Ultimo aggiornamento 13 Gennaio, 2020, 06:50:05 di Maurizio Barra
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Siniscalco, agenzie del lavoro in Africa
In 10 anni, 300 milioni di giovani africani verso l’Europa
11 gennaio 2020 09:01
– Aprire agenzie del lavoro nei paesi africani per gestire i flussi migratori e dare stabilità ai sistema pensionistico europei. E’ questa la proposta alla Commissione europea a cui sta lavorando l’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, vicepresidente di Morgan Stanley e presidente del comitato scientifico della Fondazione Mattei. L’iniziativa dell’economista nasce dai colloqui che ha avuto a margine dell’ultima assemblea del Fondo Monetario Internazionale. In particolare da un confronto con il ministro delle finanze egiziano è emerso che entro i prossimi cinque anni 5 milioni di giovani entreranno nel mercato del lavoro del Paese.
Allargando l’analisi all’intero continente africano e a un periodo di dieci anni, fino al 2030, Siniscalco, insieme a un gruppo di ricercatori, ha quindi calcolato che i nuovi ingressi di giovani nel mercato del lavoro saranno 440 milioni, dei quali solo un terzo troverà opportunità nel paese d’origine.
Barbagallo, serve Patto per il PaeseMartedì segreteria unitaria Cgil, Cisl e Uil
POTENZA11 gennaio 202015:44
– Serve un nuovo “Patto per il Paese”, e martedì prossimo “è prevista una segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil per rilanciare le nostre iniziative, e chiedere che i tavoli proposti dal Governo siano pieni di contenuti, dalla riforma fiscale a quella previdenziale, dell’assetto economico e produttivo, alla salvaguardia del territorio e al Sud, rimasto lettera morta per troppi anni”. Lo ha detto stamani, a Potenza, il segretario nazionale della Uil, Carmelo Barbagallo, a margine del Consiglio confederale della Basilicata del sindacato.
“È un Paese – ha aggiunto Barbagallo – che si sta sbriciolando, abbiamo bisogno di rimettere in sicurezza il territorio e le imprese, ci sono molti soldi stanziati ma pochi attivati, e c’è un problema di burocrazia da affrontare. Il 2019 è stato un anno di mobilitazione, e ora ci aspettiamo che il Governo – ha concluso – apra in maniera seria i tavoli di confronto, per illustrare tutte le proposte che intende mettere in campo per rilanciare l’economia del Paese”.
Sud: Provenzano, dare futuro ai giovani’Piano governo finalizzato anche a questo’
CROTONE11 gennaio 202015:43
– “Se i giovani se ne vanno dal sud non è solo per la mancanza di lavoro. Quella molto spesso c’è anche nel resto del Paese. Se ne vanno perché non intravedono quale sarà il futuro di questi territori da qui a 10, 20 anni.Noi siamo al lavoro, anche in queste ore, per ultimare il piano per il sud e licenziarlo il prima possibile insieme con il presidente Conte e tutto il Governo. Dobbiamo lavorare per affrontare tutte le emergenze che vive il sud ma anche per dare una prospettiva almeno decennale”. Lo ha detto dirlo il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, oggi a Crotone.”Dobbiamo parlare anche di questo – ha aggiunto – anche in una realtà come il crotonese che è spesso un’area isolata per le infrastrutture, ma vorrei dire un po’ politicamente. Questo è un territorio che spesso è uscito dai radar della politica nazionale ed invece bisogna inserirlo nella strategia di sviluppo dell’intero sud”.
Nord-Sud: divario P.A. pesa su aspettativa di vitaTra fasce più ricche Nord e più povere Sud 10 anni speranza vita
11 gennaio 202015:58
– Quasi 13.000 istituzioni pubbliche e 3,5 milioni di lavoratori impegnati nel complesso nell’amministrazione, ma l’Italia dei servizi resta divisa in due con prestazioni maggiori e più efficienti al Nord rispetto alle Regioni del Sud. E’ quanto emerge dalla Relazione 2019 al Parlamento e al Governo del Cnel secondo la quale comunque in generale “i servizi delle pubbliche amministrazioni centrali e locali a cittadini e imprese hanno un elevato peso economico rispetto alla qualità delle prestazioni erogate”.
