Ultimo aggiornamento 3 Ottobre, 2019, 12:24:11 di Maurizio Barra
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Deutsche Bank, arriva la corporate bank
A capo della divisione ci sarà Paolo Maestri
02 ottobre 2019 11:21
– Deutsche Bank ha annunciato la nascita anche in Italia della nuova corporate bank, creata nell’ambito del piano di riorganizzazione globale dell’istituto, e la nomina di Paolo Maestri, già a capo del global transaction banking italiano, a responsabile della divisione per il Paese.
La corporate bank è il principale hub di servizi e prodotti dedicati alle aziende e offre soluzioni integrate alle tesorerie e ai dipartimenti finanziari di imprese, clienti commerciali e istituzioni finanziarie. A livello globale, la divisione gestisce depositi per oltre 200 miliardi di euro e processa ogni giorno transazioni finanziarie per un trilione di euro.
Borsa Milano peggiora (-1%) con EuropaGiù la moda con proteste Hong Kong. Brexit frena Londra (-1,9%)
02 ottobre 201912:46
– Piazza Affari amplia le perdite (-1,03%) con gli altri listini europei per il taglio delle stime sul Pil della Germania dagli istituti economici tedeschi. Male Francoforte (-1,25%) e Parigi (-1,61%) mentre le proposta alla Ue sulla Brexit zavorra la sterlina e Londra (-1,9%). Dopo il deludente dato sulla manifattura negli Stati Uniti in serata i futures sui listini Usa sono in calo. A Milano sullo scenario di un consolidamento sono in controtendenza Ubi (+1,27%) e Banco Bpm (-2,69%), seguite da Fineco (+0,98) e Bper (+0,31%). Resta sotto pressione Pirelli (-2,5%) cui si sono affiancati Tim (-2,26%) e nella moda Ferragamo (-2,25%) e Moncler (-1,92%) penalizzate come i big francesi Lvmh (-2%) e Kering (-2,9%) della frenata (-23% ad agosto) delle vendite retail a Hong Kong per le proteste. Safilo (+8,45%) brilla invece per un ipotizzato interesse da parte di Kering. Sull’Aim intanto Bio-on non riesce a far prezzo all’indomani del crollo legato alla semestrale.
Germania: economisti tagliano stime PilScholz, siamo preparati ad eventuale crisi, ma non è come 2008
02 ottobre 201912:50
– I cinque principali istituti economici tedeschi (Diw, Iwh, Ifo,Ifw e Rwi) hanno tagliato le stime di crescita della Germania per il 2019 e il 2020 in vista dell’indebolimento della domanda globale e del persistere delle tensioni commerciali. Per il 2020 la previsione sul Pil è stata tagliata all’1,1% dall’1,8% stimato nello scorso aprile. Per quest’anno si attende una crescita del Pil dello 0,5% (contro lo 0,8% previsto in precedenza), il livello più basso dal 2013. Il ministro delle Finanze Olaf Scholz, parlando alla tv pubblica ARD, ha comunque assicurato che il Paese sarebbe in grado di gestire una nuova crisi economica, anche se non c’è da aspettarsi di rivivere una situazione simile a quella del 2008/2009. “Siamo ben preparati perché abbiamo buone risorse finanziarie. Se ci sarà una crisi saremo in grado di prendere contromisure, ma al momento la prospettiva è solo di una crescita più debole”, ha detto.
Cala tax gap entrate del fisco, 90,8 mldCon contributive sale a 109,1mld in 2016. Meno evasione autonomi
02 ottobre 201912:51
– Un tax gap, differenza fra il gettito teorico e quello effettivo che stima l’evasione fiscale, che cala per le entrate tributarie, collocandosi a 90,778 miliardi di euro nel 2017 contro i 91,875 miliardi dell’anno precedente.
