l’Accademia Corale ‘Vittore Veneziani’ di Ferrara partecipa al concerto di gala del 30 giugno.
‘Purgatorio’ con 900 cittadini a RavennaLa sfida di trasformare in teatro la ‘Commedia’ di Dante
RAVENNA24 giugno 201911:11
– Debutta martedì ‘Purgatorio’, seconda parte del monumentale trittico con cui Ravenna Festival e Teatro delle Albe hanno accolto la sfida di trasformare in teatro la ‘Commedia’ di Dante. La Chiamata pubblica per la ‘Divina Commedia’, inaugurata nel 2017 con ‘Inferno’, ripensa l’opera tra sacra rappresentazione medievale e teatro di massa di Majakovskij, facendo della città un palcoscenico, dei cittadini la sostanza corale in cui l’opera rivive, dello spettatore Dante stesso in viaggio nei regni ultraterreni. Il progetto si concluderà con ‘Paradiso’ nel 2021, settimo centenario della morte di Dante.
‘Purgatorio’, ideazione e regia di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ha coinvolto nella produzione oltre 900 cittadini – da Ravenna ma anche da altre città italiane e da Nairobi, Dakar, Timisoara – cui si uniscono attori, musicisti, studenti, cori. Ogni giorno fino al 14 luglio (lunedì esclusi) si parte dalla Tomba di Dante e si attraversa la zona dantesca per approdare nel giardino del Teatro Rasi.
Accademici Ue per Summer School PasoliniLezioni e incontri con autori a Casarsa della Delizia
CASARSA DELLA DELIZIA (PORDENONE 24 giugno 2019 11:32
– Una Summer School dedicata all’opera di Pier Paolo Pasolini è in programma a Casarsa della Delizia (Pordenone) dall’11 al 14 settembre: un’iniziativa che porterà nella terra del poeta accademici da tutta Europa e non solo, a testimonianza dell’immutato interesse che suscita la figura del poeta, regista e scrittore. L’iniziativa è promossa dal Centro Studi pasoliniani e curata dai docenti Lisa Gasparotto (Università di Milano-Bicocca) e Paolo Desogus (Sorbonne Université Parigi). Fino al 30 giugno sono aperte le candidature per i 25 posti disponibili, destinati a studenti universitari, laureandi o ricercatori italiani e stranieri interessati ad approfondire il tema legato all’opera pasoliniana: “la poesia: temi, forme e lingua”. I docenti arriveranno da vari atenei italiani, oltre che dalle Università di Parigi-Sorbonne e di Ginevra. Previste lezioni frontali e alcuni incontri con autori e critici e studiosi della materia affermati.
Collaborazione Gff-Experience IsIniziativa parla ai Millenials ed alla Generazione Z
SALERNO24 giugno 201912:33
– Prende il via una nuova collaborazione tra Giffoni Experience ed Experience Is, realtà social di Condé Nast Italia. Molto più di un magazine digitale, Experience IS parla ai Millennials e alla Generazione Z delle loro passioni, esperienze e sentimenti, con focus specifici su cinema, serie TV e musica, attraverso il racconto dei talenti più brillanti del momento. Un rapporto che si concretizza con la presenza della giovanissima influencer Maddalena Sarti, da tempo ambassador di Experience IS che racconterà la sua avventura al Festival giunto ormai alla 49esima edizione. Conosciuta dal grande pubblico per aver partecipato al reality Il Collegio, Maddalena Sarti è seguitissima su Instagram con ben 509mila followers e è stata recentemente la protagonista del videoclip di Alfa “Testa tra le nuvole Parte 1”. Experience IS conta 331mila follower su Facebook e 247mila su Instagram. A rappresentare il brand a Giffoni sarà il direttore, Francesca Zaccagnini.
