Ultimo aggiornamento 30 Dicembre, 2019, 15:58:15 di Maurizio Barra
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Paul Feig re della commedia ama le donne
Regista Usa di Last Christmas, ‘Ora però un film di mostri’
CAPRI29 dicembre 2019 16:30
– Paul Feig è un re della commedia che ama le donne, le racconta, ci lavora, le produce e da tempi non sospetti. Premiato a ‘Capri, Hollywood’ per ‘Last Christmas’ il regista americano de ‘Le amiche della sposa’, che firmò anche il ‘Ghostbuster’ al femminile, racconta come si lavora con Emilia Clarke ed Emma Thompson e sogna una storia romantica da ambientare sull’isola azzurra. Ma solo dopo ”un film di mostri top segret per la Universal che spero di girare entro il 2020”.
”Mi piace raccontare l’amicizia al femminile, anzi preferisco che lo facciano direttamente le donne. Con la mia casa di produzione cerco di sostenere le autrici, le registe, ma anche tutte le professionalità impegnate nei ruoli tecnici di un film.
In questo senso le piattaforme possono fare molto e offrire tante opportunità per farsi conoscere, sono assolutamente favorevole” dice Feig autore anche di serie tv di successo.
Ha fatto cantare Emilia Clarke in una delle scene cult del film di Natale ispirato alla celebre canzone di George Michael.
”Vedendola nel ‘Trono di spade’ mi sembrava una persona più seriosa invece lei è davvero divertente e sa cantare, come ha dimostrato anche in uno spot pubblicitario. E pensare che all’inizio non voleva farlo! Ho convinto io Emma Thompson, autrice della sceneggiatura, a recitare nel ruolo della madre, mi sembrava assurdo che una delle più grandi attrici al mondo si limitasse a stare accanto a me sul set. Perchè a me piace che gli autori siano sempre coinvolti nella lavorazione. Questo progetto nasce otto anni fa proprio da lei e parte dalla famosa canzone, poi via via la storia stessa ci ha suggerito di aggiungere le altre, in tutto quindici, alcune non le conoscevo.
Non è stato facile per i diritti ma la volontà di tutti era trovare un accordo e così è stato, in modo da valorizzare questa bella eredità musicale”. Capri più romantica della Londra splendente del suo ultimo film? Feig non si sbilancia. ”Da un ventennio vengo qui ogni estate, qualche anno un matrimonio pazzesco è durato tre giorni e ha coinvolto tutta l’ isola, dalla piazzetta al Faro. E questa potrebbe essere proprio una bella idea per una commedia”. Ora però è tempo di mostri ”sulla scia di vecchi miti come Dracula ma probabilmente ne inventerò anche di nuovi” si limita ad anticipare. Tornando alle donne e il cinema, argomento che tiene banco quest’anno al festival prodotto da Pascal Vicedomini e presieduto dalla regista Francesca Archibugi, lei pensa che il movimento #Metoo abbia contribuito a rendere le donne più influenti nell’industria Usa? ”Certo, e di tutto quello che e successo voglio trarre un bilancio positivo. Non si poteva più chiudere gli occhi sulla differenza abissale tra uomini e donne nel mondo del cinema, su una situazione non equa. Certe inchieste hanno acceso un faro”.
Le note del jazz per funerale Mario GuidiA Foligno l’addio al manager di alcuni dei più grandi artisti
FOLIGNO29 dicembre 201919:24
– Il suono dei Funk Off che colora di note l’uscita della bara: con questo accompagnamento musicale si sono conclusi i funerali di Mario Guidi. Tutto il mondo del jazz italiano è arrivato a Sterpete, piccola frazione di Foligno, per dare l’ultimo saluto al manager di alcuni dei più importanti artisti jazz.
Un pioniere in questo mondo, come è stato ricordato nei giorni scorsi dopo la sua prematura scomparsa. Ed i più grandi erano tutti lì, insieme al figlio Giovanni che avrebbe dovuto suonare ad Orvieto per Umbria jazz winter ma il concerto del quale è stato annullato proprio per la morte del padre. Da Enrico Rava a Stefano Bollani, da Paolo Fresu a Fabrizio Bosso, solo per citarne qualcuno, non sono quindi voluti mancare.
Presenti anche per Umbria jazz l’amico Carlo Pagnotta e Giampiero Rasimelli.