E sale, invece, per le entrate complessive (includendo quelle contributive), a 109,113 miliardi nel 2016 contro i 107,354 miliardi del 2015. Lo si legge nel Rapporto sul contrasto all’evasione fiscale allegato alla Nadef. In calo l’evasione degli autonomi, a 32,062 miliardi nel 2017 contro i 33,936 del 2016. La propensione all’evasione, si evince ancora, è pari al 21,9% nella media 2014-2016, e fra il 2016 e il 2017 segna un lieve rialzo, dal 31% al 31,1%, al netto del lavoro dipendente, principalmente imputabile a Irpef e Tasi. Il valore schizza per il lavoro autonomo e l’impresa, con una propensione all’evasione pari a al 69,6% nel 2017 (68% l’anno prima). Segue l’Iva con un 27,4%: qui – si legge nell’allegato – l’evasione da omessa fatturazione passa per l’uso del contante.
Upb valide stime Def, ma rischi su PilPRevisioni Pil esposte a incertezze dazi e Brexit
02 ottobre 201913:00
– L’Ufficio parlamentare di bilancio “valida le previsioni tendenziali per gli anni 2019-2020 trasmesse dal Mef lo scorso 19 settembre, pur sottolineando la presenza di significativi fattori di rischio sulla crescita reale del Pil”. Lo si legge in una nota dell’Upb, che nota “forti rischi” per lo scenario macroeconomico di breve termine dell’Italia fra cui “la guerra commerciale globale”, le attese di recessione per la Germania, e “l’incertezza sulla Brexit”.
Def: sommerso al top in CalabriaIncidenza del 20,9. Un terzo del “nero” nel Mezzogiorno
02 ottobre 201913:40
– C’è la Calabria, seguita da Campania e Sicilia, al top del sommerso in Italia, con un terzo dell’economia ‘in nero’ prodotta dal Mezzogiorno in cui prevale la componente del lavoro irregolare. Ma il peso delle sotto-dichiarazioni fa sì che Lombardia, Lazio e Campania, con economie più pesanti, contribuiscano per più di un terzo al sommerso complessivo dell’Italia.
E’ quanto emerge dalla Relazione sull’evasione fiscale e contributiva allegata alla Nadef. Le stime sono di un’incidenza del sommerso, in percentuale del valore aggiunto, pari a 20,9 per la Calabria, 20 per la Campania, 19,2 per la Sicilia, 19 per il Mezzogiorno, con componente principale del sommerso data dal lavoro in nero, rispetto a una media italiana del sommerso al 13,8%.
Il Lazio si situa al 13,13, con una prevalenza di sotto-dichiarazioni, mentre le aree più virtuose, sotto la media nazionale, sono le province autonome di Bolzano e Trento, il Nordovest, il Nordest.
Borsa: Europa giù con Brexit e GermaniaLa peggiore Londra (-2%), in forte calo Francoforte (-1,8%)
02 ottobre 201913:52
– Le Borse europee procedono in forte calo dopo il taglio delle stime sul Pil della Germania da parte degli istituti economici tedeschi e la proposta ultimativa del Regno Unito all’Ue sulla Brexit. Ad appesantire i mercati anche il dato negativo sulla manifattura Usa dove i futures sui listini sono in calo. Nel Vecchio continente la peggiore è Londra (-2%), seguita da Francoforte (-1,8%), Parigi e Madrid (-1,4%), Milano (-1,3%). Prosegue in calo anche la sterlina inglese.
Allianz: riqualifica ex sede a MilanoArchitetti di fama mondiale per campus urbano pronto nel 2022
02 ottobre 201915:15
– Un collettivo statunitense di fama mondiale di architetti, designer, ingegneri e progettisti sta mettendo mano alle palazzine di Milano disegnate fra il 1958 e il 1962 da Gio Ponti, con Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli.
Il complesso di corso Italia 23 di proprietà di Allianz Italia, nel cuore di Milano, viene riqualificato infatti da Allianz Real Estate con un progetto a firma Skidmore Owings & Merrill, responsabile di alcuni degli edifici tecnicamente ed ecologicamente più avanzati al mondo, oltre che di importanti spazi pubblici. L’intervento segue lo spostamento di tutti gli uffici milanesi di Allianz Italia nella Torre Allianz, progettata da Arata Isozaki e Andrea Maffei nel nuovo quartiere di City Life, uno dei grattacieli più importanti della città e il più alto in Italia.
La ristrutturazione, protagonista di una mostra pop-up gratuita dal 3 al 6 ottobre nel cantiere stesso, punta a creare un campus urbano con spazi di lavoro sostenibili, con la potenzialità di ospitare 3.000 persone.