Tra i divari principali ci sono quelli relativi alla sanità e all’istruzione. Sul fronte della salute il Cnel rileva un miglioramento complessivo sulla mortalità tra i 30 e i 69 anni per tumore, diabete e malattie cardiovascolari ma anche una differenza tra le fasce sociali più ricche del Nord e quelle più povere del Sud: tra questi due estremi c’è infatti una differenza di circa 10 anni nell’aspettativa di vita. Che è di tre anni tra Milano e Napoli, se non si guarda alle fasce sociali
Risparmi: da oro a bond, lo slalom in tempi di tensioniI trend del 2020: lontani dal petrolio, le Borse cercano record
12 gennaio 202013:39
– Oro sì, obbligazioni societarie e sui debiti statali da valutare, petrolio no perché il prezzo non regge nemmeno quando spirano i venti di guerra. Le Borse restano un’incognita perché ai massimi, ma sono l’unico terreno dove si possono ottenere rendimenti di qualche soddisfazione, specie puntando ai dividendi. Poi c’è l’immobiliare ma che conviene solo se si compra una casa per viverci, non per affittarla.
In tempi di crisi internazionali, compresa la partita non risolta dei dazi commerciali, non è facile pensare agli investimenti del 2020. Ma qualche trend si può evidenziare.ORO – Anche nei giorni concitati dopo l’eliminazione del generale iraniano Soleimani, il metallo prezioso è stata la star indiscussa dei mercati. Dal 3 gennaio ha guadagnato ‘solo’ l’1,8% e ha chiuso la prima settimana dell’anno a quota 1.548 dollari l’oncia dopo aver raggiunto anche quota 1.580. Ma è da tenere presente che continua a battere i record degli ultimi sette anni e gli analisti pensano che la sua corsa possa proseguire. Attenzione però anche alle modalità di investimento: la sua rivendibilità c’è ma si paga sempre il ‘capital gain’ del 26% sulla plusvalenza, sia che si abbia fattura per documentarne l’acquisto sia che manchi: in questo secondo caso l’imposta si paga forfettariamente su un quarto dell’incasso.PETROLIO – Altro protagonista dei giorni di forte tensione internazionale, quando si ipotizzava che la ritorsione iraniana potesse coinvolgere il passaggio del greggio dall’area del Golfo persico. Ma la fiammata è stata di breve durata, con il prezzo che a New York ha chiuso la settimana sotto la quota psicologica dei 60 dollari al barile, addirittura in calo del 3,5% rispetto ai giorni precedenti l’attacco statunitense. Secondo gli operatori è segno che la scarsa vitalità dell’economia mondiale e la produzione in eccedenza non permettono alle quotazioni di ‘tenere’, con cali vistosi solo pochi giorni dopo i rialzi, che sono quindi stati più che altro emotivi.OBBLIGAZIONI – Nel 2019 il mercato dei bond ha riservato buone soddisfazioni, sia per i prodotti ‘governativi’ sia societari, in particolare se si è puntato sugli Stati emergenti, grazie al raggiungimento di una prima intesa tra Washington e Pechino sui dazi e alle elezioni inglesi che hanno riportato attenzione sui prodotti del Regno Unito. L’anno è iniziato allo stesso modo, con un boom inatteso nei giorni di forte tensione Usa-Iran: le sole banche d’investimento nella giornata del 7 gennaio hanno collocato un controvalore di 27 miliardi di euro, per salire a 31 il giorno successivo. Se si guarda all’Italia, lo spread con la Germania tiene e il Btp decennale viaggia tra un rendimento dell’1,3% e l’1,4%, lontano dai picchi di agosto corrispondenti alla crisi del governo Lega-M5S.BORSA – Anzi, le Borse. Perché generalizzare non serve: secondo gli analisti bisogna individuare quelle con maggiori margini di crescita in un momento nel quale proseguono a ‘pompare’, chiaramente scollate dall’andamento dell’economia reale. Wall street continua a sfornare record storici e quelle europee la seguono. Con la domanda che è la stessa ogni giorno: durerà? La riposta degli operatori, soprattutto dopo che i listini hanno superato indenni la settimana del possibile scontro armato a Teheran e dintorni, in genere è positiva. Per l’investitore italiano l’attenzione può essere incentrata su Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che venerdì è tornato oltre la soglia dei 24mila punti. Ora inizia l’attacco a quota 24.500, quella che, una volta sfondata, potrebbe portare ad aumenti consolidati. E’ successo molto brevemente un anno e mezzo fa, ricordando che prima della crisi si era anche oltre i 40mila.IMMOBILIARE – I calcoli degli ultimi dieci anni sono chiari: investire in una casa conviene solo se ci si vive e quindi si può risparmiare l’affitto, altrimenti no. Anzi, tra spese e tasse, si rischia di non recuperare nemmeno l’inflazione. Con una sorpresa: secondo Nomisma, non è la sola e solita Milano a ‘tirare’: in dieci anni, senza considerare le spese di mutuo eccessivamente variabili, una casa di residenza a Milano ha reso il 18% in più dell’inflazione, ma Napoli e Roma non sono lontane (+16%), seguite da Torino che segna un guadagno del 12%. VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE IN TEMPO REALE
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Divario ricchi-poveri sale oltre 6 volte
Eurostat, tra 20% con redditi maggiori e quintile più povero
12 gennaio 202014:47
In Italia il 20% della popolazione con i redditi più alti può contare su entrate superiori a sei volte quelle di coloro che sono nel quintile più in difficoltà.Il dato è contenuto in una nuova statistica Eurostat che mette in relazione i diversi gruppi di reddito dalla quale emerge che questo divario nel nostro Paese nel 2018 è aumentato passando dal 5,92 al 6,09. Il top è stato raggiunto nel 2016 con 6,27.L’Italia ha il rapporto peggiore tra i paesi più popolosi con la Germania a 5,07, la Francia a 4,23, il Regno Unito a 5,95 e la Spagna a 6,03 in deciso calo sull’anno precedente.
