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Ultimo aggiornamento 16 Novembre, 2019, 09:10:09 di Maurizio Barra

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Borsa: Europa resta in calo, Milano -0,07%
Spread stabile a 156 punti, in luce Diasorin, Ubi, Azimut

14 novembre 2019 15:58

– Le Borse europee si confermano in flessione con l’apertura debole di Wall Street, sulla scia delle Piazze asiatiche che hanno scontato la frenata della produzione industriale cinese e il crescendo di scontri e proteste ad Hong Kong, in un clima di incertezza per l’esito dei negoziati tra Cina e Usa sui dazi. Londra lascia sul terreno lo 0,43%, Parigi lo 0,14% e Francoforte lo 0,38% con l’economia tedesca che contro le aspettative cresce nel terzo trimestre e schiva la recessione.
Milano è marginale (Ftse Mib -0,07% a 23.562 punti) mentre Moody’s decreta una ripresa, seppur lenta, nel 2020 per l’Italia. Lo spread è stabile a 156 punti base con i bancari che a Piazza Affari restano positivi. In particolare Ubi (+2,5%) in recupero dopo le vendite successive alla trimestrale. Corre Azimut (+2,3%) che entra negli Usa nel mercato degli alternativi. Restano ben comprate Diasorin (+2,25%9 e Tim (+1,66%), quest’ultima dopo le notizie sulla rete secondaria nel pacchetto per Open Fiber.

Borsa: Milano chiude a -0,41%Ftse Mib a 23.481 punti

MILANO14 novembre 201917:40

– Piazza Affari chiude in calo. Il Ftse Mib lascia sul terreno lo 0,41% a 23.481 punti.

Borsa: Europa chiude in flessioneLondra -0,80%, Parigi -0,10%, Francoforte -0,38%

14 novembre 201918:02

– Le Borse europee chiudono in calo.
Londra cede lo 0,80% a 7.292 punti. Parigi lascia sul terreno un marginale 0,10% con il il Cac 40 a 5.901 punti. Francoforte perde lo 0,38% con il Dax a 13.180 punti.

Borsa: Milano chiude in calo con bancheIn controtendenza Ubi, bene Tim, corrono Azimut e Diasorin

14 novembre 201918:22

– Seduta in calo per Piazza Affari (Ftse Mib -0,41% a 23.481 punti) che segue il resto dei listini europei con lo spread tra Btp e Bund che chiude a 168 punti base (154 punti la chiusura di ieri) toccando il livello più alto da fine agosto nonostante Moody’s abbia indicato una ripresa, seppur lenta, nel 2020 per l’Italia. Negativi i bancari con in testa Unicredit (-0,82%) e Intesa Sanpaolo (-0,81%).
Controcorrente invece Ubi (+0,92%) in ripresa dopo la corrente di vendite sui risultati del trimestre. Viaggia spedita nel risparmio gestito Azimut (+2,59%) che ha creato una newco negli Usa ed entra nel mercato degli asset alternativi. Buon passo anche per Diasorin (+2,35%) e Amplifon (+1,14%). Negativa Snam (-0,86%) dopo la trimestrale. Acquisti su Tim (+0,99%) in attesa delle offerte dei fondi per Open Fiber. Tra gli altri titoli in calo A2a (-1,23%), Pirelli (-1,27%), Moncler (-1,17%), Atlantia (-1,10%).

Petrolio chiude in calo a 56,7 dollariQuotazioni perdono lo 0,6%

NEW YORK14 novembre 201920:38

– Il petrolio chiude in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,6% a 56,77 dollari al barile.

Borsa: Tokyo apre poco variata (+0,05%)Prevale incertezza su trattative commercio Usa-Cina

OKYO15 novembre 201901:14

– La Borsa di Tokyo apre l’ultima seduta della settimana poco variata, mentre continua l’incertezza sull’andamento delle contrattazioni sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti, con gli investitori che attendono sviluppi dalle trattative in corso. Il Nikkei inizia gli scambi praticamente piatto, a quota 23.153,75 (+0,05%). Sui mercati valutari lo yen torna ad apprezzarsi sulle principali valute scambiando a un livello di 108,40 sul dollaro, e a 119,50 con la moneta unica.