Libro del giorno: al museo tra baci e silenzi parlanti22 scrittori racconta la visita al museo che più hanno amato
30 dicembre 201911:32
– AA. VV. ”PEZZI DA MUSEO” a cura di MAGGIE FERGUSSON (ADELPHI, pp. 270, 16,00 euro).
Ci sono silenzi che parlano e poi si sciolgono in musica e gesti fissati per sempre nel marmo che riprendono vita e diventano sensuali e coinvolgenti, come ci sono immagini che prendono la parola rispecchiandosi in pagine di grandi romanzieri classici. Accade durante la visita a un museo da parte di scrittori che vanno da Roddy Doyle a Dan Paterson, da Ali Smith e Tim Winton a Julian Barnes o William Boyd e molti altri, passando dalla Frick Collection di New York all’Opificio delle pietre dure di Firenze, dal Musée Rodin di Parigi al Leopold Museum di Vienna, ma anche il grande Prado di Madrid, come la piccola Villa San Michele a Capri o il Museo degli ABBA a Stoccolma.
Oggi i musei, spesso grandiosi edifici spettacolari, sono sempre più arricchiti da interventi elettronici per esaltare e suscitare il coinvolgimento dei visitatori, abituati al Web e alla velocità di rapide visioni ad effetto. Un tempo avevano comunque la loro interattività, come l’ha qualsiasi opera d’arte, da un quadro a un libro, se la osservi con attenzione e ti fai coinvolgere dalla verità della sua creazione artistica, che ti parla del passato nel tuo presente che guarda al futuro.
Questo libro, firmato da ventidue grandi scrittori che ci parlano ognuno del loro museo più amato, spesso un museo minore, vuol farci riscoprire quel rapporto più profondo, emozionante e senza filtri tra chi osserva e chi ha creato qualcosa magari secoli prima, tramandandoci la sua percezione del mondo.
Naturalmente qualcosa nel tempo è cambiato e i luoghi d’esposizione di una volta, che avevano fatto assumere alla parola museo nel senso corrente quell’idea di noia, di polveroso, di poco senso, ora sono luoghi luminosi, accoglienti, con le opere ben esposte, magari anche in modo abbastanza spettacolare, e spiegate senza sussiego (si pensi alla trasformazione da sorta di magazzino ottocentesco alla realtà attuale che gioca su spazi e luci del Museo Egizio di Torino).
Così è nata l’idea di far tornare scrittori (non studiosi d’arte) in musei che li avevano suggestionati da giovani per rivisitarli e raccontare cosa gli piaceva adesso, intrecciandolo con i fili della memoria, come spiega la curatrice del volume Maggie Fergusson. Ecco così dei luoghi con un senso particolare, dei contenitori di opere che si espongono e arrivano a noi come messaggi dal passato, che suscitano riflessioni particolari in questi visitatori d’eccezione, riflessioni storiche e culturali, riflessioni emotive, generali come legate alla propria esperienza o ricerca personale.
Bernes ci racconta il suo rapporto con la musica e in particolare ”la fredda eppure turbolenta melanconia” che da adolescente scopre in quella del compositore finlandese Sibelius, tanto da voler un giorno visitare fuori Helsinki la sua casa-museo per capire, nel luogo di incontro tra arte colta e vita pratica, la scelta del silenzio fatta a un certo punto da questo musicista o scoprire i colori dei mobili della sua cucina per lui corrispondenti a una tonalità musicale (per esempio: verde/Fa maggiore, giallo/Re maggiore). Diversissima e molto divertente, per restare in ambito musicale, invece la visita al museo ABBA di un giornalista della BBC, Watthew Sweet, sulle tracce delle popstar celebri per un successo mondiale come ‘Mamma mia!”, ricordando momenti della propria vita di ragazzo legati all’ascoltato dei loro dischi.
