Ultimo aggiornamento 9 Luglio, 2019, 11:07:13 di Maurizio Barra
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
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DALLE 04:48 DI LUNEDì 08 LUGLIO 2019
ALLE 11:07 DI MARTEDì 09 LUGLIO 2019
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Musica, ad Atene ‘Le vie dell’Amicizia’
Riccardo Muti il 9 luglio nell’Odeon di Erode Attico
RAVENNA08 luglio 2019 04:48
– Il viaggio dei viaggi – per una manifestazione che da sempre ha scelto il viaggio come vocazione lungo le rotte della musica e dell’arte, all’incontro fra culture e popoli – approda nel cuore del Mediterraneo. Per la XXX edizione di Ravenna Festival, ‘Le vie dell’Amicizia’ portano ad Atene: nell’Odeon di Erode Attico, il 9 luglio Riccardo Muti dirige artisti italiani e greci nella Nona di Beethoven. L’11 replica a Ravenna.
Il complesso di 200 elementi – spicca anche Francesco Manara, primo violino solista della Scala – è costituito dall’unione dell’Orchestra Cherubini e del Coro Costanzo Porta con formazioni elleniche. Le voci: Maria Mudryak, Anastasia Boldyreva, Luciano Ganci e Evgeny Stavinsky. Se “l’esecuzione musicale è il simbolo della convivenza democratica, dove il singolo concorre al Bene Comune”, come spiega Riccardo Muti, Atene è una città dove il progetto si realizza pienamente: “Come dimenticare che la democrazia nella sua più perfetta ed armoniosa espressione nasce proprio in Grecia?”.
Morto il pittore Domenico FratianniEra ricoverato a Matera dopo malore a inaugurazione sua mostra
CAMPOBASSO08 luglio 201912:55
– Lutto nel mondo dell’arte: è morto all’ospedale di Matera, dove era ricoverato, il maestro Domenico Fratianni, pittore, incisore e disegnatore. L’artista di Campobasso, invitato nella Capitale Europea della Cultura 2019, si era sentito male lo scorso 22 giugno proprio nel capoluogo lucano in occasione dell’inaugurazione della sua mostra, al Circolo ‘La Scaletta’, dal titolo ‘Le voci di dentro’ che ripercorre la sua esperienza pittorica e culturale. Nato a Montagano (Campobasso) nel 1938, ha trascorso gran parte della sua vita a Campobasso. Numerosi i messaggi di cordoglio, tra i primi quello del sindaco di Montagano, Giuseppe Tullo, e dell’ex sindaco di Campobasso Antonio Battista.
Archivio Stato Cagliari più accessibileFinanziamento di 1,5 milioni, 390 giorni di lavori
CAGLIARI08 luglio 201912:57
– Spazi che aumentano. E documenti più facili da consultare. L’Archivio di Stato di Cagliari, un pezzo di storia della Sardegna con nove chilometri di scaffali tra mappe, registri, pergamene eccetera, si rinnova.
I lavori nell’edifico sorto nel 1927 tra via Sonnino e via Gallura riguarderanno il completamento e l’adeguamento degli ambienti da adibire a deposito, la riqualificazione della pavimentazione del chiostro interno, l’ampliamento della sala consultazione e sala lettura anche per renderle accessibili ai disabili. Ancora, sono previsti la ristrutturazione del tetto, da tempo alle prese con infiltrazioni e il restauro della facciata di via Gallura. I lavori sono stati consegnati oggi: il cantiere rimarrà aperto 390 giorni. A disposizione c’è un importante finanziamento del ministero per i beni e le attività culturali con 1,5 milioni del “fondo per la tutela del patrimonio culturale”.
La progettazione è stata curata dalla Sair Geie, gruppo europeo di ingegneria e urbanistica. L’intervento è stato presentato, tra gli altri, dalla segretaria regionale del Mibac per la Sardegna Patricia Olivo, dalla soprintendente dei beni architettonici e paesaggistici Maura Picciau e dal direttore dell’archivio Enrico Trogu.
L’Archivio di Stato di Cagliari è il più importante della Sardegna: custodisce documenti prodotti dagli uffici statali centrali e periferici a partire dal Medioevo e sono alla seconda metà del XX secolo. Fu istituito nel 1332 da Alfonso IV d’Aragona e originariamente la sede era a Castello, all’interno di Palazzo Regio.
A De Cataldo Premio Ischia Truman CapoteWorld Script Market del Global fest presieduto da Erri De Luca
NAPOLI08 luglio 201913:51
– Lo scrittore Giancarlo De Cataldo è il vincitore del premio ‘Ischia Truman Capote’, seconda edizione, assegnato nell’ambito del World Script market del 17esimo Ischia Global Film e Music fest (14-21 luglio), sezione presieduta quest’anno da Erri De Luca.
