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Ultimo aggiornamento 2 Luglio, 2019, 09:40:03 di Maurizio Barra

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Hong Kong: Cina, sostegno su indagini
E’ ‘sfida al modello un ‘Paese due sistemi”

PECHINO02 luglio 2019 04:24

– Pechino esprime “pieno supporto al governo e alla polizia” di Hong Kong all’indomani delle violente proteste che hanno visto il parlamento assaltato e occupato per alcune ore dai manifestanti, prima dell’intervento di sgombero degli agenti. Il portavoce dell’Ufficio degli affari di Hong Kong e Macao, che fa capo governo, ha dato sostegno alle indagini sulle “responsabilità penali dei violenti trasgressori nel rispetto della legge. Queste gravi violazioni calpestano lo stato di diritto, minano l’ordine sociale e sono una sfida al modello ‘un Paese due sistemi'”.

Neymar, prosegue indagine accusa stuproLa polizia brasiliana ha ottenuto altri 30 giorni di tempo

RIO DE JANEIRO (BRASILE)02 luglio 201906:38

– La polizia brasiliana ha chiesto altro tempo per indagare sulle accuse di una modella che afferma di essere stata violentata dalla stella del calcio Neymar.
Alle autorità di San Paolo verranno dati altri 30 giorni per esaminare le asserzioni della donna, Najila Trindale, recatasi alla polizia il 31 maggio per presentare un’accusa formale contro Neymar, sostenendo che l’aveva violentata in un hotel di Parigi all’inizio di quel mese. Il giocatore nega l’accusa.
Neymar è indagato anche dalla polizia di Rio de Janeiro per la pubblicazione di immagini della sua accusatrice sui social media senza autorizzazione.

Huthi attaccano scalo saudita, 9 feritiMedia, drone prende di mira aeroporto di Abha

BEIRUT02 luglio 201908:52

E’ di nove civili feriti il bilancio di un nuovo attacco aereo con drone effettuato dagli insorti yemeniti Huthi contro un aeroporto civile e militare saudita nel sud del regno del Golfo. Lo riferisce l’agenzia governativa saudita Spa, secondo cui l’attacco con l’aereo senza pilota ha preso di mira lo scalo di Abha, circa 200 km a nord dal confine con lo Yemen in guerra.
L’aeroporto è stato già colpito più volte a giugno e nelle settimane scorse una persona era rimasta uccisa e decine erano state ferite. L’Arabia Saudita conduce dal 2015 una coalizione araba, di cui fanno parte anche gli Emirati Arabi Uniti, contro l’insurrezione yemenita Huthi considerata vicina all’Iran, rivale di Riad.

Ue: Nuovo round sulle nomine dopo lo stop alla proposta della MerkelSi riprende oggi alle 11. Slittano le decisioni di Bruxelles sui conti italiani

02 luglio 201908:57

Nuovo round del vertice europeo per la scelta dei top job in Europa. Dopo la fumata nera di due giorni fa il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha riconvocato i 28 per le 11 di oggi. “In partenza per Bruxelles per un’altra intensa giornata insieme ai leader europei, in cui proveremo a disegnare e a costruire l’Europa dei prossimi anni. Come ho fatto fino ad oggi, e ancora di più nelle ultime ore, darò il mio convinto contributo affinché tra le famiglie europee non primeggi né, soprattutto, si imponga un asse su un altro, ma si trovi il giusto equilibrio sulla base di criteri di scelta delle persone ben bilanciati”, lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte, che prenderà parte al Consiglio europeo a Bruxelles.”Dobbiamo individuare personalità che sappiano rinnovare il sogno europeo, che abbiano una chiara visione e sappiano esprimerla con coraggio, evitando di rifugiarsi nella angusta logica dell’austerity o di affidarsi al primato della finanza. Vogliamo personalità che mettano al centro la crescita, i cittadini, le persone”.La proposta avanzata domenica da Angela Merkel del tandem Frans Timmermans-Manfred Weber per le presidenze di Commissione e Parlamento europeo non è andata giù a quasi tutti i premier popolari dei Paesi Ue. Ed ora rischia di diventare un boomerang non solo per la Cancelliera, ma anche per quell’asse franco-tedesco contro il quale in tanti puntano volentieri il dito. Non tanto per la sua supposta funzione di motore dell’integrazione Ue, quanto accusandolo di imporre dei diktat, come appunto nel caso delle nomine europee.”C’è un’evidente perdita di lucidità nel modus operandi della donna più potente d’Europa”, commenta chi sta vivendo da vicino l’impasse creatosi attorno alla scelta dei candidati per le nomine Ue.Uno stallo causato in primis proprio da quella che è la sua famiglia politica, cioè i popolari. Che invece di sostenere la strategia di Merkel (e Macron), l’ha silurata come forse non mai.Contro la proposta arrivata dall’asse franco-tedesco si sono schierati quasi all’unisono Bulgaria, Croazia, Ungheria, Irlanda, Polonia, Romania e altri Paesi non governati dai popolari, come l’Italia.”Merkel ha compiuto errori inspiegabili”, secondo molti osservatori. Prima di tutto di metodo, non preparando adeguatamente il terreno nel Ppe alla proposta che poi avrebbe presentato. Ma anche di sostanza, nel tentare di imporre una candidatura al Parlamento Ue, l’unica istituzione dell’Unione eletta direttamente dai cittadini.A tutto ciò si aggiunge l’ostilità dei popolari nei confronti di un accordo che sembra rispondere troppo agli interessi della Germania, tanto che i maligni sostengono sia stato messo a punto dall’ex presidente del Pe, il socialista tedesco Martin Schulz.Le critiche che le sono piovute addosso e troppi risultati elettorali deludenti hanno già spinto Frau Angela – che il 17 di questo mese compirà 65 anni – ad annunciare il passaggio del testimone al suo successore, Annegret Kramp-Karrenbauer. E la prova che sta affrontando a Bruxelles potrebbe essere ora un altro passaggio cruciale. Con il rischio che la classe politica europea perda colei che è stata per anni, nel bene e nel male, un imprescindibile punto di riferimento.La complicata partita delle nomine fa slittare le decisioni di Bruxelles sui conti pubblici italiani dopo ok di ieri all’assestamento di Bilancio in Consiglio dei ministri.

