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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 29 Ottobre, 2019, 06:11:05 di Maurizio Barra

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ALLE 06:11 DI MARTEDì 29 OTTOBRE 2019

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Musica, Harding apre stagione a Modena
Al Teatro Pavarotti la Chamber Orchestra of Europe il 30/10

MODENA28 ottobre 2019 03:55

– La Chamber Orchestra of Europe diretta da Daniel Harding aprirà il 30 ottobre prossimo alle 20.30 la stagione concertistica del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. Un appuntamento molto atteso nel quale il direttore inglese, assistente di Claudio Abbado alla Filarmonica di Berlino e ora tra le bacchette più richieste dalle più importanti orchestre internazionali, proporrà le Danze Slave Op.72 di Antonín Dvořák e la Seconda Sinfonia in re maggiore Op.
73 di Johannes Brahms.
Scritte a Praga tra novembre del 1886 e gennaio del 1887, le otto danze esaltano l’anima popolaresca e contadina della Boemia, patria del compositore, che era legato profondamente al tessuto folklorico e ai costumi della sua terra. La prima esecuzione completa avvenne a Chicago il 12 Agosto 1893. Il brano brahmsiano, composto nell’estate del 1877 durante una visita alle Alpi austriache, ebbe una gestazione molto breve, soprattutto se paragonata ai 15 anni impiegati dal compositore per ultimare la sua Prima Sinfonia.

Elena Ferrante, esce La vita bugiarda degli adultiDal 7 novembre il nuovo romanzo della scrittrice misteriosa

28 ottobre 201914:39

– S’intitola “La vita bugiarda degli adulti” il nuovo, atteso romanzo di Elena Ferrante, l’autrice bestseller della saga dell'”Amica geniale”, in libreria dal 7 novembre per e/o. Ad annunciarlo è la stessa casa editrice, che ha diffuso la copertina in cui si vedono due mani femminili che si protendono come per prendere con delicatezza qualcosa.Il nuovo libro sarà probabilmente ancora una volta ambientato a Napoli, come testimonia il primo brano anticipato il mese scorso da e/o: “Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – e’ rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o e’ soltanto un dolore arruffato, senza redenzione…'”.Intanto, dopo il successo della prima stagione (con una media di 7 milioni di spettatori e del 29,5% di share) è attesa a inizio 2020 su Rai1 “L’amica geniale 2”.

Transmissions al Museo del Risorgimento60 foto sul mondo del lavoro, da tintori Mali a ceramisti Sevres

TORINO28 ottobre 201915:44

– E’ dedicata alla trasmissione del sapere e al rapporto maestro-allievo la mostra Transmissions people-to-people, che arriva al Museo del Risorgimento di Torino mercoledì 30 ottobre fino al 30 agosto 2020, dopo un’anteprima a Milano alla Pinacoteca di Brera nel 2014, due esposizioni a Tokyo e a Parigi.
Curata da Tiziana Bonomo, l’esposizione presenta, nel corridoio monumentale della Camera italiana, 60 fotografie (alcune inedite) di Tiziana e Gianni Baldizzone. Si tratta di foto in grande formato, a colori e in bianco e nero, che ritraggono uomini e donne di paesi diverse. La mostra propone un percorso narrativo nell’intimità degli atelier, dall’incontro con la materia alla ricerca del maestro fino al distacco quando il passaggio delle conoscenze si è compiuto. Tra il 2010 e il 2018, i Baldizzone hanno cercato e fotografato più di 150 maestri e allievi, formatori e apprendisti: maîtres d’art francesi, Tesori Umani Viventi del Giappone, artisti, artigiani, creativi, depositari di 40 discipline.

Valadier, sfarzo e meraviglia nel ‘700Alla Galleria Borghese 87 opere del grande artista innovatore

28 ottobre 201915:56

– E’ un percorso di sfarzo e meraviglia, ma anche la testimonianza della nascita e dell’affermarsi del neoclassicismo, quello offerto da “Valadier.
Splendore nella Roma del Settecento”, la monografica dedicata dalla Galleria Borghese a Luigi Valadier, orafo, argentiere e bronzista, uno dei più grandi artisti che proprio nel museo capitolino diedero prova di talento e creatività. Curata dalla direttrice Anna Coliva e in programma dal 30 ottobre al 2 febbraio, la mostra presenta 87 opere di Valadier (concesse da importanti istituzioni internazionali e da collezioni private), tra sculture sacre e arredi liturgici, argenti profani, bronzi, arredi da tavola, metalli dorati con marmi e pietre dure e una selezione di disegni per documentare la vastissima produzione dell’artista, il successo anche internazionale della sua carriera e, insieme, la sua maestria nell’utilizzare tecniche e materiali diversi.
Difficile immaginare un luogo più adatto della Galleria Borghese per celebrare una figura come quella di Valadier: l’artista infatti fu di fondamentale importanza per realizzare quel rinnovamento della Villa voluto nella seconda metà del ‘700 dal principe Marcantonio Borghese e affidato all’architetto Antonio Asprucci.