”Un premio dedicato a scrittori tra cinema, televisione e letteratura omaggio all’autore americano di ‘A Sangue freddo’ che 70 anni fa, per quattro mesi, visse in Forio d’Ischia descrivendo l’isola ‘verde e primitiva’ in libri e reportage – annuncia Marina Cicogna per l’Accademia Internazionale Arte Ischia – Dopo Maurizio de Giovanni e Donato Carrisi un’altra personalità si confronterà con la lezione di Capote e ci parlerà del suo rapporto con il racconto del potere, del crimine e della giustizia”. Tra i tanti lavori anche la serie-tv ‘La squadra’ (2003), ‘Suburra – La serie’ (2017); la miniserie ‘Paolo Borsellino’ , ‘Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti?’ (2012). Il suo ultimo romanzo è ‘Alba nera’ (Rizzoli).
Val di Sole,finite riprese di ‘Din Don 2Film per la tv on Enzo Salvi e Ivano Marescotti
TRENTO08 luglio 201916:54
– Concluse in val di Sole le riprese di “Din Don 2 – Il ritorno”, film per la tv con Enzo Salvi e Ivano Marescotti, che racconta la storia di un finto prete.
Il film, girato interamente in Trentino tra Pellizzano, Ossana e Terzolas, sarà trasmesso in prima serata su Italia 1 durante le prossime festività natalizie. Le riprese sono durate quattro settimane.
Il soggetto del film è di Bruno Frustaci, che ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Luca Biglione. Prodotto dalla romana Sunshine Production e diretto da Paolo Geremei, il film ha avuto il supporto logistico di Trentino Film Commission e ha visto al lavoro sul set diverse maestranze locali, sottolinea la Provincia di Trento.
Marini confermato guida Museo TessutoBilancio si chiude in pareggio, visitatori cresciuti 38%
PRATO08 luglio 201916:58
– Francesco Nicola Marini è stato confermato alla presidenza della Fondazione Museo del Tessuto di Prato per il quadriennio 2019-2022. Al suo fianco come vicepresidente Giuseppe Moretti. La riforma statutaria entrata in vigore nei primi mesi del 2019 fa sì che il nuovo mandato avrà la durata di quattro esercizi finanziari e non più tre anni. Tra le novità della riforma, l’ingresso ai tre enti che contribuiscono in modo molto rilevante al supporto delle attività ordinarie e straordinarie della Fondazione, Estra spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e Saperi srl, di un rappresentante nel Comitato di gestione che passa così da 6 membri a 9.
Reso anche noto oggi che il bilancio 2018 si è chiuso in pareggio e che i visitatori del museo, complessivamente 27.618, sono aumentati del 39% rispetto al 2017.
Sbarco sulla Luna da Rabanne a Moon BootAtmosfere spaziali, argento, forme ellittiche, vinile paillettes
08 luglio 201917:00
– Paco Rabanne, Courreges, Pierre Cardin, perfino le classiche Sorelle Fontana, sarte delle dive di Hollywood negli anni della Dolce Vita, fino ad arrivare ai nostri giorni a Moncler, Emporio Armani, Blumarine, in molti sono stati e sono tuttora affascinati dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, avvenuto il 20 luglio del 1969, 50 anni fa. C’è perfino chi, come Moon Boot, festeggia lo stesso compleanno nel 2019. Il marchio dei celebri doposci ha infatti celebrato la ricorrenza con una mostra che si è tenuta a Firenze nella ex Stazione Leopolda, durante Pitti Uomo 95. Un viaggio nella moda e nel costume partendo dall’intuizione creativa di Giancarlo Zanatta, che affascinato dall’avventura umana sulla Luna decise d’ispirarsi allo sbarco leggendario. La relativa capsule di 12 modelli è stata realizzata con materiali innovativi. La mostra di 50 pezzi ripercorre tutta la storia del marchio. Ma lo stile Barbarella, mitica eroina galattica interpretata da Jane Fonda e vestita da Paco Rabanne, continua ad avere seguaci.
Al Ravenna Festival un Purgatorio per rinascereChiamata pubblica al secondo imperdibile appuntamento con Dante
RAVENNA08 luglio 201920:25
– Salire sulla montagna del Purgatorio, lo sapeva bene Dante, è un atto di fatica e di liberazione, un’ascesa tra i mali del mondo di cui liberarsi e ai quali il sommo poeta non si era tirato indietro dando nome e cognome ai problemi da sconfiggere. Realizzare il secondo capitolo della Commedia era sicuramente l’impresa più ardua per il Teatro delle Albe che al Ravenna Festival ha inaugurato nel 2017 il progetto di mettere in scena il monumentale trittico, ovviamente con l’Inferno e che si concluderà nel 2021 con il Paradiso in occasione delle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante a Ravenna. Chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri (Coproduzione Ravenna Festival/Teatro Alighieri e Fondazione Matera-Basilicata 2019 in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro) è ideata e diretta da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, i due spiriti-guida biancovestiti che accolgono il pubblico davanti alla tomba di Dante (fino al 14 luglio, tutti i giorni tranne il lunedì, alle 20) e lo aiutano con celestiale passo ad attraversare la città deserta per entrare nel mondo del poeta. E ci riescono fino a rapirlo in una spirale di emozioni che è giorno e notte della mente come solo l’arte può fare.
