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Ultimo aggiornamento 3 Luglio, 2019, 12:45:15 di Maurizio Barra

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DALLE 03:27 ALLE 12:45 DI MERCOLEDì 03 LUGLIO 2019

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Morto Lee Iacocca, padre della Mustang
E’ stato il presidente di Ford e il numero uno di Chrysler

WASHINGTON03 luglio 2019 03:27

– Lido Anthony Iacocca, leggenda dell’industria automobilistica americana conosciuto col nome di Lee, e’ morto all’eta’ di 94 anni.
Figlio di immigrai italiani, per decenni e’ stato l’uomo piu’ potente di Detroit, capitale dell’auto Usa: presidente di Ford alla fine degli anni ’70 e negli anni ’80 amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione della Chrysler, che salvo’ dalla bancarotta.
Il suo nome e’ legato ad alcuni modelli di auto iconici come la Ford Mustang, di cui viene considerato il padre. E fu sempre lui a lanciare all’inizio degli anni ’80 la K-car platform che rilancio’ la Chrysler sull’orlo della bancarotta, facendo uscire sul mercato anche i primi monovolume e minivan.

Maltempo: chiusa ferrovia Francia-ItaliaColata di fango su binari, collegamento interrotto per settimane

PARIGI03 luglio 201908:12

– Un forte temporale ha danneggiato ieri sera la linea ferroviaria ad alta velocità tra Francia e Italia, in savoia, provocando una colata di fango sui binari.
Per “diverse settimane” la linea fra Saint-Jean de Maurienne e Modane – ha annunciato la compagnia francese SNCF – rimarrà chiusa. Si tratta dei treni ad alta velocità – 3 al giorno – che circolano fra Parigi e Milano, dei ‘Thello’ italiani e dei TER (regionali), oltre a numerosi treni merci fra i due paesi.
L’ultimo convoglio, un treno merci che doveva entrare in Francia, è stato rispedito a Milano e un ‘Thello’ che doveva passare nella regione dopo le 21:00 è stato deviato su Digione.
I passeggeri di un regionale in direzione di Chambery sono stati fatti salire su un pullman sostitutivo.

Rohani, da domenica arricchiremo uranioSe l’Europa non agirà in tempo contro le sanzioni Usa

ISTANBUL03 luglio 201911:29

– Se l’Europa non agirà in tempo contro le sanzioni Usa, da domenica prossima l’Iran “farà il prossimo passo” riprendendo l’arricchimento del suo uranio, come annunciato nell’ultimatum di due mesi fa. Lo ha detto il suo presidente iraniano Hassan Rohani.
La Repubblica islamica arricchirà l’uranio alla percentuale “che vorrà” e “che sarà necessaria”, ha detto Rohani in una riunione del suo gabinetto. “Se volete esprimere dispiacere e diffondere un comunicato, potete farlo adesso”, ha aggiunto sarcasticamente il presidente iraniano riferendosi ai partner europei dell’intesa, accusati da Teheran di essere impegnati nel suo mantenimento solo a parole e di non aver agito per salvarlo, contrastando gli effetti delle sanzioni americane sull’economia dell’Iran.
Due giorni fa Teheran aveva già confermato di aver superato il limite delle riserve di 300 chilogrammi di uranio a basso arricchimento (non oltre il 3,67%), fissato dall’accordo sul nucleare del 2015.

Fumata nera per elezione presidente PeSassoli 325 voti,7 in meno per elezione. In corso secondo voto

STRASBURGO03 luglio 201911:37

– Fumata nera per l’elezione del presidente del Parlamento europeo. Nessun candidato ha raggiunto il quorum necessario. L’Eurocamera procede così ad una seconda votazione.
Alla prima votazione a Strasburgo l’eurodeputato Pd Davide Sassoli ha ottenuto 325 voti, sette in meno per essere eletto presidente del Parlamento europeo.
Il presidente uscente Antonio Tajani ha poi comunicato l’esito della prima votazione precisando che “il numero dei votanti è stato di 735, con 73 schede bianche o nulle”. I voti espressi sono stati 662, mentre la maggioranza assoluta necessaria per l’elezione era di 332 voti”. La “verde Ska Keller ha avuto 133 voti, Sira Rego 42, Ian Zahradil 162”, ha aggiunto Tajani.