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Petrolio: in rialzo a Ny a 53,82 dollari
Quotazioni salgono dello 0,39%
NEW YORK02 ottobre 201915:17
– Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,39% a 53,83 dollari al barile.
Borsa: Wall Street apre negativaS&P 500 perde lo 0,64%
NEW YORK02 ottobre 201915:32
– Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,55% a 26.406,63 punti, il Nasdaq cede lo 0,73% a 7.849,63 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,64% a 2.920,80 punti.
Borsa: Europa resta pesanteScivolano Londra (-2,5%) e Parigi (-2%), debole la sterlina
02 ottobre 201915:49
– Le Borse europee restano pesanti dopo l’avvio in terreno negativo di Wall Street, dopo il dato deludente della manifattura statunitense. Sui mercati pesano il taglio delle stime del Pil della Germania e l’ultimatum di Boris Johnson all’Ue sul piano per la Brexit. Resta l’attesa per la decisione del Wto attesa nel pomeriggio. Debole la sterlina inglese mentre l’euro sul dollaro resta stabile a 1,0941 a Londra.
Tra i listini del Vecchio continente scivolano Londra (-2,5%) e Parigi (-2,1%). In rosso anche Francoforte e Milano (-1,7%) e Madrid (-1,6%). Pesano le perdite delle industrie di trasformazione con ArcelorMittal (-4,7%) e Glencore (-3,2%).
Male anche il comparto dell’energia (-2,5%) con Total (-2,7%), Bp (-2,8%) e Shell (-2,7%). Soffre il comparto delle auto (-2%) con Volkswagen (-2,3%), Peugeot (-2,7%) e Renault (-1,8%).
Borsa: Europa giù dopo Wto, Milano -1,7%Peggiore Londra -2,6%, Parigi -2,2%, Francoforte -1,8%
02 ottobre 201916:26
– Le Borse europee scivolano ancora dopo il Wto che ha stabilito che gli Usa potranno imporre dazi agli europei per 7,5 miliardi di dollari come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus.
L’indice d’area stoxx 600 cede il 2,1%. La peggiore è Londra (-2,6%), ma soffrono anche Parigi (-2,2%), Francoforte (-1,8%), Madrid e Milano (-1,7%).
Tensione sulla vertenza Pernigotti. Sindacati: 25 gli esuberi. Ma per l’azienda: ‘Sono uscite volontarie’Attualmente i dipendenti dello stabilimento sono 70. Sindacati preoccupati
ALESSANDRIA02 ottobre 201919:11
Tensione sulla vertenza Pernigotti. Al tavolo al Mise secondo fondi sindacali sarebbero stati annunciati 25 esuberi mentre l’azienda parla di uscite volontarie. Nello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure “non ci saranno esuberi, ma semplicemente un piano che accompagnerà volontariamente chi intende chiudere la propria carriera”, ha detto il cfo di Pernigotti, Pierluigi Colombi, al termine dell’incontro al Mise spiegando che si tratterà di uscite decise “assolutamente in maniera condivisa, sia con i lavoratori che con le istituzioni”. Il piano industriale “verrà presentato a breve e rappresenterà sostenibilità ma speriamo anche prosperità nel più breve tempo possibile”, ha aggiunto.Sul piano presentato dai vertici di Pernigotti al Mise “siamo basiti e anche un po’ arrabbiati. A parte le modalità di comunicazione dell’operazione di acquisizione del ramo gelateria con Optima, oggi ci viene presentato un piano industriale ‘virtuale’, tutto ancora da costruire, in cui già si parla di esuberi senza alcuna garanzia di crescita della produzione e di investimenti”. Lo afferma il segretario nazionale Uila, Pietro Pellegrini, nel suo intervento al tavolo. “Cosa è cambiato rispetto a due mesi fa? Dove sono gli investimenti? Perché due investitori seri come Emendatori e Spes sono stati esclusi? Serve difendere e puntare un piano industriale espansivo a tutela in primis dei lavoratori”, ha aggiunto il sindacalista.”Siamo preoccupati e delusi, sembra di essere tornati indietro al 6 agosto”, ha detto la segretaria nazionale Flai Cgil, Sara Palazzoli commenta l’incontro odierno tenutosi al Mise sul futuro dello stabilimento Pernigotti di Novi Ligure e aggiunge: “si ricomincia Pernigotti che presenta un’altra azienda, Optima, con un altro accordo, con l’ipotesi di un altro piano industriale del quale oggi abbiamo sentito solo le parole di riduzione del personale e flessibilità”. Ad agosto “abbiamo lasciato dei preliminari di vendita con i quali si salvaguardava completamente l’occupazione – continua Palazzoli – oggi la situazione sembra addirittura peggiorata con l’aggravante che sono passati altri mesi preziosi per capire il futuro della Pernigotti e dei suoi lavoratori. Aspettiamo nella Prossima riunione al Mise un vero Piano Industriale che non sia fatto sulla pelle dei lavoratori”.Nei giorni scorsi la preoccupazione espressa dai lavoratori come spiega l’Rsu Piero Frescucci.