Se si guarda alle diverse regioni (per queste i dati si riferiscono al 2017 con un indice nazionale del 5,9) si registra un ampio divario con il Friuli Venezia Giulia che ha un indice del 4,1 tra il reddito disponibile del 20% più benestante e il 20% della popolazione che è più in difficoltà. il Veneto e l’Umbria segnano un indice del 4,2 mentre la Sicilia e la Campania registrano divari ampi con il 7,4. Il Lazio segna un indice del 6,5 mentre la Lombardia si ferma al 5,4. La provincia di Bolzano è quella che ha meno disuguaglianze tra i redditi con una differenza di quattro volte tra il 20% più ricco e quello più povero. C’è una differenza anche a seconda delle classi di età con gli over 65 che grazie alle pensioni resistono meglio e hanno un rapporto tra il 20% con i redditi più alti e il 20% con i redditi più bassi del 4,86 mentre gli under 65 hanno un rapporto del 6,55, in crescita rispetto al 2017 quando era al 6,34.
Spinta a lavoro, quando l’assunzione ti dà lo ‘sconto’Arrivano nuovi sgravi per apprendisti e occupazione eccellenze
12 gennaio 202014:00
– Arrivano nel 2020 nuove norme per le assunzioni agevolate per le aziende ma è probabile che nessuna scalzi in termini di quantità quelle sugli apprendisti e sull’occupazione degli under 35 che ha riguardato nel 2018 quasi 135.000 persone e 91.536 nei primi 10 mesi del 2019. Sono invece un ricordo lo sgravio triennale introdotto nel 2015, con oltre 1,2 milioni di persone coinvolte l’anno successivo e quello biennale introdotto nel 2016 con quasi 500.000 persone coinvolte nell’anno successivo.Ecco in sintesi le strade (vecchie e nuove) per assumere pagando meno contributi: BONUS ECCELLENZE: da quest’anno dovrebbe arrivare il Bonus eccellenze per l’assunzione di giovani laureati brillanti con l’esonero per 12 mesi dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e un limite di 8.000 euro. Vale per gli under 30 con laurea specialistica con 110 e lode e media ponderata non inferiore a 108/110.APPRENDISTATO PRIMO LIVELLO: Le aziende che hanno fino a 9 dipendenti possono assumere con un contratto di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale nel 2020 (la norma non è strutturale) con l’azzeramento dei contributi per i primi 36 mesi di rapporto per i giovani tra i 15 e i 25 anni. L’abbattimento dei contributi era già stato in vigore tra il 2012 e il 2016. Riguarda circa il 5% degli apprendisti complessivi. Per gli anni di contratto di apprendistato successivi al terzo, l’aliquota resta al 10%.AGEVOLAZIONI APPRENDISTATO: si possono assumere giovani tra i 15 e i 29 anni con contratto a tempo indeterminato a causa mista (lavoro e formazione) con sgravi contributivi differenziati. I datori di lavoro con un numero di dipendenti superiore a 9 hanno una aliquota contributiva pari al 10%. SGRAVIO TRIENNALE PER GLI UNDER 35: sarà ancora possibile per le aziende assumere lavoratori under 35 con uno sgravio del 50% dei contributi con un limite fissato a 3.000 euro annui per un anno. L’agevolazione sale al 100% per i giovani del Sud e vale sia per le assunzioni a tempo indeterminato sia per le trasformazioni di contratti a termine in contratti stabili.ASSUNZIONE LAVORATORI IN CIGS: L’impresa che assume con contratto a tempo pieno e indeterminato un lavoratore in cassa integrazione da almeno tre mesi ha una riduzione dell’aliquota contributiva per 12 mesi a livello di quella per gli apprendisti (al 10%). Ne sono stati assunti con questa agevolazione solo 39 nel 2018.DAL REDDITO DI CITTADINANZA AL LAVORO: è previsto l’esonero del versamento dei contributi a carico del lavoratore e del datore di lavoro nel caso di assunzione a tempo pieno e indeterminato di un beneficiario del Reddito di Cittadinanza con esclusione dei contributi Inail. Il limite è nell’importo mensile del Rdc che spetta al lavoratore all’atto dell’assunzione, con un tetto mensile di 780 euro. La durata dipende dalle mensilità già fruite e raggiunge al