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Ultimo aggiornamento 2 Agosto, 2019, 01:31:06 di Maurizio Barra

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Samsung, nuovo tablet Galaxy Tab S6
S Pen riprogettata, funzioni multitasking, fotocamera potenziata

01 agosto 2019 07:41

Nuovo tablet Samsung Galaxy Tab S6 con la S Pen riprogettata per migliorare la creatività e la produttività “offrendo al tempo stesso le migliori caratteristiche per la produttività e le tecnologie avanzate di Samsung”, spiega DJ Koh, Presidente e CEO della divisione IT & Mobile Communications di Samsung Electronics.La caratteristica S Pen di Samsung ora ha funzione di controllo remoto, consente di scattare selfie e video in modo intuitivo o di controllare i contenuti multimediali creati senza tenere in mano il tablet. La ricarica wireless “garantisce fino a 10 ore di durata della batteria dopo soli dieci minuti di ricarica”. Inoltre, le note scritte a mano in Samsung Notes possono essere convertite in testo digitale ed esportate in formati come Microsoft Word. È anche possibile prendere annotazioni mentre si guarda un video nella stessa schermata, regolando la trasparenza della finestra di Samsung Notes.Galaxy Tab S6 include anche una versione nuova e migliorata di Samsung DeX, che consente di passare a un’esperienza simile a quella di un PC, in modo da lavorare in multitasking. E ci sono miglioramenti della fotocamera, tra cui la prima doppia fotocamera Samsung con fotocamera Ultra-Wide su un tablet, all’interno di un corpo sottile e compatto da 5,7 mm, ancora più leggero e portatile.E per la prima volta Samsung rende disponibile su un tablet il lettore di impronte digitali sullo schermo, semplificando ancor più l’accesso al dispositivo. Come parte dell’ecosistema di Samsung Galaxy, Galaxy Tab S6 diventa un hub dell’esperienza connessa per gestire gli elettrodomestici tramite SmartThings. Insieme a Bixby, è possibile controllare facilmente i dispositivi attraverso i comandi vocali.Galaxy Tab S6 è disponibile nelle colorazioni Mountain Gray, Cloud Blue e Rose Blush. Sarà in vendita nei negozi e online dalla fine di agosto in mercati selezionati.

Cresce la raccolta di rifiuti elettriciEcolamp, 1.926 tonnellate. Lombardia, Veneto e Toscana su podio

01 agosto 201910:15

– Con 1.926 tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) cresce dell’11% nel primo semestre 2019 (rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) la raccolta in Italia e l’avvio a riciclo da parte del consorzio nazionale Ecolamp.
In particolare, Ecolamp ha ritirato 1.023 tonnellate di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e apparecchi di illuminazione giunti a fine vita e 903 tonnellate di lampadine.
Nei primi sei mesi del 2019 il 50% della raccolta Ecolamp è stata trainata da cinque regioni: Lombardia (415), Veneto (197), Toscana (179), Emilia-Romagna (179) e Piemonte (166), dove il consorzio ha riciclato complessivamente 1.136 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici. Numeri positivi sono stati registrati anche in Campania che, con 122 tonnellate, si classifica subito dopo il Lazio al sesto posto che raccoglie 120 tonnellate di Raee, e prima tra le regioni del Sud, seguita dalla Sicilia, con 75 tonnellate.
“In questi primi sei mesi dell’anno il consorzio registra ancora una volta un incremento della raccolta a doppia cifra – dichiara Fabrizio D’Amico, direttore generale del consorzio Ecolamp – Un segnale positivo che conferma il crescente contributo al corretto conferimento dei Raee sia dei cittadini che dell’utenza professionale”.

Mercato smartphone giù per settimo trimestre consecutivoAnalisti, il rallentamento dovuto alla Cina