A Bologna unica data italiana SantanaIl 14 marzo all’Unipol Arena, da Woodstock ad ‘Africa Speaks’

BOLOGNA28 ottobre 201916:00

– Sarà Bologna il 14 marzo l’unica tappa italiana del ‘Miraculous 2020 World Tour’ di Carlos Santana, che celebra il 20/o anniversario di ‘Supernatural’ e i 50 anni da ‘Abraxas’. L’artista, vincitore di 10 Grammy Awards e tre Latin Grammy, chitarrista inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, in primavera terrà una serie di concerti in Europa, fino al 5 aprile, cominciando proprio dall’Italia.
Accanto a hit storiche tratte dall’era di ‘Supernatural’ e di Woodstock, proporrà brani da lui definiti “i nuovi inni e le canzoni del futuro”. La band, con la moglie Cindy Blackman alla batteria, suonerà anche alcune canzoni dall’ultimo album ‘Africa Speaks’, prodotto dall’hitmaker Rick Rubin: per il New York Times il disco “è uno dei più energici e accattivanti della sua carriera”. I biglietti saranno disponibili in anteprima per gli iscritti a My Live Nation dalle 10 del 4 novembre su http://www.livenation.it. La messa in vendita generale dalle 11 del 5 su Ticketmaster, Ticketone e nei punti vendita autorizzati.

Fiorello, riparto da Viva RaiPlay”De Santis non c’è? E’ in Umbria a fare i caroselli con Foa”

28 ottobre 201917:50

Luce verde per RaiPlay nella sua veste completamente rinnovata, più ricca e più fruibile. La app con nuova grafica, menu semplificato e ricerca più intuitiva sbarcherà su tutti i device ma, soprattutto, RaiPlay diventerà un vero e proprio canale OTT che proporrà sia programmi in diretta che contenuti on demand e vere e proprie esclusive: si parte il 4 novembre con “Viva RaiPlay” di Fiorello, “testimonial” dell’operazione che andrà in onda alle 20.30 anche su Rai1 (fino all’8) per poi proseguire, dal 13 novembre, solo su RaiPlay ogni mercoledì, giovedì e venerdì, mentre nel week-end Rai Radio2 proporrà alle 11 “Il meglio di VivaRaiPlay!”.
La piattaforma e VivaRaiPlay sono stati presentati oggi negli studi di via Asiago dall’ad della Rai Fabrizio Salini e dallo stesso Fiorello. “A questo progetto ha lavorato tutta la Rai, tutti hanno collaborato”, ha detto Salini, convinto che uno degli obblighi del servizio pubblico sia “puntare all’alfabetizzazione digitale’. E Fiorello è uno dei numeri uno per quanto mi riguarda”.
Fiorello rivela che quando Salini gli propose Rai Play rispose: “What else? In realtà – aggiunge lo showman – gli dissi subito che era interessante”. Ma aggiunge: “RaiPlay? Il nome era sbagliato sin dall’inizio. Il nome ricorda ‘replay’, Se si fosse chiamato RaiFlix sarebbe stato straordinario”. Poi chiede sornione: “Ma De Santis non c’è?”, riferendosi al direttore di Rai1. Per poi darsi una risposta da solo: “Lo so io: è con Foa a fare i caroselli in Umbria, pare che San Francesco lacrimasse moijto”.

Teatro Nazionale di Genova a LivermorePersonaggio eclettico, sostituisce Angelo Pastore

GENOVA28 ottobre 201916:30

– E’ Davide Livermore il nuovo direttore del Teatro Nazionale di Genova. Lo ha deciso questa mattina il Consiglio d’Amministrazione del Teatro. Livermore subentra a Angelo Pastore che aveva assunto l’incarico nel 2015. Torinese di nascita, 53 anni, dal 2015 al 2017 è stato sovrintendente e direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. Attivo come regista d’opera e di prosa dal 1998, nella sua eclettica carriera ha lavorato anche come scenografo, costumista, lighting designer, ballerino, sceneggiatore, attore e insegnante, oltre a esibirsi come cantante nei più importanti teatri del mondo accanto ad artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras o Mirella Freni, con registi quali Luca Ronconi, Andrei Tarkovsky o Zhang Yimou. Tra i suoi lavori più recenti segnaliamo la regia dello spettacolo “Elena” di Euripide, presentato lo scorso maggio al Teatro Greco di Siracusa con un caloroso successo di critica e di pubblico.