Morgan sfrattato di casa: “Un lutto”L’abitazione di Monza pignorata. La mamma: “Sorridi, la gente ti ama”
25 giugno 201908:46
Dopo il rinvio per motivi di salute del 14 giugno scorso, è previsto lo sfratto di Morgan, all’anagrafe Marco Castoldi, dalla sua casa di Monza, in esecuzione del pignoramento deciso dal Tribunale di Monza a fine 2017. “Per me rappresenta un grande dolore che si aggiunge ad una vita complessa e tragica che trova un senso nella creatività ma è innegabilmente piena di ferite” ha scritto Morgan alla persona che dovrà entrare nella sua casa in una conversazione whatsapp che è stata resa nota dal suo ufficio stampa. “Io devo elaborare questa nuova sofferenza come si elabora un lutto, con forza e statura morale”, dice Morgan. La mamma di Morgan, sempre in una conversazione whatsapp resa pubblica, lo consola “so che la cosa per te ha tanti ricordi ma uno giovane come te ha anche bisogno di cose nuove. Confido in una tua maturità. Sorridi il lavoro ti va bene, hai tanta gente che ti vuole bene, sei un musicista”.
Prada lancia nylon rigeneratoOra capsule, entro fine 2021 tutti capi e accessori in Econyl
24 giugno 201912:55
– Dopo l’addio alle pellicce, annunciato il mese scorso, ora Prada lancia Re-Nylon, un progetto che interpreta le borse del marchio all’insegna della sostenibilità usando Econyl, un filato in nylon rigenerato.
Il prodotto nasce dall’incontro con l’azienda Aquafil, che produce questo filo di nylon realizzato con rifiuti di plastica recuperati negli oceani, come reti da pesca, o destinati alle discariche come scarti di fibre tessili e vecchi tappeti, che vengono rigenerati.
Attraverso un processo di depolimerizzazione e ripolimerizzazione, il filato Econyl può essere riciclato all’infinito senza mai perdere qualità. Re-Nylon – si legge nella nota del brand – rappresenta per Prada un ulteriore passo verso la sostenibilità: l’obiettivo è trasformare in nylon Econyl tutti i capi e gli accessori Prada entro la fine del 2021.
Francesco Lettieri vince MusiculturaSferisterio in tripudio per Ruggeri, finalisti e Angelique Kidjo
MACERATA25 giugno 201909:46
– Francesco Lettieri, 27 anni, napoletano, vince il 30/o Musicultura Festival con la canzone “La mia nuova età”. “Sono contento per me e per la mia squadra – ha detto emozionatissimo, ricevendo la notte scorsa sul palco l’assegno di 20mila euro messo in palio da Ubi Banca – ho provato a immaginare qualcosa da dire ma in questo momento il mio eloquio è scarso. Grazie!”. Il suo brano è stato il più votato tra i quattro finalisti, dai 2.500 spettatori che hanno esaurito l’Arena Sferisterio di Macerata. In una serata magica, condotta da Enrico Ruggeri e Natasha Stefanenko, il pubblico maceratese, per tradizione e cultura, sempre piuttosto controllato, non ha mai smesso di applaudire i protagonisti sul palco, scandendo le loro canzoni e salutando con una standing ovation la formidabile performance della regina della world music Angelique Kidjo in “Pata pata”.
Venezia, l’argentina Lucrecia Martel presiederà la giuriaMostra del cinema dal 28 agosto al 7 settembre
24 giugno 201916:57
Sarà la regista argentina Lucrecia Martel (Zama, La mujer sin cabeza) a presiedere la Giuria internazionale del Concorso della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2019), che assegnerà il Leone d’oro per il miglior film e gli altri premi ufficiali. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.
Grandi Navi: Italia Nostra ‘sos Unesco’Associazione chiede iscrizione Venezia e laguna in danger list
24 giugno 201915:07
– Venezia sta morendo, nella miope incuranza delle istituzioni locali e nazionali. È questo l’allarme lanciato dall’Associazione Italia Nostra che oggi a Roma ha annunciato di aver chiesto all’Unesco di inserire la città veneta e la sua laguna nella ‘danger list’, la lista dei siti a rischio. Dopo l’incidente del 2 giugno scorso, arriva la richiesta di un gesto simbolico non più rimandabile: a fine giugno infatti a Baku si svolgerà la riunione annuale del World Heritage Committee, in cui delibererà anche su Venezia. Senza tutela dallo Stato, secondo l’Associazione, che già nel 2011 e nel 2012 aveva inviato 3 lettere all’Unesco ottenendo l’invio nel 2015 dall’organizzazione di una commissione cui sono seguite alcune raccomandazioni rispettate solo in parte dall’Italia, non ha molto senso mantenere Venezia nella World Heritage List. Ecco perché è stato presentato un contro dossier in cui si spiega la reale condizione di Venezia, e che sottolinea le omissioni del report presentato all’Unesco dal Comune.
