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Ultimo aggiornamento 30 Novembre, 2023, 03:52:09 di Maurizio Barra
JENIN — Per le strade di Jenin uno dei passatempi più diffusi fra i più piccoli è il monopattino: solo che farlo scorrere qui è un’impresa. I bambini ci provano, si inzaccherano e provano ancora: avranno fra i sette e i dieci anni e molto poco altro da fare in un luogo che già di per sé non offre molto. Ma che con la chiusura delle scuole gestite delle Nazioni Unite e le incursioni dell’esercito israeliano che notte dopo notte fanno saltare strade, fogne e moschee è ancora più desolante. Uno di quei bambini è morto martedì sera a Jenin: si chiamava Adam Saher al Ghoul e aveva otto anni. Ad ucciderlo un proiettile alla testa sparato dai militari israeliani. Insieme a lui è morto Basil Suleiman Abu al Wafa, 15 anni, a cui era indirizzata la raffica che ha ucciso anche il più piccolo. Poche ore dopo, di notte, sono stati uccisi Muhammad Jamal Zubaidi e Wissam Ziad Hanoune, comandante militare del campo e uno dei suoi vice, che del raid erano l’obiettivo.
La morte dei due minori è stata ripresa da due telecamere: si vede un gruppo di ragazzi, fra cui l’adolescente Basil, rifugiarsi dietro un angolo di fronte all’avanzata dei militari. Il ragazzo rimane due passi avanti agli altri, cerca di accendere l’oggetto che ha in mano, che sembra un candelotto, ma viene colpito. Cade a terra, ferito al petto, e a quel punto parte una seconda raffica che lo centra e colpisce anche Adam, una decina di metri più indietro.
Un comunicato di Medici senza Frontiere punta il dito contro Israele. «Per oltre due ore non siamo riusciti a curare i feriti, non potevano raggiungere l’ospedale poiché l’esercito israeliano bloccava l’entrata», ha detto in un video diffuso su X, il presidente dell’Ong Christos Christou, che in questo momento si trova all’ospedale Khalil Suleiman, nel mezzo del campo profughi.
Quello nella notte fra martedì e mercoledì è stato uno dei raid più duri vissuti a Jenin, il punto più caldo della Cisgiordania, da mesi palcoscenico di violenti scontri: 1.100 soldati e cento veicoli israeliani sul campo, secondo fonti palestinesi. Numeri altissimi anche per un luogo che da sempre è considerato zona rossa da chi segue questa eterna crisi. Qui dopo il 7 di ottobre la situazione è diventata esplosiva: «Prima entravano qualche volta: arrestavano i ragazzi, sparavano, poi andavano via. Ora è tutto diverso: Israele sta mostrando la sua vera faccia. Vogliono una nuova Nakba», ovvero l’esodo forzato della popolazione palestinese del 1948, ci dice Abu Talal, un ex combattente di 47 anni, nato a Jenin già profugo, uno dei capi politici nel campo. Giura che non si arrenderà: «Non smetteremo di sognare una terra chiamata Palestina».
Nel campo sono tanti a pensarla come lui: molti sono giovanissimi, come il quindicenne Basil ucciso martedì. La jihad qui è un culto, un modo di vivere: lo raccontano i poster dei giovanissimi “martiri” (come vengono chiamati i combattenti uccisi da Israele) che salutano il visitatore già dall’ingresso in città. Sui quei poster, Abdulrahman potrebbe finire presto: ha 35 anni, una buona manciata li ha passati in cella. «Siamo obbligati a difenderci con ogni mezzo. Se fosse l’Italia fareste lo stesso anche voi», dice.
Ad ascoltarlo c’è un gruppo di bambini: uno assomiglia in modo impressionante ad Adam, il piccolo ucciso martedì. Prova a far scivolare il monopattino, ma con le strade devastate dai bulldozer non c’è verso. Scoraggiati, i suoi amici se ne vanno: lui resta solo, con le foto dei martiri come uniche compagne di gioco.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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