Oggi la riunione dei commissari Ue sull’infrazione all’Italia, verso chiusura positiva dossierPiù vicina una soluzione positiva del confronto sulla procedura

BRUXELLES03 luglio 201910:21

Oggi la riunione del Collegio dei commissari Ue sulla procedura d’infrazione contro l’Italia: più vicina una chiusura positiva del dossier dopo la correzione dei conti approvata dal Governo italiano.La Commissione Ue ha ricevuto la lettera sui conti 2020 inviata dal Governo ieri notte, e la sta ora analizzando. Secondo quanto si apprende, il lavoro è in corso per terminare la valutazione prima che inizi la riunione del Collegio dei commissari prevista per le 12.3La correzione approvata dal governo italiano, con il decreto ‘salva-conti’ già firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accorcia visibilmente la distanza tra Roma e Bruxelles. Almeno quella sul 2019. I messaggi arrivati ieri a margine della maratona del vertice europeo sulle nomine sono rassicuranti, e puntano tutti verso una chiusura positiva del dossier durante il Collegio dei commissari previsto per oggi. Resta però il problema dei saldi 2020, su cui l’Italia non ha fornito alcuna rassicurazione.Bruxelles avrebbe voluto una forte presa di posizione sul calo del debito e sulle misure alternative all’aumento dell’Iva, che però non è arrivata. I commissari cercheranno quindi un modo per far sentire al Governo la pressione sulla prossima manovra, spostando più in là nell’anno il rischio di apertura della procedura per debito eccessivo.Con il disegno di legge sull’assestamento di bilancio e il decreto correlato, l’Italia ha messo “sul piatto oltre 7 miliardi di euro che ci consentono di dire che siamo in linea con le previsioni del famoso 2,04% di deficit/pil nel 2019”, ha detto il premier Giuseppe Conte. Una cifra che, a quanto si apprende da fonti vicine al dossier, aiuta a correggere la traiettoria dei conti per il 2019, come chiedeva la Commissione. Anche se, secondo la Ue, il buco era più ampio. Sul 2018 per Bruxelles c’era un gap dagli impegni di 0,4 punti di Pil. Sul 2019 il gap è 0,8 punti. Ai quali va sottratto uno 0,18 di clausole di flessibilità, che lo portano a 0,6. Questo, però, se si considera un “pieno rispetto” delle regole. Se si guarda invece ad un “ampio rispetto” delle regole, il gap si riduce perché bisogna sottrarre uno 0,5 di “bonus” che la Commissione applica per aiutare i Paesi. Quindi il gap diventa 0,1 sul 2019, e 0,5 se si guarda al biennio 2018-19.La Commissione, nella sua valutazione, può scegliere di guardare sia al singolo anno che al biennio.La mossa dell’esecutivo gialloverde, che prevede un miglioramento del saldo strutturale di 0,3 punti percentuali, piace ai mercati, con lo spread che tocca i minimi da un anno e chiude a 221 punti, e avvicina le posizioni, anche se non chiude del tutto la partita. Ma aiuta a demolire la base per l’apertura della procedura per debito eccessivo. E toglie forza ai falchi che avevano preparato tutto per lanciare la procedura nella riunione di domani. Non c’è solo il vicepresidente Valdis Dombrovskis tra quelli che volevano avviare il procedimento sanzionatorio, ma anche il finlandese Katainen, il tedesco Oettinger, la danese Vestager e la svedese Malmstroem.Ma se l’Italia riuscirà ad interrompere l’iter della procedura, sarà anche per un po’ di fortuna: Dombrovskis non sarà presente alla riunione del Collegio a causa di problemi di salute, e quindi a presentare ai colleghi il “dossier Italia” sarà il francese Pierre Moscovici, da sempre a favore del dialogo e di una linea più morbida. Anche lo scenario in movimento delle istituzioni europee, che stanno cambiando le loro guide, aiuterà quantomeno a rinviare il problema italiano all’autunno.In realtà la Commissione deve solo trovare il modo di chiudere il caso senza dare né l’impressione di eccessiva tolleranza nei confronti dell’Italia, né di rigidità verso un Paese che ha dimostrato di essere disposto a fare degli sforzi quando gli sono stati richiesti. Per questo la linea dei falchi sembra avviata su un binario morto: il fatto che l’Italia non abbia fornito le rassicurazioni sul 2020 non può essere una base sufficiente a giustificare l’avvio della procedura. Può, però, essere un motivo per lasciare acceso il faro Ue sul Governo e sulle sue prossime scelte, dalla flat tax alla sterilizzazione dell’Iva, lasciando aperto il rischio procedura fino all’autunno, quando saranno scoperte le carte della prossima manovra.