ArcelorMittal: Procura Milano apre un fascicolo. Scontro sullo scudo penale L’azienda via il 4 dicembre con l’allarme emissioni a Taranto

16 novembre 201908:19

Lucia Morselli è lapidaria, gela i sindacati nel primo confronto formale, al ministero dello Sviluppo con il ministro Stefano Patuanelli: l’Ad di ArcelorMittal Italia sottolinea la “coerenza” del percorso prima annunciato e così portato avanti per rescindere il contratto e ‘restituire’ l’ex Ilva dal prossimo 4 dicembre. Lo fa puntando tutto su un argomento netto: dopo lo stop allo scudo penale portare avanti il il piano di risanamento ambientale per l’acciaieria di Taranto “ora è un crimine”.E, mentre i sindacati arrivano a non escludere “un’insubordinazione dei lavoratori” per non spegnere gli altiforni, come dice il leader della Uilm, è ancora scontro con il Governo. Il premier Giuseppe Conte attacca: pagheranno i danni. La Procura di Milano, in contemporanea, accende un faro aprendo un fascicolo esplorativo e scendendo in campo a difesa degli interessi pubblici anche nel giudizio civile (che dovrà decidere sul ricorso di ArcelorMittal per il recesso e sul controricorso presentato oggi dagli amministratori straordinari dell’ex Ilva). “Ben venga anche l’iniziativa della Procura”, commenta Conte, che alza i toni con l’azienda: “Il Governo non lascerà che si possa deliberatamente perseguire lo spegnimento degli altiforni”; “Arcelor Mittal si sta assumendo una grandissima responsabilità”, lasciare l’ex Ilva “prefigura una chiara violazione degli impegni contrattuali e un grave danno all’economia nazionale. Di questo risponderà in sede giudiziaria”, anche in termini di “risarcimento danni”, avverte il premier.ArcelorMittal la pensa diversamente. Levando l’immunità “non sono stati rispettati i termini del contratto” – dice Morselli – come è anche per le prescrizioni della magistratura sull’altoforno Afo2: “Non era stato fatto niente” di quanto detto al momento dell’accordo. La sintesi è che se al momento del contratto erano state create le condizioni per una missione impossibile, da “bacchetta magica”, oggi per l’azienda quelle condizioni non ci sono più. Lasciando il tavolo Stefano Patuanelli sottolinea come Lucia Morselli abbia puntato tutto sul nodo dell’immunità penale, politicamente il meno gestibile tra le diverse anime del Governo, lasciando invece in secondo piano il tema del rallentamento del mercato (e quindi di frenare la produzione e gestire esuberi) su cui “fin da settembre c’era una disponibilità del Governo” ad accompagnare un percorso. I toni del dibattito politico restano accesi. “Non c’entra nulla lo scudo, c’entra il fatto che qui qualcuno vuole fare il furbo”, dice il leader del M5s, Luigi Di Maio.Per Matteo Renzi l’ex Ilva va tenuta aperta “a ogni costo”: garantisce il sostegno di Italia Viva alle iniziative del Governo per non far spegnere gli altiforni: “Sarebbe un disastro per Taranto, una follia”. Dal Pd il ministro Francesco Boccia dice che “la proprietà non deve assolutamente permettersi di spegnere la fabbrica. Non ne ha il diritto”. Ci vorrebbero 6 mesi per ripartire. E da Forza Italia Anna Maria Bernini replica al premier: “E’ un cortocircuito politico-giudiziario. Questo governo si sta dimostrando drammaticamente incapace”. I sindacati mantengono la linea. Sostengono che ArcelorMittal non può esercitare un diritto di recesso, che il contratto va rispettato, ma che anche il Governo deve rispettare i patti alla base di quell’accordo: “Per nulla soddisfatti” di un confronto “non andato bene” i leader della Cgil Maurizio Landini, della Cisl Annamaria Furlan, e della Uil Carmelo Barbagallo, lasciano il ministero chiedendo “l’avvio di un tavolo con la proprietà per trovare soluzioni” ma anche al Governo di uscire dall’impasse: deve “ripristinare lo scudo penale per togliere l’alibi ad ArcelorMittal”. E avvertono: “La mobilitazione prosegue, i lavoratori non si renderanno complici dello spegnimento dell’acciaieria”. IL POST DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:“Non permetteremo lo stop degli impianti”, ha detto il ministro Pd al Sud, Peppe Provenzano. “Lo Stato non permetterà che l’azienda fermi tutto col rischio di compromettere gli impianti. Mittal torni al tavolo, per salvare produzione, lavoro e ambiente”, ha affermato il ministro.