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Maggio, Gatti chiude 82/o Festival
Concerto in programma il 26 giugno
FIRENZE24 giugno 201916:18
– Il concerto del maestro Daniele Gatti, in programma il 26 giugno, chiude l’82mo Festival del Maggio musicale fiorentino che ha registrato oltre 120 eventi.
Gatti dirigerà l’orchestra del Maggio nella Sinfonia n. 3 H. 186 Liturgique di Arthur Honegger e Aleksandr Nevskij op. 78, cantata per mezzosoprano, coro e orchestra dalla musica per il film di Sergej Ejzenstejn di Sergej Prokof’ev. Il cartellone estivo del Maggio riprende dal 5 luglio con tre titoli lirici in programma per tutto il mese.
Alla Festa di Roma Murray, Anderson e HowardAnnunciate le prime novità della 14/ma edizione
25 giugno 201910:43
A Bill Murray il premio alla carriera, consegnato da Wes Anderson e, nella selezione ufficiale, il film Pavarotti di Ron Howard presentato dallo stesso regista che sarà al centro di un incontro ravvicinato. Queste solo alcune delle novità della quattordicesima edizione de la Festa del cinema di Roma (17- 27 ottobre) annunciate dal direttore artistico Antonio Monda insieme a Laura Delli Colli, alla guida della Fondazione Cinema per Roma e Francesca Via, direttore generale della Festa di Roma. Solo alcune anticipazioni della manifestazione che verrà poi presentata con una conferenza stampa il 4 ottobre. Fra gli Incontri Ravvicinati, annunciate conversazioni con i registi francesi Olivier Assayas e Bertrand Tavernier, con Kore-eda Hirokazu e, infine, con lo scrittore statunitense Bret Easton Ellis. La Festa del Cinema renderà poi omaggio a Gillo Pontecorvo, a cent’anni dalla nascita, con il restauro di uno dei capolavori del regista toscano, Kapò, uscito nelle sale sessant’anni fa (1959) e candidato all’Oscar come Miglior film straniero nel 1961.Il restauro è realizzato da Cineteca di Bologna. Nel programma della quattordicesima edizione anche la versione restaurata di Fellini Satyricon, visionaria reinvenzione del classico di Petronio ad opera di Federico Fellini, arrivato sul grande schermo cinquant’anni fa (1969). Le retrospettive, a cura di Mario Sesti, saranno dedicate al tedesco Max Ophüls e al giapponese Kore-eda Hirokazu. Bene sul fronte dei numeri, nei quattro anni della gestione Monda, il pubblico è aumentato di oltre il 21% passando da 40.000 unità a 60.000. Budget invariato, conferma Monda: 3.419 mln di cui 2mln provenienti da fondi pubblici e 1.4 da privati. Anche sul confronto con il Festival di Venezia il direttore artistico ribadisce la sua filosofia editoriale: “Meglio fare una Roma di serie A che una Venezia di serie B”.La Selezione Ufficiale ospiterà circa quaranta film provenienti da tutto il mondo che concorreranno all’assegnazione del Premio del Pubblico BNL. Fra le opere in programma alla prossima edizione per ora non è stato selezionato nessun film italiano. Precisa però Monda:”E’ anche vero che per ora ne abbiamo visti solo tre”. All’Auditorium Parco della Musica, centro storico della Festa del Cinema, e ad altre location come il MAXXI, si aggiunge da quest’anno anche il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma che ospiterà due nuovi format: “Duel” e “Parola/Immagine”. Nel primo, due note personalità del mondo artistico si sfideranno davanti al pubblico, confrontando opinioni divergenti su temi legati al cinema, ai suoi protagonisti, alle sue storie. Mentre per “Parola/Immagine” alcuni amati scrittori italiani e internazionali commenteranno la trasposizione cinematografica di celebri opere letterarie.
Jova Beach Party sold out 10/7 a RiminiSvelata la line up di ospiti della tappa romagnola
RIMINI24 giugno 201918:04
– E’ già completamente ‘sold out’ la data del ‘Jova Beach Party’ di Jovanotti sulla spiaggia di Rimini Terme, mercoledì 10 luglio. Nessuna disponibilità di biglietti neanche al botteghino il giorno dello show: Trident Music, la società che organizza tutta l’attività live di Jovanotti, sconsiglia perciò di provare a recarsi sul luogo dell’evento. Sono ancora disponibili biglietti per le tappe successive: tra le prime, per il terzo appuntamento a Castel Volturno (sabato 13 luglio) e per il quarto a Marina di Cerveteri (martedì 16 luglio).