Come sapeva bene Dante la poesia è strumento politico, e anche questo viaggio teatrale affonda le sue radici nell’attualità più stringente. Per questo la Chiamata pubblica per il Purgatorio sembra partire dal più politico dei presupposti, quello di tornare all’idea della collettività intesa come comune sentire, che sia l’idea stessa della rifondazione e della rinascita. Si spiega nelle note di regia che qui la Commedia viene ripensata ”in corto circuito tra sacra rappresentazione medievale e teatro di massa di Majakovskij”, e l’obiettivo è centrato nella sua declinazione più laica, mantenendo intatto lo spirito sacro del rito collettivo, cerimoniale a partire dalla ‘processione’ per le vie della città, dove non si distingue il teatro dal reale e gli spettatori sono momento stesso della messinscena. La città, la sua luce, i suoi silenzi, sono ancora una volta il palcoscenico catartico attraverso il quale lo spettatore si svuota della sua identità per entrare nell’universo dantesco .
Si varca soglia di un grande cancello, questa volta dei giardini del Teatro Rasi, e si entra in Purgatorio, quello di Dante certo ma anche quello di oggi, che tutti noi viviamo inesorabilmente. “Il Purgatorio è la cantica del ricominciare. Si può ricominciare? – si chiedono Marco Martinelli e Ermanna Montanari – Dopo un fallimento, una sconfitta, una delusione? Si può uscire da quell’inferno che è diventata l’esistenza? Certo che si può. È come ritornare sui banchi di scuola, in prima elementare, e apprendere una lingua nuova. Hai sfogliato il catalogo di tutte le violenze e di tutti gli orrori, hai scrutato nel buio di tutti quei volti malvagi che sono il tuo volto, ora apprendi l’alfabeto della compassione”. Perchè, come scriveva Majakovskij: ”Mamma / Vostro figlio ha un incendio nel cuore! / Dite ai pompieri / Che su un cuore in fiamme / Ci si arrampica con le carezze”, questa l’essenza del Purgatorio, solo una strada da salire verso l’amore.
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Ecco Ziklag, dove Davide sfuggì a Saul
Studiosi, scoperte strutture massicce, e anche utensili filistei
TEL AVIV08 luglio 201917:29
– Dopo sette stagioni di scavi nelle estremità delle colline della Giudea, ricercatori dell’Università ebraica di Gerusalemme e dell’Università Macquarie di Sydney (Australia) ritengono di aver finalmente localizzato la località filistea di Ziklag. In quel posto – secondo la narrazione della Bibbia – tremila anni fa Davide trovò protezione mentre cercava di sottrarsi alla cattura ordinata da Saul, primo re d’Israele. In seguito alla morte di Saul, Davide gli sarebbe succeduto al trono.
Secondo quanto riferisce l’Autorità israeliana per la archeologia gli studiosi Yosef Garfinkel, Saar Ganor, Kyle Keimer e Gil Davis ritengono che la antica Ziklag sia da localizzare – nella zona della odierna Kiryat Gat – a Khirbet a-Rai: un villaggio in rovina situato su una elevazione da cui si domina la via maestra che conduce ad Ashkelon, sulla costa mediterranea. Il nome Ziklag è atipico per la Regione e a quanto pare conferma le origini egee dei filistei che vi abitavano. In questa località – che fu distrutta da un violento incendio – i ricercatori hanno scoperto strutture massicce in pietra tipiche della cultura filistea. Sono inoltre tornati alla luce utensili fatti di pietre o di metallo, analoghi ad altri strumenti rinvenuti nelle vicine citta’ filistee di Ashkelon, Ekron e Gath.
Scheletro di donna ritrovato agli UffiziRisale a fine ‘400, perfettamente conservato in area ex chiesa
FIRENZE09 luglio 201909:58
I resti perfettamente conservati di una donna sono stati trovati agli Uffizi di Firenze nell’area di scavo adiacente all’aula di San Pier Scheraggio. Si tratta di uno scheletro rinascimentale, spiega il museo, perfettamente conservato e risalente presumibilmente alla fine del ‘400. Le spoglie sono in un punto dove un tempo c’era una chiesa, esistente prima ancora che gli Uffizi fossero edificati e ne ‘inglobassero’ gli spazi. Era un luogo di culto molto frequentato, tra l’altro anche dal sommo poeta Dante Alighieri.
Gli scavi archeologici effettuati sotto la guida della Soprintendenza da circa 20 anni, hanno riportato alla luce una porzione dei sotterranei dell’antico edificio religioso, che, come usava nel passato, veniva anche usato come luogo di sepoltura. Lo scheletro, indicato con codice identificativo 101, verrà ora portato ai laboratori di archeoantropologia della Soprintendenza per essere sottoposto ad esami ed analisi.
Salieri, dal porno a pièce di De FilippoIl regista si misura con I morti non fanno paura
08 luglio 201917:54
– Tra una commedia di Eduardo De Filippo e un film porno, seppur d’autore, c’è ovviamente una distanza inenarrabile che viene però azzerata da ‘I morti non fanno paura’ di Mario Salieri, film breve del maestro dell’hard italiano e internazionale che si ispira appunto alla pièce omonima e poco nota dell’autore napoletano. Il film, in concorso al Festival Nazionale del Cinema e della Tv di Benevento, ha tutte le caratteristiche della farsa macabra. Macchina fissa e dialoghi coi tempi giusti, il lavoro di Salieri, al secolo Mario Altieri regista e produttore cinematografico italiano di film porno come ‘Depravazione bestiale’, ha solo un attimo erotico con il disvelamento di un seno della vedova Coppola che si mostra non troppo fedele al marito appena morto. Il regista d’altronde ha fatto la sua fortuna con film porno-erotici con una propria struttura narrativa: “Mi misuro con un genere autorale rivolgendomi a un pubblico di nicchia che preferisce più l’erotismo che la pornografia” dice
Salieri.
