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Ultimo aggiornamento 9 Luglio, 2019, 12:08:13 di Maurizio Barra

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Hong Kong, ‘la legge pro-Cina è morta’
Ma le parole della governatrice non fermano la protesta

HONG KONG09 luglio 2019 02:00

– La contestata legge sulle estradizioni verso la Cina da Hong Kong “è morta”. Lo ha detto in conferenza stampa la governatrice dell’ex protettorato britannico, Carrie Lam, dopo settimane di proteste di piazza.
Lam ha escluso che il governo intenda riavviare il processo nel Consiglio legislativo: “Lo ripeto, non esiste un piano del genere – ha detto -, la legge è morta”.
Nonostante queste rassicurazioni, tuttavia, le proteste di piazza continueranno fino al ritiro formale della legge: lo ha annunciato un importante gruppo dei manifestanti, il Civil Human Rights Forum. Uno dei principali attivisti, Joshua Wong, ha definito su Twitter “un’altra ridicola bugia” le parole di Lam.

Il lavoro del governo sulla legge è stato un “fallimento totale”, ha sottolineato Lam secondo quanto riporta la Bbc. L’emittente britannica, insieme ad altri media internazionali, evidenzia come la governatrice non abbia tuttavia annunciato il ritiro definitivo della norma, come richiesto dai manifestanti.Il disegno di legge che ha scatenato settimane di disordini era già stato sospeso a tempo indeterminato ma i fautori della protesta ne chiedono la revoca. L’intenzione di Lam, secondo la Bbc, sarebbe invece lasciare che il disegno di legge resti nel limbo fino alla fine della sessione legislativa in corso, quando morirà di default.

May sostiene l’ambasciatore negli UsaDopo gli ultimi attacchi di Trump via tweet al diplomatico

09 luglio 201909:28

– L’ambasciatore britannico negli Usa Kim Darroch, finito nel mirino di Donald Trump dopo le rivelazioni dei giudizi impietosi su di lui espressi dal diplomatico, “continua ad avere il pieno sostegno del primo ministro” Theresa May. E’ quanto ribadisce un portavoce di Downing Street, dopo gli ultimi duri tweet del presidente Usa contro l’ambasciatore e contro la stessa May.
“Abbiamo reso noto agli Stati Uniti quanto sia spiacevole questa fuga di notizie – ha affermato il portavoce secondo quanto riferisce il Guardian -. Quanto trapelato non riflette la vicinanza e la stima” con gli Usa. “Allo stesso tempo – ha concluso -, abbiamo anche sottolineato l’importanza che gli ambasciatori siano in grado di fornire valutazioni oneste e non edulcorate della politica nei Paesi”.

Usa verso la vendita di armi a Taiwan. Stop di PechinoServe l’ok del Congresso. La mossa destinata a irritare la Cina

WASHINGTON09 luglio 201911:22

Il Dipartimento di Stato degli Usa ha approvato la potenziale vendita a Taiwan di armamenti per 2,2 miliardi di dollari. L’annuncio è destinato ad irritare Pechino, che considera Taiwan parte del suo territorio e ha precedentemente espresso “serie preoccupazioni” sulla possibile vendita. Il Congresso è stato informato del potenziale accordo, che includerebbe 108 carri armati Abrams e circa 250 missili Stinger. I legislatori statunitensi hanno 30 giorni di tempo per opporsi alla vendita, ma è improbabile che lo facciano.La Cina chiede agli Usa “il ritiro immediato della vendita di armi a Taiwan”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, citato dalla Xinhua, dopo l’annuncio del Dipartimento di Stato di potenziali contratti da 2,2 miliardi di dollari per la vendita di armamenti all’isola. Pechino, ha aggiunto Geng, esprime “forte insoddisfazione e decisa opposizione” per la mossa degli Stati Uniti.

Dl sicurezza: emendamento Lega, multe a ong fino a 1 milioneSanzione minima di 150 mila euro.

