Ultimo aggiornamento 10 Luglio, 2019, 15:12:13 di Maurizio Barra
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Usa: una coalizione a difesa delle navi
Colloqui in corso con diversi Paesi dopo i recenti attacchi
10 luglio 2019 04:02
– Gli Stati Uniti vogliono creare una coalizione militare internazionale per proteggere le acque antistanti l’Iran e lo Yemen dopo i recenti attacchi contro due petroliere: lo ha detto il generale della Marina Joseph Dunford, secondo quanto riporta la Bbc online.
L’iniziativa è volta ad “assicurare la libertà di navigazione” nella regione, ha detto Dunford, sottolineando che vi sono colloqui in corso fra gli Usa e un certo numero di Paesi che hanno la “volontà politica” di appoggiare il piano.
Il mese scorso Washington ha accusato l’Iran di avere attaccato le due petroliere davanti allo Stretto di Hormuz, un’accusa che l’Iran ha respinto. Secondo il piano, gli Usa fornirebbero le navi per il controllo e comando delle attività, mentre gli altri Paesi fornirebbero le navi destinate ai pattugliamenti. Le zone più a rischio sono appunto lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bāb el-Mandeb, che congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano.
Libia, da Tajoura autorizzate 70 usciteBashagha, avevamo consentito solo 70 uscite
IL CAIRO10 luglio 201911:04
– Il ministro dell’Interno libico Fathi Bashagha ha deprecato l’uscita di 350 persone dal centro di Tajoura avvenuta ieri, affermando che era stata data l’autorizzazione solo per 70 persone su richiesta dell’Onu. Gli altri, ha aggiunto il ministro citato dal sito della tv libica Al Ahrar, sono usciti di loro iniziativa e non è stato possibile fermarli per evitare di usare la violenza. Il ministro sembra dunque escludere che si sia trattato dell’inizio di una liberazione generalizzata di tutti i migranti detenuti in Libia.
Big lasciano l’Akp, Erdogan li attaccaTra gli accusati l’ex presidente Gul e l’ex premier Davutoglu
ISTANBUL10 luglio 201911:04
– Acque agitate nella politica turca dopo la ripetizione delle elezioni a Istanbul del mese scorso, in cui l’opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan ha vinto dopo un quarto di secolo. Dopo l’annuncio delle dimissioni dall’Akp dell’ex ministro dell’Economia e degli Esteri Ali Babacan, che ha segnalato una distanza ormai incolmabile dalla linea del partito, il capo dello stato l’ha attaccato duramente, puntando il dito anche conto l’ex presidente Abdullah Gul e l’ex premier Ahmet Davutoglu, anch’essi suoi storici sodali.
“Con chi altro dovrei essere risentito se non con questi tre?”, che non hanno sostenuto l’Akp già nelle presidenziali e nelle amministrative dell’ultimo anno, ha detto ai giornalisti al seguito sul suo volo di ritorno dal vertice Seecp a Sarajevo.
Erdogan ha inoltre riferito che Babacan gli aveva annunciato la sua decisione, precisando che al momento non starebbe ancora creando un nuovo partito ma un gruppo di lavoro “come piattaforma”.
Siria: l’inviato Onu Pedersen a DamascoPer una serie di incontri istituzionali
10 luglio 201911:06
– BEIRUT
– L’inviato speciale Onu per la Siria Geir Pedersen è arrivato nelle ultime ore a Damasco per attesi incontri con le autorità governative siriane. Lo riferisce la tv di Stato siriana, affermando che Pedersen è arrivato ieri sera da Beirut e che oggi comincerà una serie di incontri istituzionali. Secondo media libanesi e panarabi, Pedersen è a Damasco per discutere della formazione del controverso comitato costituzionale composto da 150 personalità del governo, delle opposizioni e altre figure dette indipendenti. L’inviato Onu è in Siria dopo aver incontrato nei giorni scorsi le autorità di Mosca, alleate del governo siriano. Da oltre un anno si parla della creazione del comitato costituzionale descritto da Pedersen al suo arrivo a Damasco come uno strumento per tenere aperta la porta al più ampio processo negoziale tra le parti in guerra in Siria.
