Ultimo aggiornamento 2 Luglio, 2019, 10:40:06 di Maurizio Barra
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DALLE 08:27 DI LUNEDì 01 LUGLIO 2019
ALLE 10:40 DI MARTEDì 02 LUGLIO 2019
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Bianca Guaccero, mi racconto per mia figlia
L’attrice si mette a nudo in Il tuo cuore è come il mare
01 luglio 2019 08:27
– BIANCA GUACCERO, ‘IL TUO CUORE E’ COME IL MARE’ (RAI LIBRI, euro 16,00) “A 15 anni volevo scrivere un libro, ma avevo troppe domande e poche risposte. Allora mi feci la promessa che lo avrei scritto a 40 anni. L’ho fatto a 38”. E’ stato per sua figlia Alice che Bianca Guaccero ha realizzato il sogno coltivato da adolescente di raccontarsi con la scrittura, mettendo tutta se stessa ne “Il tuo cuore è come il mare”, edito da Rai Libri. “E’ stata la mia bambina di 4 anni a darmi la forza di scrivere”, rivela l’attrice intervistata a Matera, “un figlio ti impone di crescere, di avere coraggio per affrontare se stessi. Io non ho voluto nascondermi, anche nelle mie debolezze”.In questo libro – che “sembra una sorta di romanzo epistolare”, dice -l’attrice e conduttrice (tornerà a settembre su Rai2 con Detto fatto e su Rai3 sarà la protagonista di un docufilm dedicato a Virna Lisi) racconta l’altalena di esperienze, delusioni, gioie e avventure emotive che è stata ed è la sua vita: “Non sento che ci sia nulla di speciale nella mia storia. Io volevo solo trovare un canale profondo per entrare in contatto con me stessa”, rivela, “anche per far capire ad Alice che nessuno è un supereroe”. “Dentro ognuno di noi ci sono un gigante e un nano: vanno amati entrambi, perché la vita è fatta di bellezza, sogni, passioni, benevolenza ma anche di colori più scuri, di sofferenza e fragilità”, racconta ancora, “e io voglio educare Alice a essere coraggiosa, anche a non aver paura di essere diversa”. Usando le fiabe e i cartoni animati, l’autrice trova un linguaggio semplice ma appassionato per costruire un libro che “forse non è proprio per bambini, ma io ho immaginato che mia figlia crescendo lo possa leggere nelle varie fasce d’età”. “Ho voluto superare qualche tabù, anche quello della sofferenza: infatti ho raccontato anche della separazione dal suo papà”, dice, “non perché volessi fare una biografia ma per parlare dell’animo umano, per farle capire che non sempre si può essere al top, e che a volte ci si può concedere il lusso di piangere “.Se nel libro si mette a nudo rivelando i suoi sentimenti più profondi, in tv l’artista rivela una grande carica di ironia e autoironia: “non avevo mai messo a disposizione del mio lavoro questo lato del mio carattere: ma io nella vita sono così, una pagliaccia”, afferma, “in Detto fatto è stato naturale, e le persone mi scrivono per dirmi che le faccio ridere”. “Io sono come un puzzle, in cui le varie forme di comunicazione fanno uscire tante forme di me. Mi sento una disadattata ma nell’arte trovo il mio modo di esprimermi”, dice prendendosi un po’ in giro, “in tv sono autoironica, il libro mi ha aiutato a far uscire fuori le miei paure e ad amarle, la recitazione è la mia parte più drammatica, il canto è la libertà mentre quando ballo è l’unico momento in cui esprimo la mia sensualità”. Tra tante esperienze professionali realizzate, resta un grande sogno per il futuro: “vorrei riportare in tv i vecchi varietà, come Milleluci o Fantastico”, rivela, “ma ho ancora bisogno di studiare. E con Detto fatto sto continuando a imparare”.
Annabelle 3, la bambola horror torna a casaArriva il 3 luglio terzo episodio firmato da Dauberman
01 luglio 201912:55
– In quel binomio perfetto che unisce ogni anno horror e caldo arriva in sala puntuale un film ‘da paura’ come ‘Annabelle 3’, terzo capitolo della saga con protagonista la famigerata bambola malefica dell’universo della serie tv The Conjuring. Gary Dauberman, già sceneggiatore dei film ‘Annabelle’, ‘IT’ e ‘The Nun – La vocazione del male’, debutta alla regia in questo film che sarà in sala dal 3 luglio con la Warner e nel quale c’è il ritorno a casa della demoniaca bambola. Questa la storia. Determinati a impedire ad Annabelle di continuare a seminare il caos, i demonologi Ed e Lorraine Warren portano la bambola da loro posseduta nella loro casa a Monroe, nel Connecticut. E la chiudono nella stanza cosiddetta dei ‘manufatti’, una stanza blindata dove Annabelle è apparentemente “al sicuro” dietro un vetro consacrato grazie alla benedizione di un sacerdote. Ma, come si sa, i demoni non si perdono mai d’animo e vanno a colpire dove è più facile, ovvero su Judy, la figlia di dieci anni dei Warren e la curiosità delle sue amiche.A quanto comunque i Warren hanno dichiarato nel loro Ghost Hunters e scritto anche in The Demonologist, la vera bambola protagonista di questa saga era stata ricevuta in dono nel 1968 da una ragazza che studiava da infermiera.In seguito ad alcuni inquietanti incidenti e a ritrovamenti bizzarri della bambola, come se si muovesse o si spostasse da un luogo all’altro, la ragazza e il suo fidanzato si recarono da una medium che disse loro che era posseduta dallo spirito di una bambina, Annabelle. In seguito a questo la bambola venne portata dai Warren che la chiusero nel loro museo, dopo averla definita vittima di possessione demoniaca.Nel film di Dauberman la partecipazione di McKenna Grace nel ruolo di Judy; Madison Iseman, in quello della sua babysitter, Mary Ellen, e, infine, Katie Sarife nei panni della sua amica tormentata Daniela. Patrick Wilson (“Aquaman”) e Vera Farmiga (“The Conjuring) riprendono i loro ruoli di Ed e Lorraine Warren.Una curiosità. Il vero e proprio Museo dell’Occulto dei Warren è il più antico e unico nel suo genere, e contiene numerosi manufatti infestati collezionati dai demonologi Ed e Lorraine Warren. Molti di questi che appaiono in Annabelle 3 si ispirano a quelli del museo reale, i quali, per si sicurezza, non possono mai essere rimossi.