Fumata nera per l’elezione del presidente del Parlamento europeo. Nessun candidato ha raggiunto il quorum necessarioSassoli: ‘Europa più forte con Parlamento Ue più forte’. L’europarlamentare Dem ha parlato in Aula a Strasburgo presentando

la propria candidatura alla guida dell’emiciclo – LA DIRETTA

STRASBURGO03 luglio 201912:20

Fumata nera per l’elezione del presidente del Parlamento europeo. Nessun candidato ha raggiunto il quorum necessario. L’Eurocamera procede così ad una seconda votazione. Quattro i candidati in lizza, due uomini e due donne: David Sassoli (S&D), Ska Keller (Verdi), Jan Zahradil (Conservatori Ecr) e Sira Rego (Sinistra Gue). Nessuno candidato è stato espresso dai Popolari, dagli ex liberali di Renew Europe e dal gruppo sovranista Identità e democrazia. Al primo turno Sassoli ha ottenuto 325 voti, sette in meno della maggioranza assoluta richiesta per essere eletto, ovvero 332.”Mi candido perché credo che l’Europa sarà più forte solo con un Parlamento europeo in grado di giocare un ruolo più importante. Dobbiamo essere tutti, comunque la pensiamo, impegnati nel costruire la casa della democrazia europea e questo Parlamento deve essere la casa della democrazia europea”. Così l’eurodeputato David Sassoli, candidato alla presidenza del Parlamento Ue nella sua dichiarazione di voto. LA DIRETTA“Cinque settimane fa”, con le elezioni europee, come cittadini “ci avete dato un messaggio molto chiaro: il progetto europeo è ancora vivo e vegeto. Avete risposto alla retorica divisiva dei populisti con un messaggio pro-Ue molto netto”. Così l’eurodeputata Ska Keller, candidata dei Verdi alla presidenza del Parlamento Ue, intervenendo oggi in aula a Strasburgo. Keller ha ricordato l’aumento dell’affluenza alle urne rispetto al 2014. “Per noi è una grande responsabilità. Come parlamentari – ha sottolineato – abbiamo ricevuto il mandato di rafforzare il Parlamento Ue in quanto istituzione. Facciamolo eleggendo un presidente del Parlamento che incarni l’indipendenza della nostra istituzione. Non possiamo accettare – ha concluso – che la presidenza del Parlamento Ue sia una pedina degli accordi raggiunti dal Consiglio a porte chiuse”.

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Libia: Pd non partecipa a voto
Dem non voteranno risoluzione su motovedette libiche

03 luglio 201910:54

– Il Pd non parteciperà al voto sulla parte delle risoluzioni sulle missioni internazionali relativa alle motovedette libiche. E’, a quanto si apprende, la soluzione di mediazione proposta in assemblea dal capogruppo Graziano Delrio per superare le divisioni sulla missione in Libia e votata all’unanimità. Il voto si svolgerà alle 11 in Aula alla Camera.

Ong disertano audizione per solidarietàPrevista alla Camera. Anche associazione Antigone dice ‘no’

03 luglio 201909:58

– Non si presenteranno questa mattina davanti alle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera le ong Tavolo Asilo, Medici senza frontiere, Open Arms, Mediterranea Savino Humans. La decisione é stata presa in solidarietà a Sea Watch, che ieri sera era stara esclusa dall’audizione in seguito alle proteste della Lega. Neanche Antigone sarà presente.

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