Gioielli green Officine Talenti PreziosiMateriali di scarto, riuso creativo, filiere certificate
08 luglio 201918:33
– Anche i gioielli possono essere realizzati con criteri di sostenibilità. Lo ha dimostrato “Bijou Green…Verso un mondo migliore”, la mostra abbinata a un tableau vivant con la regia di Rossano Giuppa, che ha diretto alcune modelle dell’Accademia Koefia che hanno mostrato alcune creazioni green, infine un talk show moderato dalla storica del gioiello Anna Fiorelli. Un evento poliedrico, visitato da molti esperti del settore, durato tre giorni dal 5 al 7 luglio. L’esposizione di gioielli è stata accompagnata da una installazione video, intitolata “Politik” ,dell’artista Antonello Matarazzo e un’antologia dei precedenti progetti di Otp. Gli ingredienti del gioiello green: materiali alternativi e di scarto, riuso creativo, filiere certificate, oro etico e buone pratiche, come suggerisce l’associazione Otp fondata nel 2013 dalla docente di design del gioiello e presidente Marina Valli, affiancata dal 2016 dalla vicepresidente, jewelry designer e docente Ied Gioia Capolei.
Museo Cinema,direttore entro fine estateSu 70 partecipanti selezionati in 20 per avere rosa di 8 persone
TORINO08 luglio 201918:34
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino privo di direttore dal dicembre 2016, da quando terminò il suo mandato Alberto Barbera (salvo un periodo coperto pro tempore da Donata Pesenti, conservatore del museo), dovrebbe avere il nuovo direttore entro fine estate.
E’ quanto è emerso nel corso di un incontro alla Camera di Commercio di Torino nel quale è stato sottolineato il ritorno economico positivo del Torino Film Festival sul territorio.
Il bando in corso, per individuare il futuro direttore che dovrà essere uomo di cinema ma anche di marketing, dopo lunghe traversie, legate anche al cambio al vertice della Città, dovrebbe essere a buon punto. Vi hanno partecipato 70 persone tra le quali ne sono state selezionate 20 alle quali è stato chiesto di stilare un programma. “L’11 luglio ci incontriamo per fare il punto – dice Gaetano Renda, del comitato di gestione del Museo – e individuare una rosa di 7-8 persone sulle quali lavorerà poi un’agenzia ad hoc, insieme al comitato a cui spetta la nomina”.
Torna Notre Dame de Paris di CoccianteIl musical da record a settembre in Italia da Pesaro fino a Roma
uglio 201919:13
Dopo aver ottenuto un successo planetario testimoniato da riconoscimenti e premi torna in Italia da settembre Notre dame de Paris, il musical tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche originali di Luc Plamondon, nella versione italiana di Pasquale Panella. Dopo aver appassionato oltre 4 milioni di persone in Italia, la magia di questa opera prenderà nuovamente vita sui palcoscenici di Pesaro, Parma, Verona, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino e Roma.
La produzione dello spettacolo è di David e Clemente Zard ed Enzo. Un’ascesa che, soltanto nella stagione 2016, ha superato in Italia 1 milione di spettatori e affollato le 43 tappe, per un totale di 283 repliche a colpi di sold out, in 31 città.
Nello stesso anno, Notre Dame de Paris è diventato un cult, facendo impennare le vendite dei biglietti teatrali, capitanando la classifica dei titoli e superando le presenze dei più grandi live della musica rock e pop. Tanto da essere insignito del BigliettOne d’Oro TicketOne ai Rockol Awards 2016. Sempre nel 2016, la versione italiana continua a collezionare prestigiosi riconoscimenti e ottiene ben tre premi agli Ima (Italian Musical Awards): Migliore Spettacolo Social, Migliori Musiche (Riccardo Cocciante) e Migliore Spettacolo Classico.
Solo in Italia, in 17 anni sono state visitate 47 città per un totale di 145 appuntamenti e 1.246 repliche. Il musical è stato tradotto e adattato in 9 lingue diverse (francese, inglese, italiano, spagnolo, russo, coreano, fiammingo, polacco e kazako) e ha attraversato 23 Paesi in tutto il mondo con più di 5000 spettacoli, capaci di stupire e far sognare 13 milioni di spettatori internazionali.
Notre Dame de Paris racchiude un’alchimia unica, la firma inconfondibile di Riccardo Cocciante rende le musiche sublimi.
Il magistrale adattamento di un romanzo emozionante, come quello scritto da Victor Hugo, ad opera di Luc Plamondon e di Pasquale Panella, diretto dal sapiente regista Gilles Maheu, si affianca alle coreografie e ai movimenti di scena ideati da Martino Müller. I costumi sono di Fred Sathal e le scene di Christian Ratz.