Bregovic in ‘prima’ al Ravenna FestivalTarga Presidente Repubblica premia 30/a edizione della rassegna
RAVENNA01 luglio 201912:31
Un concerto per orchestra sinfonica, tre violini solisti e voci: è ‘From Sarajevo’ di Goran Bregovic, in prima italiana il 2 luglio al PalaDeAndrè nell’ambito del Ravenna Festival. L’artista balcanico vi torna dopo vent’anni, di nuovo con la Wedding and Funeral Orchestra, ma ora anche con l’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani, con una band gitana di fiati, un manipolo di voci maschili, due ‘voix bulgares’ e i violini solisti delle tre religioni monoteiste. Tre lettere d’amore per la Gerusalemme dei Balcani, contesa e dilaniata da guerre in ogni epoca, ma anche un legame che si rinnova fra due città già unite dal primo concerto ‘Le vie dell’Amicizia’, nel ’97, progetto che del festival rappresenta, con la guida di Riccardo Muti, la sintesi più alta.
Per l’appuntamento con Bregovic sarà a Ravenna una delegazione da Sarajevo guidata dal sindaco Abdulah Skaka.
A Ravenna Festival è stata consegnata anche quest’anno la targa del Presidente della Repubblica, come riconoscimento per la 30/a edizione.
Correggio dall’Ermitage a Reggio Emilia’Ritratto di giovane donna’ sarà in mostra dal 24 ottobre
REGGIO EMILIA01 luglio 201912:45
– Per cinque mesi, dal 24 ottobre all’8 marzo 2020, i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia accoglieranno uno dei capolavori del Rinascimento: il ‘Ritratto di giovane donna’ del Correggio. L’opera giungerà in prestito dal Museo Ermitage di San Pietroburgo in una delle terre d’elezione dell’artista reggiano, a cinque secoli dalla sua esecuzione, attorno al 1520, grazie a un accordo firmato dalla città di Reggio Emilia e dalla Fondazione Palazzo Magnani con l’istituzione russa.
Il ‘Ritratto di giovane donna’ di Antonio Allegri detto il Correggio (c.1489-1534) è certamente il più importante ritratto eseguito dal pittore. Nulla si sa della committenza e delle successive vicende collezionistiche del quadro: la sua prima apparizione moderna è nella raccolta del principe Jusupov nella Russia dei primi anni del Novecento. “E’ uno dei grandi capolavori della ritrattistica rinascimentale – sottolinea il presidente della Fondazione Davide Zanichelli – equiparabile ai grandi ritratti di Leonardo e Raffaello”.
Due anteprime l’11 luglio per UJ 19Il festival in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio
PERUGIA01 luglio 201912:50
Umbria Jazz 19, in programma a Perugia dal 12 al 21 luglio, inizierà con due anteprime l’11 luglio.
Alle 18 in Piazza Bellini a Ponte San Giovanni, abbinamento tra musica e gastronomia con la band di Michael Supnick e dalle 21 in Piazza IV Novembre, Wee Willie Walker & The Anthony Paule Soul Orchestra e Con Brio.
Dal Massachusetts di cui è originario Michael Supnick si è trasferito nel 1986 in Italia dove si è accreditato come uno dei più autorevoli interpreti del jazz delle origini, dal Dixieland allo Swing. Una attività intensa, quella del trombettista, trombonista, cornettista e cantante americano, tra cinema, sigle televisive e radiofoniche, jingle, dischi e tour (tra gli altri, con Lino Patruno, Renzo Arbore, Larry Franco e alla guida della sua Sweetwater Jazz Band). L’evento sarà anche l’occasione di dare il benvenuto ai numerosi ragazzi che frequentano le Clinics del Berklee College of Music.
Assomusica, disagi per ticket nominaliPresidente Spera, non si risolvono problemi secondary ticketing
01 luglio 201914:11
– Assomusica continua la sua battaglia contro i biglietti nominativi per i concerti dal vivo e denuncia “i tanti problemi” che determinano nel giorno, oggi, in cui entra in vigore la norma. Non servono a ridurre il bagarinaggio, creano code enormi e lungaggini per gli appassionati di musica, fanno aumentano i costi dei ticket e quelli degli organizzatori, la sintesi dell’associazione alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l’80% dei concerti in Italia.
“Siamo contrari a ogni forma di bagarinaggio, ma i consumatori devono sapere che con i costi dei biglietti aumenteranno, cambiare il nome dell’utilizzatore non sarà una procedura veloce e si creeranno più code agli ingressi per i controlli”, sottolinea il presidente Spera che osserva “nel calcio non sono serviti a ridurre il fenomeno”. Spera chiede “o di chiudere i siti di secondary ticketing o di renderli legali come in Germania dove è previsto un ricarico massimo del 20% ma si potrebbe scendere al 15 o al 10”.