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Cambi: euro poco mosso a 1,1022 dlr
Moneta unica viene scambiata a 119,66 yen

15 novembre 201908:27

– Euro sostanzialmente stabile sul dollaro e sullo yen nei primi scambi sui mercati internazionali.
La moneta unica europea passa di mano a 1,1022 dollari (1,1020 dollari ieri sera dopo la chiusura di Wall Street) e a 119,66 sullo yen.

Petrolio sale a 56,9 dollari a barileAnche Brent in rialzo a 62,4 dollari

15 novembre 201908:28

– Quotazioni del petrolio in rialzo sul mercato after hours di New York. I contratti sul greggio Wti con scadenza a dicembre guadagnano 19 centesimi, pari a +0,3%, e si portano a 56,96 dollari al barile. Il Brent sale dello 0,2% a 62,43 dollari.

Oro: in calo a 1.465 dollari l’onciaQuesta settimana quotazioni in rialzo dello 0,5%

15 novembre 201908:31

– L’oro arretra questa mattina dopo i guadagni di ieri. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.465,6 dollari l’oncia, in calo dello 0,4%.
Complessivamente questa settimana le quotazioni sono aumentate dello 0,5%.

Borsa: Asia contrastata, tiene Hong KongPositiva Tokyo con futures Usa, flettono listini cinesi

5 novembre 201908:46

– Seduta contrastata per le borse asiatiche dove gli investitori che continuano a tenere sotto osservazione le proteste a Hong Kong (+0,12%). Le cinesi Shanghai (-0,74%) e Shenzhen (-1,13%) hanno perso terreno mentre Tokyo ha terminato in rialzo dello 0,70% e Seul dell’1,07% dando diverso peso alle affermazioni di un consigliere economico della Casa Bianca secondo cui avrebbero fatto progressi le trattative con Pechino per un accordo sui dazi. Dai futures Usa arrivano intanto segnali rassicuranti dopo la seduta piatta di Wall Street della vigilia con un mix di dati sull’economia statunitense. In giornata è atteso quello sulle vendite retail che mostrerà se a ottobre c’è stata una ripresa dei consumi e quindi un’inversione rispetto alla frenata del mese precedente.

Borsa: bene Europa dietro futures UsaIn testa Parigi e Milano

15 novembre 201910:19

– Sono tutte positive le Borse europee che beneficiano di futures Usa in rialzo in attesa del dato sulle vendite retail che mostrerà se a ottobre c’è stata una ripresa dei consumi e quindi un’inversione rispetto alla frenata del mese precedente. C’è poi un certo ottimismo per un accordo sui dazi fra Usa e Cina mentre viene accolta senza reazioni nette la revisione delle stime di crescita di Hong Kong diffuse a listino asiatico chiuso. Parigi guida i rialzi (+0,48%) seguita da Milano (+0,44%) mentre lo spread Btp-Bund si assesta sotto i livelli raggiunti alla vigilia. Più caute Londra (+0,2%) e Francoforte (+0,18%).

Borsa: Milano guadagna 0,44%, ok SaipemScivola Geox, bene Mediaset

15 novembre 201909:43

– Piazza Affari si muove in linea con gli altri mercati europei (+0,44%) mentre resta sullo sfondo lo spread, sempre in tensione a 162 punti con i rischi per il governo, alle prese fra l’altro con l’Ilva. In luce si mette Saipem (+1,8%) spinta dall’ipotesi di un’unione con la rivale Subsea7, che alla Borsa di Oslo guadagna oltre il 6%, per creare un gigante dei servizi petroliferi Forte anche Hera (+1,7%), già alla vigilia aiutata dai conti, e i finanziari Azimut (+1,4%) e Unipol (+1,12%). Segno meno per Ferragamo (-0,44%) e Italgas (-0,27%) con Fineco (-0,17%) e Ubi (-0,11%) poco sotto la parità. Fuori dal listino principale scivola Geox (-4,67%) all’indomani dei risultati dei nove mesi deludenti mentre Mediaset, in cerca di una accordo con Vivendi, guadagna lo 0,71%.

