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La disputa sulla casa che tormenta Salman Rushdie

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Ultimo aggiornamento 8 Dicembre, 2023, 10:54:42 di Maurizio Barra

LONDRA – Il suo libro più famoso, “I figli della mezzanotte”, è ambientato nel 1947, all’epoca della partizione del British Raj, com’era chiamato il Paese sotto il colonialismo britannico, in due nazioni, l’India e il Pakistan: traumatico evento fonte di un conflitto che da allora non si è mai del tutto spento. La disputa immobiliare che vede coinvolta la famiglia di Salman Rushdie, autore di quel pluripremiato romanzo e di tanti altri, non va così indietro nel tempo, ma quasi: è cominciata più di mezzo secolo fa e non è ancora conclusa.

Nel 1970 il padre dello scrittore, Anis Ahmed Rushdie, un avvocato e uomo d’affari laureato a Cambridge, si accordò con Bikhu Ram Jain, un parlamentare del Partito del Congresso, a lungo la forza politica indiana dominante, per vendergli una villa con giardino di 5 mila metri quadri nel centro di Nuova Delhi, al prezzo allora pattuito di 375 mila rupie. Ma la transazione non venne formalizzata e da allora la famiglia Jain chiede alla magistratura di imporre ai Rushdie di mantenere l’impegno.

Nel frattempo, Rushdie padre è deceduto, così come il deputato Jain che voleva comprare la sua casa, per cui il contenzioso è passato agli eredi, compreso Salman Rushdie e le sue sorelle. I quali non si oppongono per principio a cedere la residenza al legittimo acquirente, ma pretendono che i giudici adeguino il prezzo della compravendita ai giorni nostri. La cifra originalmente pattuita di 375 mila rupie equivale infatti ad appena 4200 euro odierni. Nel 2012 una sentenza del tribunale di Delhi, tenuto conto dell’aumento dell’inflazione nei quattro decenni precedenti, la portò a un prezzo equivalente a 15 milioni di euro. Ma da allora, secondo i legali dei Rushdie, i prezzi degli immobili nella capitale indiana sono saliti alle stelle, per cui il valore attuale dovrebbe essere quattro volte tanto: pari a circa 60 milioni di euro.
La settimana scorsa l’Alta Corte di Delhi è intervenuta sulla questione, riconfermando che l’acquirente ha diritto a perfezione l’acquisto, ma sottolineando che il prezzo della proprietà va effettivamente di nuovo aggiornato e invitando le due parti a chiudere il procedimento “il più presto possibile”. Più facile a dirsi che a farsi, visto che dura da cinquantatré anni: la lentezza della giustizia indiana è simile a quella italiana, talvolta perfino la supera.

Rushdie, che dopo la fatwa (condanna a morte) contro di lui espressa dall’Iran e il grave ferimento sofferto nel 2022 da un attentatore adesso vive a New York, ha 76 anni. Chissà se assisterà alla vendita della casa paterna e alla fine del processo.

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