Solo per fare qualche altro esempio, ecco allora la scrittrice inglese Allison Pearson (”Ma come fa a far tutto?”, bestseller diventato film con Jessica Parker) che si sente rimescolare tutta davanti al celebre ”Bacio” di Rodin, scultura che la riporta all’emozione della sua prima ”goffa e coinvolgente pomiciata con Dave sulla bitorzoluta brandina di un dormitorio” durante una gita scolastica a Parigi: ”Il primo bacio non si scorda mai”. E se John Lanchester al Prado, davanti al ‘Trionfo della morte’ di Bruegel, capisce che chiunque, anche la persona più digiuna d’arte, capirebbe che si tratta e cosa è un capolavoro, Ali Smith va alla riscoperta della villa di Alex Munthe a Anacapri coinvolta da quel casalingo museo senza etichette, ”luogo così splendido, colorato e luminoso, in cui l’enigma più che mai implica l’oscurità. Munthe non voleva la musealità, voleva il gesto leggero e birichino, il vitale cambiamento di forma, l’atto dell’immaginazione”.
Hit parade, 2019 chiude nel segno di Tiziano FerroSeguono Mina e Ivano Fossati e poi 23 6451 Tha Supreme
30 dicembre 201911:32
E’ Tiziano Ferro con Accetto miracoli l’album più venduto nell’ultima settimana del 2019,. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. In seconda posizione troviamo la coppia storica Mina e Ivano Fossati con l’album che porta i loro nomi e che è anche terzo tra i vinili. Entra direttamente al terzo posto tra gli album più venduti 23 6451 album di esordio del rapper che ama le felpe viola, Tha Supreme, seguito da Persona di Marracash che ha contribuito anche al suo lavoro. Ancora il meglio di Cremonini in quinta posizione e Non Stop Live di Vasco Rossi in sesta. Settimo è Ultimo con Colpa delle favole e il primo album natalizio lo troviamo solo in ottava posizione con Christmas di Michael Bublè. Doc di Zucchero è nono e chiudono la top ten i Coldplay con Everyday Life. Si tratta degli album più venduti nella settimana dal 20 al 26 dicembre. Al primo posto tra i singoli troviamo Blun7 A Swishaland ancora di THA SUPREME. Mentre al vertice dei vinili chiude l’anno una mitica doppietta dei Pink Floyd, con rispettivamente The Dark Side Of The Moon e The Wall. Teneroni invece i bambini dello Zecchino d’oro che dominano la classifica delle compilation più vendute della settimana. Questa la classifica della settimana dal 20 al 26 dicembre secondo le stime di Fimi/Jfk Italia:1 1 5 ACCETTO MIRACOLI TIZIANO FERRO VIRGIN UNIVERSAL MUSIC2 2 5 MINA FOSSATI MINA & IVANO FOSSATI PDU SONY3 3 6 23 6451 THA SUPREME EPIC SONY4 5 8 PERSONA MARRACASH ISLAND UNIVERSAL MUSIC5 4 4 CREMONINI 2C2C THE BEST OF CESARE CREMONINI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC6 6 3 VASCO NONSTOP LIVE VASCO ROSSI VIRGIN UNIVERSAL MUSIC7 8 38 COLPA DELLE FAVOLE ULTIMO HONIRO BELIEVE8 13 6 CHRISTMAS MICHAEL BUBLÈ WARNER BROS WMI9 11 7 D.O.C. ZUCCHERO POLYDOR UNIVERSAL MUSIC10 10 5 EVERYDAY LIFE COLDPLAY COLDPLAY / PLG 3P WMI11 9 5 THE CHRISTMAS PRESENT ROBBIE WILLIAMS COLUMBIA SONY
Musei, il 5 gennaio torna la domenica gratuitaDa Pompei al Colosseo, da Caserta agli Uffizi: aperti gratis
30 dicembre 201913:31
– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo.
Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del MiBACT sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA REGIONE PIEMONTE
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Capodanno: da Potenza “L’anno che verrà” Rai 1, “una festa”
“Ritmo radiofonico”, da piazza Mario Pagano conduce Amadeus
POTENZA30 dicembre 201913:31
– “Una grande festa, dal ritmo radiofonico” che sarà trasmessa in diretta da Potenza, dove oggi sta nevicando: per domani, in occasione del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà”, condotto in piazza Mario Pagano da Amadeus, è comunque previsto un netto miglioramento. Stamani, la trasmissione della sera di San Silvestro – in diretta anche su Rai Radio 1 – è stata presentata in una conferenza stampa nella Sala degli Specchi del Teatro Stabile del capoluogo lucano.