E’ stata anche resa nota la line up di ospiti del ‘Jova Beach Party’ che saranno con Lorenzo Cherubini il 10 luglio. Tra i 63 ospiti provenienti da 23 paesi, annunciati ad oggi, sono otto gli artisti che si alterneranno sul palco di Rimini Terme: Ackeejuice Rockers, Dj Ralf, Duo Bucolico, Jupiter e Okwess, Magicaboola brass band, Orchestra Grande Evento, Orkesta Mendoza, The Liberation Project.
Aufreiter lascia Urbino, “Troppe incertezze”
Dal 1/1 dirigerà i Technischen Museum di Vienna
24 giugno 201920:09
– “Che vuole, su questa riforma non si sa nulla di sicuro, ma io ho l’impressione di non essere più molto utile qui”. Classe 1974, una laurea in storia dell’arte e filologia germanica a Vienna, un grande amore per la città di Urbino, che ha conosciuto da studente e dove ha persino trovato moglie, il direttore del Museo nazionale delle Marche Peter Aufreiter, tra i vincitori stranieri del concorso per direttori manager dei musei, non nasconde il dispiacere “Vado via con il cuore che piange”, spiega
scandendo le parole nel suo italiano quasi perfetto. A novembre, quando finiranno i primi tre anni di mandato lascerà il museo di Palazzo Ducale e farà le valige per tornare a Vienna dove il primo gennaio 2020 prenderà servizio come direttore dei Technischen Museums. La decisione definitiva, spiega, è di pochi giorni fa, anche se già da sei mesi si era mosso per cercare un’alternativa alla direzione del prestigioso museo italiano. “Trovare un posto da direttore non è facile ed ero preoccupato- dice – perché anche leggendo i giornali ho capito che qui in Italia in tanti sono convinti che è meglio se i musei sono gestiti da direttori italiani”. A convincerlo a partire però, è stata per assurdo la lettera con la quale il ministero dei beni culturali, dieci giorni fa gli proponeva di rinnovare il suo incarico: “Nella lettera – spiega- c’è scritto che la riforma può prevedere cambiamenti.. ho pensato che c’era troppa incertezza”. Non solo. Già il progetto di Franceschini che lanciava i musei autonomi secondo Aufreiter era da migliorare “Io speravo che nel tempo la nostra autonomia sarebbe aumentata, che avremmo potuto gestire noi il personale, ad esempio. Invece, anche se il testo della riforma ancora non si conosce, mi pare che l’autonomia per i musei diminuirà ancora. Il ministro è giusto che scelga la sua strategia, ma forse io in questa strategia non mi trovo, non mi sento utile al cento per cento e valorizzato. Io sono bravo nella valorizzazione, ma con i bandi e l’amministrazione italiana dopo quattro anni ho ancora qualche difficoltà. Quindi dico che forse è meglio che sia un italiano esperto della pubblica amministrazione a portare avanti questa riforma. Io quello che so fare l’ho fatto”. La coscienza, sottolinea, è a posto: “In questi anni abbiamo organizzato 20 mostre e preparato completamente le iniziative per l’anno di Raffaello che si articolerà in tre importanti esposizioni, vado via senza sensi di colpa”. Anche per i risultati ottenuti curando la valorizzazione, aprendo il museo ai concerti, alle mostre, persino ai matrimoni, lanciando tante iniziative e coinvolgendo tante realtà tanto che in città, raccontano, è molto benvoluto: “I visitatori sono aumentati del 30 per cento, nonostante il terremoto, gli introiti raddoppiati”. Il suo cuore comunque piange: “di Urbino, di questo museo, dello staff, mi sono innamorato”.