Proposta depositata alla Camera

09 luglio 201910:31

Le multe a carico delle navi che non rispettano i divieti introdotti dal decreto sicurezza bis, ammonteranno a somme tra i 150 mila euro e 1 milione, rispetto alle cifre attualmente previste dallo stesso decreto che vanno da 10 mila a 50 mila euro. Lo prevede un emendamento al dl depositato dalla Lega a prima firma Igor Iezzi, capogruppo del partito in commissione Affari costituzionali alla Camera.Il termine per presentare gli emendamenti al dl sicurezza bis nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera è stato fissato ad oggi pomeriggio alle 15. Tuttavia stamani alle 10,30 è in programma l’ufficio di presidenza delle due commissioni, vale a dire l’organo che decide il percorso del provvedimento in Commissione. L’eventuale slittamento dei termini per gli emendamenti, di cui si è parlato ieri, o la sua conferma, verrà deciso in quella sede.

Pressing di Salvini, su manovra e migranti è scontro con Conte Potrebbero slittare i termini per la presentazione degli emendamenti al decreto sicurezza bis

09 luglio 201910:31

Manovra, Autonomie, migranti: le tensioni M5S-Lega prima dell’arrivo del fatidico 20 luglio – data oltre la quale si chiude al finestra elettorale di settembre – si orientano su questa triplice direttiva.E in tutti e tre i punti è Matteo Salvini a mettere in campo un costante pressing sia sull’alleato Luigi Di Maio, sia sul premier Giuseppe Conte. Sulla manovra, in particolare, lo scontro tra il leader della Lega e il premier è aspro. Salvini annuncia un incontro per lunedì prossimo con i principali operatori economici del Paese, facendo pensare a un suo nuovo tentativo di blitz sulla Flat tax. La reazione di Conte non si fa attendere.”La manovra si fa nelle sedi istituzionali con il premier e tutti i ministri”, avvertono da Palazzo Chigi mentre fonti di maggioranza spiegano come Conte si sia fatto sentire direttamente con il vicepremier. Ponendo un tema, già altre volte caro al premier: quello di evitare “sgrammaticature istituzionali”.”Sono il vicepremier, farò l’incontro”, afferma Salvini parlando poi in una trasmissione televisiva. Non sono solo i conti a surriscaldare il già bollente luglio giallo-verde. Sui migranti, dopo giorni di botta e risposta tra Salvini e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, Conte decide di prendere il pallino del gioco e convoca, per mercoledì, tutti i ministri competenti a Palazzo Chigi.”E’ urgente coordinare le iniziative dei ministri competenti per evitare sovrapposizioni o malintesi che danneggerebbero l’azione del governo”, scrive il premier in una lettera inviata ai ministri. Del resto, sul tema migranti, il pressing di Salvini è altissimo e, non a caso, già in serata il M5S prova ad accelerare sui tempo presentando ufficialmente un suo emendamento per la confisca delle navi al loro primo ingresso – e non più in caso di reiterazione – prevedendo l’uso delle navi sequestrate da parte della Polizia e delle Capitanerie di porto.Oggi, però, si rischia che il termine per gli emendamenti, previsto per le 15, slitti: in ballo c’è il nodo delle sanzioni alle navi che soccorrono, che la Lega vuole inasprire ma sul quale c’è più di una contrarietà nel M5S. A Palazzo Chigi, nel pomeriggio, va in scena l’ennesima riunione-fiume sulle Autonomie.La novità è che, rispetto a qualche settimana fa, M5S e Lega sul tema hanno cominciato davvero a dialogare. Ma i tempi restano lunghi, i nodi sono diversi e la possibilità che la riforma sia emendabile in Parlamento ormai viene presa in considerazione anche dalla Lega. Alla riunione, nella quale non vengono toccati i temi finanziari (con Giovanni Tria impegnato all’Eurogruppo) è il nodo-scuola ad emergere. La possibilità delle assunzioni dirette dei docenti e di fare concorsi regionali trova un muro, oltre che nei sindacati, anche nel M5S, secondo cui così di creano “scuole di sera A, B e C”. E il sottosegretario Salvatore Giuliano ricorda ai leghisti come la norma sia incostituzionale: già nel 2013, infatti, la Consulta bocciò la proposta contenuta in una legge regionale lombarda. Più vicina, invece, l’intesa sulle concessioni di Autostrade e Ferrovie. Le grandi reti di trasporto, spiegano dal Mit, dovrebbero restare nazionali così come la proprietà degli asset. E dal Movimento insistono su un punto: i livelli essenziali di prestazione vanno garantiti a tutti, così come va messo in campo il Fondo di Perequazione.Giovedì, alle 8:30, Conte, Lega e M5S si rivedranno. Ma l’impressione è che neanche questa possa essere la riunione definitiva. “Ci sono passi avanti, si procede a oltranza”, assicura il ministro per gli Affari Regionali. “Si deve fare ma si deve fare bene”, frena Di Maio mentre sulla Lega è costante il pressing dei governatori del Nord e anche di una parte di FI. Giovedì se ne riparlerà, prima di un Cdm dove Salvini potrebbe chiedere di formalizzare la nomina del ministro degli Affari Ue. E poi c’è la Flat tax, che il Vicepremier promette agli italiani (al 15%, per il ceto medio) con tanto di contratto in tv “alla Berlusconi” e sulla quale il leader leghista difficilmente ammetterà deroghe. Ma le difficoltà non mancheranno. “Sono sempre stato convinto che l’imposizione fiscale vada riequilibrata riducendo la fiscalità diretta a favore delle imposte indirette”, spiega Tria da Bruxelles, accennando ad un tema non nuovo dalle parti del governo: per fare la flat tax che ha in mente la Lega si rischia di aumentare l’Iva.