01 agosto 201917:16

Il mercato degli smartphone continua a contrarsi, è il settimo trimestre consecutivo con il segno meno. Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2019 il declino è stato dell’1,2% con 360 milioni di dispositivi spediti, un calo tuttavia meno accentuato del trimestre precedente quando le unità spedite erano calate del 4,3%.Sono i dati di Counterpoint Research che fanno il paio con quelli di un’altra società di analisi, Canalys, resi noti in questi giorni e che delineano un quadro ancora più grave tra aprile e giugno: nel mondo sono stati consegnati 331,8 milioni di smartphone, il 2% in meno rispetto allo stesso periodo 2018.Il rallentamento – secondo gli analisti – è dovuto principalmente alla Cina che ha continuato a flettere negli ultimi due anni. Il paese rappresenta oltre un quarto delle spedizioni globali di smartphone e ha registrato un calo del 9% su base annua nel trimestre, attribuibile alla guerra commerciale con gli Usa che ha ulteriormente accentuato le incertezze del mercato. Huawei tiene nel mercato interno e flette nelle spedizioni all’estero. L’India rimane invece un mercato chiave per la crescita, con le spedizioni di dispositivi che hanno segnato un balzo di 37 milioni nel secondo trimestre 2019.Secondo gli analisti di Counterpoint Research, il 5G avrà un ruolo cruciale nel far ripartire il settore. “Il trend evidenzia un calo a livello globale principalmente perché il mercato risulta ormai saturo nei Paesi occidentali: i tassi di penetrazione tra la popolazione sono estremamente elevati”, spiega Marta Valsecchi, Direttore Operativo degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

‘Prova su strada’ per il chip che imita il cervello umano – VIDEOTest su una bici autonoma,destinato all’intelligenza artificiale

01 agosto 201914:28

Una bicicletta si muove autonomamente e in perfetto equilibrio, riconosce gli ostacoli lungo il suo percorso in tempo reale e obbedisce ai comandi vocali che le dà l’uomo che cammina al suo fianco: è stata questa la ‘prova su strada’ del primo chip destinato all’intelligenza artificiale grazie a componenti capaci di imitare il comportamento dei neuroni nel cervello umano. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, segna il primo passo concreto verso una nuova generazione di dispositivi destinati all’intelligenza artificiale.Inseguito per anni da ricercatori di tutto il mondo, il risultato si deve al gruppo di Luping Shi della cinese Tsinghua University, che ha voluto dare al chip il nome della loro università: Tianjic chip. “È una ricerca interessante, tesa a risolvere uno dei problemi cruciali dell’intelligenza artificiale, ossia realizzare reti complesse con prestazioni di efficienza confrontabili a quelle del cervello umano”, ha detto

Antonio Frisoli, esperto di intelligenza artificiale della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.Delle 156 unità di calcolo parallele che costituiscono il Tianjic chip, alcune quali hanno la struttura delle tradizionali reti neurali artificiali, mentre altre simulano le reti formati dai neuroni naturali. In linea di principio, rilevano gli autori della ricerca, questa tecnologia ibrida potrebbe migliorare la capacità di questi sistemi di affrontare qualsiasi compito di cui l’uomo sia capace. “La novità – ha rilevato Frisoli – è essere riusciti a costruire un chip del genere”.
Uno dei primi vantaggi è la velocità, considerando che “alcuni modelli di reti neurali ispirati alle neuroscienze a volte non riescono a girare in tempo reale. Con questo hardware, invece, riescono a farlo”, ha detto ancora Frisoli. Certamente si tratta di un primo passo, considerando che il nuovo chip riesce a simulare fino a 40.000 neuroni, contro gli 86 miliardi di neuroni che costituiscono il cervello umano, “ma – ha osservato l’esperto – resta comunque un numero importante”.
Così come è rilevante il fatto che il super-chip riesca a simulare fino a 10 milioni di connessioni tra le cellule nervose (sinapsi), anche se per ogni neurone umano sono possibili fino a 100 milioni di sinapsi.

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Nuova famiglia di ransomware, attacca via sms
Scoperta da ricercatori Eset, colpisce telefoni Android

01 agosto 201918:25

C’è una nuova famiglia di ransomware, i virus che bloccano il telefono e i dati contenuti e poi chiedono un riscatto, che utilizza la lista dei contatti della vittima per inviare sms contenenti link malevoli. Si chiama Android/Filecoder.C ed è stata scoperta dai ricercatori di Eset.”Un meccanismo – spiegano – che potrebbe portare ad una grande diffusione di infezioni, tanto più che il malware ha 42 versioni linguistiche del messaggio dannoso. Fortunatamente, anche gli utenti meno attenti possono facilmente notare che i messaggi sono tradotti male e che alcune versioni non sembrano avere alcun senso”.Il virus malevolo si è diffuso prevalentemente tramite dei post pubblicati sulla piattaforma Reddit e si distingue per il suo meccanismo di contagio, spiegano i ricercatori. Prima di appropriarsi dei file contenuti in un dispositivo, il ransomware invia una serie di messaggi di testo a tutti gli indirizzi nell’elenco dei contatti della vittima, inducendo i destinatari a fare clic su un collegamento dannoso. Tra gli altri elementi che lo caratterizzano, il fatto che il virus non impedisce agli utenti di accedere ai propri dispositivi bloccando completamente lo schermo. Dopo aver infettato il dispositivo, i crimnali informatici concedono 72 ore di tempo alla vittima per pagare il riscatto; la richiesta varia tra 0,01 e 0,02 bitcoin (tra gli 80 e i 180 euro).”Questa scoperta dimostra che i ransomware rappresentano ancora una minaccia per l’ecosistema Android”, spiega Eset che consiglia agli utenti di di mantenere aggiornati i dispositivi con sistemi di sicurezza e scaricare le applicazioni solo dai negozi digitali ufficiali.