Antiche anfore nel mare di BrindisiDatati a partire dal II secolo aC. Anche pezzi nave del Seicento
BRINDISI24 giugno 201920:10
– La Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Brindisi ha trovato, con l’ausilio di propri mezzi subacquei e di sommozzatori del Nucleo di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), diversi frammenti di antiche anfore, oltre a una bigotta con landa (componenti di navi a vela), sul litorale tra Punta del Serrone e l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto. Sono diverse decine i pezzi di anfore ritrovate, con varie forme (anse, colli, pancia, piede) e risalgono ad epoche differenti: i più antichi sono stati datati a partire dal II secolo aC, fino all’epoca tardo imperiale, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia e Belle arti di Brindisi, Lecce e Taranto, che ha varie ipotesi storiche allo studio. La bigotta con landa è invece molto probabilmente riconducibile a un relitto del Seicento. Di particolare importanza è stato giudicato il ritrovamento di pezzi di un’anfora di Forlimpopoli, come testimonianza degli scambi commerciali di quell’antica cittadina con il Salento.
Carmen y Lola, coppia gitana da premioEsce giovedì film debutto regista spagnola Eschevarria
24 giugno 201914:13
– Dopo un passaggio al festival MIX di Milano, dedicato alle storie Lgbt, il primo film della spagnola Arantxa Echevarria Carmen y Lola esce giovedì 27 giugno con Exit Media. Le credenziali che dovrebbero portare al cinema il pubblico sono di primo livello: nonostante si tratti di un’opera prima, il film risultava tra le migliori scoperte della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes un anno fa. Dopo sono venuti due prestigiosi Premi Goya (i David spagnoli) assegnati alla regista e all’attrice Carolina Yusta, un’uscita in moltissimi mercati mondiali, un franco successo di pubblico sia in patria che in Francia. Basterà per convincere i cinefili italiani? C’è da sperarlo per almeno due buone ragioni. La prima sta nella straordinaria verità del racconto che conserva un tocco lieve e fresco pur affrontando un tema delicato (anche in Spagna) come l’amore tra donne in un contesto chiuso e conservatore come la comunità gitana. La seconda è perché Arantxa Echevarria dimostra un’inattesa maturità di scelte registiche
Borghi premio all’Ischia Film FestivalL’attore di ‘Sulla mia pelle’ lo riceverà il 5 luglio
NAPOLI24 giugno 201916:47
– L’Ischia Film Festival premia Alessandro Borghi, già David di Donatello quest’anno per la sua interpretazione di Stefano Cucchi nel film di Alessio Cremonini ‘Sulla mia pelle’, che il festival proietterà come omaggio al suo protagonista. Borghi in questa stagione cinematografica è stato anche Remo ne ‘Il primo re’ di Matteo Rovere, recitando in latino arcaico. Il premio Alessandro Borghi, 2019 è stato assegnato dai direttori artistici del festival Michelangelo Messina e Boris Sollazzo, l’attore lo riceverà dalle loro mani il 5 luglio, sui bastioni del Castello Aragonese.
La diciassettesima edizione dell’Ischia Film Festival si terrà dal 29 giugno al 6 luglio 2019, la manifestazione è realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, della Regione Campania, del Comune d’Ischia, e con il sostegno di Campari, BPER Banca, Artisti 7607 e Mini.
Al Pigneto, nelle vie del cinemaDa Roma Città Aperta con Anna Magnani al bar di Accattone di Pasolini
24 giugno 201916:43
Da Roma Citta’ Aperta con Anna Magnani al bar di Accattone di Pasolini
Al Pigneto, parlando d’arteIl regista Jo Amodio racconta gli artisti che qui vivono e lavorano
24 giugno 201916:44
Il regista Jo Amodio racconta gli artisti che qui vivono e lavorano
L’arte al Pigneto? Così non vaParla il jazzista Andrea Alberti, fondatore dell’Orchestra mediterranea
24 giugno 201916:44
Parla il jazzista Andrea Alberti, fondatore dell’Orchestra mediterranea
Al bar Necci nella leggenda urbana di PasoliniParla il titolare del locale noto per Accattone: “Qui il poeta non ha girato alcun fotogramma”
24 giugno 201916:46
Parla il titolare del locale noto per Accattone: “Qui il poeta non ha girato alcun fotogramma”
Un documentario testimonianza dell’arte laboratorio
24 giugno 201917:18
Molti degli artisti che vivono e lavorano al Pigneto sono i protagonisti di “Parlare d’arte. Al Pigneto” del regista Jo Amodio, per un progetto “nato dalla volontà di evidenziare l’attuale stato della produzione d’arte e di creare una testimonianza storica dell’importante lavoro svolto dagli artisti che vivono o lavorano al Pigneto. Altro aspetto del documentario è quello di raccontare di artisti che lottano in modo pacifico aspirando a un mondo migliore”. “Parlare d’arte. Al Pigneto” – spiega Amodio – vuol essere un viaggio attraverso le opere e i racconti di alcuni artisti del quartiere romano di cui si presenta il vero volto, fatto di arte, cultura e senso civico. Credo che l’arte sappia intercettare il bisogno di dialogo e integrazione in ogni latitudine del mondo, poiché si esprime con un linguaggio universale” – continua Amodio. “Tanto che il progetto proseguirà in futuro per raccontare le periferie degradate del mondo che, attraverso l’arte, possono sperare in una rinascita e riqualificazione dei tessuti sociali. Allo stesso tempo ritengo che nel nostro Paese e nella nostra epoca sia sempre più difficile produrre arte”, precisa il regista. Autore delle musiche originali è Andrea Alberti che, grazie alle sue melodie jazz di animo mediterraneo, accompagna le immagini del documentario con la poesia che spesso manca alla realtà.