Borsa: Milano peggiora ancora (-2%)A Piazza Affari scivolano Tim e Buzzi, male le banche
02 ottobre 201916:41
– La Borsa di Milano peggiora ancora con il Ftse Mib che cede il 2% a 21.503 punti, in linea con gli altri listini europei. A Piazza Affari scivolano Tim (-4,8%) e Buzzi (-4%). Andamento negativo anche per le banche ad eccezione di Banco Bpm (+1,5%) con l’idea di fusione con Ubi (-0,1%). Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 141 punti con il rendimento del decennale italiano allo 0,89%.
Borsa:Europa ancora giù, Milano -2,4%Londra sprofonda su Brexit, -3,1%, Parigi -2,7%
02 ottobre 201917:20
– Le Borse europee rallentano ancora, complice la decisione del Wto su dazi Usa per beni europei, i timori di una Brexit senza accordo dopo l’ultimatum di Boris Johnson all’Ue ed il taglio delle stime del Pil tedesco. Sui mercati pesano anche i risultati deludenti della manifattura tedesca. Sotto pressione Londra (-3,1%), restano pesanti anche Parigi (-2,7%), Milano (-2,4%), Francoforte (-2,2%) e Madrid (-2,1%).
Borsa: Milano chiude in calo (-2,87%)Indice Ftse Mib a 21.298 punti
02 ottobre 201917:57
– La Borsa di Milano chiude in forte calo, in linea con gli altri listini europei con i timori per i dazi, una Brexit senza accordo ed il taglio delle stime del Pil della Germania. L’indice Ftse Mib cede il 2,87% a 21.298 punti.
Borsa: Europa pesante, Londra -3,23%Parigi (-3,12%), Francoforte (-2,76%), Madrid (-2,77%)
02 ottobre 201918:08
– Le Borse europee chiudono pesanti con i timori di dazi americani sui beni del Vecchio continente e le paure di una brexit senza accordo dopo l’ultimatum del premier britannico all’Ue. Crea preoccupazione anche il taglio delle stime del Pil della Germania. Sul fronte valutario soffre la sterlina mentre il l’euro sul dollaro è stabile a 1,0958 a Londra. In profondo rosso Londra (-3,23%), Parigi (-3,12%), Francoforte (-2,76%) e Madrid (-2,77%).
Borsa:Milano chiude in rosso come EuropaIn rosso anche le banche, spread tra Btp e Bund a 144 punti
02 ottobre 201918:31
– I timori di una Brexit senza accordo, lo spettro di dazi Usa su beni europei e il taglio delle stime del Pil della Germania, provocano uno scossone sulle Borse europee con Milano (-2,87%) tra i peggiori listini. A Piazza Affari soffrono le banche e gli altri titoli che risentono di una eventuale uscita hard del Regno Unito dall’Unione europea. Sul fronte del titoli di stato lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in rialzo a 144 punti.
In fondo al listino principale soffre Tim (-5,4%). Andamento negativo anche per Amplifon e Atlantia (-4,3%). Seduta in rosso per le banche con Unicredit (-4%), Intesa (-2,4%), Bper (-1,5%).
Concludono le contrattazioni in calo anche Ubi (-1,5%) e Banco Bpm (-0,2%), dopo un avvio in positivo sull’idea di una possibile aggregazione.
