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Iran, Khamenei concede la grazia a migliaia di prigionieri

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Ultimo aggiornamento 5 Febbraio, 2023, 21:03:31 di Maurizio Barra

Il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha graziato “decine di migliaia” di prigionieri, compresi molti arrestati nelle recenti proteste per accuse legate alla sicurezza. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano la tv di Stato iraniana.

“I prigionieri che non sono accusati di spionaggio per conto di agenzie straniere, contatti diretti con agenti stranieri, omicidio, distruzione e incendio doloso di proprietà appartenenti allo Stato saranno graziati”, affermano i media iraniani. Tra questi ci sarebbero anche partecipanti alle manifestazioni di protesta degli ultimi mesi, represse con inaudita violenz dal regime. La decisione è stata annunciata per celebrare l’anniversario della rivoluzione del 1979.

Il ballo a Teheran che ha condannato a 10 anni una coppia di 20enni





Sempre da Teheran arriva invece la notizia della detenzione di una giornalista del quotidiano riformista Hammihan, sorella di una reporter già in prigione per aver diffuso la notizia della morte di Mahsa Amini che ha scatenato vaste proteste in tutto il Paese. Elnaz Mohammadi è stata fermata nell’ufficio del procuratore dove era stata convocata per “una spiegazione”, ha riferito la stampa locale. Sua sorella Elahe era stata arrestata il 29 settembre scorso dopo aver coperto il funerale di Amini e accusata di “propaganda contro il sistema e cospirazione contro la sicurezza nazionale”, punibile con la pena capitale.

Pochi giorni fa era stato rilasciato il regista Jafar Panahi, detenuto dal luglio scorso nel carcere più duro della Repubblica islamica, quello di Evin, per scontare una condanna a sei anni che gli era stata data nel 2011 per “propaganda contro il governo”. Soltanto 48 ore prima il cineasta aveva iniziato a fare lo sciopero della fame.

 

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