Gli altri artisti protagonisti del documentario sono: Andrea Alberti, pianista e compositore, direttore dell’Orchestra Mediterranea; Carola Susani, scrittrice; Pino Borselli, regista di cinema e di teatro; Laura Scarpa, fumettista e illustratrice; Enrico Astolfi, scrittore e autore di “Casilina. Ultima fermata”; Gina Merulla, regista, attrice e direttrice artistica del “Teatro Hamlet” di Roma; Gerardo Casiello, compositore e cantante; Igiaba Scego, scrittrice; Sukran Moral, artista performer; Mokodu Fall, pittore senegalese; Rino Bianchi, fotografo photonovelist; Michela Lambriola, pittrice; Francesco Impellizzeri, artista performer; Pasquale Restuccia, pittore; Riccardo Mannelli, artista (pittore e vignettista); Antonella Aversa, pittrice e scultrice; Marco G. Ferrari, videoartista.
Toy Story 4, Woody fra crescita e nuovi iniziIn sala il sequel della saga cult Pixar-Disney
25 giugno 201909:53
– Sembrava che la storia del cowboy Woody, l’astronauta Buzz Lightyear e tutti gli altri scatenati giocattoli della saga simbolo della Pixar/Disney dovesse concludersi con Toy Story 3. Invece a 24 anni dal primo film, il racconto continua con la piccola Bonnie, che ha avuto in dono i giochi dall’ormai 17enne Andy, alla fine del precedente capitolo. In Toy story 4 di Josh Cooley, in sala dal 26 giugno con Disney, si fondono comicita’, ritmo da slapstick, a un percorso di crescita sia per la bimba che per i suoi giocattoli, a cominciare da Woody.
Tra le new entry e’ centrale quella del nuovo preferito, Forky (ha la voce di Luca Laurenti), forchetta di plastica in crisi d’identita’, perche’ trasformata in giocattolo da Bonnie all’asilo. E ci sono ritorni potenti nel segno del pink power come quello dell’ex contadinella di porcellana Bo Peep, diventata una guerriera alla Wonder Woman. Il film, riscritto in buona parte dopo l’addio alla Pixar, sull’onda del #metoo, di John Lasseter, prende la forma di un’action comedy on the road ricca di momenti emotivi intensi. Cio’ grazie anche a nuovi incontri, come quelli con la bambola anni ’50, Gabby Gabby, che non ha mai avuto una bambina da fare felice, e lo spericolato ma traumatizzato motociclista anni ’70 Duke Caboom (in inglese lo doppia Keanu Reeves, in italiano Corrado Guzzanti).
Per il pubblico italiano questo e’ il primo film della serie senza Fabrizio Frizzi come voce di Woody (ora c’e’ Angelo Maggi, doppiatore italiano di Tom Hanks, voce originale del personaggio). E al conduttore hanno reso omaggio due compagni d’avventura del primo film, Massimo Dapporto (voce di Buzz Lightyear) e Riccardo Cocciante, gia’ autore e interprete italiano di ‘Hai un amico in me’, dal brano di Randy Newman, “You’ve Got a Friend in Me” (presente anche in una nuova versione di Benji & Fede) e ora anche di una delle due nuove canzoni di Newman per il film, “I Can’t Let You Throw Yourself Away”, diventata ‘Non permetto’. “Fabrizio era una persona incredibile, molto semplice e alla mano – sottolinea il cantautore -. Gli dico grazie per essere stato l’amico di tutti”. Era una persona “cosi’ pulita, e quindi ‘irregolare’ in questo nel nostro ambiente – aggiunge Dapporto -. E’ una perdita che ci ha toccato tutti, ma ci ha lasciato un esempio prezioso e un ricordo rimarra’ con noi e con tutta la generazione che l’ha conosciuto”.
