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Ultimo aggiornamento 5 Gennaio, 2020, 10:17:07 di Maurizio Barra

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Hill e Frassica, “grazie a Don Matteo da 20 anni amici”
12/a stagione dal 9/1 su Rai1 tra guest star Rovazzi

04 gennaio 2020 13:09

Diversi, che di più non si può, ma complici, e speculari al tempo stesso, il primo parla il necessario, voce pacata, ha gli occhi azzurri, un tempo lo chiamavano Trinità. L’altro ha la battuta tagliente, non riesci a guardarlo negli occhi perchè ti fa venire il dubbio, sempre, che si stia burlando di te. Una cosa è certa: si capiscono con uno sguardo. Terence Hill e Nino Frassica, in tv rispettivamente Don Matteo e il maresciallo Cecchini, amici autentici anche nella vita. Don Matteo XII andrà in onda in prima visione dal 9 gennaio 2020 in prima serata con la prima puntata della 12ma stagione della fortunata fiction campione di ascolti (l’11a ha registrato 8,5 milioni), realizzata dal 2000 da Lux Vide per Rai Fiction, prodotta da Luca e Matilde Bernabei. A firmare la regia quest’anno Raffaele Androsiglio e Cosimo Alemà. Apprezzata dalla Finlandia all’Australia perchè i buoni sentimenti non hanno confini. In due decenni è cambiata l’Italia, ma per milioni di appassionati il sacerdote detective è diventato quasi uno di famiglia. Frassica e Hill nel corso di questi lunghi anni si sono prima studiati, rispettati profondamente, infine è esplosa l’amicizia. “Terence Hill è un amico, un gran signore, unico, spirituale”, dice Frassica”.
Bisogna sottolineare che raramente l’attore siciliano – scoperto da Renzo Arbore – lo si è visto coinvolto emotivamente, proprio lui il re ‘del non sense’, insiste: “Terence è un mito per me”.
Dall’altra parte fa coro l’attore, Mario Girotti, all’anagrafe, in arte Terence Hill, classe 1939, “Senza Nino non sarebbe lo stesso, perché lui è la parte concreta della commedia di Don Matteo, ma fa anche commuovere in certi momenti riesce a far combaciare alla perfezione insieme le due cose”. Nel corso del tempo si sono aggiunte le nuove generazioni.
La dodicesima stagione – rinnovata nel format – è un viaggio nella società di oggi,: dieci film, uno a serata, con una forte unità tematica incentrati sul contenuto dei 10 Comandamenti, attualizzati e riletti non solo in chiave religiosa, ma anche laica. Al centro della narrazione sempre Don Matteo – il punto di riferimento di ognuno – la Capitana Anna Olivieri (Maria Chiara Giannetta) e il Maresciallo, un triangolo capace di creare un racconto che mescola risate ed emozioni. Tornano Nathalie Guetta, Maurizio Lastrico, Francesco Scali e tanti altri. Quale per i due attori tra i comandamenti è quello che non si può transigere, il peccato che l’uomo in assoluto non può commettere, viene chiesto. Momento di pausa. “Sicuramente l’omicidio, nel senso più esteso del termine, esistono oggi tanti modi di uccidere puoi annientare una persona, la sua dignità, renderlo niente”. Poi aggiunge Frassica “Mica puoi paragonarlo al non desiderare la donna d’altri, anche perchè una cosa è desiderare, un pensiero”. Ma il segreto di Don Matteo, Terence e Nino lo hanno scoperto, in fondo le serie tv sono cambiate? “crediamo – risponde il protagonista – dipenda dalla commistione di generi e storie. Su Don Matteo ho voluto ad esempio non si sapesse nulla del suo passato, come lo fu per Trinità. Due figure che hanno in comune la solitudine”. Mentre su Cecchini, replica Nino “conosciamo tutto”.
Ma la tonaca è vero che è sempre la stessa? “Si ad un certo punto sembravo – conferma Hill – uno straccione, le toppe sono autentiche. Adesso poi che abbiamo questo papa Francesco che è straordinario, e ci sta dando a tutti un grande esempio, ci manca che Don Matteo si metta a lucido”. La bicicletta no, ma il modello è “antico, senza marce”. Hill ricorda “Quando mi proposero allora una fiction con un prete, trovai una motocicletta storica. Una settimana prima di cominciare a girare mi chiama il regista Enrico Oldoini: ‘Devo darti un dolore: il tuo prete non lo vedo in moto ma in bicicletta. Pensaci è più atletico, simpatico’. Aveva ragione lui”. “Nelle prime stagioni la mia preoccupazione era di renderlo credibile, dal momento che il pubblico era abituato a vedermi come un cowboy. Poi pian piano la gente si è affezionata e io mi lascio coinvolgere nelle scene divertenti, soprattutto quelle con Nino Frassica”. Adesso gli sceneggiatori lo hanno attualizzato, è più veloce, forse troppo per i miei gusti, anche perché se vediamo Montalbano, che continua a fare ascolti strepitosi i più alti, ecco non cambia mai, neanche la macchina. Invece dicono che è meglio cosi’ e in effetti gli ascolti vanno bene”. Frassica aggiunge: “noi siamo contemporanei, ci rinnoviamo ogni anno”. Ma fareste il 13/mo don Matteo? “A noi non lo dicono aspettano prima di vedere come vanno gli ascolti”, replicano in coro “ma ovvio che siamo pronti”. Aggiunge Frassica: Don Matteo ogni situazione è misurata per piacere a tutti: Comunque potremmo arrivare alla stagione 30″. E un film insieme? “Pronti ad ogni proposta, siamo qui”. La dodicesima stagione si presenta ricca nel cast: ai volti noti e ai personaggi consolidati si aggiungono numerose guest star del calibro di Fabio Rovazzi, Christiane Filangieri, Simone Montedoro, Giorgia Surina, Nadir Caselli, Simona Cavallari, Paolo De Vita, The Jackal, Elena Sofia Ricci (nel ruolo di se stessa), Antonio Catania, Stefano Dionisi.