Borsa: Europa apre positivaBene intonate anche Parigi e Londra

15 novembre 201909:20

– Sono bene intonate le borse europee in avvio di seduta. Francoforte segna un rialzo dello 0,62%, Parigi dello 0,54% mentre Londra alle prime battute guadagna lo 0,42%.

Borsa: Milano apre in rialzo (+0,5%)Indice Ftse Mib a 23.599 punti

MILANO15 novembre 201909:11

– Avvio di seduta positivo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib segna una rialzo dello 0,5% a 23.599 punti.

Bankitalia: il debito scende a 2.439 miliardi a settembreIn calo di 23,5 miliardi rispetto ad agosto

15 novembre 201917:11

A settembre il debito pubblico italiano è diminuito di 23,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.439,2 miliardi. Lo rende noto Bankitalia precisando che il calo è dovuto in gran parte alla riduzione di 43,7 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (a 45,8 miliardi alla fine di settembre), che ha più che compensato il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (22,6 miliardi).

Inflazione: ad ottobre scende a 0,2%Istat rivede stima. Per il carrello della spesa è allo 0,5%

15 novembre 201914:16

– L’Istat rivede al ribasso l’inflazione di ottobre, portandola allo 0,2% dallo 0,3% delle stime preliminari. Lo rende noto lo stesso Istituto, spiegando che si tratta del livello più basso dal novembre del 2016, quindi da quasi tre anni. Il dato risulta inoltre in “lieve” rallentamento rispetto a settembre (quando era allo 0,3%). Su base mensile si registra una diminuzione dei prezzi dello 0,1%.
I prezzi del cosiddetto ‘carrello della spesa’ – in cui rientrano i beni alimentari, per la cura della casa e della persona – aumentano invece dello 0,5% su base annua, dallo 0,4% del mese precedente. Il rincaro registrato per il ‘carrello della spesa’ resta superiore al tasso generale (0,2%) ma a confronto con la stima di due settimane fa risulta sensibilmente ridimensionato (0,8%).

Borsa: Europa resta in rialzo,Milano +0,22%Industriali e finanziari deboli, spread a 162 punti

15 novembre 201913:31

– Le Borse europee si confermano tendenzialmente in rialzo con l’eccezione di Londra (-0,57%) con le elezioni britanniche in calendario per il 12 dicembre e sullo sfondo il nodo sempre vivo della Brexit. In un mercato senza grandi spunti, con industriali e finanziari deboli, si muovono in direzione positiva Parigi (+0,29%), Milano (+0,22% a 23.528 punti). Più cauta Francoforte (+0,06%) mentre lo spread tra btp e bund scende a 162 punti base, dai 165 dell’apertura. L’euro resta poco mosso sul dollaro con la moneta unica che passo di mano a 1,1027 sul biglietto verde. Le quotazioni del petrolio restano stabili con il Wti a 56,7 dollari al barile (dai 56,9 dell’avvio). A Piazza Affari prosegue l’evidenza di Azimut (+1,9%). A seguire, Prysmian (+1,67%) e Saipem (+1,5%) spinta dall’ipotesi di una unione con la rivale Subsea7, che alla Borsa di Oslo guadagna il%, per creare un gigante dei servizi petroliferi. Tra i big poco mossa Tim (+0,28%). Di contro vendite su Italgas (-1,02%) e Ferragamo (-1,29%). VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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Reddito: ok 1mln domande ma stop 44mila
Con pensioni cittadinanza 978 mila i nuclei familiari coinvolti

