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Ecco la location del comizio di Trump a Detroit: un capannone della Drake Enterprise da 1000 posti

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Ultimo aggiornamento 27 Settembre, 2023, 20:47:42 di Maurizio Barra

DETROIT – C’è una cosa che colpisce, del posto scelto da Donald Trump per il suo comizio agli operai di Detroit: quanto è piccolo. Un capannone della compagnia Drake Enterprises, dove a fatica entra un migliaio di persone. Naturalmente sarebbe sbagliato estrapolare da questo fatto chissà quali conclusioni, però è possibile che dica qualcosa sulle ambizioni e gli obiettivi della visita dell’ex presidente nella capitale dell’industria automobilistica americana.

Appena lo sciopero è cominciato nelle fabbriche di General Motors, Ford e Stellantis (controllata da Exor come questo giornale), Trump ha subito intuito che per lui rappresentava un’occasione unica. Biden si è sempre presentato come il presidente più amico dei sindacati, e Donald poteva scalfire questa immagine proprio nel cuore produttivo del Michigan, uno dei pochi stati che decideranno le elezioni del prossimo anno. In più la potenziale frenata dell’economia provocata dalle astensioni dal lavoro potrebbe favorire la recessione, indebolendo ancora di più la fragile ricandidatura dell’ottantenne capo della Casa Bianca.

Perciò Donald ha deciso di inserirsi nella disputa sindacale, annunciando che mercoledì sarebbe venuto a parlare agli operai. I temi li ha anticipati lui stesso: Biden ha sbagliato a puntare sulle auto elettriche per la transizione verde, perché così toglierà lavoro agli operai che costruiscono quelle a combustione, in quanto le prime hanno bisogno di meno tempo delle seconde per essere prodotte. Così mette Joe davanti alla contraddizione di dover scegliere tra i voti dei colletti blu, e quelli degli ambientalisti. Inoltre, e questa è la seconda accusa pesante, seguendo la strada intrapresa il presidente non farà altro che accentuare la piaga di esportare posti di lavoro in Cina. Il merito di questi attacchi è tutto da verificare, anche perché resta da vedere l’esito dello sciopero, ma intanto aiutano a colpire Biden dove fa più male.

Per accentuare il dolore Trump ha pensato di venire a Detroit, spingendo il presidente ad anticiparlo. Così martedì il capo della Casa Bianca ha rotto la sua imparzialità nella disputa, andando a dare la propria solidarietà ad un picchetto di operai in sciopero.

Donald invece ha optato per tenere un comizio davanti agli iscritti del sindacato United Auto Workers, che tuttavia non lo ha aiutato in alcun modo per l’evento e ha già chiarito che comunque non lo appoggerà nella campagna presidenziale.

La sede scelta è la Drake Enterprises, una compagnia che produce parti per l’industria automobilistica a Clinton Township, nella periferia di Detroit. Sicuramente una buona azienda, che però con 125 dipendenti non regge minimamente il confronto con i colossi del settore. Il comizio poi non è stato allestito in uno stadio, un palasport o un teatro, ma dentro un modesto capannone di cui pubblichiamo le immagini, dove sono state preparate appena una decina di file di sedie. Una roba non da Trump, insomma, almeno per la megalomania a cui ci ha da sempre abituati.

Può darsi naturalmente che ciò dipenda dalla volontà di selezionare l’audience, rivolgendosi ad un gruppo specifico e ristretto di ascoltatori. Drake Enterprises non è sindacalizzata, come la Tesla e ovviamente le aziende cinesi, e questo può aver contribuito alla decisione. Poi è ovvio che la risonanza mediatica dell’evento va ben oltre il numero delle persone invitate, perché la sola presenza di Donald fa notizia, e le sue parole rimbalzeranno su televisioni, internet e social.

E’ anche possibile, però, che abbia fatto questa scelta al ribasso perché sapeva che comunque non aveva la capacità di attirare folle oceaniche di operai a Detroit, dove i sindacati lo vedono come fumo negli occhi, proprio per le sue politiche anti sindacali adottate quando era alla Casa Bianca. E questo potrebbe dare qualche indicazione sulle sfide che attendono anche lui in Michigan, e negli altri stati contesi del Midwest e della Rust Belt, dove si decideranno le elezioni del 2024.

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