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Ultimo aggiornamento 17 Ottobre, 2019, 19:27:08 di Maurizio Barra

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Twitter, per leader mondiali regole ‘soft’, poche eccezioni
In alcuni casi post saranno pubblicati con avviso su contenuto

17 ottobre 2019 00:37

I leader mondiali non devono inneggiare al terrorismo, postare foto intime o informazioni private, ma al di là di queste e poche altre regole Twitter adotta una politica più ‘soft’ riguardo ai post rispetto ai ‘comuni mortali’. Lo spiega lo stesso social su un proprio blog, in cui specifica che eventuali infrazioni del codice di condotta saranno tollerate “se hanno un chiaro interesse pubblico”. La precisazione è arrivata dopo la richiesta da parte della senatrice americana e candidata alle presidenziali per i Democratici Kamala Harris di cancellare l’account del presidente Usa Donald Trump.”Vogliamo che sia chiaro che gli account dei leader mondiali non sono totalmente al di sopra della nostra policy – si legge nel post -. Parte della nostra missione è permettere alle persone di interagire direttamente con i propri leader. Tuttavia se un tweet dovesse violare le regole ma ci fosse un chiaro interesse pubblico lo potremmo mettere dietro a un avviso che avverte della violazione, permettendo agli utenti di vedere il contenuto cliccandolo”.In alcuni casi, spiega il post, i tweet invece sarebbero comunque cancellati nonostante la provenienza. E’ il caso della promozione del terrorismo, di minacce chiare e dirette ad un individuo, della pubblicazione di informazioni private o di foto intime, di comportamenti legati allo sfruttamento sessuale di bambini e a tweet che incoraggiano l’autolesionismo.

Abbonati Netflix sotto attese, ma conti rassicuranoI ricavi sono saliti del 31% a 5,25 miliardi di dollari

17 ottobre 201914:01

Netflix non centra per il secondo trimestre consecutivo il target degli abbonati. Ma i risultati del periodo luglio-settembre sembrano sufficienti ad allentare i timori degli analisti, che si attendevano una frenata maggiore sui nuovi abbonati. L’utile di Netflix nel terzo trimestre è salito a 665 milioni di dollari rispetto ai 403 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono saliti del 31% a 5,25 miliardi di dollari. Gli abbonati sono aumentati di 6,8 milioni, sotto i 7 milioni attesi dalla società e dagli analisti.Sul mercato americano, il maggiore per Netflix, il numero degli abbonati è salito di 520.000 unità, sotto le 800.000 previste ma in deciso miglioramento rispetto al trimestre precedente, quando la società aveva perso negli Usa abbonati per la prima volta dal 2011.Il numero di abbonati fuori dagli Stati Uniti è salito di 6,3 milioni, sopra i 6,05 milioni previsti da Netflix. Il terzo trimestre è l’ultimo per il colosso della tv in streaming prima dell’arrivo sul mercato di competitor del calibro di Apple e Walt Disney. Una concorrenza che si farà in qualche modo sentire: Netflix ammette che quest’anno il numero dei nuovi abbonati sarà inferiore all’anno scorso per la nuova concorrenza, che comunque avrà un effetto “modesto”.

Agcom: in un anno 3 milioni di sim in piùE cresce a ritmi sostenuti banda larga ‘mobile’

17 ottobre 201916:44

A fine giugno si registra nella rete mobile un aumento complessivo su base annua di 3 milioni di sim: tale incremento è dovuto alle sim Machine to Machine (M2M) pari a +4,3 milioni di unità, mentre quelle “solo voce” e “voce+dati” si sono ridotte di 1,3 milioni di unità. Sono i dati dell’Osservatorio dell’Autorità garante delle Comunicazioni. Tim si conferma market leader (30,4%), seguita da Vodafone e Wind Tre con quote intorno al 29%. Il nuovo entrante Iliad, nel primo anno di attività, rappresenta il 3,7% del mercato.Tuttavia, se si considerano unicamente le sim “human”, escludendo quindi le M2M, il nuovo operatore raggiunge il 4,7%, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 3,1punti percentuali su base annua, rimane il principale operatore con il 31,5%. Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: nel primo trimestre 2019 poco meno del 70% delle linee “human” ha effettuato traffico dati. Un consumo medio unitario di dati stimabile in 5,8 GB al mese in crescita del 59% rispetto a giugno 2018.

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Due terzi lavoratori preferirebbe robot al proprio manager
Ricerca in 10 Paesi, in Asia tendenza più marcata

17 ottobre 201915:54

Oltre due terzi dei lavoratori avrebbe più fiducia ad essere gestito da un robot piuttosto che da un loro attuale manager. È il dato che emerge da uno studio commissionato dall’azienda tecnologica Oracle a Future Workplace in diverse parti del mondo, Europa compresa, ma non in Italia.Il dato e’ più marcato in Asia. Ad esempio, in India, l’89% dei lavoratori e l’88% in Cina, hanno espresso una totale mancanza di fiducia nei loro colleghi umani se paragonati ad una soluzione tecnologia. In Francia, Regno Unito e Stati Uniti le percentuali scendono, rispettivamente, al 56%, 54% e 57%.Secondo il sondaggio, gli intervistati hanno valutato le capacità dei robot di fornire informazioni imparziali (26%), risolvere problemi (29%) e mantenere programmi di lavoro (34%).Dalla ricerca, condotta in 10 Paesi e su 8.300 lavoratori, emerge anche che il 50% dei lavoratori intervistati utilizza già attualmente una forma di intelligenza artificiale sul lavoro, rispetto al 32% dello scorso anno. Anche in questo caso, India e Cina guidano questa innovazione, grazie alla popolazione più giovane e al rapido tasso di adozione tecnologica.

Altroconsumo, campagna obsolescenza programmataSul sito si possono segnalare casi di dispositivi malfunzionanti

17 ottobre 201918:49

Altroconsumo, insieme alle Organizzazioni di consumatori di Spagna, Belgio e Portogallo, lancia l’iniziativa “Prompt” contro l’obsolescenza programmata dei prodotti. Sul sito di Altroconsumo è possibile segnalare casi di dispositivi che si rompono troppo presto, inserendo dati e caratteristiche del prodotto malfunzionante.”Più alto sarà il numero di segnalazioni – scrive la ong -, maggiore sarà la forza delle azioni che saranno intraprese per tutelare i consumatori da questa pratica. Altroconsumo riceve molti reclami da parte dei consumatori delusi da dispositivi elettronici che si usurano e cessano di funzionare troppo presto perché mal costruiti e difficili da riparare”.

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