Giornata negativo per il settore delle auto con Ferrari (-3,9%), Pirelli e Cnh (-3,2%) e Fca (-2,7%). Male i titoli legati al petrolio con Tenaris (-4,1%) ed Eni (-3%). Bion On entra agli scambi verso la chiusura e cede il 10%.
Dazi, dal parmigiano all’olio al prosecco, ecco il Made in Italy a rischio – SCHEDA Un miliardo il conto per l’export di cibo italiano. Vendite in Usa per 4,2 mld euro, Parmigiano e Grana temono -90%
02 ottobre 201921:07
L’agroalimentare Made in Italy rischia di pagare un conto salatissimo, circa un miliardo di euro, dopo il verdetto del Wto che ha ufficializzato l’entità delle compensazioni che gli americani potranno chiedere all’Ue per gli aiuti illegali a Airbus: 7,5 miliardi.La lista dei prodotti interessati dalle misure ritorsive – che potrebbero arrivare ad aumenti tariffari anche del 100 per cento – non è stata definita ancora. Tra una decina di giorni la commissione statunitense Dsd dovrebbe esprimersi su come rastrellare questi 7,5 miliardi, ma a tremare sono i produttori dei simboli della tavola italiana, le cui esportazioni negli Usa valgono 4,2 miliardi euro.Di seguito una prima stima dei danni per il nostro settore agroalimentare se si scatenasse una guerra commerciale con gli Usa.* PARMIGIANO REGGIANO – Gli Stati Uniti sono il secondo mercato estero, dopo la Francia, per l’export di Parmigiano Reggiano. Attualmente sono esportati 10 milioni di kg l’anno. Attualmente il prezzo del Parmigiano Reggiano negli Usa si attesta attorno ai 40 dollari al kg. Se, a causa dei rialzi tariffari, i listini aumentano a 60 dollari al kg, il Consorzio stima una perdita di quota di mercato del 90%, quindi si apre la necessità di trovare nuovo spazio di mercato per 9 milioni di kg l’anno per il “re dei formaggi”. La perdita di fatturato del prodotto esportato negli Usa è di 360 milioni di euro.* GRANA PADANO – Il sistema Grana Padano, in un anno, subirebbe un danno quantificabile in circa 270 milioni di euro. Con i dazi i produttori temono una perdita record pari a -80%, finanche -90%, di export qualora la tassa passasse da 2,15 dollari a 15 dollari al chilo, facendo alzare il prezzo al consumo fino a 60 dollari al chilo.* LATTE – Anche i consumatori italiani e l’industria casearia dovrebbero far fronte a possibili rialzi del prezzo del latte, perché per la produzione di forme di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano viene trasformato il 40% dell’intera produzione di latte italiano. Secondo i due Consorzi 400.000 forme di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, senza più sbocco in America, peserebbero tremendamente sugli altri mercati, a cominciare da quello italiano.* MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP – Il mercato Usa della mozzarella di bufala campana Dop vale 10 milioni di euro, pari al 7,2% dell’export complessivo. Oggi una mozzarella dop su 3 va all’estero. Gli Usa sono il primo mercato extra Ue, con grandi potenzialità di crescita, nonostante le difficoltà legate alla logistica. Al consumatore americano un kg di bufala campana costa in media 45 dollari (20 euro di produzione +2,5 di dazi +20 euro tra spedizione e intermediazioni). Con eventuali dazi al 100% arriveremmo a 65 dollari al chilo (si calcolano sul prezzo di produzione medio).* PROSECCO – Oltreoceano si potrebbero inoltre ridurre i brindisi a Prosecco nonostante l’incremento dell’export nel mercato statunitense del 17% nei primi mesi del 2019. Negli States una bottiglia a scaffale nei drugstore e wine shop può vedere raddoppiato il prezzo di vendita che passerebbe dai 10-15 euro ai 20-30 euro.* OLIO E PASTA – L’Italia nel 2018 ha esportato negli Stati Uniti olio d’oliva per 436 milioni di euro, mentre l’export di pasta in Usa ammonta a circa 305 milioni. Per l’olio extravergine d’oliva venduto negli States il prezzo salirebbe da 12,38 euro a 24,77 euro al litro (attualmente non c’è dazio sull’olio). E pure la pasta aumenterebbe sulle tavole americane a 3,75 euro al kg rispetto agli attuali 2,75 euro. Per penne e spaghetti il dazio è in media di 6 centesimi al kg.
