Ultimo aggiornamento 7 Febbraio, 2020, 12:03:18 di Maurizio Barra
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Mercato tablet giù nel 2019, vola Apple
Analisti, consegne mondiali a -1,5%. In calo Samsung e Huawei 03 Febbraio 2020 20:31
Il mercato dei tablet continua a perdere terreno. Il 2019 si è infatti chiuso con consegne mondiali in calo dell’1,5% a quota 144 milioni di unità. A dirlo sono i dati preliminari degli analisti di Idc, che evidenziano la buona performance di Apple, in crescita a cifra doppia.
L’anno scorso la compagnia di Cupertino ha commercializzato 49,9 milioni di iPad, con un incremento del 15,2%. Apple ha confermato il primo posto, arrivando a detenere oltre un terzo del mercato (34,6%). I risultati sono stati ancora più forti nel quarto trimestre, in cui l’azienda ha totalizzato 15,9 milioni di iPad consegnati (+22,7%).
Al secondo posto c’è Samsung, che nel 2019 ha messo in commercio 21,7 milioni di tablet, pari a una flessione del 7,2%.
Terza è Huawei, che cede il 3,5% e scende a 14,1 milioni di unità.
In quarta posizione si piazza Amazon con 13 milioni di tablet e un aumento del 9,9%. La compagnia di Jeff Bezos ha tuttavia registrato un quarto trimestre negativo, con consegne in calo del 29% a 3,3 milioni di unità. Chiude la classifica Lenovo, che riporta volumi in diminuzione del 4,2% a 8,5 milioni di tablet.
Twitter, numeri di telefono nel mirino degli hackerSospesa un’ampia rete di account falsi legati a Iran e Israele
04 febbraio 202018:15
Hacker legati ad alcuni Stati sovrani hanno usato una vulnerabilità di Twitter per mettere le mani sui numeri di telefono degli utenti. Si tratta dell’ultimo caso in cui i social network sono stati usati come terreno di raccolta dei dati personali: una pratica che prende il nome di “scraping” e che solitamente finisce con lo sfruttamento delle informazioni ottenute – come nel caso eclatante di Facebook e Cambridge Analytica – o con la loro vendita sul mercato nero del dark web.Ad accendere i riflettori sull’episodio è stata la stessa Twitter, che ha assicurato di aver sospeso “immediatamente” gli account falsi usati per impadronirsi dei dati. La scoperta risale al 24 dicembre scorso, anche se è stata resa pubblica solo ora “per precauzione e per una questione di principio”.In quella data, ha spiegato la compagnia in una nota, “ci siamo resi conto che qualcuno, tramite una vasta rete di account falsi, sfruttava la nostra API (l’interfaccia di programmazione di una app, ndr) per abbinare i nomi utente ai numeri di telefono”. “Gli account dediti a queste attività erano dislocati in molti Paesi diversi, ma abbiamo rilevato un volume particolarmente elevato di richieste provenienti da singoli indirizzi IP situati in Iran, Israele e Malesia. È possibile che alcuni di questi indirizzi IP – si legge – possano avere legami con soggetti appoggiati dallo Stato”.
Ad essere sfruttata da malintenzionati è la vulnerabilità in una funzione, ora corretta da Twitter, che aiuta chi crea un nuovo account a trovare utenti che già conosce. Gli utenti esposti alla vulnerabilità sono soltanto quelli che hanno abilitato l’opzione “Consenti agli utenti che hanno il tuo numero di trovarti su Twitter”, e che hanno associato un numero di telefono al proprio profilo Twitter. La società non ha reso noto il numero di utenti potenzialmente coinvolti. Lo stesso 24 dicembre scorso, il sito americano TechCrunch aveva dato notizia di un ricercatore di sicurezza, chiamato Ibrahim Balic, che era riuscito – a scopo dimostrativo – ad abbinare 17 milioni di numeri di telefono ad altrettanti utenti di Twitter usando quella vulnerabilità.”I social network sono ormai da tempo uno dei fronti più esposti alle minacce di attacchi informatici che mettono a rischio la sicurezza e la privacy degli utenti”, rileva dice Gabriele Faggioli, responsabile dell’Osservatorio Information security & privacy del Politecnico di Milano e Ceo di P4I-Partners4Innovation. “Il caso di Twitter è solo l’ultimo di una serie di fatti che hanno coinvolto diversi social, non a caso recentemente oggetto di importanti interventi delle autorità americane e europee”.Lo scorso agosto, ad esempio, Instagram ha fatto sapere di aver buttato fuori dalla sua piattaforma una startup di marketing, Hyp3r, scoperta a raccogliere in modo illecito i dati degli utenti come le foto o la posizione geografica per poter mostrare loro una pubblicità più mirata. Il caso più eclatante resta però quello di Cambridge Analytica, società di consulenza britannica finita in uno scandalo – e poi in bancarotta – per aver messo le mani sui dati di 87 milioni di utenti di Facebook, usati per veicolare spot politici nella campagna referendaria britannica sulla Brexit e nelle elezioni presidenziali americane del 2016.