Zucchero, l’8 novembre esce il nuovo album D.O.C.Da aprile il tour mondiale, in Italia a settembre all’Arena

8 ottobre 201916:52

– Anticipato dal primo singolo Freedom, l’8 novembre esce in tutto il mondo D.O.C. (Polydor/Universal Music), il nuovo disco di inediti di Zucchero, che torna a distanza di 3 anni e mezzo da “Black Cat”.
D.O.C. è un disco a “denominazione d’origine controllata”, composto da 11 brani e 3 bonus track. Prodotto da Don Was e Zucchero con Max Marcolini, D.O.C. è stato “concepito” dall’artista a Pontremoli nella sua Lunisiana Soul e registrato tra Los Angeles e San Francisco. Autore di quasi tutti i brani, Zucchero per la scrittura di alcune tracce dell’album ha collaborato con Francesco De Gregori (in Tempo al Tempo), Davide Van De Sfroos (in Testa o Croce), Pasquale Panella e Daniel Vuletic in La canzone che se ne va), Rory Graham (noto come Rag’n’bone Man, in Freedom), Steve Robson e Martin Brammer (in Freedom), F. Anthony White (noto come Eg White), Mo Jamil Adeniran (in Vittime del Cool) e l’artista scandinava Frida Sundemo (in Cose che già sai).
L’album sarà disponibile in 3 versioni: CD, Doppio Vinile e in una versione Doppio Vinile speciale color arancio in edizione limitata.
Da aprile, D.O.C. sarà presentato live in tutto il mondo partendo dall’Australia per arrivare in Italia a settembre all’Arena di Verona, luogo definito da Zucchero come “uno dei più bei posti al mondo per fare musica”. Queste le date dei concerti di Zucchero in programma all’Arena di Verona: 22, 23, 25, 26, 27, 29, 30 settembre e 2, 3 e 4 ottobre.

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Chiamami col tuo nome, il sequel in libreria
Aciman dà voce a Samuel, il padre di Elio, eroe film Guadagnino

NEW YORK28 ottobre 201919:56

– Dodici anni dopo “Chiamami col tuo nome”, André Aciman ha scritto il sequel. Cosa è accaduto a Elio e Oliver, i protagonisti del classico della letteratura “queer” tradotto in film da Luca Guadagnino nel 2017? A raccontare stavolta, oltre ai personaggi a cui hanno dato il volto Timothée Chalamet e Armie Hammer, è Samuel, il padre di Elio, in quello che Aciman in un’intervista a Time definisce “un seguito diverso da quelli a cui siamo abituati”. Il nuovo romanzo, dal 29 ottobre in libreria, si intitola “Find Me”: non prende semplicemente le mosse dal punto in cui “Chiamami col tuo nome” si è concluso, ma riempie i vuoti dell’ultimo capitolo che aveva preannunciato in brevi scene i venti anni successivi all’estate trascorsa da Elio e Oliver nella campagna italiana.Amore, destino, gli effetti del tempo e quel che accade quando la vita ti sfugge e allora capisci quanto tempo hai sprecato sono i temi del romanzo che raccoglie il testimone dieci anni dopo l’addio dei due protagonisti. Samuel ha il primo dei quattro capitoli intitolato “Tempo” (gli altro sono “Cadenza”, “Capriccio” e “Da Capo”). La molla a scrivere “Find Me” – ha spiegato Aciman – è scattata dopo un incontro casuale in treno nel 2016: una donna gli chiese di guardargli il cane e lui si trovò a creare attorno a lei la scena che diventa l’inizio del romanzo. Samuel, ormai divorziato, si trova attratto a una donna molto più giovane di lui, mentre si trova su un treno per Roma a trovare Elio. “Ma la vera ragione è che quei personaggi non mi hanno mai abbandonato”, ha spiegato lo scrittore al magazine americano: “E’ stato meraviglioso passare tempo con loro quando erano giovani ed è ancora meraviglioso essere di nuovo con loro e scoprire anni dopo che non sono veramente invecchiati di molto”.Il libro comincia dunque con Samuel che parla con Miranda, la giovane donna del treno. “Cadenza” inverte la dinamica dell’eta’ con Elio che racconta la sua infatuazione a Parigi con un uomo, Michel, due volte più vecchio di lui. “Capriccio” va a trovare Oliver ormai quarantenne, infelicemente sposato con figli a New York, mentre Elio torna in “Da Capo”, il capitolo conclusivo. Ci sarà un sequel anche al cinema? Chalamet qualche settimana fa ha detto in un’intervista che sia lui che Hammer sono “a bordo al cento per cento”, mentre Guadagnino ha parlato della possibilità di fare un sequel con la crisi dell’Aids sullo sfondo. Il regista ha detto a Time che vorrebbe incontrare Aciman, con cui ha collaborato per “Chiamami col tuo nome”, per discutere come combinare le rispettive visioni.