Netanyahu studia patto difensivo con UsaGesto in vista del voto israeliano del 17 settembre
10 luglio 201911:19
– TEL AVIV
– Un ‘Patto di difesa’ con gli Usa: è quanto il premier Benyamin Netanyahu sta pensando di concludere con l’amministrazione Trump prima delle elezioni del 17 settembre. Lo rivela il quotidiano Maariv secondo cui non solo la Casa Bianca sarebbe d’accordo ma che questo farebbe parte di una intesa – nonostante fonti politiche israeliane neghino – che prevede come contropartita che Netanyahu accetti in anticipo il Piano di Pace che gli Usa intendono mantenere segreto fino a dopo in Israele.
Secondo il giornale, il premier “ha bisogno più che mai di gesti di buona volontà da parte degli Usa” per prevalere nelle elezioni. Anche se – ha continuato – il Patto avrebbe non poche difficoltà tecniche: da una parte Israele sarebbe coperto da “un ombrello difensivo” Usa contro attacchi atomici, ma dovrebbe coordinare in anticipo con l’alleato tutte le sue iniziative militari immediate.
India: attacchi indù contro i musulmaniIn un video il linciaggio di un giovane costretto a invocare Ram
10 luglio 201912:18
– Un giovane terrorizzato, legato a un palo e ripreso in video, per poi essere pestato a sangue da un gruppo di altri uomini: indù i torturatori, musulmana la vittima, costretta anche a invocare una divinità del pantheon induista. E’ solo uno degli ultimi episodi di crescente violenza religiosa che, secondo quanto riferisce la Bbc, si registrano in diverse regioni dell’India. Giugno, in particolare, è stato un mese particolarmente sanguinoso, con diversi attacchi.
Il video del linciaggio, avvenuto un mese fa nello stato orientale del Jharkhand, ha avuto grande diffusione online. Il ragazzo è poi morto quattro giorni dopo per i traumi.
I suoi aggressori, mentre lo picchiavano, lo hanno costretto a cantare ripetutamente “Jai Shri Ram”, un’invocazione al dio indù Ram. Negli ultimi anni, secondo la Bbc, gli estremisti indù autori dei linciaggi a danno dei musulmani hanno trasformato il nome della divinità in un grido di violenza e minaccia.
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Iran: alle 14.30 riunione Aiea a Vienna
Dopo che Teheran ha superato soglia di arricchimento concesso
10 luglio 201913:05
– Comincerà alle 14.30 oggi a Vienna una riunione d’urgenza richiesta dagli Usa del Consiglio dei Governatori dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, dopo che l’Iran ha annunciato di avere oltrepassato i livelli di arricchimento di uranio permessi dall’accordo sul nucleare del 2015, dal quale gli stessi Stati Uniti si sono ritirati lo scorso anno. Lunedì Teheran ha consegnato agli ispettori dell’Aiea alcuni campioni per certificare di avere portato al 4,5% la concentrazione di uranio 235 (quello direttamente fissile) rispetto alla soglia di 3,67% permessa dall’intesa di quattro anni fa. Le autorità della Repubblica islamica affermano di essere pronte a tornare sotto la soglia concessa non appena gli altri firmatari dell’accordo (Francia, Gran Bretagna, Germania, Cina e Russia) renderanno operativi adeguati strumenti per alleviare l’effetto delle pesantissime sanzioni che Washington ha imposto all’Iran a partire dal 2018.
Merkel colta nuovamente da tremoreE’ il terzo episodio durante una cerimonia ufficiale
BERLINO10 luglio 201913:05
– Nuovo episodio di tremore per la cancelliera tedesca Angela Merkel, il terzo in poche settimane.
