Ultimo aggiornamento 10 Settembre, 2019, 09:43:10 di Maurizio Barra
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Microsoft: Trump anti-americano su Huawei
Intervista a Bloomberg Businessweek su bando Usa
09 settembre 2019 06:09
Il modo in cui il governo degli Stati Uniti tratta Huawei è anti-americano. A dirlo è Brad Smith, Presidente e Chief Legal Officer di Microsoft in un’intervista a a Bloomberg Businessweek, in cui si fa riferimento al bando dell’amministrazione americana sulle aziende cinesi.”Tali azioni non dovrebbero essere intraprese senza una solida base di fatto e di legge”, afferma Smith aggiungendo che Microsoft ha chiesto spiegazioni ai regolatori statunitensi ricevendo però risposte fumose. “Dire ad una società tecnologica che può vendere prodotti, ma non acquistare un sistema operativo o un chip, è come dire ad un albergo che può aprire, ma non mettere letti nelle sue camere d’albergo o cibo nel suo ristorante.Metti a rischio la sopravvivenza di quella compagnia”, osserva il presidente di Microsoft, preoccupato che il bando danneggi anche le aziende tecnologiche Usa. “L’unico modo in cui puoi gestire la tecnologia globale è far sì che i governi collaborino realmente”, aggiunge Smith.
Conte, lavoriamo a identità digitale cittadini entro un annoDotare Paese di banda larga e rafforzare venture capital
09 settembre 201917:34
“L’innovazione deve essere il motore che imprime una nuova spinta a tutti i settori dell’economia e della società. La Pubblica amministrazione dovrà essere alla testa di questo processo realizzando le infrastrutture materiali e immateriali necessarie. In questa direzione occorrono impegni concreti. Dobbiamo lavorare perché i cittadini abbiano un’unica, riassuntiva identità digitale di qui a un anno”.Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera. “Dobbiamo dotare il Paese di una infrastruttura di comunicazione a banda larga nei prossimi anni. Dobbiamo rafforzare gli investimenti per il fondo di venture capital e sollecitare anche gli investimenti privati nel campo della innovazione tecnologica”, aggiunge.
Mosaic Software vince Digithon 2019Diecimila euro al progetto Patch AI che mette paziente al centro
BISCEGLIE (BAT)09 settembre 201911:29
Una startup di Padova ha vinto la quarta edizione della maratona Digithon: è Mosaic Software, che usa la tecnologia per porre il paziente al centro della cura approfittando di Intelligenza Artificiale (AI), Machine Learning (ML) e Natural Language Generation (NLG). Il progetto vincitore, Patch AI, aiuta i pazienti alla ricerca di informazioni utili sul proprio stato di salute offrendo soluzioni personalizzate.Al suo inventore, Alessandro Monterosso, 28enne di origini calabresi, sono andati i 10mila euro di Confindustria. Hanno concorso anche ad altri 7 premi, per oltre 50mila euro, oltre 350 giovani imprenditori italiani, che hanno avuto 5 minuti per presentate la propria idea di business, rispondendo a domande di analisti e investitori. “Vincono non i migliori ma i più votati – ha ricordato il fondatore di Digithon, il neo ministro Francesco Boccia – poi forse la vita dirà anche che sono i migliori. Ma vengono premiati tutti, ho visto già molte grandi imprese intercettare tanti ragazzi”.
Chi era Ruth Pfau, celebrata dal doodle di GoogleUna suora medico tedesca ribattezzata la ‘Madre Teresa pachistana’ per l’instancabile lotta contro la lebbra
09 settembre 201911:30
Il doodle di Google celebra oggi Ruth Pfau, in occasione dei 90 anni dalla nascita, una suora medico tedesca ribattezzata la ‘Madre Teresa pachistana’ per la sua instancabile lotta contro la lebbra. La religiosa, morta in Pakistan il 10 agosto 2017 all’età di 87 anni, è stata fra le fondatrici del Centro per lebbrosi Marie Adelaide, e ha contribuito all’annuncio nel 1996 da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità del Pakistan come ‘Paese libero dalla lebbra’.
Suor Pfau fu mandata in Pakistan nel 1960 dalla superiora delle Sorelle francescane del Cuore di Gesu’ e Maria Immacolata per coordinare un servizio medico per gli studenti pachistani. Dopo essersi resa conto della gravita’ della lebbra in Pakistan, decise di non rientrare in Germania e di continuare il suo lavoro vicino alle persone sofferenti per questa malattia infettiva e cronica. Anche per questo nel 1988 il governo le concesse la cittadinanza pachistana.
Gli Usa lanciano un’indagine antitrust su GoogleNel mirino la sospetta posizione dominante del big di internet
WASHINGTON10 settembre 201908:29
La notizia era attesa da giorni: Google è finita nel mirino degli stati Usa per sospetto abuso di posizione dominante sul fronte della pubblicità e della ricerca sul web. A lanciare l’indagine antitrust sono stati 50 procuratori generali di 48 stati, del District of Columbia, dove si trova la capitale federale Washington, e del territorio di Porto Rico. Mancano all’appello solo la California e l’Alabama.
L’obiettivo – come ha spiegato il procuratore generale del Texas, lo stato capofila dell’iniziativa – è verificare se l’azione del colosso di Mountain View rappresenti una minaccia per la libera concorrenza e la tutela dei consumatori. Un aspetto su cui negli Stati Uniti è stata aperta anche un’inchiesta a livello federale con il Dipartimento di giustizia e la Federal Trade Commission che già a fine agosto hanno chiesto ai responsabili di Google documenti e dati. Richiesta simile a quella che quasi certamente verrà avanzata nei prossimi giorni e nelle prossime settimane dalle autorità dei singoli stati Usa in quella che si configura come un’indagine bipartisan.
“Quando non ci sono più un libero mercato e una libera competizione questo porta inevitabilmente ad un aumento dei prezzi e a un danno per i consumatori”, hanno affermato in conferenza stampa il procuratore texano Ken Paxton e quello della Florida Ashley Moody. Non c’è pace dunque per Google, che in Europa è stata già multata per violazione delle norme antitrust con 9 miliardi di dollari negli ultimi tre anni e che di recente ha ricevuto una multa da 170 milioni di dollari inflitta dall’autorità federale Usa per violazione della privacy dei minori attraverso la sua controllata YouTube.
Ma è tutta la Silicon Valey nel mirino. Basti pensare all’indagine antitrust lanciata contro Facebook da un altro gruppo di otto stati guidati dalla procuratrice generale dello stato di New York Letitia James. Sempre il colosso guidato da Mark Zuckerberg è reduce dalla stangata da 5 miliardi di dollari per la violazione dei dati personali nello scandalo di Cambridge Analytica.