Sotto il velo, un ironico fumettoAll’Università di Torino le tavole di Takoua Ben Mohamed

TORINO28 ottobre 201917:41

– Raccontare con ironia la quotidianità di una ragazza che ha liberamente scelto di portare il velo in Italia. E’ l’obiettivo della mostra Sotto il velo con i disegni della fumettista Takoua Ben Mohamed, che apre oggi, 28 ottobre, nell’Atrio del Complesso Aldo Moro dell’Università di Torino. Sarà visitabile fino al 2 novembre (8-20 da lunedì a venerdì, fino alle 14 il sabato). Nata in Tunisia nel 1991, Takoua Ben Mohamed è cresciuta a Roma, dove ha studiato giornalismo. Specializzata all’accademia di cinema d’animazione Nemo Academy of digital arts di Firenze, è autrice del catalogo Woman story e dei libri a fumetti Sotto il velo e La rivoluzione dei Gelsomini, editi da Becco Giallo.
Nel 2019 ha ricevuto il premio Evens European Journalism Prize. L’esposizione è inserita nel programma Anzaar – Sguardi dal Mediterraneo, che analizza la produzione artistica della società del Mediterraneo contro gli stereotipi e gli estremismi, ed è promossa nell’ambito del progetto interuniversitario Primed.

Aste: 750mila dollari per medaglia Nobel di John NashGenio matematica morto nel 2016, proventi a sostegno del figlio

NEW YORK28 ottobre 201917:44

– La medaglia del premio Nobel al matematico americano John Nash è stata battuta da Christies per 750mila dollari, poco sotto il massimo della stima di partenza.
Nash è il genio a cui ha dato il volto Russell Crowe nel film premio Oscar “A Beautiful Mind”. Parte dei proventi andrà a un fondo fiduciario intitolato al figlio Johnny, un PhD in matematica ma che dal padre ha ereditato, oltre al genio, anche la malattia mentale.
Nash, morto nel 2016 con la moglie Alicia in un incidente stradale, vinse il Nobel per l’economia nel 1994. La medaglia – 180 grammi di oro 18 carati – è stata venduta con il diploma e, in lotti successivi, scritti e studi. Christie’s in vista dell’asta aveva recuperato un tassello della storia secondo cui per poco Nash fu escluso dal premio: “Un’ora prima dell’annuncio molti membri dell’Accademia delle Scienze si tirarono indietro, temendo che onorare un ‘pazzo’ avrebbe danneggiato la reputazione del premio e la cerimonia”.
Alla fine la tesi che la malattia mentale non dovesse essere considerata maggiore handicap di altre, ad esempio quelle cardiovascolari, prevalse a di misura.
Il riconoscimento aprì a Nash la strada per tornare alla vita: piccole cose come inviti a cena, la patente di guida, un posto da ricercatore. Altre medaglie del Nobel sono finite di recente sul mercato: in Italia nel 2015 quella di Salvatore Quasimodo fu pagata centomila euro.

Guerritore-Jonasson, nessuno come StrehlerDa 29 ottobre L’anima buona di Sezuan di Brecht a Roma