Harrower e il potere delle paroleA Napoli inusuale dramma contadino al femminile, che sarà anche a Spoleto
NAPOLI01 luglio 201919:33
“Devo mettere i nomi in tutto quello che ho davanti come quando metto il coltello nello stomaco di una gallina”: è la battuta chiave della protagonista di questo dramma forte, al femminile, dall’inusuale ambientazione contadina, di aura tragica e primitiva tra lavoro nei campi a cura delle bestie, ma in cui la scrittura ha un ruolo centrale, intitolato appunto ‘Coltelli nelle galline’, dello scozzese David Harrower e presentato al Napoli Teatro Festival da Andree Ruth Shammah e il Teatro Franco Parenti, prima di portarlo al Festival di Spoleto dal 5 al 14 luglio e in tournée la prossima stagione.In un’imprecisata lontana epoca, abitano in un piccolo villaggio i tre personaggi timorati, anzi timorosi di Dio, la donna, appunto chiamata semplicemente ‘donna’ dal marito Pony William che passa le giornate a arare i campi usando i suoi amatissimi cavalli, e il mugnaio Gilbert Horn, di cui sparlano tutti, sempre chiuso nel suo mulino mentre a lavorare è la pietra che macina grano. Appaiono come archetipi, pur delineati nella propria umanità attraverso azioni e dialogo essenziale e talvolta recitano anche le didascalie che li riguardano, quasi per un’ulteriore spersonalizzazione esemplare. E la bella scena di Margherita Palli sembra partire da questo, praticamente nuda, salvo il giaciglio a terra degli sposi e il tavolino del mugnaio, ospita, mossi, messi avanti a seconda delle scene, modellini della casa, della stalla, del mulino, mentre sullo sfondo si proietta una finestra da cui si vede il cielo per alludere a un interno, o campi e boschi per l’esterno.Tutto inizia quando Pony William, rozzo, orgoglioso della propria fatica e della propria mascolinità, paragona la moglie a un campo e lei, che nella sua elementare concretezza non concepisce un uso figurato, metaforico del linguaggio, entra in crisi, chiede cosa voglia mai dire, mentre lui chiude ogni discorso dicendole “tu sei come penso io” portandosela poi a letto. E quando, per un impegno di lui (che tra l’altro lei ha scoperto la tradisce con altre donne) sarà la donna a dover andare al mulino con i sacchi di frumento e scoprire che la diversità del mugnaio che fa paura a tutti è che questi legge e scrive e l’affascina, mettendole in mano la penna e spingendola a scrive il proprio nome, come a rivelarsi quale persona. Le parole diventano così via via protagoniste nel loro legame con le cose, con la realtà, nella loro capacità di cogliere il cambiare ogni giorno delle cose, come in natura, quasi un sortilegio, una magia nella realtà di un’esistenza, di un villaggio praticamente muto, dove quello che ognuno ha in testa, comprese le parole essenziali, ce le ha messe Dio. Il fatto è che con la scrittura e la cultura il mugnaio stesso è passato pian piano da Dio a Io come artefice (e così potrà ideare una propria vendetta verso la cattiveria degli altri) e poi guida un percorso di conoscenza della donna, seducendola, insinuandosi, regalandole la penna attraverso cui metterà in crisi le sue idee preconcette, la solidità e concretezza della sua vita, del suo matrimonio, facendole scoprire che esiste altro e che ognuno può fare scelte personali, arrivando così anche ad azioni rivoluzionarie, estreme.Le parole seducono, le parole liberano, le parole sono coscienza e Harrower vuole dirci che segnano, come la storia della donna nella cui testa germinano come semi in un campo, quella dell’uomo e la trasformazione della società. Un dramma singolare che sembra suscitare echi di atmosfere diverse e lontane, da quelle di Gerhart Hauptmanna a Ugo Betti, a certi noir americani, mentre la scrittura di Harrower appare elementare e assieme molto articolata, capace di sviluppare la propria profondità attraverso una serie implacabile di non facili confronti a due, in cui la brama sessuale si trasforma in brama di conoscenza nella donna, ruvida, istintiva e dolce assieme e come mossa da una forza, una tensione appassionata interiore che avvertiamo vera nella rappresentazione che ce ne dà un’ottima Eva Riccobono, che ha accanto, diversamente umani e reali nei loro caratteri, l’egoistico e orgoglioso William di Alberto Astorri e il prepotente e insinuante Gilbert di Pietro Micci, che hanno meritato e lunghi e calorosi applausi finali.