Pitti Uomo: tra rilettura mascolinità e moda greenScelte sostenibili, british style, boom maglieria

04 gennaio 202015:05

– La mascolinità è oggi un territorio aperto alla ridefinizione di limiti e interpretazioni. L’abbigliamento è uno degli strumenti più potenti per forzarne i confini. Le aziende presenti a Pitti Uomo 97 hanno lavorato con il valore immaginifico del vestire maschile, per proporre la loro interpretazione di mascolinità.
Con una nuova consapevolezza che elegge i nuovi codici del vestire con eleganza senza dimenticare praticità e comfort.
Tanto che una delle tendenze principali è quella della maglieria (Cividini, Navigare, American Vintage, Lardini). L’uomo di Pitti sceglie anche l’eleganza londinese dei gentiluomini dei club (Pignatelli, L.B.M. 1911, Gabriele Pasini), il rigore del classico vestire maschile, in una lettura che sperimenta nuovi equilibri. Conscio della celebrazione del piacere estetico, della legittimità del desiderio d’apparire, dell’attenzione a temi legati all’ambiente, l’uomo di Pitti pensa che siano i capi che abitano l’armadio a permettergli di sperimentare le diverse sfumature della sua mascolinità. Così Landi con la linea L’Impermeabile continua la sua ricerca nei tessuti compatti come il cover originale inglese che reinterpreta nella giacca da pesca con struttura in lana extra battuta. Oppure come il worsted, resiliente e leggero, che restituisce ai capi la versatilità di utilizzo delle lane inglesi. Riproposti capi storici come i modelli Martin, Gilbert, Tony, in tessuti con mani militari e secche, o lanose e ruvide come i black watch britannici originali, e due capsule, in stile rigoroso ma in colori brillanti. Infine, in linea con la tendenza alle economie circolari, dove L’Impermeabile utilizza tessuti di denim riciclato al 95%. Da Chimborazo entra in collezione il nylon riciclato. I sistemi di riscaldamento vengono alimentati da power bank applicati ai capospalla e agli scaldacollo. Anche Blauer Usa punta alla sostenibilità con capi e maglieria che ci catapultano sulle montagne della città di Aspen, in Colorado, il cui corpo forestale ha ispirato la nuova linea di piumini, realizzati in tessuti pesanti come il Taslan light abbinato a eco-pelle.

