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Siccità in Tunisia, prorogato il razionamento dell’acqua potabile

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Ultimo aggiornamento 1 Ottobre, 2023, 17:24:11 di Maurizio Barra

Rubinetti chiusi per sette ore al giorno, dalle 21 alle 4 del mattino; vietato irrigare i campi e lavare le strade. Sono le misure del governo di Tunisi per far fronte all’emergenza siccità che ormai dura da cinque anni. Un razionamento che era stato varato a marzo e che avrebbe dovuto avere fine il 30 settembre: il ministero dell’Agricoltura ha ora deciso di prorogare ulteriormente le restrizioni. 

Le norme prevedono il taglio dell’acqua durante la notte e il divieto dell’uso delle risorse idriche in ambito agricolo: è proibito inoltre utilizzarle per lavare le automobili e per pulire strade e luoghi pubblici. Per i trasgressori sono previste multe e una reclusione fino a sei mesi.

La capacità dei bacini idrici della Tunisia è al 30 per cento, secondo il ministero dell’Agricoltura. Quella del bacino formato dalla diga di Sidi Salem, da cui proviene l’acqua usata in molte regioni del nord del paese, non supera il 16 per cento. Ad affliggere le risorse del Paese, oltre alla scarsità di precipitazione e a picchi di calore estivi con temperature massime spesso superiori ai 50 gradi sono anche gli sprechi: l’associazione Green Tunisia stima che il malfunzionamento degli scarichi dei wc sia responsabile della dispersione del 50 per cento dell’acqua domestica.

Le risorse idriche nelle falde acquifere sotterranee sono diminuite dal 66,1% nel 2016 al 58,6% nel 2017 e al 41,3% nel 2022, il che ha aggravato il problema dell’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere e della proliferazione di pozzi anarchici.

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