Mentre a lei ed al primo ministro finlandese Antti Rinne venivano resi onori militari, testimoni oculari hanno riferito che ha tremato durante l’esecuzione degli inni nazionali. Questa volta, tuttavia, il tremore non è stato così forte come nei casi precedenti.
Fontana: non siamo un Paese di serie BNeoministro Affari Ue, ‘non si parli più di cordone sanitario’
10 luglio 201913:07
– “Penso che la prima cosa è capire come si stia strutturando la Commissione, ci sarà da fare un dialogo profondo con tutti i paesi per capire quale sarà la maggioranza. A me piacerebbe già che non si parlasse più di cordone sanitario perché la ritengo una cosa insultante per il nostro Paese. La cosa giusta da fare da parte di chi governerà la Ue è ascoltare”. Queste le parole a caldo di Lorenzo Fontana appena nominato ministro degli Affari Europei, a margine di un evento. “Dobbiamo vedere se c’è la possibilità di non considerarci un paese di serie B”.
Usa, lascia l’ambasciatore britannicoProtagonista dello scontro con Trump dopo il leak dei suoi cable
LONDRA10 luglio 201913:14
– L’ambasciatore britannico negli Usa, Kim Darroch, ha annunciato le dimissioni dall’incarico e dalla carriera diplomatica, sullo sfondo della polemica innescata dalla rivelazione sui media di alcune sue note private indirizzate al governo di Londra critiche nei confronti del presidente Donald Trump e della sua amministrazione. Il passo indietro è stato confermato dal Foreign Office.
Portavoce governo, Merkel sta beneNessuna risposta sulle domande riguardo alla salute
BERLINO10 luglio 201914:20
– “La cancelliera sta bene e ha portato a compimento l’incontro con il primo ministro finlandese come pianificato”: lo ha detto la portavoce del governo Ulrike Demmer in conferenza stampa a Berlino. La portavoce non ha dato risposta circa le numerose domande dei giornalisti sulle condizioni di salute della cancelliera, se sia stata in passato o sia al momento sottoposta ad un trattamento medico.
Von der Leyen, con Mosca l’Ue sia forte’Cremlino non perdona la debolezza, tenere alti nostri principi’
BRUXELLES10 luglio 201914:21
– “La Russia è un nostro vicino e lo sarà ancora, dobbiamo essere pronti al dialogo ma tenere alti i nostri principi sullo stato di diritto. L’Ue dovrebbe negoziare con la Russia da una posizione di forza”. Lo ha detto la candidata designata dai Ventotto al posto di presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen nel corso dell’incontro con il gruppo di Renew Europe, in diretta streaming. Il “Cremlino non perdona la debolezza”, ha aggiunto.
Turchia, trivellazioni a Cipro legittimeOffshore una seconda nave, ‘Bruxelles mediatore non imparziale’
ISTANBUL10 luglio 201914:25
– La Turchia respinge le dichiarazioni dell’Ue e della Grecia che hanno definito illegittime le sue trivellazioni in cerca di idrocarburi nel Mediterraneo orientale al largo di Cipro, accusando Bruxelles di non poter “assumere un ruolo di mediatore imparziale” in questa disputa. Lo scrive stamani in una nota il ministero degli Esteri di Ankara, ricordando che la nave da perforazione Fatih ha avviato a inizio maggio le sue attività a ovest dell’isola e confermando che la Yavuz è appena arrivata nell’area offshore a est e condurrà le sue esplorazioni a partire dai prossimi giorni.
Nicosia denuncia una violazione della sua zona economica esclusiva, mentre Ankara sostiene di operare entro la propria piattaforma continentale e difendere i diritti della comunità turco-cipriota del nord dell’isola. L’Alto rappresentante per la Politica Estera Ue Federica Mogherini aveva definito fonte di “grave preoccupazione” le trivellazioni turche al largo di Cipro.