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Il made in Italy sbarca a Seoul
28 marchi di abbigliamento e accessori in Corea del Sud
08 luglio 201920:01
La moda italiana a vola a Seoul. Sono 28 i marchi che dal 9 all’11 luglio saranno in mostra nella capitale della Corea del Sud, grazie a Ente Moda Italia (Emi)in collaborazione con Sistema Moda Italia e Assocalzaturifici.
Tante le aspettative per la nuova edizione del progetto che racconta lo stile italiano sul mercato coreano, tra i più dinamici nel panorama internazionale. Con la nuova edizione de “La Moda Italiana @ Seoul”, l’appuntamento espositivo che ormai da quattordici stagioni presenta una selezione di collezioni di aziende italiane sul mercato coreano. saranno protagoniste le loro nuove collezioni per la primavera-estate 2020 di moda donna e uomo, di abbigliamento, accessori, borse e valigeria, calzature, cappelli, capospalla, knitwear e total look. “La nostra presenza a Seoul è un’occasione importante per le piccole e medie imprese italiane che presentano le loro collezioni e valorizzano la qualità del loro prodotto verso i distributori coreani” dice Alberto Scaccioni, ad di Emi.
Vincitori concorso per giovani stilistiFinale con Altaroma XXIX edizione iniziativa di Cna Federmoda
MA08 luglio 201920:02
Sono tutti giovani sotto i 30 anni, specializzati in vari settori della moda, dall’abbigliamento agli accessori e sono i vincitori del XXIX Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti capeggiati da Marco Anzil, dell’Accademia di Costume & Moda, al quale è conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica, accordata quale premio di rappresentanza al concorso. A Marco Anzil è andato anche il Premio Sezione Pellicceria, sezione organizzata in collaborazione con Aip (Associazione Italiana Pellicceria) consegnato da Elena Salvaneschi, segretario generale di TheOneMilano,”per aver interpretato con linguaggio fashion la duttilità delle pellicce, declinandole secondo i più moderni concetti di economia circolare e di riuso”. I 30 finalisti del concorso di Cna Federmoda, che dal 1991 offre opportunità ai giovani di entrare nel mondo della moda ed alle imprese di ricaricare il proprio patrimonio creativo, hanno sfilato al Pratibus district in finale di Altaroma.
Michael Cunningham, storie cambiano la realtà
09 luglio 201909:45
Le storie hanno il potere di cambiare la realtà, è anche per quello che esistono. Ogni buon romanzo ha dentro di sé un obiettivo politico”. Racconta così la sua scrittura impegnata e sempre legata all’attualità Michael Cunningham, che è stato ospite a Roma alla Basilica di Massenzio dove leggerà un inedito nell’ambito dell’incontro tra la Milanesiana di Elisabetta Sgarbi e il festival Letterature di Maria Ida Gaeta.
“Oggi la libertà e i diritti civili sono sotto attacco: penso ai neri a cui la polizia spara, ai gay e ai transgender, alle donne, ai migranti e ai loro bambini. Stiamo tornando indietro, è terribile. Ma le persone che leggono libri provano più empatia: più conoscono le storie di persone che vivono esperienze diverse dalla propria e meno pensano per esempio che sia giusto rinchiudere gli immigranti nei campi”, afferma lo scrittore statunitense, premio Pulitzer per la narrativa per il suo romanzo “Le ore” (Bompiani; dal libro è tratto l’omonimo film di Stephen Daldry), mentre fuma seduto a un tavolino nel giardino dell’albergo che lo ospita. Nell’evento promosso dal Parco Archeologico del Colosseo, Cunningham ha portato la sua riflessione sulla speranza e sui classici, temi delle due manifestazioni: “Oggi abbiamo bisogno della speranza più che mai, ma è difficile averne. È un argomento che mi interessa molto: confesso che ero preoccupato però quando Elisabetta (Sgarbi, nrd) mi ha detto che avrei dovuto scriverne. In Nord Corea per esempio il governo ha cambiato la lingua eliminando la parola libertà. La popolazione non ha più una parola per dire libertà: ma senza la parola cancelli anche l’idea. Così si porta via la speranza”, spiega ancora l’autore. “Sono preoccupato che qualcosa di simile stia accadendo anche in Italia e negli Usa, perché la libertà di espressione è minacciata. Se non possiamo parlare apertamente perdiamo la speranza”, prosegue, “in Italia e negli Stati Uniti vedo una situazione politica analoga, i governi sono simili. E credo che anche i sentimenti delle persone siano gli stessi: c’è chi sostiene il governo e chi no, ma tra le due parti non esiste possibilità di dialogo”. In un presente complesso come quello che viviamo, definire la speranza oggi è difficile, ma Cunningham ci prova: “Io non so cosa sia esattamente, di certo è un sentimento”, dice, “è anche credere nel futuro, nella vita, nei giovani e nei bambini, in un mondo più generoso e libero”. Sui classici afferma che “sarebbe interessante capire quando un autore contemporaneo possa diventarlo: classici sono i testi di Dante e di Shakespeare, ma non so quanto tempo ci vuole perché uno scrittore di oggi sia considerato tale”. Di certo anche gli scrittori sono chiamati a cambiare pelle, in un’evoluzione continua che va di pari passo con la società: “Gli scrittori cambiano insieme alla lingua, che riflette la realtà contemporanea e le nostre vite. Quando scrivo lavoro sulla lingua insieme alla storia, non posso separare le due cose”, spiega, “la lingua ha una sua musica dentro: per questo è importante lavorare con i traduttori, perché le parole sono connesse con la nostra cultura, creano ponti tra persone di diverse parti del mondo e spesso quello che funziona in inglese per esempio può non funzionare nelle altre lingue”. Autore di 7 romanzi pubblicati in Italia da Bompiani e della raccolta di fiabe ‘rielaborate’ “Un cigno selvatico” (La nave di Teseo), al nostro Paese Cunningham è legato da tempo: “Amo molto l’Italia, vengo qui almeno una volta all’anno”, dice, “la prima volta è stato diversi anni fa, forse 15, grazie alla generosità di Beatrice Von Rezzori (della Fondazione Santa Maddalena, ndr) che mi invitò in Toscana come scrittore in residenza: da allora mi invita ogni estate per una settimana”.