‘Odiare ti costa’, ha già raccolto 24mila segnalazioniResponsabili progetto incontrano Facebook per progetti comuni

BOLOGNA01 agosto 201916:19

Lanciata da pochi giorni, l’iniziativa ‘Odiare ti costa’, promossa dall’associazione Tlon e dallo studio legale Wildside di Cathy La Torre per perseguire, in sede civile, diffamazioni, calunnie e minacce lanciate attraverso internet, in particolare sui social, ha già raccolto 24mila segnalazioni.”In questi giorni – dice La Torre – abbiamo avuto anche molte intimidazioni. Questo significa che gli odiatori hanno paura e fanno bene ad averne. C’è molto lavoro da fare ed è arrivato il momento di farlo”.I responsabili del progetto, insieme alla scrittrice Michela Murgia, hanno incontrato Facebook Italia. “Facebook – dice La Torre – sosterrà le attività di sensibilizzazione sull’odio in rete, insieme lavoreremo al modo più efficace per implementare e migliorare il sistema delle segnalazioni e da subito sarà attivato un canale di segnalazione dei commenti diffamatori o d’odio da parte di ‘Odiare Ti Costa’ a Facebook per la loro rimozione”.Inoltre verrà strutturata anche in Italia una procedura prevista dal Codice di Condotta sottoscritto dalle principali piattaforme social con la Commissione Europea.

Via monitoraggio vendite online, primi dati a ottobre L’Agenzia delle Entrate fissa modalità invio, obbligo per tutte le piattaforme

01 agosto 201917:38

Scatta il monitoraggio delle vendite online, con il primo invio dei dati fissato entro il 31 ottobre. L’Agenzia delle Entrate ha messo a punto le modalità di invio delle comunicazioni con i dati dei fornitori che abbiano effettuato almeno una vendita nel trimestre di riferimento. alle quali sono tenuti tutti i soggetti, anche non residenti, che facilitano le vendite a distanza attraverso interfaccia elettronica, mercati virtuali (marketplace), piattaforme digitali, portali o mezzi analoghi.I soggetti obbligati alla comunicazione dovranno inviare ogni tre mesi all’Agenzia per ciascun fornitore dei beni venduti tramite piattaforme e/o portali la denominazione o i dati anagrafici completi, incluso l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite, la residenza o il domicilio, il codice identificativo fiscale ove esistente, e l’indirizzo di posta elettronica; il numero totale delle unità vendute in Italia; a scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita, espressi in euro.I dati saranno trasmessi tramite i servizi telematici, Entratel/Fisconline, gestiti dall’Agenzia delle Entrate. In particolare, per l’invio devono essere utilizzati i specifici prodotti software di controllo che saranno resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia. Ci si potrà avvalere anche di intermediari. I soggetti non residenti, privi di stabile organizzazione in Italia, si identificheranno direttamente ovvero tramite un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato.

Dati in cambio soldi, Garante porta caso app in Ue Sotto la lente dell’Autorità l’italiana ‘Weople’

