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Ricercato in Russia Rosario Aitala, giudice della Corte dell’Aja

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Ultimo aggiornamento 23 Giugno, 2023, 22:02:18 di Maurizio Barra

Occhio per occhio, dente per dente. Il nome del giudice della Corte penale internazionale Rosario Salvatore Aitala, che ha emesso un mandato d’arresto contro il presidente russo Vladimir Putin per crimini di guerra, è stato inserito nel database delle persone ricercate del ministero dell’Interno russo.

“Rosario Salvatore Aitala è ricercato ai sensi di un articolo del codice penale”, si legge nel database citato dall’agenzia di stampa Tass, ma non vengono specificate le accuse a suo carico.

Il 17 marzo scorso la Corte dell’Aja aveva emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e della commissaria russa per i diritti dei bambini Maria Lvova-Belova per crimini di guerra e, in particolare, per la “deportazione illegale di bambini ucraini”.

Tre giorni dopo il Comitato investigativo russo aveva aperto un procedimento penale contro il pubblico ministero e i giudici della Corte ritenendo le loro azioni consapevolmente “illegittime”. Per motivare l’iniziativa legale, citava la “Convenzione sulla prevenzione e repressione dei crimini contro le persone che godono di una protezione internazionale” del 14 dicembre 1973 che prevede che i capi di Stato godano dell’assoluta immunità dalla giurisdizione di Paesi stranieri.

Lo scorso maggio, infine, il Comitato investigativo russo aveva accusato il giudice italiano Aitala di “detenzione illegale di una persona” e “complotto per attaccare un funzionario del governo straniero, che detiene lo status di persona protetta a livello internazionale, con lo scopo di forzare relazioni internazionali”. Da ieri Aitala è ricercato. Un provvedimento che in realtà concretamente poco vale.

Nato a Catania 54 anni fa, Rosario Aitala è stato a lungo dirigente della polizia di Stato prima di entrare in magistratura nel 1997. In seguito è diventato docente di diritto internazionale alla Luiss di Roma e nel 2018 è approdato alla Corte penale dell’Aja.
 

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