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Milo, la mia Posta del cuore per le donne
Su Rai1, l’attrice protagonista del programma di Diaco ‘Io e te’
01 luglio 201919:30
“Sono una donna molto emotiva. Mi commuovo, soprattutto davanti alla bellezza e alle emozioni. Ora mi dovrò un po’ controllare o diranno che piango sempre”. Scoppia in una risata Sandra Milo, la diva del grande cinema e della Dolce Vita, attrice prediletta di Federico Fellini, ma anche l’eterna ragazza della tv, ancora oggi che con gioiosa serenità sfoggia le sue 86 primavere. “Il tempo che passa? Una volta facevo un sacco di cure, oggi non più – ammette – Tanto, sanno tutti quanti anni ho. E poi la bellezza fa un lungo viaggio e passa per altri luoghi. Se la mente è sana, se il cuore è sano, anche il corpo lo è”. Lo dice anche a tutte le ragazze e signore, ma anche agli uomini, che le scrivono a ‘Io e te’, il programma condotto da Pierluigi Diaco dedicato alle emozioni, che per titolo prende a prestito un celebre verso di Vasco Rossi, in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì alle 14 su Rai1.Per la Milo, è il frutto di una seconda giovinezza professionale, che le ha portato molto affetto anche da parte del nuovo pubblico. “Credo dipenda dal fatto che sono una persona sincera, che nel bene e nel male non si è mai nascosta. La verità per me paga sempre – riflette – Solo dopo un tradimento non ho detto la verità. Ma quello non è mentire, è tacere – ride – Oggi sono una donna che lavora, responsabile, che non si risparmia. Mi vergognerei se non mi impegnassi ogni volta con tutte le mie forze. Il resto verrà, non verrà, però io devo sapere di aver fatto del mio meglio”. In particolare, Sandra è protagonista con Valeria Graci della Posta del cuore cui risponde in diretta, con la verve e spontaneità che la contraddistinguono. “Quando incontro le persone, per strada o al supermercato – racconta – mi dicono: ‘la ascolto sempre, perché dice cose che sento anche io’. È bellissimo trovare un’eco nel cuore degli altri. Forse mi capita perché riesco a dare più spazio all’istinto che alla ragione. Tutto costa un po’, ma sono fatta così”.Anche nel caso delle sue ultime confessioni in tv, quando qualche mese fa ha ammesso davanti a tutti di avere serissimi problemi economici. “Non sono pentita – commenta – Ho deciso io di raccontarlo. Non sono una donnetta e non importa se gli altri mi giudicano male. È un loro diritto. Oggi devo ringraziare alcune donne come Silvia Toffanin ed Eleonora Daniele e tantissime persone che mi sono state amiche. Le donne hanno finalmente imparato a essere complici fra loro, a essere amiche solidali”, aggiunge con commozione. E allora, alle donne che scrivono a ‘Io e te’ cosa consiglia? “Di smettere di essere ‘cattive’ con gli uomini – dice – Dobbiamo recuperare il nostro ruolo di grandi madri, di protettrici, angeli della famiglia. È il ruolo che può tenere unito il mondo, allontanare la violenza. Abbiamo noi questa responsabilità, non gli uomini”.E nella vita di Sandra Milo, non manca un amore? “Io l’amore ce l’ho – risponde di getto lei – Ho tre figli, cui ho fatto da madre e da padre e che per fortuna mi hanno sempre tenuta con i piedi per terra. Un nipotino stupendo, gli amici. E sul cuscino, la foto di ‘lui'”, dice appena sussurrando il nome di Federico Fellini. “l’uomo più importante della mia vita. Lo è stato e lo è ancora. Rimpianti? Nessuno, grazie a Dio, né rimpianti, né rimorsi”.
Nuovo logo per Galleria dell’AccademiaVolto David tra lettere G e A con colori blu e bianco
FIRENZE01 luglio 201915:44
Il blu ceruleo, quello dei manti di Maria nelle tavole in collezione, e il bianco caldo delle sculture michelangiolesche hanno ispirato il colore del nuovo logo della Galleria dell’Accademia di Firenze: il volto del David stretto tra le lettere ‘G’ e ‘A’. Ad annunciarlo la direttrice del museo Cecilie Hollberg che oggi ha presentato alla stampa anche il nuovo carattere tipografico ispirato agli elementi testuali ricorrenti nei dipinti rinascimentali esposti nel museo, e la segnaletica interna ed esterna. Il nuovo carattere verrà utilizzato per tutte le titolazioni e nelle diverse applicazioni entro la fine dell’anno. Si tratta di un progetto di identità visiva dell’Accademia curato da ‘Mybosswas’ (Torino) e dall’architetto Piero Guicciardini. “Era indispensabile dotare l’Accademia di un logo intelligente, funzionale ed elegante – ha sottolineato Hollberg -. Abbiamo lavorato sul completo ripensamento della segnaletica esterna e interna al museo, sull’area di accoglienza, su un sistema di pannelli esplicativi e didascalie che garantissero a tutti una migliore fruizione”.
Nuovo singolo per Fabio RovazziIl 10 luglio esce Senza Pensieri con Loredana Bertè e J-Ax
01 luglio 201915:59
Fabio Rovazzi annuncia l’uscita di un nuovo singolo: il 10 luglio arriva in radio e in digitale “Senza pensieri” (Viorgin Records/Universal Music), con la collaborazione di Loredana Bertè e J-Ax.
Il brano si annuncia già come possibile tormentone, dopo i precedenti Faccio quello che voglio (di un anno fa) con Emma Marrone, Nek e Al Bano, Volare con Gianni Morandi del 2017, Andiamo a comandare e Tutto molto interessante, entrambi del 2016.
Sting al Forum di Milano il 29 ottobreTappa del tour europeo My Songs, che ripercorre suoi successi
01 luglio 201916:04
Sting farà tappa anche a Milano, il 29 ottobre al Mediolanum Forum, con il suo tour europeo My Songs. Sting: My Songs sarà un tour che si concentrerà sulle canzoni più amate scritte dall’artista durante la sua prolifica carriera come solista e frontman dei Police, costellata di successi e premi tra cui 17 Grammy Awards. I fan avranno modo di sentire hit come Englishman in New York, Fields of Gold, Shape of My Heart, Every Breath You Take, Roxanne, Message in a bottle.