Con la regia di Maurizio Pagnussat, la serata (presentata stamani in una conferenza stampa) sarà aperta dagli Stadio con l’omaggio a Lucio Dalla. Nel cast “fortissimo”, hanno sottolineato Amadeus e il capo struttura di Rai 1, Angelo Mellone, anche Al Bano e Romina, Gigi D’Alessio, Cristiano Malgioglio la potentina Arisa, Benji & Fede, Elettra Lamborghini, Marco Masini, gli otto finalisti di Sanremo Giovani, Antonella Ruggiero, The Kolors, Riccardo Fogli, Rocco Hunt, Fausto Leali, Alberto Urso, Ivan Cattaneo, Orietta Berti e Paolo Vallesi.
l’Utopia di Ronconi per Ida Bassignanoregista e autrice è scomparsa improvvisamente il 20 dicembre
30 dicembre 201913:36
– IDA BASSIGNANO, ”L’UTOPIA DI LUCA RONCONI” (IANIERI, pp. 128 + 10 di fotografie – 15,00 euro).
Mentre ”Utopia” si rappresenta a Parigi (per la precisione al Parc Floreal di Vincennes per il Festival d’Automne), ”il 2 novembre 1975 si diffonde la notizia dell’uccisione di Pier Paolo Pasolini. Facciamo un minuto di silenzio prima della nostra ultima rappresentazione” scrive Ida Bassignano, scomparsa improvvisamente venerdì 20 dicembre, a pochi giorni dall’uscita di questo suo libro dedicato a quello storico spettacolo di Luca Ronconi, di cui fu allora assistente regista, continuando a farlo nel 1981 per ”L’uccellino azzurro” di Metterlinck e, alla Scala, per ”Opera” di Luciano Berio, prima di firmare allestimenti in proprio.
”Concludiamo le repliche e partiamo. Finisce ‘Utopia’, ma finisce anche un’epoca: una fine che verrà definitivamente consolidata con l’assassinio di Moro tre anni dopo – conclude la Bassignano – Non finisce però Ronconi, oramai riconosciuto genio teatrale, che prosegue la sua ricerca prima con il Laboratorio di Prato, poi al riparo nelle Istituzioni degli Stabili di Roma e Torino, per approdare infine stabilmente al Piccolo di Milano”.
”Utopia”, presentata prima alla Biennale di Venezia e poi in prima nazionale a Prato il 25 settembre 1975, era uno spettacolo costruito su cinque commedie di Aristofane, rileggendo le quali reinventa quel suo spirito paradossale, critico e provocatorio verso i difetti e le storture degli uomini e soprattutto della società del proprio tempo, portando istanze, aspetti, realtà dei primi anni ’70 in una sorta di sfilata lungo una strada come il corteo di una manifestazione che chiede cambiamenti sperando in una società migliore, portando in scena e in uno spazio altro, simbolico, la propria utopia. Il tutto con un impegno e una creatività in grande, come senza limiti, rivoluzionaria, dopo la rottura degli schemi tradizionali con il suo ”Orlando furioso” del 1969. Così fanno parte dello spettacolo, di questa ”Utopia” in tutti i sensi, del fare e ideologica, assieme a 33 attori e vari arredi (compresi 25 lettini da ospedale con ruote), sei automobili, un pulmino, un camion e persino un Piper, un piccolo aereo, che scorrevano lungo i 60 metri di una strada-spazio scenico, larga una decina, con gli spettatori seduti in tribune ai due lati.
Insomma, una vera avventura artistica e produttiva, che segnò un momento apicale e di non ritorno, in anni in cui la contestazione civile, la ribellione giovanile e operaia stava cambiando e, in alcune frange, prendendo la via clandestina della violenza e delle armi.
