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Messico: el Ratón, un regalo per Joe Biden

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Ultimo aggiornamento 6 Gennaio, 2023, 11:37:17 di Maurizio Barra

Il presidente Obrador si riscatta dal fiasco vergognoso del 2019, noto alle cronache come Culiacanazo, e offre su un piatto d’argento al presidente Biden, da lunedì in visita ufficiale, il figlio del Chapo, Ovidio Guzmán, che con i fratelli Joaquín, Iván e Jesús Alfredo, formano Los Chapitos, una delle due fazioni in guerra che si contendono la guida del Cartello di Sinaloa. Non è stato un successo indolore.

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Guerriglia urbana, sparatorie in strada, auto date alle fiamme

Al contrario. Mazatlán, la capitale dello Stato, ha vissuto una giornata di guerra, con decine di camion e auto dati alle fiamme, raid di sicari a bordo di motociclette e blindati che sparavano all’impazzata, accessi alla città bloccati. Con gli abitanti in preda al terrore che fuggivano cercando riparo ovunque, automobilisti costretti a consegnare i propri mezzi, le scuole chiuse, gli uffici svuotati di corsa, i negozi sbarrati, gli ospedali blindati, la gente che si rintanava negli alberghi più vicini. Fino al culmine della battaglia ingaggiata all’aeroporto: l’aereo militare con a bordo el Ratón bersagliato di proiettili e un secondo volo pronto a decollare, pieno di passeggeri che si buttano a terra, colpito alla fusoliera. Scene drammatiche, un vero inferno. L’intero Stato di Sinaloa messo a ferro e fuoco, i soldati della Guardia Nazionale che resistono agli assalti e ficcano a forza “el Ratón” a bordo evitando di lasciarlo andare come era accaduto tre anni fa per scongiurare morti e distruzione. Il bilancio finale è pesante ma meno grave di quello che si temeva: 3 soldati morti e 27 feriti. Tra questi ci sono dei civili, tutti colpiti da arma da fuoco.

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La taglia su el Ratòn

Ovidio Guzmán è già rinchiuso nel carcere di Altiplano, lo stesso da dove evase il padre nella sua seconda, clamorosa fuga prima di essere di nuovo acciuffato e questa volta estradato negli Usa dove è stato condannato all’ergastolo che sta scontando in un carcere dell’Arizona.

El Chapo, arrestato nel 1996

El Chapo, arrestato nel 1996 (ansa)

Nella foto che circola sui social lo si vede mentre viene imbarcato sull’elicottero che dalla procura di Città del Messico lo trasferisce nel penitenziario.

Nessun commento da parte degli Usa che sono comunque soddisfatti. Sul capo de “el Ratón” pendeva una taglia di 5 milioni di dollari. È servita. Qualcuno ha svelato dove si trovava il capo de Los Chapitos. Le intelligence Usa e messicane lo hanno seguito per sei mesi. Alla fine, giovedì all’alba, è scattato il blitz con la reazione immediata dai sicari che hanno fatto di tutto per impedire il trasferimento dal nord di Mazatlán allo scalo della città. Joe Biden anticipa a domenica la visita di tre giorni che doveva iniziare lunedì. Obrador lo accoglierà rafforzato da un successo preparato con cura. Mettere fuori gioco Ovidio Guzmán favorisce Ismael “el Mayo” Zambada García, storico socio in affari del Chapo da oggi padrone unico del Cartello di Sinaloa.

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