Sting suonerà come sempre accompagnato dalla sua band.
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Arrivano spot per disabili vista e udito
L’iniziativa di Procter & Gamble con l’Unione ciechi
01 luglio 201917:18
Stanno per arrivare anche in Italia gli spot televisivi fruibili da persone con disabilità visive e uditive: incorporano nei messaggi pubblicitari una narrazione audio del contenuto per descrivere le immagini mostrate e i sottotitoli. A lanciare l’iniziativa è Procter & Gamble, in base agli esempio già realizzati in Spagna e Regno Unito, e in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. P&G è in attesa dell’adeguamento tecnologico per la messa in onda di queste pubblicità da parte dei principali network tv italiani.
“P&G crede da sempre nella valorizzazione delle diversità e nell’inclusione”, dice Valeria Consorte, direttore marketing e media Procter & Gamble in Italia. “Già da dieci anni in alcuni paesi del mondo ha introdotto i sottotitoli negli spot e dallo scorso anno ha deciso di rendere la sua pubblicità più inclusiva con audio-descrizioni che rendano gli annunci pubblicitari per la tv accessibili anche ai milioni di consumatori affetti da cecità completa o da disabilità visive”. “In Europa – ricorda – siamo già attivi in Spagna e nel Regno Unito ed ora il nostro desiderio è di iniziare quanto prima anche in Italia con tutti i nostri marchi principali. Alcuni canali italiani stanno già trasmettendo parte dei propri contenuti con modalità accessibile alle persone con disabilità visiva e con sottotitoli, ma questo adattamento non è ancora stato realizzato per gli intrattenimenti pubblicitari, richiedendo un investimento alle aziende per la modifica degli spot e ai network tv per un adeguamento della tecnologia per la messa in onda”.
The Witcher, prime foto serie NetflixFantasy basata sull’omonima saga bestseller: Geralt, Yen e Ciri
01 luglio 201917:42
I mostri peggiori li creiamo noi: Netflix diffonde le prime immagini dei protagonisti dell’attesissima serie originale The Witcher: Geralt (Henry Cavill), Yennefer (Anya Cholatra) e Ciri (Freya Allan). Diffusi oggi anche il logo della serie e il teaser poster.
The Witcher, serie fantasy basata sull’omonima saga bestseller, di Andrzej Sapkows è il racconto epico di una famiglia e del suo destino. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il proprio posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Il suo destino si intreccerà poi con quello di una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto. I tre si ritroveranno ad attraversare insieme un mondo sempre più instabile.
Nel cast anche Jodhi May (Game of Thrones, Genius) – Calanthe Björn Hlynur Haraldsson (Fortitude) – Eist Adam Levy (Knightfall, Snatch) – Mousesac.uscirà in streaming verosimilmente negli ultimi mesi del 2019.
Checco Zalone, arriva la nuova commediaTolo Tolo uscirà il 1 gennaio 2020. Dopo 4 anni il nuovo film dell’attore, per la prima volta anche regista
01 luglio 201920:08
glietta verde, cappello di rafia in testa, l’aria tesa e concentrata e sullo sfondo capanne di paglia e un africano che sorseggia una bevanda: è l’immagine del santino Checco Zalone stampata sul listino di Medusa. Dopo tre anni (che poi saranno quattro visto che uscirà il 1 gennaio 2020) di attesa finalmente il nuovo film dell’attore, questa volta per la prima volta anche regista, intitolato Tolo Tolo e girato in Kenia, è pronto a dominare gli incassi del cinema italiano. L’amministratore delegato di Medusa Giampaolo Letta, con accanto il presidente Carlo Rossella, illustra le dieci uscite per l’anno che verrà e lo stile, al solito, è di understatement ma è chiaro che il terremoto Zalone è quel che loro e gli esercenti attendono da tempo: di un autore capace di fare le file fuori la sala come nessuno più mai e di intercettare la pancia degli italiani con temi importanti facendoci ridere di noi stessi. L’ultimo precedente ha la cifra record di 70 milioni di euro, Quo Vado? I tempi sono cambiati, non c’era l’esplosione delle piattaforme ma la forza comica del pugliese questa volta espatriato a Malindi fa ovviamente sperare.”La ‘vera’ magia è solo in sala.” è lo slogan di Medusa, un messaggio neanche troppo subliminale al pubblico distratto dai device, dai film sullo smartphone e dal binge-viewing sul salotto di casa. “Sarò retorico – dice Letta – ma per noi il cinema è in sala e a prescindere dal fenomeno streaming continuiamo a puntarci”. Medusa ha nel dna la commedia, “questa volta – prosegue l’ad – in tutte le declinazioni possibili”. Rischio ingorgo? “Dopo Zalone abbiamo programmato Odio l’estate con Aldo Giovanni e Giacomo il 30 gennaio, immaginando una tenitura importante per Tolo Tolo e un lancio di AG & G con i trailer durante il film di Checco”. La presentazione del listino è l’occasione di un primissimo bilancio dell’estate al cinema appena cominciata: “ci vorranno tre anni per osservare se c’è stato il cambiamento delle abitudini degli italiani. Intanto mi sembra una buona partenza – spiega Letta – con un grande impegno delle major a distribuire film-evento che al momento stanno funzionando. Il cinema italiano ci sta mettendo un po’ di più perchè gli incentivi del