Ultimo aggiornamento 29 Agosto, 2019, 05:59:06 di Maurizio Barra
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Social media dipendenza anche quando fonte di stress
Chi li usa molto non li abbandona, al massimo cambia piattaforma
28 agosto 2019 02:06
Anche quando i social media sono fonte di stress gli utenti invece di spegnerli si limitano a cambiare piattaforma o funzione utilizzata, alimentando così una possibile dipendenza. Lo afferma uno studio della Lancaster University pubblicato dalla rivista Information Systems Journal.I ricercatori hanno analizzato le differenti forme di ‘tecnostress’ causate dai social, dalla sensazione di ‘invasione’ nella propria vita privata alla difficoltà di adattare l’uso a quello dei propri amici, e hanno poi sottoposto 444 utilizzatori di Facebook a dei questionari per verificarne il comportamento.”Quello che abbiamo osservato – spiega Sven Laumer, uno degli autori – è che gli utilizzatori che hanno una frequentazione maggiore dei social trovano un altro aspetto della piattaforma quando si sentono stressati, e hanno una probabilità maggiore di restare sui social invece che spegnere il dispositivo. Ad una maggiore frequenza d’uso corrisponde un maggior ricorso allo ‘switch’ e, probabilmente, lo sviluppo di dipendenza”.
Arrestato ex Google e Uber per furto segreti industrialiIngegnere star auto autonome accusato, rischia 10 anni carcere
NEW YORK28 agosto 201913:07
Anthony Levandowski, uno degli ingegneri star della Silicon Valley nelle auto autonome, è stato arrestato e accusato di furto e tentato furto di segreti commerciali di Google. Levandowski ha lavorato a Waymo, la divisione per le vetture senza guidatore di Mountain View, per anni prima di passare a Uber. Poco prima di lasciare Google nel 2016 ha scaricato – è l’accusa – 14.000 file con informazioni cruciali sulle auto autonome.File che ha trasferito, contravvenendo alle norme, sul suo computer personale e portato con sé. Nel 2016 Levandowski è approdato a Uber, dopo che l’app per auto con conducente ha acquistato la sua start up di camion autonomi, Otto. Levandowski è stato l’uomo al centro dello scontro in tribunale fra Google e Uber, risolto con un successivo patteggiamento. Le accuse mosse nei suoi confronti aprono ora una nuova pagina nella saga, oltre a mostrare come i big della Silicon Valley sono pronti a difendere con tutte le armi a loro disposizione le loro tecnologie.E’ prassi comune per le aziende hitech fare eventualmente causa a tutela della loro proprietà intellettuale ai dipendenti usciti e che sono stati assunti da una società rivale. Non è invece prassi comune che siano presentate accuse penali nei confronti di un manager per il furto di segreti commerciali. Se condannato Levandowski rischia fino a 10 anni di carcere e una multa fino a 250.000 dollari. Levandowski è uno dei pionieri nella ricerca nelle auto autonome.E’ diventato famoso per la sua tecnologia mentre era ancora all’università di Berkley, in California, nel 2004: aveva allora messo a punto una moto senza guidatore che ha fatto parte della prima gara indetta dal Pentagono sulle auto autonome. Dopo aver lavorato a Google Levandowski è approdato a Uber. Un arrivo che ha aperto la strada all’azione legale avviata da Waymo: una causa che ha mandato in crisi i rapporti fra la stessa Uber e l’ingegnere star. Una crisi talmente profonda che Uber lo ha cacciato nel 2017. “Uber rimpiange anche di averlo assunto”, disse uno dei legali dell’app per auto con conducente in tribunale.
Google chiuderà Hire, l’app rivale di LinkedInFunzionerà fino al 1 settembre 2020
28 agosto 201913:09
Dopo Google Plus e InBox, un’altra app si aggiunge ai cimitero di Google. L’azienda di Mountain View ha annunciato che il primo settembre 2020 chiuderà Hire, l’applicazione per cercare lavoro lanciata due anni fa per sfidare LinkedIn. “Nonostante il successo ottenuto da Hire, stiamo concentrando le nostre risorse su altri prodotti presenti nel portfolio di Google Cloud. Siamo profondamente grati ai nostri clienti, così come ai talenti e ai sostenitori che ci hanno dato supporto in questo percorso”, spiega Google.Google non ha mai reso noto in via ufficiale quanti hanno utilizzato il servizio destinato prevalentemente alle piccole e medie imprese che necessitano di un supporto durante la fase di selezione e assunzione del personale. Il supporto, spiega comunque Google, verrà garantito fino all’ultimo giorno di operatività.Hire si aggiunge agli altri rami secchi tagliati da Big G: dalla casella di posta Inbox all’applicazione Allo per le chat, al suo social network Google Plus che non è mai riuscito a decollare.