Artista inganna Google Maps, simula traffico con 99 telefoniA piedi per le strade di Berlino con un carretto di smartphone
04 febbraio 202018:10
Far credere a Google Maps che strade in realtà libere sono congestionate dal traffico. E’ l’esperimento riuscito di Simon Weckert, un’artista berlinese che ha portato 99 telefoni a spasso nelle vie della capitale tedesca per provare a ingannare gli algoritmi di Google.Weckert ha inserito 99 smartphone di seconda mano – con Google Maps avviato – in un carrettino rosso, che ha poi trascinato a piedi lungo alcune strade di Berlino. L’alta concentrazione di telefoni, e la lentezza del loro movimento, ha fatto credere alle Mappe di Big G che quelle vie fossero intasate. L’applicazione, infatti, determina le condizioni del traffico in base all’andamento degli utenti che stanno usando le mappe:L’artista ha immortalato l’esperimento in un video su YouTube in cui mostra il suo incedere con il carretto lungo strade desertiche, mentre in tempo reale Google Maps indica quelle strade come congestionate, e consiglia agli utenti di usare percorsi alternativi.
“Che sia con un’auto o un cammello, ci piace che le persone facciano un uso creativo di Google Maps perché ci aiuta a migliorare le mappe nel tempo”, così Google commenta l’esperimento. STAI LEGGENDO: TECNOLOGIA TUTTE LE NOTIZIE
Huawei e Zte a Usa, non siamo una minaccia
Aziende cinesi alla Fcc contro l’esclusione dal mercato tlc
04 febbraio 202016:27
Huawei e Zte hanno chiesto alla Federal Communications Commission (Fcc) americana di non essere inserite definitivamente nella lista di aziende considerate una minaccia alla sicurezza nazionale, un’etichetta che impedirebbe loro di vendere apparecchiature di rete agli operatori mobili statunitensi.La richiesta, contenuta in due documenti che le compagnie cinesi hanno inviato all’agenzia Usa, fa seguito alla decisione presa nel novembre scorso dalla stessa Fcc, che impedisce alle società di telefonia mobile che operano nelle aree rurali americane di usare i sussidi federali per comprare prodotti di Huawei e Zte.Huawei ha definito la mossa della Fcc “illegale”. Nel documento, riporta Bloomberg, il colosso delle tlc scrive che l’azione dell’agenzia Usa è stata “progettata per attuare una campagna da parte di alcuni funzionari governativi, compresi membri del Congresso, volta a prendere di mira Huawei con restrizioni gravose e stigmatizzanti, farla fuori dal mercato Usa e metterne in dubbio la reputazione”.Zte, nel documento reso pubblico dalla Fcc, chiede invece che l’agenzia si prenda “più tempo per esaminare ulteriori informazioni che potrebbero essere utili per raggiungere una decisione finale”.
I ricavi di Google deludonoPer la prima volta comunica risultati YouTube e Cloud
04 febbraio 202016:27
Ricavi sotto le attese per Alphabet, la holding a cui fa capo Google: il quarto trimestre si chiude con fatturato di 46,08 miliardi di dollari, meno dei 46,93 miliardi su cui scommetteva il mercato. L’utile si è invece attestato a 10,67 miliardi, o 15,35 dollari per azione, decisamente al di sopra dei 12,49 dollari attesi dagli analisti.Risultati che non convincono e che pesano sui titoli Google a Wall Street. Nonostante la delusione gli investitori apprezzano però la spinta alla maggiore trasparenza di Google che, per la prima volta, comunica nel dettaglio i risultati di YouTube e Cloud. “Sono molto contento dei nostri continui progressi in due aree: YouTube e Cloud”, afferma l’amministratore delegato Sundar Pichai. I ricavi di YouTube nel 2019 sono saliti del 36% sull’anno precedente a 15,15 miliardi di dollari, quasi il doppio che nel 2017.Google Cloud ha archiviato il 2019 con ricavi per quasi 10 miliardi, con un balzo del 53% sul 2018 e il doppio sul 2017. La novità della scomposizione dei risultati arriva durante la prima trimestrale di Pichai, promosso ad amministratore delegato di Alphabet in dicembre al posto dei fondatori Sergei Brin e Larry Page. Brin e Page restano comunque nel consiglio di amministrazione con la maggioranza dei diritti voto, restando quindi saldamente al controllo del processo decisionale di Google.