Di questo lavoro e dello spettacolo, perse le copie di un documentario del fratelli Frazzi, a parte varie foto e spezzoni di un filmato di una parta della prova generale molto rovinato e dal suono incomprensibile, non è rimasto nulla. Il libro di ricordi e testimonianza in prima persona di questa signora delle nostre scene, laureata Torino nel 1965, formatasi all’estero e nella cantina d’avanguardia del Beat 72 a Roma prima del’incontro con Ronconi, poi raffinata regista in proprio in teatro, ma anche molto per la radio Rai, e infine scrittrice con lo pseudonimo di Maria d’Berloc, è quindi importante per intuire e ricostruire atmosfera e fatti, per rendersi conto di quanto il teatro potesse essere ancora al centro della vita politica e culturale. Per aiutare a capire tutto questo, il volume si chiude con una conversazione tra due testimoni di allora e studiosi di teatro, Gianfranco Capitta e Ferdinando Taviani. Quindi, queste di Ida Bassignano, sono pagine davvero molto interessanti e abbastanza vivaci tanto da riuscire a comunicare e far capire, anche a un giovane che non ha vissuto quegli anni, cosa sia stato l’arrivo di Ronconi sulle scene italiane, cosa abbia rappresentato la sua voglia di sperimentare, di rompere gli spazi e i confini tradizionali di una rappresentazione, il suo pensare spettacolarmente in grande, tanto in grande da creare una mitologia su certi aspetti tecnici e finaziari del suo lavoro, comunque di alto livello.
App single blocca Sharon Stone, pensavano a fakeL’attrice alla ricerca della sua metà
30 dicembre 201914:44
– Anche l’attrice Sharon Stone frequenta le app di incontri, ma in molti hanno pensato che il suo profilo fosse un fake, tanto che l’applicazione in questione – Bumble – le ha bloccato l’account. La star di Basic Instinct è ricorsa a Twitter per protestare ed è stata subito riammessa, con gli auguri della direttrice editoriale Clare O’Connor: “Spero che tu possa trovare il tuo tesoro”. “… hanno chiuso il mio account. Alcuni utenti hanno riferito che non potevo essere io! – ha twittato l’attrice 61enne ai suoi 127.291 follower, secondo quanto riporta la Bbc online -. Ehi @bumble, mi stai escludendo?…”. Ma il blackout è durato poco: “Fidati di noi, sicuramente ti vogliamo sull’alveare”, le ha risposto O’Connor.
Sharon Stone è stata sposata due volte: prima con il produttore Michael Greenburg e poi con il giornalista Phil Bronstein, dal quale ha divorziato nel 2004. E in passato non ha fatto segreto del suo status di single: nel 2014 ha detto di essere “disponibile per appuntamenti” e l’anno scorso, durante il Late Late Show con James Corden ha svelato di essere ancora alla ricerca della sua metà svelando “mi piacciono alti”
Capri, Quentin Tarantino Regista dell’anno’C’era una volta a Hollywood, produttrice McIntosh: ‘Sarà felice’
30 dicembre 201915:12
– Quentin Tarantino per ‘C’era una volta a Hollywood’ ha vinto il premio ‘Best Director’ 2019 alla 24/a edizione di ‘Capri, Hollywood – The International film fest’: il riconoscimento, annunciato a sorpresa da Pascal Vicedomini, fondatore e produttore del festival, è stato consegnato da un nutrito gruppo di premi Oscar alla produttrice Shannon McIntosh già insignita del titolo ‘produttore dell’anno’. Il film è tra i favoriti nella corsa alle statuette 2020 e a tutti gli awards internazionali: conta già cinque nomination ai Golden Globes ( tra cui miglior film e regia e per gli attori Brad Pitt e Leonardo Di Caprio), 4 le candidature ai SAG e 12 ai Critics Choice Award.’ ‘Tarantino sarà felicissimo di ricevere questo premio dall’Italia, come sapete è un paese che lui adora. Lo consegnerò personalmente al mio rientro. Ho lavorato Quentin anche per ‘The Hateful Eight’, ‘Django Unchained’ e ‘Grindhouse’ – ha raccontato la produttrice americana – posso solo dire ed è un vero piacere essere sul set con lui”.
Gennaio al San Carlo, Muti e Tosca De AngelisTorna il maestro il 19 per Concerto d’Imprese, dal 22 l’opera
NAPOLI30 dicembre 201915:16
– Sarà il Teatro di San Carlo ad ospitare la prima data del tour italiano di Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra domenica 19 gennaio alle 19. In programma la Suite da Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev e la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorák.
Tosca di Giacomo Puccini sarà invece l’opera che aprirà il 2020 operistico del massimo napoletano (dal 22 al 29 gennaio) in una nuova produzione molto attesa, perché porterà la firma di Edoardo De Angelis, regista cinematografico che affronta per la prima volta il palcoscenico lirico. Un inizio di 2020 da non perdere quindi per gli appassionati, a cominciare dall’appuntamento con Muti ad appena un anno di distanza dal ‘Così fan tutte’ della Stagione 2018-2019. Muti sarà nuovamente a Napoli, questa volta alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo, a novembre 2020.