Sos Assomusica, con biglietti nominali code e rincariM5S, lavoriamo per stop ai bagarini; Pd, è una follia
09 luglio 201909:43
Con l’introduzione dal primo luglio dei biglietti nominali per gli spettacoli in luoghi con una capienza di 5000 spettatori o oltre “ci saranno rincari del prezzo medio dei biglietti di 8-10 euro e tempi di attesa in coda per entrare raddoppiati”. A lanciare l’allarme è Assomusica, l’associazione che riunisce gli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo, secondo cui la legge appena approvata non risolve il problema del secondary ticketing, cioè del bagarinaggio online dove i biglietti dei concerti più ambiti si trovano a prezzi lievitati.
Al contrario, secondo l’associazione, si dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni: “Da qui l’aumento dei costi per gli spettatori” che saranno anche “costretti a code molto più lunghe, specie in occasione di grandi manifestazioni”. Non solo: “i consumatori – sostiene sempre Assomusica- non potranno più regalare un biglietto a un familiare, amico o parente; le aziende, i fan club e i grandi gruppi organizzati, in genere, non compreranno più biglietti. Non sarà semplice nemmeno emettere i biglietti omaggio”. E il cambio del nominativo passerà dall’Agenzia delle Entrate. La previsione di Assomusica è che “in questo scenario si perderanno migliaia di biglietti”.
“A giudicare dalla levata di scudi in questa estate infuocata, la legge del M5S per il contrasto al secondary ticketing, entrata in vigore appena una settimana fa, deve aver fatto davvero rumore negli ambienti musicali”, replica il primo firmatario della norma, Sergio Battelli, presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera. “Noi lavoriamo per fermare i bagarini e i truffatori ed appellarsi al costo del biglietto è semplicemente vergognoso” aggiunge chiedendo ad Assomusica di mettere “alla prova” la legge “di favorire questo cambiamento culturale invece di opporgli resistenza”.
Secondo il senatore Pd Roberto Rampi, però, la norma è una “follia che danneggia il settore”. “Abbiamo presentato due emendamenti e li offriamo alla maggioranza per correggere un suo errore – dice – Sbagliare è umano, perseverare diabolico”.
Il settore della musica live, ricorda ancora il presidente di Assomusica Vincenzo Spera, “rappresenta una filiera di circa 1.000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone, impiegate direttamente nel settore. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori”. E “quest’emendamento approvato nell’ultima legge di bilancio del Governo come strumento di contrasto al fenomeno del secondary ticketing – ribadisce – rischia di generare soltanto un grande caos”. Intanto, contro l’allarme lanciato da Assomusica si schiera l’Unione Nazionale Consumatori, che chiede invece di applicare la legge: “Considerato quanto già costano agli spettatori i biglietti, ben sopra i costi effettivi dei concerti, qualunque rialzo sarebbe già ingiustificato.- si infuria il presidente Massimiliano Dona- Figurarsi aumenti pari ad 8 euro. Sarebbe una speculazione bella e buona, per la quale ci riserveremmo di fare una segnalazione all’Antitrust, per le opportune verifiche”.
Sermonti, leggere l’Eneide oggiSiamo tutti discendenti del migrante Enea, in un audiolibro
08 luglio 201910:37
– ‘L’ENEIDE DI VIRGILIO – TRADOTTA E LETTA DA VITTORIO SERMONTI’ (Emons Edizioni, due Cd Mp3 19,90 euro) Scappa dalla guerra, da Troia distrutta dall’esercito greco, il ‘pio Enea’ perseguitato dagli dei (Giunone in testa) e i dolori che prova, sopporta e anche apporta da altri come conseguenza dei suoi nel suo lungo viaggio verso le coste del Lazio, tra naufragi, imbarcazioni affondate, compagni perduti sono un grande affresco della sofferenza della condizione umana.