28 ottobre 201919:46

– “Nessuno è come lui. Era e continua ad essere il più grande”. Un incontro storico. Di quelli che attraversano la storia del teatro italiano. Monica Guerritore e Andrea Jonasson, insieme a Roma per “un atto d’amore”, come dicono loro: presentare “L’anima buona di Sezuan”, testo del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, che Giorgio Strehler (1921-1997) portò in scena in Italia nel 1981 – in una celeberrima versione con Andrea Jonasson protagonista nel doppio ruolo, maschile e femminile, di Shen-Te (l’anima buona) e Shui-Ta (il cugino cattivo) – e che oggi la Guerritore riporta in teatro, dal 29 ottobre al 10 novembre al Quirino di Roma e poi in tournée, interprete e regista di una versione esplicitamente ispirata a quella del maestro. Nel cast, anche Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Nicolò Giacalone.”Ho debuttato con Strehler a 15 anni appena compiuti nel Giardino dei ciliegi – racconta la Guerritore – E’ sempre stato il mio maestro. Ma è quando ho visto per la prima volta questo spettacolo che ho davvero capito la potenza civile e poetica del suo teatro. Rimasi folgorata davanti all’incredibile forza dell’interpretazione di Andrea. Lo vidi due volte di seguito, in un giorno di doppio spettacolo, È da allora che sognavo di portarlo in scena”. Lei, la Jonasson, che tanta vita divise con Strehler, dentro e fuori la scena, è arrivata da Vienna per assistere alla prova generale. “Avrei voluto salire sul palco a recitare con Monica”, racconta entusiasta, con quella voce inconfondibile, anche tra mille. “Mi piacerebbe tornare a lavorare in Italia, ma non mi chiamano più”, confessa. Poi si torna indietro al 1981. “Fu un’avventura costruire quel personaggio – ricorda – Giorgio mi diceva ‘fai tu, inventa tu, fai l’uomo’. Lo avevamo messo in scena in Germania, in tedesco. Io e lui insieme parlavamo una sorta di esperanto. Dovetti imparare di corsa l’italiano per portarlo a Milano”. Lo spettacolo rimase negli annali e fece finalmente conoscere davvero al pubblico italiano l’opera di Brecht e il suo effetto di straniamento, legato alla funzione sociale e civile che per l’autore apparteneva al teatro.”Brecht – spiega la Guerritore – lo finì di scrivere nel ’39. C’era l’avvento del nazismo, che come tutte le dittature si fonda sulla povertà, sulla necessità e l’ignoranza dei poveri. Perché oggi? Perché in questi anni noi italiani ci siamo scoperti cattivi. Non è colpa di nessuno, dipende dalla povertà. Quando si è poveri, si difende quel che si ha. E se si ha poco si diventa lupi. È importante metterlo in scena oggi perché racconta che non siamo cattivi, che l’essere umano, in realtà, è portato al Bene”. Pur ridotto nella durata a due ore e mezzo (“al tempo si stava quattro ore seduti in platea”, dice la Jonasson), della versione originale di Strehler lo spettacolo conserva tantissimo, a partire dal “girevole, i suoi controluce, i suoi personaggi caratterizzati. È un omaggio al suo genio – spiega la Guerritore – e fa rivivere quella grande magia che non tutti hanno visto. Bisognerebbe studiare Strehler. Ogni teatro, una volta l’anno, dovrebbe avere un suo spettacolo”.In un rincorrersi di citazioni e ricordi (“Brecht volle lasciare i suoi scritti a Giorgio”, rivela la Jonasson), intanto eccole le due signore del teatro a raccontare la storia della prostituta Shen Te che accogliendo tre dei alla ricerca di una buona anima viene ricompensata con mille dollari d’argento, ma si ritrova a vestirsi da cugino cattivo pur di liberarsi di uno sciame di parenti parassiti e feroci. “Le ho chiesto solo se sono abbastanza magra perché lei era spettacolare”, sorride la Guerritore. “Magari Giorgio fosse qui a vederti”, risponde Andrea. E sembra davvero che qualcos’altro stia per nascere. “Siamo entrate nella vita di Strehler proprio nello stesso periodo – riflette la Guerritore – ma le nostre strade non si sono mai incrociate in scena. Ora, chissà, stiamo pensando a qualcosa insieme”.

Lavezzi, 50 anni di carriera in un cofanetto58 brani in versione originale e un inedito firmato con Califano

28 ottobre 201918:09

– Mario Lavezzi festeggia 50 anni di musica d’autore, costellati da brani di successo e da numerose collaborazioni con i più grandi artisti italiani. L’anniversario viene celebrato con un cofanetto dal titolo “…E la vita bussò”, uscito per Nar International/Artist First.
Nel box 58 brani in versione originale e un inedito firmato con Franco Califano (“Canti di sirene”), che ripercorrono le tre anime artistiche di Lavezzi (autore, produttore e cantautore).
Una sorta di “Greatest Hits” della musica italiana. La tracklist è in ordine cronologico di pubblicazione delle singole canzoni, dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Tutti i brani sono “raccontati” dall’artista con aneddoti e storie legate alla loro realizzazione, e da foto di archivio (tratte anche da quello personale di Lavezzi) all’interno di un corposo booklet.
La prima composizione di Lavezzi fu pubblicata il 21 marzo 1969 grazie all’incontro con Battisti e Mogol, che segnò gli inizi: “Il primo giorno di primavera”, scritta con Cristiano Minellono e lo stesso Mogol, per i Dik Dik, raggiunse il primo posto della hit parade nel settembre successivo. Da lì una carriera straordinaria che lo ha portato a scrivere, cantare, produrre, arrangiare, suonare canzoni e dischi tra i più conosciuti della nostra musica, con una serie impressionante di successi per gli altri e per sé, fino al recentissimo “Avanti Cosi” per “Vita ce n’è” (il nuovo album di Ramazzotti).
A gennaio 4 date in teatro: il 20 a Milano; il 24 a Bologna; il 28 a Roma e il 31 a Torino.