Borsa: Tokyo, apertura in netto ribassoCambi: yen si rivaluta su dollaro ed euro
TOKYO03 ottobre 201902:29
– La Borsa di Tokyo avvia le contrattazioni in sostenuto calo, in scia alla contrazione degli indici azionari statunitensi, sui timori dell’apertura di un nuovo fronte di scontro sul commercio internazionale tra Usa ed Europa, e al ridimensionamento della crescita globale. Il Nikkei perde l’1,62% a quota 21.426,66, lasciando sul terreno 351 punti. Sui mercati dei cambi lo yen si rivaluta sul dollaro a un livello di poco superiore a 107 e sull’euro a 117,30.
Dazi su parmigiano,pecorino e prosciuttoDalle tariffe del 25% sul Made in Italy salvi olio e prosecco
WASHINGTON03 ottobre 201903:22
– La scure dei dazi Usa si abbatte sul Made in Italy, colpendo con una tariffa del 25% pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto. Si salverebbero invece l’olio d’oliva e il prosecco.
E’ quanto emerge dalla lista dei prodotti pubblicata dalle autorita’ americane dopo il via libera del Wto agli Stati Uniti.
I dazi dovrebbero scattare dal 18 ottobre. Nell’elenco figurano anche il whiskey scozzese, i vini francesi, l’Emmental svizzero e la groviera. Dazi del 10% sugli aerei commerciali.
Oro: sale a 1.502 dollari l’onciaGuadagna lo 0,2% sui mercati asiatici
03 ottobre 201908:13
– Oro in recupero sui mercati asiatici.
Il metallo con consegna immediata guadagna lo 0,2% e torna sopra i 1.500 dollari l’oncia a 1.502 dollari l’oncia
Petrolio:in lieve recupero,52,82 dollariMa resta vicino a minimi da 2 mesi. Brent a 57,7 dollari
03 ottobre 201908:22
– Prezzo del petrolio in lieve recupero sui mercati dopo i sostanziosi cali dei giorni scorsi pur rimanendo vicino ai minimi da due mesi. Ad incidere i dati sulle scorte in aumento e le prospettive non buone sull’economia. Così i contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre guadagnano 18 centesimi a 52,82 dollari al barile; il Brent è praticamente stabile a 57,7 dollari.
Borsa: Tokyo chiude in netto cal,-2,01%Nikkei ai minimi in 3 settimane, nuovi timori dispute commercio
TOKYO03 ottobre 201908:30
– La Borsa di Tokyo conclude gli scambi in netto ribasso, seguendo la pesante contrazione degli indici azionari statunitensi, mentre aumentano i timori dell’apertura di un nuovo fronte di scontro sul commercio internazionale tra Usa ed Europa, e con esso il ridimensionamento della crescita globale. Il Nikkei perde il 2,01%, a quota 21.341,74 lasciando sul terreno 436 punti. Sui mercati dei cambi lo yen si rivaluta sul dollaro a un livello di 107,10, e sull’euro a 117,30.
Spread Btp-Bund apre a 145,2 puntiTasso di rendimento allo 0,87%
03 ottobre 201908:36
03 ottobre 201908:36
– Apertura in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna 145,3 punti base secondo la piattaforma Bloomberg a fronte dei 114,5 di ieri in chiusura di giornata. Il tasso di rendimento per il decennale italiano sale allo 0,87%.
Cambi: euro parte in calo 1,0951 dlrRispetto allo yen, a 117,32
03 ottobre 201908:39
– Euro in lieve calo in avvio degli scambi sul mercato. La moneta unica passa di mano a quota 1,0951 dollari contro quota 1,0960 registrata ieri dopo la chiusura di Wall Street. Sullo yen l’euro scende a 117,32.