15 novembre 201914:15

– Sono oltre un milione (1.021.761) le domande accolte per il Reddito e la Pensione di cittadinanza, di cui 43.917 decadute. Lo indica l’Inps nei dati aggiornati al mese di ottobre del relativo Osservatorio statistico. Inoltre, 130.409 in lavorazione e 427.572 respinte o cancellate. In totale, 1.579.742 le domande presentate. Nel complesso, al netto dunque delle domande decadute (ogni domanda corrisponde ad un nucleo), sono 977.844 i nuclei familiari che percepiscono il Reddito (857.141) o la Pensione di cittadinanza (120.703). Le persone coinvolte oltre 2,36 milioni (2.367.775), di cui 2.230.457 dal Reddito. In testa alla classifica regionale si conferma la Campania con 195.280 domande accolte, di cui 7.299 decadute; seguita dalla Sicilia con 176.871 richieste con semaforo verde, di cui 7.138 che hanno invece perso il diritto.
L’importo medio mensile del Reddito è di 519,12 euro, di 216,38 euro della Pensione di cittadinanza (riconosciuta agli over67).
Guardando ad entrambe, la media mensile è di 481,12 euro.

Fincantieri, controdeduzioni su ex-StxDopo la richiesta di ulteriori approfondimenti

TRIESTE15 novembre 201914:53

– Fincantieri ha inviato all’Autorità Antitrust dell’Ue le controdeduzioni in merito all’acquisizione degli Chantiers de l’ Atlantique (ex Stx), in risposta alle osservazioni rilevate da Bruxelles, che sul caso ha aperto un’indagine approfondita. Il gruppo ha inviato un documento dettagliato confutando i timori di Bruxelles, che vede nell’operazione il rischio di una riduzione della concorrenza nel mercato mondiale delle navi da crociera. Fincantieri ha rimarcato che il comparto cantieristico deve in Europa consolidarsi e compattarsi per fronteggiare la competizione con i colossi rimasti sul mercato, rafforzandosi, dopo essere usciti dalla crisi del 2008. A gennaio le autorità francese e tedesca avevano mosso rilievo alla DG Competition della Commissione europea paventando il pericolo di una concentrazione eccessiva nelle mani di Fincantieri. Il 30 Ottobre la Commissione ha reso noto di aver avviato un’ulteriore indagine approfondita annunciando una decisione entro il 17 marzo 2020.

Pmi: +38% innovative, ma ancoraGrant Thornton, in media il loro fatturato cresce del 51%

14 novembre 201911:17

– Aumenta il numero delle Pmi innovative e cresce il loro fatturato. Tuttavia, a quattro anni dalla nascita del Registro del Mise che le riguarda, il loro numero è ancora contenuto così come le loro dimensioni. Questi i principali risultati della terza edizione del report dell’Osservatorio Open Innovative Pmi, realizzato da Grant Thornton in collaborazione con l’Università di Pisa, secondo il quale nell’ultimo anno il numero di Pmi innovative è aumentato del 38% mentre la crescita media del loro fatturato è stata del 50,82%. “Ad oggi il numero delle Pmi innovative è di oltre 1.200 unità ma la stima del bacino potenziale fatta dal Mise un paio di anni fa parlava di 19.000 imprese”, fa notare l’head of tax di Grant Thornton Alessandro Dragonetti spiegando che questo risultato “non può definirsi propriamente un insuccesso perché comunque le iscrizioni sono in aumento, ma sicuramente c’è un tema di scarsa conoscenza dei vantaggi che l’iscrizione a questo registro può comportare”. In continuità col 2018, “il 55% delle società monitorate rileva un valore della produzione inferiore al milione di euro e tre Pmi innovative su quattro possono qualificarsi come micro-imprese, avendo un valore della produzione inferiore ai 2 milioni di euro”, continua lo studio.

Pensioni: non sale l’età della vecchiaia, nel 2021 a 67 anni Pubblicato in Gazzetta il decreto, speranza di vita ferma