massimo 18 mesi OCCUPAZIONE FEMMINILE DIMEZZA I CONTRIBUTI: è previsto di uno sgravio del 50% dei contributi per un massimo di 18 mesi per le donne con oltre 50 anni e disoccupate da almeno 12 mesi e per quelle assunte in settori con alta disparità (almeno il 25%) nell’occupazione tra uomini e donne.OVER 50 IN DISOCCUPAZIONE: i datori di lavoro privati che assumono persone con oltre 50 anni disoccupate da oltre 12 mesi hanno uno sgravio contributivo del 50% per 12 mesi in caso di contratto a termine e di 18 mesi nel caso di assunzione a tempo indeterminato.INCENTIVO SUI PERCETTORI NASPI: nel caso di assunzione a tempo pieno e indeterminato di persone che percepiscono la Naspi è previsto un incentivo economico pari al 20% della Naspi mensile non ancora percepita dal lavoratore.L’ASSUNZIONE DI DISABILI: sono previste inoltre agevolazioni per l’assunzione di disabili per 36 mesi pari al 70% della retribuzione mensile lorda in caso di assunzione di disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 79% e del 35% della retribuzione mensile lorda in caso di assunzione di disabili con riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%.
Boccia, cambiare con economia circolarePresidente domani a ventennale Diasen a Sassoferrato (Ancona)
SASSOFERRATO (ANCONA)12 gennaio 202017:22
– “I risultati raggiunti da Diasen testimoniano come sia possibile conciliare crescita economica e attenzione all’ambiente nel rispetto dell’interesse generale: la sfida, colta e vinta dalla Diasen, è affermare un concetto di sostenibilità equilibrato, dove ambiente economia e società si integrano e rafforzano l’un l’altro”. Così il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che domani al Teatro Gentile a Fabriano, parteciperà alle celebrazioni del ventennale dell’azienda di Sassoferrato guidata dal presidente Diego Mingarelli e leader nel settore dell’edilizia ecologica. Boccia prenderà parte al talk “Oltre l’orizzonte: i prossimi vent’anni delle Pmi”. Secondo il leader degli industriali italiani, “il cambiamento in atto, che vede le imprese italiane al primo posto in Europa per l’economia circolare, deve passare per una nuova sensibilità che metta l’industria al centro dell’economia e l’uomo al centro della società”.
Safilo:Todde,no ancora scontata chiusuraSottosegretario e lavoratori in Friuli.De Carlo,16 incontro Mise
TRIESTE12 gennaio 202017:43
– “E’ inaccettabile che si dia così per scontata la chiusura. Parliamo di una azienda che opera in un settore in ascesa, e comunque devono esserci alternative”. Lo ha detto la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessandra Todde incontrando a Martignacco (Udine) i lavoratori coinvolti nella crisi della Safilo, organizzato dai deputati M5S Luca Sut e Sabrina De Carlo. L’incontro è stato molto intenso e con numerosi interventi dei lavoratori sulla situazione dell’azienda e la loro personale, tentando anche di individuare soluzioni per la vertenza. Sono 235 i posti a rischio qualora lo stabilimento di Martignacco chiudesse. De Carlo ha reso noto che per il 16 gennaio la sottosegretaria ha convocato un incontro al Mise con Regione Fvg, azienda, sindacati, sindaco Martignacco, ministro Patuanelli e gli stessi De Carlo e Sut. Todde ha specificato che si tratterà “della prima tappa di un percorso”; De Carlo ha sottolineato che “è importante mantenere un filo diretto con i cittadini”.
Borsa: Hong Kong apre a +0,47%In calo Shanghai (-0,08%), in rialzo Shenzhen (+0,06%)
PECHINO13 gennaio 202003:03
– La Borsa di Hong Kong apre in rialzo sull’ottimismo della firma che in settimana a Washington sancirà la ‘fase uno’ dell’accordo sul commercio tra Usa e Cina, con il relativo allentamento delle tensioni: l’Hang Seng sale dello 0,47%, a 28.772,37 punti.
Contrastate, invece, Shanghai e Shenzhen, i cui indici Composite segnano in avvio, rispettivamente, un calo dello 0,08%, a 3.091,49 punti, e un frazionale rialzo dello 0,06%, a quota 1.798,91.