Youtube, 20 mln utenti Music e PremiumSvelati i numeri del servizio rivale di Spotify e Apple Music
04 febbraio 202017:08
YouTube Music e YouTube Premium hanno raggiunto insieme, a fine 2019, i 20 milioni di utenti paganti. A rivelare il dato, per la prima volta, è stato il Ceo di Alphabet, Sundar Pichai, in occasione della presentazione dei risultati finanziari della compagnia.I ricavi generati dagli abbonamenti – tra cui anche 2 milioni di utenti di Apple Tv negli Usa – si sono attestati a circa 3 miliardi nel quarto trimestre. La cifra di utenti di YouTube Music e Premium (che oltre a Music include YouTube senza pubblicità) è inferiore rispetto ai servizi rivali di musica in streaming. Spotify, leader del mercato, a fine settembre contava 113 milioni di utenti paganti.Apple Music ha invece annunciato il traguardo dei 60 milioni di abbonati nel giugno scorso.
Cresce mercato Information securityPoliMi, 51% aziende dichiara aumento nei budget di sicurezza
05 febbraio 202010:15
– Per il terzo anno consecutivo cresce il mercato dell’information security in Italia: nel 2019 raggiunge un valore di 1,317 miliardi di euro, in crescita di poco meno dell’11% rispetto al 2018. Il dato emerge da una ricerca dell’Osservatorio Information Security and Privacy della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno ‘Security-enabled transformation: la resa dei conti nel capoluogo lombardo.
La spesa in sicurezza – spiega la ricerca – si concentra soprattutto in soluzioni di security tradizionali che raccolgono il 52% degli investimenti, a fronte del 48% nei servizi che però crescono maggiormente (in crescita per il 45% delle aziende). La tecnologia al centro dell’attenzione è l’intelligenza artificiale (AI), già impiegata per la gestione della sicurezza dal 45% delle grandi imprese. Secondo l’indagine, a fine 2019 il 55% delle imprese ha completato l’adeguamento al GDPR (erano il 24% lo scorso anno) e il 45% ha aumentato gli investimenti a questo scopo. Il 61%, invece, oggi ha in forza all’interno della propria organizzazione un Data Protection Officer. Ora si guarda agli effetti del Cybersecurity Act, che ha definito un sistema di certificazione per la sicurezza informatica a livello europeo e che per il 76% degli executive porterà più garanzie di sicurezza, uniformità normativa, vantaggi competitivi e calo dei costi. La spinta normativa e la crescita degli investimenti trainano la domanda di competenze nell’information security.
Il 71% delle grandi imprese italiane afferma che il team interno ha già le competenze necessarie, il 40% sta cercando nuovi profili. In particolare, il 51% è alla ricerca di Security Analyst, il 45% di Security Architect e il 31% Security Engineer, figure quindi in cima alle richieste dei recruiter. Appare ancora scarsa però, secondo la ricerca, la maturità organizzativa delle imprese: nel 40% delle organizzazioni non esiste una specifica funzione Information Security, che rimane all’interno dell’It, e il responsabile della sicurezza è lo stesso Cio.
Nasce Romeo, estrae oro da pc e cellulariLavora a temperatura ambiente, impianto messo a punto da Enea
06 febbraio 202016:19
Si chiama Romeo e trasforma vecchi computer e cellulari in miniere d’oro, ovvero consente il recupero di oro, argento, platino, palladio, rame, stagno e piombo attraverso un processo a “temperatura ambiente” e senza pretrattamento delle schede elettroniche. Il primo impianto pilota in Italia è stato messo a punto da un team di ricercatori Enea, rende noto l’Agenzia nazionale nel numero odierno di ENEAinform@.Secondo stime Enea, dal trattamento di una tonnellata di schede elettroniche è possibile ricavare 129 chilogrammi di rame, 43 chilogrammi di stagno, 15 chilogrammi di piombo, 0,35 chilogrammi di argento e 0,24 chilogrammi di oro, per un valore complessivo di oltre 10mila euro (al prezzo attuale di mercato).Romeo (Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy) “ha una resa del 95% nell’estrazione” di materiali preziosi da rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee)”. L’impianto pilota si trova nel Centro Ricerche Casaccia, a nord di Roma.
Coronavirus, negli ospedali di Wuhan arrivano i robot 5G Automi per informazioni ai pazienti e disinfettare gli ospedali
06 febbraio 202016:18
Arrivano i robot a Wuhan: due ospedali della città epicentro dell’epidemia di polmonite causata dal coronavirus 2019-nCov si avvalgono di robot connessi a una rete 5G per fornire servizi di orientamento ai pazienti e disinfettare le aree in quarantena. Un automa sviluppato dalla China Mobile e dal costruttore di robot CloudMinds, dotato di uno schermo interattivo, è stato installato nell’atrio di un ospedale per offrire ai pazienti una guida alla diagnosi dell’infezione e per promuovere la diffusione delle conoscenze necessarie alla prevenzione dell’epidemia.Un altro robot è invece stato programmato per pulire e disinfettare i pavimenti nelle aree poste in quarantena e per fornire medicinali. La Cina schiera sempre di più in prima linea i robot nella lotta contro l’epidemia, al fine di ridurre i rischi di contaminazioni e per migliorare l’efficienza delle operazioni mediche. Intanto, il costruttore di automi Siasun e l’Istituto per l’Automazione di Shenyang dell’Accademia cinese delle Scienze stanno sviluppando un robot in grado di sostituire gli operatori sanitari nel condurre i test orofaringei necessari all’identificazione dell’infezione.