Borsa: Milano apre piatta (+0,02%)L’indice Ftse Mib a 21.301 punti
03 ottobre 201909:04
– La Borsa di Milano ha aperto piatta (+0,02%). L’indice Ftse Mib è a quota 21.301 punti.
Borsa: Europa apre contrastataParigi +0,17%, Madrid +0,26% e Francoforte chiusa per festività
03 ottobre 201909:21
– Le principali Borse europee hanno aperto contrastate. Qualche guadagno a Parigi (+0,17%) a 5.432 punti e a Madrid (+0,26%), a quota 8.935, mentre è chiusa per festività Francoforte. In negativo alle prime battute Londra (-0,2%).
Gentiloni, flessibilità per investireMi concentrerò su riduzione debito alto
BRUXELLES03 ottobre 201909:34
– “Supervisionerò l’applicazione del Patto di Stabilità e crescita per assicurare la sostenibilità dei conti, farò uso delle flessibilità quando necessarie, per ottenere una fiscal stance appropriata e consentire alle politiche di bilancio di giocare un ruolo di stabilizzazione e promuovere gli investimenti”: lo ha detto il commissario designato agli Affari economici Paolo Gentiloni nell’audizione al Parlamento Ue.”Nell’applicare le nostre regole, mi concentrerò sulla riduzione del debito pubblico come qualcuno a cui sta profondamente a cuore l’impatto potenzialmente destabilizzante del debito alto quando l’economia va male” ha poi detto, precisando che intenderà occuparsi anche “di un uso adeguato dello spazio di bilancio per far fronte al rischio di rallentamento delle nostre economie”.
Borsa: Milano in rialzo (+0,6%)In positivo Tim, energia e utility, stentano petroliferi e Fca
03 ottobre 201909:46
– In rialzo la Borsa di Milano (+0,59%), dopo un’apertura piatta, seguita alla forte perdita in chiusura del giorno prima, mentre sono attesi gli indici Markit pmi dei servizi e domani il rapporto deficit-Pil per il secondo trimestre. A trainare i guadagni le banche, malgrado lo spread in salita verso 146 e il rendimento del decennale italiano allo 0,88%. In cima al listino principale Banco Bpm (+2,4%), ma non Ubi (+0,1%) e vanno bene Intesa (+0,4%) e Unicredit (+0,5%), così come Mediobanca (+0,6%), tra le ipotesi di un futuro rafforzamento di Del Vecchio. In positivo Tim (+0,9%) e Stm (+1,7%), insieme a energia e utility, con Terna (+0,9%), Hera (+0,8%), Enel (+0,5%). Non teme i dazi Campari (+1,6%). Stentano i petroliferi come Eni (-0,7%), col greggio piatto (wti -0,06%), insieme a Pirelli (-0,5%). Contrastate le auto, con Fca in perdita (-0,5%) e guadagni per Ferrari (+0,7%). Rimbalzano Moncler (+1,6%) e Ferragamo (+0,5%) e ancora bene intonata Safilo, sull’idea che possa diventare preda di Kering.
Borsa: Europa sale, non Londra (-0,2%)In ordine sparso le banche, da Usa attesi dati disoccupazione
03 ottobre 201910:19
– In rialzo, nonostante l’Asia in negativo, le principali Borse europee, il giorno dopo una chiusura in forte calo, sui timori dei dazi Usa e di una recessione globale. Fa eccezione Londra (-0,2%), nell’incertezza di una Brexit senza accordo. Le migliori sono Parigi (+0,8%) e Madrid (+0,5%), entrambe con gli indici Markit pmi dei servizi di settembre in calo, seguite da Milano (+0,3%) con l’indice Markit pmi dei servizi a settembre in crescita. Chiusa per festività Francoforte. Attesi dagli Usa dati su disoccupazione e ordini industriali di agosto, ma soprattutto, domani, l’intervento del presidente della Fed.
In ordine sparso le banche: guadagni per Banco Bpm (+2%) e le polacche Powszechna (+2%) e Bank Polska (+1,6%) dopo le rassicurazioni del ministro delle finanze in vista della decisione della Corte europea su presunte irregolarità sui mutui non in valuta locale, perdite per Barclays (-1,1%), Caixa (-1%), Cybg (-0,9%). Patiscono le auto, con Renault e Fca (-0,7%), Peugeot (-0,6%) e Fca (-1,3%).