Pitti Uomo: al via tra Jil Sander, Pilati e BrioniRetrospettiva per Tacchini, prima linea maschile Chiara Boni

04 gennaio 202015:06

– L’edizione n. 97 di Pitti Uomo, in programma a Firenze dal 7 al 10 gennaio, si colora di progetti speciali, come il tema dei saloni invernali, firmato dall’art director Angelo Figus e per il set design da Alessandro Moradei, che parla di bandiere (Show Your flags at Pitti), tra le quali quella di Pitti Immagine, immortalata nello scatto di Franco Pagetti. Ospiti della nuova edizione della rassegna griffe prestigiose come la maison tedesca Jil Sander, disegnata da Lucie e Luke Meier, che in qualità di guest designer presenterà la nuova collezione con un evento speciale. Special Guest sarà invece lo stilista Stefano Pilati, con la sua label indipendente Random Identities. Il brand unisex Telfar sarà lo Special Project. Il fondatore del marchio nato a New York nel 2005, Telfar Clemens, presenterà il suo concetto di moda fluida e simplex (simple + complex). Brioni celebrerà 75 anni dalla nascita con un evento curato da Olivier Saillard, nel quale sfilerà la nuova collezione e sarà ricordata la storia del marchio nato a Penne che debutto’ nella Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1952. Tra le ricorrenze anche quella di Blauer Usa che celebrerà i 20 anni del gruppo FGF Industry, a cui fa capo il marchio, presentando in Dogana Human Landscapes, mostra fotografica a cura di Felice Limosani, che vedrà protagoniste le foto di James Mollison, un viaggio on the road negli Usa realizzato dal fotografo britannico, in mostra dal 7 al 10 gennaio. Il brand francese Chevignon celebrerà 40 anni con una sfilata in scena il 7 gennaio allo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda. Woolrich festeggerà 190 anni con The Ultimate Woolrich Experience installazione alla Dogana in tre ambienti, dove sarà presentata la prima Woolrich Arctic Capsule, tributo all’evoluzione del capo icona del marchio l’Arctic Parka. Sergio Tacchini presenterà una retrospettiva e la nuova collezione nata con la nuova proprietà e firmata dal nuovo direttore creativo Dao-Yi Chow. Chiara Boni lancia la sua prima collezione maschile, Trailblazer, in scena nella sua nuova Boutique di Firenze, una capsule di 4 must-have dall’approccio sostenibile.

Vogue Italia gennaio senza foto, creatività e sostenibilitàFarneti, sfida raccontare abiti senza immagini

04 gennaio 202015:22

– Per la prima volta nella sua storia il patinato magazine Vogue Italia rinuncia a utilizzare le foto di abiti e modelle per dare spazio a disegni e illustrazioni, di artisti noti, come Milo Manara e in ascesa, mettendo la creatività al servizio della sostenibilità in un numero speciale, in edicola il 7 gennaio, ma anche a sostegno di un’altra buona causa, che vedrà la cifra risparmiata per la realizzazione del numero, andare a contribuire al restauro della Fondazione Querini Stampalia onlus di Venezia, danneggiata dall’acqua alta.
“Tutte le copertine, e i servizi del numero di gennaio – scrive il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti nell’editoriale – sono stati realizzati da artisti, noti, emergenti, nomi dell’arte e leggende del fumetto, che hanno raccontato la moda rinunciando a viaggiare, spedire interi guardaroba, inquinare.
La sfida è dimostrare che è possibile raccontare gli abiti senza fotografarli. È una prima volta: Vogue Italia non aveva mai avuto una copertina illustrata e nessun Vogue, da quando esiste la fotografia, ha mai realizzato un numero prescindendone”.
Nelle illustrazioni, tutti gli abiti e gli accessori sono di Gucci. Milo Manara disegna Olivia Vinten con una mise sexy: top di chiffon con inserti di pizzo, spalline in pelle con fibbia motivo G, choker di pelle, guanti di latex e frustino con manico di pelle. David Salle immortala la modella Lili Sumner in abito di seta con intagli e collo a contrasto in pelle nera. La modella dai tratti “alla Modigliani” in abito plissè è di Vanessa Beecroft. Cassi Namoda disegna la modella Ambar Cristal Zarzuela vestita con maglione di cotone a righe, pantaloni di lana pied-de-poule. Delphine Desane disegna il busto della top di colore Assa Baradji, in giacca rosa. L’italiano Paolo Ventura disegna la modella Felice Nova Noordhoff, in abito senza maniche completamente ricoperto di frange. Yoshitaka Amano disegna il ritratto delicato di Lindsey Wixson in abito di seta azzurro e choker di pelle al collo.