Fra i temi del nuovo film, quello che piu’ ha colpito Dapporto e’ “la ricerca della felicita’, legata anche alla propria liberta’ di scelta”. Laurenti invece ama del suo strampalato Forky “l’essere il frutto di un sogno di una bambina, della sua capacita’ di creare”. Un messaggio importante, commenta Cocciante, “perche’ l’affetto che si puo’ dare alle cose non dipende dal loro prezzo ma dall’emanazione di un certo sentimento”. Il cantautore mette in luce anche l’evoluzione dei personaggi femminili “che riflette la societa’ di oggi, dove le donne stanno prendendo posti sempre piu’ di rilievo”. E’ una delle cose “che piu’ ha colpito anche me – dice Rossella Brescia, che torna come voce della ballerina volante -. Bo Peep qui sembra Rambo, e’ una guerriera. Finalmente, perche’ noi donne alla fine risolviamo sempre tutto, siamo pratiche e concrete ed e’ giusto che si dia anche conto di questo nostro aspetto”.
Guzzanti, che definisce il suo Duke Caboom come “un esibizionista un po’ sbruffone, ma molto sensibile” trova che Toy Story 4 unisca al divertimento “un’anima filosofica piu’ profonda. C’e’ una narrazione molto raffinata”. Tra gli esordienti, sono particolarmente emozionati Benji e Fede, che hanno gia’ incassato i complimenti di Cocciante per la loro versione di Hai un amico in me, rifatta chitarra e voce: “Ci siamo accostati al brano con molto rispetto, cercando di farla nostra”. Hanno anche doppiato due ranocchie giocattolo: “Per noi e’ straordinario partecipare a questo film, quando e’ iniziata la saga avevamo uno e due anni – dicono -. Toy Story e’ un film pieno di messaggi positivi”, e, aggiunge Benji, “Woody qui mi ricorda mia madre. Cerca di non farsi vedere, ma non fa mai mancare il suo apporto”.
Rachel Kushner, le mie vittime-carneficiAutrice americana in Italia con ‘Mars Room’
25 giugno 201909:56
– RACHEL KUSHNER, MARS ROOM (EINAUDI, PP 332, EURO 20,00). Se entri negli ingranaggi crudeli della giustizia non hai più scampo. ‘Mars Room’, il nuovo romanzo della scrittrice americana Rachel Kushner, ci fa entrare in un mondo spietato, ci spinge a chiederci quale sia il confine tra bene e male, tra colpevolezza e innocenza attraverso la storia della spogliarellista Romy Hall che deve scontare due ergastoli.
La conosciamo nelle strade deserte della notte californiana su un cellulare della polizia che sta trasferendo le detenute. Di lei sappiamo che ha ucciso un uomo che la perseguitava.
“Sono sempre stata affascinata da figure come Romy che per me esprimono il massimo del coraggio e della libertà. Persone che si sono distrutte, che hanno vissuto solamente nel presente, mai nel futuro perchè sapevano che non lo avrebbero avuto. E per me in questo tipo di atteggiamento nei confronti della vita ci sono una grande dignità e coraggio. Scrivere questo romanzo è stato un omaggio nei confronti di queste persone che erano quelle che ammiravo di più quando ero ragazza” racconta la Kushner, 51 anni, che è nata in Oregon, è cresciuta a San Francisco dove si è trasferita a 11 anni e vive a Los Angeles.
L’autrice di ‘Braci nella notte’ e ‘I lanciafiamme’, indicata da molti come l’erede di Don DeLillo, è in Italia per il festival internazionale Letterature e il 25 giugno salirà sul palco della Basilica di Massenzio con Tayari Jones, Ayesha Harruna Attah e Michela Marzano in una serata dedicata all’Etica dei sentimenti.