Google premia 4 progetti italianiDa chat aiuto donne a lotta hate speech, forte impegno Italia
BRUXELLES05 febbraio 202010:15
BRUXELLES – Da un servizio di chat anonimo e gratuito per la sicurezza delle donne ad una campagna contro l’adescamento online dei giovani, passando per la lotta all’hate speech e al cyberbullismo. Sono quattro i progetti italiani, sviluppati da 5 organizzazioni no profit, premiati a Bruxelles per la Google.org Impact Challenge sulla sicurezza online. Dalla Lombardia, Mama Chat è una realtà no profit del digitale riconosciuta per aver aperto il primo servizio chat anonimo e gratuito per la sicurezza delle donne e delle adolescenti che attraversano difficoltà o subiscono violenza.
A conquistare Google anche l’Osservatorio Nazionale Adolescenza, impegnato in campagne mediatiche pionieristiche contro l’adescamento online nei confronti dei giovani. E poi, ancora, le piemontesi Acmos e C.i.f.a. (Centro Internazionale per l’Infanzia e la Famiglia) che, insieme, sono impegnate nel contrastare l’hate speech, mentre a Roma la Fondazione Mondo Digitale ha creato spazi fisici e virtuali per combattere il cyberbullismo.
Su circa 900 candidature pervenute da tutta Europa, Mountain View ha selezionato 29 ong vincitrici provenienti da 14 Paesi membri, mettendo a disposizione complessivamente 10 milioni di euro a supporto delle loro attività per lo sviluppo di soluzioni di contrasto all’odio e all’estremismo e per il sostegno di donne e bambini online e offline. Forte l’impegno italiano che, con le sue cinque organizzazioni vincitrici (composte da educatori, pedagogisti, giuristi, ricercatori, docenti universitari, psicologi e psicoterapeuti dell’età evolutiva) portano il nostro Paese a essere il più rappresentato tra le migliori pratiche in Ue.
Sony: rivede al rialzo stime utili 2020Cresce domanda sensori immagine, compensa calo tv e videogiochi
TOKYO04 febbraio 202010:56
La domanda di sensori di immagine per la telefonia mobile spinge i risultati di Sony, che rivede al rialzo le stime sui profitti per l’anno in corso. L’azienda giapponese dell’elettronica e dell’intrattenimento prevede un utile netto di 590 miliardi di yen, l’equivalente di quasi 5 miliardi di euro, dai 540 miliardi precedenti. Migliorate di 40 miliardi di yen anche le stime sull’utile operativo, ora a 880 miliardi, e sul fatturato, pari a 8.500 miliardi di yen.
Sony ha spiegato che l’espansione delle richieste dei sensori servirà di gran lunga a compensare il declino delle vendite dei software per videogiochi, degli apparecchi televisivi e delle fotocamere digitali. La società con sede a Tokyo è leader di mercato nel comparto con il 50% del mercato mondiale, e anticipa che la domanda continuerà a essere sostenuta per il loro utilizzo in tutte quelle componenti elettroniche che interagiscono con lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale (AI), tra i quali i veicoli a guida autonoma.
Apple brevetta uno smartphone pieghevoleDisplay flessibile e un meccanismo di chiusura innovativo
07 febbraio 202010:31
Apple sembrerebbe intenzionata a entrare nel nascente mercato degli smartphone pieghevoli. La compagnia californiana ha infatti ottenuto il brevetto per un dispositivo con display flessibile che si chiude su se stesso, in modo simile al Razr di Motorola e al Galaxy Z Flip che Samsung dovrebbe svelare nei prossimi giorni.
Il brevetto ha come titolo “Dispositivi elettronici con display e cerniere flessibili”, e nelle immagini mostra un design con un meccanismo a cerniera innovativo, che dovrebbe evitare i problemi e i segni di piegatura.Per Apple si tratta solo dell’ultimo di una serie di brevetti con display flessibili depositati negli ultimi anni. Poco meno di un anno fa la compagnia guidata da Tim Cook ha depositato il brevetto per un telefono che si chiude a conchiglia.
Coronavirus: hacker fanno leva su pauraAllarme esperto cybersecurity, è boom di mail infette
04 febbraio 202019:59
– Il virus che si diffonde grazie al virus: i criminali informatici stanno sfruttando la fobia causata dal Coronavirus, per portare a compimento l’ultimo, solo in ordine di tempo, dei reati web per ottenere accessi remoti, compromettere utenze, perpetrare frodi e sottrarre dati sensibili. A lanciare l’allarme è l’esperto di cybersecurity Guido Milana, partner di Soft Strategy, segnalando l’improvviso boom di mail in cui vengono segnalati presunti alert riferiti al coronavirus. L’attacco, come spiega Milana, “viene generalmente inviato sotto forma di allegato alla mail, contenente un codice maligno (malware) sul computer dell’utente”. Difendersi è possibile: bisogna accertarsi dell’identità del destinatario della posta elettronica verificando il suo indirizzo prima di aprire i file, non rilasciare mai informazioni personali, prestare attenzione alla presunta ‘urgenza’ dichiarata nel testo della mail, ad esempio la richiesta di denaro dovuto all’emergenza del coronavirus.