governo sulle uscite estive si sono capiti dopo. La fatica più grande è convincere gli autori stessi a considerare l’uscita d’estate. Ma anche qui è una questione di abitudine, Il traditore di Bellocchio e Ma cosa ci dice il cervello con la Cortellesi ad esempio, usciti in un periodo già ‘critico’ hanno avuto bei riscontri”. L’apertura di stagione per Medusa sarà con un debutto: Tuttapposto, dal 3 ottobre, regia di Gianni Costantino con Roberto Lipari studente universitario che inventa un’App per valutare i professori nell’intento di eliminare i voti raccomandati (peccato lui sia il figlio del rettore). Il 17 ottobre esce Se mi vuoi bene di Fausto Brizzi con un cast corale guidato da Bisio, Rubini, Insinna, Lucia Ocone tra gli altri. Brizzi ha ben due film in listino: nel 2020 uscirà La mia banda suona il pop con De Sica e Abatantuono. Dal 30 ottobre L’Uomo del labirinto, atteso secondo film dello scrittore Donato Carrisi un thiller mozzafiato con Toni Servillo e Dustin Hoffman. Dal 14 novembre Sono Solo Fantasmi diretto e interpretato da Christian De Sica, con Buccirosso e Gianmarco Tognazzi, dal 12 dicembre il nuovo (senza titolo) film di Ficarra e Picone, un ladro e un prete in viaggio nel tempo (omaggio a Benigni-Troisi?) nell’anno zero della nascita di Gesù con Massimo Popolizio nel ruolo di Erode. Nel 2020 dopo Zalone, Aldo Giovanni e Giacomo escono anche la commedia di Rolando Ravello E’ per il tuo bene con tre coppie Giallini-Ferrari, Battiston-Pandolfi e Salemme-Lodovini, il nuovo film di Guido Chiesa Senza Filtro e Una Femmina di Francesco Costabile ispirato al libro di Lirio Abbate Femmine Ribelli, tra le poche eccezioni alla commedia nel listino Medusa insieme al film di Walter Veltroni “Quando” con Claudio Bisio che si risveglia da un coma che dura dal giorno dei funerali di Berlinguer. Si arriva così al finale di stagione 2020 con due ulteriori assi nella manica: il nuovo atteso film di Paolo Genovese Supereroi (quanti superpoteri deve avere una coppia per resistere al tempo che passa?) e 10 giorni con Babbo Natale, spin off di 10 giorni senza mamma: Alessandro Genovesi alla regia e la conferma del cast acchiappa famiglie Fabio De Luigi, Valentina Lodovini e Diego Abatantuono.
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Walkman compie 40 anni, fu rivoluzione
Lanciato sul mercato da Sony nel 1979. Declino con avvento iPod
NEW YORK01 luglio 201918:05
– Il Walkman compie 40 anni. Era il 1 luglio del 1979 quando Sony introdusse sul mercato un dispositivo che avrebbe rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Un piccolo mangianastri portatile da portare con sè con delle cuffie che consentiva di ascoltare musica in qualsiasi parte. Denigrato da Steve Jobs, che lo paragonò ad un mattone, fu in realtà una delle creazioni più di successo prima dell’avvento sul mercato dell’iPod della Apple. Il Walkman sopravvisse anche all’epoca del Cd sotto forma di un nuovo dispositivo, il Discman, dalle misure un po’ più grandi appunto da contenere un compact disc. Entrò sul mercato nel 1984. Il crollo delle vendite iniziò nel 2001 con la musica digitale e l’iPod.
Esce libro ‘Missoni’, 899 pezzi uniciImmagini, testi, disegni, cartamodelli dagli anni 50 a oggi
NO01 luglio 201918:15
– Esce in un’edizione limitata di 899 esemplari numerati a mano, di cui ognuno è un pezzo unico, impreziosito da tessuti originali forniti dalla Maison e applicati artigianalmente, il libro ‘Missoni. La grande moda italiana’ di Massimiliano Capella, professore di Storia del Costume e della Moda all’Università degli Studi di Bergamo. Il coordinamento editoriale del progetto è a cura di Luca Missoni, mentre il volume è edito da Scripta Maneant, con la collaborazione di Archivio Missoni e Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.
Il libro – concepito come un elemento di design in cui dialogano immagini, testi, tessuti originali, disegni, grafiche, prove colore, cartamodelli – celebra il linguaggio e lo stile di un’eleganza che si è fatta espressione artistica, fin da quei primi anni Cinquanta in cui Rosita e Ottavio Missoni hanno dato inizio al loro percorso creativo.
Liam Gallagher apre tour a CollisioniIn anteprima l’album Why me? Whay not? in uscita il 20 settembre
TORINO01 luglio 201918:33
Parte il 4 luglio da Barolo, nelle Langhe, al festival Collisioni, il nuovo tour mondiale dell’ex leader degli Oasis, Liam Gallagher, che presenta in anteprima le canzoni del suo secondo album da solista ‘Why me? Why not’.
Su tutte le radio, nelle scorse settimane, sono già arrivati i singoli ‘Shock-Wave’ e ‘The River’, brani del nuovo album ‘Why me? Why Not’ annunciato il 12 giugno e in uscita il 20 settembre.
Il nuovo album dell’ex ragazzo Oasis arriva dopo i due anni di silenzio che seguirono l’uscita del suo primo fortunato debutto da solista con il disco ‘As You Were’ del 2017. Il concerto di Gallagher apre anche il lungo weekend di concerti per Collisioni che vede sul palco, il 5 luglio, Carl Brave e Max Gazzè con Rkomi e Daniele Silvestri; sabato 6 luglio, Maneskin e Salmo; domenica 7 Thirty Seconds To Mars. Sabato 6, anche le altre piazze di Barolo ospiteranno grandi cantanti quali Ornella Vanoni, Al Bano e Mahmood.
