Ultimo aggiornamento 25 Settembre, 2019, 11:24:02 di Maurizio Barra
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Facebook compra start up, controlla Pc col pensiero
Si chiama Ctrl-Labs. ‘Potrebbe cambiare il modo di connettersi’
24 settembre 2019 04:47
Facebook compra Ctrl-Labs, una start up che studia la possibilità di far interagire i dispositivi con il nostro pensiero. A dare l’annuncio con un post sul social network, il vicepresidente di Facebook, Andrew Bosworth, che si occupa di realtà virtuale e aumentata. “La visione finale di questo lavoro è un braccialetto che dia alle persone la possibilità di controllare i loro dispositivi, come naturale estensione di un movimento. Potrebbe cambiare il modo con cui ci connettiamo”, spiega Bosworth su Facebook.Ctrl-Labs è stata fondata nel 2015 dai neuroscienziati Thomas Reardon, cofondatore del browser Internet Explorer, e Patrick Kaifosh: produce un bracciale in grado di trasmettere impulsi elettrici prodotti dal cervello ad un computer. Secondo Cnbc, che ha parlato con persone informate sull’accordo, Facebook avrebbe pagato per la società tra i 500 milioni e un miliardo di dollari. La start up si unirà al team di Facebook Reality Labs.
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Ora il drone si pilota con lo sguardo
Prima sperimentazione al Poligono di Quirra in Sardegna
CAGLIARI24 settembre 201912:31
Sperimentato per la prima volta il volo di un drone pilotato con lo sguardo. E’ accaduto in Sardegna, nell’aviosuperficie Aliquirra, all’interno dello spazio aereo del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ). La società 3D Aerospazio, socia del Distretto Aerospaziale della Sardegna (Dass), ha coordinato nei giorni scorsi le prove in volo di un drone controllato, in tutte le manovre effettuate, dallo sguardo dell’operatore.Grazie all’ausilio di un puntatore oculare debitamente modificato, il “pilota” ha potuto gestire l’intero inviluppo delle manovre del drone esclusivamente puntando lo sguardo sullo schermo di un computer. Secondo gli esperti del Dass, la tecnica, una volta perfezionata, permetterà a persone non più in grado di poter utilizzare gli arti e allettate, come ad esempio i malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) o pazienti che abbiano subito gravi traumi spinali, di pilotare un drone e poter visionare le immagini dell’ambiente circostante, in tempo reale.Le prove, probabilmente tra le prime al mondo eseguite con questo tipo di tecnologia, rappresentano la fase iniziale di una serie di test del Progetto Slapp (Sclerosis Lifeline APP), che saranno effettuati in collaborazione, per quanto riguarda la parte clinica, con l’Unità Operativa Complessa Neurologia dell’Aou di Cagliari e con l’Istituto Auxologico di Milano e, per quanto riguarda la consulenza, con l’Enac.”Questa sperimentazione – osserva il Comandante Antonio Depau di 3DAerospazio – ha consentito di dimostrare che è tecnicamente possibile permettere a una persona di controllare un drone con l’ausilio dello sguardo mantenendo ampi margini di sicurezza”.”Grazie alle competenze maturate – aggiunge Alessandro Cardi, Vice dg Enac – e al supporto della tecnologia sarà possibile fornire ulteriori nuove possibilità alle persone affette da SLA” “Si tratta di un’ulteriore importante occasione – dice il presidente del DASS, Giacomo Cao – di dimostrare le sinergie che si è in grado di mettere in campo a livello regionale e nazionale per il raggiungimento di obiettivi utilissimi al miglioramento della qualità della vita di pazienti affetti da terribili patologie”.
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Nello spazio arriva il Wi-Fi di luce
Per trasmettere dati in modo sicuro senza cavi
24 settembre 201912:43
Portare un Wi-Fi di luce sui satelliti per le telecomunicazioni in orbita nello spazio per permettere comunicazioni di bordo sicure e protette dalle interferenze, senza il peso dei cavi: è questa la sfida del progetto ‘Transmission of Optical Wireless signals for telecom Spacecrafts’ (Tows), finanziato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) per un importo di circa 700.000 euro, con il coordinamento di Ernesto Ciaramella, docente di Telecomunicazioni dell’Istituto TeCIP di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Al centro del progetto, che ha come partner Thales Alenia Space, c’è una tecnologia wireless ottica capace di trasmettere i dati attraverso le onde luminose al posto di quelle radio.Siccome la luce non può attraversare le pareti, rappresenterebbe una soluzione ideale per tutte quelle situazioni che hanno bisogno di elevata sicurezza e schermatura da interferenze esterne e per gli ambienti all’interno dei quali le onde radio possono disturbare il funzionamento di altre apparecchiature.L’uso di comunicazione wireless consentirebbe soprattutto di rimuove le numerose connessioni fatte con i cavi, che rendeno il satellite più pesante e aumentano notevolmente i tempi di assemblaggio e test. Il progetto Tows mira a dimostrare l’idoneità della tecnologia per la trasmissione senza fili dei dati tra differenti apparati dei satelliti di telecomunicazione e prevede la realizzazione di un dimostratore finale. “In questo progetto si sviluppano soluzioni per le comunicazioni a bordo dei satelliti, ma altre linee di ricerca prevedono anche la comunicazione ottica tra i satelliti e le stazioni di terra: in questo ultimo caso – afferma Ciaramella – queste tecnologie si rendono necessarie perché vi è una crescente richiesta di banda, per esempio allo scopo di trasferire le informazioni di osservazione della terra”.