Snapchat ha 218 milioni di utentiAumentano i ricavi ma meno delle attese, crescono le perdite
WASHINGTON06 febbraio 202013:31
Salgono gli utenti e i ricavi, ma la trimestrale di Snap non convince e i titoli affondano a Wall Street, dove l’app dei messaggini che spariscono è arrivata ieri a perdere fino al 14%.
Il quarto trimestre di Snap si chiude con il numero di utenti attivi giornalieri in aumento del 17% a 218 milioni, in quello che è il quarto trimestre consecutivo di crescita. Salgono anche i ricavi, che segnano un +44% a 561 milioni di dollari: un balzo che però non accontenta gli analisti che scommettevano su 562,9 milioni.
Nel trimestre aumentano poi le perdite, con il rosso che sale a 240,7 milioni dai 191,7 dello stesso periodo dell’anno scorso in seguito al pagamento di 187,5 milioni per patteggiare una class action legata alla sua quotazione a Wall Street. Il mercato prevedeva perdite per 169 milioni.
Coronavirus: LG rinuncia al Mwc catalano’Evitiamo di esporre i dipendenti’. Zte cancella la conferenza
06 febbraio 202013:29
Il coronavirus arriva a colpire il Mobile World Congress (Mwc), la più grande fiera della telefonia mobile in programma dal 24 febbraio a Barcellona. La coreana LG ha fatto sapere che non parteciperà alla kermesse per “evitare di esporre centinaia di dipendenti a viaggi internazionali”, in quella che rappresenta la prima defezione alla manifestazione catalana. La cinese Zte sarà presente nei padiglioni della kermesse, ma rinuncerà a tenere la sua conferenza stampa.”Con in mente la sicurezza dei suoi dipendenti, partner e clienti, LG ha deciso di ritirarsi dal partecipare al MWC 2020″, ha scritto l’azienda in una nota, spiegando che annuncerà i suoi nuovi prodotti “in eventi separati nel prossimo futuro”. Zte ha fatto sapere di aver cancellato la conferenza in programma il 25 febbraio, ma ha specificato che si tratta solo di uno degli eventi che l’azienda ha in programma a Barcellona.Ha inoltre assicurato che i manager che prenderanno parte ai meeting di alto livello “saranno in isolamento in Europa per almeno due settimane prima del Mwc”.Nel frattempo la Gsma, l’organizzazione mondiale che raggruppa 800 operatori mobili e che organizza il Mwc, parla di “impatti minimi” del coronavirus sulla fiera, e annuncia una serie di misure volte a rassicurare i partecipanti. Tra queste l’incremento di supporto medico e di programmi di pulizia e disinfezione di tutte le aree della fiera, dai bagni ai touchscreen. Ci saranno anche campagne di informazione con le precauzioni igieniche da usare, tra cui la policy del no alle strette di mano.
Luce e materia dialogano grazie ad un gelIl nuovo materiale chiave per i futuri computer
06 febbraio 202016:35
Luce e materia hanno imparato a dialogare, in un materiale simile alle caramelle di gelatina al lampone e aprono la strada a nuovi sistemi di calcolo basati sulla luce. Il risultato, pubblicato su Pnas, si deve ai ricercatori della canadese McMaster University e dell’americana Harvard University. I calcolatori attuali sono fatti di componenti elettronici e l’idea alla base del calcolo ottico è quella di rimuovere quei componenti rigidi ed elaborare le informazioni con la luce.”I computer ottici ancora non esistono se non a livello di piccole dimostrazioni di laboratorio, basate su specchi e apparecchiature ingombranti. Questo risultato è molto interessante perché basato su un piccolo cubetto di gel, che sembra poter controllare la luce in maniera molto precisa”, dice
Augusto Smerzi, dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ino). I fisici hanno sviluppato un materiale gelatinoso, che ingloba molecole fotosensibili, cioè che cambiano la loro struttura in presenza della luce.Questo conferisce al gel proprietà speciali sia per contenere fasci di luce che per trasmettere informazioni. Tipicamente, i raggi di luce si allargano mentre viaggiano, ma il gel è in grado di contenere i raggi di luce laser lungo il loro percorso nel materiale, come se la luce fosse incanalata attraverso un tubicino. Quando più raggi laser sono proiettati nel materiale, questi interagiscono fra loro, influenzando la loro intensità.