15 novembre 201921:00

I requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia non cambieranno e resteranno pari a 67 anni anche nel 2021. La conferma arriva dal decreto del ministero dell’Economia appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale sulla base dell’indicazione dell’Istat di una crescita di appena 0,021 decimi di anno della speranza di vita a 65 anni.Per la pensione anticipata rispetto all’età di vecchiaia resta valido il requisito di 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) oltre a tre mesi di finestra mobile, fino al 31 dicembre 2026, secondo quanto previsto dal cosiddetto Decretone.Ancora per il 2021, a meno di modifiche nelle prossime manovra di bilancio, si potrà ancora usufruire per la pensione anticipata della cosiddetta Quota 100 che richiede almeno 62 anni di età e 38 di contributi.La modifica dei requisiti di accesso dal 2021 dovrebbe avere cadenza biennale. L’ultimo cambiamento si è avuto nel 2019, quando ci sono stati cinque mesi di aumento, che hanno portato l’età di vecchiaia dal 66 anni e sette mesi a 67 anni. Per questo biennio (2021-2022) però non ci saranno variazioni in ragione della scarsa crescita della speranza di vita a 65 anni. Oltre all’età minima bisogna avere almeno 20 anni di contributi.

Petrolio: in rialzo a Ny a 56,95 dollariQuotazioni salgono dello 0,30%

NEW YORK15 novembre 201915:10

Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,30% a 56,95 dollari al barile.

Borsa: Milano tiene (+0,3%), bene AzimutSpread stabile a 162 punti, prese di beneficio su Ferragamo

15 novembre 201915:25

– Piazza Affari si mantiene in rialzo (+0,3%) con lo spread stabile a 162 punti, legato alle difficoltà del Governo sull’ex-Ilva di Taranto. Gli acquisti si concentrano su Azimut (+2,66%), Hera (+2,21%), sull’onda lunga dei conti trimestrali, e Prysmian (+1,8%), selezionata per una commessa in Grecia per conto di Admie. Bene anche Stm (+1,38%) insieme ai rivali europei, mentre Saipem (+0,8%) riduce il rialzo dopo uno sprint su ipotesi di fusione con la norvegese Subsea7 (+2,12%). Prese di beneficio per Ferragamo (-1,65%), giù Italgas (-0,95%), più cauta Snam (-0,28%). Tra i titoli a minor capitalizzazione sprint di Restart (+10,31%) e Saes Getters (+4%), che ha diffuso ieri la trimestrale, mentre scivolano Beghelli (-6,11%) e Geox(-4,98%), anch’essa fresca di conti.
Cauta Mediaset (-0,33%), in vista di della scadenza del 22 novembre prossimo, termine ultimo per accordarsi con Vivendi (+0,69%) davanti al Tribunale di Milano. Cauta Banco Bpm (+0,2%), più vivaci Intesa (+0,54%) e Unicredit (+0,84%).

Borsa: Wall Street apre positivaS&P 500 sale dello 0,43%

NEW YORK15 novembre 201915:33

– Apertura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,35% a 27.882,83 punti, il Nasdaq avanza dello 0,56% a 8.526,44 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,43% a 3.110,08 punti.

A.Mittal:possibili emissioni spegnimento’Ed eventuale accensione torce dello stabilimento siderurgico’

TARANTO15 novembre 201916:27

– “Le operazioni tecniche necessarie alla sospensione potrebbero comportare fasi transitorie con possibili emissioni visibili e possibile accensione delle torce dello stabilimento siderurgico”. Lo scrive ArcelorMittal nella lettera inviata ai ministeri dell’Ambiente e dell’Interno, a Ispra, Regione Puglia, Comune di Taranto, Ilva in as, Arpa, al custode giudiziario degli impianti, ai comuni dell’area a rischio, in cui comunica il piano di “sospensione” dell’esercizio dello stabilimento e delle centrali elettriche. Il programma di sintesi riporta “le varie fasi della sospensione nonché informazioni riguardanti le attività che coinvolgeranno i principali impianti dell’area a caldo e le utilities di stabilimento”. L’azienda siderurgica afferma che entro il “4 dicembre 2019 sarà completata la retrocessione dei Rami d’azienda” ma precisa che “a valle della restituzione degli impianti, ogni decisione circa la prosecuzione dell’allegato programma, spetterà unicamente alle società concedenti”.