Cinema: è morto Robert Evans, produttore de Il PadrinoA soli 36 anni fu nominato alla guida della produzione Paramount

NEW YORK28 ottobre 201920:07

Il produttore di Hollywood, Robert Evans è morto. Lo riportano i media americani. Aveva 89 anni. Ha prodotto ‘Il Padrino’ e ‘Chinatown’. Con le sue sette mogli, Robert Evans incarnava il glamour di Hollywood. Nessuno dei suoi matrimoni è durato più di tre anni e uno è stato annullato dopo soli nove giorni. Nel 1966 a soli 36 anni è stato nominato alla guida della produzione dello studio Paramount, che con lui è tornato a splendere con i film il Padrino di Francis Ford Coppola e Chinatown di Roman Polanski.

Oscar alla carriera a Lina WertmullerSul palco anche Sophia Loren e Isabella Rossellini

OS ANGELES28 ottobre 201909:42

Un trionfo per Lina Wertmuller stasera a Los Angeles ai Governors Award dell’Academy per la cerimonia di consegna dell’Oscar alla carriera. La regista, 91 anni, emozionata, non ha perso la sua verve e la sua ironia trasformando il gala in un happening divertente.
Soprattutto quando ha scherzato con Isabella Rossellini sul palco provocatoriamente in viola davanti alla regista evidentemente superstiziosa che ha fatto più volte il gesto delle corna davanti alla comunità del cinema che rideva. A presentare il riconoscimento alla prima donna che nel ’76 venne candidata per l’Oscar alla regia, le colleghe Greta Gerwig e Jane Campion. Poi sul palco, a sorpresa e a farle festa, la Rossellini e Sophia Loren. Lina Wertmuller, che aveva accanto la figlia Maria Zulima Job, ha preso la parola e ha con ironia sottolineato che “bisogna cambiare il nome a questa statuetta, perché Oscar? Chiamiamolo con un nome di donna, chiamolo Anna”.
E giù un trionfo di applausi.

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Incassi, Maleficent e Joker due cattivi ancora in vetta
Seguono Downtow Abbey e Salvatores. Sei new entry nella top ten

28 ottobre 201914:41

– Maleficent – La signora del male e Joker, sono ancora i due “cattivi” del grande schermo a dominare la classifica degli incassi del cinema del week end appena terminato, secondo i dati Cinetel. Sul trono siede il sequel di Disney con le streghe Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, che ha segnato 2.448.372 di euro (803 sale), 7.719.581 di euro totali con la settimana del debutto. Il clown assassino Joker – Joaquin Phoenix, regia di Todd Phillips, ha incassato invece 2.019.111 di euro, per un totale di 24.208.053 di euro in quattro settimane di programmazione. Situazione capovolta negli Usa dove Joker ha riconquistato la vetta alla quarta settimana incassando 18,9 milioni di dollari nel week end, superando i 277 milioni sul mercato nord americano e andando verso gli 800 milioni di dollari a livello mondiale. Maleficent è diventata seconda con 18,5 milioni di dollari e un totale di 65 alla seconda settimana.
Terzo posto da noi la new entry Downton Abbey con 1.165.472 di euro. Seguono altri cinque debutti nella top ten. Sul quarto gradino troviamo il film di Gabriele Salvatores sull’autismo, Tutto il mio folle amore, che ottiene 763.185 euro. Quinto posto per Il film d’animazione giapponese One piece stampede – Il film, in lingua originale sottotitolata, regia di Hiroaki Miyamoto, che segna 395.164 euro. Totale box office 8.734.787 di euro, +7.80% rispetto allo stesso periodo del 2018 (8.102.831), -22% rispetto all’ultimo week end (11.192.302).

Cinema: a Tor Bella Monaca non piove mai, esordio Marco BocciPrima regia per l’attore, film tratto da suo libro

28 ottobre 201916:48

– Arriva al cinema dal 28 novembre A Tor Bella Monaca non ‘piove’ mai, esordio alla regia di Marco Bocci, che ha scritto anche la sceneggiatura, partendo da suo romanzo omonimo edito da DeA Planeta Un racconto della periferia che si macchia di atmosfere crime. Una fotografia di Tor Bella Monaca, come metafora di ogni ‘mondo’ difficile. Un atto d’amore per quei luoghi pieni di storie, di rabbia, di vita.
Il film racconta la vita di due fratelli, Mauro e Romolo, e della loro famiglia in uno dei quartieri di Roma, Tor Bella Monaca.
Fra i protagonisti del film Libero De Rienzo (Santa Maradona, la saga Smetto quando voglio), Andrea Sartoretti (Boris -il film, serie TV Romanzo criminale) Antonia Liskova (C’era un cinese in coma, Tutti pazzi per amore) e la partecipazione di Giorgio Colangeli, attore con una carriera trentennale che ha collaborato con grandi registi tra cui Ettore Scola, Paolo Sorrentino, Sergio Rubini e Daniele Luchetti. “Ho scritto questa storia perché volevo raccontare una periferia vera dentro la quale si incrociano tante vite, tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall’altro ma ognuno indispensabile per il prossimo” racconta.