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Boom di utenti e ricavi per Tinder
Il numero di abbonati raggiunge i 5,9 milioni, +36%
05 febbraio 202013:19
L’applicazione di incontri Tinder ha chiuso il 2019 con 5,9 milioni di abbonati, il 36% in più rispetto all’anno precedente. Lo ha reso noto Match Group, che oltre a Tinder possiede le piattaforme d’appuntamento Match.com, Ok Cupid, Meetic e altre. Nel complesso, le piattaforme hanno raggiunto i 9,8 milioni di abbonati rispetto agli 8,2 milioni di fine 2018.
Il gruppo ha riportato ricavi annuali per 2,1 miliardi di dollari, con un incremento del 19% su base annua. A trainare sono stati i ricavi di Tinder, aumentati del 43% a quota 1,2 miliardi, pari al 56% dei ricavi complessivi del gruppo.
Twitter dichiara guerra ai deepfakeUn’etichetta ai video ingannevoli, eliminati se pericolosi
06 febbraio 202016:36
– Twitter mette nel mirino le foto e i video manipolati in modo da risultare ingannevoli. Il social ha annunciato nuove regole che si inseriscono nella battaglia contro la disinformazione, anche in vista delle elezioni presidenziali Usa. I contenuti manipolati in modo sostanziale per alternarne il significato e condivisi per trarre in inganno chi li vede, come i deepfake, saranno etichettati come falsi. E se rappresentano un rischio per la sicurezza, saranno rimossi dal microblog.
Twitter – si legge in una nota – apporrà un’etichetta sui contenuti falsi e mostrerà un avviso alle persone che intendono retwittarli. In aggiunta darà loro meno visibilità e, quando possibile, fornirà informazioni di contesto.
I contenuti fake saranno invece eliminati dalla piattaforma se rappresentano un rischio di violenze di massa o disordini civili diffusi, se minacciano l’incolumità di una persona o di un gruppo, la loro privacy e la libertà d’espressione, o ancora se sono strumento di stalking.
La mossa di Twitter arriva a pochi giorni di distanza da quella di YouTube, che in settimana ha annunciato la messa al bando di video manipolati e ingannevoli riguardanti le elezioni presidenziali. Il mese scorso era stato Facebook ad annunciare l’eliminazione dal social dei deepfake e di altri contenuti manipolati, assicurando però la tutela di parodie e contenuti satirici.
Huawei, ecco il Pc che sfida AppleL’azienda lancia tre portatili, tra cui il Matebook X Pro
06 febbraio 202017:30
Huawei porta sul mercato italiano tre nuovi computer portatili, di cui uno – il Matebook X Pro – sfida direttamente i MacBook di Apple, mentre gli altri due – i Matebook D14” e D15” – hanno prezzi più contenuti. Contestualmente l’azienda cinese lancia anche un nuovo bracciale da fitness, il Band 4 Pro.
Il Matebook X Pro 2019 ha uno schermo touch da 13,9 pollici con cornici sottili e risoluzione 3K, spessore di 14,6 millimetri per un peso di 1,33 chilogrammi. Integra un processore Intel Core i7-8565U di ottava generazione, una memoria interna da 512GB e 8 GB di Ram. Tra le caratteristiche, il lettore di impronte digitali nel tasto accensione e la fotocamera a comparsa inserita nella tastiera. Il sistema operativo è Windows 10. Con scocca in color argento, è disponibile a un prezzo di circa 1.700 euro.
Più abbordabili i Matebook da 14 e 15 pollici, che si presentano sempre con cornici sottili e peso contenuto (1,38 e 1,53 chilogrammi rispettivamente), lettore di impronte e fotocamera a comparsa. Il processore è il Ryzen 5 3500U di Amd, con 8 GB di Ram e 512 0 256 GB di memoria. Particolarità è la ricarica rapida, che con mezz’ora di collegamento alla presa elettrica consente di raggiungere una ricarica del 46% per il modello da 14 pollici e del 54% per il 15 pollici. I prezzi sono compresi tra i 650 e i 700 euro.
Sugli scaffali arriva anche la Huawei Band 4 Pro, un bracciale per l’attività fisica che monitora il sonno, il battito cardiaco e anche il livello di ossigeno nel sangue.
Huawei fa causa a Verizon per i brevettiL’azienda cinese, ‘rispetti il nostro lavoro, paghi o non li usi’
06 febbraio 202013:34
Huawei ha fatto causa all’operatore mobile statunitense Verizon, accusandolo di aver usato 12 suoi brevetti senza autorizzazione. A rendere noto il nuovo terreno di scontro con gli Stati Uniti è la compagnia cinese, precisando di aver negoziato con Verizon “per un significativo periodo di tempo” senza raggiungere un accordo, prima di depositare la causa presso un tribunale del Texas.”I prodotti e i servizi di Verizon hanno beneficiato della tecnologia sviluppata e brevettata da Huawei nel corso di molti anni di ricerca e sviluppo”, ha dichiarato in una nota il responsabile legale dell’azienda, Song Liuping. “Stiamo semplicemente chiedendo a Verizon di rispettare i nostri investimenti in ricerca e sviluppo, pagando per l’uso dei nostri brevetti o astenendosi dall’utilizzarli”.Huawei evidenzia di aver investito in ricerca e sviluppo 70 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni, che hanno portato a registrare 80mila brevetti a livello mondiale di cui 10mila in Usa. Dal 2015 – si legge ancora nella nota – Huawei ha incassato oltre 1,4 miliardi per le licenze dei suoi brevetti. Ad oggi, ha anche pagato oltre 6 miliardi di dollari per l’uso legittimo di tecnologie brevettate da altre aziende del settore, l’80% dei quali a società statunitensi.