Borsa: Europa sale, Milano +0,4%Spread risale a 160 punti, corre Subsea7, ipotesi fusione Saipem

15 novembre 201916:31

– Prosegue il rialzo delle principali borse europee sulla scia dell’andamento degli indici Usa. Madrid (+0,75%) è la migliore seguita da Parigi (+0,5%), Milano (+0,4%) e Francoforte (+0,2%), mentre Londra (-0,15%) naviga in acque negative, alle prese con l’interminabile vicenda della Brexit.
Al di sotto delle stime l’indice manifatturiero dello Stato di New York, la produzione industriale e manifatturiera nazionale e l’utilizzo degli impianti, mentre le vendite al dettaglio di ottobre sono andate un po’ meglio del previsto. Sotto i riflettori la norvegese Subsea7 (+2,65%), indicata come possibile sposa di Saipem (+1,52%), che però non commenta le voci. Bene i tecnologici Asm (+2,71%), Asml (+1,74%) ed Stm (+1,38%). Sale Bmw (+1,36%) contattata, secondo indiscrezioni, dal colosso indiano Tata per una possibile alleanza con la controllata Jaguar-Land Rover. Più caute Peugeot (+0,51%) ed Fca (-0,12%) che, secondo gli analisti di Ufp, potrebbero incontrare ostacoli di natura politica nella fusione.

Borsa: Milano chiude in rialzo (+0,46%)Indice Ftse Mib a quota 23.588 punti

15 novembre 201917:41

– Chiusura in rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,46% a 23.588 punti.

Borsa: Europa chiude bene, Parigi +0,65%Positive anche Francoforte (+0,45%) e Londra (+0,14%)

15 novembre 201917:43

– Chiusura in rialzo per le principali borse europee. Parigi ha guadagnato lo 0,65 a 5.939 punti, Francoforte lo 0,45% a 13.239 punti e Londra lo 0,14% a 7.302 punti.

Borsa:Milano chiude a +0,46%,bene SaipemIn luce anche Prysmian, Campari ed Stm, spread chiude a 156

MILANO15 novembre 201918:28

Piazza Affari ha chiuso in rialzo l’ultima seduta della settimana (Ftse Mib +0,46%), tra scambi nella norma per 2,2 miliardi di euro di controvalore, con lo spread tra Btp e Bund in calo a 156,7 punti, secondo la piattaforma Bloomberg. Gli acquisti si sono concentrati concentrano su Azimut (+2,71%), Hera (+2,37%), sull’onda lunga dei conti trimestrali, e Saipem (+1,38%) spinta da ipotesi di fusione con la norvegese Subsea7 (+1,91% a Oslo). Bene anche Prysmian (+2,19%), selezionata per una commessa in Grecia per conto di Admie, mentre Campari (+1,52%) è stata favorita dalla trattativa esclusiva per comprare il distributore francese Baron Philippe de Rothschild. In risalita Stm (+1,29%) insieme ai rivali europei, prese di beneficio su Ferragamo (-1,79%), contrastate Italgas (-0,88%) e Snam (+0,22%).

Tim: certificata Rina per anticorruzioneRiconoscimento consegnato al presidente Rossi

15 novembre 201920:01

Tim è la prima azienda di servizi di telecomunicazione del Dow Jones Sustainability Index Europe 2019 a conseguire la certificazione per i sistemi di gestione anticorruzione, rilasciata dal Rina ente accreditato per questo schema. Il riconoscimento è stato consegnato dal ceo del Rina Ugo Salerno al presidente del gruppo telefonico Salvatore Rossi.
“Tolleranza zero” verso i comportamenti non allineati, spiega in una nota Tim che riconosce come valori di sostenibilità e responsabilità sociale la legalità e la trasparenza. “Il risultato raggiunto dimostra la determinazione di Tim nel contrastare il fenomeno corruttivo nell’ambito delle proprie attività e relazioni di affari” spiega una nota.