Film in piazza e un docu per VanzinaEnrico a Cinè a Rimini e in Versilia. Su Iris rassegna
MA01 luglio 201918:34
– Le prime visite sul set con il padre Steno, i filmini amatoriali al mare, i tanti ciak insieme al fratello Enrico: scene pubbliche e private per ricordare Carlo Vanzina, scomparso un anno fa l’8 luglio, nel documentario di Antonello Sarno le cui prime immagini sono state presentate da Medusa in occasione dei listini 2019. Tante le iniziative per ricordare il regista. Come quella del canale tematico Iris che all’Italia di Carlo Vanzina dedica da domenica 7 luglio una rassegna con nove pellicole.
Enrico Vanzina lo ricorderà il 2 luglio a Riccione in piazzale Ceccarini in occasione di Ciné – Giornate di Cinema: assieme a Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna, introdurrà la versione restaurata di Sapore di Mare. Tra i film più iconici sugli anni Sessanta, storia di un’estate che cambierà la vita dei protagonisti, la proiezione è in programma anche il 20 luglio a Viareggio con un incontro allo stabilimento balneare Il Cavallone, location del film e il 3 agosto a Bologna a Sotto Le Stelle del Cinema.
Capossela per onlus leccese anti-XylellaEvento unico in un uliveto, in programma sabato 13 luglio
LECCE01 luglio 201918:35
– “Planctum per alberi uomini e bestie”: si chiama così il concerto di Vinicio Capossela per gli ulivi, organizzato dalla onlus ‘Save the olives’, impegnata contro la Xylella fastidiosa nella campagna per gli innesti con varietà resistenti su ulivi monumentali. L’appuntamento è sabato 13 Luglio alle 19 a Tiggiano (Lecce) per raccogliere fondi a favore della onlus. Il presidente di ‘Save the olives’, Pietro Petroni, sottolinea che la onlus, “dalla parte della ricerca scientifica e della buona agronomia”, intende “creare consapevolezza sulla questione della morte degli ulivi. Vinicio Capossela, sensibile alla tematica degli ulivi, suonerà nel nostro oliveto”. Con i proventi della serata (dopo il concerto è prevista una cena, per chi riuscirà a prenotarsi), “continueremo a lavorare sul campo, innestando sempre più ulivi secolari”.
Capossela porterà fra gli ulivi le canzoni del suo ultimo album “Ballate per uomini e bestie”, che guarda “alle pestilenze del nostro presente”, si legge in una presentazione.
Musa di Apollo, la Luna nella fotografiaUna mostra al Met celebra il 50/o anniversario dell’allunaggio
NEW YORK01 luglio 201918:47
– Il primo incontro ravvicinato nel XVII secolo con il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei, poi con la fotografia nel XIX secolo ed ancora nel 1969 con la storica missione spaziale Apollo 11. La storia d’amore dell’uomo con la Luna inizia appunto nel 1610 con Galileo e ha il suo apice con l’atterraggio sulla superficie lunare degli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin il 20 luglio di 50 anni fa.
Per celebrare quella tappa fondamentale il Metropolitan Museum di New York dedica alla Luna una mostra che dal 3 luglio al 22 settembre esplorerà attraverso la fotografia ciò che ha ispirato appunto la storica missione del 1969. ‘Apollo’s Muse: The Moon in the Age of Photography’ (La musa di Apollo: la Luna nell’epoca della fotografia) presenta oltre 170 scatti e una selezione di disegni, dipinti, filmati, installazioni artistiche, strumenti astronomici e macchine fotografiche usate dagli astronauti.
Kidman, io figlia di Fellini e KubrickL’attrice a Taormina, le donne devono aiutarsi da sole
TAORMINA
01 luglio 201920:24
– “Da ragazza andavo a vedere Kubrick e Fellini. A volte non capivo molto dei loro film, ero troppo giovane. Ero toccata dalle loro opere più al livello viscerale che intellettuale. Amo comunque i registi ossessivi che ti spingono sempre più avanti dove non eri mai arrivata prima”.
Così Nicole Kidman alla masterclass tenuta al festival di Taormina, dove ha ricevuto il premio Arte Award al Teatro Antico. Molto bella, quanto algida, in un vestito floreale, l’attrice, 52 anni, con alle spalle un Oscar, quattro Golden Globe e due Emmy, si intrattiene su Italia, cinema (anche in qualità di produttrice) e riscatto femminile. Sul fronte della parità di diritti tra uomo e donna al cinema, i numeri “sono chiari e spaventosi – sottolinea -. C’è solo circa il vento per cento di realtà femminile nel settore. Così a un certo punto io e la Streep, in un incontro a Cannes, ci siamo dette: le donne devono chiamare a lavorare le donne. Una scelta che io faccio sistematicamente in qualità di produttrice”.
Fine riprese per gli Infedeli di MordiniScamarcio e Mastandrea in una storia sull’amore
MA01 luglio 201920:24
– Terminate le riprese del remake del fortunato e omonimo film francese, Gli Infedeli, con la regia di Stefano Mordini. E’ un film a episodi che per stile e toni, si ispira alla tradizione della commedia all’italiana. E’ interpretato da Valerio Mastandrea, Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Valentina Cervi, Marina Fois, Massimiliano Gallo e Euridice Axen. Attraverso cinque storie brevi, vengono raccontate le peripezie amorose di cinque uomini, ognuno alle prese con mogli, fidanzate, amanti. Uno sguardo irriverente e divertito, ma anche lievemente amaro, sull’amore.