Tra Hoffman e Servillo c’è la pauraL’uomo del labirinto di Carrisi in sala dal 30 ottobre

28 ottobre 201919:43

– Thriller, mistery, noir, horror, fantasy e anche un po’ fumetto, ‘L’uomo del labirinto’ di Donato Carrisi non manca certo di generi ed è labirintico anche riguardo a tempo e luogo. Tratto dal libro omonimo di Carrisi (Longanesi), il film, in sala da mercoledì 30 ottobre con Medusa in 400 copie, mette in campo un super cast con Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè e Vinicio Marchioni per raccontare una storia nera dove a fare paura è un coniglio alla Donnie Darko.Di scena la storia di Samantha Andretti (Bellè), una ragazza rapita mentre si recava a scuola. L’investigatore privato Bruno Genko (Servillo) ha l’incarico di ritrovare la ragazzina, ma ogni tentativo risulta vano. Quindici anni dopo la ragazza si risveglia in un letto d’ospedale, è cosciente, ma non ricorda nulla. Ad assisterla un profiler, il dottor Green (Dustin Hoffman), che cerca in tutti i modi di recuperare la sua memoria. Chi l’ha tenuta prigioniera? Samantha si ricorda solo di un oscuro e buio labirinto dove è stata prigioniera tra fame, sete e terrore. Nel frattempo Genko, a cui è stato comunicato che ha solo due mesi di vita per una rara malattia di cuore, quando viene a sapere che Samantha è riapparsa, torna alle sue indagini.Tra agenti con tanto di distintivo al collo, un dipartimento persone scomparse che sembra uscito da un libro di Kafka, bar malfamati, un caldo che rende tutti sudati, un investigatore privato in bretelle alla guida di una Saab cabrio 900, il film scorre tra atmosfere alla David Lynch, tra realtà e fantasia, ma forse tutto quello che vediamo è solo nella testa dei protagonisti. “Sono partito da un dato di fatto – spiega oggi Carrisi, già autore de La ragazza nella nebbia -: la mia storica claustrofobia. Poi ci ho messo anche la mia paura del buio e inserito nel labirinto delle porte dietro le quali ci sono altrettante paure. Tutti abbiamo l’illusione di aver superato i nostri timori infantili e invece sono ancora lì”.Dustin Hoffman? “È bastato raccontargli la storia e dirgli che c’era Toni Servillo ed ha subito accettato. Erano anni che non faceva ruoli da protagonista – spiega sempre Carrisi -. Dustin si è tanto divertito che non voleva andare più via da Cinecittà che per lui era come un tempio anche perché ci aveva girato Fellini”. Film di riferimento? “Sicuramente quelli di Lynch, ma anche ‘Game’ e ‘Il silenzio degli innocenti'”. Dice infine Servillo di questo film che va forte nelle vendite all’estero: “C’è il racconto di una città immaginaria non collocabile nel tempo e nello spazio, una sorta di labirinto mentale dove il mio personaggio, un detective chandleriano, si inoltra nei suoi personali gironi infernali”.

Cinema: al via riprese Parsifal di Marco FilibertiProgetto d’arte totale del regista de Il Compleanno

28 ottobre 201917:17

– Sono iniziate la scorsa settimana in Toscana le riprese del film “Parsifal”, un importante e appassionato progetto di opera d’arte totale, un viaggio iniziatico che conduce dritto al centro del mistero delle nostre esistenze, dove spiritualità e desiderio non sono mai stati così prossimi l’uno all’altro.
Attualmente le riprese si stanno svolgendo all’Abbazia di San Galgano nel comune di Chiusdino e proseguiranno a San Galgano per una durata di cinque giorni.
Quarto film del regista, scrittore e sceneggiatore Marco Filiberti, noto al pubblico e alla critica per film quali “Il Compleanno” e “Poco più di un anno fa – Diario di un pornodivo”, il “Parsifal” arriva nel percorso artistico, personale, spirituale e produttivo di Filiberti come un appuntamento fondamentale, snodo irrinunciabile dopo le precedenti opere teatrali e cinematografiche e, soprattutto, dopo la costituzione di Le Vie del Teatro, contenitore didattico e produttivo che dal 2013 opera senza sosta nella toscana Val d’Orcia. Le Vie del Teatro rappresenta una realtà teatrale unica e specifica, ampiamente riconosciuta dalla critica teatrale come esperienza senza eguali nel panorama internazionale, capace di dare vita a una rinnovata funzione dell’arte attraverso opere assolute e totalizzanti, nonché ad una pratica maieutica e formativa assolutamente originale.
Il cast artistico del film è costituito dagli attori della Compagnia degli Eterni Stranieri: Matteo Munari, Diletta Masetti, Luca Tanganelli, Giovanni De Giorgi, Elena Crucianelli, Zoe Zolferino (e lo stesso Marco Filiberti), condotti da Filiberti a questo appuntamento dopo un lungo lavoro formativo di tipo tecnico, artistico e spirituale.