Fondo Tullio De Mauro, riparte ‘Il potere delle parole’Al via il 14 gennaio a Torino con l’ex partigiano Bruno Segre

TORINO04 gennaio 202017:21

– Il Fondo De Mauro, presieduto dalla sociologa Chiara Saraceno, ricorda il linguista Tullio De Mauro, nell’anniversario della morte avvenuta il 5 gennaio scorso, con la nuova edizione del progetto Il potere delle parole. Agli incontri, al via il 14 gennaio, parteciperanno Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, gli scrittori Hamid Ziarati di origini iraniane, Nicola Brunialti e Christian Raimo, la professoressa Eva Cantarella, il giornalista Rai Antonio Sgobba, l’ex partigiano ultracentenario Bruno Segre.
L’obiettivo è ragionare su come cambia il significato dei vocaboli nel tempo, con accademici, intellettuali, rappresentanti del volontariato, di quello produttivo, delle istituzioni. Tutti gli incontri si svolgeranno in via dell’Arsenale 27 a Torino, dalle 18,30.
Ignoranza, libertà, Costituzione, uguaglianza, empatia e resistenza sono le parole al centro della nuova edizione. Ogni ospite si prenderà cura di una parola e poi scriverà un testo che verrà pubblicato nella seconda edizione del ‘Dizionario che cura le parole’, edito dal Fondo Tullio de Mauro, con il sostegno dalla Fondazione Crt. Uno strumento destinato soprattutto alle scuole.
“Le parole non giacciono morte o mummificate ma si riempiono di sensi per ogni parlante che le usa in produzione o le interpreta in ricezione, o ancora le presenta e ne discute al Fondo che porta il nome di Tullio, che di parole si è sempre occupato”, osserva Silvana Ferreri, moglie di Tullio De Mauro.

Cinque anni senza Pino DanieleCommovente post figlia, sui social da Venditti a Zampaglione

04 gennaio 202020:02

Cinque anni senza Pino Daniele. Senza la sua musica struggente tra blues e pop, senza la sua poesia che non aveva confini di lingua né di territori. Se ne è andato troppo presto, Pino, tradito dal suo cuore malandato la sera del 4 gennaio 2015.
“Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più. Il dolore piano piano si sta trasformando in forza, con la consapevolezza che ogni giorno che passa assomiglio sempre di più a te”, lo ricorda con un tenero messaggio Sara, una delle figlie, su Instagram, accompagnato da una fotografia in bianco e nero che li ritrae insieme, lei bimba innamorata del babbo. Ma il suo dolore intimo e familiare, è anche dolore collettivo che si moltiplica e si allarga a macchia d’olio sui social, coinvolgendo amici, colleghi e fan.
Tra i tanti a dedicare un pensiero nel giorno della ricorrenza è Antonello Venditti su Facebook, in giro per le strade di Roma. “Ricordo quando seppi della sua morte: ero tornato da un viaggio lungo e la prima notizia che ricevetti fu quella. Mi ricordo lo sgomento e l’incazzatura”.
Federico Zampaglione pubblica invece un video in cui, voce e chitarra, canta “Alleria”, un brano del 1980: “La tua musica è sempre stata e sarà per sempre… Manchi Pinù”. Gigi D’Alessio posta una foto che li ritrae insieme. Lo ricordano anche Massimo Ranieri e il rapper Clementino.

Il commovente post di Sara Daniele in ricordo del papà ‘Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più’

04 gennaio 202014:03

Commovente post su Instagram di Sara Daniele in ricordo del papà: ‘Ti penso tutti i giorni, ma oggi un po’ di più. Il dolore piano piano si sta trasformando in forza, con la consapevolezza che ogni giorno che passa assomiglio sempre di più a te’, scrive la figlia del cantautore scomparso 5 anni fa.