Toy Story 4 debutta al top degli incassiSeguono Depp e Nureyev. Box office totale +15%
01 luglio 201912:52
– Toy Story 4, quarto episodio del film d’animazione della Walt Disney, debutta anche in Italia in testa alla classifica Cinetel degli incassi dell’ultimo weekend (27-30 giugno), segnando 1.596.579 euro, per un totale in 5 giorni di programmazione di 2.025.041 euro. Il cartoon movie che ha esordito anche nel Nord America al vertice degli incassi con 57.9 milioni di dollari, spinge dal podio al secondo posto Arrivederci Professore, film che ha riportato in sala la star Johnny Depp, che registra 263.174 euro, 974.708 in due weekend.
Debutta sul terzo gradino del podio, con 235.825 euro, Nureyev, The White Crow, terza regia di Ralph Fiennes con il ballerino Oleg Ivenko che interpreta la grande etoile russa e lo stesso Fiennes. Quarto posto per Aladdin con 173.900 euro, 14.805.135 in sei weekend. Dalla seconda alla quinta posizione scende Pets 2 – Vita da animali, di Chris Renaud che ottiene 172.229 euro (3.116.785). Totale incassi 3.358.857 euro, +15% sullo scorso week end e +67,51 rispetto al 2018.
Stone, prima o poi giro una comedy su TrumpAl Taofest, informazione e social oggi più violenti della guerra
TAORMINA01 luglio 201919:28
– “Tutti mi chiedono di fare un film su Trump, e chissà, prima o poi lo farò davvero. Cosa sarà? Una comedy buffa che potrebbe ricordare W., il mio film su Bush del 2008”. A parlare così oggi a Taormina è Oliver Stone, presidente di giuria del Taormina Film Fest, che ritirerà il 4 luglio al Teatro Antico il premio Angelo D’Arrigo dopo la proiezione del suo capolavoro ‘Nato il 4 luglio’ con Tom Cruise, vincitore di due Oscar.Com’è cambiata l’America da quel film? “Quando girai il film, nel 1989, era anche un modo per ricordare all’America quella guerra del Vietnam che aveva già dimenticato. Oggi purtroppo la situazione non è cambiata affatto – spiega il regista – anche perché non è cambiata la politica estera americana che ora guarda all’Iran. La gente non sa davvero cosa è la guerra, non sa cosa significa essere feriti in battaglia. Oggi a peggiorare il tutto – sottolinea ancora Oliver Stone – c’è anche il fatto che la medicina è migliorata e così i feriti di guerra si trovano ‘costretti a vivere’. L’invalidità è peggio che morire giovani”. Comunque negli anni Settanta, argomenta il regista di Platoon, Wall Street, JFK – Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere, “c’era un dibattito più attento sulla guerra da parte dei media, oggi invece l’informazione è più violenta della stessa guerra e i social sono una specie di Pravda, guerrafondai. Basti solo pensare a quello che è successo con O J. Simpson, un caso sui cui si sono buttati tutti, anche perché dietro quella morbosità mediatica ci sono i soldi. La violenza dei film – conclude – è ridicola rispetto a quella dei media”.Per quanto riguarda il tema dell’immigrazione Stone, accompagnato a Taormina dall’affettuosa moglie Sun-jung Jung – che lui chiama ‘la mia Giulietta’ – ha le idee chiare: “So di quello che sta succedendo in Italia, degli sbarchi proprio qui in Sicilia, grazie alle molte immagini che ho visto sulle tv russe e francesi (le sue preferite, dal momento che disprezza i notiziari Usa, ndr). D’altronde – aggiunge Stone – questo fenomeno è un problema mondiale, epocale che c’è ovviamente, come tutti sanno, anche in America. Sono comunque favorevole alla migrazione e ai migranti, ma è un fenomeno complesso, perché se è troppo veloce può avere un effetto dirompente”.
Emma di nuovo nel mirino degli haters dopo post su Sea WatchAl fianco della cantante si sono schierati amici e colleghi
02 luglio 201910:09
Emma Marrone nuovamente nel mirino degli haters della rete. Dopo le polemiche, condite da attacchi anche sessisti, scatenate nei mesi scorsi per una sua dichiarazione a favore dei porti aperti, Emma viene nuovamente travolta dalla rabbia social per un post sulla Sea Watch a difesa della comandante Carola Rackete, oggetto di pesanti insulti all’arrivo a Lampedusa, dopo aver forzato il blocco navale e aver fatto sbarcare il suo carico di disperati.”Solo una parola. Vergogna. Il fallimento totale dell’umanità. L’ignoranza che prende il sopravvento sui valori e sul rispetto di ogni essere umano. Stiamo sprofondando in un buco nero. Che amarezza” ha scritto la cantante salentina, che non ha mai nascosto le sue idee sulle politiche migratorie. Ma la sua presa di posizione non è piaciuta ai suoi follower che l’hanno pesantemente attaccata, invitandola, nel migliore dei casi e senza risparmiare attacchi denigratori, a tornare a cantare, etichettandola come “buonista”, “ipocrita”, “stronza” e “cogliona”. Al suo fianco si sono schierati subito alcuni amici e colleghi: Fiorella Mannoia (“i vostri insulti sono medaglie”), Paola Turci, 99 Posse, Tommaso Paradiso (“rappresentiamo il punto più basso e infimo della grandiosità dell’universo tutto”), Valeria Graci.