Il premio Virna Lisi a Elena Sofia RicciConsegna il 7 novembre in serata dedicata all’Auditorium di Roma

ROMA28 ottobre 201917:38

– Il premio Virna Lisi è stato assegnato a Elena Sofia Ricci e le sarà consegnato in una serata dedicata alla grande attrice giovedì 7 novembre a Roma nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. Il Premio, alla quinta edizione, viene conferito dalla Fondazione Virna Lisi alla miglior attrice, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma e CityFest, il programma di eventi culturali della Fondazione Cinema per Roma guidata da Laura Delli Colli.
Elena Sofia Ricci ha dichiarato: “Sono profondamente onorata e sinceramente grata all’idea di ricevere un riconoscimento cosi prestigioso, come testimonia l’immensa attrice di cui questo Premio reca il nome. Virna Lisi è stata un’autentica eccellenza nel mondo della settima arte, una straordinaria professionista in cui l’evidente bellezza non è mai riuscita ad offuscare né a far passare in secondo piano il talento e la passione che trasparivano da ogni interpretazione. Una donna capace anche e soprattutto di scelte coraggiose e controcorrente come quando rinunciò ad una carriera di respiro internazionale preferendole la famiglia. Dal 2018 è nata l’idea del conferimento del Premio Giovani alla miglior attrice giovane dell’anno che quest’anno sarà conferito a Ludovica Nasti, giovane protagonista de L’Amica Geniale.

Gli anni del Male falsi ma in guerra

28 ottobre 201911:35

– In un’epoca in cui la carta stampata sta scomparendo il museo Wegil di Roma dedica una meritevole mostra al giornale che è stato la quintessenza della carta.
Colorato, graffiante, imprevedibile persino negli usi, da leggere e da riciclare, scomporre, ricomporre. Il Male ha segnato una stagione della politica e della cultura italiana rimanendo il più importante fenomeno di satira del dopoguerra.
Parliamo di solo cinque anni, dal 1978 al 1982, ma sono bastati per farne non soltanto un oggetto di culto ma una pietra miliare della satira che oggi non gode proprio di buona salute. Ora quei cinque anni caldissimi per la storia italiana , che hanno visto il sequestro e l’uccisione di Moro, il terrorismo, il delitto Pecorelli, la Mafia, Andreotti e Sindona, Ambrosoli e la P2 – sono raccontati nella mostra curata da Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini, visitabile fino al 6 gennaio nello spazio di Via Ostiense. Epoca straordinaria segnata da eventi terribili che vedono il drammatico imperversare delle Brigate Rosse, con Tognazzi a capo secondo Il Male, il caso Moro che vedono a modo loro e poi il gioco dell’invasione dei marziani, la capacità di scherzare anche sulla cosa più seria che esiste in Italia, il calcio, o ancora quello Stato estinto che è la prima delle prime pagine ‘false’ e altamente significative del giornale che aveva la capacità di rileggere la realtà a modo suo. Non a caso la mostra inizia proprio con le gigantografie dei ‘falsi’, prime pagine dalla grafica modernissima così forti e rivoluzionarie da costargli una numero inaudito di denunce: nessun giornale nel Dopoguerra ne ha mai più avute così tante.
Un mondo parallelo, quello de Il Male, che è stato palestra di tantii: da Vincino ad Agnese, da Jacopo Fo a Cinzia Leone, da Andrea Pazienza a Tanino Liberatore. Disegnatori, scrittori, fumettisti, fotografi, un universo di fantasia esplosiva al servizio della sfrenata libertà di pensiero che faceva del Male l’avanguardia del politicamente scorretto in un momento storico in cui la politica stava perdendo la bussola. La mostra racconta anche i famosi happening , attraverso foto e video e mostra, attraverso una sezione dedicata alla caricatura, tutti i temi su cui si è esercitato l’inchiostro al veleno di questo giornale.
Durante la mostra ci saranno anche appuntamenti di approfondimento da non perdere, come quello del 5 novembre dedicato a La prima Repubblica e la satira con Cirino Pomicino Beppe Attene, Srgio Staino, Filippo Ceccarelli, Elisabetta Fiorito.. Oppure quello del 3 dicembre sempre alle 18 con Dai falsi del Male alle fake news con Franco Berardi, ‘Bifo’, Eugenio Lo Sardo, Adrea Purgatori, Claudio Strinati e Maurizio Torrealta.

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