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Qatargate, Eva Kaili si dichiara innocente: "Non diventerò Ifigenia"

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Ultimo aggiornamento 15 Dicembre, 2022, 19:11:20 di Maurizio Barra

“Non diventerò Ifigenia”. Eva Kaili, l’ex vicepresidente del Parlamento europeo indagata nello scandalo che ha colpito le istituzioni europee, torna a rivendicare la sua innocenza e assicura, tramite il suo avvocato, che non farà la fine della figlia di Agamennone e di Clitemnestra, che nel mito greco viene sacrificata. “Kaili non ha alcun coinvolgimento con i soldi che sono stati trovati, tranne che lei stessa era nella casa in cui è stato trovato il denaro”, ha detto oggi il suo avvocato, Michalis Dimitrakopoulos, alla tv greca ANT1.

“Tutte le azioni e le iniziative della signora Kaili sono state approvate dal Parlamento europeo. Non c’era un’agenda personale, tutto era una decisione politica del Consiglio europeo e della Commissione e non solo del Parlamento europeo e della signora Metsola”, ha spiegato Dimitrakopoulos.

Quanto al compagno Francesco Giorgi, l’avvocato dell’ex vicepresidente del Pe sostiene che “il marito conferma ciò che la signora Kaili dice sui soldi: tutto è successo in quelle ore, quando Kaili ha visto i soldi, non ha avuto una risposta convincente sulla loro origine e ha subito chiesto che i soldi uscissero di casa. Suo padre si è preso la responsabilità di essere il corriere, perché non c’era nessun altro”. Kaili, attraverso il suo avvocato, mostra infine comprensione sulla sua destituzione dalla carica di vicepresidente del Parlamento europeo: “Se fossi presidente, farei lo stesso fino a quando il caso non sarà chiarito”. Oggi, secondo le procedure previste dal diritto dell’Unione, il procuratore capo europeo ha chiesto la revoca dell’immunità di Kaili. 

La risoluzione del Parlamento europeo

In risposta al Qatargate, intanto, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che impegna ad adottare norme più stringenti sulla trasparenza. Il provvedimento è stato adottato con 541 voti a favore, due contrari e tre astenuti. La risoluzione “denuncia con la massima fermezza i presunti tentativi del Qatar di influenzare deputati, ex deputati e personale del Parlamento europeo attraverso atti di corruzione, che costituiscono una grave interferenza straniera nei processi democratici dell’Ue”.

Chiede quindi “una commissione speciale incaricata di identificare potenziali carenze nelle norme del Parlamento europeo in materia di trasparenza, integrità e corruzione e di presentare proposte di riforma, basandosi sul lavoro della commissione per gli affari costituzionali e sulle migliori pratiche in altri parlamenti”. Impegna a “istituire una commissione d’inchiesta” “al fine di indagare su casi di corruzione e comportamenti scorretti da parte di Paesi terzi cercando di acquisire influenza nel Parlamento europeo. Inoltre “sospende tutti i lavori sui fascicoli legislativi relativi al Qatar, in particolare per quanto riguarda la liberalizzazione dei visti e le visite programmate, fino a quando le accuse non saranno state confermate o respinte”.

La presidente Metsola

“Piena fiducia nell’inchiesta giudiziaria in corso. Pieno sostegno e fiducia alla presidente Metsola affinché intraprenda tutte le misure necessarie per migliorare e proteggere il funzionamento del Parlamento europeo”. È il messaggio dei leader Ue alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che al vertice di oggi ha illustrato la situazione ai capi di Stato e di governo che l’hanno ringraziata per “la franchezza”. La presidente del Parlamento europeo ha rivelato di essere stata informata dell’inchiesta il 9 dicembre mattina, il giorno delle perquisizioni: “Tra le autorità belghe e i servizi del Parlamento europeo c’è uno scambio continuo e l’inchiesta è stata fatta in tandem”, specifica.

“Non abbiamo un Fbi europeo, non abbiamo agenti interni al Parlamento. Quindi agiamo su istruzione, quando ci viene chiesto di agire. E in questo caso abbiamo agito immediatamente”, ha spiegato. “Siamo stati coinvolti non solo nell’apporre i sigilli agli uffici o nella revoca dell’immunità dov’era da revocare. Ad esempio anche con la richiesta della mia presenza, come richiesto dalla legge belga, per la perquizione della casa di un eurodeputato belga”, ha aggiunto. “Questo è per dire che non c’è stato un momento in cui il Parlamento sia stato informato o gli è stato chiesto qualcosa e che non sia intervenuto”. 

Metsola ha poi fatto sapere che era stata invitata a partecipare alla Coppa del Mondo, ma di aver rifiutato “perché ero preoccupata rispetto a quel Paese”. “Ho avuto due incontri con rappresentanti del governo del Qatar, qui a Bruxelles, dove ho ricevuto i loro inviti a partecipare alla Coppa del mondo, e alle richieste aperte indirizzate al Parlamento europeo, ho sempre rifiutato”, ha dichiarato in conferenza stampa. 

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