E i versi dell’Eneide di Virgilio non possono oggi non apparirci esemplari, visto quel che accade giornalmente nel Mediterraneo ormai da anni con tanti arrivi sulle nostre coste, sulle coste dell’Europa, ma anche decine di migliaia di morti in fondo al mare. La storia di Enea è poi la nostra storia, tutti figli di emigranti, visto che racconta il suo arrivo e la fondazione dell’Italia, e per Vittorio Sermonti, che la tradusse e la cui voce torna ora in un Audiolibro (Emons Edizioni, due Cd Mp3 19,90 euro) in cui la legge come cominciò a fare pubblicamente nel 2007 in chiese, teatri e piazze come il Campidoglio, “ogni patria è una patria perduta, una patria promessa e una patria degli altri”.Ed è Enea non è solo se se sentiamo la regina Didone che così si presenta all’uomo sbarcato nel suo regno e chiede asilo: “La sorte volle che anch’io, travolta da molti dolori simili, in questa terra infine mi fermassi: non inesperta di mali so soccorrere gli infelici”. Sermonti metteva l’Eneide tra “i dieci grandi libri dell’umanità” e in questa edizione veramente da non perdere e da ascoltare con calma, no davvero di seguito, visto che in tutto si tratta di un ascolto di 18 ore e 45 minuti, ma questo tempo è diviso in 24 parti che durano poco più di un’ora, comprendenti ognuna un prologo per far da guida all’ascolto, che può quindi poi fluire libero, di oltre 400 versi dei circa 900 che compongono ognuno dei XII libri del poema di Virgilio, suddivisi dunque tutti in due parti. “Volendo leggere ad alta voce Virgilio l’ho tradotto io, nonostante esistano tante traduzioni più filologicamente autorevoli, perché volevo ritrovarvi il mio tono, la mia cultura, la mia persona e naturalmente il mio italiano, che evita gli automatismi di tante traduzioni scolastiche e fa le proprie scelte su tanti passi controversi, sulle mille opzioni interpretative”, spiegava a suo tempo Sermonti, aggiungendo che agli esametri di Virgilio ha preferito il verso libero, pur cercando di lasciarvi i sei accenti, di conservarne la musicalità e la cubatura dell’originale”. Di questa affascinante e coinvolgente traduzione esiste anche un’edizione in libro (Rizzoli, pp. 666 – 13,00 euro) che magari può servire da ulteriore guida, da rilettura aggiungendo agli echi dell’ascolto quelli personali, poiché ogni grande classico è un luogo in cui ognuno si ritrova, si riconosce sempre, anche se a suo modo. Si tratta di un libro “terribilmente e enigmaticamente bello”, ma anche “domestico e misterioso” in cui, come “in nessun’altro poema, si sente e si vive l’emozione, la verità della poesia”. Enea, pastore di popoli e fondatore di città, piange sulle sofferenze che infligge e sugli orrori cui è costretto a presenziare. La regina Didone è una Medea in lacrime che da Enea, amante fedifrago, vorrebbe aver avuto almeno un bambino (“quasi una Medea musicata da Puccini”). Il giovane re dei Rùtuli, Turno, ha il feroce candore di una vergine e, “turbato d’amore” per Lavinia, vorrebbe sfondare la corazza di “quella checca di Frigia” (cioè, di Enea). Lavinia arrossisce e si dispera, ma niente pare passare davvero per la sua testa di ragazza spaurita, mentre è chiaro che ad essere profondamente innamorata di Turno è sua madre. E si potrebbe andare avanti raccontando mille figure e mille episodi, ricordando tra l’altro, che c’è una curiosa tradizione medievale che indica in Virgilio un profeta che ha anticipato la venuta di Cristo: la cosa vera è che questo poema, che descrive la morte e il dolore, vive di una pìetas che è molto vicina alla caritas cristiana.
Morto Brauner, sopravvisse a OlocaustoFu tra i produttori del ‘Giardino dei Finzi Contini’
BERLINO08 luglio 201911:14
– Artur Brauner, un sopravvissuto all’Olocausto divenuto uno dei più grandi produttori cinematografici in Germania, è morto ieri a 100 anni. Diversi suoi film erano incentrati sull’Olocausto: tra questi è indimenticabile “Europa Europa”, con cui Agnieszka Holland vinse il Golden Globe. Il cineasta, che era nato in Polonia, coprodusse anche “Il Giardino dei Finzi Contini”, che nel 1972 vinse l’Oscar.
Al top la malefica ‘Annabelle 3’Entrano ‘Restiamo amici’, Escape Plan 3′ e Ti presento Patrick
MA08 luglio 201912:51
Entra subito al vertice della classifica Cinetel del week end, ‘Annabelle 3’, terzo capitolo della saga con protagonista la famigerata bambola malefica dell’universo della serie tv The Conjuring, che incassa 1.466.597 euro in cinque giorni. Il film, che segna il debutto alla regia di Gary Dauberman, già sceneggiatore della serie, scalza al secondo posto ‘Toy Story 4’, il quarto episodio del film d’animazione della Walt Disney che in due settimane ottiene 3.652.321. Nuovo ingresso per la commedia all’italiana ‘Restiamo amici’, nello stile dei modelli amati da Antonello Grimaldi con Michele Riondino e Violante Placido, che è anche una storia di amicizia in cui si riflette l’Italia di oggi, che incassa in 4 giorni 177.029 euro e conquista il quarto posto, preceduta dall’ultimo capitolo dei supereroi ‘Avengers:endgame’ che totalizza 30.043.573 euro in 11 settimane.