Morto Rip Torn, l’attore di Men In Blackil debutto con Elia Kazan, ha recitato per Sofia Coppola
LOS ANGELES10 luglio 201913:40
– È morto l’attore statunitense Rip Torn, interprete di numerosi film di culto e consacrato definitivamente alla fama con Men in Black di Barry Sonnenfeld, dove interpreta l’agente Z al fianco di Will Smith e Tommy Lee Jones. Aveva 88 anni. A dare la notizia è stato il suo agente: la scomparsa è avvenuta ieri pomeriggio nella sua casa di Lakeville, nel Connecticut, con al capezzale la moglie Amy Wright e le figlie Katie Torn e Angelica Page. Era stato candidato al premio Oscar come miglior attore non protagonista per il film La foresta silenziosa nel 1984. Vincitore di un Emmy Award per la sua interpretazione del produttore Artie della serie HBO The Larry Sanders Show. Il suo compagno di set nel film, Will Smith, è stato uno dei primi a ricordare l’attore con un post su Instagram.
Nato a Temple, in Texas, il 6 febbraio 1931 Rip diventa attore frequentando l’Actors Studio. Debutta nel 1956 nel film Baby Doll – La bambola viva di Eliza Kazan. Tra le sue ultime apparizioniMarie Antoinette di Sofia Coppola
Papa, lascia direttore coro SistinaMons. Palombella termina incarico.
Vaticano aveva aperto indagine
CITTA’ DEL VATICANO10 luglio 201912:38
– Monsignor Massimo Palombella ha concluso il suo servizio come Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia. Il Papa “ha accolto la richiesta del Maestro di terminare il suo incarico”, riferisce il Bollettino della sala stampa vaticana. Dieci mesi fa il Vaticano aveva comunicato che era stata autorizzata un’indagine sugli aspetti economico-amministrativi del Coro della Sistina. A gennaio di quest’anno il pontefice con un Motu Proprio sulla Cappella Musicale Pontificia aveva deciso di dare un nuovo assetto alla struttura.
Ue, Italia non rimbalza, Pil a +0,1%Rischi alti nel 2020, politiche di bilancio saranno una sfida
BRUXELLES10 luglio 201911:46
– La Commissione Ue lascia invariate le stime sulla crescita italiana del 2019 (0,1%), che definisce “marginale”, e del 2020 (0,7%), considerata una “ripresa moderata”. Per Bruxelles in Italia “non ci si attende che l’attività economica rimbalzi significativamente prima della fine dell’anno”, e “i rischi alla crescita restano pronunciati, specialmente nel 2020, quando le politiche di bilancio affrontano particolari sfide”.
Le tensioni sui mercati, scrive ancora la Commissione, “sono recentemente scemate, prima a causa delle aspettative di allentamento della politica monetaria e poi ulteriormente aiutate dalla correzione dei conti adottata dal Governo con l’assestamento di bilancio. La correlata compressione dei tassi sul debito, se sostenuta, potrebbe alleggerire i costi di funding delle banche e sostenere il credito alle imprese”.
Fedriga,barriere se no rispetto trattatiPer incanalare ingressi. Area sensibile confine Slovenia è 30 km
10 luglio 201911:10
– “Non ho mai parlato di un muro” con la Slovenia “che si estendesse” per oltre 200 km. “Ci auguriamo di non farlo, ma se non c’è un rispetto dei trattati, tra cui anche Schengen e quindi il controllo dei confini da parte di tutti i Paesi, ipotizziamo dei barrieramenti sulle aree più sensibili semplicemente per incanalare gli ingressi in punti in cui possiamo controllare. L’area sensibile è di 30 km in questo momento, l’area triestina, non di 232 km”. Lo ha detto il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga, parlando del fenomeno migratorio via terra durante un’audizione in Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione di Schengen. Per Fedriga le barriere sono una “soluzione forte che ci auguriamo di non mettere in atto mai” e che non sono “una minaccia, ma una reazione”. Fedriga ha quindi spiegato che “negli ultimi mesi la rotta balcanica si è rafforzata” e che con l’aumento dei controlli al confine con la Slovenia nell’ultimo anno i numeri dell’accoglienza in Fvg “sono diminuiti di più del 20%”.