Golden Globes, vegani e tra polemiche, chi vincerà?Netflix in testa tra 25 premi, nessuna donna candidata a regia

NEW YORK04 gennaio 202016:48

Se anche Joaquin Phoenix non strapperà il premio come migliore attore nella notte tra il 5 e il 6 gennaio ai Golden Globes, la star di “Joker”, che e’ anche un attivista per i diritti degli animali, uscirà soddisfatto dalla serata al Beverly Hilton: per la prima volta nei 77 anni di storia dei premi, il menu’ sara’ interamente vegano.
La scelta della Hollywood Foreign Press, ha spiegato il presidente Lorenzo Soria, e’ all’insegna della sostenibilita’ e della lotta al cambiamento climatico. Nella serata in onda negli Usa su Nbc e in Italia in diretta esclusiva su Sky ( dalle 00:55 alle 05.30 su Sky Atlantic e Sky TG24) sono in palio 25 premi spesso considerati precursori degli Oscar. Padrone di casa per la quinta volta non consecutiva il comico britannico Ricky Gervais, i Golden Globes 2020 arrivano tra le polemiche: a dispetto dell’ultimo studio della University of Southern California secondo cui nella top 100 ai botteghini i film di registe donne sono in netta ascesa, nessuna donna e’ stata candidata al premio per la miglior regia. Stando alle nomination, Netflix potrebbe rubare il mazzo grazie alle sei candidature di Storia di un matrimonio (Marriage Story), le cinque di “The Irishman”, ai “Due Papi” e alla commedia con Eddie Murphy “Dolemite Is My Name”. Per la tv guidano il gruppo “Chernobyl” (Hbo), “The Crown” e “Unbelievable” (entrambi Netflix) con quattro candidature a testa. Per il miglior regista la battaglia sembra essere tra Martin Scorsese, Quentin Tarantino con “C’era una volta a Hollywood” (una delle cinque nominations) e il coreano Bong Joon Ho per “Parasite”, quest’ultimo superfavorito comunque per il miglior film straniero.  CALCIO SPORT

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Morta la scrittrice e regista Lorenza Mazzetti
Testimone strage nazista Einstein. Premiata per Il cielo cade

FIRENZE04 gennaio 202018:29

– E’ morta a Roma, a 92 anni, la scrittrice e regista Lorenza Mazzetti. Fu vincitrice del premio Viareggio Opera prima nel 1961 con il ‘Cielo cade’ (ed.
Garzanti), autore di altri libri e anche di film. La sua vicenda personale la vide nel 1944 superstite con la sorella gemella Paola della strage nazista di Focardo di Rignano sull’Arno (Firenze), paese dove viveva dopo esser stata adottata con la gemella Paola da Robert Einstein, cugino dello scienziato Albert Einstein di cui Hitler aveva ordinato lo sterminio di familiari e parenti. Un anno dopo quell’eccidio Robert Einstein si suicidò. Dando notizia della morte su Fb il sindaco di Rignano Daniele Lorenzini scrive: “Rignano piange la scomparsa di una delle sue cittadine. Poche ore fa infatti ci ha lasciato Lorenza Mazzetti, sopravvissuta alla strage della famiglia Einstein, che ha sempre avuto nella sua vita un legame forte e indissolubile con la nostra comunità. Da Sindaco ho avuto l’onore di poterle conferire la cittadinanza onoraria del Comune di Rignano sull’Arno assieme alla gemella Paola”.

Musica: premio Ciampi Livorno speciale a Cristiano De AndrèIn concerto il 19 gennaio con La Crus e Omar Pedrini

LIVORNO04 gennaio 202019:09

– Il Premio musicale Ciampi celebrerà domenica 19 gennaio 2020 i 40 anni dalla scomparsa di Piero Ciampi, poeta e cantautore, nato a Livorno nel 1934.
Assegnato il premio speciale, che andrà a Cristiano De André, nelle altre categorie riconoscimenti vanno al poeta Haydar Ergülen per la sezione straniera e a Giulia Rusconi per quella italiana. Evento clou della manifestazione, che si svolgerà dal 17 al 19 gennaio, un concerto al Teatro Goldoni. In quella sede, serata finale, si esibiranno Cristiano De André, La Crus, Omar Pedrini, l’Orchestra multietnica di Arezzo con Andrea Scanzi e Paolo Benvegnù e l’Andrea Pellegrini Trio di Livorno.
L’iniziativa, intitolata ‘Piero Ciampi ieri, oggi e domani’ avrà un prologo a Genova giovedì 16 gennaio con il dibattito ‘Piero Ciampi e Genova, un’affinità inevitabile’, realizzato in collaborazione con via del Campo 29r e “la casa dei cantautori genovesi”. Le celebrazioni proseguiranno il 17 e 18 in vari luoghi di Livorno (oltre alla Galleria Gennai di Pisa) e si concluderanno domenica 19 gennaio con la consegna dei premi L’Altrarte e Valigie Rosse, mentre la serata finale si terrà al Teatro Goldoni.