Il Giffoni Film Festival punta sull’ariaTra ospiti Harrelson e Natalia Dyere. Attesa anteprima Re Leone
CAPACCIO PAESTUM (SALERNO)08 luglio 201914:37
– Decine di opere, migliaia di giurati provenienti da 50 paesi del mondo, 7 anteprime, 15 eventi speciali, 14 film tra maratone e rassegne, oltre 250 talent, artisti e ospiti tra cinema, musica, tv, web, scrittori, autori e rappresentanti delle istituzioni. Sono alcuni dei numeri della 49esima edizione del “Giffoni Film Festival”, che si terrà a Giffoni tra il 19 e il 27 luglio prossimi. L’edizione di quest’anno è stata presentata questa mattina al Museo Archeologico Nazionale di Paestum. Presenti il patron del Festival nonché direttore del “Giffoni Experience” Claudio Gubitosi, a fare gli onori di casa è stato il direttore del Parco Archeologico Nazionale di Paestum Gabriel Zuchtriegel. Al centro della kermesse internazionale, ancora una volta, la giuria selezionata formata da 6200 tra bambini e ragazzi. Tra le anteprime, attesissima quella del 24 luglio, con la proiezione del nuovo film Disney diretto da Jon Favreau “Il re leone”.
Noel Gallagher incanta PistoiaIn 3.500 in piazza Duomo per concerto dell’ex Oasis
SAPISTOIA09 luglio 201910:53
Quarta serata dedicata al re del ‘Britpop’, Noel Gallagher, per la quarantesima edizione del Pistoia Blues. Il maggiore dei fratelli Gallagher è salito sul palco di piazza Duomo in perfetto orario con i suoi High Flying Birds collettivo musicale che lo accompagna nella seconda vita da cantante solista, dopo la fine della storica esperienza con gli Oasis. Dopo la breve comparsata sul palco romano del primo maggio, quello di ieri sera è stato il primo vero concerto di Gallagher in Italia per il 2019. Vestito con abiti scuri su un palco allestito in modo spartano, che non lascia spazio a niente che non sia la musica, Noel scalda subito la piazza intonando Fort Knox, opening track di ‘Who Built the Moon?’ ultimo album della band uscito nel novembre 2017. Prima di lui ad aprire la serata del Pistoia Blues i Ramona Flowers, una delle band di punta della nuova scena indipendente britannica, guidata dal frontman Steve Bird. Nella seconda parte Gallagher ha incantato con una serie di brani degli Oasis.
Studenti interrompono concerto CaposselaArtista gli cede il microfono, ‘musica in piazza sia gratuita’
PISA09 luglio 201910:54
– Un blitz di un centinaio di studenti ha interrotto a Pisa il concerto di Vinicio Capossela, nella centralissima piazza dei Cavalieri. I giovani sono arrivati all’improvviso e hanno rimosso le transenne che delimitano l’area della platea raggiungendo il palcoscenico e interrompendo la musica. Tre studenti, appartenenti ai collettivi universitari riconducibili all’area antagonista, sono poi saluti sul palco per un conciliabolo con il cantautore che ha successivamente offerto loro il microfono per alcuni minuti. Gli studenti hanno dunque spiegato il loro punto di vista: “Iniziative culturali come questa, in luoghi pubblici non devono essere a beneficio di pochi e a pagamento ma devono essere gratuite e per tutti”. Il concerto è poi ripreso è giunto al termine senza altri disagi con decine di giovani che si sono posizionati a seguirlo a lato del palco. In nottata sul profilo Fb di Exploit Pisa, una delle sigle antagoniste dei collettivi studenteschi, è comparso una sorta di post di rivendicazione dell’accaduto.
Festival dedicato al didjeridooArte e cultura dall’Australia il 12 e 13 luglio a Forlimpopoli
FORLÌ09 luglio 201910:56
– Un Festival internazionale del didjeridoo, strumento a fiato ad ancia labiale degli aborigeni australiani, in pratica un tubo cavo e con entrambe le estremità aperte: lo ospita il 12 e 13 luglio il Cortile della Rocca a Forlimpopoli (Fc).
L’iniziativa, alla 17/a edizione, prevede la presenza di artisti da tutto il mondo, interpreti della musica suonata con il didjeridoo, ma anche un contest per suonatori e workshop tenuti da musicisti anche su altri strumenti: yidaki, handpan e beatbox. In cartellone, tra gli altri, gli italiani Jacopo Mattii e Andrea Guidetti, la band tribale francese Austraal, il duo giapponese (ma formato nel 2013 a Melbourne) Matzumoto Zoku, i tedeschi Analogue Birds.
Durante le giornate del festival sarà inoltre allestita una mostra di arte aborigena e archeologia locale al Museo civico archeologico. In programma anche una mostra fotografica e l’esposizione di ‘bark paintings’, dipinti tradizionali su corteccia provenienti dall’australiana Arnhemland, nel Territorio del Nord.