Migranti:Francia,Salvini non accettabilePortavoce governo, Italia ‘non all’altezza’ su accoglienza

SAPARIGI02 luglio 201908:59

L’Italia “non è un Paese indegno”, ma il comportamento del vicepremier e ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, sulla questione dei migranti “non è accettabile”: lo ha detto la portavoce del governo francese, Sibeth Ndiyaye, intervistata questa mattina da BFM-TV sul caso Sea-Watch. Nell’intervista al celebre giornalista Jean-Jacques Bourdin, Ndiaye ha anche affermato che l’Italia non è stata “all’altezza” sull’accoglienza dei migranti.

Il governo corregge i conti: ‘Ora procedura ingiustificata’Scudo di Mattarella verso l’Ue. Taglio di 7,6 mld al deficit al 2,04%

02 luglio 201909:01

Alla fine il governo corregge i conti. Non solo registrando con l’assestamento il miglioramento del quadro dei conti pubblici, ma anche con l’approvazione di un decreto ad hoc con cui l’esecutivo ritiene di essersi riportato in linea con il Patto di stabilità, e di aver creato le condizioni “per rendere ingiustificato l’avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia”.”La giornata di ieri – dati alla mano – mi dà molta fiducia sulle politiche del mio governo – commenta il premier Conte – e mi rende ottimista sulla strada che abbiamo intrapreso. I dati certificano la grande solidità della nostra economia, dei nostri fondamentali. I conti pubblici migliorano, il deficit è in calo, aumentano le entrate, diminuisce la disoccupazione. Anche la curva dello spread sembra affrontare un’importante fase di calo. Notizie che a volte sui media non trovano lo spazio che meritano”.I numeri del Mef promettono, per portare l’aggiustamento strutturale dei conti a 0,3 punti percentuali, un taglio dell’indebitamento netto di 7,6 miliardi. Congelando da subito un miliardo e mezzo dai due maxi-fondi per reddito di cittadinanza e quota 100, e destinando tutti i risparmi da qui a fine anno sulle due misure-bandiera al “miglioramento dei saldi di finanza pubblica”. Forte anche dello scudo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contro l’apertura di una procedura di infrazione Ue sull’Italia, l’esecutivo ha accompagnato l’assestamento con un provvedimento urgente per blindare il disavanzo di quest’anno che dovrebbe fermarsi, stando alle nuove previsioni, al famoso 2,04 previsto nell’accordo con Bruxelles di dicembre, con una correzione rispetto al 2,4% che era stato indicato ad aprile a causa della brusca frenata della crescita.Aiuta anche un saldo netto da finanziare “in sensibile miglioramento rispetto alle previsioni iniziali” della scorsa legge di bilancio, con un saldo netto da finanziare visto a poco meno di 20 miliardi e un avanzo primario stimato in 49,2 miliardi. La correzione vera e propria si limita comunque al 2019 e bisognerà vedere se sarà sufficiente per scongiurare l’apertura della procedura.A Bruxelles era tutto pronto, ma il caos sulle nomine ha fatto slittare anche la riunione del collegio dei commissari, che deve decidere se raccomandare o meno all’Ecofin una procedura di infrazione per deficit eccessivo basata sull’alto debito. I commissari potrebbero riunirsi comunque entro la settimana, per passare il dossier ai Paesi il prossimo 8 e 9 luglio quando sono in programma le riunione dei ministri finanziari. In quella sede si potrà anche valutare di dare credito all’Italia e di posticipare all’autunno la decisione definitiva, quando saranno chiari anche i programmi del governo gialloverde per il prossimo anno.Il governo da un lato cede quindi, scrivendo in modo esplicito per decreto che le risorse non spese per reddito e quota 100 non andranno ad altre spese ma alla causa del deficit, ma non prende impegni espliciti per il 2020, come invece auspicava la commissione e come ha ribadito il commissario al Bilancio, Guenther Oettinger. “Bisogna vedere – ha detto uno dei ‘falchi’ – se, in questi giorni, gli italiani soddisferanno le richieste della Commissione per quanto riguarda sia le entrate sia le uscite del progetto di bilancio per il 2020. Se non lo faranno, non avremo margini di manovra per evitare la procedura di infrazione”.Tra maggiori entrate – grazie anche al buon andamento della fatturazione elettronica e ai successi della lotta all’evasione – e le maxi cedole incassate dalle partecipate di Stato, tutte voci una tantum, con l’approvazione del ddl per l’assestamento del bilancio si mettono intanto in cascina circa 4 miliardi, cui si aggiunge il miliardo e mezzo congelato e anche gli eventuali ulteriori risparmi che fonti di governo quantificano oltre i 7 miliardi. Anche il fabbisogno, che segna un ribasso di circa 8 miliardi rispetto ai primi sei mesi del 2018, lascia intuire quello che il premier, Giuseppe Conte, non ha mai smesso di predicare in questi giorni, e ha ribadito anche stamattina: “I numeri sono positivi”, ha detto, “confido sempre di poter” evitare la procedura. A stretto giro è arrivato anche il sostegno di Mattarella: “Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta”, ha scandito il capo dello Stato citando i risultati positivi già raggiunti anche nel 2018 in confronto alla perfomance del 2019.

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