L’evento del 19 gennaio rientra in Concerto d’Imprese, progetto di potenziamento della Stagione Sinfonica.
Su Rai1 il concerto di Capodanno dalla FeniceSms solidali e Art Bonus per sostegno teatro dopo acqua alta
VENEZIA30 dicembre 201915:40
– È il grande direttore coreano Myung-Whun Chung il protagonista della 17/a edizione del Concerto di Capodanno dal Teatro La Fenice di Venezia, che Rai Cultura propone mercoledì 1° gennaio alle 12.20 in diretta su Rai1 e in replica alle 18.30 su Rai5. Sul palco, insieme all’Orchestra e al Coro della Fenice, saliranno il soprano Francesca Dotto, il tenore Francesco Demuro, il baritono Luca Salsi e il contralto Valeria Girardello. In programma una selezione di pagine dal repertorio operistico più amato: dai quartetti “Bella figlia dell’amore” da Rigoletto di Verdi e “O Mimì, tu più non torni” dalla Bohème di Puccini al passo corale “Padre augusto” da Turandot di Puccini, ma anche brani sinfonici come la Suite di Rota da ‘Amarcord’ di Fellini. Il concerto, aperto dal ‘Sanctus’ dal Requiem di Verdi, sarà anche l’occasione per aiutare la Fenice nei restauri dopo la grande acqua alta del 12 novembre, attraverso sms solidali (al 45505, solo dall’1 al 5 gennaio) e il classico canale dell’Art Bonus.
Box Office: Pinocchio vince, tre italiani al topTerzo Il Primo Natale, quinta La dea Fortuna
30 dicembre 201910:39
– E’ Pinocchio di Matteo Garrone, con il premio Oscar Roberto Benigni nei panni di uno straordinario Geppetto, a dominare il box office della settimana di Natale, con un incasso di 5.335.839. In seconda posizione il divertente nuovo capitolo di Jumanji: The next level warner che raggiunge in cinque giorni di programmazione 4.945.993. Terzo a distanza ravvicinata un altro film italiano, Il Primo Natale di Ficarra e Picone, con 4.554.611. Scende dalla prima alla quarta posizione Star wars: L’ascesa di Skywalker con un incasso di 3.301.140. In quinta posizione troviamo ancora un film italiano, ovvero La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek con 2.448.098. Tre italiani nella top five per Natale.
Blockbuster 2020, fra 007 e Vedova neraMulan live action. Jolie ‘sovrumana’, Cruise/Maverick
30 dicembre 201913:56
– L’ultima volta di Daniel Craig come 007 in No time to die di Cary Fukunaga, 25/0 film su James Bond, qui richiamato in servizio contro un villain estremamente pericoloso (Rami Malek). Il ritorno a 34 anni da Top Gun, di Tom Cruise nel ruolo dello spericolato asso del volo Maverick (dirige Joseph Kosinski). L’ormai famigliare ondata di supereroi e supercattivi Marvel e Dc, con in prima fila le donne (anche alla regia): Vedova nera /Scarlett Johansson, stavolta assoluta protagonista in Black Widow di Cate Shortland; la ‘cattiva ragazza’ Harley Quinn/Margot Robbie in Birds of prey di Cathy Yan; Wonder Woman/ Gal Gadot in un’avventura, sempre diretta da Patty Jenkins, ambientata nel 1984, Angelina Jolie fra gli esseri sovrumani di The eternals di Chloé Zhao. Sono fra i blockbuster live action che puntano a riempire le sale nel 2020.
Intanto il 2019 si chiude in Usa e Canada con un calo al botteghino del 4% mentre in Italia, sono saliti sia incassi che spettatori. Tra i kolossal, dalla Disney arriva un altro remake live action di un film animato, con Mulan, per la regia di Niki Caro. Protagonista Yifei Liu, che qualche mese fa si è attirata haters sui social e l’avvio di una campagna di boicottaggio del film, dopo un suo post di appoggio all’azione della polizia di Hong Kong contro i manifestanti. Tornano gli inseguimenti adrenalinici di Dom Toretto (Vin Diesel), insieme a amici e nemici (nel cast anche Charlize Theron e Helen Mirren) in Fast & Furious 9 di Justin Lin. Si ripresenta in Bad Boys for life di Adil El Arbi e Bilall Fallah, la coppia di divertenti e spericolati amici poliziotti, composta da Will Smith e Martin Lawrence. E’ già accidentato (visto il flop negli Usa) il percorso del reboot, diretto da Elizabeth Banks delle ‘Charlie’s Angels’, Kristen Stewart, Naomi Scott e Ella Balinska.