Spotify: crescono podcast, ore ascoltate +200% Abbonati premium ora ammontano a 124 milioni
06 febbraio 202016:53
Crescono i podcast per Spotify: nel 2019 le ore ascoltate sono aumentate del 200%. Sono i dati che si evincono dalla trimestrale del popolare servizio di musica in streaming che amplia le perdite rispetto al 2018 ma vede aumentare il numero degli utenti a pagamento, ora pari a 124 milioni (+29% sull’anno precedente); il servizio ne conta così più di Apple Music che a giugno scorso ne aveva 60 milioni.Il numero totale di utenti iscritti alla piattaforma ha invece raggiunto 271 milioni, con un aumento del 31% rispetto all’anno precedente. “L’accelerazione degli investimenti in podcast e spese tecnologiche è l’indicazione che la nostra strategia sta ottenendo risultati tangibili”, ha dichiarato la società in una nota, aggiungendo che “il 2020 sarà un anno di investimento”. Con investimenti nella ricerca e nel marketing, la società ha anche registrato una perdita netta di 186 milioni di euro (205 milioni di dollari) per il 2019, più del doppio rispetto all’anno precedente quando aveva registrato una perdita di 78 milioni.
Apple vende più orologi degli svizzeriAnalisti, nel 2019 Apple Watch supera gli orologiai elvetici
06 febbraio 202013:35
Apple sta vendendo più orologi dell’intera industria orologiera svizzera. A fare i calcoli sono i ricercatori di Strategy Analytics, secondo cui nel 2019 Apple ha messo in commercio 30,7 milioni di Apple Watch (+36% su base annua), contro i 2,11 milioni totalizzati dagli storici e rinomati marchi elvetici dell’orologeria (-13%).Il sorpasso sull’industria svizzera – che raggruppa nomi prestigiosi come Rolex, Longines, Chopard e Tag Heuer, insieme a brand più economici quali Omega, Tissot e Swatch – è avvenuto l’anno scorso. Nel 2018, infatti, l’Apple Watch era fermo a 22,5 milioni di unità, mentre le aziende svizzere totalizzavano 24,2 milioni di consegne.”Gli orologi da polso analogici rimangono popolari tra i consumatori più grandi, ma gli acquirenti giovani si stanno orientando verso gli smartwatch”, osservano gli analisti. Anche alcune orologerie elvetiche sono entrate nel mercato degli smartwatch, ma i risultati finora non sono stati eclatanti.”I produttori di orologi svizzeri tradizionali, come Swatch e Tissot, stanno perdendo la guerra degli smartwatch. Apple Watch offre un prodotto migliore attraverso canali di vendita più radicati e attrae i consumatori più giovani”, rilevano gli esperti, secondo cui per le aziende svizzere “si sta chiudendo la finestra per avere un impatto sugli smartwatch. Il tempo potrebbe scadere per Swatch, Tissot, Tag Heuer e altri”.
Google Maps ha 15 anni, arriva nuovo lookApplicazione fu lanciata l’8 febbraio 2005
06 febbraio 202016:34
Google Maps festeggia 15 anni e si rinnova inserendo cinque nuove sezioni (esplora, tragitto, salvati, contributi e novità) “per osservare ed esplorare il mondo”. La popolare applicazione per le mappe fu lanciata l’8 febbraio 2005 solo per i computer, attualmente conta oltre 1 miliardo di utenti attivi mensili e da’ informazioni non solo sui percorsi ma anche sui ristoranti, di lavoro, si possono leggere recensioni da tutto il mondo. Sono stati mappati oltre 220 paesi e territori nel mondo e ogni giorno gli utenti producono oltre 20 milioni di contributi.Tra le più grosse innovazioni apportate alla piattaforma, Google Earth che consente la visualizzazioni di immagini in 3D (attualmente offre oltre 36 milioni di miglia quadrate di immagini satellitari ad alta definizione) e le notizie sul traffico in tempo reale.”Il mondo è in continua evoluzione: vengono aggiunte nuove strade, i percorsi degli autobus vengono modificati e le catastrofi naturali modificano i percorsi accessibili. Ecco perché una mappa deve essere aggiornata, completa e accurata. Le principali scoperte dell’intelligenza artificiale hanno trasformato il nostro approccio alla creazione di mappe, aiutandoci a portare più rapidamente mappe e informazioni locali di alta qualità in più parti del mondo”, spiega in un post ufficiale Jen Fitzpatrick, Senior Vice President di Google Maps.