01 agosto 201918:25

Con una lettera a firma del presidente Antonello Soro, l’Autorità garante per la privacy ha posto all’attenzione del Comitato europeo per la protezione dei dati personali (Edpb) la questione relativa a “Weople”, l’app che promette ai propri iscritti una remunerazione in cambio della cessione dei loro dati personali.Dai primi mesi del 2019 – spiega una nota del Garante – sono state diverse le segnalazioni all’Autorità da parte di imprese della grande distribuzione che lamentavano di aver ricevuto da parte di “Weople” numerosissime richieste di trasferire alla piattaforma dati personali e di consumo registrati nelle carte di fedeltà. L’impresa italiana, che gestisce la app e offre servizi di vario genere (offerte commerciali, analisti statistiche e di mercato), si propone infatti come intermediaria nel rapporto tra aziende e utenti chiedendo, su delega di questi ultimi, di ottenere le informazioni personali custodite presso grandi imprese allo scopo di riunirle all’interno della propria banca dati.L’attenzione del Garante si è concentrata, in particolare, sulla corretta applicazione, da parte della società, del cosiddetto diritto alla “portabilità dei dati” introdotto dal nuovo Regolamento europeo, con l’ulteriore complicazione determinata dall’esercitare tale diritto mediante una delega e con il conseguente rischio di possibili duplicazioni delle banche dati oggetto di portabilità. L’altro aspetto segnalato dal Garante nella lettera riguarda il delicato tema della “commerciabilità” dei dati, causata dall’attribuzione di un vero e proprio controvalore al dato personale. Su entrambe le questioni il Garante ha chiesto al Comitato, che riunisce tutte le Autorità garanti dell’Unione, di pronunciarsi. L’attività di “Weople”, scrive il Garante, “può produrre effetti in più di uno Stato dell’Unione” in ragione delle richieste di portabilità che potranno essere avanzate e delle questioni relative alla “valorizzazione economica dei dati personali ed alla natura ‘pro-concorrenziale’ del diritto alla portabilità”.Per questi motivi, pur essendo emerso in Italia, il caso della app impone, secondo il Garante, una riflessione generale che è più opportuno condividere con le altre Autorità di protezione dati. Il Garante attenderà dunque il parere dell’Edpb per concludere l’istruttoria avviata sulla app. Nel frattempo, i soggetti privati che riceveranno le richieste di portabilità dei dati da parte di “Weople” dovranno operare nel rispetto del principio di accountability stabilito dal Regolamento Ue e valutare se ottemperare alle richieste o motivare un eventuale rifiuto.

Tonki, le cornici che s’ispirano a InstagramIdea di due 30enni, investono il 25% dei ricavi in marketing digitale

01 agosto 201916:10

Nel 2012 Ruggero Frigoli, poco più che ventenne, zaino in spalla e autostop parte verso Londra per fare una sorpresa alla sua fidanzata Alessandra Renis, anche lei giovanissima. Ruggero recupera un pezzo di cartone e ci scrive il suo indirizzo: 147 Kilburn High Rd. Un camionista si ferma e lo porta a destinazione. Lui piega quel pezzo di cartone per regalarlo alla ragazza in ricordo di quell’avventura. E lei ci appiccica una loro foto. Da quel gesto nasce Tonki, una cornice di cartone con una foto stampata all’interno, il cui formato quadrato ricorda quello di Instagram ed è un oggetto di design.”Il formato è stato un’intuizione di Alessandra, quando Tonki è nata sette anni fa Instagram non era così popolare ma lei aveva intuito le potenzialità – spiega

Ruggero, 32 anni di Brescia – Così abbiamo deciso di ispirarci a Instagram che a sua volta si è ispirata a Polaroid”.Tonki è un prodotto “unico nel suo genere”, a metà strada tra una cornice e un prodotto di design. E’ un foglio di cartone su cui vengono stampate le foto richieste dai clienti, vengono spedite a casa in poche ore insieme ad un foglio di istruzione per montarle e farle diventare immagini con una cornice. Si possono scegliere due formati, più grande e più piccolo. “Il 100% delle nostre vendite sono online – continua Ruggero, investiamo il 25% dei nostri ricavi in marketing digitale, praticamente facciamo solo quello”. Alessandra, 30 anni, è social media manager dell’azienda e si occupa di comunicazione.Tonki su Facebook ha più di 100mila follower e oltre 40mila su Instagram. L’azienda ha un sito, un’applicazione per iOS e Android, tutte piattaforme visitate milioni di volte: i clienti possono caricare una foto tramite questi due canali ma anche dai social, aggiungere l’indirizzo di spedizione e pagare. Poi ricevono a casa la foto con la cornice. Dal 2012 ad oggi l’azienda ha venduto oltre 40mila Tonki, le persone che ci lavorano sono diventate otto. “Vendiamo in tutta Europa, prevalentemente in Italia, ma i mercati in espansione sono la Francia, Olanda e Portogallo – sottolinea Ruggero.All’inizio pensavamo che il nostro target fosse di giovanissimi, invece si attesta intorno ai 25-44 anni, ci sono molte mamme, appassionati di viaggi e di design”. “E’ un brand che andrà avanti così contro molti pareri – conclude – siamo un’azienda molto particolare e il web ci sta dando possibilità che nessuno ha compreso, si arriva a talmente tante persone e potremo andare avanti per dieci generazioni”.

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