Guida ai ‘ponti’ del 2020 da sfruttare, tra arte e relaxWeekend, minivacanze e viaggi con pochi giorni di ferie
URBINO29 dicembre 201917:52
Il prossimo anno si potrà viaggiare o trascorrere lunghi weekend di riposo: con soli 8 giorni di ferie si potrà fare infatti un intero mese di vacanza. Se volete programmare le partenze, ecco una breve guida ai ponti del 2020. Si parte subito il 6 gennaio che cade di lunedì, un’ottima occasione per prolungare le vacanze di fine anno o per organizzare un fine settimana in giro per l’Italia tra manifestazioni folcloristiche, parate dei Re Magi o semplicemente per proseguire con le sciate in montagna. Oppure approfittare dei festeggiamenti a Urbino per il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio: alla Galleria nazionale delle Marche si può vedere la mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” che, fino a fine mese, racconta l’ambiente artistico in cui crebbe il geniale artista del Rinascimento.
Il Carnevale comincia il 20 febbraio, giovedì grasso: in ogni angolo d’Italia si celebra con sfilate in maschera e feste per grandi e piccini; tra i festeggiamenti più belli spiccano quelli di Viareggio, Ivrea e Venezia. E’ un’ottima occasione per organizzare una mini vacanza in Italia alla scoperta di antiche tradizioni, ma è anche il periodo migliore per programmare una settimana bianca con tutta la famiglia. Pasqua si festeggia il 12 aprile, consentendo di fare una mini vacanza primaverile prima del 25, giorno della Liberazione, che, purtroppo, cade di sabato. Per le vacanze di Pasqua in Italia si può scegliere una destinazione artistica, come Parma, capitale italiana della cultura, o Livorno che celebra i 100 anni dalla scomparsa del pittore Amedeo Modigliani. Oppure, ancora, Rimini con i 100 ani dalla nascita di Federico Fellini con mostre e spettacoli dedicati. Il primo maggio, festa dei lavoratori, cade di venerdì: è un lungo fine settimana da sfruttare in qualche città d’arte o al mare per passeggiate e i primi bagni di sole. Un suggerimento è di recarsi a Cervia per il 40esimo festival internazionale degli aquiloni: dal 24 aprile al 3 maggio migliaia di aquiloni di ogni forma e colore, creati da oltre 200 artisti del vento, voleranno nel cielo della lunga spiaggia di Pinarella. In programma gare, acrobazie e laboratori di costruzione per bambini, mostre, esibizioni e un mercatino di aquiloni e sculture gonfiabili.
La festa della Repubblica si festeggia il 2 giugno che è un martedì ed è un’ottima occasione per prolungare il weekend e andare al mare o in montagna per qualche giorno di benessere o di attività sportive. Al mare dell’isola d’Elba, per esempio, o sulle Dolomiti di Brenta per chi ama andare in mountain bike sui numerosi chilometri di tracciati ciclabili panoramici come quello che sale a Patascoss, tappa del giro d’Italia, passa per Malga Ritort e torna a Madonna di Campiglio.
Meno fortunate sono le feste del 15 agosto e del primo novembre che cadono, rispettivamente, di sabato e di domenica. Bisogna aspettare l’8 dicembre che è un martedì e che consente di fare un lungo ponte prima delle vacanze di Natale. E’ un’ottima occasione per fare i primi acquisti nei più bei mercatini natalizi: da Merano a Trento, da Livigno ad Aosta e, all’estero, dal Tirolo all’Alsazia, lungo tutto l’arco alpino.
Infine c’è Natale che nel 2020 cade di venerdì, proprio come san Silvestro: allungando il fine settimana consente di organizzare una mini vacanza sulla neve, nella scintillante New York, o Singapore per chi preferisce l’Oriente, o al caldo di qualche resort sulle spiagge più esotiche dei Caraibi o di Capoverde, in Africa.