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Ue da’ ragione a Google, diritto oblio non universale
Ma vale per motori di ricerca divieto trattamento dati sensibili
24 settembre 201915:43
Corte di giustizia Ue dà ragione a Google: i motori di ricerca – qualora dovessero accogliere una richiesta di “diritto all’oblio” da parte di un utente – non sono obbligati ad applicarla in tutte le loro versioni. Tuttavia, fatto salvo alcune eccezioni previste dal diritto Ue, vale invece anche per i gestori dei motori di ricerca il divieto di trattare determinati dati personali sensibili.”Dal 2014 ci siamo impegnati per implementare il diritto all’oblio in Europa e per trovare un punto di equilibrio tra il diritto di accesso all’informazione e la privacy. È bello vedere che la Corte ha condiviso le nostre argomentazioni; siamo grati alle organizzazioni indipendenti per i diritti umani, alle associazioni del mondo dell’informazione e alle molte altre associazioni in tutto il mondo che hanno presentato le loro opinioni alla Corte”, spiega Peter Fleischer, Senior Privacy Counsel di Google.”Leggeremo le motivazioni della decisione della Corte di Giustizia, che però ha sicuramente un impatto rilevante sulla piena effettività del diritto all’oblio. In un mondo strutturalmente interconnesso e in una realtà immateriale quale quella della rete, la barriera territoriale appare sempre più anacronistica”. E’ il commento del Garante per la privacy, Antonello Soro, alle sentenze della Corte Ue.
Cybersicurezza, attacchi aumentati 10 volte nel biennioSempre più spostati da furto dati a infrastrutture critiche
24 settembre 201914:59
Gli attacchi informatici sono aumentati 10 volte nell’ultimo biennio e si sono spostati, grazie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dal semplice furto di dati all’aggressione all’operatività di infrastrutture critiche, come le reti energetiche e dell’acqua, o i trasporti pubblici. È quanto emerge dalla conferenza Cybertech Europe 2019, la kermesse internazionale dedicata alla sicurezza digitale inaugurata a Roma.Presenti l’Amministratore delegato di Leonardo Alessandro Profumo, il sottosegretario al ministero della Difesa, Angelo Tofalo, il vicedirettore generale, con delega alla cyber-security, del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) presso la presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Baldoni, e il presidente della Repubblica di Armenia, Armen Sarkissian. “Gli strumenti d’intelligenza artificiale sono al momento utilizzati meglio dagli attaccanti che dai difensori”, ha spiegato
Michele Colajanni dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “Ne è un esempio l’uso dell’intelligenza artificiale per testare nuovi virus informatici”, ha aggiunto l’esperto, che studia proprio come potenziare le armi in mano ai difensori.Per gli esperti di Cybertech, provenienti da circa 40 Paesi, il costo degli attacchi informatici nel 2017 è stato di 600 miliardi di dollari, 4 volte quello della Stazione Spaziale.”Solo nel 2018 gli attacchi cyber gravi registrati sono stati 1.552″, si legge in una nota di Leonardo, tra gli organizzatori della conferenza. L’incontro discute le misure di protezione da attuare dopo l’entrata in vigore, a novembre 2018, della direttiva europea Nis sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.
Apple produrrà il Mac Pro in TexasOttiene esenzioni tariffarie per determinati componenti
24 settembre 201915:00
Apple continuerà a produrre i suoi computer Mac Pro in Texas, in un impianto di Austin, dove ha già assemblato la precedente generazione del Pc di fascia alta. Lo riporta il sito Appleinsider.A fine di giugno, il Wall Street Journal aveva riferito che la società di Cupertino era sul punto di spostare l’assemblaggio del dispositivo in una fabbrica vicino Shanghai, poi ha avuto un ripensamento per effetto dei dazi e della guerra commerciale Usa-Cina che avrebbero fatto ulteriormente lievitare il prezzo del dispositivo che si aggira intorno ai seimila dollari. L’azienda di Cupertino ha anche ricevuto esenzioni tariffarie che le consentiranno di importare determinati componenti. Esenzioni che probabilmente il Ceo di Apple Tim Cook ha chiesto al presidente Trump in un incontro avvenuto ad agosto.”Il Mac Pro è il computer Apple più potente di sempre e siamo orgogliosi di costruirlo ad Austin – ha spiegato Tim Cook – Crediamo profondamente nel potere dell’innovazione americana. Ecco perché ogni prodotto Apple è progettato e progettato negli Stati Uniti e costituito da parti di 36 stati, supportando 450.000 posti di lavoro con fornitori statunitensi, continueremo a crescere qui”.Oltre al Texas, il Mac Pro avrà anche componenti prodotte da società di Arizona, Maine, New Mexico, New York, Oregon, Pennsylvania e Vermont.
Su Skype arriva lo sfondo scuroCon aggiornamento anche pianificazione chiamate di gruppo
25 settembre 201909:28
Dopo aver contagiato tante app popolari come Twitter e WhatsApp e l’iPhone, il dark mode, ovvero la modalità scura che permette di risparmiare la batteria e di riposare la vista, arriva anche su Skype. L’opzione è disponibile sia per la versione su iOS sia per la versione destinata ai dispositivi con sistema operativo Android.
Ma questa non è l’unica modifica inserita nell’aggiornamento rilasciato da Microsoft. C’è anche una opzione per pianificare la chiamata per gruppi, precedentemente disponibile solo per una chat tra due persone. E alcune migliorie nella modalità di conversazione ‘Split Wiew’: la finestra della conversazione, dove si potranno vedere anche nuovi messaggi, può essere spostata e ridimensionata come si desidera. Se ridotta a icona può tornare a dimensione normale in cui una chat recente ritorna attuale.