Gb: duello finale in tv Johnson-HuntBoris resta il favorito. Grana ambasciatore in Usa sul vincitore

LONDRA09 luglio 201911:50

– E’ affidato a un dibattito televisivo a due, in programma stasera su Itv, il suono della campana dell’ultimo giro nella corsa per la successione a Theresa May come leader Tory e prossimo premier britannico fra il favoritissimo Boris Johnson e lo sfidante Jeremy Hunt. Una sorta di ultima chance per Hunt – succeduto al ministero degli Esteri proprio all’avversario – che i sondaggi danno indietro.
La partita sarà decisa dal voto postale dei 160.000 iscritti del Partito Conservatore. Le schede sono state già inviate e le procedure sono in corso, con l’annuncio del vincitore atteso il 23 luglio. Al centro del dibattito resta la Brexit, che entrambi i rivali giurano di voler attuare senza esitazioni, ma rispetto alla quale solo Boris pone come tassativa la scadenza del 31 ottobre: anche a costo di rendere più probabile l’ipotesi di un divorzio senz’accordo (no deal). Mentre sul vincitore aleggia pure l’ombra di come sciogliere il nodo dello scandalo dei leak anti-Trump dell’ambasciatore negli Usa, Kim Darroch.

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Francia: Adidas, assolto Bernard TapieAccusa aveva chiesto condanna a cinque anni

PARIGI09 luglio 201910:47

– Assolto Bernard Tapie. La giustizia francese ha scagionato oggi l’ex manager francese finito alla sbarra per truffa nel controverso arbitrato sulla vendita di Adidas, che gli attribuì 403 milioni di euro nel 2018 prima di venire annullato per “frode”. Il tribunale di Parigi ha ritenuto che “nessun elemento del dossier” permette di provare che quell’arbitrato fosse macchiato da “frode”. Il primo aprile scorso, l’accusa aveva richiesto cinque anni di prigione per Tapie, 76 anni, attualmente in gravi condizioni di salute, affetto da cancro all’esofago e allo stomaco. Assolto anche il numero uno di Orange, Stéphane Richard, anch’egli alla sbarra per “complicità” e quattro altri indagati nel processo.