Don Matteo storia di 20 anni, numeri e attori oggi star Borghi, Micaela Ramazzotti, Mastronardi, Insinna, Rohrwacher

04 gennaio 202020:25

Don Matteo, giunto nel 2020 ai venti anni dalla sua prima messa in onda, è la serie che riesce a riunire davanti alla Tv un pubblico diversissimo per età, livello di istruzione ed estrazione sociale; un vero fenomeno televisivo. Terence Hill torna nei panni del prete detective in bicicletta e tonaca con 10 prime serate con la 12ma stagione in prima visione su Rai1 dal 9 gennaio 2020.
Un format tutto italiano, andato in onda la prima volta il 7 gennaio 2000 su Rai1 prodotto da Lux Vide Italia per Rai Fiction . La serie è stata una delle più seguite di sempre nella storia della fiction italiana (7 mln di spettatori e 27% share in media dalla prima alla 11esima stagione) ed è sempre più apprezzata in tutto il mondo, dalla Francia alla Finlandia, dall’America all’Australia. Adattato anche in Russia.
Le dodici stagioni di Don Matteo vantano circa 1600 ore di trasmissione, 245 episodi e la collaborazione con 12 registi. In Don Matteo, all’inizio della loro carriera, hanno recitato attori oggi noti ed affermati come: Alessandro Borghi (Don Matteo 5), Micaela Ramazzotti (Don Matteo 1), Alessandra Mastronardi (Don Matteo 5) Alba Rohrwacher (Don Matteo 4) e Giacomo Ferrara (Don Matteo 10).
Per questo, dopo tutti questi anni, invece di invecchiare Don Matteo ringiovanisce, si rinnova e, continua ad essere amatissimo dal pubblico(la prima puntata di Don Matteo 11 ha raccolto 8,5 mln di telespettatori), anche da quello più giovane (share 35,2% sui giovani 15-19 anni nella prima serata di Don Matteo 11). Questo è Don Matteo oggi: la serie più longeva della Tv italiana, ma allo stesso tempo una serie giovanissima.
Il segreto di un successo così duraturo sta nella capacità della serie di cambiare per rimanere sempre contemporanea nel racconto della società, crescendo insieme al suo pubblico, ma rimanendo, in fondo, sempre uguale.
Nei venti anni di storia della serie, a capo della caserma dei carabinieri si sono succeduti tre diversi capitani: Anceschi (Flavio Insinna), Tommasi (Simone Montedoro), fino al recente ingresso nella serie di Olivieri (Maria Chiara Giannetta), il primo capitano donna della storia della serie. Con al comando della nostra Caserma una donna, attraverso gli occhi stupiti e i modi impacciati del nostro Maresciallo Cecchini (Nino Frassica), Don Matteo si mette al passo coi tempi e aiuta il grande pubblico della televisione generalista ad affrontare i temi legati alla parità di genere e al confronto nel mondo del lavoro.
Nel corso di questi venti anni ad evolversi sono state anche le forme del racconto, che è cambiato insieme al suo pubblico. Se in origine il format della serie era esclusivamente verticale, incentrato su casi gialli autoconclusivi all’interno di ogni singolo episodio, risolti da Don Matteo in collaborazione-competizione con i carabinieri, con il passare delle stagioni (e in particolare a partire dalla sesta), sono stati gradualmente introdotti elementi orizzontali alle diverse puntate: storie d’amore, casi gialli, storie che coinvolgono i teen e molto altro, permettendo al racconto di raggiungere fasce di pubblico più ampie e rispondendo allo stesso tempo ai nuovi bisogni di un’audience abituata a serie “lunghe”, da seguire fedelmente settimana dopo settimana. Don Matteo è diventata nel tempo una serie in grado di mescolare generi diversi, dal giallo alla love story, dal family al racconto teen, fino alla commedia.

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