“E’ stato DeLillo a scegliere il titolo di questo romanzo. Io ne avevo in mente uno provvisorio molto diverso e all’inizio non ero sicura che Mars Room andasse bene, poi ho capito che DeLillo aveva ragione: in Mars c’è la componente aliena, sconosciuta, lontana del pianeta Marte e room rimanda a qualcosa di solitario, la stanza in cui uno sta chiuso, è più intimo come concetto” spiega la scrittrice. E aggiunge: “DeLillo è uno dei più importanti scrittori viventi e le sue opere hanno significato molto per me. Gli mandai il mio primo libro e lui mi rispose che apprezzava molto il mio lavoro. E’ stato generoso.
Il suo supporto mi ha incoraggiata, mi ha dato grande forza. Lo considero il mio consigliere. Ora abbiamo la stessa editor e siamo amici. E’ chiaro che non siamo allo stesso livello, lui è molto più avanti di me dal punto di vista artistico, ma ci sono delle cose che ci uniscono come scrittori: siamo curiosi delle dinamiche del mondo e coltiviamo l’humor e l’ironia”, sottolinea la Kushner che conosce bene il panorama che racconta in ‘Mars Room’ dove ha attinto ai suoi ricordi d’infanzia e al suo impegno con i detenuti.
“Romy viene dal mio quartiere, i suoi amici sono i miei amici, non si tratta di un romanzo autobiografico però mi ha dato l’opportunità di capire che cosa è successo a queste persone con cui sono cresciuta e che hanno avuto un percorso di vita tanto diverso dal mio. Anche se non sono mai stata in prigione e sapevo che non ci sarei mai finita perché ho avuto dei genitori che mi volevano bene, mi seguivano ed erano istruiti, sono cresciuta in un contesto in cui tanti dei ragazzi che frequentavo sono finiti in prigione. Scrivere questo libro è stato un po’ come esorcizzare i fattori negativi che hanno fatto parte della mia infanzia a San Francisco che all’epoca era un luogo abbastanza oscuro, provinciale e anche con delle profonde spaccature sociali”. In realtà questo libro non parla solo del carcere: “per capire la realtà della California di oggi bisogna comprendere gli strati più bassi della società. Ci sono tantissime persone che se diventano visibili agli occhi della macchina della giustizia poi non sfuggono più. Conosco bene la situazione perché molto spesso lavoro con degli ergastolani, sono una specie di mentore che li aiuta a iniziare a scrivere”, sottolinea. E annuncia: “un produttore molto noto mi ha fatto un’offerta per realizzare un film da Mars Room e una scrittrice che a me piace molto, Ottessa Moshfegh, ha scritto la sceneggiatura, ma Hollywood è un mondo molto irreale”.
A Letterature leggerà un “breve brano, ‘La grande eccezione’, che riguarda l’epistemologia e la violenza nel nuovo mondo” e poi la Kushner che ha studiato e parla italiano, andrà in Umbria, a Civitella Ranieri, dove lavorerà alla stesura del nuovo romanzo. “Sarà completamente diverso da Mars Room. Ho deciso di andare alla radice dell’uomo, dell’umanità, sarà un romanzo dedicato agli esseri primitivi. Ci vorranno 5 anni per scriverlo”.
Danza, gruppo Nanou applica metodo Miles’Prima’ italiana dopo l’anticipazione in aprile a New York
RAVENNA25 giugno 201910:22
– Dopo l’anteprima a New York in aprile – a La Mama Theatre, una delle scene più importanti per la sperimentazione nel teatro contemporaneo internazionale – ‘we want miles, in a silent way’ del Gruppo Nanou è a Ravenna Festival in prima italiana, mercoledì 26 giugno (ore 21) al Teatro Alighieri.
L’avvicinamento per gradi che il gruppo Nanou fa a Miles Davis è una ricerca di assonanze nel metodo. Dai suoni ai corpi, dal jazz alla coreografia, Nanou affronta Davis per sottrazione, togliendo il suono della tromba. Il confronto si concentra sull’esplorazione condotta da Davis sul tempo, sul ritmo e alla scoperta di nuove sonorità, trasferita dal progetto di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Marco Maretti sui corpi, per indagare nuovi mondi di danza. In scena, oltre a Bracci e Maretti, anche Carolina Amoretti e Chiara Montalbani. Cruciale anche la collaborazione di Daniele Torcellini, docente ed esperto di cromatologia, per la creazione di uno spazio tridimensionale attraverso luce e colori.
