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Adriano Sofri sul 7 ottobre: “Dopo il silenzio, finalmente chiarezza sugli stupri di Hamas”

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Ultimo aggiornamento 24 Novembre, 2023, 18:48:13 di Maurizio Barra

“Ieri, 23 novembre, finalmente un importante quotidiano italiano come Repubblica ha tradotto un intervento sugli stupri, le mutilazioni sessuali, lo spettacolo di esultanza, inscenati dagli uomini di Hamas il 7 ottobre (…)”.

Il commento arriva dalle pagine del Foglio, a firma di Adriano Sofri, e si riferisce all’articolo del 24 novembre di Tamar Herzig, docente di Storia alla Tel Aviv University, che dalle pagine di questo giornale ha rotto il silenzio sulle brutali violenze sessuali perpetrate dai miliziani di Hamas durante l’attacco del 7 ottobre.

Violenze terribili, documentate in video dalle bodycam degli aggressori prima ancora che dagli esami medici condotti sulle vittime: e però più volte taciuti, oggetto di una campagna di negazionismo guidata anche da attiviste come Samantha Pearson, direttrice del Centro violenze sessuali dell’Università dell’Alberta, che ha messo in dubbio gli stupri perpetrati dai componenti di Hamas.

“Nel corso delle settimane successive, le prove raccolte durante le autopsie dei cadaveri degli israeliani assassinati hanno rivelato tracce di stupri brutali – ricordava Herzig – in certi casi tanto violenti da provocare la rottura delle gambe e del bacino”. Orrori documentati che non sono bastati a al Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (Cedaw), né ad altri organi delle Nazioni Unite, per condannare esplicitamente le violenze sessuali.

Se “può destare scalpore l’abbandono delle attiviste del “MeToo” che avevano per motto ‘Io ti credo’, ‘che rifiutano le prove abbondanti, comprese le testimonianze delle sopravvissute al massacro” – come scrive Herzig e ricorda Sofri – ogni sostegno ad affermazioni documentate aiuta raccontare il conflitto in modo sempre più obiettivo.

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