Migranti, in 13 sbarcano in SardegnaIdentificati e accompagnati nel centro di prima accoglienza

CAGLIARI09 luglio 201910:37

– Nuovo sbarco di migranti in Sardegna sulla tratta dall’Algeria. Questa mattina, attorno alle 8 tredici persone – probabilmente algerini ma ci potrebbe essere anche qualche tunisino – sono state intercettate nelle acque davanti a Porto Pino, sulla costa sud occidentale dell’Isola.
Sono tutti maschi e adulti e stanno bene. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Dopo le procedure di identificazione, i migranti sono stati al Centro di primo soccorso e accoglienza di Monastir, alle porte di Cagliari.

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Spagna: un morto in alluvioni nel nord
Nella Navarra, sua auto travolta dalle acque

09 luglio 201910:18

– Il corpo senza vita di un uomo trascinato dall’acqua nella sua auto è stato ritrovato in una località della Navarra, in Spagna, dopo che piogge torrenziali hanno causato alluvioni e danni significativi in diverse città della regione settentrionale, come Tafalla, Olite e Pueyo. Lo riferisce El Pais.
Le alluvioni, accompagnate da grandine, hanno costretto a chiudere diverse strade e ci sono stete interruzioni di corrente in varie parti della Spagna.

Iran: generale, non abbiamo paura guerra’Sul nucleare resistenza attiva, trattare con gli Usa una resa’

TEHERAN09 luglio 201910:15

– “Non abbiamo paura della guerra, al contrario la accoglieremmo con favore e siamo pronti a dare un’immediata risposta a ogni azione ostile dei nemici”. Lo ha detto il capo di stato maggiore dell’esercito iraniano, il maggiore generale Mohammad Bagheri, facendo riferimento in particolare al blocco la scorsa settimana della petroliera iraniana Grace 1 a Gibilterra da parte della Gran Bretagna. Secondo il comandante, i nemici di Tehran non sono riusciti a realizzare i loro scopi e ora non sanno più come agire. “L’Iran ha mostrato che diversamente dai nemici non cerca la rottura degli accordi, la guerra e l’aggressione, ma dopo un anno di rispetto dell’accordo sul nucleare” a seguito del ritiro unilaterale degli Usa “ha adottato delle politiche di resistenza attiva”, ha aggiunto Bagheri, secondo cui in questa situazione “tenere colloqui con gli Stati Uniti significherebbe arrendersi, quindi la nostra risposta agli appelli ai negoziati e un deciso no”.

Calciatrice afghana ‘campionessa Unesco’Nadia Nadim è figlia di un generale ucciso dai talebani

09 luglio 201912:01

– La calciatrice afghana Nadia Nadim, attaccante della squadra femminile del Paris Saint-Germain e della nazionale danese, è stata nominata Campione dell’Unesco per l’educazione delle ragazze e delle donne. La sua nomina è avvenuta da parte della Direttrice Unesco, Audrey Azoulay, nell’ambito del lancio della campagna di sensibilizzazione ‘La sua istruzione, il nostro futuro’ che vuole sostenere progetti per migliorare la formazione delle donne nel mondo e accelerare la parità di genere. La storia di Nadia Nadim è di per sé un manifesto per incoraggiare un maggiore impegno verso l’educazione femminile. Nata a Kabul, in Afghanistan, nel 1988, dopo che il padre Rabani, generale dell’esercito afgano, nel 2000, viene sequestrato e giustiziato nel deserto dai Talebani, la sua famiglia lascia il Paese e, dopo essere passata prima per il Pakistan e poi per l’Italia, giunge in Danimarca, nazione in cui si stabilisce e di cui ha preso la cittadinanza. Qui comincia la sua carriera di calciatrice

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