Germania: crolla l’indice Pmi servizi a settembre Livello più basso da settembre 2016
03 ottobre 201910:26
L’indice Pmi servizi della Germania è crollato a settembre a 51,4 punti dai 54,8 di agosto. Si tratta del livello più basso da settembre 2016. L’indice composito è sceso a 48,5 punti dai 49,1 di agosto.
Enel: linea credito per sostenibilitàSiglata con Unicredit guarda ad Agenda 2030 Onu
03 ottobre 201911:31
– Enel ha siglato con UniCredit la sua prima linea di credito revolving legata al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, un contratto di finanziamento “SDG-Linked” da 1 miliardo di euro per la durata di 5 anni.
“Con questa innovativa linea di credito proseguiamo lungo il nostro percorso di finanza sostenibile, legato al raggiungimento dei target di decarbonizzazione di Gruppo, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite,” ha commentato Alberto De Paoli, Cfo di Enel in una nota. “Il diffondersi di strumenti finanziari che premiano comportamenti responsabili dal punto di vista ambientale rappresenta un’ulteriore conferma della validità dell’equazione che lega la sostenibilità alla creazione di valore. Strumenti di questo tipo saranno sempre più utilizzati nell’esecuzione della strategia di finanziamento di Gruppo.”
Assolombarda: ‘2 mld cuneo non bastano, ne servono 13-14’ Sindacati convocati lunedì a palazzo Chigi
03 ottobre 201912:03
“Non servono pochi miliardi di abbattimento del cuneo, ne servono almeno 13 o 14, non certo i 2 miliardi e qualcosa di cui leggiamo nella Nadef”. Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi chiede al governo interventi decisi con la Legge di Bilancio. “Non rispondeteci con un elenco di 27 o 39 proposte diverse – ha scandito – non parlateci di nuovo umanesimo e di nuovo rinascimento, questa volta stupiteci!”. Nel suo intervento ha inoltre chiesto di fermare “l’esperimento negativo di Quota 100” e “l’espianto delle politiche del lavoro, dal reddito di cittadinanza”.
“Siamo fieri di avere un Capo dello Stato che in questi anni ha fatto tutto ciò che gli era possibile per richiamare i toni della politica e gli atti di governo al rispetto di forme, toni e diritti che sono il vero patrimonio indivisibile non solo della libertà e dello stato di diritto”. Sono le parole che il presidente di Assolombarda ha rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente all’assemblea generale dell’Associazione. Valori che “rappresentano per noi il senso stesso di dirsi ‘italiani’ di fronte al mondo”, ha precisato Bonomi. “Un fondamento comune – ha chiarito – non solo della crescita ma del vivere civile, che alla propria base ha una fede irrinunciabile nei valori della solidarietà umana e nel rispetto sacro dei diritti della persona, di ogni persona, quale che sia la sua nascita, il suo sesso, la sua religione”. “Questa alta visione dell’Italia – ha sottolineato Bonomi – ci spinge a non occuparci delle convenienze di partito, ma a misurare i politici per quel che fanno in concreto”.
“E’ finita la fase dell’autosufficienza, da soli non ce la faremo, questo vale per noi ma anche per i governi”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, nel corso dell’assemblea di Assolombarda a Milano. “Occorre essere corresponsabili – ha aggiunto – non ci può essere una parte responsabile e una non responsabile”.
Sull’Iva il Governo “ha fatto quello che doveva fare. E’ una battaglia che come Confcommercio, abbiamo fatto con grande convinzione perché, se si fosse aumentata l’Iva, si sarebbe certamente spalancata la porta della recessione e quindi ci sarebbe stato un passaggio pericolosissimo per l’economia del nostro Paese”. A sottolinearlo è il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli a margine dell’assemblea di Assolombarda.
Cgil, Cisl e Uil sono stati convocati lunedì prossimo, 7 ottobre, a mezzogiorno a Palazzo Chigi per proseguire il confronto in vista della definizione della prossima legge di bilancio, dopo il varo della Nota di aggiornamento al Def, alla luce delle richieste contenute nella piattaforma unitaria. Lo si apprende da fonti sindacali.