A partire da oggi l’app di Google Maps è rinnovata con cinque nuove schede di accesso sia su dispositivi con sistema operativo Android sia su iOS.
“Sono orgoglioso di come Google Maps sia cresciuta da un team piccolo fino a raggiungere un grande obiettivo, aiutare un miliardo di persone a scoprire il mondo”, dice Sundar Pichai, Ceo di Google e di Alphabet.
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La ristorazione apre le porte a digitale
Formazione Fipe con Google, TripAdvisor, The Fork e Glovo
07 febbraio 202010:32
“Un buon digital manager può fare la differenza quanto un ottimo chef”. Ne è convinto il vicepresidente vicario di Fipe, Aldo Cursano, che ha presentato, oggi a una platea di oltre 200 ragazzi, il progetto “Ristorazione 4.0, la Buona scuola è servita”, ideato da Fipe – Confcommercio. Secondo alcune stime, i servizi digitali possono determinare una crescita di fatturato di un locale fino al 30%. “Saper rispondere ai commenti social, saper costruire una strategia di web marketing efficace e capire come sfruttare al meglio un servizio innovativo – ha sottolineato Cursano – quale l’home delivery, è divenuto essenziale quanto saper consigliare il miglior vino. Con questo progetto i ragazzi acquisiranno competenze quali autonomia, imprenditorialità, capacità relazionali e lavoro di gruppo, necessarie a trovare lavoro in un settore in costante trasformazione quale è quello della ristorazione”.
Gli studenti di sei istituti superiori del Lazio, attraverso le lezioni di TripAdvisor, Google, The Fork e Glovo, avranno la possibilità di apprendere sul campo funzionalità ed usi dei nuovi strumenti che stanno rivoluzionando le modalità di gestione delle imprese e di svolgere un tirocinio all’interno di alcune aziende del settore dei pubblici esercizi, sempre più aperto al digitale e ai millennials. Un progetto, la cui realizzazione è stata resa possibile grazie all’accordo sottoscritto da Fipe con l’Usr Lazio e Confcommercio Lazio, e al prezioso contributo dell’Anpal Servizi Lazio, che prenderà il via da marzo. Nel progetto formativo Fipe – Confcommercio avrà il compito di illustrare il ruolo ed il valore della ristorazione, mettendo in evidenza i trend della domanda e dell’offerta. The Fork illustrerà lo scenario del marketing della ristorazione e la piattaforma delle prenotazioni online, mentre gli esperti di TripAdvisor faranno sviluppare negli studenti la capacità di gestire sia le prenotazioni che le recensioni online. Glovo spiegherà il servizio del food delivery ed i suoi vantaggi illustrando le funzionalità della piattaforma. E Google illustrerà agli studenti le potenzialità e funzioni professionali del portale, tra cui come creare e sviluppare la propria presenza online.
Big cinesi sfidano Google sulle appMedia: Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo lavorano a piattaforma unica
07 febbraio 202011:55
– I colossi della telefonia mobile cinese sono pronti a sfidare Google e il suo negozio di applicazioni. Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo stanno unendo le forze per creare una piattaforma che consenta a chi sviluppa applicazioni fuori dalla Cina di pubblicare le sue app simultaneamente sui negozi delle quattro aziende. Lo riferisce in esclusiva Reuters sul proprio sito.
La novità si chiama Global Developer Service Alliance (Gdsa) e punta a rendere più facile, per gli sviluppatori, portare le app a bordo dei dispositivi delle quattro compagnie, che insieme detengono il 40% delle vendite mondiali di smartphone. In base alle fonti, il lancio è stato programmato per marzo, ma non è chiaro se possa subire l’impatto del coronavirus.
In Cina, dove i servizi di Google sono vietati, gli utenti scaricano applicazioni dai negozi Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo, ma negli altri mercati a dominare è il Google Play Store. La Gdsa potrebbe incentivare gli sviluppatori a creare app per i negozi delle 4 compagnie, e in questo modo sfidare la posizione dominante di Google.
La Gdsa “serve esclusivamente a facilitare l’upload delle applicazioni da parte degli sviluppatori nei rispettivi app store di Xiaomi, Oppo e Vivo”, ha spiegato Xiaomi in una nota in cui non menziona Huawei e nega la sfida a Google: “Non vi è alcun intento competitivo tra questo servizio e Google Play Store”.
Finora l’unica azienda ad aver spinto fuori dalla Cina sul proprio negozio di app – l’App Gallery – è Huawei, che a causa del bando di Donald Trump non è più libera di installare le applicazioni e i servizi di Google sui nuovi smartphone. Per far crescere il negozio, Huawei nel settembre scorso ha annunciato investimenti per 1 miliardo di dollari (di cui 10 milioni in Italia) volti a incentivare gli sviluppatori su scala globale.