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Xiaomi brevetta una sciarpa ‘smart’
Copre e riscalda automaticamente
28 agosto 201918:38
Xiaomi brevetta una sciarpa ‘smart che si riscalda e protegge automaticamente il collo. L’azienda, cinese che guadagna sempre più terreno nel mercato dei telefoni, secondo il sito Gizmochina ha depositato i documenti per una sciarpa che si regola automaticamente per proteggere il collo ed emana una quantità di calore in base alla temperatura dell’ambiente esterno.
Non è diversa da una sciarpa classica ma ha un interno in fibra elastica che nasconde un sensore per il rilevamento della temperatura. Inoltre, dovrebbe potersi allentare o stringersi al collo di chi la indossa e avrebbe la possibilità di interfacciarsi con lo smartphone.
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Telegram sfida Facebook, lancerà criptovaluta
Nyt, si chiamerà Gram e arriverà entro due mesi
28 agosto 201915:43
Arriva la risposta a Libra, il progetto di moneta digitale di Facebook. Telegram, l’app di messaggistica rivale di Whatsapp è in procinto di lanciare la sua criptomoneta nel giro di due mesi. Gram, così si chiamerebbe la valuta digitale, consentirebbe anche di inviare denaro.Telegram, è stata fondata nel 2013 dai fratelli Durov, imprenditori russi andati via dal paese dopo contrasti col governo. Nel 2018 l’app contava 200 milioni di utenti. La notizia, riportata dal New York Times, arriva nel momento in cui Libra di Facebook è sotto i riflettori delle autorità internazionali, finanziarie e non. Di recente è finita anche sotto i riflettori dell’Antitrust Ue.
Un gruppo di investitori di Telegram, che ha parlato alla testata sotto anonimato, ha spiegato che Gram diventerà una nuova valuta online e un modo per spostare denaro in qualsiasi parte del mondo. A differenza di Facebook, che ha reso pubblici i suoi piani di moneta digitale prima del lancio ufficiale previsto nel 2020, Telegram si è mossa in segreto forse per non destare troppe domande delle autorità preoccupate sempre di più del fatto che monete come Gram o Libra potrebbero, al pari dei Bitcoin, essere utili a nascondere traffici di denaro, di droga o cybercrime.
L’app Telegram permette l’invio di messaggi crittografati tra utenti, un sistema considerato sicuro tanto che è adottato sia da dissidenti e manifestanti, come sta accadendo in questi giorni durante le proteste di Hong Kong.
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Gli Usa contrari al cavo dati sottomarino con la Cina
Il maxi progetto di Google e Facebook ‘minaccia la sicurezza’
28 agosto 201918:55
Si infiamma la battaglia tecnologica fra Stati Uniti e Cina, capitolo importante della guerra commerciale fra le due superpotenze economiche. Oltre a Huawei, nel mirino di Washington è finito l’ambizioso progetto per l’installazione di un cavo sottomarino per i dati fra i due paesi. Un progetto che l’amministrazione Trump minaccia di bloccare sulla base di timori per la sicurezza nazionale.Il Pacific Light è un’iniziativa di Google, Facebook e della cinese Dr. Peng Telecom & Media Group: una sua eventuale bocciatura, riporta il Wall Street Journal, sarebbe la prima nella storia americana sulla base della sicurezza nazionale, e segnalerebbe un irrigidimento delle autorità americane verso progetti riguardanti la Cina o con partner cinesi.A preoccupare Washington è il fatto che la cinese Dr Peng, il quarto maggiore operatore di telecomunicazioni del Dragone, ha legami con il governo cinese e con Huawei, segnalata sul sito della società come partner.I sostenitori dell’iniziativa ritengono che il nuovo cavo consentirebbe agli Stati Uniti un maggiore controllo sul flusso dei dati visto che le autorità potrebbero costringere le aziende ad accettare alcune condizioni per proteggere la sicurezza.Al progetto, dal costo stimato di 300 milioni di dollari, intanto si continua a lavorare in base a un permesso provvisorio la cui scadenza è in settembre: sono stati finora installati 10.940 chilometri di cavo su un totale di 12.800, e il servizio – riferisce la Pacific Light Data Communication, la società di Hong Kong che gestisce il progetto – sarebbe pronto a partire in dicembre o gennaio.