Dbrs conferma il rating BBB per l’Italia, trend stabile ‘Improbabile che il governo resti in carica fino al 2023’

15 novembre 201923:51

Il debito italiano torna a scendere per il secondo mese consecutivo, a fronte di un calo della liquidità nella cassa del Tesoro. Ma l’inflazione è ai minimi di tre anni e lo spread resta vicino ai massimi di tre mesi, pur rientrando dalla fiammata di ieri: segno che l’approssimarsi di fine anno e i segnali d’instabilità politica tengono gli investitori sul chi va là. Dbrs, confermando il rating BBB (high) per l’Italia con trend stabile, osserva come “l’incertezza politica resta una preoccupazione e pesa sul rating”. Secondo l’agenzia di rating è “improbabile che l’attuale governo serva l’intero mandato fino al 2023, ma le elezioni del presidente della repubblica nel 2022 e la forza della Lega ai sondaggi potrebbero rappresentare due importanti disincentivi” per i partiti al governo, aggiunge l’agenzia costatando i progressi compiuti dalle banche italiane nonostante un’economia stagnate. Il debito pubblico “molto alto rende l’Italia vulnerabile a shock” precisa l’agenzia, valutando “positivamente” l’impegno del governo ad andare avanti con il risanamento dei conti e la riduzione del cuneo fiscale che, anche se modesta, può rappresentare un primo passo verso una riforma più ampia delle tasse. A certificare il calo del debito pubblico a 2,439,2 miliardi di euro a settembre è Bankitalia. Si tratta di 23,5 miliardi in meno rispetto al mese precedente quando già era sceso di un paio di miliardi.Un dato dovuto alla riduzione del saldo di Tesoreria, le disponibilità liquide del Tesoro, per 43,7 miliardi, e dunque un effetto più contabile che legato a svolte di bilancio: il fabbisogno, sempre a settembre, è stato pari a 22,6 miliardi e le entrate si sono mantenute in linea con settembre 2018 a 28 miliardi (305,2 miliardi nei primi nove mesi dell’anno). Ma è pur sempre un dato che pone fine ai record storici di debito inanellati – quasi senza soluzione di continuità – da fine 2018 fino al massimo storico dello scorso luglio, a 2.466 miliardi di euro. Un numero che, nel contesto economico di un’Italia a crescita quasi piatta (0,1% nel terzo trimestre) e con il precedente esecutivo nel mirino dei mercati per le posizioni anti-euro della Lega, aveva contribuito a soffiare sul fuoco dello spread. Oggi il differenziale viaggia a quota 160 e solo in chiusura si ferma a 156 punti, dopo aver sfiorato 168 ieri: molto meno dei picchi di oltre 300 durante il governo giallo-verde, ma pur sempre sui massimi visti durante il governo ‘Conte bis’.Sui mercati non mancano i motivi: con l’avvicinarsi della fine d’anno, sono in molti gli investitori che hanno deciso di mettere al sicuro i guadagni realizzati grazie alla corsa dei Btp – alimentata dall’ultimo pacchetto-Draghi e dal nuovo governo un po’ più europeista del precedente – degli ultimi mesi. E una buona scusa per uscire dalle posizioni in Btp l’hanno offerta i segnali di instabilità politica legati alle elezioni regionali o alle divisioni sul caso ArcelorMittal: l’ipotesi di voto anticipato spaventa gli investitori, memori delle incertezze sulla collocazione europea dell’Italia che albergano nella Lega, che è ovunque data per forza elettorale vincente dalle urne. L’Italia resta grande opportunità dati i buoni rendimenti in uno scenario mondiale di tassi sotto zero. Ma resta anche osservato speciale, dati appunto l’alto debito, la crescita esangue e, non ultimo, un tasso d’inflazione fermo a ottobre ad appena lo 0,2% annuo. Bassissimo, inutile per pensare di far scendere il rapporto debito/Pil ‘diluendolo’ con una maggior crescita nominale.Occhi puntati, dunque, anche sui voti delle agenzie di rating. La conferma del rating da parte di Dbrs, la meno nota fra le principali agenzie di rating, non sembra destinata a cambiare l’idea degli investitori, che al momento si fidano della manovra cautamente espansiva del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Ma l’economia senza slancio, l’inflazione bassissima e i rischi globali – dalla Cina all’ipotesi di un’escalation sui dazi – suggeriscono che nulla è scontato nel 2020. E l’inversione di tendenza dello spread, tornato a salire dai minimi di ottobre, è il segnale che la Bce di Christine Lagarde non potrà andare molto oltre quanto già fatto da Draghi. Da qui in poi, la palla passa ai governi. E Berlino, schivata la recessione, ha già fatto sapere che non lancerà uno stimolo di bilancio in grado di fare da ‘game-changer’.

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